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    La testa nel pallone

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Set 19, 2018 8:49 am

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Set 20, 2018 1:55 pm

    Champions League, Valencia-Juventus 0-2: rosso a Ronaldo, Pjanic ne fa due su rigore

    Tre punti fondamentali per la squadra di Allegri al debutto. Senza CR7, espulso inspiegabilmente dopo 29' dopo un contatto con Murillo, ci pensa Pjanic a regalare la vittoria con due centri dal dischetto. Nel finale, Szczesny para un rigore

    19 SETTEMBRE 2018 - VALENCIA (SPAGNA)

    Miralem Pjanic festeggiato dai compagni.

    Chiamatela maledizione spagnola oppure sindrome da rosso in Champions League: cambia la città (da Madrid a Valencia), cambiano gli interpreti (da Buffon a Ronaldo) ma pochi mesi dopo la storia si ripete. La Juventus aveva chiuso la scorsa edizione del torneo con il rosso a Gigi Buffon a casa del Real, a Mestalla la stessa sorte è toccata a Cristiano Ronaldo, punito inspiegabilmente con la massima pena al 29' del primo tempo per un colpetto in testa (che al massimo poteva essere da giallo) a Murillo. Così la Signora perde il suo uomo Champions, che lascia in lacrime i compagni, ma non la testa, perché anche in inferiorità va a vincere 2-0 (doppio Pjanic dal dischetto) mandando un messaggio chiaro e forte alle altre pretendenti al trono: siamo vivi anche senza CR7.

    I PRIMI ASSALTI — La Juventus pre espulsione di Ronaldo aveva avuto tre occasioni limpide: prima Mandzukic (cross di Bernardeschi per Ronaldo, il cui tiro al volo diventa un assist per il croato, che però spara alto), poi Khedira non trova la porta su un'altra bella imbeccata di Bernardeschi (pescato da Ronaldo), infine il doppio miracolo dell'ex Neto, che prima ribatte su Bernardeschi (su suggerimento di Alex Sandro) e un istante dopo su Matuidi. Il Valencia però non sta a guardare e quando riparte è pericoloso. Il clima è caldo è diventa incandescente intorno alla metà, con la clamorosa espulsione. Allegri qualche minuto prima aveva dovuto rinunciare a Khedira per un problema muscolare, sostituito da Emre Can.

    ROSSO E LACRIME — Poi al 29' si consuma il dramma di Cristiano: contatto in area con Murillo, il difensore resta a terra e il portoghese prima gli dice di alzarsi, poi gli mette una mano sulla testa, ma più che una tirata di capelli sembra un buffetto. L'arbitro Brych (lo stesso della finale di Cardiff), gli mostra il rosso (il primo della carriera di Ronaldo in Champions) su segnalazione dell'addizionale Fritz (al quale chiede tre volte: "È da rosso?", ricevendo sempre risposta affermativa). Ronaldo si butta a terra disperato, poi esce mentre ripete tra le lacrime "Non ho fatto niente". La decisione dell'arbitro è difficile da comprendere.

    DOPPIO PENALTY E DOPPIO PJANIC — Con la Juventus in dieci la partita cambia: il Valencia diventa più aggressivo e i bianconeri sono costretti a difendersi. Grande sacrificio da parte di tutti, in più Szczesny ci mette i guantoni su un tiro insidioso di Batshuayi. La Signora è viva nonostante l'inferiorità e lo dimostra a pochi minuti dall'intervallo, con la traversa colpita da Cancelo (dopo aver ciccato il tiro al primo tentativo). Nella stessa azione arrivano il fallo in area di Parejo (ammonito) sul portoghese e il sacrosanto calcio di rigore, trasformato da Pjanic con il destro. Dopo un inizio in salita, la strada della Juventus diventa improvvisamente in discesa, anche per demeriti dei padroni di casa. Oltre a Parejo, anche Murillo decide di dare una mano alla Signora: fallo su Bonucci in area (e giallo per l'ex interista), e altro rigore per i bianconeri, con Pjanic (poco dopo sostituito da Douglas Costa) che lo segna alla stessa maniera del primo. Due a zero dopo 5' e nonostante l'inferiorità numerica. Anche il Valencia beneficia di un calcio di rigore nel finale (fallo di Rugani su Gabriel), ma non accorcia le distanze perché Szczesny ribatte il rigore tirato da Parejo.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Set 24, 2018 8:29 am

    Frosinone-Juventus 0-2: gol di Cristiano Ronaldo e Bernardeschi

    Una rete del portoghese a 8' dalla fine e il raddoppio dell'ex Fiorentina regalano i 3 punti ad Allegri in una serata poco brillante dei bianconeri, che però mantengono la vetta a punteggio pieno


    Cristiano Ronaldo.

    Il giorno in cui la Juventus aveva ufficializzato l'acquisto di Cristiano Ronaldo, il Frosinone l'aveva buttata sull'ironia: "Complimenti ai bianconeri, anche noi ci abbiamo provato ma l'hanno spuntata loro". Se CR7 fosse sbarcato in Ciociaria e non a Torino, stasera i canarini avrebbero raccolto la prima vittoria della stagione, perché la differenza l'ha fatta lui, con un gol cercato caparbiamente, insieme a Bernardeschi, che è entrato e ha cambiato la partita. Ronaldo ha trovato nel finale la rete che ha sbloccato una serata complicata, con troppi bianconeri sotto tono. D'altronde è per questo che la Juventus lo ha comprato, per la Champions e per spingersi dove gli altri non riescono. Risultato poi messo al sicuro dall'ex Fiorentina a pochi secondi dal gong.

    CRISTIANO CONTRO TUTTI — Allegri rispetto a Valencia ne cambia cinque (Rugani, Cuadrado, Emre Can, Bentancur e Dybala) e ripropone il tridente anti Sassuolo, con il numero 10 bianconero alle spalle di Cristiano Ronaldo e Mandzukic. Longo risponde con la coppia Perica-Campbell (al debutto da titolare) e una curva canarina calorosissima. CR7 è il più atteso (dai tifosi, in Ciociaria ci sono tanti juventini) e anche il più temuto (dai giocatori avversari, che non disdegnano i modi rudi per arginarlo. Dopo 8 minuti il portoghese potrebbe portare in vantaggio la Signora se il suo tiro non venisse respinto all'ultimo respiro da Capuano (cross di Dybala e sponda di Mandzukic). Cristiano è il più vivace e in venti minuti impegna altre due volte Sportiello, che ne esce illeso. La voglia di fare gol del portoghese è contagiosa, tanto che intorno alla mezz'ora Rugani prova a emularlo con una rovesciata (su punizione di Pjanic) che finisce alta. Il Frosinone si limita a difendersi, con la speranza di poter sfruttare qualche ripartenza concessa dai bianconeri (intervento provvidenziale di Rugani nell'occasione migliore del primo tempo). Per la Juventus è difficile sfondare con nove giocatori dietro alla linea della palla, però la manovra è pure troppo prevedibile. Perica, il giocatore più temuto di Allegri, spaventa Szczesny poco prima dell'intervallo con un colpo di testa (che finisce fuori).

    SOFFERENZA ED ESULTANZA — Ritmo basso e pochi guizzi: questa è Madama in versione Benito Stirpe. Ecco perché all'alba della ripresa Allegri toglie Bentancur e si gioca la carta Bernardeschi, uno dei migliori nella battaglia di Valencia. L'ex viola regala subito a Ronaldo un ottimo pallone (su cross di Chiellini da destra) che il fenomeno sparacchia: forse un po' di ansia gli è rimasta addosso nonostante la doppietta al Sassuolo. Sempre Bernardeschi serve il 7 sotto porta, che tenta invano il gol di tacco. Con l'ingresso di Cancelo (per Cuadrado, che dopo una prova abulica calcia alle stelle l'ultimo pallone) aumentano i cross e le occasioni: Mandzukic, Alex Sandro, Bernardeschi, ma il match winner alla fine è lui, Cristiano Ronaldo, che al 37' raccoglie un tiro sporco di Pjanic, trova l'angolino e poi esplode in un "siuu" liberatorio. Gol convalidato dopo un silent check (Salamon tiene in gioco il portoghese). Nei minuti di recupero chiude Bernardeschi su azione di contropiede: Cristiano aveva sbagliato l'assist, ma poco importa. La Juve vince e resta a più tre sul Napoli.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Set 24, 2018 8:33 am

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Set 27, 2018 1:50 pm

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    La Juventus batte il Bologna per 2 a 0! DoppioPingu

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Set 27, 2018 1:54 pm

    Juventus-Bologna 2-0: gol di Dybala e Matuidi, bianconeri a punteggio pieno

    Tutto facile per i campioni d'Italia, che colpiscono due volte gli emiliani in avvio e poi controllano, in attesa di affrontare sabato il Napoli. Troppo sterile la squadra di Inzaghi.


    Matuidi e Dybala.

    Ronnie O'Sullivan, leggenda dello snooker, parlava così dei campioni: "Li distingui dagli altri perché non sbagliano mai sul 'facile' e tirano fuori il loro talento sul 'difficile'". La palla da calcio c'entra poco con quelle da biliardo, ma l'adagio si adatta alla perfezione alla Juventus, che batte in scioltezza il Bologna per 2-0 e centra la sesta vittoria in altrettante partite. I bianconeri sono esattamente dove tutti si aspettavano fossero dal 26 luglio, giorno di nascita del calendario 2018-19. Cinque partite sulle carta comode più la Lazio. E la Juve, come suo costume, non regala nulla.

    DIVARIO IMBARAZZANTE — I progetti di Superlega paiono al momento accantonati: nominalmente Juve e Bologna giocano nello stesso campionato. Certo, poi guardi partite come quella dello Stadium e diventa complicato spiegare perché. Alla squadra di Allegri basta un quarto d'ora giocato a ridosso della soglia anaerobica per sistemare la questione e non sprecare energie preziose in vista della partita di sabato col Napoli. Al Bologna, con Inzaghi che ne cambia 4 rispetto alla vittoria con la Roma pensando anche all'Udinese, non pare vero che la Juve rallenti: la potenziale figuraccia è evitata. E tutto il resto è sostanzialmente noia, coi vari Barzagli, Bentancur e Benatia che mettono minuti preziosi nelle gambe.

    VAI DYBALIK — Così la nota positiva nella serata della Juve è il ritorno al gol da migliore in campo di Paulo Dybala, che aveva esultato l'ultima volta proprio allo Stadium contro il Bologna esattamente 144 giorni fa. A Paulo il ritorno al 3-5-2 fa un gran bene: con solo lui e Ronaldo davanti, la Joya è sostanzialmente libera di inventare a tutto campo. Ne viene fuori la miglior prestazione stagionale: gol di destro all'11' dopo la prodezza di Skorupski (migliore del Bologna) su Matuidi, da lui stesso imbeccato con l'assist di "coppino". E pure l'avvio dell’azione del 2-0, finalizzata da Matuidi dopo la rifinitura di un CR7 non esattamente scintillante, che resta a secco dopo tre gol in due partite. Contro avversari così, non c'è nessun bisogno dei suoi gol.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Set 27, 2018 1:55 pm



    La Pistoiese pareggia contro il Pro Piacenza per 3 a 3!



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Set 30, 2018 8:47 am

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    La Juventus batte il Napoli per 3 a 1! PinguHop PinguHop PinguHop

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Set 30, 2018 8:52 am

    Juventus-Napoli 3-1: gol di Mertens, Mandzukic (2) e Bonucci

    Azzurri subito in vantaggio col belga, poi il croato (autore di una doppietta) e il difensore firmano la rimonta bianconera. In tutti i gol lo zampino di Cristiano Ronaldo. Allegri è ora a +6 su Ancelotti. Da segnalare l'espulsione per doppia ammonizione di Mario Rui al 58'


    I festeggiamenti della Juve per il primo gol di Mandzukic.

    Il portoghese è un infiltrato. Il primo incontro categoria pesi massimi del campionato – prima contro seconda, favorita contro principale rivale scudetto – dimostra che Cristiano Ronaldo è di un altro livello anche in un contesto così prestigioso. La Juve batte 3-1 il Napoli con doppietta di Mandzukic e gol di Bonucci, va a +6 in classifica e onora i Mondiali di ciclismo con la prima fuga del campionato. CR7 non segna però è decisivo, l’uomo partita anche più di Mandzukic. Si vede in tre momenti. Primo: nelle difficoltà del primo tempo, con il Napoli in vantaggio e la Juve ancora negli spogliatoi, Ronaldo calcia due volte in porta e regala a Mandzukic una palla solo da spingere in porta. E’ l’1-1. Secondo: all’inizio del secondo tempo, con la partita ancora in equilibrio, Cristiano trasforma una ripartenza di Dybala nel 2-1. Sul suo tiro da lontano, Ospina devia sul palo e Mandzukic tocca ancora a porta vuota. Terzo: quando il Napoli, in dieci per il doppio giallo a Mario Rui, sembra incredibilmente vicino a rimettere in piedi la partita, Ronaldo gira di testa un angolo da destra. La palla, diretta in porta, finisce sui piedi di Bonucci che appoggia – a porta vuota… e sono tre – il pallone di fine serata. Conclusione rapida e semplicistica: la Juve è la migliore (d’Italia, per ora) anche perché ha il migliore, mentre il Napoli non è ancora pronto per l’Everest.

    LA PARTITA — Eppure la Juve era partita male, contro tendenza. La curva non canta e Ancelotti all’inizio sembra avere in mano la partita con il suo 4-4-2 atipico. Zielinski prende un palo da 25 metri, Insigne calcia subito e Mertens dopo 10 minuti cancella i primi cori dello stadio con il gol del vantaggio. Bonucci sbaglia un passaggio in costruzione per Dybala, Allan anticipa l’argentino e ha la porta in faccia a 30 metri da Szczesny. Il flipper che nasce – Allan per Callejon, Callejon di prima prima per Mertens, Mertens di tocco a porta vuota – manda il Napoli in vantaggio come nella partita di aprile. In questi cinque mesi però sono successe un po’ di cose, una su tutte: Cristiano Ronaldo ha cambiato indirizzo. Così Cristiano nel primo quarto d’ora calcia da lontano due volte, la seconda dopo un grande controllo al volo, e per due volte trova Ospina. Il gol del pareggio di Mandzukic cancella l’illusione del Napoli e la Juve prende un controllo che sostanzialmente non perderà mai fino alla fine. Tra l’1-1 e il 2-1 del croato, arrivato a inizio secondo tempo dopo quel tiro da lontano di Ronaldo, infatti il Napoli sogna solo con un tiro di Mario Rui poco prima dell’intervallo e rischia parecchio quando una punizione di Ronaldo, sempre lui, scatena una mischia chiusa da una deviazione di Hamsik su tiro di Pjanic. Il resto è un piano inclinato: l’espulsione d Mario Rui, un’occasione mancata da Callejon e il 3-1 di Bonucci.

    JUVENTUS SOLIDA — La Juve, come da richieste di Allegri della vigilia, è stata solida, concreta più che scintillante. In mezzo al campo ha vinto la sfida contro Hamsik e Allan, ha trovato un Emre Can versione corazziere ed è stata salvata da Szczesny nell’azione forse più importante della partita: a 18 minuti dalla fine, ha parato un tiro di Callejon che si era liberato in area. Dybala, titolare, ha generato l’azione del 2-1 e Bonucci, colpevole sul primo gol, si è riscattato con il 3-1. Tutti contenti. Paradossalmente, l’unico che nel finale si è disperato è stato Ronaldo. Voleva a tutti i costi il gol (come sempre…) ma ne ha mancato uno non complicato nel secondo tempo. Poco male: ha una settimana di tempo per riposarsi e pensare all’Udinese.

    NAPOLI LEGGERO — Il Napoli invece torna a casa disilluso. Insigne, l’uomo immagine, non ha inciso praticamente mai, Hamsik in mezzo ha sofferto tanto e i terzini, che in una squadra non sono così secondari, hanno faticato: Hysaj saltato sul primo gol, Mario Rui espulso per due falli su Pjanic. Addirittura Albiol e Koulibaly, insieme da una vita, non si sono mossi bene nell’azione del pareggio. Cristiano si è trovato uno contro uno a sinistra con Hysaj e lo ha saltato facile, poi ha crossato col mancino. Emre Can ha tagliato in area e, sull’incrocio con Mandzukic, Albiol e Koulibaly hanno fatto la stessa scelta: si sono preoccupati del tedesco col 23. Mandzukic, rimasto solo in area, cortesemente ha ringraziato. Ancelotti ha provato con Fabian Ruiz e Milik, senza successo perché contro le squadre come la Juve va così: l’occasione passa due volte quando va bene, più spesso una. Se non la prendi, resti al secondo posto, a rischio sorpasso dal Sassuolo.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Ott 15, 2018 2:01 pm

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Ott 21, 2018 7:55 am



    La Juventus pareggia col Genoa 1 a 1!



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Ott 21, 2018 8:00 am

    Serie A, Juventus-Genoa: 1-1. Gol di Ronaldo e Bessa

    Apre Ronaldo, pareggia Bessa: dopo otto vittorie di fila i bianconeri si fermano contro la formazione di Juric. Nella ripresa Allegri mette Dybala e Bernardeschi, ma la vittoria non arriva


    Per Ronaldo un gol e un palo nella sfida contro il Genoa.

    I bimbi possono portare a casa un insegnamento prezioso. I piccoli delle scuole calcio che hanno colorato l’Allianz nella curva che l’ultima volta vomitava insulti adesso lo sanno: in questo gioco (e nella vita) niente è mai scontato, neppure se c’è un alieno nella tua squadra. Hanno visto da vicino Cristiano Ronaldo accendere la magia come nelle favole, ma hanno visto pure la Juve buttarsi via perché convinta di averla vinta già all’intervallo. Poco cinismo davanti, una grave disattenzione dietro ed ecco spiegato questo 1-1 che ferma la cavalcata. Contro il Genoa non è arrivata la nona vittoria consecutiva di Allegri, un delitto in una partita dominata e con un Cristiano ispirato.

    RECORD INUTILE — Prima della ripresa globalmente sottotono e dell’harakiri, Ronaldo aveva mostrato ai suoi baby tifosi un vastissimo repertorio oltre il gol: non un appoggio sbagliato, non uno scatto fine a se stesso o una apertura inutile. Cristiano è così, mai banale, squilibrante pure nelle cose facili: non basta, però, se non si dà il morso finale alla preda. E così perde valore pure il suo ennesimo record: nel primo tempo, dopo aver fatto tremare il palo con una testata, con un gol facile facile il portoghese è diventato il primo a segnare 400 gol nei top campionati europei (oltre ai 5 bianconeri, 311 spagnoli e 84 inglesi).

    PREMIO AL CORAGGIO — Sul tiro ribattuto di Cancelo e su incertezza del portiere Radu, la palla dell’1-0 è finita sul suo piede. A mancarlo, guarda tu i casi della vita, c’era proprio Piatek. Il capocannoniere, troppo solo a battagliare con i colossi della difesa, ha perso la sfida con un rivale di ben altro blasone. Si è fermato un turno, niente gol per la prima volta da quando veste rossoblu, eppure nella ripresa è cresciuto con tutta la truppa. Il gol di Bessa è, infatti, un premio, forse esagerato, per un secondo tempo coraggioso. Prima il Genoa aveva organizzato soprattutto difesa e timidi contropiedi: Juric, al suo rientro, ha piazzato come pilastro difensivo nel 3-5-2 Cristian Romero, argentino classe 1998 al debutto e in difficoltà contro Cristiano. Non quanto i suoi terzini di fronte alla velocità di Cancelo, signore del primo tempo, e di Alex Sandro, più in palla nella ripresa.

    RICCIOLI E FASCIA — Le scelte a sorpresa di Allegri, invece, sono state due, la prima in alto a destra e la seconda attorno al braccio di Bonucci. Cuadrado, di ritorno dal Sud America, si è posizionato accanto a CR7 e Mandzukic e i riccioli si sono dimostrati più vivaci delle ultime volte (malissimo Douglas Costa quando è entrato al suo posto). Leo, invece, è stato scelto come capitano vista l’assenza del sodale Chiellini, più Khedira e Dybala, ed è il segno di riappacificazione finale con il pianeta Juve: l’ultima fascia con la Signora risaliva al 6 maggio 2017, proprio qui all’Allianz, nel derby finito 1-1 contro il Torino.

    L’INSEGNAMENTO — Bonucci ha guidato i suoi con autorevolezza, prima di addormentarsi con l’intero reparto, soprattutto Alex Sandro, a metà secondo tempo: tutti convinti che una palla innocua stesse per morire in calcio d’angolo e invece Kouamè ha avuto il tempo di tenerla, crossare indisturbato e Bessa ha staccato comodo. Imperdonabile calo di concentrazione, unico vero rischio in questa A per una Juve così nettamente superiore ai rivali. Alla fine gli ingressi di Dybala e Bernardeschi e il cambio di modulo hanno aggiunto poco o niente: la Juve ha peccato di supponenza e ne ha pagato le conseguenze, come sanno i piccoli (educatissimi) che hanno lasciato delusi l’Allianz.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Ott 22, 2018 1:54 pm

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Ott 24, 2018 8:48 am

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    Champions League: La Juventus batte il Manchester United per 1 a 0! PinguHop

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Ott 24, 2018 8:52 am

    Manchester-United-Juventus 0-1: gol di Dybala, Pogba si ferma al palo

    Una rete nel primo tempo della Joya basta a piegare il Manchester United. Red Devils pericolosi in una sola occasione, con il palo del francese a 15' dalla fine. Il resto è un dominio

    23 OTTOBRE 2018 - MANCHESTER (INGHILTERRA)
    Di solito Old Trafford è uno stadio da sedute di laurea e qui, nel teatro dei sogni, la Juventus si è messa una corona di alloro in testa. Con qualche apprensione non richiesta nel secondo tempo, ma se l'è comunque messa: per la Signora un diploma magistrale in Champions League. L'1-0 allo United del vecchio nemico Mou, arrivato con un primo tempo sontuoso e un secondo col fiato più corto, è il certificato da appendere alla Continassa: dimenticate le apprensioni del passato, contenute le ansie a pochi momenti del match, è nata una grande squadra europea. Con un piede agli ottavi dopo il terzo successo su tre nei gironi. Mou, invece, dovrà sudarsela di più e tornare a pensare a come saldare la sua panchina: questo United, costruito a sua immagine e somiglianza, non sembra alla stessa altezza.


    Il gol del Paulo Dybala.

    L'APPROCCIO — Allegri all'inizio ha scelto la coperta calda di un 4-3-3 "mobile": Cuadrado largo a destra e dall'altro lato Matuidi, pronto a stringere in mezzo quando il colombiano avanza sulla linea di Cristiano e Dybala. Mou, invece, ha piazzato ai lati del bisonte Lukaku tre piccoli diavoli: da destra Rashford, Mata e Martial. Il trio è scollato dall'atteso ex Pogba, ma è nell'atteggiamento che José regala più di metà partita al collega italiano: approccio arrendevole, quasi in timida attesa dei palleggiatori bianconeri. Questa Juve, però, è una bestia strana, cangiante: tiene il possesso in queste circostanze, ma sa anche ripartire veloce quando serve. Il tridente bianconero mostra frequenze superiori rispetto ai difensori rivali, forse più forti fisicamente ma assai meno mobili. Tutte doti che servono per dominare in Europa.

    CRISTIANESIMO — Il resto lo fa Ronaldo che attira ogni cosa attorno a sé. Un magnete dentro a Old Trafford: a pochi minuti dall'inizio attrae un invasore, placcato qui un attimo prima di dare il cinque al proprio eroe. Poi si prende una palla sulla destra e, ricordando i tempi in cui faceva l'ala proprio da queste parti, mette in mezzo la palla da cui sgorga l'1-0: Cuadrado è fermato a un passo da De Gea e Dybala può esultare con il sinistro facile. Sta nel Cristianesimo, però, il segreto di tutto: Ronaldo è cercato costantemente e ricambia sempre la cortesia, come quando chiude l'uno due con Cancelo e manda il connazionale vicino al 2-0.

    CANCELO EFFECT — Proprio il terzino portoghese è la bollicina che mancava e che ha cambiato il sapore dei brindisi in questa stagione: un martello costante, soprattutto se Martial non lo segue mezza volta. A Bonucci e Pjanic, registi alternati di questa super Juve, basta alzare la testa e poi la palla finisce oltre la linea di difesa: soprattutto da destra, ma pure da sinistra, il primo tempo è un movimento di orchestra. Potrebbero arrivare altri gol con Ronaldo su punizione deviata a fatica da De Gea (decisivo anche sulla ribattuta di Matuidi), e con un altro sinistro liftato di Dybala. Al di là di tutto, la sensazione è che la Juve abbia trovato finalmente una comoda casa europea: la Champions è il nuovo salotto della Signora, ora si sente padrona come fosse in Italia.

    PAURA ROSSA — Il secondo tempo di Mou è un filo più coraggioso, sfruttando anche il leggero calo dei centrocampisti che si erano spolmonati oltre ogni umana possibilità. Qualche balbettio di Alex Sandro, qualche vecchio problema di posizionamento di Cancelo, il calo di precisione dei passaggi di Pjanic ed ecco che i Diavoli spaventano di più grazie al più propositivo Pogba. È lui ad approfittare di una dormita di Bentancur (che fa imbestialire Allegri) nell'occasione più grande della partita dei rossi di Manchester: il sinistro schiaffeggia il palo e finisce sulla faccia di Szczesny prima di uscire. Un pericolo che risponde al destro di Ronaldo, meno preciso rispetto al primo tempo. Una resistenza ordinata, con gli ingressi di Bernardeschi, Douglas Costa e Barzagli, consente di portare in porto l'1-0: finisce con Mourinho che risponde agli insulti dei tifosi bianconeri con tre dita. Vecchi rancori italiani, vecchi ricordi del triplete, quella cosa che Max (assieme a Cristiano) stavolta può prendersi davvero.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Ott 28, 2018 9:01 am

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    La Juventus batte l'Empoli per 2 a 1!  DoppioPingu

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Ott 28, 2018 9:09 am

    Serie A, Empoli-Juve 1-2: gol di Caputo e Cristiano Ronaldo (2)

    Nona vittoria in campionato per i bianconeri col portoghese che ribalta l'iniziale vantaggio dei toscani


    L'esultanza di Cristiano Ronaldo.

    CR7 hollywoodizza la provincia italiana. Arriva lui e tutto si ferma: stadi esauriti, alberghi e ristoranti pieni, baracchini con la sua maglietta presi d’assalto. Ma Ronaldo è soprattutto il più forte giocatore del mondo insieme a Messi. Te ne accorgi quando, dopo il peggior primo tempo stagionale suo e della Juventus, decide che i due punti persi col Genoa possono bastare. E ribalta la partita con la folgore che fissa il 2-1 finale dopo aver trasformato il rigore del pari. Il gol più bello dei 7 fin qui segnati in bianconero.

    BRAVO EMPOLI — Solo elogi per la squadra di Andreazzoli, che pur restando bassa gioca un bel calcio, con centrocampisti di corsa e qualità. Bennacer macchia una bella prova con la sciocchezza che provoca il rigore, Acquah si divora Matuidi nell’azione del gol, Zajc ha i colpi del grande giocatore. Se ci aggiungiamo che il caricabatterie della Juve non ha ancora ultimato il suo lavoro post-Manchester, l’1-0 (gol di Caputo) con cui i toscani vanno al riposo non deve stupire. In difficoltà Bernardeschi e tutto il centrocampo, con una regia insolitamente abulica di Pjanic. Se il livello resta questo, la salvezza non dovrebbe essere un problema.

    CARICA CR7 — La Juventus, che resta complessivamente lontana dai suoi standard migliori, rientra con altra intensità. L’emblema è Matuidi: molliccio nei primi 45’, il solito trattore nella ripresa. Il segnale di risveglio lo dà l’azione chiusa dalla traversa di Pjanic dopo una gran parata di Provedel su un convincente Alex Sandro. Il calo dell’Empoli aiuta la Juve a restare sempre alta, con Dybala molto cucitore e poco stoccatore e bravo a procurarsi il rigore. In una giornata così, sembra più facile che la Juve la possa ribaltare col colpo di un campione piuttosto che col gioco. Detto fatto: CR7 sgancia il missile che lascia a bocca aperta il Castellani, prima di un finale che trasforma Allegri in versione kickboxer su una bottiglietta per via di una gestione imperfetta nei minuti finali.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Nov 04, 2018 8:47 am

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    La Juventus batte il Cagliari per 3 a 1! PinguHop PinguHop PinguHop

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Nov 04, 2018 8:52 am

    Juventus-Cagliari 3-1: apre Dybala, chiude Cuadrado. È record di punti

    I bianconeri soffrono contro la formazione di Maran ma portano a casa altri 3 punti e tornano a +6 su Napoli e Inter. Si tratta della miglior partenza di sempre in Serie A

    03 NOVEMBRE 2018 - TORINO

    L’esultanza della Juventus.

    L’Allianz Stadium, che torna finalmente a tifare dopo mille polemiche, osanna Ronaldo, si spella le mani per l’avvio folgorante di Dybala, ma alla fine dei conti deve spedire una lettera di ringraziamento in Croazia: contro il Cagliari la Juve la spunta anche a un autogol beffardo di Filip Bradaric, di professione vice-Modric. Così i bianconeri riescono a riguadagnare il vantaggio che tengono nella tormenta, senza rischiare ma senza entusiasmare, fino all’allungo finale del 3-1. Ci sono state Juventus migliori da queste parti, ma in fondo basta e avanza per rimettere tutte le rivali che ringhiano alle spalle a meno 6. E segnare il record della miglior partenza in serie A che finora era detenuto dalla Juve di Capello 2005-06.

    AVVIO LAMPO — Con lo United alla finestra e una infermeria riempita oltre misura (anche Mandzukic costretto a lasciare il ritiro per il ritorno del disordine alla caviglia) Allegri sperimenta un tridente diverso rispetto al solito, sfruttando il ritorno dell’elettricità di Douglas Costa: assieme a lui e a re Cristiano, c’è Dybala in crescita ormai verticale nel ruolo di secondo. Il movimento ossessivo tra loro è la conferma del fatto che una Juve “totale” è finalmente sbocciata: il trio non occupa ruoli prestabiliti, ma le posizioni sono interscambiabili. E all’inizio è Paulo a fare il centravanti, con un impatto folgorante sul match: già dopo quarantaquattro secondi e si esibisce in un balletto in area. Dybala la sposta a sinistra, fa venire le vertigini a Ceppitelli e Pisacane e poi riesce a calciare scivolando. Il tiro sarebbe innocente, ma prende fuori tempo Cragno, poi ci vogliono due minuti e passa di silent check per mettere il sigillo sulla regolarità dell’1-0.

    UN BUON CAGLIARI — Sarebbe un colpo di fucile per le ambizioni del Cagliari che, però, è davvero un’ottima squadra, una delle migliori tra quelle di mezza classifica arrivate. A dirla tutta, sfrutta anche una certa apatia bianconera pre-Champions. Statico, quasi scolastico, l’undici di Allegri produce fiammate nella difesa sarda, ma mai un vero incendio. Al contrario, la formazione di Maran è baldanzosa e manovriera, ben organizzata con le sue linee strette a centrocampo e Castro da trequartista a supportare Joao Pedro e Pavoletti: lo specialista di testa costringe Szczesny al miracolo, ma con una novità, una girata di piede. Ma è il suo compare di attacco brasiliano a trovare il pari: al 36’ Pedro arpiona un pallone difficile in area, aggira Cancelo e calcia sul primo palo. Fino a quel momento la squadra di Maran, amicone di Allegri, aveva sofferto solo sulla corsia di destra della Juve, a tratti illegale per qualità e velocità: a tratti Cancelo plana come un falco oltre la metà campo e Douglas, tornato ai suoi standard dopo le ultimi vicissitudini, è il più ispirato. Bizzarria del destino, la rete immediata del 2-1 Juve, un po’ immeritato per i bianconeri, arriva quando l’esterno mancino si sposta dall’altro lato: un suo cross affilato viene deviato in rete da Bradaric (che dopo rischia pure il rigore: tocca di mano, ma è salvato dalla Var).

    LA RIPRESA — Dura così solo due minuti appena il pareggio cagliaritano in un primo tempo della Juve senza bollicine: manca soprattutto Ronaldo, applauditissimo in avvio con una maglia celebrativa data dal presidente Agnelli, ma meno efficace di altre volte, anche se fa comunque tremare il palo a fine primo tempo. La solita ricerca ossessiva del gol del portoghese continua nella ripresa in cui cambia un partner in crime: accanto a lui c’è Cuadrado, un po’ troppo impreciso sul più bello, al posto di Douglas. È il secondo cambio, invece, con Alex Sandro al posto di Pjanic, a modificare leggermente la forma della Juventus: viene meno un regista tradizionale e il brasiliano diventa una mezzala fisica, soluzione spuria che può tornare utile in questa penuria di centrocampisti. Così la Juve riesce a coprire meglio il campo di fronte a un Cagliari che si dispone con un più audace 4-3-3 dopo l’ingresso di Faragò. La Juve potrebbe allungare più volte, eppure rischia parecchio prima di sfondare: nel giro di un minuto una conclusione a botta sicura di Pavoletti viene salvato da Benatia che si immola e subito dopo ecco il contropiede del 3-1. All’87’ c’è una prateria per Cristiano che non è egoista e dà il cioccolatino finale per Cuadrado.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Nov 04, 2018 8:54 am



    La Pistoiese pareggia contro l'Alessandria per 0 a 0!



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Nov 08, 2018 3:22 pm

             JUVENTUS   1   -   MANCHESTER UNITED   2


             -   LA CLASSE NON È ACQUA   -

             -   IL FAIRPLAY È UN OPTIONAL PER LUI!   -


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Nov 12, 2018 2:36 pm



    La Pistoiese pareggia contro il Cuneo per 0 a 0!



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Nov 12, 2018 2:37 pm

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Nov 12, 2018 2:41 pm

    Milan-Juve 0-2: gol di Mandzukic e CR7, Higuain sbaglia un rigore e viene espulso

    Nottataccia per il Pipita, che sbaglia un rigore sullo 0-1 e viene espulso nel finale. Vittoria bianconera con un gol per tempo

    11 NOVEMBRE 2018 - MILANO

    Mandzukic e Ronaldo, i due protagonisti della vittoria della Juventus a San Siro.

    La Juve replica al Napoli e mantiene le distanze: sbanca San Siro con Mandzukic e Cristiano. Il Milan che aveva avuto l'occasione di pareggiare con Higuain è battuto sul piano del risultato e del gioco, non della volontà. Nei rossoneri decimati dagli infortuni Gattuso sceglie la soluzione più semplice: Calhanoglu e Suso arretrano sugli esterni di centrocampo, Kessie-Bakayoko fanno diga in mezzo e con Higuain c'è Castillejo e non l'acciaccato Cutrone. Nella Juve invece la sorpresa è dietro: fuori il fischiatissimo Bonucci, dentro Benatia. Per Khedira c'è invece Bentancur. I rossoneri arrivano dai 90' di Siviglia, giocati ancora con le forze residue tra indisponibili e giocatori con necessità di turnover. Anche la Juve arriva dalla Champions con il Manchester ma ha tre motivi in più di vantaggio: le 24 ore in più di riposo, la rosa ben più attrezzata e la voglia di riscattare la sconfitta casalinga.

    SUBITO MANDZU — Così, qui a San Siro si presenta subito agguerrita, anche facilitata dai primi appoggi sbagliati di Bakayoko. Ronaldo è il primo che arriva al tiro, che inquadra più la Sud che la porta: fischi. All'8' però è già vantaggio Juve: cross dalla sinistra di Alex Sandro che trova sul secondo palo Mandzukic. Mario anticipa Rodriguez e inganna Donnarumma con il rimbalzo del pallone. Il Milan reagisce (all'inizio) più con il possesso palla che con occasioni vere: queste arrivano dopo con Suso, prima dalla distanza e poi con un azione personale palla al piede che arriva a servire Higuain in area. È l'altro episodio chiave del primo tempo: il controllo del Pipita è intercettato di mano da Benatia. Mazzoleni, con l'assistenza del Var, ordina il rigore. Higuain spiazza Kessie (rigorista rossonero che avrebbe voluto calciare) ma non Szczesny che devia sul palo.

    CRISTIANO GOL — Nella ripresa c'è ancora Allegri in comando: Cristiano esercita Donnarumma, sulla punizione di Dybala è il palo esterno e non Gigio a salvare i rossoneri. La mossa di Rino è sostenere Higuain con Cutrone entrato al posto di Castillejo. La forza d'attacco resta però sbilanciata in favore dei bianconeri, che hanno l'uomo dei cinque Palloni d'Oro. Su un errore in disimpegno di Laxalt ne approfitta Cancelo, che in area conclude sul portiere, Cristiano si avventa sulla ribattuta e segna il raddoppio. La partita tra le squadre finisce qui, quella personale di Higuain no: su un fallo su Benatia rimedia il giallo e poi il rosso diretto, per una presa di posizione a muso duro con l'arbitro Mazzoleni. Il Pipita, nervosissimo, è scortato fuori dai compagni. Su San Siro cala il silenzio.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Lun Nov 12, 2018 4:24 pm



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Nov 19, 2018 9:27 am

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