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    La testa nel pallone

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Sab Lug 07, 2018 9:48 pm




    Svezia-Inghilterra 0-2, Maguire e Alli lanciano Southgate in semifinale


    Due colpi di testa vincenti (uno per tempo) regalano ai Leoni la qualificazione contro gli scandinavi, troppo timidi all'inizio e fermati da un grande Pickford nel secondo tempo.


    Harry Maguire esulta dopo il gol dell'1-0.


    Kane può riposare, questa Inghilterra può vincere anche senza i suoi numeri. Gli abeti svedesi sono stati abbattuti. E a colpi di testa, pensa tu. Maguire e Alli spengono i sogni della squadra che ha spento quelli azzurri molto prima di adesso. Grande Young, grandissimo Pickford. Kane utile da gregario. È una vittoria di squadra. Così l’Inghilterra approda per la terza volta nella sua storia in semifinale. In una, nel ’66, è arrivata in fondo. Football is coming home again? Lo vedremo.
    DALLA NOIA A MAGUIRE — Intanto finora i leoni hanno mostrato solidità e uomini di classe. A Samara hanno dato anche prova di maturità, vincendo senza scomporsi troppo contro una squadra onestamente modesta. Nel primo tempo la gara stava vincendo l’Oscar per la noia. Andamento lento, a dir poco, squadre più che contratte, statiche. Il primo tentativo di tiro è arrivato da Claesson, guarda caso uno dei più attivi. Fuori. Quando anche Kane ci ha provato (tiro a alto), l’Inghilterra ha cominciato pian piano a prendere il possesso della palla e della gara. E al 30’ su calcio d’angolo di Young, il gigante Harry Maguire ha trovato il varco nella selva gialla per la zuccata vincente. E nel finale, dopo una reazione blanda della Svezia, i leoni hanno rischiato pure il raddoppio con lo sciagurato Sterling, che ha sciupato uno stupendo lancio di Henderson cincischiando in area.
    DAL BRIVIDO AL TRIONFO — La ripresa per fortuna è stata più vivace. La Svezia ha cercato di sorprendere subito l’Inghilterra ma uno strepitoso Pickford ha tolto il gol a Berg. Ma al minuto 15 Dele Alli, dopo una bella azione prolungata inglese iniziata da un grande Young, ancora di testa buca Olsen. A questo punto la Svezia ha provato davvero ad attaccare anche rischiando, ma ha trovato sulla sua strada Pickford che ha sventato prima il colpo a botta sicura di Claesson (il migliore dei suoi) e poi la mezza rovesciata di Berg. Il finale, un minimo nervoso, non riserva nessuna sorpresa e al triplice fischio finale di Kuipers è festa inglese.




    Fonte: La Gazzetta dello Sport
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Sab Lug 07, 2018 9:50 pm

    Ecco gli incontri delle semifinali


    SEMIFINALI MONDIALI 2018


    MARTEDÌ 10 LUGLIO
    20.00 – Francia-Belgio (San Pietroburgo) 



    MERCOLEDÌ 11 LUGLIO
    20.00 – Inghilterra-Croazia (Mosca) 


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Lug 09, 2018 1:21 pm

    Milan, Yonghong Li non riesce a vendere, il club passa a ElliottMilan, Yonghong Li non riesce a vendere, il club passa a Elliott


    Li Yonghong

    È fallito l'ultimo tentativo disperato di vendita del club da parte del proprietario cinese al magnate russo Dmitrij Rybolovlev. A questo punto il fondo americano è pronto a rilevare la società, circostanza che avverrà formalmente con l'avvio della procedura di escussione del debito


    MILANO - Finisce il breve interregno di Yonghong Li. Ora tocca a Elliott. È fallito anche l'ultimo tentativo disperato di vendita del club da parte del proprietario cinese del Milan. L’ultima carta di Yonghong Li e dell’attuale dirigenza rossonera non ha prodotto risultati.

    L’interessamento dell’imprenditore russo, Dmitrij Rybolovlev, proprietario del Monaco, molto vicino a Jorge Mendes, non si è tradotto in nulla di concreto: nessun contratto preliminare di acquisto, nessun bonifico pari all’importo del debito di Elliott più il rimborso dell’aumento di capitale da 32 milioni non versato da Yonghong Li.

    VIA AL PEGNO - Con ogni probabilità sarebbe stato tutto fuori tempo massimo dopo l’inadempimento del proprietario cinese del Milan, certificato da venerdì scorso. Ma non ci sarà nemmeno questo dubbio perché l’ultimo possibile compratore, in trattativa diretta da Yonghong Li, non ha fatto passi avanti.

    Elliott così può partire con la procedura di escussione del pegno sulle quote della Rossoneri Sport Investment in Lussemburgo. L’hedge fund ancora non conferma ufficialmente l’avvio della procedura. Ma questa è l’unica strada percorribile: entro 48-72 ore l'hedge fund diventerà proprietario del Milan con tre mesi di anticipo rispetto alla scadenza di ottobre.

    LE PRIME MOSSE DI ELLIOTT - Le prossime mosse dovrebbe essere la convocazione dell’assemblea della Rossoneri Sport Investment con la decadenza degli attuali amministratori e la nomina di nuovi, in rappresentanza del fondo Elliott al di là dei due amministratori già presenti per conto di Project Red Black.

    Dovrebbe poi essere convocata l’assemblea dei soci del Milan che, a sua volta, nominerà un nuovo Cda e dovrebbe deliberare un aumento di capitale (pari a 150 milioni) per far fronte alle esigenze del Milan dei prossimi mesi, garantendo un’adeguata copertura finanziaria al club utile anche per la difesa di fronte al Tas di Losanna. La breve gestione di Yonghong Li è giunta al capolinea proprio nel giorno del raduno del Milan oggi a Milanello.
    Fonte: La Repubblica



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Lug 11, 2018 1:58 pm



    Francia-Belgio 1-0, Umtiti-gol manda Deschamps in finale

    Nella prima semifinale buona partenza degli uomini di Martinez ma in avvio di ripresa arriva il gol del centrale del Barça che condanna Hazard e compagni

    10 LUGLIO 2018 - SAN PIETROBURGO (RUS)

    Umtiti esulta dopo il gol.

    Le magie tattiche del professor Martinez, poi Umtiti. Grazie al difensore del Barcellona che sblocca una partita complicata la Francia raggiunge la finale mondiale eliminando il Belgio, e ora sembra molto vicina a bissare il titolo vinto nel 1998. Non sono bastate le magie del tecnico spagnolo a fermare l'armata di Deschamps, finora non brillante in questo torneo, ma consapevole di essere padrona del campo con tutte le grandi fuori dai giochi. Con Mbappè imbrigliato e Griezmann non molto in palla, è stato il difensore di origine camerunese a sbloccare la partita. Proprio lui in questa truppa multietnica, lui che non ha mai avuto dubbi su quale maglia nazionale volesse vestire, talmente convinto di poter essere importante per la Francia da non aver neppure vacillato di fronte al mitico Roger Milla che tentava di convincerlo a scegliere il paese dei genitori.

    CLASSE — Umtiti e soprattutto Fellaini, che si fa anticipare dal difensore francese sul corner battuto da Griezmann e poi si dispera. È il 6' della ripresa quando la Francia sblocca la partita. Il fiammeggiante Belgio ha tenuto in scacco i Bleus per tutto un tempo con un inedito 3-2-4-1 e Dembélé in campo al posto dell'annunciato Carrasco per dare equilibrio alla squadra e costringere la Francia a stare rintanata. Ma il sogno del Belgio è durato appunto un tempo, con Hazard ispirato, De Bruyne praticissimo e Lukaku poco lucido. Occasioni per Hazard, Alderweireld, ancora Hazard. La Francia si fa vedere con Griezmann sul finale dei primi 45', ma è Pavard ad avere una delle occasioni migliori (bravo Courtois a respingere coi piedi) prima che l'arbitro uruguaiano Cunha mandi tutti negli spogliatoi. Poi, il cambio di passo frutto di talento e abitudine a frequentare i quartieri alti del Mondiale e dell'Europeo.

    PRATICITÀ — Perché la Francia complessivamente ha più esperienza dei belgi, e il sangue è blu. Colpita dal più inaspettato dei protagonisti, la squadra di Martinez non si dà per vinta e reagisce. Il tecnico dei belgi manda Mertens in campo al posto di Dembélé per riportare i conti in pareggio, ma la Francia si chiude bene, stoppa tutto e Hazard non riesce più a bruciare l'erba come riusciva a fare nel primo tempo. Martinez tenta anche con Carrasco per Fellaini, invertendo i cambi che avevano permesso di superare il Giappone agli ottavi in volata, e la Francia si copre: fuori Giroud, dentro N'zonzi. Un cambio che farà storcere il naso a chi già da tempo accusa Deschamps di giocare un po' troppo abbottonato, ma la temperatura di San Pietroburgo lo esige. Courtois tiene a galla il Belgio sui contropiede francesi, Hazard insiste ma Lukaku è in trance. Fra una perdita di tempo e l'altra, la Francia si ripresenta in finale senza i colpi a sorpresa delle sue stelle, con la tenuta di Lloris e la testata di un difensore. Mosca val bene una messa, anche per vendicare la delusione di Parigi, due anni fa.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Lug 11, 2018 2:03 pm

    Ronaldo alla Juve, un triplo capolavoro: i motivi che hanno portato al colpo del secolo

    In bianconero arriva quello che in questo momento è il miglior giocatore del mondo. Ma c'è di più. Il club di Andrea Agnelli ha compiuto una serie di mosse perfette che hanno concretizzato il grande "colpo del secolo". Qui vi spieghiamo quali

    Cristiano Ronaldo alla Juventus. Anche a scriverlo non sembra ancora un’ufficialità. E già questo basterebbe a spiegare la portata dell’operazione. Che ha almeno tre gradi di lettura. Ed è un triplo capolavoro proprio per queste tre chiavi di lettura.

    Primo capolavoro
    Intanto la Juventus porta a casa quello che in questo momento è il miglior giocatore al mondo. Non quello che è stato il miglior giocatore al mondo. Quello che lo è ora. Attuale Pallone d’Oro (il quinto, e ha detto di volerne vincere altri due), ha vinto le ultime tre Champions League da protagonista (tanto per dire ha segnato più gol lui in Champions che tutta la Juve). E’ un colpo mediatico senza precedenti. Perché di giocatori fortissimi, forti quanto CR7 e forse anche più forti (dipende dai gusti e dai tempi), in Italia sono arrivati. Maradona, Ronaldo il fenomeno, Zico addirittura all’Udinese. Ma questi giocatori (forse a parte Zico, arrivato però davvero a fine carriera) sono diventati immortali dopo il loro arrivo in Italia. Durante la loro permanenza in Italia. Nessuna squadra italiana ha comprato il giocatore più forte del mondo. A parte che negli ultimi 10 anni dovevi comprare o Messi o CR7, non è che c’era molta scelta. E la Juventus ha comprato CR7. Comprato.

    Secondo capolavoro
    La Juventus ha fatto un colpo sensazionale, a livello economico. Ha abbattuto il muro dei 100 milioni spesi per il cartellino. I primi due colpi più cari della serie A sono targati Juventus (CR7 e Higuain). Ma soprattutto ha disintegrato ogni record per l’ingaggio al giocatore. Cristiano Ronaldo non è un giocatore qualsiasi. Cristiano Ronaldo ha un costo enorme, ma la Juventus ha la forza di poterlo sostenere. Comprare CR7 non è una semplice acquisizione di un giocatore. Alla Juventus è stato necessario fare un business plan, per capire la sostenibilità dell’operazione. Alla Juve sono sicuri che è possibile. La Juventus è entrata nella stretta cerchia dei club che possono permettersi un giocatore del genere.

    Terzo capolavoro
    La Juventus ha preso Cristiano Ronaldo proprio perché se lo poteva permettere. E questa, probabilmente, è la sorpresa più grande. Anche se di sorpresa non si può parlare, visto che la Juventus ci è arrivata con le proprie gambe e non con l’iniezione di capitali arabi o russi. Ci è arrivata con la programmazione con il lavoro. Con la capacità di crescere anno dopo anno. Con lo stadio di proprietà, con la nuova sede, con Vinovo, con il JMedical. Con un fatturato che è cresciuto di pari passo con i risultati sportivi. Fino ad arrivare ad essere competitivo per acquistare CR7. La gestione Agnelli, iniziata otto anni fa, era iniziata sempre con Marotta e Paratici e con un settimo posto e Delneri in panchina. E’ iniziata con un no da parte di Di Natale. E’ arrivata con 7 scudetti consecutivi, due finali di Champions e con la firma di CR7 sul contratto. E’ il capolavoro più lungo, più intenso. Ha portato la Juventus a giocarsela nel miglior modo possibile con tutti. CR7 era anche l’unico modo per rinvigorirsi dopo 7 scudetti consecutivi, per tornare ad avere fame, per continuare a vivere nell’entusiasmo. La Juventus ha fatto il grande passo. Tre grandi passi, per tre capolavori in uno.
    Fonte: Sport.Sky.It



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Mer Lug 11, 2018 8:45 pm







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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Mer Lug 11, 2018 8:52 pm





     Chissà per chi tifava Mick Jagger?Purtroppo la sua fama lo precede, già dal Sudafrica 2010. Le previsioni ,infauste, colpiscono sempre le  sue squadre favorite.


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Gio Lug 12, 2018 2:45 pm


    Mondiali: Croazia vola in finale, Inghilterra addio sogno

    Perisic-Mandzukic in rimonta per storica impresa, ora la Francia



     
     


    E' la Croazia la seconda finalista dei mondiali di Russia 2018. La nazionale guidata da Dalic ha battuto 2-1 in rimonta l'Inghilterra e domenica si giocherà per la prima volta nella sua storia il titolo iridato contro la Francia. Decisiva la rete di Mandzukic al 4' del secondo supplementare. La sfida sugli spalti


    LA PARTITA - Il calcio, alla fine della fiera, non torna a casa. Ma lo fa l'Inghilterra, battuta 2-1 da una Croazia che per la prima volta nella storia si guadagna la finale dei Mondiali, proprio qui, nello stadio Luzhniki di Mosca. Una doccia fredda, per i leoni, ormai quasi in dirittura di arrivo, dopo decenni di attesa. L'Inghilterra infatti parte col botto e domina il primo tempo, avvantaggiata senz'altro dal fulmineo scatto in avanti messo a segno da Trippier al 5/o minuto su calcio di punizione, una bella palla a girare che scavalca il muro croato e sorprende Subasic.

    Se la Croazia va nel pallone, i leoni inglesi ci prendono gusto e all'11esimo, su calcio d'angolo, Maguire aggancia ma non inquadra lo specchio della porta per un soffio. Nel mentre dal secondo anello sale un ROSSIYA! ROSSIYA! di testimonianza da parte dei tanti tifosi russi presenti - evidentemente hanno creduto fino all'ultimo che fossero i loro "eroi" a vedersela con gli inglesi. Poco dopo, al 29esimo, la grande occasione del raddoppio, quando il capitano e capocannoniere Kane si ritrova da solo davanti a Subasic e non riesce fare nulla di meglio che spiattellare la palla prima contro l'estremo difensore croato e poi, nel tap-in, sul palo.

    A quel punto i ragazzi allenati da Dalic, evidentemente, sentono nelle orecchio qualcosa in più di un campanello d'allarme e iniziano a spingere, mettendo in difficoltà gli inglesi, che cominciano a chiamare in causa il portiere Pickford con frequenti retropassaggi, spesso immotivatamente. Bisogna aspettare il 31esimo per vedere la prima vera azione croata, con un tiro potente da fuori, ma centrale, di Rebic. Ma a dare una mano ai leoni ci pensano indirettamente (e paradossalmente) i russi, che coprono impietosamente di fischi Vida ogni volta che prende la palla, chiara vendetta per aver inneggiato all'Ucraina in quell'ormai famoso video negli spogliatoi. 
     
    I primi 45 minuti si chiudono così con l'Inghilterra in vantaggio di 1 a 0. La Croazia torna in campo decisa a farsi sentire ma sulle prime l'Inghilterra pare in grado di controllare il gioco, incessantemente sostenuta dal tamburo inglese che dà il ritmo al tifo in curva. Al 53esimo l'arbitro Cakir (una conduzione non proprio impeccabile la sua) mostra il cartellino giallo prima a Mandzukic e poi a Walker per proteste: la partita si scalda ma soprattutto i 'crociati' di Southgate perdono concretezza e le sbavature iniziano ad accumularsi in tutti i reparti (al 62esimo Sterling pasticcia in area croata e spreca l'ennesima possibile azione interessante). La sensazione è che la Croazia possa far male da un momento all'altro.
     
     E infatti Perisic, al 68esimo, su un traversone di Sime Vrsaljko va alto con la gamba, al limite del gioco pericoloso, e infila Pickford. Tutto da rifare per l'Inghilterra. Lo shock si trasforma poco dopo in tragedia sfiorata quando la difesa inglese svariona - prendi tu, prendo io - e Pivaric, di rapina, centra un palo clamoroso. Il finale è più Croazia che Inghilterra e si va ai supplementari. La prima occasione tocca a con Stones, di testa, ma Vrsaljko gli nega il gol salvando sulla linea poi, in pieno recupero, il miracolo lo fa Pickford, neutralizzando Mandzukic lanciato a rete.

     Proprio Mandzukic, a inizio del secondo tempo supplementare, va fino in fondo, trafiggendo inesorabilmente Pickford. I croati esplodono di gioia, gli inglesi al contrario restano muti, per la prima volta in quasi 120 minuti. È chiaramente la fine, con l'Inghilterra ridotta in 10 a causa dell'infortunio di Trippier e le sostituzioni esaurite. Il sogno per i sudditi di sua Maestà - che comunque hanno festeggiato l'impresa di Kane e compagni - finisce qui. Quello della Croazia ora può stroncarlo solo la Francia.

     
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Ven Lug 13, 2018 10:13 pm

    MONDIALI 2018
    Ecco la Finale e la Finalina!


    Sabato 14 luglio, ore 16.00 Belgio-Inghilterra
    Per la seconda volta nella sua storia, il Belgio ha fallito l'appuntamento con la finale della Coppa del Mondo. I Diavoli Rossi si sono dovuti infrangere contro la Francia e l'incornata di Umtiti dagli sviluppi di un corner battuto da destra. Il Belgio non è mai andato oltre la semifinale di un grande torneo internazionale. È stato eliminato in tutte e tre i precedenti: nel 1972 negli Europei, nel 1986 e nel 2018 ai Mondiali. Sfideranno l'Inghilterra che ai supplementari ha visto sfumare la finale contro la Croazia e per la seconda volta nella sua storia giocherà la finale 3°-4° posto in un Mondiale. La Nazionale dei Tre Leoni è stata eliminata in quattro delle cinque semifinali giocate nei maggiori tornei internazionali, perdendo le ultime quattro di fila (Euro 1968 contro la Jugoslavia, Mondiale 1990 contro la Germania, Euro 1996 contro la Germania e Mondiale 2018 contro la Croazia).

    Domenica 15 luglio, ore 17.00 Francia-Croazia
    La Francia approda in finale di un Mondiale per la terza volta nelle ultime sei edizioni (1998, 2006 e 2018), più di ogni altra squadra in questo intervallo temporale. I Galletti nella semifinale sono riusciti a battere il Belgio che non perdeva da 24 incontri. I francesi se la vedranno contro la Croazia, che è la 13esima Nazionale ad approdare all'ultimo atto della Coppa del Mondo. I croati hanno vinto la terza partita ad eliminazione diretta ai supplementari eliminando l'Inghilterra grazie a una rete di Mario Mandzukic al 109'. La Croazia approda in finale di un Mondiale per la prima volta nella sua storia, alla sua quinta partecipazione complessiva nella competizione.


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Lug 14, 2018 1:37 pm

    Cristiano Ronaldo, saluto social (in italiano): "Come stai?". Ma l'esordio da juventino è un fake

    Il fuoriclasse portoghese "spunta" in una chat registrata in Grecia

    Poche parole. Ma in italiano. In queste ore è davvero CristianoRonaldo-mania. Tant'è che per un po' hanno fatto scalpore le parole pronunciate dal "marziano" portoghese diventate subito virali. "Italia, come stai, tutto bene?", la breve frase pronunciata in una chat registrata da Ronaldo. Ma il video è del 2017, quindi nessun legame con il prossimo arrivo in Italia, dove giocherà nei prossimi 4 anni con la maglia della Juventus indosso.

    Sui social, dove CR7 ha complessivamente 315 milioni di follewers, è un fiume ininterrotto di messaggi, con tanta curiosità per sapere l'ora esatta dell'arrivo di CR7 a Torino che resterà un mistero fino all'ultimo. Per il momento, l'unico dettaglio ufficiale è il momento della conferenza stampa all'Allianz Stadium, lunedì alle 18.30. A quel punto Ronaldo avrà ultimato le visite mediche al 'J Medical' e avrà visitato la sede bianconera e il training center dove la prima squadra bianconera si allena scorso dopo i tanti anni passati a Vinovo.
    Fonte: SportMediaset.Mediaset.It


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Lug 14, 2018 4:10 pm



    Belgio-Inghilterra 2-0, Meunier e Hazard regalano il 3° posto a Martinez

    A San Pietroburgo Diavoli Rossi in trionfo con un gol per tempo: apre l'esterno del Psg e chiude nel finale la stella del Chelsea. Delude Kane che resta comunque capocannoniere

    14 LUGLIO 2018 - SAN PIETROBURGO (RUS)

    Festa Belgio per il 3° posto.

    Il Belgio si è aggiudicato il derby mondiale della Premier League grazie a qualche innesto straniero, primo fra tutti Thomas Meunier del Psg, uno dei pochi intrusi in una partita dominata dal campionato inglese. Belgio più forte, più fresco, più veloce. Gli uomini di Southgate sono andati in svantaggio subito: fuga di Chadli sulla sinistra cross perfetto per Meunier arrivato a grandi passi dalla corsia opposta, e bronzo al collo dei belgi dopo quattro minuti. Gli inglesi hanno tardato a reagire: hanno messo la testa fuori alla metà del primo tempo, ma Kane servito da Sterling (con una delle poche giocate azzeccate della sua partita) ha fallito la più facile delle occasioni tirando alto. Grazie agli errori di Lukaku ha potuto mantenere ai piedi la Scarpa d'oro del Mondiale, ma non si può dire che abbia fatto impazzire Courtois.

    PROVE D'ORCHESTRA — Nel secondo tempo il Belgio ha continuato a macinare gioco, con un De Bruyne lucidissimo e Hazard devastante anche se spesso un po' egoista. È stato De Bruyne a provare in tutti i modi a riavvicinare Lukaku al titolo di capocannoniere, ma niente da fare: Romelu ha sprecato tanta manna, tutta quella che non ha avuto Kane. E quando Martinez ha sostituito Lukaku con Mertens anche l'ultimo richiamo agonistico della finale di consolazione è svanito. Diventata sempre di più un'amichevole a campo aperto, la gara è andata avanti fra i contropiede orchestrati dalla ditta De Bruyne-Hazard e qualche strappo inglese. Southgate ha provato a rimontare inserendo Rashford e Lingard e qualcosa in più si è visto: più velocità, più ardore. Ma è stato Dier ad andare vicino al pareggio, prima con un tiro da fuori rimbalzato dalla difesa, poi con un diagonale in area che ha superato Courtois, ma non Alderweireld. Scampato il pericolo dei supplementari, che forse sarebbero piaciuti soltanto al pubblico intento a gridare Rossiya più o meno dal primo minuto, la squadra di Martinez ha provveduto a sigillare il risultato con un'altra azione dei due soliti noti: Pickford fulminato da Hazard, 2-0 e festa a Bruxelles meritata. Ma l'Inghilterra torna a casa comunque con un quarto posto che pochi avevano previsto: stritolata mentalmente dalla battaglia con la Croazia, non ha semplicemente avuto la forza di reagire e prendersi quella medaglia di bronzo che Witsel e compagni avevano promesso a Martinez come regalo di compleanno. Sono stati di parola.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Lug 15, 2018 5:45 pm



    Francia-Croazia 4-2, la Coppa del Mondo va a Parigi

    A Mosca fuochi d'artificio. Bleus avanti con l'autogol di Mandzukic e ripresi da Perisic che poi però causa un rigore realizzato da Griezmann. Nella ripresa dilagano i transalpini con Pogba e Mbappé prima del regalo di Lloris a Mandzukic

    15 LUGLIO 2018 - MOSCA (RUS)

    La Francia alza la Coppa del Mondo.

    I ragazzi si sono presi il Mondo. Vent’anni dopo, come i tre Moschettieri. Conquistata Mosca: meglio di Napoleone. Campioni del Mondo, come Zidane. Non è più solo, Zizou, nell’Olimpo del calcio francese: fate spazio a Griezmann, Pogba e Mbappé. La seconda coppa la portano loro, e potrebbe essere solo l’inizio. La Croazia non voleva saperne di limiti: raggiunge il suo, al Luzhniki, in una gara ricca di gol e di errori. Tuona a lungo, su Mosca: ma sui croati piovono reti, a inizio ripresa. Sono già sotto 2-1, Pogba e Mbappé, con due tiri da fuori, sentenziano il match. Parigi, Arco di Trionfo, festa.

    DIDÌ — Deschamps al quarto gol rompe gli indugi ed esulta: è lui, il punto in comune fra le due edizioni dei Bleus campioni. Ha messo su una squadra a sua immagine e somiglianza: intelligente, attenta alla difesa, pronta a far scatenare il talento degli altri. Allora era quello di Zinedine, oggi di Kylian, Antoine e Paul. La Francia è più forte anche della papera di Lloris, la Croazia non supera le non-parate di Subasic, eroe nel torneo, poco convincente all’atto finale. Il Pallone d’oro di Modric probabilmente non arriverà mai , come quello di Iniesta e di Pirlo (anche se c'è quello del torneo, magra consolazione). Essere qui, a giocarsela, era già un’impresa, ma adesso quando ricapita, ai croati?

    PRIME VOLTE — È la finale delle prime volte: primo autogol, primo rigore con Var, niente prima volta croata. Ma nella partita del Luzhniki si rispettano anche le tradizioni di questo torneo russo: quindi c’è qualcuno che la mette nella sua porta (12° autogol) e c’è la Francia che passa grazie a un colpo di testa dopo un calcio piazzato di Griezmann. Sono passati 18 minuti di nervi tesi e poche offensive, quando Brozovic mette giù Grizou sulla trequarti: la punizione come al solito è battuta bene, Mandzukic stacca di testa ma la tocca solo, finendo col prolungarla, Subasic battuto. Altra tradizione rispettata: la Croazia è sotto. Non si scompone nemmeno stavolta, l’autogol del Mandzu fa saltare il tappo della partita, 10’ dopo c’è già il pareggio. Altra punizione, di Modric, Vrsaljko fa la sponda, Mandzukic e Lovren la toccano di testa, Vida appoggia dietro, Perisic si scatena. Gran tocco a liberarsi di destro, diagonale perfetto di sinistro: supergol e 1-1. Non è finita: c’è un altro piazzato decisivo: corner di Griezmann, Matuidi salta sul primo palo ma la manca, dietro di lui c’è Perisic, con il braccio un po’ largo: palla sulla mano. Tre minuti di Var e Pitana dopo aver visto le immagini indica il dischetto: Griezmann non cade nei giochini di Subasic e lo spiazza.

    MAREA BLU — Si riparte con una occasione per Rebic, su uno dei pochi lampi di Rakitic. Kanté si sfianca su Modric (tanto da uscire), Mbappé va una prima volta in fuga, più veloce degli invasori coordinati (quattro) che interrompono il gioco all’8’. A Pogba piace come corre Kylian, e lo lancia al 15’: il 19enne abusa di Strinic e serve Griezmann: altro appoggio dietro, il destro di Pogba è ribattuto, il sinistro è chirurgico. Tre a uno, i croati barcollano, Subasic getta la spugna dopo altri 5’, quando il primo teenager a segnare in una finale dopo Pelé riceve da Hernandez e tira, nemmeno troppo angolato: gol. Lloris prova a risarcire Mandzukic, sfortunato sull’autogol, con un dribbling azzardato: cambia il punteggio, non la partita. Finisce 4-2. La Francia è campione: scatta l’abbraccio collettivo. I ragazzi si sono presi il Mondo: se lo terranno per almeno quattro anni.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mar Lug 17, 2018 8:38 am

    Cristiano Ronaldo: "Juve la mia scelta da tempo. In Champions porto fortuna"

    Le prime parole di CR7 da giocatore della Juventus: "Voglio lasciare un segno nella storia di questo club"

    16 LUGLIO 2018 - MILANO
    Ah, ma allora è tutto vero. Sono le 18.32 di lunedì 16 luglio 2018 e Cristiano Ronaldo fa il suo ingresso nel club Gianni e Umberto Agnelli, la più bella sala dell'Allianz Stadium. Il migliore del mondo è un giocatore della Juventus. Con lui tutta la famiglia e il piccolo Cristiano, che si diverte a fare facce strane ai giornalisti. La Juve lo accoglie con Andrea Agnelli, Beppe Marotta e Fabio Paratici, e la divisa Juve lo veste alla perfezione.


    Ronaldo insieme ad Andrea Agnelli, Marotta, Paratici e Jorge Mendes

    DECISIONE FACILE — La prima risposta è subito d'impatto, con quell'aria che sembra strafottente ma nasconde solo una sconfinata fiducia nei propri mezzi. "Venire alla Juve è stata una scelta facile. Parliamo di una delle migliori squadre al mondo. Ho preso da tempo la mia decisione. Credo sia un passo importante per la mia carriera, qui c'è un grande allenatore e il presidente è abituato a vincere come me. Sono ancora molto giovane e qui ho ancora tante sfide nonostante una carriera da sogno che mai avrei pensato di fare e che mi ha fatto alzare molti trofei. Andrà bene come negli altri club per cui ho giocato perché sono molto preparato. Sapete, i giocatori della mia età di solito vanno in Cina o in Qatar, io arrivo qui alla Juve e le sono grato di aver pensato a me".


    SFIDA — Se dovessimo sintetizzare il debutto di Cristiano col pianeta Italia in una parola sarebbe senz'altro "sfida". Pronunciata più volte, con quegli orecchini che brillano e fissando l'interlocutore negli occhi. "Col Real è stata una storia brillante, ringrazio i tifosi blancos ma non credo che stiano piangendo, ma ora ho una nuova sfida e non vedo l'ora di giocare. Non devo dimostrare nulla a nessuno, quello che ho fatto nel calcio lo sapete e i numeri sono lì a documentarlo, ma voglio lasciare un segno nella storia della Juve. La serie A è molto tattica e difficile, però mi piace sempre sperimentare nuove situazioni. Sarà difficile, ma non c'è mai stato nulla di facile nella mia carriera. E credo molto nella Juventus. Se è stata l'unica offerta ricevuta? Sì". E segue risata fragorosa, come a dire "ma con chi credi di parlare?".

    CHAMPIONS — Il discorso si sposta poi sulla coppa più ambita, a Torino e non solo. "So che la Champions è un trofeo che tutti vogliono vincere, lotteremo per tutti i trofei ma credo che abbiamo possibilità di vincerla perché qui ci siete già andati vicini. La Juve non ha vinto perché le finali sono sempre partite particolari. La standing ovation dello Stadium dopo la rovesciata è stato un momento davvero speciale, mi dà motivazione per iniziare questo percorso insieme. Ringrazio ancora i tifosi per quel tributo, anche se quella notte non avevo ancora deciso di venire qua. Grazie a tutti coloro che sono venuti all'aeroporto, al J Medical e in sede. Dal 30 luglio mi allenerò per essere pronto per la prima di campionato. Sono tranquillo, ma sono qui per lasciare il segno nella storia della Juve. Il Pallone d'oro? Mai avrei pensato di vincerne 5, magari ne arriva un altro ma non mi toglie il sonno".

    LA JUVE — "Questa grande società mi ha dato un'opportunità unica, perché sono in una squadra che può vincere tutto ed è fortissima, per me è un passo avanti della mia carriera e la voglio portare ancora più su. Voglio essere un esempio dentro e fuori dal campo. Per come mi alleno, per come aiuto i giovani. L'età non conta,mi sento meravigliosamente bene e molto motivato. Le botte con Benatia al Mondiale? E' un gran difensore, molto duro, ci siamo un po'menati ma sarà bello giocare insieme".
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mar Lug 17, 2018 8:43 am

    Juventus, Ronaldo: il fenomeno globale. "Vi rendete conto di chi ha preso Agnelli?"

    Nel suo primo giorno in bianconero si è potuta constatare tutta la grandezza di CR7. I media di tutto il mondo ai suoi piedi. "Una figura oltre lo sport"

    17 LUGLIO 2018 - TORINO
    Il CR7 day lascia un messaggio forte e chiaro: è arrivato qualcuno mai visto in Italia. Nessuno dei grandi che hanno calcato i nostri campi era lontanamente paragonabile a Cristiano Ronaldo. Michel Platini e Diego Armando Maradona erano fuoriclasse che appartengono a un’altra epoca. Il Fenomeno Ronaldo è stato un extraterrestre, ma non era quello che è CR7 a livello di impatto mediatico. Nelle ultime stagioni i campionissimi sono stati lontano dalla Serie A. I giornalisti che da stamattina stazionavano fuori dal J Medical lo ripetevano come un mantra. "Siamo qui – raccontava un gruppo di tedeschi - perché Cristiano Ronaldo è una figura che va oltre lo sport. È un brand, un’icona, un marchio conosciuto in tutto il mondo. In Bundesliga ci manca uno così. Ma vi rendete conto di chi ha preso Agnelli?". I portoghesi, vicini a Jorge Mendes, raccontano di aver ricevuto la prima soffiata buona circa due settimane fa e di essersi precipitati a Torino. "Abbiamo subito pensato che il matrimonio si sarebbe celebrato, perché la Juve è un’eccellenza assoluta e Cristiano gioca solo per questo tipo di squadre. Ora che il Milan è in crisi, da noi il grande pubblico conosce solo la Juve". Ci sono colleghi anche dalla Cina. "Nel nostro Paese i 30/40 enni tifano Milan, ma i più giovani sono tutti juventini. Ora i bianconeri avranno milioni di tifosi in più e gli ascolti della Serie A schizzeranno nuovamente in alto".

    CARISMA UNICO — Se negli ultimi anni si è avuta la sensazione che il campionato italiano fosse la periferia del calcio, l’epoca buia è finita. Cristiano Ronaldo ha dato subito un assaggio di quello che è già il suo impatto. Ha una mimica da attore di Hollywood, infila le pause al momento giusto, ti fissa negli occhi quando risponde alle domande. Se lo guardi superficialmente ti sembra quasi strafottente, ma ha il linguaggio del corpo di chi ha una sconfinata fiducia nei propri mezzi: "In tutte le tappe della mia carriera è andato tutto per il meglio, non vedo perché le cose debbano cambiare ora, anche perché so molto bene come mi alleno e come sto fisicamente".

    E LA JUVE… — E mentre il d.s. della Juve Fabio Paratici sottolineava come dopo la conclusione della trattativa CR7 si sia ritrovato il telefono invaso di messaggi entusiastici dei suoi giocatori, veniva spontaneo notare che uno come l’alieno portoghese sia un formidabile stimolo per alzare ancora l’asticella. La Juve lo ha sempre fatto negli ultimi anni. Nell’estate del 2006 usciva devastata da Calciopoli, ora va a prendere il più forte di tutti. Difficile che uno come CR7 susciti invidie e gelosie, perché è universalmente riconosciuto come il migliore. Quale giocatore andrebbe a lamentarsi dei 31 milioni all’anno che guadagna il portoghese? Fosse uno normale, ci sarebbe la fila fuori dall’ufficio di Marotta per chiedere ritocchi d’ingaggio. E sei hai la fortuna di essere suo compagno, ti sforzi di migliorare per essere al suo livello e conquistarti il suo rispetto. Perché sai che ti aiuterà a vincere di più, a guadagnare di più. La stessa missione della Juve.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Mar Lug 17, 2018 10:17 pm

    APUMA ha scritto:


    Francia-Croazia 4-2, la Coppa del Mondo va a Parigi

    A Mosca fuochi d'artificio. Bleus avanti con l'autogol di Mandzukic e ripresi da Perisic che poi però causa un rigore realizzato da Griezmann. Nella ripresa dilagano i transalpini con Pogba e Mbappé prima del regalo di Lloris a Mandzukic

    15 LUGLIO 2018 - MOSCA (RUS)

    La Francia alza la Coppa del Mondo.

    I ragazzi si sono presi il Mondo. Vent’anni dopo, come i tre Moschettieri. Conquistata Mosca: meglio di Napoleone. Campioni del Mondo, come Zidane. Non è più solo, Zizou, nell’Olimpo del calcio francese: fate spazio a Griezmann, Pogba e Mbappé. La seconda coppa la portano loro, e potrebbe essere solo l’inizio. La Croazia non voleva saperne di limiti: raggiunge il suo, al Luzhniki, in una gara ricca di gol e di errori. Tuona a lungo, su Mosca: ma sui croati piovono reti, a inizio ripresa. Sono già sotto 2-1, Pogba e Mbappé, con due tiri da fuori, sentenziano il match. Parigi, Arco di Trionfo, festa.

    DIDÌ — Deschamps al quarto gol rompe gli indugi ed esulta: è lui, il punto in comune fra le due edizioni dei Bleus campioni. Ha messo su una squadra a sua immagine e somiglianza: intelligente, attenta alla difesa, pronta a far scatenare il talento degli altri. Allora era quello di Zinedine, oggi di Kylian, Antoine e Paul. La Francia è più forte anche della papera di Lloris, la Croazia non supera le non-parate di Subasic, eroe nel torneo, poco convincente all’atto finale. Il Pallone d’oro di Modric probabilmente non arriverà mai , come quello di Iniesta e di Pirlo (anche se c'è quello del torneo, magra consolazione). Essere qui, a giocarsela, era già un’impresa, ma adesso quando ricapita, ai croati?

    PRIME VOLTE — È la finale delle prime volte: primo autogol, primo rigore con Var, niente prima volta croata. Ma nella partita del Luzhniki si rispettano anche le tradizioni di questo torneo russo: quindi c’è qualcuno che la mette nella sua porta (12° autogol) e c’è la Francia che passa grazie a un colpo di testa dopo un calcio piazzato di Griezmann. Sono passati 18 minuti di nervi tesi e poche offensive, quando Brozovic mette giù Grizou sulla trequarti: la punizione come al solito è battuta bene, Mandzukic stacca di testa ma la tocca solo, finendo col prolungarla, Subasic battuto. Altra tradizione rispettata: la Croazia è sotto. Non si scompone nemmeno stavolta, l’autogol del Mandzu fa saltare il tappo della partita, 10’ dopo c’è già il pareggio. Altra punizione, di Modric, Vrsaljko fa la sponda, Mandzukic e Lovren la toccano di testa, Vida appoggia dietro, Perisic si scatena. Gran tocco a liberarsi di destro, diagonale perfetto di sinistro: supergol e 1-1. Non è finita: c’è un altro piazzato decisivo: corner di Griezmann, Matuidi salta sul primo palo ma la manca, dietro di lui c’è Perisic, con il braccio un po’ largo: palla sulla mano. Tre minuti di Var e Pitana dopo aver visto le immagini indica il dischetto: Griezmann non cade nei giochini di Subasic e lo spiazza.

    MAREA BLU — Si riparte con una occasione per Rebic, su uno dei pochi lampi di Rakitic. Kanté si sfianca su Modric (tanto da uscire), Mbappé va una prima volta in fuga, più veloce degli invasori coordinati (quattro) che interrompono il gioco all’8’. A Pogba piace come corre Kylian, e lo lancia al 15’: il 19enne abusa di Strinic e serve Griezmann: altro appoggio dietro, il destro di Pogba è ribattuto, il sinistro è chirurgico. Tre a uno, i croati barcollano, Subasic getta la spugna dopo altri 5’, quando il primo teenager a segnare in una finale dopo Pelé riceve da Hernandez e tira, nemmeno troppo angolato: gol. Lloris prova a risarcire Mandzukic, sfortunato sull’autogol, con un dribbling azzardato: cambia il punteggio, non la partita. Finisce 4-2. La Francia è campione: scatta l’abbraccio collettivo. I ragazzi si sono presi il Mondo: se lo terranno per almeno quattro anni.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport

    Mondiale concluso! Credo che sia stata l'edizione più prevedibile della Storia dei Mondiali! sogghigno sogghigno sogghigno 
    Era facilmente immaginabile che la Francia sarebbe arrivata a giocarsi la Finale e poi a vincerla. I Galletti hanno messo su una squadra giovane, veloce, forte fisicamente e discretamente talentuosa
    La Croazia ha comunque fatto un ottimo Mondiale, ma la Francia ha meritato la vittoria! Onore al merito!

    P.S.(Quei beduini degli Inglesi si sono fatti buttare fuori in semifinale e così m'hanno fatto saltare il pronostico!)arrabbiato sogghigno


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Lug 29, 2018 2:52 pm

    Icc, Juve vince ai rigori contro il Benfica. Gol capolavoro di Clemenza

    Bianconeri tenuti in partita dal mancino telecomandato del giovane trequartista classe 1997. Inutile la magnifica punizione di Grimaldo

    28 LUGLIO 2018 - NEW YORK
    Dopo l’exploit di Andrea Favilli con il Bayern, a prendersi le luci della ribalta nel secondo match americano della Juventus ci pensa l’altro ex Ascoli Luca Clemenza. Il talentuoso 21enne con un capolavoro pareggia all’83’ la rete di Grimaldo, la Juventus così chiude sull'1-1 i tempi regolamentari della sfida con il Benfica per poi vincere ai rigori 5-3.

    CALDO TORRIDO — La Juve parte con l’annunciato 4-4-2 con Bernardeschi largo a destra e Pereira che gira intorno a Favilli. Fa il suo esordio stagionale tra i pali Szczesny, dietro Allegri si affida alla coppia Caldara-Chiellini con Cancelo a destra e il baby Beruatto a sinistra. Il ritmo è decisamente basso anche per via del caldo torrido del primo pomeriggio del New Jersey. Il Benfica, decisamente più avanti a livello di preparazione visto che l’otto agosto affronterà il Fenerbahce nel preliminare di Champions, si accontenta di uno sterile possesso palla, la Juve aspetta e non punge. Ci prova al nono Marchisio, splendidamente imbeccato dal cross di Cancelo ma il suo sinistro si perde alto. I portoghesi rispondono al 21’. Ingenuità di Caldara che si fa soffiare il pallone da Fernandes il quale si invola verso Szczesny ma calcia a lato da posizione favorevole. Gli accaldati spettatori della Red Bull Arena provano ad accendere la gara con qualche coro (in maggioranza il tifo è pro Benfica) ma la gara non decolla. Il Benfica al 35’ perde Ferreyra che viene trasportato fuori in barella dopo un violento scontro con il compagno Jardel, poi nel finale della prima frazione non succede più nulla.

    DUE CAPOLAVORI — Le cose cambiano radicalmente in apertura di ripresa. Ritmo decisamente più alto e partita più gradevole. Allegri sposta Cancelo sulla linea dei centrocampisti e il portoghese si fa subito sentire, provando una conclusione al 47’ che sorvola di poco la traversa. La Juve prende il controllo delle operazioni, Favilli al 51’ spara su Vlachodimos il quale si fa trovare pronto due minuti più tardi sulla conclusione defilata di un ottimo Cancelo. L’occasione più ghiotta arriva al 53' quando Khedira si presenta a tu per tu davanti al portiere del Benfica ma spreca tutto con un colpo sotto che non sorprende Vlachodimos. La Juve crea ma a segnare è il Benfica. Fallo in uscita di Benatia al 65’ e splendida punizione di Grimaldo che pennella una traiettoria imparabile alla sinistra Perin. La girandola delle sostituzioni allunga le due squadre, i bianconeri comunque non ci stanno e al 75’ il colpo di testa di Benatia da centro area sulla bella punizione di Clemenza si stampa sulla traversa. Il 21enne reduce dal prestito all’Ascoli poi decide all’83’ di regalare una perla al pubblico della Red Bull Arena. Ingresso in area sulla destra, doppio dribbling secco e conclusione a giro da cinema che non dà scampo a Vlachodimos. Uno dei gol più belli di questa edizione della International Champions Cup. Ancora Clemenza al 90’ pennella per Alex Sandro ma il suo colpo di testa non sorprende il portiere portoghese. Si va così ai rigori, la Juve non ne sbaglia uno e per via degli errori di Joao Felix e Jonas vince 5-3.

    JUVENTUS-BENFICA 5-3 (d.c.r.)
    MARCATORI: 20’ s.t. Grimalso (Ben), 38’ s.t. Clemenza (Juv).
    JUVENTUS (4-4-2): Szczesny (1’ s.t. Perin), Cancelo (15’ s.t Benatia), Caldara (15’ s.t Barzagli), Chiellini (1’ st. Rugani), Beruatto (1’ s.t. Alex Sandro); Khedira (15’ s.t. Fagioli), Pjianic (1’ s.t. Emre Can), Marchisio (15’ s.t. Fernandes) , Bernardeschi (27’ s.t. Clemenza); Favilli (15’ s.t. Beltrame), Pereira (1’ s.t. De Sciglio).
    ALLENATORE: Allegri
    BENFICA: Vlachodimos, Almeida (20’ s.t. Ebuehi), Conti, Jardel (1’ s.t. Semedo), Grimaldo (20’ s.t. Ribeiro); Pizzi (1’ s.t. Dias), Fejsa (20’ s.t. Parks), Fernandes (37’ s.t. Samaris); Salvio (20’ s.t. Rafa), Ferreyra (40’ p.t. Castillo, 20’ s.t. Jonas), Cervi (20’ s.t. Joao Felix).
    ALLENATORE: Rui Vitoria.
    ARBITRO: Rivero (USA)
    RIGORI: Parks (Ben) gol, Fagioli (Juv) gol, Jonas (Ben) palo, Emre Can (Juv) gol, Samaris (Ben) gol, Beltrame (Juv) gol, Joao Felix (Ben) parato, Alex Sandro gol.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Lug 30, 2018 8:24 am

    COPPA ITALIA:     JUVE STABIA   1   -   PISTOIESE   0


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Lug 30, 2018 8:28 am

    Coppa Italia, si chiude subito l'avventura della Pistoiese, passa la Juve Stabia

    Gli arancioni in trasferta non riescono a imporsi


    Il tecnico della Pistoiese Paolo Indiani

    Castellammare di Stabia, 29 luglio 2018 - Niente da fare per la Pistoiese in trasferta contro la Juve Stabia in Coppa Italia. Sono infatti i padroni di casa a passare e a regalarsi adesso a loro volta la trasferta di lusso contro il Verona nel turno successivo. I campani passano di misura per 1-0 grazie al gol di Paponi che batte di destro e insacca in rete. Nel primo tempo i padroni di casa si fanno vivi in diverse occasioni, ma la Pistoiese ha il merito di reggere il colpo alla grande. Nel secondo tempo gli arancioni provano a impensierire gli avversari ma è appunto Paponi, al 35', a mettere in rete. Nei minuti finali la Juve Stabia ha addirittura l'occasione per raddoppiare. La formazione di Indiani deve arrendersi.

    Juve Stabia-Pistoiese 1-0
    Juve Stabia (4-3-3): Bacci, Allievi, Marzorati, Bachini, Dentice, Viola, Calò, Vicente, Melara, Paponi, Sandomenico. A disposizione di Fabio Caserta: Branduani, Casella, Mastalli, Capece, Matute, Zibert, Stallone, Sorrentino, Chirullo, Canotto, Gaye, Pezzella.

    Pistoiese: (4-3-2-1): Crisanto, Muscat, Dossena, Minardi, Cagnano, Terigi, Hamlili, Vitiello, Luperini, Cellini, Regoli. A disposizione di Paolo Indiani: Meli, Luka, Dosio, Cerretelli, Tartaglione, Cauterucci, Rafati, Sallustio, Gambini.

    Marcatori: 35' st Paponi.
    Fonte: La Nazione



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Ago 13, 2018 8:21 am

    Juventus A-Juventus B 5-0: Ronaldo, gol al debutto

    La partitella in famiglia di Villar Perosa inaugura la stagione italiana dei bianconeri dopo ritorno dagli Stati Uniti. Il fuoriclasse portoghese in rete dopo 8 minuti. In gol anche Dybala (doppietta) e Marchisio



    TORINO - Al di là del risultato (5-0), il test di Villar Perosa verrà ricordato per il primo, vero, Ronaldo Day. Il fuoriclasse della Juventus ha debuttato in bianconero nel test con la Primavera di Baldini e ci ha messo soltanto otto minuti a segnare il suo primo gol italiano. Giocate di fino, un'intesa che cresce con Dybala e Douglas Costa e qualche gol sbagliato, poi la sostituzione a fine primo tempo. Nel match in famiglia, davanti agli occhi di John Elkann, la squadra di Allegri ha battuto la Primavera grazie alla rete di CR7, l'autorete di Capellini e ai gol di Dybala (doppietta) e Marchisio. Match sospeso al 72' per la consueta invasione di campo dei tifosi bianconeri, accorsi in massa in Val Chisone per la prima di Ronaldo.

    JUVE A - JUVE B 5-0: 8' Ronaldo, 16' aut. Capellini, 31' e 40' Dybala, 54' Marchisio

    FINE PARTITA
    72' - Invasione di campo da parte dei tifosi.
    68' - Gran parata di Siano su conclusione a botta sicura di Mandzukic
    54' - GOL JUVE A! Marchisio su assist di Khedira con un destro preciso da circa 10 metri
    48' - Pallonetto spettacolare di Dybala, che colpisce la parte superiore della traversa
    46' - Ricomincia il match. Otto cambi, fuori Ronaldo e dentro Mandzukic

    Allegri a Sky Sport: "Bonucci l'ho ritrovato bene, è importante e ha esperienza, ha aumentato la qualità in fase difensiva. Ronaldo? Uno che vince 5 Palloni d'Oro e che vuole vincere anche nelle piccole cose è la dimostrazione che la Juve ha comprato un grandissimo giocatore sia in campo che fuori dal campo".

    FINE PRIMO TEMPO
    40' - GOL JUVE A! Tap in vincente di Dybala sulla respinta di Loria dopo la conclusione di Ronaldo
    39' - Occasione sprecata da Dybala da ottima posizione, il sinistro della Joya termina incredibilmente fuori
    31' - GOL JUVE A! Dybala segna di testa su cross dalla sinistra di Douglas Costa
    28' - Palo di Douglas Costa: sinistro dall'interno dell'area di rigore su assist di Ronaldo
    27' - Entrano Rugani e Perin per Chiellini e Szczesny
    21' - Altra occasione per Ronaldo, ma anche stavolta il tiro è centrale e facile per Loria
    18' - GOL JUVE A! Autorete di Capellini, nel tentativo di anticipare Ronaldo
    16' - Altra occasione per Ronaldo, sinistro parato da Loria
    15' - Annullato gol a Emre Can per fuorigioco su assist di Alex Sandro
    12' - Ronaldo prova la rovesciata, palla svirgolata
    8' - GOL JUVE A! RONALDO fa centro su lancio di Bernardeschi. Il portoghese si trova solo davanti a Loria e non sbaglia
    4' - Primi applausi per Ronaldo, autore di alcuni giochi di prestigio a centrocampo. Da una palla persa del portoghese, però, nasce un contropiede della Juve B, fermato al limite dell'area. Sulla battuta Nicolussi, che colpisce la traversa con un bolide
    2' - Palo di Douglas Costa, poi parata di Loria su Bernardeschi
    1' - Comincia il match

    Juventus A (4-2-3-1): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro: Emre Can, Bentancur; Bernardeschi, Dybala, Douglas Costa; Cristiano Ronaldo. A disp. Pinsoglio, Perin, Pjanic, Khedira, Marchisio, Matuidi, Barzagli, Mandzukic, Cancelo, Rugani, Beruatto, Fagioli. All. Allegri.

    Juventus B (4-3-3): Loria; Lucas Rosa, Capellini, Anzolin, Freitas; Portanova, Morrone, Nicolussi Caviglia; Campos, Petrelli, Di Francesco. A disp. Siano, Adamoli, Bandeira, Boloca, Gozzi, Serrao, Meneghini, Pinelli, Francofonte, Leone, Pener, Tongya, Galvagno, Makoun, Moreno, Dadone. All. Baldini.

    Arbitro: Manganiello di Pinerolo.
    Fonte: TuttoSport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Ago 18, 2018 8:46 am

    Juve, Marchisio ha risolto il contratto. Lascia il club dopo 25 anni

    Il "Principino" lascia il club al bianconero, dopo 25 anni, proprio nell'ultimo giorno di mercato. Futuro al Psg o in Cina?


    Claudio Marchis 32 anni, ex centrocampista della Juventus.

    Parlare di sorpresa sarebbe fuori luogo. La Juventus ci lavorava da inizio mercato e il giocatore era fuori dal progetto tecnico, sesto centrocampista nelle gerarchie in un reparto che regala due/tre maglie a partita. Ma l'addio di Claudio Marchisio, nell'estate in cui hanno salutato anche Gigi Buffon e Stephan Lichtsteiner, ammaina un altro degli eroi dei sette scudetti consecutivi. Ora restano solo capitan Giorgio Chiellini e Andrea Barzagli.

    25 ANNI — Il Principino era entrato alla Juve quando aveva 7 anni, oggi ne ha 32. Fanno 25 anni di Juventus, un traguardo impensabile nel calcio di oggi. Infatti, a parte una stagione in prestito a Empoli con Sebastian Giovinco nel 2007/08, Claudio non si è mai mosso da Torino, per il legame profondo che lo univa alla maglia bianconera e anche perché col tempo ha allestito una serie di attività nella città della Mole, dove la moglie Roberta gestisce anche un avviato ristorante.

    ULTIMO GIORNO — Marchisio aveva altri due anni di contratto a 3.5 milioni netti a stagione. Si era parlato di addio anche lo scorso mese di luglio, ma per il giocatore pareva complicato rinunciare a tanti soldi, mentre la società voleva risparmiare qualcosa del suo lauto ingaggio. La volontà del giocatore è quella di non restare in Italia e di fare un'esperienza con la famiglia, a cui è legatissimo, all'estero. Tra le ipotesi il Psg o la Cina. E' infondata invece la voce di un suo trasferimento in Canada, al Montreal Impact: nella Mls il mercato è chiuso anche per gli svincolati. Si vedrà. Intanto il giocatore si è mostrato juventino fino all'ultimo, salutando tifosi e società su Instagram: "Il bene della squadra viene prima di tutto" ha scritto.

    SCENARI JUVE — La tempistica della decisione di Marchisio, comunicata nella mattinata dell'ultimo giorno di mercato sul sito della Juventus, stuzzica la fantasia dei tifosi ma non arriverà nessun colpo grosso. Al momento Allegri ha 5 centrocampisti: Rodrigo Bentancur, Emre Can, Sami Khedira, Blaise Matuidi e Miralem Pjanic. Tutti pezzi da novanta, ma forse un po' pochi numericamente per affrontare una stagione che nei piani della società dovrebbe scollinare le 50 partite. La soluzione più probabile, visto che non sono previsti nuovi potenziali titolari, è che l'organico resti questo senza ulteriori innesti. E che Allegri acceleri l'adattamento di Bernardeschi come mezzala.
    Ecco il tweet del club torinese che saluta il numero 8 mettendo in rassegna tutte le giocate più belle dall'esordio in serie A ad oggi:
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Sab Ago 18, 2018 3:56 pm

    Date Serie A 2018 2019 Parte oggi, 19 agosto la Serie A 2018/19.

    L’ultima giornata, invece, si terrà il 26 maggio 2019, mentre la Supercoppa, invece, sarà giocata il prossimo 12 agosto. La vera novità, però, riguarderà le gare che si giocheranno a dicembre: la Serie A infatti scenderà in campo 22, 26 e 29 dicembre, con la ripresa fissata per 13 gennaio con un turno di Coppa Italia. Il campionato, quindi, si fermerà per circa 20 giorni.


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Ago 19, 2018 8:12 am

    Serie A, Chievo-Juventus 2-3: per Ronaldo debutto senza gol, decisivo Bernardeschi al 93'

    Nell'anticipo della prima giornata, i bianconeri passano subito in vantaggio con Khedira, ma subiscono il pari di Stepinski e il sorpasso di Giaccherini su rigore. L'autogol di Bani e la rete di Bernardeschi al 93' consentono a CR7 di partire con un successo

    18 AGOSTO 2018 - VERONA

    L'esultanza della Juve dopo il gol di Bernardeschi.

    Cristiano, benvenuto in Italia. Pubblico entusiasta, partite mai semplici, decisioni arbitrali discusse e brividi. La Juve vince 3-2 a Verona rimettendo in piedi una partita che a metà secondo tempo, per quasi 20 minuti, stava perdendo: gol di Khedira, Stepinski, Giaccherini su rigore, poi autogol di Bani e rete decisiva di Bernardeschi. Non solo, poco prima del 90’ il 3-2 di Mandzukic viene annullato dall’arbitro Pasqua per un fallo di mano proprio suo, di Cristiano, rivisto con la Var. Alla fine decide Bernardeschi, che entra nel secondo tempo e cambia la partita. Prima con qualche giocata, poi con la deviazione in pieno recupero, un gol partita al minuto 93. La vecchia Juve, determinata e vincente, non cambia mai.

    LA CHIAVE — La testa, la chiave spesso è la testa. “Non dobbiamo pensare che se c’è Ronaldo automaticamente vinciamo – diceva Allegri in vigilia -. Bisogna mettere da parte questo periodo di eccitazione”. Appunto. La Juve ha perso e vinto nello stesso pomeriggio seguendo l’andamento del suo approccio: prima un po' sulle nuvole, poi concertata e cinica. In secondo piano certo, i cambi, molto importanti. Allegri quando si stava mettendo male si è giocato Bernardeschi e Mandzukic, accolto quasi con livello di applausi alla Cristiano Ronaldo, e loro hanno risposto. Meglio di Dybala, il più deludente degli attaccanti della Juve.

    LA PARTITA — I 90 minuti si dividono fondamentalmente in tre fasi. La prima, il controllo juventino. Khedira segna già dopo tre minuti riprendendo una deviazione di testa di Chiellini su una punizione da destra di Pjanic. La Juve in dieci minuti mette assieme un numero di occasioni che alcune squadre di provincia si farebbero bastare per una settimana. Il gol, un tiro di Dybala parato da Sorrentino, una palla-gol cancellata da un fuorigioco di Bonucci e un tiro alto di Cancelo su assist di Douglas Costa. Poi, a poco a poco, abbassa il volume della musica, getta nella differenziata un contropiede 4 contro 3 – come per dire, “troppo facile” – e permette al Chievo di restare in vita. Qui inizia la seconda fase, il pomeriggio di gloria del Chievo. Il gol del pareggio di Stepinski arriva al minuto 38 con un colpo di testa su assist di Giaccherini (e distrazione di Bonucci). Il 2-1 di Giak a inizio secondo tempo, quando la Juve ancora ha la spina staccata, nasce da un dribbling dell'ex su Cancelo, che ingenuamente lo manda per terra. La terza parte della gara è l’inevitabile assedio juventino per rimontare l’1-2. Il pareggio arriva con una deviazione di Bani su corner da destra ma la Juve rischia di fare gol due volte con Ronaldo, una con Mandzukic, un’altra con Dybala, una con Emre Can a cinque minuti dalla fine. Alla fine trova i due episodi chiave: il gol annullato a Mandzukic e il 3-2 di Bernardeschi.

    CRISTIANO — Sì, ma Ronaldo? Non ancora in grande sintonia con i compagni, con cui perfezionerà i meccanismi, ma comunque a tratti dominante, capace di calciare nello specchio quattro volte e altre tre verso la porta. Cristiano è andato vicino al gol con un destro dopo meno di 18 minuti e prima dell’intervallo con un sinistro alto, poi con un’azione autoprodotta, un tiro su un assist di Dybala, una punizione laterale respinta da Sorrentino. Un giocatore superiore, ovviamente, accolto da rockstar già dal riscaldamento, con centinaia di persone lungo le balaustre solo per vederlo da (più) vicino. E' uscito scortato dalle guardie del corpo e forse avrà pensato che le partite così tese in provincia, in Spagna, non erano proprio un'abitudine.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Ago 26, 2018 8:10 am

    Juventus-Lazio 2-0: in gol Pjanic e Mandzukic. Ronaldo ancora a secco

    I bianconeri vincono la prima della stagione allo Stadium grazie ad una perla del bosniaco e ad un gol del croato. Cristiano Ronaldo cerca ancora il primo gol in Serie A


    L'esultanza di Miralem Pjanic.

    Miralem Pjanic è molto appassionato di basket Nba. Lo abbiamo visto nella recente tournée americana, quando mise a suo modo un alley-oop sulla testa di Kenneth Faried. Più che un lungo atletico, il bosniaco però ricorda Steph Curry, per la facilità con cui imbuca tiri da distanze siderali. Grazie al talento balistico del suo regista fresco di rinnovo, la Juve sblocca la partita con la Lazio. Poi ci pensa Mandzukic a 15’ dalla fine a chiudere i conti per un 2-0 non scintillante ma limpido.

    LA JUVE VINCE PERCHÉ… — Anche al 50/60% del suo potenziale, resta troppo superiore ai biancocelesti. Le bastano alcune fiammate per fare la differenza. Quella del primo tempo è griffata da Bernardeschi, che gioca 45’ da protagonista, e da Matuidi, una belva assetata di palloni da recuperare alla prima partita stagionale. E poi ci sono i colpi dei campioni, come quello di Pjanic, un esterno destro stupendo per esecuzione, a scavare il solco con avversari anche di buon livello come la Lazio. Così, anche nella giornata in cui davanti manca un po’ di qualità nell’ultima giocata, i bianconeri non danno mai l’impressione di soffrire troppo. Allegri sorride anche per una certa solidità difensiva. Bonucci, fischiato all’inizio dalla curva Sud e applaudito dal resto dello Stadium, gioca una partita molto solida accanto a un Chiellini perfetto e si fa notare per un paio di aperture delle sue. Promosso, come un Cancelo che quando perfezionerà le scelte diventerà devastante a destra.

    LA LAZIO PERDE PERCHÉ... — Riesce ad arrivare con poca continuità dalle parti di Szczesny, peraltro molto attento in un’uscita di piede nel primo tempo. Immobile è servito poco e male: la doppietta dell’anno scorso con cui ribaltò la Juve in 7’ non viene lontanamente ripetuta. Luis Alberto lascia il segno solo col destro che sfiora l’1-1, Milnkovic-Savic non è ancora al top. Bene Wallace dietro, al di là della respinta un po’ sfortunata sul gol di Pjanic. Ma manca qualcosa anche nella costruzione, apparsa troppo lenta. In questo senso potrebbe aiutare l’incremento dei minuti per Correa, entrato bene a gara in corso.

    RONALDO — Zero gol in 180’. La normalità per molti, non per lui. CR7 gioca un primo tempo al di sotto dei suoi standard, in cui si fa però notare avviando l’azione del gol e in un profondo ripiegamento su Marusic. Stavolta parte da sinistra, pronto a scambiarsi la posizione con Mandzukic. Cristiano sale molto nella ripresa. Strakosha fa un capolavoro per negargli il gol dopo la preparazione su Marusic da vero Pallone d’oro. Si capisce che, come Allegri disse a Verona, era destino che non segnasse nemmeno oggi, quando dopo l’azione Douglas-Cancelo si fa rimpallare addosso il pallone del 2-0, ribadito in rete da un Mandzukic che torna ad annusare da vicino la porta. Cristiano ora punta Parma per la sua prima esultanza italiana. Per ora mancano i suoi gol, non la Juve.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Set 02, 2018 8:09 am

    Parma-Juventus 1-2: Ronaldo a secco, Matuidi regala la vittoria ai bianconeri



    I campioni d'Italia sbloccano subito al Tardini con Mandzukic ma poi soffrono le folate di Gervinho, a tratti inarrestabile e autore del comodo pareggio su azione firmata dall'asse Gobbi-Inglese. Ronaldo non trova la via della rete, nella ripresa ci pensa il transalpino a griffare il terzo successo in campionato

    PARMA - Un tempo da Juventus in libera uscita, troppi grilli per la testa e poca solidità difensiva. Un altro da squadra vecchio stile, compatta, letale, capace di addormentare la sfida con possesso palla, esperienza e fisicità. Al Tardini i ragazzi di Massimiliano Allegri mostrano due volti, soffrendo le pene dell'inferno sulle ripartenze di un Parma preso per mano da un Gervinho d'antan per poi applicare la legge del più forte nella ripresa. La firma sul tabellino di Cristiano Ronaldo non c'è ancora, e il fatto non turba più di tanto l'allenatore bianconero: con il portoghese a secco, ci pensano Mario Mandzukic, tornato vicino alla porta dall'arrivo del portoghese, e Blaise Matuidi, uomo buono per tutte le stagioni.

    SUBITO IL CROATO - C'erano le premesse per un monologo bianconero, visto il gol trovato al primo squillo della contesa. Cross di Cuadrado, unica novità rispetto all'undici visto con la Lazio al posto di Cancelo, e colpo di testa di Mandzukic dritto sulla schiena di Iacoponi: pallone che si impenna, il croato sfrutta lo stordimento momentaneo del terzino e trafigge Sepe da due passi. Ma la Juventus si perde quasi subito, intontita dalle giocate di uno strepitoso Gervinho, alla sua prima da titolare dopo l'esordio a gara in corso con la Spal. Uno slalom dell'ivoriano costringe Cuadrado alla chiusura disperata su Di Gaudio, poi è Stulac a spaventare Szczesny con una punizione che si schianta sulla traversa. Lo sloveno impegna nuovamente il portiere bianconero con un destro da lontano, conclusione che arriva a qualche minuto di distanza da un bel colpo di testa di Ronaldo, di poco a lato. La pressione del Parma trova sfogo nel pareggio dopo la mezz'ora. Gobbi per la testa del solito Inglese, l'ex Chievo devia la sfera e Gervinho insacca a porta sguarnita. L'ivoriano è inarrestabile, una sua discesa mette a nudo le fatiche della difesa juventina in chiusura di tempo: invito delizioso per Rigoni, il centrocampista colpisce in pieno Szczesny, per poi rischiare il rosso diretto in seguito a una brutta entrata su Alex Sandro. Sorte analoga a quella di Pjanic, che in avvio di gara aveva falciato malamente Di Gaudio: coerente il metro arbitrale.

    MATUIDI RISOLVE TUTTO - Allegri non cambia a inizio ripresa e i suoi sembrano rispondere positivamente, con Khedira e Cristiano Ronaldo pericolosi dalle parti di Sepe. C'è la carta Douglas Costa da calare, ed è una risorsa che quasi nessuno in Italia può permettersi a gara in corso. Dentro il brasiliano per un Bernardeschi in calo dopo la bella prestazione con la Lazio, tre minuti e la Juve fa centro. Matuidi raccoglie in area il tocco di Mandzukic e spara sotto la traversa, Sepe deve arrendersi senza colpe. Nel momento più delicato, D'Aversa si trova costretto a richiamare in panchina Gervinho, ancora lontano dalla possibilità di giocare i 90 minuti a pieno regime. Con Da Cruz la qualità dell'attacco parmense cala drammaticamente, Allegri predica calma e in campo inizia a vedere una Juventus più ragionata, che rischia meno e concede il minimo indispensabile: un destro da fuori di Di Gaudio, un paio di cross velenosi di Inglese. La Vecchia Signora sfiora invece il tris con l'affilato mancino di Douglas Costa, Sepe ringrazia il palo esterno. A Dybala vengono concessi solamente dieci minuti più recupero, e non c'è dubbio che sarà un tema per le discussioni post partita. Ma la Juve, anche se non al massimo, mette lì il terzo mattoncino verso la strada del tricolore. Con l'argentino ridotto a comparsa e Ronaldo ancora a quota zero gol, per Allegri non è un bilancio da buttar via.

    PARMA-JUVENTUS 1-2 (1-1)
    Parma (4-3-3): Sepe; Iacoponi, Alves, Gagliolo, Gobbi; Rigoni (15′ st Deiola), Stulac, Barillà; Gervinho (16′ st Da Cruz), Inglese, Di Gaudio (35′ st Ceravolo). All.: D'Aversa
    Juventus (4-3-3): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (35′ st Dybala), Pjanic (28′ st Emre Can), Matuidi; Bernardeschi (10′ st Douglas Costa), Mandzukic, Ronaldo. All.: Allegri
    Arbitro: Doveri
    Reti: 2′ pt Mandzukic, 33′ pt Gervinho, 13′ st Matuidi
    Ammoniti: Rigoni, Bernardeschi, Cuadrado, Pjanic
    Recupero: 2′ e 4′
    Fonte: La Repubblica


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Set 16, 2018 3:19 pm

    Serie A, Juventus-Sassuolo 2-1: Cristiano Ronaldo, è doppietta!

    Il fuoriclasse portoghese si sblocca e segna i suoi primi due gol in campionato con la maglia juventina. La squadra di De Zerbi resiste per 50 minuti, poi deve arrendersi. Ma nel finale torna in partita con Babacar. Follia Douglas Costa: espulso per uno sputo a Di Francesco

    16 SETTEMBRE 2018 - TORINO

    Cristiano Ronaldo, 33 anni.

    Lo Stadium fa “uuuhhh” alle 16.10 e non è un urlo di sorpresa, di paura, di sconforto: è un misto di gioia e liberazione. La Juventus batte il Sassuolo 2-1 con due gol di Cristiano Ronaldo e colpo di testa a partita quasi finita di Babacar. Allegri conferma la sensazione di dominazione sul campionato – la Juve è prima da sola con 12 punti in 4 partite – ma questo per i prossimi anni sarà il pomeriggio del primo gol di Cristiano Ronaldo in bianconero. Probabilmente lo avrebbero segnato anche Georgina e Cristianinho, in tribuna con maglietta nera e t-shirt grigia, ma allo Stadium non potrebbe importare di meno. Infatti esulta sia quando CR7 segna sia quando va a esultare vicino alla bandierina: gesto del braccio per chiamare il pubblico e classica statua a gambe larghe. Cristiano, libero dall’ansia da gol, sorride divertito.

    I GOL — La doppietta merita racconto dettagliato. L’1-0 arriva al minuto 5 del secondo tempo, fin lì Juve un po' lenta e Sassuolo ordinato. Ferrari ha appena salvato De Zerbi e tutta Sassuolo deviando davanti alla porta un ponte di Mandzukic su cross di Alex Sandro. Dybala allora batte il corner e Bonucci, un po’ in stile Ibra, trova la deviazione volante. Ferrari, proprio lui, potrebbe mettere semplicemente in angolo, invece tocca di testa sul palo, forse ingannato da una deviazione. Il resto è carambola: Consigli è preso in controtempo e Cristiano appoggia in porta per la festa collettiva. Il 2-0 è più spettacolare. Il Sassuolo si sbilancia un po’ e la Juve ringrazia in contropiede. Douglas Costa, entrato per Mandzukic, libera Emre Can che attraversa il campo e libera Ronaldo per il sinistro incrociato. Maledizione rotta e rincorsa iniziata nella classifica marcatori. Non solo, Cristiano avrebbe potuto segnare anche terzo e quarto gol. Douglas Costa a un quarto d’ora dalla fine gli ha regalato un gran cross ma CR7 con il destro ha incrociato troppo e messo fuori. A dieci minuti dalla fine, stesso esito con una deviazione dopo gran tiro di Cancelo respinto da Consigli.

    JUVE — La Juve, come già successo, ha dato l’impressione di essere superiore anche al 60-70% del ritmo. Troppo talento. Allegri ha scelto a sorpresa Dybala e ha tenuto fuori Bentancur per non rinunciare al suo Khedira domenicale. Paulo, seguendo gli istinti, ha giocato quasi da trequartista in una Juve classica di questo inizio stagione: grande avvio, con occasione dopo 6 minuti, e andamento compassato per il resto del primo tempo. Il secondo tempo è stato sicuramente migliore, a parte un finale orrendo: deviazione concessa a Babacar per il 2-1 e cartellino rosso a Douglas Costa oltre il 90’ per uno sputo assurdo a un avversario. Decisione presa da Chiffi con l'aiuto della Var: il brasiliano potrebbe prendere tre giornate di squalifica, che gli farebbero saltare anche Juve-Napoli. Emre Can, alla prima da titolare, è andato oltre l’assist per Cristiano – bella partita – mentre Cancelo, in campo per De Sciglio bloccato nel riscaldamento, a destra ha dato la solita qualità.

    SASSUOLO — Il Sassuolo a tratti è piaciuto per organizzazione però non è stato molto pericoloso. Per Szczesny, quasi un pomeriggio sul divano. Duncan ha segnato un gran gol col sinistro – piccolo particolare, il gioco era fermo per un fallo di Djuricic – e Boateng ci ha provato con un tacco spalle alla porta, creativo ma fuori misura. Così De Zerbi ha esultato solo per la deviazione di Babacar, entrato nel secondo tempo, e forse ha sperato quando all’ultima azione Berardi ha crossato in area col sinistro. Ma un 2-2, per quanto visto nei 90 minuti precedenti, sarebbe stato clamoroso.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Set 19, 2018 8:49 am

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