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    Messaggio Da APUMA Mer Dic 15, 2021 3:04 pm

    The Witcher serie Netflix: il riassunto della prima stagione

    In attesa dei nuovi episodi su Netflix, riassumiamo la storia della prima stagione di The Witcher con Henry Cavill nel ruolo di Geralt.

    Mancano ormai pochi giorni all'esordio della seconda stagione di The Witcher su Netflix: il nuovo ciclo di episodi della serie televisiva dedicata ai libri di Andrzej Sapkowski che, a loro volta, hanno ispirato alcuni tra i giochi più amati degli ultimi anni, in particolare The Witcher 3: Wild Hunt con le sue espansioni. La serie, che ha per protagonista Henry Cavill (Man of Steel, Mission Impossible: Fallout) nei panni di Geralt lo Strigo, adatta alcuni racconti brevi di Sapkowski, non necessariamente in ordine cronologico, e per questo motivo può essere complicato sciogliere l'intreccio, specie se si ha poca dimestichezza col materiale letterario/videoludico.

    Questo nostro riassunto serve proprio a questo. Se non avete mai visto la serie, ovviamente, vi consigliamo di chiudere questa pagina perché contiene enormi spoiler su tutta la prima stagione Netflix di The Witcher, e di correre a guardarla perché merita davvero. Se invece volete rinfrescarvi la memoria sui nodi principali della storia, continuate a leggere. Per semplificare un po' le cose, abbiamo deciso d'incentrare il nostro riassunto sui tre protagonisti della serie, che sono Geralt, Yennefer e Ciri.



    Gli episodi seguono le loro disavventure fino a intrecciare i loro destini, ma le vicende raccontate nella serie Netflix si svolgono in diversi lassi di tempo: la storia di Geralt si sviluppa in circa vent'anni, quella di Yennefer in circa 70, mentre quella di Ciri racconta due intensissime settimane di vita della principessa.

    Procediamo, quindi, col riassunto della prima stagione della serie Netflix di The Witcher.

    Le origini di Yennefer
    [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
    The Witcher, Yennefer di Vergenberg.

    Yennefer e Geralt sono due personaggi che, per vari motivi, praticamente non invecchiano mai nel corso delle loro vite, e quindi è difficile collocare con precisione le loro vicende. Yennefer è comunque più vecchia di Geralt, ma la sua storia comincia nel secondo episodio della serie (Quattro marchi) quando la giovane, gobba e deforme, si teletrasporta senza volerlo nelle segrete del castello di Aretuza, una celebre accademia di magia del mondo di The Witcher, dove incontra Istredd, un apprendista che, prima di rimandarla nel villaggio di Vergenberg, la avvisa: la rettrice di Aretuza andrà a cercarla. Tissaia de Vries si presenta infatti qualche giorno dopo e compra Yennefer dal patrigno per quattro marchi.

    Yennefer fatica ad ambientarsi ad Aretuza e tenta persino il suicidio, ma nel tempo impara lentamente a controllare la magia dentro di sé. Contemporaneamente, Yennefer instaura una relazione sentimentale con Istredd, al quale confida un segreto: la sua deformità è dovuta al fatto che il suo padre biologico era mezz'elfo. I due piccioncini, però, non sanno di essere manipolati, una da Tissaia e l'altro dal maestro Stregobor. Quest'ultimo, appreso il segreto di Yennefer dal suo pupillo Istredd, fa sì che anni dopo la ragazza non venga assegnata al sovrano di Aedirn come previsto, ma al decadente regno di Nilfgaard.

    Yennefer rompe con Istredd e si sottopone a un rituale che le conferisce la bellezza e la vita eterna al prezzo della sua fertilità; dopodiché, si presenta alla festa in cui le maghe vengono assegnate ai vari sovrani e convince il re di Aedirn a prenderla come consigliera, scavalcando la maga che avrebbe dovuto sostituirla, Fringilla Vigo. La quale, ovviamente, non la prende tanto bene.

    Le avventure di Geralt
    [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
    The Witcher, Geralt di Rivia.

    Per saperne di più sulle origini di Geralt bisogna aspettare l'ultimo episodio della prima stagione (Molto di più) in cui il nostro, ferito da un ghoul e moribondo, ricorda quando sua madre Visenna lo aveva affidato ai Witcher. La stagione infatti inizia in medias res con lo strigo che vive varie avventure nei primi tre episodi e incontra Ranuncolo, un bardo che lo segue per qualche tempo e contribuisce a renderlo famoso nel continente con le sue storie. Se volete orientarvi in senso cronologico, vi conviene stare attenti ai dialoghi e in particolare a quelli che menzionano Cintra e la regina Calanthe: sono essenzialmente la vostra ancora temporale e vi permettono di capire in che momento si sta svolgendo la storia.

    In ogni caso, mentre Geralt affronta mostri e tradimenti, Yennefer è già trent'anni come minimo che serve la famiglia reale di Aedirn, ma comincia a sentire la mancanza di uno scopo nella propria vita. Un giorno si ritrova a proteggere la regina e la sua bimba appena nata dall'agguato di un sicario: Yennefer inizialmente le abbandona al loro destino, ma poi fa marcia indietro. Nonostante il suo intervento, sia la donna che la bimba perdono la vita.

    La legge della sorpresa
    [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
    The Witcher, la regina Calanthe di Cintra.

    Il primo snodo narrativo davvero importante si verifica nell'episodio 4: Bastardi, banchetti e sepolture. In questo episodio, Geralt partecipa a un ballo di corte quando il regno di Cintra era ancora all'apice del suo potere e assiste all'arrivo di Duny, un cavaliere che chiede in mano la principessa Pavetta. Duny, però, è stato maledetto e ha assunto un aspetto mostruoso. Inizialmente la regina Calanthe è reticente, ma poi si scopre che Duny e Pavetta sono stati legati dal destino e dalla famigerata "legge della sorpresa": un'antica usanza secondo la quale una persona, senza sapere cosa chiedere per saldare un debito di vita, può chiedere al debitore una cosa che possiede, ma che non sa ancora di avere. Nel caso di Duny si era trattato proprio di Pavetta: il cavaliere aveva salvato suo padre prima che questo scoprisse di avere avuto una figlia.

    Alla fine tutto si risolve per il meglio: Duny sposa Pavetta e la regina Calanthe sposa Lord Eist di Skellige, ma quando Duny offre a Geralt una ricompensa per averlo aiutato, il nostro Witcher sceglie la "legge della sorpresa" per schernirlo. È allora che Pavetta si scopre incinta, e così Geralt, suo malgrado, resta legato dal destino alla futura principessa Ciri.

    Geralt ♥ Yennefer
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    The Witcher, Ranuncolo.

    Circa un anno dopo la festa a Cintra, Geralt trova l'anfora di un Jinn, una creatura soprannaturale che può esaudire tre desideri nell'episodio intitolato, appunto, Desideri incontenibili. A causa di una serie di circostanze, Ranuncolo resta ferito e Geralt si reca a Rinde in cerca prima di un guaritore e poi di una maga che, ovviamente, è Yennefer: quest'ultima ha causato non pochi problemi a Rinde, tra incantesimi e pozioni d'amore, mentre cerca ancora una cura per la sua sterilità. Yennefer cura Ranuncolo e poi cerca di appropriarsi del potere del Jinn. La situazione si complica e dopo varie peripezie Geralt esprime il suo ultimo desiderio per scacciare il Jinn e salvare Yennefer. Questa disavventura lega sentimentalmente Geralt a Yennefer, che si rincontreranno in diverse occasioni, non ultima una vera e propria caccia al drago (episodio 8, Specie rara).

    La caduta di Cintra
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    The Witcher, Triss Merigold.

    Un altro evento epocale nella stagione è la presa di Cintra da parte del regno di Nilfgaard: quest'ultimo mira a conquistare l'intero continente e Cintra è solo un altro ostacolo, ma c'è un motivo più sinistro che spinge il sovrano Emhyr Var Emreis a colpire il regno della regina Calanthe, ed è proprio la principessa Ciri. Nell'episodio 7, Prima di una sconfitta, Geralt scopre che l'esercito di Nilfgaard sta puntando su Cintra e si reca da Calanthe per onorare la legge della sorpresa e portare in salvo Ciri che, a questo punto, Geralt non ha ancora incontrato di persona. La regina però si oppone e, dopo aver imprigionato il Witcher con uno stratagemma, affronta il nemico in battaglia, restando però ferita a morte. Geralt, intanto, si libera e cerca Ciri.

    Nel frattempo, la guerra tra i due regni coinvolge anche i maghi di Aretuza. Yennefer partecipa a una riunione sebbene abbia preso le distanze dagli altri maghi e assiste all'intervento di Fringilla - inviata poi a Nilfgaard al suo posto - e di Stregobor che convincono gli altri a infischiarsene, dato che la regina Calanthe ha preferito prendere come consigliere un druido (Sacco di topo, un vecchio amico di Geralt) piuttosto che un mago di Aretuza.

    Mentre Geralt resta ferito dal ghoul e trascorre gran parte dell'ultimo episodio (Molto di più) privo di sensi, salvo poi essere aiutato da un uomo che lo carica sul suo carro e lo porta a casa propria. Tissaia convince alcuni maghi a opporre resistenza nei pressi della rocca di Sodden. Yennefer, che non riuscendo a curare la sua sterilità ha perso la voglia di vivere, si unisce alla battaglia. I maghi vengono aiutati da re Foltest e la sua maga Triss Merigold, che Geralt ha conosciuto nell'episodio 3, Luna traditrice. Tutto sembra perduto comunque, finché Yennefer, indotta da Tissaia, non attinge alle proprie emozioni per fortificare la sua magia e spazzare via l'esercito nemico... scomparendo però misteriosamente nel farlo.

    Le disavventure di Ciri
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    The Witcher, la principessa Ciri.

    La storia di Ciri, che come abbiamo detto è il terzo personaggio principale nella prima stagione di The Witcher, sono raccontate nel corso degli otto episodi, ma in buona sostanza la sua storia comincia proprio con la caduta di Cintra, quando la fanciulla, in fuga, viene prima rapita da un generale di Nilfgaard, Cahir, liberandosi grazie ai suoi potentissimi doni soprannaturali. In seguito, Ciri incontra un elfo di nome Dara e insieme a lui arriva alla foresta delle driadi di Brokolin, dove rivela la sua identità e la missione affidatele dalla nonna, la regina Calanthe: trovare Geralt di Rivia. Ciri scopre così che gli elfi non nutrono granché rispetto per Calanthe, dato che aveva partecipato alla grande epurazione della loro specie. Le vicende di Ciri si intrecciano con quelle di Cahir e di un mutaforma assoldato per catturarla, ma alla fine Cirilla, i cui poteri diventano sempre più incontrollabili, finisce a casa di una donna che la prende in simpatia e praticamente decide di adottarla proprio mentre infuria la battaglia di Sodden.

    Il marito della donna è infatti lo stesso uomo che ha salvato Geralt dopo l'agguato dei ghoul. Cirilla, che nel frattempo ha sognato la battaglia di Sodden e intravisto Geralt e Yennefer in sogno, scappa per non mettere in pericolo la famiglia che l'ha accolta e manca il Witcher per un soffio. Fortunatamente Geralt si riprende e corre a cercare Ciri: i due si incontrano per la prima volta proprio alla fine della stagione, che si chiude quando Ciri domanda a Geralt chi sia Yennefer.
    Fonte: MultiPlayer.It
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    Messaggio Da APUMA Lun Gen 17, 2022 4:06 pm

    GERALT di RIVIA.[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
    © Sakimi chan


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    Messaggio Da APUMA Dom Ott 30, 2022 9:15 am

    The Witcher, Henry Cavill lascia la serie! Già annunciato il nuovo Geralt di Rivia

    La notizia bomba arriva direttamente dall’attore, che a sorpresa dice addio al personaggio.

    [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

    Henry Cavill non sarà più Geralt di Rivia a partire dalla quarta stagione di The Witcher.

    La notizia, completamente inaspettata, è stata diffusa dallo stesso attore britannico sui suoi canali social tramite un intenso commiato nel quale svela inoltre il nome di colui che prenderà il suo posto nello show. Potete leggere le parole di Cavill a seguire qui sotto:

    «Alcune notizie da condividere dal Continente…
    Il mio viaggio come Geralt di Rivia è stato pieno di mostri e avventure, e, ahimè, dovrò posare il mio medaglione e le mie spade per la stagione 4. Al mio posto, sarà il fantastico signor Liam Hemsworth a prendere il manto del Lupo Bianco. Come per i più grandi personaggi letterari, passo il testimone con riverenza per il tempo trascorso a incarnare Geralt e l’entusiasmo per vedere l’interpretazione portata da Liam di questo personaggio complesso e affascinante.
    Liam, mio caro signore, questo personaggio ha una profondità meravigliosa, divertiti a esplorarlo e a vedere cosa riesci a trovare
    ».

    A seguire qui sotto potete invece leggere la sinossi ufficiale della terza stagione di The Witcher, l’ultima che vedrà Henry Cavill nel ruolo di Geralt:

    "Mentre monarchi, maghi e creature del Continente competono per catturarla, Geralt nasconde Ciri di Cintra, determinato a proteggere la sua nuova famiglia appena riunita da coloro che minacciano di distruggerla. Incaricata di educare Ciri alla magia, Yennefer li conduce nella fortezza protetta di Aretuza, dove spera di scoprire di più sui poteri non ancora sfruttati della ragazza; invece, scoprono di essere capitati nel mezzo di una battaglia fatta di corruzione politica, magia oscura e tradimenti. Devono combattere e mettere in gioco tutto quello che hanno – o rischiano di perdersi l’un l’altro per sempre."

    La terza stagione della serie si preannuncia quindi pregna di momenti avvincenti ed emozionanti, che permetteranno a Henry Cavill di salutare degnamente la sua meravigliosa interpretazione dello Strigo nato dalla penna del romanziere polacco Andrzej Sapkowski.
    Fonte: BestMovie.It


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    Messaggio Da APUMA Sab Giu 10, 2023 8:00 am

             -   The Witcher - Stagione 3 | Trailer ufficiale | Netflix   -


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    Messaggio Da APUMA Mer Giu 14, 2023 1:59 pm

    DI COSA PARLA THE WITCHER 3? TUTTO QUELLO CHE DOVETE SAPERE SULLA TRAMA DEI NUOVI EPISODI

    [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

    La guerra è imminente nel trailer ufficiale di The Witcher 3, terza stagione della popolare serie tv fantasy di Netflix con protagonista Henry Cavill che sta per tornare sulla piattaforma di streaming on demand con otto nuovi episodi.

    Ma di cosa parla The Witcher 3? Se volete rinfrescarvi la memoria, niente paura: nel paragrafo che trovate di seguito, vi forniamo qualche anticipazione in vista dell'uscita dei nuovi episodi della serie.

    La nuova stagione di The Witcher, ancora una volta guidata dalla showrunner e produttrice esecutiva Lauren Schmidt Hissrich, prenderà il via con Geralt che deve urgentemente trovare un nascondiglio sicuro per Ciri, mentre i monarchi, i maghi e le bestie oscure del Continente le danno la caccia per catturarla: determinato a proteggere la sua famiglia appena riunita da coloro che minacciano di distruggerla, Geralt fa affidamento sulla maga Yennefer che, incaricata dell’addestramento magico di Ciri, li conduce alla fortezza protetta di Aretuza, dove spera di scoprire di più sui misteriosi poteri della ragazza. Purtroppo per loro, però, una volta lì scoprono che proprio Aretuza è diventata un campo di battaglia di corruzione politica, magia oscura e tradimento.

    Ricordiamo che The Witcher 3 sarà l'ultima stagione di Henry Cavill: dalla successiva e già annunciata ufficialmente The Witcher 4, che arriverà prossimamente, Geralt Di Rivia avrà il volto di Liam Hemsworth.
    Fonte: Serial.EveryEye.It


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    Messaggio Da APUMA Gio Giu 15, 2023 2:18 pm

    The Witcher, Joey Batey assicura che la stagione 3 adatta i romanzi in “modo folle e magico

    La star di The Witcher Joey Batey assicura che la terza stagione della serie Netflix adatterà gli eventi dei romanzi di Andrzej Sapkowski in un modo "folle e magico".

    [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

    The Witcher di Netflix è stato criticato dai fan dei romanzi di Andrzej Sapkowski per essersi allontanato sempre di più dagli eventi e dai personaggi descritti nei libri, soprattutto dopo la seconda stagione. L’attore Joey Batey ha recentemente parlato della prossima stagione e dell’adattamento del romanzo Time of Contempt.

    In un’intervista con Decider, Batey ha parlato della storia di Jaskier e di alcune relazioni che lo circondano. Ha poi dichiarato:

    Quando arriveremo alla terza stagione, ci addentreremo davvero – per me – in alcune delle parti migliori dei libri… E penso che i fan dei libri sapranno cosa sta per succedere e spero che sappiano che è stato realizzato in un modo così incredibilmente epico, folle e magico”.

    I fan di The Witcher si lamentano
    Sebbene ci fosse già una forte discussione tra i fan della serie Netflix sulla fedeltà all’opera di Sapkowski, il dibattito si è fatto ancora più acceso e le critiche sono state ancora più forti quando è stato reso noto che l’attore Henry Cavill, che aveva annunciato il suo abbandono della serie a ottobre, se n’è andato a causa di differenze creative e disaccordi con i produttori dello show. Cavill è noto tra i fan per la sua passione e il suo entusiasmo sia per il materiale di partenza che per la trilogia di videogiochi di CD Projekt Red.

    Inoltre, l’ex scrittore di Witcher Beau DeMayo ha affermato sui social media che alcuni membri della writers room non apprezzavano attivamente il materiale di partenza e i videogiochi, affermando che alcuni prendevano addirittura in giro i libri. Questo ha provocato notevoli reazioni da parte dei fan del Witcher, alcuni dei quali sono arrivati a lanciare una petizione affinché Netflix licenzi gli sceneggiatori dello show e riporti Henry Cavill nei panni di Geralt di Rivia. Al momento in cui scriviamo, la petizione ha raccolto oltre 275.000 firme. Netflix non ha risposto alle reazioni e il team creativo di The Witcher non ha fornito commenti.

    La terza stagione di The Witcher
    La terza stagione di The Witcher è destinata ad adattare gli eventi e i personaggi di Time of Contempt, il secondo romanzo della saga principale di The Witcher di Sapkowki e il quarto libro in totale. Come nel romanzo, la terza stagione di The Witcher vedrà Ciri continuare il suo addestramento alla magia sotto la guida di Yennefer di Vengerberg. Tuttavia, la sinossi dello show annuncia che la coppia si dirigerà verso Aretuza, dove si imbatterà in corruzione e tradimenti politici e magici.

    La prossima serie segnerà anche l’ultima stagione di Cavill nel ruolo di Geralt prima che, come già detto, esca dalla serie. A partire dalla quarta stagione, l’uccisore di mostri sarà interpretato dall’attore Liam Hemsworth. Batey ha dato il benvenuto all’attore nello show, lodandolo per essere arrivato nella serie così tardi.

    La forza e il coraggio che ha avuto nel venire a far parte di uno show come questo, a metà strada, è incredibile”. Ha poi aggiunto: “Henry ci mancherà moltissimo, ma Liam porterà qualcosa di nuovo, fresco e diverso”.

    La terza stagione di The Witcher è prevista per l’estate del 2023.
    Fonte: NerdPool.It


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    Messaggio Da APUMA Sab Giu 17, 2023 2:30 pm

    The Witcher: La showrunner assicura che la stagione 3 sarà più fedele ai romanzi

    Tratta dalla saga letteraria di Andrzej Sapkowski, The Witcher tornerà a breve su Netflix con la terza stagione e la showrunner ha assicurato che questa volta sarà più fedele ai romanzi.

    [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

    Si avvicina sempre più il ritorno di Geralt di Rivia su Netflix e la showrunner Lauren Schmidt-Hissrich ha una promessa da comunicare al pubblico: la terza stagione di The Witcher sarà molto più fedele ai romanzi rispetto alle precedenti. La Serie TV, infatti, si basa sulla saga letteraria creata da Andrzej Sapkowski. Geralt di Rivia ha le fattezze di Henry Cavill, almeno fino alla fine della terza stagione. Dalla quarta, il personaggio subirà un recasting già annunciato prontamente con l'arrivo di Liam Hemsworth. Nonostante la decisione abbia diviso il pubblico della serie, la showrunner ha garantito che il nuovo ciclo di episodi cercherà di rispettare di più quanto narrato nel romanzo Il tempo della guerra.

    The Witcher 3: La showrunner promette più coerenza con i romanzi per i nuovi episodi
    Henry Cavill interpreterà Geralt di Rivia per l'ultima volta nella terza stagione, in streaming dal 29 giugno con i primi cinque e episodi e dal 27 luglio con i restanti tre, per poi lasciare il posto a Liam Hemsworth. E, a detta della showrunner, rispetto alle precedenti due stagioni, la prossima rispecchierà più fedelmente quanto narrato nella saga letteraria, facendo affidamento su Il tempo della guerra. Lauren Schmidt-Hissrich ha garantito questo passaggio ai microfoni di Collider, durante un press tour sul set, ma al tempo stesso ha precisato che, pur essendo aperta alle critiche, ogni adattamento televisivo o cinematografico ha bisogno di effettuare qualche modifica rispetto alla saga letteraria di riferimento.

    "La verità è che ovviamente partiamo sempre dai libri. Ma nelle interviste parlo molto del fatto che non puoi passare direttamente da una pagina allo schermo. E quindi quello che cerchiamo di fare e di cui ho sempre parlato con Sapkowski è mantenere lo stesso tono dei libri. E penso che fintanto che lo facciamo, fintanto che cerchiamo di investire in quelle storie nel modo in cui voleva raccontarle, con una famiglia che si riunisce, mi sento in un territorio sicuro."

    Nel corso dell'intervista, la showrunner ha affrontato anche le critiche mosse dai fan in merito ai cambiamenti apportati alla seconda stagione, a detta di Lauren Schmidt-Hissrich inevitabili a causa della mancanza d'azione nel romanzo.

    "La seconda stagione ovviamente ha attirato molte polemiche in merito ai cambiamenti. Naturalmente io sono di parte, però capisco. Ho pensato che Il sangue degli Elfi fosse incredibilmente difficile da adattare, perché non c'era grande azione. E per quanto tu possa cercare di ragionare con gli amanti dei libri, spiegando che avrebbe potuto essere ugualmente bello, in realtà penso che in otto episodi sarebbe stato tutto troppo lento e avrebbe causato una perdita di interesse da parte del pubblico."

    Discorso diverso invece per la terza stagione, che si basa su un romanzo più adattabile, a detta della showrunner.

    "La terza stagione, specialmente sulla scia della seconda, è un adattamento molto più diretto. Di nuovo, dal punto di vista della scrittura, il libro è molto più facile da adattare e può essere suddiviso in grandi eventi [...] Sapevamo cosa volevamo fare in questa stagione. Quindi abbiamo usato la seconda, anche quando abbiamo creato la storia, per impostare tutte le cose che sapevamo di voler portare ora sullo schermo. Quindi, per quanto mi riguarda, credo che sarà eccitante e anche romantico al punto giusto, parlerà di famiglia e di cuore, senza rinunciare alle battaglie e ai mostri che attendono lungo la strada. Penso che il pubblico sarà soddisfatto anche per chi si è innamorato del The Witcher di Sapkowski. Saranno tutti felici del risultato."
    Fonte: ComingSoon.It


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    Messaggio Da APUMA Gio Lug 13, 2023 2:34 pm

             -   THE WITCHER Season 3 Part 2 Trailer (2023) Henry Cavill   -


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    Messaggio Da APUMA Sab Lug 15, 2023 2:18 pm

    CHI È IL PADRE DI CIRILLA? SCOPRIAMO IL MISTERO DI THE WITCHER 3

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    Il ruolo di Ciri in The Witcher si è fatto sempre più centrale con il passare delle stagioni: il personaggio interpretato da Freya Allan è ormai il vero e proprio fulcro di ciò che accade nel Continente, e gran parte della sua importanza è ovviamente legata alla sua importantissima e finora oscura discendenza.

    Tutto ciò che sapevamo finora sull'identità dei genitori di Ciri era infatti che si trattasse di Pavetta, principessa di Cintra e discendente dell'elfa Lara Dorren (alla quale la nostra deve i suoi straordinari poteri, nonché il Sangue Elfico che le scorre nelle vene), e di Duny, cavaliere errante legato a Geralt dalla Legge della Sorpresa.

    Proprio nel corso di quest'ultima stagione della serie Netflix, però, è giunto il colpo di scena che non ha ovviamente sorpreso coloro che conoscono l'universo di The Witcher dai libri di Sapkowski o dalla serie videoludica: Duny altri non è che Emhyr van Emreys, attuale Imperatore di Nilfgaard nonché responsabile della guerra che sta sconvolgendo il Continente.

    Una svolta che rende finalmente e completamente chiaro il ruolo di Ciri nelle vicende nelle quali sono ora coinvolti anche Geralt e Yennefer, e che ovviamente complica non poco le cose per il futuro.
    Fonte: Serial.EveryEye.It


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    Messaggio Da APUMA Lun Lug 17, 2023 1:23 pm

    THE WITCHER, CHE COS'È IL SANGUE ANTICO E PERCHÉ È COSÌ IMPORTANTE?

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    La magia pervade il mondo di The Witcher in lungo e in largo, ma talvolta i fenomeni che osserviamo in giro per il Continente non hanno a che fare con l'addestramento ricevuto da Yennefer: il Sangue Antico, ad esempio, è fonte di uno dei poteri più straordinari dell'intero universo ideato da Andrzej Sapkowski.

    Nel corso delle due stagioni e mezza della serie Netflix finora rilasciate ne abbiamo effettivamente sentito fare un gran parlare: ma cos'è, in fin dei conti, questo Sangue Antico? Si tratta, "banalmente", del sangue elfico, del quale Ciri è portatrice in quanto discendente da parte di madre dell'elfa Lara Dorren, celebre per essersi innamorata di un potentissimo mago umano, Cregennan di Lod.

    La presenza del Sangue Antico nelle vene del personaggio di Freya Allan non si riduce però ad essere una semplice questione di lignaggio: la discendenza elfica della nostra è infatti la fonte degli straordinari poteri di cui la figlia adottiva di Geralt può disporre, tra cui la capacità di muoversi a proprio piacimento attraverso il tempo, attraverso lo spazio e attraverso le dimensioni.

    Facile, a questo punto, comprendere perché la nostra sia oggetto delle attenzioni di mezzo Continente, senza contare le questioni di famiglia che la legano a Nilfgaard. Tutto chiaro?
    Fonte: Serial.EveryEye.It


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    Messaggio Da APUMA Lun Lug 17, 2023 1:54 pm

    THE WITCHER È PROSSIMO AL COLLASSO? COSA HA SBAGLIATO NETFLIX

    La serie sembra essere in piena crisi e gli spettatori stanno mollando in massa lo show. Cosa ha sbagliato Netflix con questo adattamento?

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    Nonostante l'impegno di cast e crew nel correggere il tiro, sembra palese che il pubblico abbia perso interesse nei confronti di The Witcher. Dopo il lancio della prima parte della terza stagione lo show ha subito un drastico calo di audience, con una perdita effettiva di circa il 30% degli spettatori rispetto agli scorsi anni. Un periodo estremamente delicato per la showrunner Lauren S. Hissrich e soci, complice la già annunciata dipartita di Cavill dovuta a divergenze creative con la produzione, che potrebbe davvero culminare con la debacle dell'intera produzione.

    Al di là dello shock legato all'addio del protagonista, che sicuramente avrà influito agli occhi del grande pubblico, le ragioni di questo declino probabilmente inevitabile vanno ricercate sia nel contesto interno alla produzione, reo di aver fatto emergere diversi particolari che hanno infuriato i fan di lungo corso, sia nella reiterata serie di errori commessi nello stabilire il target di riferimento e le direzioni creative della serie. Se la prima stagione, con grande gioia di tutte le parti coinvolte, aveva incuriosito per il suo approccio al materiale originale ma aveva fatto storcere il naso per la sua resa d'insieme, gli episodi successivi hanno sortito l'effetto opposto: all'aumentare del budget, è diminuita progressivamente l'aderenza alle caratteristiche che rendono The Witcher così speciale.

    Le dinamiche di adattamento
    La deriva che la serie ha preso negli anni in termini soprattutto di toni e approccio alla narrazione ha dell'inverosimile: per quanto grezza e imperfetta, la prima stagione è forse quella che più ha saputo cogliere un aspetto fondamentale dell'essenza dei romanzi di Sapkowski. Crudi, sporchi e lerci, i primi episodi dello show Netflix riuscivano a raccontare senza mezzi termini le brevi storie dei primi due libri dell'autore polacco, anticipando o approfondendo anche in maniere derivative rispetto al materiale originale ma con uno spirito dannatamente genuino e ispirato.

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    Non bisogna sottovalutare che il mondo creato da Sapkowski è da sempre frammentato, soggetto a interpretazioni e incompleto. Nessuno avrebbe posto problematiche riguardo l'eventuale resa dei luoghi o della mappa del Continente (specialmente quando la CD PRokjekt RED si era già prodigata in tal senso), ma i personaggi non potevano esser sbagliati. Anche se il Geralt del piccolo schermo ha potuto ambire a grandi cose grazie all'impegno di Cavill, così come Jaskier ha potuto giovare del geniale talento di Batey, la scrittura dei personaggi femminili ha finito per cader vittima dei maniaci del ritocco.

    L'approccio ai racconti brevi, quindi quello della prima stagione e del primo episodio della seconda, lasciava percepire anche nei romanzi il cambio di tono nel passaggio alla narrazione principale. La differenza sostanziale, però, è che nei libri i personaggi riescono ad alleggerire il passaggio da una narrazione frammentata a una più lineare. Qui, quello spirito è fondamentalmente mutato, stonando decisamente con l'utilizzo di Ciri ma soprattutto con la gestione di Yennefer: se già i primi episodi avevano lasciato spazio a molte libertà stilistiche, con la ragazzina più palla al piede che altro e la maga eccessivamente caotica, l'ostinato tentativo di render ancor più forti i personaggi nei loro archi di sviluppo ha finito con lo snaturarli per buona parte della serie.

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    Si fosse trattato di approfondimenti o migliorie di porzioni poco curate nei romanzi, avrebbe avuto anche senso divergere completamente dall'origine - fintanto che lo spirito dell'opera fosse rimasto intatto. Purtroppo, tra aggiunte deboli e fragili adattamenti, le cose non sono andate per il verso giusto. Troppi bassi e pochi alti che palesano l'abisso tra il materiale di Sapkowski (almeno per quanto riguarda personaggi, relazioni e dinamiche) e gli archi inventati ad hoc per lo show. Basterebbe ricordare Blood Origin per mettere a tacere qualsiasi obiezione.

    Basi poco solide
    Se già la prima stagione aveva lasciato spazio a diversi dubbi sulla gestione delle trame, la seconda ha definitivamente palesato la scarsa qualità delle penne presenti in writing room. Villain approssimati tanto quanto le regole di un mondo magico in cui non si capisce perché certe cose vadano bene e altre vadano male, stravolgimenti privi di senso e caratterizzazioni dei personaggi secondari al limite dell'ingiusto hanno reso lo show interessante sotto gli aspetti produttivi, ma decisamente problematico sotto quelli narrativi.
    Così lo spazio concesso agli autori ha finito col dargli alla testa: a oggi, ci vorrà veramente molto prima che Yennefer possa redimersi in pieno dopo la sua evoluzione decisamente inconcepibile, e lo stesso vale per una serie di secondari di cui nessuno riesce veramente a preoccuparsi (partendo da Cahir fino ad arrivare agli Elfi).

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    Problemi, questi, che avranno senza dubbio influito sugli spettatori anche al netto di score e recensioni decisamente discordanti: la prima stagione ha segnato un alto 89% di gradimento sull'aggregatore di review Rotten Tomatoes, mentre la seconda un mediocre 58%. In un senso o nell'altro, la maggior parte dei problemi di un prodotto nascono sempre dalle storie, e quindi dalla sceneggiatura: Hissrich e soci non sono stati mai, e mai saranno, le penne adatte a trasporre su schermo un mondo complesso e fallace come quello di Sapkowski. E cosa ancor peggiore è che l'autore, come già aveva dimostrato ai tempi delle diatribe con CD Projekt RED, non si è curato minimamente della direzione dell'adattamento - pensando unicamente al conto in banca e lasciando carta bianca al colosso dello streaming. Aver appoggiato l'idea di un lavoro che si allontanasse tanto dal materiale di riferimento non si è rivelata una scelta coraggiosa, ma una scelta sconsiderata.

    Colpa di Netflix, principalmente, ma soprattutto di chiunque non abbia posto il focus sull'obiettivo fondamentale per il successo dell'operazione: soddisfare e appetire i fan, rendendoli la solida base di un target che può soltanto crescere. The Witcher non è, e probabilmente mai sarà, una saga per tutti. Non può esserlo per tematiche, per stile, per ambientazione, per ispirazioni. Proprio per questo, il tentativo di Netflix di renderla appetibile a chiunque non è soltanto sbagliato, ma appiattisce qualsiasi elemento peculiare dell'opera rischiando spesso di trasformarla in un fantasy generico.

    Tra estetica e sostanza
    Oltre ai problemi narrativi, sono emerse alcune criticità sulla resa estetica e la messa in scena: a partire da alcuni episodi della seconda stagione, quella patina cupa e gretta che a tratti aveva sorpreso è stata completamente abbandonata per abbracciare uno stile a tratti troppo pulito. The Witcher non è sempre intriso delle atmosfere dark di cui tanto si vocifera, ma il sottotesto generale dell'opera rischia di perdere il suo fascino. A rendere ancor più difficile digerire la resa estetica generale c'è l'ostinazione degli autori nel voler stravolgere la resa di certi personaggi in nome dell'inclusività.

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    Per quanto non se lo sarebbe mai meritato, Sapkowski avrebbe avuto bisogno di un adattamento in stile HBO, con autori concentrati sul materiale originale ma sapienti abbastanza da poter permettersi aggiunte o modifiche sulla base di una continuità stilistica quanto mai fondamentale. La saga è stata fra le prime ad aver trattato la lotta per l'emancipazione e l'inclusività: Netflix non ha mai avuto bisogno di forzare nulla, eppure continua a perseverare.

    L'ostinazione degli autori nel voler inserire, spesso con scarsi risultati, elementi o tematiche di cui la serie non ha affatto bisogno evidenzia non solo una scarsa comprensione del materiale a disposizione, ma anche una carenza di stimoli creativi. Perché non accogliere in maniera più utile e interessante quanto mostrato nella saga videoludica, per esempio? Quantomeno sarebbe stato possibile colmare eventuali lacune lasciate da Sapkowski qua e là senza il pressappochismo tipico della serie .

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    I cenni dell'autore e la vastità dell'ambientazione offrono una tale infinità di spunti che veder risolvere episodi di uno show ad alto budget con delle storielle prive di reale morale o contenuto è semplicemente imbarazzante. Un'opzione che, così facendo, avrebbe permesso di avere una stagione per libro, un adattamento più graduale a personaggi e vicende, un andamento più adagiato della narrazione principale e una preparazione sempre più impattante ai grandi eventi che si stanno svolgendo nella (seppur buona) terza stagione.

    L'incerto futuro dello Strigo
    La saga di The Witcher, per quanto non sia stato possibile notarlo attraverso la serie, ha un fascino particolare rispetto a qualsiasi altro franchise per un motivo ben preciso. C'è qualcosa che rende questo mondo, questi personaggi diversi e unici rispetto a centinaia di altri fantasy. Il vero cuore della saga risiede nel messaggio superficiale di contrasto al bigottismo, ma soprattutto cela dietro ogni azione e ogni scelta il peso morale di una grigia consapevolezza.

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    The Witcher è speciale perché ogni decisione dei suoi personaggi ci spinge a chiederci se fosse la scelta giusta, cosa sarebbe successo se avessero deciso diversamente. Quel barlume di affascinante bilico morale intravisto a Blaviken non ha più avuto seguito nella serie. In questa saga anche parteggiare è difficile perché non ci sono personaggi buoni e cattivi. Esistono solamente mali minori e mali peggiori, e la difficile scelta del male minore rappresenta l'unico elemento che tiene incollati a quelle storie nonostante un mondo poco curato e personaggi abbastanza approssimativi.

    La sconfitta di Netflix è sopraggiunta nell'esatto istante in cui si è persa la capacità di enfatizzare il grigio. Nel mondo di The Witcher nessuno è realmente buono, e il peso di ogni scelta conta in modi che non si possono neppure immaginare.
    Fonte: Serial.EverEye.It


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    Messaggio Da APUMA Lun Lug 31, 2023 2:05 pm

    THE WITCHER: 5 SCENE CHE RENDONO INDIMENTICABILE LA SERIE NETFLIX

    Anche se il futuro di The Witcher sta dando da riflettere, siamo sicuri che alcune delle sue scene resteranno per sempre indelebili; scopriamole insieme.

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    Andando oltre la graduale perdita d'interesse da parte del pubblico nei confronti di The Witcher, resta interessante riflettere sul percorso che ha avuto fino ad oggi e sull'impatto che ha cercato di suscitare e mantenere, fondendo il punto di vista degli amanti dei videogiochi e dei libri. Tratta dalla saga letteraria realizzata dall'autore polacco Andrzej Sapkowski e targata Netflix, questa la serie TV, attualmente arrivata alla sua terza stagione, ha dato molto da discutere e riflettere fin dai primi annunci ad ufficializzarne gli intenti e l'uscita in streaming.

    La fiducia generale ha comunque premiato il progetto, almeno con la sua prima stagione, costruendogli intorno un seguito fatto di nuovi e vecchi fan, attirati dallo stile generale,dal coinvolgimento di Henry Cavill e da altre scelte, in fase di scrittura, piuttosto coerenti con l'anima cartacea originale della storia. Riflettendo sulle idee migliori realizzate fino a questo punto, abbiamo deciso di realizzare una lista delle 5 scene che rendono The Witcher di Netflix una serie indimenticabile. Stiamo parlando di momenti iconici che hanno saputo scuotere il grande pubblico, restando impressi nella memoria degli appassionati e delle community che da sempre seguono con passione le gesta di Geralt di Rivia, osannandone il valore fantasy fuori e sopra la carta stampata.

    Il rito attraverso cui Yennefer si è trasformata
    Una delle scene più forti e iconiche di The Witcher resta sicuramente quella incentrata sulla trasformazione di Yennefer.

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    Nel momento stesso in cui la giovane donna scopre il suo potenziale e la possibilità di cambiare per sempre il proprio aspetto fisico, innesca una serie di eventi che plasmeranno in via perenne il suo corpo sia all'interno che all'esterno. Ad alimentare una scelta così estrema c'è la sua vita precedente, fatta di soprusi e violenze domestiche, insieme a un dolore inesprimibilmente assillante. Durante la sequenza, quindi, vista nella prima stagione della serie, vediamo Anya Chalotra, la sua interprete, legata con delle catene di ferro e distesa lungo un lettino di legno. Lo stregone che dovrà agire su di lei l'avverte fin dall'inizio riguardo ai grandi rischi e sacrifici che comporta quel rituale, ma lei è imperterrita e prosegue senza guardarsi indietro, convinta in tutto e per tutto di fuggire dal proprio passato. Così lo straziante dolore che prova durante l'intervento pervade il corpo della donna mentre viene cambiato per sempre, plasmato nell'immagine soave che tutti conosciamo di una Yennefer disposta a perdere per sempre la possibilità di procreare in favore della bellezza pressappoco eterna.

    A impreziosire ulteriormente la sequenza c'è, ovviamente, il suo significato profondo e le importanti ripercussioni che la scelta avrà in futuro sul rapporto della maga con Geralt stesso, insieme all'interpretazione dell'attrice, in grado di restituire alla perfezione un dolore auto-inflitto e profondamente radicato anche nella stessa anima di Yennefer.

    Il macellaio di Blaviken
    Nel primissimo episodio di The Witcher troviamo un'altra scena memorabile e indelebile sia per il pubblico più casuale che per fan di sempre: quella in cui Geralt si ritrova faccia a faccia con Renfri e i suoi uomini. Siamo all'inizio della storia e il nostro Witcher preferito si trova costretto a sgominare un massacro che di lì a poco sarebbe avvenuto nella cittadina. Nessuno è al corrente di quello che sta per succedere, ma Geralt sceglie comunque di agire e di fermare il folle piano di Renfri, affrontando direttamente il suo gruppo.

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    Il risultato? Una delle sequenze più belle dell'intera serie, in cui la violenza fredda e animalesca del protagonista esplode in una coreografia da brividi, in cui la sua tecnica sanguinaria diventa una vera e propria danza con la morte. Dopo aver ucciso tutti i presenti, il Lupo Bianco si ritrova costretto a fuggire poiché le sue buone intenzioni sono totalmente fraintese dai locali, che scambiano il suo gesto per un brutale e gratuito assassinio per strada, coniando per lui il soprannome "Macellaio di Blaviken".

    Il valore della scena, oltre alla cura formale nel realizzarne le fattezze, risiede pure in quello che insegna agli spettatori, mettendo a nudo fin da subito le problematiche di un contesto complesso e di un mondo difficile da gestire, fatto di scelte e sacrifici personali.

    "Toss a coin to you Witcher..."
    Durante la pubblicazione della prima stagione su Netflix, The Witcher è riuscito a diventare virale anche dal punto di vista musicale, con la canzone "Toss a coin to your Witcher". Questa venne totalmente abbracciata dal pubblico di abbonati che ne fecero un vero e proprio tormentone, scaricandola in lungo e in largo, per poi realizzarne tantissime cover sul web.

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    La sequenza in cui Ranuncolo (Joey Batey) la canta per la prima volta, presente nel secondo episodio della prima stagione, cercando di descrivere a modo suo le gesta di Geralt all'epoca a caccia di "un silvano", è rimasta nella storia, restituendo non solamente uno scorcio sincero sul carattere menzognero del bardo, ma anche una melodia mai del tutto dimenticata dagli appassionati di tutto il mondo. Sul piccolo schermo, i fan hanno potuto vedere coi loro occhi la nascita di un'amicizia che fino a quel momento avevano visto solamente nei libri e accennata nei videogiochi.

    Un bagno familiare
    In tutta la storia di Geralt di Rivia, il suo rapporto con Yennefer è centrale. Nella serie tv di The Witcher il loro primo incontro viene rappresentato seguendo passo passo uno dei racconti di Sapkowski, scegliendo d'inserire al suo interno una gigantesca citazione proveniente dal terzo videogioco.

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    Questa si può notare nella scena in cui il nostro Lupo Bianco si fa il bagno insieme alla maga. La stessa inquadratura a incorniciare il momento cerca di seguire l'estetica vista nel terzo videogioco, trasformando un istante apparentemente casuale in una citazione che solamente i fan più accaniti hanno saputo notare immediatamente.

    Anche Henry Cavill stesso, in fase di intervista, confermò le ragioni di quella scena e il suo amore per le trasposizioni videoludiche. Dettaglio non meno importante, poi, è il modo in cui tutto procede durante questo bagno, mettendo a nudo due personaggi strettamente legati da un destino infuocato e molto stratificato, complesso e controverso, fatto di momenti intimi e di segreti reciproci.

    La reale identità di Emhyr var Emreis, la Fiamma Bianca
    Nel finale della seconda stagione diThe Witcher, ci viene presentato una volta per tutte il personaggio di Emhyr var Emreis, detto anche la Fiamma Bianca, il temutissimo imperatore di Nilfgaard. Nella sequenza in cui lo vediamo inizialmente comparire di spalle, il potere e il timore verso la sua sagoma sono già quasi palpabili, viene accompagnato verso il trono da Cahir e da Fringilla, per poi voltarsi all'improvviso e mostrare agli spettatori la sua vera identità.

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    Emhyr altri non è se non Duny, l'uomo con le fattezze da riccio che abbiamo visto nella prima stagione di The Witcher, durante la festa in cui Geralt reclamò la Legge della sorpresa, apprendendo dell'amore del giovane con Pavetta, figlia della regina di Cintra Calanthe.

    In realtà, le origini di Duny sono strettamente connesse con il trono di Nilfgaard, all'epoca della sua infanzia conquistato da un usurpatore che uccise il padre e lo fece trasformare. Dopo gli eventi di Cintra, quindi, il ragazzo riesce, dietro le quinte, a riconquistare la sua precedente posizione e ad alimentare la propria avanzata militare votata alla conquista. L'impatto della scena risiede in quella commistione di paura e riconoscimento che si provano guardando il volto di un uomo assolutamente centrale per la trama di The Witcher.
    Fonte: Serial.EveryEye.It


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    Messaggio Da APUMA Lun Lug 31, 2023 2:15 pm

    Netflix: The Witcher torna in vetta alla classifica con gli ultimi episodi con Henry Cavill

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    Cos’è di tendenza al momento su Netflix in Italia e nel mondo? In questo nostro speciale settimanale troverete tutte le risposte alle vostre domande. A giugno 2023, Netflix ha cambiato il metodo di misurazione della sua Top10 dei contenuti originali più popolari. D’ora in poi, le classifiche del martedì che vengono diffuse da Netflix non mostreranno più solo il numero di ore visualizzate, ma una cifra che corrisponde al numero di ore visualizzate diviso la durata della serie o del film, proponendo poi quelle che vengono definite vere e proprie “visualizzazioni medie“. Inoltre, la misurazione per definire la popolarità di un film o una serie tv non si limiterà più alle prime 4 settimane, ma salirà a tre mesi, ovvero 91 giorni.

    Questo weekend in vetta alla classifica delle serie TV più viste in Italia ritroviamo senza alcuna sorpresa la seconda parte della terza stagione di The Witcher, episodi che salutano definitivamente Henry Cavill nei panni di Geralt di Rivia. A partire dalla quarta stagione, sarà Liam Hemsworth a interpretare il Witcher. La serie è ovviamente la più vista nel mondo di questo weekend. Secondo posto per la miniserie spagnola con Anna Castillo Il racconto perfetto che racconta di “Margot che, dopo essere fuggita il giorno delle proprie nozze, si ritrova completamente allo sbando. Non sa però che David e la sua magnifica confusione potrebbero aiutarla a ritrovare la via“. Ritorna in top 3 Il Sarto grazie all’arrivo dei nuovi episodi.

    Quarta posizione per Baki Hanma, l’anime d’azione è tornata con i nuovi episodi della prima stagione. Scende al quinto posto Too Hot to Handle, mentre in sesta posizione troviamo Avvocato di difesa, la serie originale Netflix basata sul romanzo “La lista” di Michael Connelly e con protagonista Manuel Garcia-Rulfo. Nella sua terza settimana di sfruttamento, la serie è scesa in seconda posizione tra le serie più viste in lingua inglese su Netflix nel mondo, registrando 4.600.000 visualizzazioni in tutto il mondo (equivalenti a 19,400,000 ore viste). Vi ricordiamo che il 3 agosto arriveranno i restanti episodi della seconda stagione.

    Settimo posto per la terza stagione di Mare Fuori, mentre scende in ottava posizione Il colore delle magnolie, che settimana scorsa ha conquistato la prima posizione delle serie televisive in lingua inglese più viste su Netflix con 4,600,000 visualizzazioni (39,500,000 ore viste). Chiudono Come diventare leader di una setta e I Cesaroni.
    Fonte: BadTaste.It


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    Messaggio Da APUMA Mar Ago 01, 2023 2:29 pm

    The Witcher 4: Geralt di Rivia non sarà più il personaggio principale

    Cambiamento importante nella quarta stagione di The Witcher. Non sarà più Geralt di Rivia il personaggio principale dello show.

    [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

    Cambio della guardia nella quarta stagione di The Witcher, la serie basata sulla saga di Geralt di Rivia di Andrzej Sapkowski. Non sarà più il personaggio di Henry Cavill il protagonista dello show tv disponibile su Netflix. Nella quarta stagione la star di Justice League sarà sostituita da Liam Hemsworth ma Geralt di Rivia non sarà al centro della scena.

    La trama sposterà l'attenzione su Ciri, interpretata da Freya Allan. A parlarne è stato il produttore esecutivo Tomek Baginski: "Una delle cose più importanti di Ciri è che scopriremo lentamente che è lei il personaggio principale della saga di Witcher. Non Geralt, non Yennefer. È la storia di Ciri".

    A Yahoo! Entertainment, Baginski ha raccontato: "Il tempo della guerra è anche il libro in cui Ciri - siamo sinceri su questo - diventa il personaggio principale della saga, perché è così che è stato fatto nei libri, e guardare Ciri evolversi, guardare Freya evolversi come attrice in questa stagione è stato incredibile, semplicemente incredibile".
    Fonte: MoviePlayer.It


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    Messaggio Da APUMA Mar Ago 01, 2023 3:06 pm

    The Witcher Stagione 3 | Recensione - Addio Geralt e grazie di tutto

    The Witcher Stagione 3 segna il punto di arrivo per il Geralt di Rivia di Henry Cavill: vediamo nella recensione com'è andata.

    [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

    Quando la prima stagione di The Witcher fu annunciata da Netflix, ormai diversi anni fa, furono in molti a essere piuttosto scettici dalla scelta di Henry Cavill nei panni di Geralt di Rivia.

    Al netto delle perplessità, una volta che lo show fu pubblicato i fan si sono dovuti assolutamente ricredere, visto che l'attore – nonché ex-Superman del DC Universe – era riuscito a trasportare in toto tutta l'essenza dello Strigo, mettendo d'accordo sia gli accaniti lettori dei romanzi originali di Andrzej Sapkowski che quelli della serie di videogiochi targata CD Projekt RED (che trovate anche su Amazon, tra le altre cose).

    Con la seconda stagione, però, il meccanismo ha iniziato a scricchiolare pericolosamente, tanto che la qualità media degli episodi sembrava essere calata agli occhi degli spettatori: dal canto nostro, pur non avendo bocciato la serie in fase di recensione, ci eravamo accorti che il livello produttivo generale era andato calando, sebbene è altresì vero che sia l'emergenza sanitaria mondiale che alcuni incidenti di percorso avevano reso la realizzazione del secondo ciclo di episodi alquanto problematica.

    Geralt, che succede?
    Ora, però, con la terza stagione, Netflix aveva il delicato compito di imprimere una volta per tutte The Witcher come "LA" serie fantasy disponibile sul catalogo streaming, punto di riferimento per tutte le diretti concorrenti (in primis Il Trono di Spade di HBO, passando poi per Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere di Amazon Prime Video).

    Purtroppo, però, così non è stato, e i motivi principali sono diversi. Sicuramente, l'addio di Cavill – che verrà rimpiazzato da Liam Hemsworth dalla Stagione 4 – non ha aiutato, specie per il fatto che il motivo per cui il buon Henry ha deciso improvvisamente di abbandonare la nave sembra essere legato a doppio filo alla poca fedeltà della serie rispetto ai romanzi originali di Sapkowski.

    E, visto che Cavill è da sempre un avido lettore dei libri di The Witcher, il fatto che abbia detto no alle successive stagioni è sicuramente stato un campanello di allarme troppo forte da ignorare.

    In secondo luogo, perché The Witcher Stagione 3, al netto delle delle divergenze creative, è semplicemente una serie mediocre sotto quasi tutti gli aspetti.

    Il Continente è in fiamme
    Dal 27 luglio la terza serie è finalmente disponibile nella sua interezza, con 8 episodi di circa 45 minuti di lunghezza ciascuno, finale escluso.

    Una stagione, questa, che sicuramente spinge l'acceleratore dal punto di vista tecnico e produttivo, con attori sempre in forze e una narrativa comunque facile da comprendere, ma che scivola rovinosamente quando si tratta di appassionare lo spettatore, spesso lasciato alla mercé degli eventi e più in generale tediato da una pochezza della storia talvolta imbarazzante.

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    La trama della Stagione 3 di The Witcher prende il via esattamente da dove finiva la precedente: mentre monarchi, maghi e creature del Continente fanno di tutto per catturare Ciri (Freya Allan), il prode Geralt fa invece di tutto per nascondere la giovane, determinato a proteggere la sua famiglia appena riunita da coloro che minacciano di distruggerla.

    Lo strigo impersonato da Henry Cavill non sarà però il solo a voler tenere al sicuro Cirilla: anche la strega Yennefer (interpretata dalla sempre bravissima Anya Chalotra) si prenderà l'onere di difendere la leoncina di Cintra.

    La prima metà della stagione è contraddistinta da intrighi politici in perfetto stile Game of Thrones che, al netto di tutto, cercando di donare un ampio ed epico respiro alla storia scritta da Andrzej Sapkowski.
    Peccato solo che mettere sul piatto alleanze, intrighi e tradimenti funziona se ti chiami Daenerys Targaryen, un po' meno se il tutto serve ad allungare una trama che verte di base in tutt'altra direzione.

    Mosso solo dalla curiosità di scoprire il grande assedio sull'isola di Thanedd, ossia l'evento che tiene in piedi questa terza stagione, lo spettatore sarà però costretto giocoforza ad assistere a repentini – e spesso ingiustificati – cambi di prospettiva, utili a mostrarci gli accadimenti sotto occhi differenti, ma non sempre legati da un filo narrativo coerente.

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    Se la seconda parte della terza stagione di The Witcher diventa quindi sicuramente più appassionante della prima, specie per gli ultimi due episodi, è difficile però rimanerne coinvolti e appassionati, visto che l'intera messa in scena manca di tutta la base narrativa atta a non tediare lo spettatore sulla lunga distanza.

    Chi conosce a menadito i romanzi non potrà infatti non chiedersi il perché di alcuni eventi su schermo (nonostante la serie riprenda vari punti chiave delle storie di Sapkowski, inclusi momenti specifici), così come chi non ha mai letto mezza riga delle opere letterarie e magari giocato solo al videogame di CD Projekt RED vedrà spesso l'interesse finire sotto le scarpe per palesi problemi di sceneggiatura.

    Fortunatamente, è la bravura di Freya Allan a cercare di salvare il salvabile, visto che parliamo dell'interprete che più di tutti – forse anche più del protagonista – riesce a tirare fuori gli artigli, sia a livello recitativo che puramente interpretativo. E poi c'è l'ormai consolidato Geralt di Cavill, che i fan si preparavano a salutare ma il cui "addio" lascerà parecchio amaro in bocca.

    Il motivo? Semplice: a differenza di quanto gli showrunner ci avevano fatto credere con alcune dichiarazioni sibilline, in realtà il "passaggio" tra Cavill e Hemsworth è completamente assente.

    Considerando che il caro e vecchio Henry non ha girato alcuna sequenza per la Stagione 4, ci chiediamo a questo punto come potrà essere gestito l'ingresso in scena del nuovo attore protagonista nella prossima serie, a meno che la produzione non si sia furbescamente messa da parte qualche sequenza girata con l'ormai ex-Geralt per ovviare al problema e rendere quindi il trapasso tra le due star rapido e indolore, magari condito da qualche escamotage narrativo.

    Un epilogo agrodolce
    Anche la Yennefer di Anya Chalotra, parecchio incisiva nella prima stagione e già meno influente nella seconda, ha in questa Stagione 3 un ruolo parecchio marginale, che non le consente di brillare come dovrebbe, anche se ancora una volta ci troviamo dinanzi a una presenza carismatica e a suo modo davvero affascinante.

    Infine, neppure i vari personaggi di contorno riescono a essere decenti come dovrebbero: Djikstra (Graham McTavish) e Philippa (Cassie Clare) riescono a malapena a risultare interessanti, così come Emhyr (Bart Edwards), Ranuncolo (Joey Batey), Tissaia (MyAnna Buring) e Rience (Chris Fulton) sembrano essere stati inseriti a forza nella scrittura, con le loro vicende risolte alla bell'e meglio e senza alcuna reale conseguenza ai fini della storia principale.

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    Nota a margine: se speravate di ammirare anche la Caccia Selvaggia in tutto il suo oscuro splendore preparatevi a rimanere profondamente delusi, visto che il fugace accenno alla cavalcata di spettri (se così possiamo definirli) nell'economia degli eventi darà più fastidio che altro.

    Ed è per questo maldestro coacervo di idee tratte dai romanzi, sceneggiatura claudicante ed enormi "vorrei ma non posso", che la Stagione 3 The Witcher traballa pericolosamente dall'inizio alla fine, non tanto per la resa (invero molto bella e sontuosa, visti gli altri valori produttivi della serie Netflix), bensì nella sostanza.

    Probabilmente per correre ai ripari dopo i feedback relativi dovuti alla "cacciata" di Cavill, la terza stagione delle avventure dello strigo è una serie che sembra ormai pronta ad abbandonare ogni velleità artistica e letteraria, finendo nel calderone dei prodotti "medi" di Netflix che la gente non vede l'ora di dimenticare in fretta.

    Ed è un vero peccato, sia considerato il materiale d'origine, sia perché il Geralt di Cavill rimarrà il più grande incompiuto della storia della televisione moderna.
    Fonte: SpazioGames.It


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    Messaggio Da APUMA Mer Ago 02, 2023 8:32 am

    The Witcher 3 introduce i Ratti: Chi sono e come influenzeranno Ciri?

    La terza stagione di The Witcher ha introdotto ufficialmente i Ratti, gruppo di giovanissimi criminali che influenzerà il percorso di Ciri nei prossimi episodi. In che modo?

    [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

    La terza stagione di The Witcher ha introdotto un nuovo gruppo di personaggi che contribuirà a esplorare ancora di più l'universo della Serie TV. Soprannominati I Ratti, appaiono nell'ultima puntata, aiutando Ciri (interpretata da Freya Allan) a sbarazzarsi del suo rapitore. Nel frattempo, per Henry Cavill, la terza è stata l'ultima stagione nei panni di Geralt di Rivia. Al suo posto, a partire dalla quarta, arriverà Liam Hemsworth. Ma in che modo i Ratti si collegano a Ciri e a The Witcher? E come la loro presenza influenzerà la trama dei prossimi episodi?

    The Witcher, la stagione 3 introduce i Ratti: Chi sono e cosa vogliono da Ciri?
    I Ratti aiutano Ciri, sebbene forse sarebbe più corretto dire che è Ciri a dimostrare al gruppo di giovani fuorilegge di cosa è capace. Un momento prima è prigioniera insieme a Kayleigh, che scopriremo essere un promettente fuorilegge, mentre quello dopo impugna una spada e fa fuori il suo rapitore, la sua prima vittima. Lontana dalla sua famiglia e dopo un incontro particolarmente significativo nel deserto di Korath, Ciri si presenta al gruppo di estranei come Falka. La principessa è pronta più che mai a percorrere una nuova strada, ancora più oscura, e lo farà proprio insieme ai Ratti. Nei romanzi di Andrzej Sapkowski, questi sono adolescenti criminali segnati dalla guerra con un atteggiamento à la Robin Hood; peccato che rubino ai ricchi per gonfiare semplicemente le proprie tasche. Il gruppo è composto da Giselher (Ben Radcliffe), Mistle (Christelle Elwin), Iskra (Aggy K. Adams), Kayleigh (Fabian McCallum), Reef (Juliette Alexandra) e Asse (Connor Crawford) e attorno ad esso potrebbe prendere forma un nuovo spin-off di The Witcher, come si focifera da qualche tempo, che secondo DigitalSpy sarebbe già in sviluppo, sebbene gli scioperi degli sceneggiatori e degli attori di Hollywood rendano tutto ancora più incerto.

    Nei romanzi, i Ratti hanno una pessima influenza su Ciri: la principessa potrebbe commettere azioni moralmente discutibili nella serie frequentando il gruppo di adolescenti (come furto, vandalismo e omicidio). Sembra quindi che Ciri/Falka affronterà il suo periodo più buio, ma non dovrebbe durare a lungo, perché la storia dei Ratti dovrebbe concludersi con l'arrivo di Leo Bonhart, un violento mercenario che apparirà nella quarta stagione di The Witcher e anche nell'eventuale spin-off. Ad interpretarlo sarà Sharlto Copley.
    Fonte: ComingSoon.It


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    Messaggio Da APUMA Gio Ago 03, 2023 2:02 pm

    The Witcher, regista parla dell'addio "epico" di Henry Cavill

    Henry Cavill ha detto addio a Geralt nel The Witcher di Netflix, ma gli autori si sono premurati di renderlo un addio epico.

    [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

    Henry Cavill non è più Geralt di Rivia nel The Witcher di Netflix, ed è arrivato il momento in cui l'attore dovrà appendere la spada al chiodo definitivamente.
    La saga del cacciatore di mostri (resa celebre dai videogiochi su Amazon) è stata uno dei racconti fantasy più iconici degli ultimi anni, anche grazie all'arrivo del progetto televisivo sulla piattaforma di streaming.

    Un percorso che ha avuto una certa discesa, visto che la terza stagione è risultata essere addirittura la più odiata dai fan della prima ora, e non solo.
    E mentre lo sceneggiatore si è difeso intensamente dalle critiche rivolte dai fan, ora il regista parla di come è stato gestito l'addio di Henry Cavill.
    Come riporta Polygon, infatti, l'addio dell'attore è stato gestito in modo "epico".

    "Prima di proseguire con la lettura sappiate che parleremo della nuova stagione di The Witcher e, ovviamente, ci saranno spoiler."

    Alla fine Henry Cavill se ne va in modo molto semplice.
    Geralt si rifiuta di rimanere nella foresta di Brokilon per riprendersi completamente dopo il suo combattimento con Vilgefortz, invece parte con Jaskier per trovare Ciri. Dopodiché si imbatte in alcune truppe nilfgaardiane, contro cui combatte per salvare delle persone, e se ne va.

    Una scena tutto sommato tranquilla, che per il regista Bola Ogun era però coerente con il percorso del personaggio e il tono della serie fino a quel momento. «Sembrava quasi che fosse un bel capitolo che si chiudeva da solo», ha commentato il regista.

    «Penso che lo stile dell'ultimo blocco, si vede, sia un po' diverso. È un po' più emozionante, e questo è voluto», approfondisce Ogun, spiegando che si è voluto approfondire l'aspetto dello spionaggio politico di quella parte della storia, e dare alla storia l'idea che potesse "sembrare che fosse un lungo e dolce addio."

    Riguardo Henry Cavill e il passaggio del testimone con Liam Hemsworth, il regista ha aggiunto:

    «Ci mancherà sicuramente perché è un grande Geralt. E so che Liam si adatterà perfettamente a quei panni e porterà la stessa gravitas che ha avuto. Volevo solo mandarlo via in modo epico. E lo fa! È una grande lotta. È un grande ultimo evviva.»

    La terza stagione di The Witcher su Netflix è l'ultima occasione in cui abbiamo potuto vedere Cavill nel ruolo dello Strigo.
    Fonte: SpazioGames.It


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    Messaggio Da APUMA Gio Ago 03, 2023 2:17 pm

    The Witcher 3: Il pubblico boccia la terza stagione che raggiunge un nuovo record negativo

    Dopo l'uscita del Volume 2 della terza stagione, la serie fantasy di Netflix ottiene il suo punteggio più basso di sempre su Rotten Tomatoes: come si spiega questo flop?

    [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

    Dopo una prima stagione acclamata da critica e pubblico e una seconda che pure aveva collezionato recensioni positive, la terza stagione di The Witcher sembra aver deluso gli appassionati. È quanto emerge dai numeri, stando al punteggio che i nuovi episodi hanno raggiunto sul famoso aggregatore di recensione Rotten Tomatoes. La prima parte della stagione, uscita il 29 giugno su Netflix, aveva totalizzato un accettabile 49% di recensioni positive da parte del pubblico, ma la seconda - con gli ultimi episodi di Henry Cavill nei panni di Geralt di Rivia usciti il 27 luglio - ha portato la serie a un deludente 22%, il punteggio più basso mai raggiunto dallo show. Certo, c'è da dire che il punteggio attribuito dalla critica, un buon 77%, risolleva un po' i numeri complessivi. Ma è innegabile che i fan, che per una serie come The Witcher sono il cuore del fenomeno, siano rimasti delusi dal terzo capitolo. Quali sono le ragioni di questo flop? Proviamo a fare una riflessione.

    The Witcher 3: Cosa non ha funzionato nella terza stagione
    Fin dall'uscita del trailer ufficiale della terza stagione, i fan di The Witcher sono stati molto critici e ai social hanno affidato opinioni negative ancor prima di vedere i nuovi episodi. Si è trattato soprattutto di una forma di protesta contro l'addio di Henry Cavill che dalla prossima stagione sarà sostituito da Liam Hemsworth, una notizia che non è stata ancora digerita dagli appassionati nonostante siano passati mesi dall'annuncio. Ma l'uscita di scena di Cavill non è stato l'unico fattore che ha fatto arrabbiare i fan. La disaffezione verso The Witcher era già iniziata con la seconda stagione, che aveva totalizzato un punteggio del pubblico di 56% su Rotten Tomatoes.

    Leggendo le recensioni degli utenti, scopriamo che i fan non hanno gradito soprattutto il progressivo allontanamento della serie dal materiale originale dei libri di Andrzej Sapkowski che l'hanno ispirata. Stando ai rumor, questo sarebbe anche uno dei motivi che avrebbero spinto Cavill - grande fan soprattutto dei videogiochi - ad abbandonare lo show. Le critiche riguardano anche la trama di questa terza stagione, da molti definita confusionaria e poco dettagliata. Non ci sarebbe stato spazio, inoltre, per approfondire emotivamente sia Geralt che i nuovi personaggi. Per non parlare dell'uscita di scena/non uscita di scena di Cavill visto che il personaggio si è semplicemente allontanato alla ricerca di Ciri, spalle rivolte alla telecamera, e nessun cenno è stato fatto a una sua eventuale trasformazione o rigenerazione, come molti credevano.

    Il vecchio problema della timeline confusa
    Diversi spettatori, infine, nella terza stagione hanno ritrovato un problema rimproverato a The Witcher fin dalla prima stagione: una timeline confusa che non permette di orientarsi e seguire bene la storia. Le linee temporali, tra presente e passato, si intersecano spesso nella narrazione ma non sempre viene spiegato quanto tempo sia effettivamente trascorso tra un evento e un altro. Solo grazie a Triss Merigold, nel finale della terza stagione, qualcosa viene chiarita. La maga dice infatti: "È difficile credere che siano successe così tante cose in una settimana", riferendosi al colpo di stato dei Maghi. Ciò non vale però per Geralt, Ciri e Yennefer, i cui lunghi viaggi nel primo episodio della terza stagione sembrano durare almeno un mese o due. Nel complesso, sembra che dal primo episodio della terza stagione all'ultimo siano passati dai quattro ai sei mesi. Ma è difficile orientarsi, soprattutto per chi non ha letto i libri.

    Nella quarta stagione, The Witcher saprà conquistare nuovamente il pubblico? La palla ora è nelle mani di Liam Hemsworth ma soprattutto degli sceneggiatori.
    Fonte: ComingSoon.It


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    Messaggio Da APUMA Gio Ago 03, 2023 2:22 pm

    THE WITCHER 3, IL GIALLO SU HENRY CAVILL CONTINUA: "ALCUNI DI NOI SANNO LA VERITÀ"

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    The Witcher ha concluso la sua terza stagione e Henry Cavill saluta il "suo" Geralt di Rivia per lasciare le redini del Lupo Bianco a Liam Hemsworth. Tuttavia, l'addio di Cavill sembra ancora poco chiaro ai fan. L'attore, infatti, non ha mai rivelato i motivi che hanno determinato la fine del suo percorso in the Witcher.

    Inizialmente, alcuni fan avevano ipotizzare che Cavill avesse deciso di abbandonare Geralt di Rivia per dedicarsi maggiormente, in vista del riavvio del DCU, al ruolo di Superman. Ma James Gunn non aveva alcun piano per Cavill, e dunque anche questa ipotesi si è rivelata un buco nell'acqua. Un'altra teoria, però, si è fatta strada nel fandom basandosi sulle dichiarazioni che Henry Cavill ha rilasciato nel tempo: l'attore, infatti, è un grande fan dell'universo di The Witcher e ha sempre sostenuto di voler rendere il personaggio dello strigo più fedele possibile ai romanzi di Andrzej Sapkowski. Parallelamente, però, i fan hanno lamentato un certo distacco dal materiale originale, soprattutto nella terza stagione di The Witcher portando il pubblico a chiedersi se non sia stato proprio questo il motivo dietro l'addio di Cavill.

    Che la star dello show non sia stata più d'accordo con la direzione che i produttori avevano in mente per il personaggio di Geralt di Rivia? Un fan ha ritwittato un post di Javier Grillo-Marxuach, produttore esecutivo dello show, alludendo a "bugie sull'addio di Cavill". La replica da parte di Grillo-Marxuach è arrivata subito: "I nostri collaboratori sanno cosa è successo davvero. Sostengo appieno il mio lavoro".

    Il mistero si infittisce, e in prospettiva della quarta stagione della serie TV Netflix sembra che neanche Cavill abbia potuto salvare le tiepide recensioni su The Witcher 3.
    Fonte: Serial.EveryEye.It


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    Messaggio Da APUMA Gio Ago 03, 2023 2:37 pm

    THE WITCHER STAGIONE 3 RECENSIONE: L'ADDIO DI HENRY CAVILL

    L'ultima stagione di Henry Cavill potrebbe facilmente essere la più convincente finora, ma i suoi risultati deludenti rischiano di condannare la serie.

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    La terza stagione di The Witcher, uscita nel periodo più delicato per lo show targato Netflix, ha dovuto fare i conti con diverse problematiche. Prioritario, in questo senso, era chiudere la diatriba interna alla produzione dopo l'addio di Henry Cavill, ma non solo: di fronte a fan e spettatori delusi per diverse ragioni, la showrunner Lauren S. Hissrich non aveva più scusanti o accuse a cui aggrapparsi per mantenersi al timone dello show. Con grande sorpresa, questi 8 episodi sono apparsi in buona parte convincenti, sia in termini di scrittura, sia in termini produttivi.

    Se non altro, dopo una deludente seconda season, il corso delle puntate riprende la narrazione dei romanzi di Andrzej Sapkowski, rendendo il filone principale de Il Tempo della Guerra la linea narrativa da seguire. Nonostante il risultato dell'adattamento sia tutt'altro che perfetto, almeno in questi termini, sarebbe folle non considerare lo sforzo collettivo da parte di cast e crew nel portare su schermo un racconto estremamente intrigante e complesso come il Colpo di Thanedd.

    Come accennato nella nostra riflessione su cosa ha sbagliato The Witcher, tuttavia, questi passi in avanti sembrano aver avuto davvero poco peso agli occhi degli spettatori, con buona parte del fandom che ha completamente perso fiducia e interesse nello show. Analizzando la terza tornata di episodi, capiremo meglio il perché.

    La caccia alla Rondine
    Le nuove puntate si aprono con la costante fuga di Geralt (Henry Cavill), Yennefer (Anya Chalotra) e Ciri (Freya Allan) dalle numerose forze che intendono impadronirsi della ragazza. Mentre Ciri continua il suo addestramento, il Continente è in tumulto: l'impero di Nilfgaard, agli ordini dell'imperatore Emhyr Var Emreis (Bart Edwards), sta portando avanti le proprie macchinazioni per recuperare la giovane principessa di Cintra, mentre la Redania tesse i propri complotti sotto le attente analisi di Dijkstra (Graham McTavish) e Philippa Eilhart (Cassie Clare).

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    Con il perfido mago Rience (Chris Fulton) alle calcagna, il compito di Geralt è capire chi possa celarsi dietro questa ricerca forsennata e perché Ciri potrebbe essere sfruttata, scatenando un conflitto che lo porterà inevitabilmente a schierarsi. Yennefer, intanto, si convince a portare Ciri dai maghi di Aretuza per permetterle di controllare meglio i suoi immensi poteri. Nessuno può aspettarsi quale dedalo di intrighi attenda i protagonisti, tra inganni e tradimenti che si mescolano a contorti giochi di potere.

    La serie di eventi che conduce al celeberrimo Colpo di Thanedd è il fulcro centrale della narrazione, esattamente come nel romanzo da cui le puntate prendono ispirazione. In questo caso specifico, le dinamiche più interessanti sono quelle che riguardano la Redania, il più attivo fra i Regni Settentrionali, guidato da Re Vizimir (Ed Birch) e manipolato dai suoi consiglieri Dijkstra e Philippa Heilart. La piega degli eventi porta però il principe Radovid (Hugh Skinner), fratello minore del Re (e non figlio, come nei libri e nei videogiochi), a emergere.

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    Potere, vendetta e bramosia sono i principali motori delle vicende in un momento cruciale per l'intera saga, in cui tutti cercano disperatamente di ottenere qualcosa per i propri scopri e necessitano di Ciri per riuscire nel proprio intento. Tra interessanti cenni a forze che agiscono nell'ombra, nuovi personaggi che potrebbero ottenere grande spazio in futuro e stravolgimenti epocali, niente sarà più come prima.

    Una produzione più attenta
    Non è un caso che questi episodi risultino decisamente più godibili rispetto alla passata stagione. Gran parte del merito è dovuto soprattutto all'approccio più concreto nei confronti della narrazione e degli eventi trattati. La regia spettacolare e ipercinetica di Stephen Surjik tiene altissimo il ritmo proprio negli episodi iniziali, mentre il comparto registico degli altri episodi si alterna tra qualche interessante trovata e mere esaltazioni dei combattimenti di Wolgang Stegemann, lo stunt coordinator del primissimo episodio della serie tornato in grande stile per l'addio di Cavill.

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    Nonostante un uso a volte eccessivo di prese, giravolte e reverse grip (impugnatura della lama opposta rispetto al normale), che per quanto aiutino a esaltare le coreografie rischiano di risultare ridondanti, i combattimenti di questa stagione sono sicuramente i migliori realizzati finora. A questo si aggiunge anche un massiccio uso di effetti visivi, soprattutto nelle ultime puntate, che mostra anche in questo caso dei grossi passi in avanti in termini qualitativi - eccezion fatta per un paio di situazioni in cui era veramente difficile gestire tanti elementi a schermo. Il ritmo della prima parte, vibrante e serrato, cede occasionalmente il passo sul finale di fronte al classico problema di gestione spezzettata delle situazioni. Un vero peccato, visto che fino alla fine, specialmente con il picco del sesto episodio, lo show è riuscito a mantenere il controllo senza grosse difficoltà.

    Con un contesto che per musiche, scenografie e costumi migliora quanto di buono mostrato negli anni passati, l'opera apporta le giuste modifiche per ritrovare il proprio centro - riuscendo a garantire un'ottima resa stilistica che potrà far storcere il naso a chi desiderava un tocco più sporco e cupo. L'andamento delle puntate è quindi estremamente intenso, denso di elementi presentati e di situazioni che raramente sfociano in tempi morti.

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    Anche in questo caso, l'ultima puntata è forse quella che più di tutte risulta anti-climatica: a un episodio che ha definitivamente consacrato la Ciri di Freya Allan, alla sua miglior interpretazione del personaggio, la gestione leggermente diluita di alcuni eventi ha smorzato gli iniziali entusiasmi. Se pensiamo all'apparente impegno mostrato nel preservare lo spirito dell'opera, dispiace vedere la serie inciampare anche nei suoi momenti migliori per via di una gestione autoriale non all'altezza dell'opera originale. Il tanto atteso addio di Cavill, pubblicizzato come epico e iconico, non convince mai del tutto.

    I problemi di uno show ad alto potenziale
    Se neppure uno sforzo così importante basta a convincere i fan, non è certo colpa del materiale in sé. Nel tentativo di abbracciare più pubblico possibile, la serie ha probabilmente firmato la sua condanna: quando la prima stagione aveva soddisfatto i fan per le sue trovate, The Witcher ha deciso di cambiare drasticamente rotta per soddisfare gli spettatori occasionali della piattaforma, i quali non avevano compreso le linee temporali separate e chiedevano qualcosa di più lineare e meno cupo.

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    Quando lo show ha completamente deragliato con la seconda stagione, il pubblico generalista ha apprezzato i nuovi episodi (a quel punto molto vicini a esser più "il grande prodotto fantasy di Netflix" che l'adattamento delle opere di Sapkowski), mentre i fan sono definitivamente insorti. Questo continuo e instabile contrasto di vedute ha portato lo show a perdere completamente la sua identità nel tentativo di piacere indiscriminatamente a tutti. Per quanto la terza stagione faccia bene a tornare sui suoi passi, puntando con convinzione sui propri punti di forza, il risultato rischia seriamente di essere inutile.

    Anche salvando il salvabile, continuano a palesarsi le difficoltà di una writing room che non è mai stata in grado di gestire adeguatamente il materiale di riferimento, e non sarà una stagione decente a sopperire alle mancanze e ai problemi che verranno - basterebbe pensare alla gestione del personaggio di Radovid per capire quanto gli autori abbiano poco chiare certe dinamiche fondamentali del mondo di The Witcher. A ogni guizzo o idea interessante si alterna un'aggiunta, un miscasting o un elemento che fa storcere il naso.

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    Il conflitto tra adattamento e direzione soggettiva è evidente, e dispiace parecchio se pensiamo a quanto fosse possibile muoversi senza incappare in eventuali problemi. Il mondo di Sapkowski lascia talmente tanto spazio che sarebbe possibile creare qualcosa di nuovo praticamente ovunque. Non è un caso che personaggi poco sviluppati come Tissaia siano riusciti alla grande, mentre altri come Cahir abbiano sempre meno senso. Con una mente diversa e un approccio più organico, sarebbe stato possibile creare una serie fantasy memorabile.

    Il futuro dello Strigo
    Giudicata singolarmente, com'è giusto che sia, la stagione andrebbe certamente premiata per lo sforzo collettivo di tutte le professionalità coinvolte nel creare una storia avvolgente e, per quanto possibile, fedele al materiale di riferimento. Per buona parte degli elementi presentati, lo show riesce anche a esaltarsi con alcuni rimandi e intensi scenari che rendono giustizia all'immaginario di Sapkowski; per altri, invece, il ritmo e lo sviluppo di certe situazioni sarebbero da rivedere. La più grande problematica di uno show dal futuro incerto risiede sempre nelle menti e nell'approccio allo storytelling targato Netflix.

    Una produzione diversa, abbastanza coraggiosa da non preoccuparsi di soddisfare qualche standard esterno all'adattamento e abbastanza capace da sopperire a eventuali modifiche con elementi in grado di strizzare l'occhio ai fan o stuzzicare il loro appetito, avrebbe sicuramente giovato a The Witcher. Lo show che rischia di chiudere i battenti se non recupererà terreno, visto il preoccupante calo di spettatori, non è di certo una produzione ignobile. Ma per quanto la terza stagione possa coprire eventuali vergogne, il futuro dello Strigo è sempre più incerto.
    Fonte: Serial.EveryEye.It


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    Messaggio Da APUMA Gio Ago 03, 2023 2:47 pm

    THE WITCHER 4, L'ASPETTO DI LIAM HEMSWORTH COME GERALT? PARLA IL PRODUTTORE

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    Neanche il tempo per dire addio al Geralt di Henry Cavill nella nostra recensione di The Witcher - Stagione 3, che il dibattito sul nuovo interprete è tornato in primissimo piano, tra scetticismo e curiosità, con alcune interessanti dichiarazioni di uno dei produttori.

    A tornare sul Geralt di Liam Hemsworth, stavolta, è stato Tomasz Bagiński, che si è da poco espresso anche su un altro tema sempre attuale, dando la sua versione su quanto potesse essere giusto semplificare i libri nella trasposizione di The Witcher per lo show Netflix.

    Il produttore esecutivo ha ammesso di aver già visto Hemsworth nei panni di Geralt "e sembra davvero fantastico". La parte più dura, però, sarà quella di riuscire a raccogliere la tutt'altro che leggera eredità lasciata da Cavill e far proprio il personaggio dell'ammazzamostri. A questo proposito, Bagiński ha spiegato che "gli sarà dato spazio, gli sarà data voce in capitolo. Ha bisogno di scoprire il personaggio da solo. Per me, questa cosa è troppo esaltante, soprattutto nel mondo dei libri, dove è sempre presente quest'alone di insicurezza".

    "Sarà una splendida scoperta" rifare conoscenza con il Witcher, chiosa il produttore, evidentemente in fermento per la messa in scena della quarta stagione di The Witcher, che dovrebbe arrivare sulla piattaforma streaming chiaramente non prima del 2024.
    Fonte: Serial.EveryEye.It


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    Messaggio Da APUMA Ven Ago 04, 2023 2:20 pm

    The Witcher, serie Netflix: il producer difende le semplificazioni, necessarie per il pubblico

    Le semplificazioni effettuate sulla serie TV di The Witcher sono necessarie per rendere la storia comprensibile al pubblico ampio.

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    Il producer Tomasz Bagiński ha difeso, in un'intervista pubblicata sulla rivista polacca Wyborcza, le semplificazioni che sono state attuate nella serie Netflix di The Witcher rispetto ai libri originali, sostenendo che, seppure "dolorose", sono operazioni necessarie per rendere lo show più comprensibile a un pubblico ampio.

    In effetti, questo è un punto che ha generato parecchie discussioni anche presso gli appassionati della serie, con l'adattamento Netflix che ha subito varie critiche dai lettori dei libri di Andrzej Sapkowski per alcune modifiche effettuate dagli autori della serie TV che sono risultate in semplificazioni eccessive.

    Bagiński sostiene di comprendere le critiche in questo senso, ma al contempo difende le scelte fatte perché sono risultate necessarie per rendere la serie più comprensibile, andando incontro a un pubblico vasto, che secondo lui non sarebbe in grado di comprendere alcuni aspetti più profondi della storia, altrimenti.

    Americani e giovani non capirebbero senza le semplificazioni
    Il producer, peraltro, sembra indicare soprattutto il pubblico americano e quello più giovane come elementi centrali nella necessità di semplificazione del materiale originale. "Quando una serie è costruita per una grande massa di spettatori, con esperienze diverse e proveniente da posti diversi del mondo, con una gran parte di questi che è americana, queste semplificazioni non solo hanno senso, ma sono necessarie", ha affermato.

    "È doloroso anche per noi e anche per me, ma alcuni livelli più alti di sfumature e complessità avrebbero degli effetti molto limitati e non raggiungerebbero molte persone". In sostanza, molti spettatori arriverebbero a capire diversi aspetti della storia, se questa non venisse semplificata, ha detto Bagiński, che in precedenza aveva riferito qualcosa del genere per quanto riguarda soprattutto il pubblico giovane, il quale "cresciuto con TikTok e YouTube", non sarebbe in grado di seguire più di tanto una trama complessa, essendo guidato soprattutto dalle emozioni e dall'impulsività.
    Fonte: MultiPlayer.It


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    Messaggio Da APUMA Sab Ago 05, 2023 8:15 am

    The Witcher 3, perché Geralt è stato sconfitto da Vilgefortz: La rivincita spetta a Liam Hemsworth?

    Il Geralt di Henry Cavill è stato sconfitto in duello da Vilgefortz, ma perché? E come potrebbe ribaltare il risultato in un prossimo scontro nella quarta stagione?

    [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

    Nella terza stagione di The Witcher, Geralt di Rivia è stato brutalmente (e facilmente) sconfitto in battaglia da Vilgefortz (Mahesh Jadu​). Finora, lo strigo ha dimostrato di essere quasi invincibile, in grado di abbattere ogni ostacolo sul proprio cammino. Eppure non ha avuto alcuna chance contro lo stregone, scagnozzo della Fiamma Bianca intenzionato a mettere le mani su Ciri. Ma come la sconfitta incassata nella terza stagione può essere ribaltata nella quarta? E perché Geralt è stato sconfitto così facilmente?

    The Witcher 3, perché Geralt è stato sconfitto da Vilgefortz e come ribalterà lo scontro nella quarta stagione
    È altamente probabile che, nella quarta stagione, sarà il Geralt di Liam Hemsworth a incassare una ben gradita rivincita nei confronti di Vilgefortz. O quantomeno è quello che credono i fan di The Witcher. Com'è ormai noto da tempo, Henry Cavill ha salutato il suo strigo con la terza stagione, lasciando il posto a Liam Hemsworth, che riprenderà il percorso di Geralt alla ricerca disperata di Ciri (Freya Allan). Ma ha lottato fino alla fine, cercando di difendere la principessa. Nel sesto episodio, durante la guerra civile tra maghi, Geralt ha affrontato Vilgefortz uscendone clamorosamente sconfitto e ferito, quasi in punto di morte. Ma perché non è riuscito a batterlo? Il motivo è semplice: Vilgefortz è più forte e potrebbe avere usato un grande vantaggio nel duello, quale la magia. Non ne abbiamo la certezza ma, secondo una teoria riportata da Screen Rant, il mago potrebbe aver favorito la sua vittoria muovendosi più agilmente grazie alle arti magiche. Perché non l'ha ucciso, allora? Avrebbe potuto, ma ha deciso di non farlo, spianando la strada per una rivincita futura.

    Non è chiaro cosa vedremo nella quarta stagione. Certo è che Henry Cavill non sfoggerà più il suo look da Lupo Bianco, cedendo il ruolo a Liam Hemsworth. Secondo i romanzi, Geralt avrà la sua rivincita soltanto ne La signora del lago, e coinvolgerà anche Yennefer (Anya Chalotra). Quindi possiamo immaginare che in futuro il Geralt di Hemsworth avrà modo di riscattare anche quello di Cavill. Prima di arrivare a quel punto, però, bisognerà attendere pazientemente. In base alla cronologia dei romanzi, la quarta stagione dovrebbe seguire quanto accade ne Il battesimo del fuoco e probabilmente anche alcuni spezzoni de La torre della rondine. Proprio tra le pagine di questo romanzo, è Yennefer a essere sulle tracce di Vilgefortz, ma il loro faccia a faccia risulterà estremamente pericoloso per la maga. Nei romanzi, infatti, Yennefer finisce con l'essere catturata e torturata da Vilgefortz, che vuole scoprire dove si trovano Geralt e Ciri.
    Fonte: ComingSoon.It


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    Messaggio Da APUMA Sab Ago 05, 2023 2:33 pm

    The Witcher: il producer ha ammesso che alcune modifiche rispetto ai romanzi sono stare "necessarie ma dolorose"

    Alcune decisioni vanno purtroppo accettate.

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    Nel corso di un'intervista ai microfoni di Wyborcza, il produttore esecutivo della serie The Witcher, Tomasz Bagiński, ha mostrato un po' di dispiacere a fronte di alcune scelte di adattamento a sua detta inevitabili, eppure dolorose.

    Parlando recentemente con l'emittente polacca Wyborcza, il produttore esecutivo Tomasz Bagiński ha ammesso che la storia della strigo, per poter funzionare in TV, non può seguire pedissequamente i romanzi scritti da Andrzej Sapkowski.

    "Quando una serie viene pensata per coinvolgere un'enorme numero di spettatori, con esperienze diverse, provenienti da diverse parti del mondo - ma in gran parte americani - alcune semplificazioni non solo hanno senso, ma sono addirittura necessarie", ha spiegato Bagiński. "È doloroso anche per me, per tutti noi, ma un maggiore livello di complessità avrebbe finito per ridurre la penetrazione dell'opera: a volte possiamo solo prendere certe decisioni, e accettarle".

    Il produttore ha anche ammesso che certe semplificazioni possono anche essere legate alle scadenza: "A volte i cambiamenti sono il risultato del caos produttivo: se, per esempio, un attore si ammala, la storia del suo personaggio deve essere modificata e riscritta nel giro di poche ore, perché l'intera macchina produttiva non può fermarsi; esistono molte ragioni alla base di certe decisioni controverse, tuttavia gli spettatori non sempre hanno la panoramica del contesto, e di conseguenza possono reagire male"

    La terza stagione di The Witcher si è appena conclusa su Netflix, congedando Henry Cavill dal ruolo di Geralt di Rivia; in futuro, nei panni dello strigo vedremo Liam Hemsworth.
    Fonte: It.IGN.Com


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    Messaggio Da APUMA Sab Ago 05, 2023 2:42 pm

    The Witcher 3: lo sceneggiatore difende l'accuratezza del sesto episodio rispetto ai libri

    I fan hanno criticato la scena di apertura dell'episodio 6 di The Witcher 3, citando passaggi dei libri che contraddicono quanto fatto da Dijkstra.

    [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

    Non si placano le controversie attorno alla stagione 3 di The Witcher, iniziate ancor prima della messa in onda dello show con l'annuncio dell'addio di Henry Cavill. Questa volta i fan se la sono presa per aver riscontrato delle inesattezze nella scena di apertura dell'episodio 6 che presenta una particolare interazione tra Dijkstra (Graham McTavish) e Geralt Di Rivia.

    Nella scena in questione vediamo Dijkstra puntare un coltello contro Geralt che nel frattempo stava urinando su una pianta. Lo sceneggiatore Javier Grillo-Marxuach ha voluto difendere sui social l'accuratezza di quanto mostrato: "Per tutti i fan che dicono che non leggiamo e non rispettiamo i libri, ho le pagine che dimostrano come la scena dell'episodio 6 si aprisse allo stesso modo".

    Un utente ha invece risposto a tono al proclamo dello sceneggiatore, affermando di come la scena contraddicesse quanto raccontato nei libri: "Nei libri c'è un intero paragrafo che spiega come Geralt non avrebbe mai urinato su una pianta ed è per questo motivo che è stato scoperto e gli eventi si sono svolti in quel modo. Inoltre Dijkstra non sarebbe mai riuscito a puntargli un coltello contro, il fatto che abbia colto un witcher alla sprovvista è assurdo".

    The Witcher 3, il punteggio più basso di sempre su Rotten Tomatoes
    Lo show ha subito un clamoroso calo di consensi, arrivando a ottenere il 22% du Rotten Tomatoes: il punteggio più basso dell'intero franchise dalla prima stagione a oggi. I fan hanno fortemente criticato l'arco narrativo di Geralt e la scelta da parte della produzione di discostarsi in molti punti dai romanzi, "deviando" dallo spirito del franchise.

    A sostituire Henry Cavill nella stagione 4 già annunciata ci sarà Liam Hemsworth ma, a causa dello sciopero di attori e sceneggiatori ancora in corso, non si conosce ancora la data di uscita.
    Fonte: MoviePlayer.It


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    Messaggio Da APUMA Lun Ago 07, 2023 1:53 pm

    Il produttore di The Witcher: La stagione 3 è deludente per colpa dei fan

    Il produttore esecutivo Tomek Baginski a un sito polacco: storie semplificate per farle piacere al pubblico statunitense.

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    Una spaccatura, anche piuttosto profonda, potrebbe essersi aperta tra The Witcher e i suoi fan. Questi ultimi si sono infuriati con Tomek Baginski, uno dei produttori esecutivi della serie fantasy di Netflix basata sui romanzi del polacco Andrzej Sapkowski, che in un'intervista con il sito polacco Wyborcza ha incolpato il pubblico americano se la recente terza stagione è risultata loro deludente, spiegando che lui e i colleghi sono stati costretti a smorzare le storie proprio per il mercato statunitense.

    The Witcher, la stagione 3 delude: Di chi è la colpa?
    Sebbene The Witcher resti una delle serie tv più viste di Netflix, come sembrano dimostrare le periodiche Top 10 del servizio streaming, né la seconda né la terza stagione hanno raggiunto la prima nella classifica delle più viste di sempre, con quest'ultima scivolata nel frattempo al nono posto. La terza in particolare ha registrato un calo del numero di spettatori ed è stata considerata da molti fan una delusione perché si allontana dal materiale originale.

    "Quando una serie viene realizzata per un'enorme massa di spettatori, con esperienze diverse, provenienti da diverse parti del mondo, e gran parte di loro sono americani, queste semplificazioni non solo hanno senso, sono necessarie" ha spiegato Baginski, polacco come Sapkowski. "È doloroso per noi, e anche per me, ma il livello più alto di sfumature e complessità avrà un raggio più piccolo; non raggiungerà le persone".

    La reazione dei fan non si è fatta attendere. Nel forum di The Witcher su Reddit, un utente ha scritto: "Sappiamo tutti che è più facile incolpare i fan che assumersi la responsabilità". Per un altro spettatore, il ragionamento di Baginski è privo di senso: "Se dice che hanno smorzato lo show per raggiungere un pubblico più vasto, allora il pubblico dovrebbe aumentare se aveva ragione. Il fatto che il pubblico sia diminuito e che le persone si siano lamentate di quanto fosse stupida la serie significa che hanno sottovalutato il loro pubblico e che non avrebbero dovuto sminuirla affatto".

    Baginski non è nuovo a questo genere di commenti. Lo scorso anno, in un'intervista con il canale YouTube polacco Imponderabilia, aveva detto: "Quando si tratta di serie tv, più giovane è il pubblico, più la logica della trama è meno significativa... Quelle persone sono cresciute su TikTok e YouTube. Saltano da un video all'altro". Il produttore aveva sottolineato inoltre che i fan più giovani si preoccupano più delle emozioni che della trama. Un altro commentatore ha quindi scritto: "Questa persona è uno dei principali produttori della serie e, se si pensa ai commenti passati, sembra sia stata determinante nella strategia generale di ridurre il prezioso materiale proveniente dai libri e dai videogame, che sono venerati da milioni di persone, a questo".
    Fonte: ComingSoon.It


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