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    La testa nel pallone

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Gio Giu 28, 2018 8:57 pm



    Giappone avanti per fair play

    Nipponici ko con Polonia, a ottavi perché subiti meno cartellini










    Perde, difende la sconfitta con una melina come non si vedeva dai tempi della grande Olanda, e alla fine il piccolo Giappone esulta: va agli ottavi grazie alla strana regola delle ammonizioni. E' l'incredibile epilogo del girone H, dove succede tutto in contemporanea e in maniera rocambolesca: la Colombia batte il Senegal 1-0 guadagnandosi gli ottavi ai danni dell'ultima africana rimasta in corsa, la Polonia supera con identico punteggio la nazionale di Nagatomo. Senegalesi e giapponesi pari in tutto, tranne che per il numero di cartellini: 6 a 4 per gli africani. E' la prima volta che accade ai Mondiali che una squadra si qualifichi grazie al fair-play: un'inedito che ristabilisce la centralità dell'arbitro e della sua discrezionalità, nell'era della Var al Mondiale.
    La storia è stata riscritta a Volgograd, in una partita che ha regalato anche momenti grotteschi, con gli ultimi minuti di non-gioco per evitare di subire sanzioni disciplinare ancor prima che una seconda rete, tra i fischi di tutto lo stadio. I nipponici vanno avanti a fari spenti, rischiando tantissimo, ma soprattutto grazie alla regola Fifa di fresca introduzione che penalizza chi ha più 'gialli', bandite tutte le ironie che gia' corrono in rete: così Giappone fa tesoro di una 'fedina disciplinare' meno opaca dei rivali e compie il grande salto fino alla fase a eliminazione diretta. La primizia mondiale è talmente inebriante da indurre i giapponesi a rifiutare la sfida negli ultimi minuti, per evitare che qualche giocatore possa incorrere in una o più sanzioni disciplinari. Il Giappone perde l'ultima partita contro una Polonia già eliminata (1-0), ma non per questo meno motivata, e rischia grosso, perché l'altro match del Gruppo H si sblocca solo nel finale. I 'Cafeteros', per evitare contrattempi, infatti, nel finale blindano la propria qualificazione e mandano a casa Koulibaly e compagni.
    L'ultimo quarto d'ora dei giapponesi è davvero grottesco, all'insegna dell'immobilismo, con i giocatori come fulminati sul terreno di gioco della Volgograd arena e la Polonia che preferisce rimanere rintanata nella propria metà campo, forte del vantaggio minimo. Il difensore polacco Bednarek, al 14' della ripresa, aveva spezzato l'equilibrio, raccogliendo una punizione di Kurzawa dalla sinistra, con il pallone che spiove nella zona del secondo palo, e insacca al volo di piatto destro, fulminando il portiere Kawashima. Il gol scuote i giapponesi, che in quel momento sono eliminati dal torneo per la peggiore differenza-reti rispetto al Senegal, ultimo baluardo africano; ma ci pensa la Colombia a ribaltare la situazione, firmando l'1-0 e condannando di fatto la squadra allenata da Aliou Cissé. Il Senegal resta escluso per le sanzioni disciplinari subite: due contro la Polonia (Sane e Gueye), tre contro il Giappone (Salaby, Niang e Ndoye), un altro oggi contro la Colombia (ancora Niang, che dunque sarebbe stato squalificato in caso di ottavi), per un totale sei ammoniti, contro i quattro (il portiere Kawashima, Hasebe, Inui e Makino) dei 'Blue Samurai', che dunque vanno avanti e adesso dovranno affrontare la prima classifica del Gruppo G; in altre parole una big fra Inghilterra e Belgio. Il destino dei nipponici sembra segnato nel Mondiale, ma la storia è stata scritta oggi: nel torneo iridato nessuna squadra, prima di oggi, si era qualificata per una conta dei cartellini
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Gio Giu 28, 2018 9:00 pm



    Mondiali: Colombia agli ottavi

    1-0 al Senegal, decide la rete di Mina






















    (ANSA) - ROMA, 28 GIU - La Colombia batte il Senegal 1-0, nell'ultima partita del girone H, e si qualifica gli ottavi di finale dei mondiali di calcio di Russia 2018. Decide la rete, al 29' della ripresa, di Mina che su calcio d'angolo con uno stacco infila la rete in porta con un colpo di testa.
       
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Gio Giu 28, 2018 9:04 pm



    Mondiali: Belgio primo del girone

    1-0 all'Inghilterra, entrambe le nazionali già agli ottavi
























    (ANSA) - ROMA, 28 GIU - Il Belgio batte l'Inghilterra 1-0 (0-0) e accede agli ottavi dei mondiali di calcio da primo del girone. Le due nazionali, già qualificate matematicamente, si giocavano il primato del gruppo G: i Diavoli rossi chiudono a punteggio pieno, a quota nove, gli inglesi secondi con 6. Decide la splendida rete di Januzaj al 6' della ripresa.
       
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Gio Giu 28, 2018 9:10 pm



    Mondiali: Tunisia batte Panama 2-1

    Nordafricani vincono in rimonta sfida tra eliminate gruppo G




























    (ANSA) - ROMA, 28 GIU - Nella Mordovia Arena di Saransk la Tunisia vince 2-1, in rimonta, la sfida con Panama che metteva di fronte le cenerentole del Gruppo G, dove erano già qualificate agli ottavi Belgio ed Inghilterra. Panama, alla sua prima presenza in una fase finale del Mondiale di calcio, è passata in vantaggio nel primo tempo grazie ad un tiro di José Rodriguez deviato da Meriah. Nella ripresa si concretizza la reazione dei nordafricani, sulla spinta del loro miglior giocatore, Khazri. Suo il passaggio per l'1-1 firmato da Fakhreddine Ben Youssuf, sua il gol del vantaggio al 21'. Nel lunghissimo recupero Panama ha un'ultima occasione su punizione, ma il tiro di Barcenas è lento e centrale.
       
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Gio Giu 28, 2018 10:14 pm

    IL TABELLONE DEGLI OTTAVI DI FINALE


    Ecco come si incontreranno le squadre che hanno passato i gironi.

    sabato 30 giugno 2018

    16:00  Francia vs Argentina  
    20:00  Uruguay vs Portogallo


    domenica 1 luglio 2018

    16:00  Spagna vs Russia  
    20:00  Croazia vs Danimarca


    lunedì 2 luglio 2018

    16:00   Brasile vs Messico  
    20:00   Belgio vs Giappone


    martedì 3 luglio 2018

    16:00   Svezia vs Svizzera
    20:00   Colombia vs Inghilterra


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Sab Giu 30, 2018 4:28 pm



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Giu 30, 2018 4:28 pm

    Francia-Argentina 4-3, super Mbappé e i Bleus volano ai quarti

    A Kazan partita meravigliosa. Sotto per un rigore di Griezmann, la Seleccion ribalta coi gol di Di Maria e Mercado. Poi il controribaltone transalpino grazie alle reti di Pavard e alla doppietta dell'attaccante del Psg. Inutile la rete di Aguero nel recupero

    30 GIUGNO 2018 - KAZAN (RUS)

    Fanno festa Griezmann e Mbappé.

    Il Mondiale, in nostra assenza, riassume la storia d’Italia. Se alla Germania ha regalato una Corea, alla Francia ha offerto un 4-3. Non mitico come quello dell’Italia, ma simbolico perché Kylian Mbappé, un ventenne con moto incorporata, è il personaggio del giorno, probabilmente degli ottavi, magati anche del Mondiale. Il migliore in campo, largamente, è stato un numero 10 che non è Messi: Mbappé ha segnato due gol ma vanta abbondanti diritti anche sul primo, un rigore di Griezmann nato da una sua corsa di 60 metri. A essere stretti: un furto di palcoscenico. Aspetti Messi, arriva Kylian. A voler guardare oltre: un passaggio di consegne simbolico. Nel giorno in cui Leo e Cristiano devono guadagnarsi lo scontro diretto nei quarti, il secondo giocatore più giovane del Mondiale passa e cancella i programmi. Così decisivo da rischiare di nascondere una constatazione non secondaria: questa Francia, finalmente all’altezza delle aspettative, è una squadra da titolo.

    L’ULTIMO MESSI? — La partita è stata bellissima, un classico istantaneo, però ha un profondo fondo di tristezza. Messi ha giocato probabilmente per l’ultima volta con l’Argentina e ha giocato piuttosto male. Ha cominciato cercando la palla per tutto il campo, da 9 più falso che mai, come se non si fidasse dei compagni. Ha continuato da giocatore normale, decisivo solo con un tiro deviato più o meno fortuitamente da Mercado per il 2-1 argentino, nel momento in cui la partita sembrava poter girare verso Buenos Aires. Ha finito con un’accelerazione delle sue, bellissima ma chiusa da un tiro sporco, e con un grande assist per il 4-3 di Aguero al 93’. Certo, l’Argentina intorno a lui, come nel girone, si è dimostrata mediocre, senza corsa e senza campioni, al netto di un gol da supereroe di Di Maria. E Pavon, simbolicamente, è stato uno dei peggiori in campo: mai all’altezza di un ottavo di finale mondiale.

    PARTITA — La Francia comincia meglio e Mbappé strappa una, due, tre volte, come un ciclista che vuole andare in fuga. Dopo undici minuti il 10 blu parte dalla sua metà campo e attraversa il deserto con uno scatto di 60 metri. Vince una gara di velocità con Mascherano – solo che lui ha la palla, l’altro no – e davanti all’area punta Rojo, ultimo difensore rimasto. Quando lo supera sembra una moto in corsia di sorpasso, così Rojo finisce per spingerlo da dietro. Faghani fischia e Griezmann segna un rigore calciato male: 1-0. La Francia per i 20 minuti successivi comanda la partita ma l’Argentina, come nel girone, rimane in qualche modo in vita. Di Maria a cinque dall’intervallo segna un gol bellissimo, un sinistro da una trentina di metri nell’angolo, ed esulta facendo segno: "Huevos". "Abbiamo gli attributi". Sì, Angel, ma anche un po’ di fortuna. Neanche il tempo di tornare dall’intervallo e Mercado fa il 2-1 deviando un tiro di Messi. Quando la partita sembra maledetta, però, la Francia svolta.

    IL MOMENTO DECISIVO— Inizialmente succede tutto un po’ per caso: Lucas Hernandez crossa da sinistra e Pavard, l’altro terzino, fa il gol della vita: esterno destro all’angolo. Poi entra in scena la classe di Mbappé. Kylian segna al 18’ raccogliendo un altro cross di Hernandez: l’Argentina lo lascia libero, lui incrocia col sinistro. Poi porta la Francia sul 4-2 con una rete di passaggi Lloris-Kanté-Griezmann-Matuidi-Giroud-Mbappé chiusa in rapidità, prima che un sudamericano potesse intervenire. È un gol-manifesto: l’Argentina è rimasta ai suoi trentenni, questo è il calcio del 2020.
    Fonte: La Gazzetta dello SPort



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Giu 30, 2018 8:55 pm

    Uruguay-Portogallo 2-1: doppio Cavani, Ronaldo eliminato

    El Matador segna un gol per tempo (e poi si infortuna), la Celeste si guadagna i quarti contro la Francia. CR7 delude, Pepe segna ma Santos esce dal Mondiale

    30 GIUGNO 2018 - SOCHI (RUS)

    Cavani esulta dopo il gol.

    In poche ore vanno in fusione atomica dieci Palloni d’Oro: dopo l’addio a Messi, la Russia saluta anche Cristiano Ronaldo, mai veramente dentro a una partita che l’Uruguay ha non-condotto ma completato e vinto con la spietatezza di Cavani e lo spirito tattico e battagliero di un gruppo di guerrieri che minaccia di arrivare fino in fondo. Il problema, per Tabarez, è che Cavani è uscito malconcio prima del trionfo con un problema al polpaccio sinistro: oggi gli esami, la faccia del Matador era un po’ sconsolata fino al triplice fischio del trionfo, timbrato da due suoi gol strepitosi.

    L’ALTRA GUANCIA — Pronti, via ed emerge Ronaldo (con barbetta da GOAT ben visibile e taglio di capelli freschissimo): è suo il primo tiro in porta della gara, Muslera però para con facilità. Uno pensa che CR7 abbia già messo il turbo e invece è il duo Cavani-Suarez a mettersi veramente in vetrina e a sgommare: parte un contropiede della Celeste che proprio l’attaccante del Psg porta avanti con cambio di campo spettacolare verso Luis; la difesa del Portogallo si piazza serenamente perché c’è il tempo di farlo, linea perfetta a quattro che però viene scombussolata proprio da un cross della punta del Barça che trova alla perfezione Cavani sotto-porta, Guerreiro non chiude perché pensa che la palla sia persa e invece no, il Matador santifica il secondo Ottavo della giornata col secondo gol in 4 partite in questo Mondiale. Colpo di guancia violento del Matador e quasi nell’angolo alto, con Rui Patricio che non si aspetta una scintilla così, immediata e potente. Vantaggio al 7’ e ricomincia un’altra partita.

    LA DIFFERENZA — Il Portogallo schiuma volontà ma CR7 esce dall’anonimato con una punizione (provocata dal duro Bentancur) al limite dell’area: calzoncini alzati, botta, barriera e libera Torreira. L’Uruguay si muove da squadra, il Portogallo si muove e basta. L’Uruguay rientra con tutti a dare una mano, i rossoverdi danno l’idea della compattezza ma con meno mutuo soccorso fra gli uomini. Godin, poi, non lascia passare nulla a tal punto da tirare una testata (senza conseguenze) a Guedes. Insomma, primo tempo in cui il Portogallo non porta a casa nulla a differenza di una Celeste che contempla aiuti e feroci contropiede col duo-assassino, Cavani-Suarez, col secondo che si vede respinta una bella punizione da Rui Patricio. Cristiano? Come tutti i big, sotto di un gol si vuole mettere a fare il salvatore della patria (perché in fondo lo è stato più volte): nel contesto, fa più confusione che altro.

    IL PARI — La ripresa non vede subito cambi ma uno spostamento sì: Santos decide di avanzare Bernardo Silva nel ruolo di seconda punta e arretrare Guedes a esterno sinistro del 4-4-2, mentre Joao Mario si mette largo a destra. Il risultato non lo si vede immediatamente ma un attimo dopo e su calcio piazzato: è il decimo della ripresa, nel frattempo il Portogallo aveva preso campo e iniziative, un cross di Guerreiro viene raccolto di testa da Pepe, assolutamente solo in area. Pareggio portoghese e l’Uruguay paga un arretramento del baricentro troppo evidente.

    LO SPIETATO — Ma c’è sempre il Signor Matador: un lingotto d’oro. L’Uruguay, dopo il pari del Portogallo, riprende fiato e riarma il contropiede: Bentancur la appoggia a Cavani che nemmeno si mette a fermare la palla, la calcia a girare di destro, Rui Patricio rientra nel tunnel dell’orrore perché Quel missile radiocomandato gli entra perfettamente nella porta per il 2-1 della Celeste. Siamo al 17’ del secondo tempo, tutto ancora in gioco ma Cavani è già il migliore in campo con due tiri e due gol: spietato.

    RESISTENZA — Muslera intanto regala un brivido (perde il pallone in presa facile e in mezzo all’area, senza conseguenze) ma quel che poi conta è che Cavani resta vittima di un infortunio al minuto 25’: El Matador viene abbracciato da CR7 e accompagnato fuori dal campo, Tabarez perde il suo killer e infila Stuani mentre Santos (che aveva già provveduto a far entrare Quaresma) piazza il milanista André Silva per l’inutile Guedes. Quaresma e CR7, intanto, riprendono a scuotere i laterali uruguaiani, passati al 4-4-1-1, con Stuani dietro a Suarez e Carlos Sanchez al posto dell’adrenalinico Nandez. È resistenza uruguaiana, nel recupero anche Rui Patricio vola verso la porta per l’ultimo assalto: niente. Uruguay forte forte, Cristiano Ronaldo ammonito e fuori fase. Oltre che fuori da Russia 2018.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Sab Giu 30, 2018 9:22 pm



     Ed ecco qualche immagine del valore aggiunto dell'Argentina: Maradona che ha vinto 2 Mondiali, uno durante la dittatura Videla:Argentina '78, e uno grazie alla mano di Dio :Messico '86 e poi? Poi più nulla, sempre appresso alla Nazionale, come una zavorra, a far figuracce negli spalti di mezzo mondo...


    Bacio all'amuleto,se è sempre quello da 32 anni, possiamo stare tranquilli...


     ..qui si era illuso che l'amuleto funzionasse...

     ... e qui a fine partita dopo, la quarta rete, imita il Tenente Colombo tentando di capire chi è il colpevole.


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Lug 01, 2018 5:44 pm

    Spagna-Russia 4-5 ai rigori: Akinfeev, che miracoli

    Al Luzhniki delirio russo per la clamorosa qualificazione ai quarti. All'autogol di Ignashevich risponde Dzyuba su rigore, non succede più nulla fino ai tiri dal dischetto: il portiere si trasforma in eroe e respinge i tiri di Koke e Iago

    01 LUGLIO 2018 - MOSCA (RUS)

    Il miracolo di Akinfeev sul rigore di Iago.

    Lo hanno messo sul manifesto del Mondiale, il loro miglior giocatore della storia: Lev Yashin, un portiere. Il portiere. Il portiere attuale, Igor Akinfeev, non è mai stato considerato un suo degno erede. Anzi, visto col Cska pareva piuttosto bollito. E invece una mitologica parata di piede sull’ultimo rigore spagnolo (Aspas) porta i russi ai quarti di finale, e manda a casa un’altra grande, o presunta tale. Akinfeev para due rigori (prima, dice no a Koke), i russi non ne sbagliano nessuno, dopo aver retto per 120 minuti di puro e encomiabile sforzo difensivo.

    RESISTENZA — Con le ritirate e la resistenza qui hanno respinto armate ben più agguerrite di quella di Hierro, lenta: compassata, un po’ superba. Soprattutto lenta, come se si muovesse in 50 centimetri di neve, e non sull’erba del Luzhniki. Le prendono tutte, i difensori: Mario Fernandes super, ma pure gli altri... Creare occasioni, o presunte tali, resta un compito del solo Golovin, che pure si sbatte, dimostrando di avere qualità, e soprattutto che non si risparmia quando c’è da coprire (quasi sempre). Vanno avanti i russi, va a casa la Spagna, che aveva cominciato male la spedizione (via Lopetegui) e che nei 120’ (ah, ai supplementari ha debuttato il 4° cambio al Mondiale, ne hanno usufruito entrambi i c.t.) non fa nulla per meritarsi il pass.

    TIRARE MAI — Novanta minuti che sono sembrati una lunghissima esercitazione di attacco contro difesa, di quelle in cui però non puoi puntare mai verso la porta (erano in punizione, gli spagnoli?). O, meglio ancora, una gara di pallamano, con la Russia tutta chiusa a protezione della sua area e la Spagna a farla girare per vie esterne, senza trovare mai un buco. Senza nemmeno provare a trovarlo, in realtà. La prima vera parata di Akinfeev arriva al minuto 85, su un tiro del subentrante Iniesta: è doppia, para anche sul tap-in di Aspas. Ma è l’unica, in fondo, prima dei supplementari, quando se ne aggiungono due ordinarie e un paio vere su Rodrigo.

    VANTAGGIO — Era la madre di tutte le partite per la “grande madre” Russia: Cherchesov fa capire come la imposterà sin dalla formazione. Un centrale difensivo in più, Cheryshev in panchina (entrerà), Golovin a svariare, partendo da sinistra, dietro a Dzyuba. Il progetto è chiaro: difendersi. Le cose si complicano subito, perché non serve nemmeno un tiro in porta alla Spagna per fare gol: punizione da destra di Asensio, palla sul secondo palo dove è in corso un match di wrestling fra Ramos e Ignashevich. Il quasi 39enne russo non guarda nemmeno la palla mentre è occupato a tirar giù il madridista, la palla gli rimbalza sul piede e va in porta.

    SPRECO — A quel punto la Spagna si trova su un piano inclinato che dovrebbe farla scivolare verso i quarti, ma invece la squadra di Hierro, che ha “panchinato” Iniesta, si mette a fare un lento e conservativo possesso palla. I russi aspettano e restano in partita: ci tornano definitivamente al 40’, quando sul corner di Samedov Dzyuba colpisce (male) di testa, trovando la mano alzata di Piqué. Anche se il difensore è girato di spalle, è rigore. Dzyuba trasforma, il Luzhniki ribolle al suo saluto militare: 1-1, tutto da rifare. Tutti di nuovo dietro, a cercare l’impresa, o un contropiede mai ben orchestrato. L’impresa arriva: sarà una lunga notte, a Mosca.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Dom Lug 01, 2018 9:12 pm



    Mondiali: Danimarca perde ai rigori, Croazia ai quarti

    Botta e risposta Jorgensen-Mandzukic






    La Croazia si qualifica ai quarti di finale del Mondiale 2018 battendo la Danimarca 4-3 agli ottavi dopo i calci di rigore. I tempi regolamentari si erano chiusi sull'1-1, nessuna rete nel supplementare e quindi le due squadre sono andate al dischetto. Ai quarti i croati affronteranno la Russia sabato prossimo a Sochi
    Croazia e Danimarca si disputeranno ai rigori la qualificazione ai quarti dei Mondiali 2018. Dopo che i tempi regolamentari erano terminati 1-1, Modric ha sprecato un rigore per i croati al 116' e così i supplementari si sono chiusi senza reti. Serviranno dunque i tiri dal dischetto, così come in Russia-Spagna


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Lug 02, 2018 8:54 am


    Mondiale 2018 Russia, le partite di oggi

    Terza giornata di ottavi di finale in Russia, in campo altre due big della competizione. Da una parte il Brasile, alle 16, che affronterà l'insidioso Messico; dall'altra il Belgio, alle 20, che si giocherà l'accesso ai quarti contro il Giappone

    BRASILE-MESSICO ore 16
    Brasile-Messico si presenta come una classica dei Mondiali. Le due nazionali si sono infatti incontrate ben quattro volte nella grande competizione, che diventeranno cinque con la sfida di oggi valida per gli ottavi di finale (in campo alle 16.00 alla Samara Arena). Diverso il percorso con cui la squadra di Tite e quella di Osorio sono arrivate alla fase a eliminazione diretta in Russia. Da una parte i verdeoro, che sono stati capaci di crescere nel corso delle prime tre gare del torneo: l’1-1 all’esordio contro la Svizzera ha portato a due vittorie, la prima sofferta, contro Costa Rica, la seconda più netta, contro la Serbia. Dall’altra il Tricolor, che ha stupito nelle prime due uscite del girone (battute sia Germania che Corea del Sud), salvo poi sciogliersi nella terza gara contro la Svezia, perdendo con un largo 3-0, risultato che ha sancito il secondo posto in classifica. Visti gli atteggiamenti tattici delle due squadre, ci si attende una gara viva e ricca di emozioni. I precedenti, ben 40, dicono di un netto dominio brasiliano (23 vittorie), con il Messico che non ha neppure mai segnato un gol negli ultimi quattro scontri diretti. Dalla parte della nazionale di Tite anche i dati storici relativi al Mondiale: dal 1990 i verdeoro sono infatti sempre arrivati almeno ai quarti di finale della competizione.

    Brasile-Messico si gioca alle alla Samara Arena, calcio d’inizio alle ore 16.00 italiane

    BELGIO-GIAPPONE ore 20
    Contrariamente a quanto detto per Brasile-Messico, Belgio e Giappone si sono incontrate solo poche volte nella loro storia. E il quadro dei risultati è sorprendente: salvo l’amichevole disputata lo scorso novembre, i giapponesi non hanno mai perso. Unico precedente al Mondiale nel 2002, quando la sfida finì 2-2. Negli ottavi di finale di Russia, però, l’impressione è che la storia potrebbe essere differente: i Diavoli Rossi arrivano infatti alla prima sfida a eliminazione diretta (in campo alle 20 alla Rostov Arena) in grandissima forma, reduci da 9 punti in tre gare nel girone. La squadra di Martinez, trascinata dai gol di Romelu Lukaku, è stata tra le più convincenti delle big del Torneo e punta al bottino grosso. La nazionale di Nishino è invece a caccia dell’impresa: passato il turno grazie al fair play (il minor numero di ammonizioni ha permesso al Giappone di stare davanti al Senegal), Kagawa e compagni proveranno a mostrare i muscoli come fatto contro Colombia e, appunto, Senegal. Da dimenticare in fretta il KO all’ultima giornata del girone contro la Polonia già eliminata.

    Belgio-Giappone si gioca alla Rostov Arena, calcio d’inizio alle ore 20.00 italiane
    Fonte: Sky.Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Lun Lug 02, 2018 9:00 pm


    Mondiali: Brasile Messico 2-0. Neymar non sbaglia e Selecao vola ai quarti

    Gol e assist star Psg, non bastano parate Ochoa: Verde-oro ai quarti




    Con le reti di Neymar e Firmino il Brasile ha battuto 2-0 il Messico e si è qualificato ai quarti del Mondiale in Russia, al termine della partita giocata a Samara. Il prossimo avversario uscirà dalla vincente di Belgio-Giappone di questa sera, che il Brasile affronterà venerdì 6 luglio a Kazan (ore 20)

    La strage delle favorite si ferma a Samara. Il Brasile di O Ney vola nei quarti dopo avere debellato con pazienza, intelligenza e talento l'ostinata caparbietà di un diligente Messico. A salire in cattedra è il geniale Neymar, l'uomo giusto al posto giusto: segna un gol da centravanti d'area e regala l'assist del raddoppio a Firmino. Accanto a lui migliore in campo è Willian che convince gli scettici con una prestazione continua: i suoi strappi minano la sicurezza della rocciosa difesa messicana. Fuori Germania, Argentina e Spagna, sono i brasiliani a rappresentare la tradizione e la continuità mentre Russia 2018 si conferma il trionfo del Psg: dopo Cavani e Mbappè anche Neymar diventa grande protagonista e può aspirare, se proseguirà a dare spettacolo, anche al Pallone d'Oro.

     
    E' un Brasile calibrato quello impostato da Tite: Miranda e Thiago Silva blindano la difesa anche per il robusto lavoro di Casemiro (che salterà i quarti per squalifica) e Paulinho. Alisson viene chiamato in causa raramente. Diligenti ma non esaltanti gli esterni bassi, poi quando cambiano passo a fare la differenza sono gli uomini d'attacco: la freccia Willian, il talentuoso Coutinho e soprattutto il numero 1 Neymar, che trova giocate sopraffine, assist e conclusioni spettacolari. Peccato per la sceneggiata sul pestone di Layun, non degno della sua statura di fuoriclasse. Il raddoppio nel finale con Firmino, subentrato a Gabriel Jesus, meno continuo dei suoi compagni di reparto. Il Messico tiene botta per un tempo grazie alle parate di Ochoa, poi si arrende alla superiore qualità dei brasiliani. Ottima la direzione di Rocchi, fra i migliori in campo. Caldo asfissiante e spettacolo di suoni e colori tra le due tifoserie a Samara. Si aspetta un monologo ragionato del Brasile ed e' invece il Messico a mostrarsi più spigliato. Neymar è in una morsa tra Alvarez e Ayala, le due squadre si schierano a specchio (4-1-4-1) con Casemiro e il 39/enne Rafa Marquez a protezione di difese munite.

    Il Messico sembra più simile alla squadra che ha dominato la Germania rispetto a quella che ha perso con la Svezia. Il pressing è asfissiante, con Herrera e Guardado che raddoppiano su tutti gli avversari mentre Lozano e Vela impensieriscono i due esterni Fagner e Felipe Luis. Per 20' il Brasile sonnecchia sornione con i suoi lucidi strateghi di centrocampo Casemiro e Paulinho che chiudono i varchi mentre Henandez viene contenuto da Miranda e Thiago Silva. Ma quando il tricolor prende fiato il Brasile sciorina scampoli del suo repertorio per palati fini. Neymar si scatena al 25' lasciando sul posto i suoi due guardiani, ma Ochoa si oppone bene, in un replay della sfida scintillante ai mondiali 2014. Al 27' si vede Coutinho, ma tira alto. Piu' ficcante la doppia conclusione al 27' di Gabriel Jesus e Coutinho, ma il portiere non si fa sorprendere. Poi la gara diventa piu' robusta e Rocchi ammonisce Alvarez e Filipe Luis per interventi spigolosi sulle due stelle Neymar e Lozano. Nella ripresa il Messico accusa la stanchezza e il Brasile cambia passo. Coutinho al 3' costringe Ochoa in angolo, poi dopo un tiro alto di Gallardo c'è la svolta al 7'.

     
    Tacco di Neymar per William che finta il cross e avanza da solo facendo fuori la difesa. Cross da manuale che oltrepassa Gabriel Jesus ma non Neymar che in scivolata insacca. Il Messico schiuma rabbia, ma in contropiede il Brasile diventa più pericoloso: al 14' grande azione e bomba di Paulinho, respinto. Intermezzo di Vela, il cui tiro viene deviato in angolo da Alisson, poi al 18' azione sontuosa di William: accelerata portentosa e gran tiro che Ochoa alza in angolo. Poi c'è un pestone fuori campo di Layun su Neymar a terra: il brasiliano si contorce dal dolore, ma Rocchi dopo consultazione Var fa proseguire. Serie di cambi, ma la qualita' della rosa fa ancora la differenza: Tite inserisce Fernandinho per Casimiro e Firmino per Coutinho. Al 43' il sigillo alla qualificazione: Fernandinho intercetta un pallone e lancia Neymar sulla sinistra. Tiro cross che Ochoa devia leggermente di piedi, ma Firmino spinge in rete per il tripudio dei tifosi. Il Messico esce a testa alta, il Brasile meritatamente avanza verso i quarti (troverà Belgio o Giappone) con tutti gli ingredienti per risultare protagonista

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Lun Lug 02, 2018 9:03 pm





    Mondiali: Giappone perde 3-2 Chadli porta il Belgio ai quarti

    I Diavoli Rossi affronteranno il Brasile venerdì sera a Kazan




    Incredibile match alla Rostov Arena per gli ottavi di finale dei Mondiali in Russia che vede il Belgio spuntarla 3-2 sul Giappone all'ultimo respiro. I nipponici vanno avanti a sorpresa 2-0 grazie ai gol di Haraguchi (3' st) e Inui (7' st), ma peccano di esperienza e si fanno raggiungere dai gol di Vertonghen (24' st) e Fellaini (29' st). A portare ai quarti il Belgio ci pensa all'ultimo minuto di recupero Chadli che chiude un micidiale contropiede avviato da de Bruyne. Ad attendere Hazard e compagni ai quarti di finale ci sarà il Brasile 
     

    Vertonghen al 69' riapre la partita con un fortunoso colpo di testa


    Ripresa all'assalto per i Blu Samurai che segnano due gol in 4 minuti: al 48' Haraguchi

    e Inui al al 52'


       


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Mer Lug 04, 2018 11:45 am

    Svezia-Svizzera 1-0, Forsberg manda gli scandinavi ai quarti



    Il numero 10 segna nella ripresa (con deviazione decisiva di Akanji) il gol vittoria che elimina la Nazionale di Petkovic. Ai quarti contro l'Inghilterra





    Cantano e ballano i tifosi in maglia gialla: non sono numerosi quanto i brasiliani che avevano invaso San Pietroburgo qualche giorno fa, ma si fanno sentire e ne hanno tutte le ragioni: la Svezia continua la sua corsa, approda ai quarti del Mondiale dopo aver aperto un partita chiusa a chiave dall'inizio. E stavolta l'eroe è Forsberg, che ha portato in vantaggio gli scandinavi al 21' del secondo tempo e ha avuto anche il merito di sigillare il risultato respingendo sulla linea un tiro deviato da Lustig. È uscito acciaccato dopo aver fatto tutto quello che poteva fare per trascinare i suoi dove nessuno avrebbe mai immaginato. Nessuno tranne il c.t. Andersson, che alla vigilia aveva detto "continuino pure a sottovalutarci se vogliono, noi abbiamo un piano preciso e lo seguiremo".
    TIMIDEZZA — La Svizzera ha tenuto palla, ha lavorato a centrocampo, ma ha concluso pochissimo. Gli errori tecnici, anche gravi, non sono mancati, e la Svezia ha avuto più spirito e più gambe: continuamente anticipati dagli svedesi, gli uomini di fantasia della Svizzera sono stati inefficaci. Solo Embolo nel finale ha portato un po' di vivacità, mettendola sul fisico con i centraloni nordici. La squadra di Petkovic, schierata con un 4-2-3-1 dove un po' a sorpresa il posto di centravanti è stato riservato a Drmic, con Seferovic a lungo in panchina, ha preso in mano quasi subito la gara, con percentuali di possesso palla altissime, ma senza creare nessuna vera occasione da gol. È lo svizzero Zuber il primo a tirare in porta dopo una decina di minuti, ma la vera chance capita al 29' a Berg, che si inserisce bene fra i difensori svizzeri prima di sprecare malamente il cross perfetto di Claesson. La partita va avanti a ritmi bassi, la Svizzera pare aver paura, la Svezia aspetta. Nel secondo tempo il copione non cambia, fino a quando Forsberg, con una bella combinazione con Toivonen, porta in vantaggio i suoi (con la decisiva deviazione di Akanji). È il 21' del secondo tempo: Petkovic capisce che deve cambiare qualcosa, toglie due centrocampisti, Zuber e Dzemaili, e inserisce Seferovic e Embolo, che quando riesce a superare la cerniera centrale svedese trova persino Forsberg sulla sua strada. Nel recupero c'è tempo per un fallo di Lang su Olsson che correva ormai in campo aperto verso la porta di Sommer: Skomina assegna il rigore ed espelle lo svizzero. La Var però interviene e corregge l'arbitro slovacco, ok il rosso ma il fallo era arrivato fuori area. È punizione dal limite: Toivonen tira forte ma centrale e Sommer sventa il 2-0 che saprebbe di beffa, ma è una beffa anche così. Svizzeri a casa, Svezia ai quarti.

    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Mer Lug 04, 2018 11:50 am

    MONDIALI 2018

    Colombia-Inghilterra 4-5 ai rigori, ai quarti Kane sfiderà la Svezia



    Allo Spartak Stadium il capitano dei Leoni la sblocca su rigore ma al 93' arriva il pari del solito Mina. Dal dischetto britannici più precisi: Bacca sbaglia il quinto, Dier no e i Cafeteros vanno fuori



    Una traversa interna li aveva rispediti a terra, una traversa interna li manda ai quarti. E da lì chissà, magari davvero il calcio può tornare a casa, come dicono loro. L’Inghilterra supera l’ostacolo Colombia ai rigori: aveva controllato fino al 90’, era stata ripresa nel recupero, da un colpo di testa di Mina che Trippier non è riuscito a spedire fuori (traversa interna). Era andata sotto ai rigori (per la super parata di Ospina su Henderson), subito dopo la traversa interna (e palla fuori) di Uribe l’ha riportata in vita. Pickford (respinta su Bacca) e Dier hanno chiuso i conti. Gara di nervi e tensione, allo Spartak di Mosca: botte, simulazioni, falli, proteste e mosse tattiche. I Leoni sono squadra, Southgate ha idee, hanno evitato la beffa e la cosa li rende più forti. La Colombia esce a testa alta: senza la sua stella James Rodriguez (k.o. e nemmeno in panchina), con Falcao annullato, ha fatto comunque paura.


    Come rispondi a un uragano? Ci vuole almeno un fulmine, e poi un tuono. Il fulmine arriva al minuto 92, ed è il tiro di Uribe, improvviso, da 25 metri. Pickford fa un miracolo. Il tuono arriva al 93’, ed è il suono dei colombiani in curva, al terzo gol nel torneo di Yerri Mina: il centralone sul corner di Cuadrado salta in testa a Maguire e schiaccia: Trippier tocca sulla linea, ma la palla va dentro. All’ultimo assalto, la Colombia trova il pari. Cambiasso (assistente) e James esultano, in tribuna, la curva impazzisce: erano fuori. L’uragano, l’episodio che sembrava decisivo, era arrivato dopo 10’ del secondo tempo, quando sempre su un corner Carlos Sanchez (che già aveva complicato non poco il cammino della Colombia facendosi cacciare contro il Giappone, al 3' della prima) trattiene e manda a terra Kane: rigore. L’Uragano Kane non tradisce, tira centrale, Ospina spiazzato non ci arriva col piede (alla Akinfeev), è 1-0, è il sesto gol per il centravanti del Tottenham. Sono due flash di una gara nervosa, dove i cartellini sono più delle occasioni, che cambia padrone quando sembrava finita. Che alla fine torna in mani inglesi.

    RISORGERE NON BASTA — Non ripete Brasile 2014, la Colombia. Senza Rodriguez, è più dura. James non ce la fa, va in tribuna: con Falcao c’è Cuadrado, ad ispirarli Quintero. O almeno, quello dovrebbe fare, ma i colombiani faticano a costruire, la difesa a tre di Southgate non corre pericoli per 45’ (un tiro centrale dell’ex Pescara è l’unica conclusione). Quando vanno sotto, poi, i Cafeteros per un quarto d’ora buono perdono la testa (complice la mezza rissa post-rigore). Quando provano finalmente a rispondere tre-quarti di partita sono andati. L’occasione migliore capita sui piedi di Cuadrado, in contropiede all’81’ (Bacca, subentrato, ruba palla a Walker), ma lo juventino da buona posizione non trova la porta. Non è finita, però, i cambi di Pekerman danno la scossa, nel finale. Nei 30’ supplementari, 15’ sulle ali dell’euforia, 15’ di sofferenza. Poi a casa, via rigori.
    I LEONI — L’Inghilterra parte meglio, sfonda con Trippier che quasi trova Kane, al 15’ sul secondo palo. E quasi trova la porta, su punizione, al 42’. A centrocampo è tornato Alli, ma i suoi inserimenti si vedono poco. Ci prova un po’ più spesso Sterling, che con la sua velocità sembra mettere in difficoltà i centrali colombiani. Non durerà molto, i Leoni non costruiranno tanto di più, se non un contropiede su cui Lingard è chiuso all’ultimo. Ma sembrano impermeabili, prima del temporale del recupero. L’ingresso di Vardy trasforma Kane in un 10, l’occasione svanita li paralizza per almeno un supplementare, poi Vardy, Rose e Kane (di testa) vanno vicini al gol-qualificazione. Lo mancano, ma Dier non mancherà di punire su rigore. La strada è lunga, per portare "home" il football. Ma continua.


    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Mer Lug 04, 2018 11:56 am

    MONDIALI 2018



    Il Tabellone dei quarti





    L'Inghilterra rompe la «storica» maledizione che la vedeva sempre sconfitta ai calci di rigore e, battendo la Colombia, si qualifica ai quarti di finale di Russia 2018.

    Delineato dunque il quadro: da un lato del tabellone Uruguay-Francia e Brasile-Belgio, dall'altro Croazia-Russia e Inghilterra-Svezia.

    Francesi, brasiliani, croati e inglesi sembrano i favoriti ad accedere alle semifinali, ma il Mondiale fin qui ha regalato diverse sorprese.



    N.B. Gli orari sul tabellone sono in orario locale: per l'Italia va considerata un'ora in meno


    Fonte: L'Arena.it


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Frau Blucher il Mer Lug 04, 2018 2:52 pm

    Kim Winchester ha scritto:

    Svezia-Svizzera 1-0, Forsberg manda gli scandinavi ai quarti





    Il numero 10 segna nella ripresa (con deviazione decisiva di Akanji) il gol vittoria che elimina la Nazionale di Petkovic. Ai quarti contro l'Inghilterra





    Cantano e ballano i tifosi in maglia gialla: non sono numerosi quanto i brasiliani che avevano invaso San Pietroburgo qualche giorno fa, ma si fanno sentire e ne hanno tutte le ragioni: la Svezia continua la sua corsa, approda ai quarti del Mondiale dopo aver aperto un partita chiusa a chiave dall'inizio. E stavolta l'eroe è Forsberg, che ha portato in vantaggio gli scandinavi al 21' del secondo tempo e ha avuto anche il merito di sigillare il risultato respingendo sulla linea un tiro deviato da Lustig. È uscito acciaccato dopo aver fatto tutto quello che poteva fare per trascinare i suoi dove nessuno avrebbe mai immaginato. Nessuno tranne il c.t. Andersson, che alla vigilia aveva detto "continuino pure a sottovalutarci se vogliono, noi abbiamo un piano preciso e lo seguiremo".
    TIMIDEZZA — La Svizzera ha tenuto palla, ha lavorato a centrocampo, ma ha concluso pochissimo. Gli errori tecnici, anche gravi, non sono mancati, e la Svezia ha avuto più spirito e più gambe: continuamente anticipati dagli svedesi, gli uomini di fantasia della Svizzera sono stati inefficaci. Solo Embolo nel finale ha portato un po' di vivacità, mettendola sul fisico con i centraloni nordici. La squadra di Petkovic, schierata con un 4-2-3-1 dove un po' a sorpresa il posto di centravanti è stato riservato a Drmic, con Seferovic a lungo in panchina, ha preso in mano quasi subito la gara, con percentuali di possesso palla altissime, ma senza creare nessuna vera occasione da gol. È lo svizzero Zuber il primo a tirare in porta dopo una decina di minuti, ma la vera chance capita al 29' a Berg, che si inserisce bene fra i difensori svizzeri prima di sprecare malamente il cross perfetto di Claesson. La partita va avanti a ritmi bassi, la Svizzera pare aver paura, la Svezia aspetta. Nel secondo tempo il copione non cambia, fino a quando Forsberg, con una bella combinazione con Toivonen, porta in vantaggio i suoi (con la decisiva deviazione di Akanji). È il 21' del secondo tempo: Petkovic capisce che deve cambiare qualcosa, toglie due centrocampisti, Zuber e Dzemaili, e inserisce Seferovic e Embolo, che quando riesce a superare la cerniera centrale svedese trova persino Forsberg sulla sua strada. Nel recupero c'è tempo per un fallo di Lang su Olsson che correva ormai in campo aperto verso la porta di Sommer: Skomina assegna il rigore ed espelle lo svizzero. La Var però interviene e corregge l'arbitro slovacco, ok il rosso ma il fallo era arrivato fuori area. È punizione dal limite: Toivonen tira forte ma centrale e Sommer sventa il 2-0 che saprebbe di beffa, ma è una beffa anche così. Svizzeri a casa, Svezia ai quarti.

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Ven Lug 06, 2018 8:10 pm




    Mondiali: papera Muslera e Uruguay a casa, Francia vola - FOTO

    Dopo gol Varane errore portiere, Griezmann 2-0 ed è semifinale




    Un chirurgico colpo di testa di Varane e una papera mondiale di Muslera (alla Karius) su conclusione secca di Griezmann proiettano la Francia alla prima semifinale dopo 12 anni e mandano a casa l'Uruguay del maestro Tabarez, inconcludente in attacco senza l'infortunato Cavani. Si qualifica la squadra più forte, rodata, amalgamata nei reparti, con una rosa ampia e titolata. Dopo lo spettacolo offerto contro l'Argentina ci vuole una gara accorta contro la rocciosa formazione uruguagia, con ripartenze improvvise. Griezmann colpisce all'improvviso (ed è decisivo anche sulla punizione del primo gol) mentre Mbappè viene guardato in cagnesco, trova un Laxalt ringhioso e si segnala per una sceneggiata che genera una rissa gigantesca. La Francia si impone per la qualità del centrocampo: il lavoro oscuro di Kantè, la continuità di Tolisso, la classe di Pogba. E dietro ci sono Nzonzi e lo squalificato Matuidi. In difesa Lloris è impeccabile, la coppia Varane-Umtiti è sempre più affidabile.

     L'Uruguay è intraprendente, si difende bene, ma senza Cavani Suarez e' prigioniero dei suoi demoni. Si esalta solo litigando con gli avversari, e il resto della rosa a disposizione non e' all'altezza. Il colpo di grazia lo dà Muslera tagliando le gambe ai suoi compagni. Ora in semifinale la Francia di Deschamps (che allontana l'ombra di Zidane) se la vedrà con la vincente di Brasile-Belgio, sarà una sorta di finale anticipata. Le praterie argentine sono un ricordo leggendario. La nuova realtà, per i quarti della Francia nel fresco di Nizhny Novgorod, è la linea Maginot uruguagia, dove non passa un moscerino. Manca Cavani e la banda super atletica del maestro Tabarez mostra i muscoli con una formazione molto italiana (Caceres, Laxalt, Betancourt, Vecino, Torreira e l'ex Muslera). Ringhiano Suarez e compagni, confermandosi la più europea come mentalità e tattica delle squadre sudamericane. C'è tanto Atletico Madrid in campo: l'inossidabile coppia centrale Godin-Gimenez, dall'altra parte l'utile Hernandez e il gioiello Griezmann. La Francia si compiace della sua superiorità tecnica e muove le carte con circospezione, tanto che la prima conclusione reale è il gol che la porta in vantaggio al 40'. Mbappè viene triplicato e il primo ostacolo, Laxalt, sa farsi valere ed è velocissimo. Kantè e Torreira governano le truppe appena fuori delle rispettive difese.

     Al 13' Godin di testa viene respinto da Lloris, poi Mbappe' è solo in area ma di testa manda alto. I gialli di Hernandez e Betancourt dimostrano l'animosità in campo, poi Vecino al 35' si libera e tira ma Lloris fa buona guardia. Per sbloccare la gara ci vuole un espediente. Punizione laterale di Griezmann al 40' con una finta che fa partire a vuoto il blocco difensivo, poi calcia e trova la spizzata di testa di Varane che si insacca all'angolino. Una doppia prodezza che scatena l'Uruguay. Al 43' situazione gemella: punizione da fuori, Caceres colpisce bene e Lloris si tuffa togliendo la palla dall'angolino bassa alla destra della sua porta. Interviene Godis che spara alto. La Francia nella ripresa prova a chiudere il conto, alzando il baricentro ma il pericolo viene da un'incertezza di Muslera che si fa quasi rubare il pallone di Griezmann, senza esito. Sono le prove generali del pastrocchio che chiude la gara. Al 16' Pogba ruba palla a centrocampo e trova gli avversari sbilanciati, apertura a Tolisso che serve Griezmann. Il piccolo principe tira da fermo una botta ad effetto che sembra senza pretese. Muslera respinge goffamente a mani aperte, il pallone si impenna e finisce dentro. Un harakiri che disorienta gli uruguayani, rassicura i francesi che si concedono qualche giocata irridente. E' il più giovane ad esibirsi a centrocampo in un tacco dal sapore beffardo, poi in un contrasto con Rodriguez rotola a terra alla Neymar contorcendosi dal dolore. Nasce una rissa gigantesca che Pitana seda con un pilatesco doppio giallo. I tanti cambi non producono scossoni, la Francia controlla, l'Uruguay non ha la forza per impensierire la munita difesa avversaria. Ora, contro Belgio o Brasile, sarà una semifinale indimenticabile.
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Ven Lug 06, 2018 8:18 pm














    Bye Bye Brasil


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Ven Lug 06, 2018 9:23 pm


    Mondiali: il Brasile perde 2-1, il Belgio in semifinale

    Hazard illumina, de Bruyne segna: ora in semifinale la Francia






    Anche il Brasile saluta i mondiali di Russia. Il Belgio mette a segno l'impresa battendo 2-1 la Selecao e si è guadagnato la promozione alla semifinale del Mondiale, al termine della partita giocata a Kazan. Il Belgio affronterà la Francia, martedì 10 luglio a San Pietroburgo (ore 20). Il Belgio in semifinale affronta la Francia che ha battuto nel pomeriggio l'Uruguay.la


    LA PARTITA - Il Belgio fa il Brasile, e anche l'ultima delle grandi favorite saluta i mondiali di Russia. Il torneo delle sorprese aveva ancora in serbo qualche altra eliminazione eccellente: cade infatti la Selecao delle star, battuta dalla generazione d'oro della nazionale allenata da Martinez che con Hazard e De Bruyne fa scomparire Neymar e dopo 32 anni ritrova una semifinale mondiale. Finisce 2-1 a Kazan, risultato che determina anche un altro dato: ora il mondiale è un affare solo per squadre europee. E il Belgio tra queste adesso si presenta davvero con credenziali da big, perché i Diavoli rossi hanno trovato col Brasile un equilibrio perfetto tra una difesa compatta e micidiali ripartenze. Decisivo il gol di De Bruyne che unito all'autogol iniziale di Fernandinho assicura la vittoria del Belgio.
     
    Il Brasile stordito e con un Neymar praticamente inesistente riaprono la gara con la rete di Augusto al 31' del secondo tempo. Ma non basta per salvarsi dalla debacle, perché a rafforzare le certezze dei belgi ci si mette anche un monumentale Courtois, vero totem tra i pali. Tite parte con il consueto 4-2-3-1 usato contro il Messico salvo per lo squalificato Casemiro, sostituito da Fernandinho, e il ritorno di Marcelo sulla fascia sinistra. Dopo il ko sfiorato con il Giappone, Martinez decide di rinforzare la difesa, barattando il consueto 3-4-2 con un 4-3-2: Meunier si reinventa terzino destro, dando manforte a Alderweireld, Kompany e Vertonghen. De Bruyne si sposta in avanti, formando un tridente di attacco con Hazard e Lukaku. Mentre Fellaini, co-artefice della grande rimonta con i blu samurai, sostituisce Mertens nel ruolo di titolare. Il Brasile esordisce in maniera propositiva, attaccando molto. Tuttavia, Neymar and Co. faticano a trovare spazi e non riescono mai a essere veramente pericolosi, a parte un palo di Thiago Silva. Invece, il Belgio si rivela pericolosissimo in contropiede, con Lukaku, Hazard e De Bruyne sempre pronti a scattare verso una sguarnita metà campo carioca.
     
     Al 13' su calcio d'angolo, il salto scomposto di Fernandinho confonde Allisson e manda in rete il pallone. È 1-0 per i Diavoli. Il Brasile non si perde d'animo e continua ad attaccare ma le conclusioni di Coutinho vengono facilmente parate da Courtois. Al 31' arriva il raddoppio del Belgio quando in contropiede Lukaku apre per De Bruyne che, incontrastato piazza un destro imparabile per Allison, portando il Belgio in vantaggio di due punti. Nel secondo tempo il Brasile si gioca il tutto per tutto, passando a un super offensivo 4-2-4 con Firmino al posto di Willian. I belgi faticano e non trovano più le occasioni per ripartire. Ma la loro difesa regge bene e neppure l'inserimento di Douglas Costa sblocca la situazione.

    Fino a quando Augusto, entrato da pochi minuti in sostituzione a Paulinho si ricava uno spazio tra i difensori belgi e la mette di testa. Ora i brasiliani si sentono di nuovo in partita e partono alla riscossa. Le occasioni si moltiplicano per i verdeoro, che mettono in seria difficoltà la difesa dei Diavoli. Tant'è che Martinez decide di ritirare Chadli rimpiazzandolo con Vermaelen portando a cinque la difesa. Nei minuti di recupero il Brasile continua a crederci ma arriva inesorabile il fischio dell'arbitro. Il Belgio raggiunge per la prima volta la semifinale dal 1986. Prossima destinazione San Pietroburgo e un avversario che fa già paura, la Francia.

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Ven Lug 06, 2018 9:39 pm



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Ven Lug 06, 2018 9:52 pm

    Il vero tifoso, che non abbandona la squadra nei momenti di difficoltà...



    Pier Silvio Berlusconi: “Milan? Non farò l’abbonamento”
    Il figlio dell’ex Presidente del Milan, Pier Silvio Berlusconi, ha detto la sua sulla situazione societaria ed economica dei rossoneri
    Al termine della presentazione dei nuovi palinsesti Mediaset a Montecarlo, come riporta l’ANSA, Pier Silvio Berlusconi ha voluto dire la sua sul Milan, rivelando di non essere a conoscenza della situazione finanziaria del club rossonero, ma augurandosi, al contempo, che la società possa ritrovare la serenità economica e societaria per poter tornare a competere in Italia e in Europa. Berlusconi junior ha poi aggiunto che non ha intenzione di fare l’abbonamento al Milan per la prossima stagione nonostante la sua nota passione per i colori rossoneri.
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Ven Lug 06, 2018 10:02 pm

    annika ha scritto:
    risata risata risata risata risata risata

    A me non piace mai molto il gioco del Brasile, ma quest'anno ha fatto proprio un gioco povero! 
    Meritava di uscire!


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Sab Lug 07, 2018 9:44 pm



    Russia-Croazia 5-6, i rigori portano i Modric & c. in semifinale

    Dopo il botta e risposta Cheryshev-Kramaric del primo tempo, anche ai supplementari un gol per parte, di Vida e Mario Fernandes. Dal dischetto i più precisi sono Modric & c.: mercoledì a Mosca alle 20 sfida a Kane e Alli



    La botta di Vida al 100' non era bastata ad abbattere questa grande Russia, capace di rimontare e portare anche la Croazia, dopo la Spagna, ai rigori. Ma stavolta super Akinfeev si è fermato ad un solo rigore parato, i suoi compagni ne hanno sbagliato due e Rakitic alla fine ha mandato in estasi il popolo croato, proprio come agli ottavi contro la Danimarca. In Paradiso - ovvero in semifinale, mercoledì 11 alle 20 a Mosca contro l'Inghilterra - ci va la Croazia di Dalic, alla Russia di Cherchesov restano gli applausi per un super Mondiale.
    BOTTA E RISPOSTA — L'inizio è tutto della Croazia che domina a metà campo col solito possesso palla ipnotico e prova con varia fortuna qualche improvvisa verticalizzazione. I russi si affidano ai "lanci della speranza" per il gigante Dzyuba ma per lo più stanno rintanati ad aspettare per ripartire. Il leit motiv del match viene squassato dalla magia di Cheryshev che s'inventa un gol da favola al 31': parte da sinistra, s'accentra, relega Dzyuba a ruolo di sponda e quando riceve palla rientra e scarica di sinistro. Subasic guarda (solo quello può fare), mentre l'Olimpico Fist esplode in un boato esagerato. La Croazia pare in bambola, Mario Fernandes imperversa sulla destra manco fosse il Cafu dei bei tempi, poi però su una ripartenza veloce dei croati (strano ma vero, e infatti Cherchesov s'infuria coi suoi), Mandzukic va di assist e Kramaric irrompe di testa per l'1-1 con cui si chiude il primo tempo.


    CROAZIA E SBADIGLI — La ripresa comincia come il primo tempo, Golovin e compagni indietro, la squadra di Dalic a spingere. E così al quarto d'ora arriva il palo interno di Perisic, iellatissimo l'interista che due minuti dopo lascia il campo a Brozovic per una bizzarra staffetta nerazzurra mentre ormai i padroni di casa sono alle corde, sembra che aspettino già il 120' per giocarsela ai rigori... D'altronde i numeri dicono che il possesso palla è 66,5% dei croati che hanno completato quasi il triplo dei passaggi dei padroni di casa. Cherchesov allora prova a modificare qualcosa (toglie Cheryshev, poi anche Dzyuba, che non pare gradire granché) ma i suoi restano in apnea. Ma resistono, soffrendo, ma resistono - come con la Spagna - e si guadagnano i supplementari.

    FUOCHI D'ARTIFICIO — Altri trenta minuti di sofferenza tecnico-tattica per i russi? No, 30 minuti di sofferenza fisica per i croati. Prima del 90' Subasic si era fatto male ma non molla (e che parate nel finale), poi si fa male Mandzukic e non molla nemmeno lui, nel frattempo va k.o. pure Vrsaljko e Dalic benedice il quarto cambio inserendo Corluka ma si gioca i supplementari con due uomini a mezzo servizio. Poco male, c'è ancora Vida... Ed è proprio il centrale difensivo a incornare bene su calcio d'angolo dalla destra di Modric al 100'. Ma la Russia, questa Russia, non muore mai e Mario Fernandes, tra i migliori dei suoi, svetta al 115' su una punizione battuta da Dzagoev (rilanciato nel caldo finale da Cherchesov) e regala ai suoi i rigori. Dal dischetto i più precisi sono i croati, decisivi gli errori di Smolov e Mario Fernandes. Rakitic segna il solito rigore vincente (bissando il tiro decisivo contro la Danimarca) e la Croazia fa festa. Il meraviglioso Mondiale della Russia termina il 7 luglio (tra applausi e lacrime), quello croato continua e - comunque vada a finire - sarà un successo.




    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Sab Lug 07, 2018 9:48 pm




    Svezia-Inghilterra 0-2, Maguire e Alli lanciano Southgate in semifinale


    Due colpi di testa vincenti (uno per tempo) regalano ai Leoni la qualificazione contro gli scandinavi, troppo timidi all'inizio e fermati da un grande Pickford nel secondo tempo.


    Harry Maguire esulta dopo il gol dell'1-0.


    Kane può riposare, questa Inghilterra può vincere anche senza i suoi numeri. Gli abeti svedesi sono stati abbattuti. E a colpi di testa, pensa tu. Maguire e Alli spengono i sogni della squadra che ha spento quelli azzurri molto prima di adesso. Grande Young, grandissimo Pickford. Kane utile da gregario. È una vittoria di squadra. Così l’Inghilterra approda per la terza volta nella sua storia in semifinale. In una, nel ’66, è arrivata in fondo. Football is coming home again? Lo vedremo.
    DALLA NOIA A MAGUIRE — Intanto finora i leoni hanno mostrato solidità e uomini di classe. A Samara hanno dato anche prova di maturità, vincendo senza scomporsi troppo contro una squadra onestamente modesta. Nel primo tempo la gara stava vincendo l’Oscar per la noia. Andamento lento, a dir poco, squadre più che contratte, statiche. Il primo tentativo di tiro è arrivato da Claesson, guarda caso uno dei più attivi. Fuori. Quando anche Kane ci ha provato (tiro a alto), l’Inghilterra ha cominciato pian piano a prendere il possesso della palla e della gara. E al 30’ su calcio d’angolo di Young, il gigante Harry Maguire ha trovato il varco nella selva gialla per la zuccata vincente. E nel finale, dopo una reazione blanda della Svezia, i leoni hanno rischiato pure il raddoppio con lo sciagurato Sterling, che ha sciupato uno stupendo lancio di Henderson cincischiando in area.
    DAL BRIVIDO AL TRIONFO — La ripresa per fortuna è stata più vivace. La Svezia ha cercato di sorprendere subito l’Inghilterra ma uno strepitoso Pickford ha tolto il gol a Berg. Ma al minuto 15 Dele Alli, dopo una bella azione prolungata inglese iniziata da un grande Young, ancora di testa buca Olsen. A questo punto la Svezia ha provato davvero ad attaccare anche rischiando, ma ha trovato sulla sua strada Pickford che ha sventato prima il colpo a botta sicura di Claesson (il migliore dei suoi) e poi la mezza rovesciata di Berg. Il finale, un minimo nervoso, non riserva nessuna sorpresa e al triplice fischio finale di Kuipers è festa inglese.




    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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