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    La testa nel pallone

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Set 19, 2018 8:49 am

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Set 20, 2018 1:55 pm

    Champions League, Valencia-Juventus 0-2: rosso a Ronaldo, Pjanic ne fa due su rigore

    Tre punti fondamentali per la squadra di Allegri al debutto. Senza CR7, espulso inspiegabilmente dopo 29' dopo un contatto con Murillo, ci pensa Pjanic a regalare la vittoria con due centri dal dischetto. Nel finale, Szczesny para un rigore

    19 SETTEMBRE 2018 - VALENCIA (SPAGNA)

    Miralem Pjanic festeggiato dai compagni.

    Chiamatela maledizione spagnola oppure sindrome da rosso in Champions League: cambia la città (da Madrid a Valencia), cambiano gli interpreti (da Buffon a Ronaldo) ma pochi mesi dopo la storia si ripete. La Juventus aveva chiuso la scorsa edizione del torneo con il rosso a Gigi Buffon a casa del Real, a Mestalla la stessa sorte è toccata a Cristiano Ronaldo, punito inspiegabilmente con la massima pena al 29' del primo tempo per un colpetto in testa (che al massimo poteva essere da giallo) a Murillo. Così la Signora perde il suo uomo Champions, che lascia in lacrime i compagni, ma non la testa, perché anche in inferiorità va a vincere 2-0 (doppio Pjanic dal dischetto) mandando un messaggio chiaro e forte alle altre pretendenti al trono: siamo vivi anche senza CR7.

    I PRIMI ASSALTI — La Juventus pre espulsione di Ronaldo aveva avuto tre occasioni limpide: prima Mandzukic (cross di Bernardeschi per Ronaldo, il cui tiro al volo diventa un assist per il croato, che però spara alto), poi Khedira non trova la porta su un'altra bella imbeccata di Bernardeschi (pescato da Ronaldo), infine il doppio miracolo dell'ex Neto, che prima ribatte su Bernardeschi (su suggerimento di Alex Sandro) e un istante dopo su Matuidi. Il Valencia però non sta a guardare e quando riparte è pericoloso. Il clima è caldo è diventa incandescente intorno alla metà, con la clamorosa espulsione. Allegri qualche minuto prima aveva dovuto rinunciare a Khedira per un problema muscolare, sostituito da Emre Can.

    ROSSO E LACRIME — Poi al 29' si consuma il dramma di Cristiano: contatto in area con Murillo, il difensore resta a terra e il portoghese prima gli dice di alzarsi, poi gli mette una mano sulla testa, ma più che una tirata di capelli sembra un buffetto. L'arbitro Brych (lo stesso della finale di Cardiff), gli mostra il rosso (il primo della carriera di Ronaldo in Champions) su segnalazione dell'addizionale Fritz (al quale chiede tre volte: "È da rosso?", ricevendo sempre risposta affermativa). Ronaldo si butta a terra disperato, poi esce mentre ripete tra le lacrime "Non ho fatto niente". La decisione dell'arbitro è difficile da comprendere.

    DOPPIO PENALTY E DOPPIO PJANIC — Con la Juventus in dieci la partita cambia: il Valencia diventa più aggressivo e i bianconeri sono costretti a difendersi. Grande sacrificio da parte di tutti, in più Szczesny ci mette i guantoni su un tiro insidioso di Batshuayi. La Signora è viva nonostante l'inferiorità e lo dimostra a pochi minuti dall'intervallo, con la traversa colpita da Cancelo (dopo aver ciccato il tiro al primo tentativo). Nella stessa azione arrivano il fallo in area di Parejo (ammonito) sul portoghese e il sacrosanto calcio di rigore, trasformato da Pjanic con il destro. Dopo un inizio in salita, la strada della Juventus diventa improvvisamente in discesa, anche per demeriti dei padroni di casa. Oltre a Parejo, anche Murillo decide di dare una mano alla Signora: fallo su Bonucci in area (e giallo per l'ex interista), e altro rigore per i bianconeri, con Pjanic (poco dopo sostituito da Douglas Costa) che lo segna alla stessa maniera del primo. Due a zero dopo 5' e nonostante l'inferiorità numerica. Anche il Valencia beneficia di un calcio di rigore nel finale (fallo di Rugani su Gabriel), ma non accorcia le distanze perché Szczesny ribatte il rigore tirato da Parejo.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Set 24, 2018 8:29 am

    Frosinone-Juventus 0-2: gol di Cristiano Ronaldo e Bernardeschi

    Una rete del portoghese a 8' dalla fine e il raddoppio dell'ex Fiorentina regalano i 3 punti ad Allegri in una serata poco brillante dei bianconeri, che però mantengono la vetta a punteggio pieno


    Cristiano Ronaldo.

    Il giorno in cui la Juventus aveva ufficializzato l'acquisto di Cristiano Ronaldo, il Frosinone l'aveva buttata sull'ironia: "Complimenti ai bianconeri, anche noi ci abbiamo provato ma l'hanno spuntata loro". Se CR7 fosse sbarcato in Ciociaria e non a Torino, stasera i canarini avrebbero raccolto la prima vittoria della stagione, perché la differenza l'ha fatta lui, con un gol cercato caparbiamente, insieme a Bernardeschi, che è entrato e ha cambiato la partita. Ronaldo ha trovato nel finale la rete che ha sbloccato una serata complicata, con troppi bianconeri sotto tono. D'altronde è per questo che la Juventus lo ha comprato, per la Champions e per spingersi dove gli altri non riescono. Risultato poi messo al sicuro dall'ex Fiorentina a pochi secondi dal gong.

    CRISTIANO CONTRO TUTTI — Allegri rispetto a Valencia ne cambia cinque (Rugani, Cuadrado, Emre Can, Bentancur e Dybala) e ripropone il tridente anti Sassuolo, con il numero 10 bianconero alle spalle di Cristiano Ronaldo e Mandzukic. Longo risponde con la coppia Perica-Campbell (al debutto da titolare) e una curva canarina calorosissima. CR7 è il più atteso (dai tifosi, in Ciociaria ci sono tanti juventini) e anche il più temuto (dai giocatori avversari, che non disdegnano i modi rudi per arginarlo. Dopo 8 minuti il portoghese potrebbe portare in vantaggio la Signora se il suo tiro non venisse respinto all'ultimo respiro da Capuano (cross di Dybala e sponda di Mandzukic). Cristiano è il più vivace e in venti minuti impegna altre due volte Sportiello, che ne esce illeso. La voglia di fare gol del portoghese è contagiosa, tanto che intorno alla mezz'ora Rugani prova a emularlo con una rovesciata (su punizione di Pjanic) che finisce alta. Il Frosinone si limita a difendersi, con la speranza di poter sfruttare qualche ripartenza concessa dai bianconeri (intervento provvidenziale di Rugani nell'occasione migliore del primo tempo). Per la Juventus è difficile sfondare con nove giocatori dietro alla linea della palla, però la manovra è pure troppo prevedibile. Perica, il giocatore più temuto di Allegri, spaventa Szczesny poco prima dell'intervallo con un colpo di testa (che finisce fuori).

    SOFFERENZA ED ESULTANZA — Ritmo basso e pochi guizzi: questa è Madama in versione Benito Stirpe. Ecco perché all'alba della ripresa Allegri toglie Bentancur e si gioca la carta Bernardeschi, uno dei migliori nella battaglia di Valencia. L'ex viola regala subito a Ronaldo un ottimo pallone (su cross di Chiellini da destra) che il fenomeno sparacchia: forse un po' di ansia gli è rimasta addosso nonostante la doppietta al Sassuolo. Sempre Bernardeschi serve il 7 sotto porta, che tenta invano il gol di tacco. Con l'ingresso di Cancelo (per Cuadrado, che dopo una prova abulica calcia alle stelle l'ultimo pallone) aumentano i cross e le occasioni: Mandzukic, Alex Sandro, Bernardeschi, ma il match winner alla fine è lui, Cristiano Ronaldo, che al 37' raccoglie un tiro sporco di Pjanic, trova l'angolino e poi esplode in un "siuu" liberatorio. Gol convalidato dopo un silent check (Salamon tiene in gioco il portoghese). Nei minuti di recupero chiude Bernardeschi su azione di contropiede: Cristiano aveva sbagliato l'assist, ma poco importa. La Juve vince e resta a più tre sul Napoli.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Set 24, 2018 8:33 am

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Set 27, 2018 1:50 pm

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    La Juventus batte il Bologna per 2 a 0! DoppioPingu

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Set 27, 2018 1:54 pm

    Juventus-Bologna 2-0: gol di Dybala e Matuidi, bianconeri a punteggio pieno

    Tutto facile per i campioni d'Italia, che colpiscono due volte gli emiliani in avvio e poi controllano, in attesa di affrontare sabato il Napoli. Troppo sterile la squadra di Inzaghi.


    Matuidi e Dybala.

    Ronnie O'Sullivan, leggenda dello snooker, parlava così dei campioni: "Li distingui dagli altri perché non sbagliano mai sul 'facile' e tirano fuori il loro talento sul 'difficile'". La palla da calcio c'entra poco con quelle da biliardo, ma l'adagio si adatta alla perfezione alla Juventus, che batte in scioltezza il Bologna per 2-0 e centra la sesta vittoria in altrettante partite. I bianconeri sono esattamente dove tutti si aspettavano fossero dal 26 luglio, giorno di nascita del calendario 2018-19. Cinque partite sulle carta comode più la Lazio. E la Juve, come suo costume, non regala nulla.

    DIVARIO IMBARAZZANTE — I progetti di Superlega paiono al momento accantonati: nominalmente Juve e Bologna giocano nello stesso campionato. Certo, poi guardi partite come quella dello Stadium e diventa complicato spiegare perché. Alla squadra di Allegri basta un quarto d'ora giocato a ridosso della soglia anaerobica per sistemare la questione e non sprecare energie preziose in vista della partita di sabato col Napoli. Al Bologna, con Inzaghi che ne cambia 4 rispetto alla vittoria con la Roma pensando anche all'Udinese, non pare vero che la Juve rallenti: la potenziale figuraccia è evitata. E tutto il resto è sostanzialmente noia, coi vari Barzagli, Bentancur e Benatia che mettono minuti preziosi nelle gambe.

    VAI DYBALIK — Così la nota positiva nella serata della Juve è il ritorno al gol da migliore in campo di Paulo Dybala, che aveva esultato l'ultima volta proprio allo Stadium contro il Bologna esattamente 144 giorni fa. A Paulo il ritorno al 3-5-2 fa un gran bene: con solo lui e Ronaldo davanti, la Joya è sostanzialmente libera di inventare a tutto campo. Ne viene fuori la miglior prestazione stagionale: gol di destro all'11' dopo la prodezza di Skorupski (migliore del Bologna) su Matuidi, da lui stesso imbeccato con l'assist di "coppino". E pure l'avvio dell’azione del 2-0, finalizzata da Matuidi dopo la rifinitura di un CR7 non esattamente scintillante, che resta a secco dopo tre gol in due partite. Contro avversari così, non c'è nessun bisogno dei suoi gol.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Set 27, 2018 1:55 pm



    La Pistoiese pareggia contro il Pro Piacenza per 3 a 3!



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Set 30, 2018 8:47 am

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    La Juventus batte il Napoli per 3 a 1! PinguHop PinguHop PinguHop

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Set 30, 2018 8:52 am

    Juventus-Napoli 3-1: gol di Mertens, Mandzukic (2) e Bonucci

    Azzurri subito in vantaggio col belga, poi il croato (autore di una doppietta) e il difensore firmano la rimonta bianconera. In tutti i gol lo zampino di Cristiano Ronaldo. Allegri è ora a +6 su Ancelotti. Da segnalare l'espulsione per doppia ammonizione di Mario Rui al 58'


    I festeggiamenti della Juve per il primo gol di Mandzukic.

    Il portoghese è un infiltrato. Il primo incontro categoria pesi massimi del campionato – prima contro seconda, favorita contro principale rivale scudetto – dimostra che Cristiano Ronaldo è di un altro livello anche in un contesto così prestigioso. La Juve batte 3-1 il Napoli con doppietta di Mandzukic e gol di Bonucci, va a +6 in classifica e onora i Mondiali di ciclismo con la prima fuga del campionato. CR7 non segna però è decisivo, l’uomo partita anche più di Mandzukic. Si vede in tre momenti. Primo: nelle difficoltà del primo tempo, con il Napoli in vantaggio e la Juve ancora negli spogliatoi, Ronaldo calcia due volte in porta e regala a Mandzukic una palla solo da spingere in porta. E’ l’1-1. Secondo: all’inizio del secondo tempo, con la partita ancora in equilibrio, Cristiano trasforma una ripartenza di Dybala nel 2-1. Sul suo tiro da lontano, Ospina devia sul palo e Mandzukic tocca ancora a porta vuota. Terzo: quando il Napoli, in dieci per il doppio giallo a Mario Rui, sembra incredibilmente vicino a rimettere in piedi la partita, Ronaldo gira di testa un angolo da destra. La palla, diretta in porta, finisce sui piedi di Bonucci che appoggia – a porta vuota… e sono tre – il pallone di fine serata. Conclusione rapida e semplicistica: la Juve è la migliore (d’Italia, per ora) anche perché ha il migliore, mentre il Napoli non è ancora pronto per l’Everest.

    LA PARTITA — Eppure la Juve era partita male, contro tendenza. La curva non canta e Ancelotti all’inizio sembra avere in mano la partita con il suo 4-4-2 atipico. Zielinski prende un palo da 25 metri, Insigne calcia subito e Mertens dopo 10 minuti cancella i primi cori dello stadio con il gol del vantaggio. Bonucci sbaglia un passaggio in costruzione per Dybala, Allan anticipa l’argentino e ha la porta in faccia a 30 metri da Szczesny. Il flipper che nasce – Allan per Callejon, Callejon di prima prima per Mertens, Mertens di tocco a porta vuota – manda il Napoli in vantaggio come nella partita di aprile. In questi cinque mesi però sono successe un po’ di cose, una su tutte: Cristiano Ronaldo ha cambiato indirizzo. Così Cristiano nel primo quarto d’ora calcia da lontano due volte, la seconda dopo un grande controllo al volo, e per due volte trova Ospina. Il gol del pareggio di Mandzukic cancella l’illusione del Napoli e la Juve prende un controllo che sostanzialmente non perderà mai fino alla fine. Tra l’1-1 e il 2-1 del croato, arrivato a inizio secondo tempo dopo quel tiro da lontano di Ronaldo, infatti il Napoli sogna solo con un tiro di Mario Rui poco prima dell’intervallo e rischia parecchio quando una punizione di Ronaldo, sempre lui, scatena una mischia chiusa da una deviazione di Hamsik su tiro di Pjanic. Il resto è un piano inclinato: l’espulsione d Mario Rui, un’occasione mancata da Callejon e il 3-1 di Bonucci.

    JUVENTUS SOLIDA — La Juve, come da richieste di Allegri della vigilia, è stata solida, concreta più che scintillante. In mezzo al campo ha vinto la sfida contro Hamsik e Allan, ha trovato un Emre Can versione corazziere ed è stata salvata da Szczesny nell’azione forse più importante della partita: a 18 minuti dalla fine, ha parato un tiro di Callejon che si era liberato in area. Dybala, titolare, ha generato l’azione del 2-1 e Bonucci, colpevole sul primo gol, si è riscattato con il 3-1. Tutti contenti. Paradossalmente, l’unico che nel finale si è disperato è stato Ronaldo. Voleva a tutti i costi il gol (come sempre…) ma ne ha mancato uno non complicato nel secondo tempo. Poco male: ha una settimana di tempo per riposarsi e pensare all’Udinese.

    NAPOLI LEGGERO — Il Napoli invece torna a casa disilluso. Insigne, l’uomo immagine, non ha inciso praticamente mai, Hamsik in mezzo ha sofferto tanto e i terzini, che in una squadra non sono così secondari, hanno faticato: Hysaj saltato sul primo gol, Mario Rui espulso per due falli su Pjanic. Addirittura Albiol e Koulibaly, insieme da una vita, non si sono mossi bene nell’azione del pareggio. Cristiano si è trovato uno contro uno a sinistra con Hysaj e lo ha saltato facile, poi ha crossato col mancino. Emre Can ha tagliato in area e, sull’incrocio con Mandzukic, Albiol e Koulibaly hanno fatto la stessa scelta: si sono preoccupati del tedesco col 23. Mandzukic, rimasto solo in area, cortesemente ha ringraziato. Ancelotti ha provato con Fabian Ruiz e Milik, senza successo perché contro le squadre come la Juve va così: l’occasione passa due volte quando va bene, più spesso una. Se non la prendi, resti al secondo posto, a rischio sorpasso dal Sassuolo.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA Ieri alle 2:01 pm

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