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    La testa nel pallone

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Giu 20, 2018 2:33 pm

    Portogallo-Marocco 1-0, Ronaldo-gol elimina i nordafricani

    Al Luzniki di Mosca la decide CR7 con un colpo di testa in avvio ma i Leoni dell'Atlante avrebbero meritato il pari. Ed invece escono dal Mondiale dopo due partite e altrettante sconfitte

    20 GIUGNO 2018 - MOSCA (RUS)
    Fa due cose, Ronaldo, che riassumono il match. Esulta, dopo il quarto gol. E a fine primo tempo non aspetta di essere nemmeno nel tunnel per esprimere il suo disappunto al c.t. Fernando Santos. Ha ragione in entrambe: il Portogallo vince, va a 4 e può far festa. Però non fa granché per piacere, convince poco, mostra passi indietro rispetto alla partita con la Spagna. I campioni d’Europa per ora sono a traino del loro numero 7: Bernardo Silva, designato secondo violino, non si innesca, Guedes corre e basta, Joao Mario non è lontano da quello visto a Milano. I centrali, stagionati, a volte barcollano ma restano sempre in piedi: Pepe e Fonte, due filibustieri. Il Marocco invece alla fine fa una cosa sola: piange. È eliminato dal Mondiale, verdetto che non concede attenuanti e che è oggettivamente severo dopo due gare in cui non raccoglie nulla, avendo però seminato discretamente.

    MOSTRO RONALDO — Quattro per quattro: 4 minuti per segnare il gol numero 4 di questo Mondiale, superando in due partite il bottino messo insieme nei precedenti tre tornei iridati (3 gol) e arrivando a 85 in Nazionale: superato Puskas, 84 con l’Ungheria, davanti resta solo Ali Daei, 109 con l’Iran. Cristiano Ronaldo non ha nessuna intenzione di fermarsi: avevamo il gol su rigore, quello su punizione, quello su azione. Mancava il colpo di testa: serviti. Primo corner della partita, battuto corto: Moutinho la mette in mezzo, Cristiano si libera di Da Costa e in tuffo infila El Kajoui. Segue consueto salto di festeggiamento: dopo altri 5’ potrebbe già fare doppietta, a inizio ripresa sbaglia un tiro "open". Due punizioni finiscono sulla barriera, un paio di volte finisce a terra in area. Per oggi basta il "golletto", comunque.

    CIAO MAROCCO — Cinque minuti: il Mondiale del Marocco scivola via in questo lasso di tempo. L’ultimo minuto contro l’Iran, i primi 4 del Portogallo: se esiste una coppa dei rimpianti, è sua. Perché la squadra di Renard gioca. Ha individualità sia da centrocampo in su, dove Belhanda e Ziyech dialogano e affondano, sia in fascia dove Noureddine Amrabat ha pile inesauribili (il caschetto protettivo invece dura 17’, poi se lo leva). E anche dietro non c’è solo Benatia, ma anche Hakimi. Se nel primo tempo pur attaccando di più rischia di finire sotto 2-0 (salva El Kajoui su Guedes), nella ripresa i marocchini mettono insieme una serie di occasioni (11 cross a 3 e 4 tiri in porta a 2 al triplice fischio). Rui Patricio aumenta i rimpianti del Napoli (è passato al Wolverhampton) con almeno due parate decisive. Sui calci piazzati Benatia la prende sempre, ma non trova mai la porta. Manca sicuramente concretezza, ma anche fortuna. E al Mondiale serve. Quasi quanto avere Ronaldo.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Giu 21, 2018 1:34 pm

    Uruguay-Arabia Saudita 1-0, Suarez condanna all'addio Salah e i sauditi

    A Tabarez basta l'1-0 firmato dal Pistolero nel primo tempo. La Celeste e i padroni di casa sono agli ottavi. I sauditi migliorano rispetto al debutto ma collezionano la seconda sconfitta di fila, causata da un'uscita a vuoto del portiere Al Owais

    20 GIUGNO 2018 - ROSTOV (RUS)

    Luis Suarez esulta dopo il gol.

    Come da copione l’Uruguay batte l’Arabia Saudita e trascina agli ottavi anche la Russia: lunedì a Samara si giocheranno il primo posto. Arabi, includendo anche l’Egitto, già a casa dopo due partite. La sfida è stata decisa da Luis Suarez, che festeggiava le 100 presenze con la Celeste. È finita solo 1-0 per alcuni errori di mira della squadra di Tabarez, in rilassato controllo della gara, e per la combattività araba incapace però di creare patemi seri agli avversari.

    DUE CAMBI — Il Maestro Tabarez ha cambiato i due esterni di centrocampo, inserendo Carlos Sanchez a destra e il "Cebolla" Rodriguez a sinistra. Tra loro, la coppia "italiana" Bentancur-Vecino. Diversi cambi nell’Arabia Saudita, con Pizzi che, travolto dalle polemiche, ha lasciato in panchina il talentuoso numero 10 Alsahlawi. I palleggiatori arabi non hanno fatto una brutta figura, hanno tenuto spesso palla e l’hanno trattata bene, mettendo in relativa apprensione la difesa charrua e mostrando le proprie doti tecniche.

    ERRORE GRAVE — Però quando di fronte hai attaccanti di primo livello e la tua difesa è quella che è il risultato non può che essere uno: la sconfitta. Prendete il gol che ha deciso la gara: angolo di Carlos Sanchez (al secondo assist nel torneo) e sinistro a porta vuota di Luis Suarez, che si è liberato della non letale morsa del suo marcatore e ha approfittato di un’uscita a vuoto del portiere arabo Al Owais. Facile.

    PICHICHI NAZIONALE — Suarez è il pichichi della nazionale con 52 gol, ed è diventato il primo uruguaiano a segnare in 3 diversi Mondiali. I gol totali sono 6, come quelli di Forlan. Il vantaggio dell’Uruguay non ha cambiato la gara, proseguita con l’Arabia Saudita creativa fino alla trequarti avversaria (il possesso palla finale dice 53% a 47% per i sauditi) e l’Uruguay solido, cinico e sprecone in contropiede: nella ripresa notevoli gli errori di Carlos Sanchez servito da Cavani e dello stesso Matador che si è fatto fermare dal portiere.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Giu 21, 2018 1:38 pm

    Mondiali, Iran-Spagna 0-1: ci pensa ancora Diego Costa

    Sorpasso della nazionale di Hierro su quella di Queiroz nel gruppo B, ma quanta fatica per la Roja che raggiunge il Portogallo

    20 GIUGNO 2018 - MILANO
    E meno male che Diego Costa era l'intruso, il "puntero" vecchia maniera che nulla c'entrava con la Spagna dei prestigiatori. C'è ancora il marchio del bomber dell'Atletico sul Mondiale della Roja: con un po' di fortuna, insacca il suo terzo centro nel torneo e firma l'1-0 all'Iran, che vale l'aggancio al Portogallo in vetta al gruppo B. Senza di lui, sarebbero stati guai.


    Esultanza spagnola al gol del vantaggio.

    MURO — Davvero non facile, questo avvio di Mondiale per la Roja. Prima l'avvicendamento last minute del c.t. Lopetegui con Hierro, poi il ciclone Ronaldo all'esordio, quindi la barricata iraniana nel secondo match. Tutto a forti tinte madridiste, visto che gli asiatici li allena Queiroz, uno che nel 2003 si è seduto sulla panchina del Bernabeu. Difficile analizzare tatticamente una gara come questa, perché la doppia cerniera difensiva iraniana rende monocorde tutto il primo tempo: è talmente schiacciata davanti al portiere Beiranvand da diventare una specie di cassaforte. La chiave per aprirla la cercano soprattutto Isco e Silva, ma il muro regge fino all'intervallo senza mostrare troppe crepe.

    RIMPALLO — Per fortuna degli spettatori neutrali, a inizio ripresa arriva l'episodio che cambia il copione. Rezaeian (9') va in chiusura su Diego Costa, ma il suo rinvio incoccia il bomber spagnolo e finisce in rete per il vantaggio della Roja. Gli iraniani masticano amaro, perché avevano appena sfiorato il gol con Ansarifard in una rara sortita offensiva. E perché si vedono annullare, poco dopo, il pari di Taremi per fuorigioco di Ezatolahi. Taremi sarà fino alla fine l'incubo di un De Gea ancora sotto shock per le papere col Portogallo: l'occasionissima gli capita sulla testa a dieci minuti dalla fine, ma non inquadra la porta. Hierro sospira, il sorpasso è cosa fatta (4 punti a 3) e la Spagna è a un passo dagli ottavi. Ma con più dubbi che certezze.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Giu 21, 2018 2:21 pm

    Danimarca-Australia 1-1, a Eriksen replica il rigore di Jedinak

    A Samara la squadra di Hareide va subito avanti con il talento del Tottenham, pari dal dischetto del capitano dei "canguri" dopo l'intervento della Var

    21 GIUGNO 2018 - SAMARA (RUS)

    Una fase del match di Samara tra Danimarca e Australia.

    Eriksen fa l’Eriksen giusto nell’eurogol che apre il match. Dopo? Non riesce a imprimere la giusta sterzata di classe e imprevedibilità a una Danimarca che non va oltre l’1-1 subendo il pareggio dell’Australia ancora in virtù della Var. La morale del match è veloce e rapida: se i Socceroos hanno fatto soffrire la Francia (pur perdendo) e pure la Danimarca, beh, ci sarà un perché. La Nazionale dell’altro mondo ha quattro idee impostate in modalità Van Marwijk ma un grosso problema: l’ultimo passaggio è spesso un errore micro o macroscopico. Per questo, forse, l’Australia non fa l’impresa di battere una Danimarca deludente e con un Eriksen che, appunto, si accende subito per poi afflosciarsi lungo un match sostanzialmente noiosetto.

    DANIMARCA, ANCORA VAR — Danimarca impostata con un 4-2-3-1: Eriksen è dietro a Nicolai Jorgensen e ai suoi fianchi ci sono Poulsen (autore del gol che aveva battuto il Perù) e Sisto. Tanta volontà, discreto movimento senza continuità e quindi questa "Danish Dynamite" dura poco. Troppo poco. Perché prende il pallino del gioco da subito, in 3’ colpisce più volte la zona rossa australiana ma in tutto confeziona un solo gol. E allora è l’Australia (4-2-3-1 anche per Van Marwijk) a crederci: perché l’impostazione è elementare e – appena i danesi calano di ritmo – anche efficace fino alla trequarti. Lì, però, c’è il problemone dell’ultimo passaggio, quasi mai giusto. In sostanza si vede che la Danimarca avrebbe un altro passo, ma non lo fa mai pesare veramente o per presunzione o perché non riesce a intrecciare situazioni vantaggiose e veramente da gol. Così, ecco la punizione: c’è un cross dalla destra su cui saltano Leckie (il migliore dei suoi) e Poulsen che già aveva provocato il rigore (poi sbagliato) del Perù; l’arbitro chiama la Var e in pochissimo tempo viene stabilito che sì, il braccio di Yurari Poulsen si fa largo e intercetta il pallone. Rigore giusto, il barbuto capitano Jedinak dell’Aston Villa butta la palla a centro-destra mentre Schmeichel va a sinistra. Uno a uno che sa di meritato.

    SCHMEICHEL SALVA — Quando comincia la ripresa ti aspetti che la Danimarca esondi o quantomeno tenti di farlo: macché, non ci riesce. C’è uno stop clamorosamente sbagliato di Jorgensen in area, ci sono due cambi (in uno dei quali entra l’atalantino Cornelius) ma c’è che dopo l’1-1 dell’Australia e un salvataggio di Ryan (nel tramonto del primo tempo) su quasi autogol dell’ex interista Sainsbury, la squadra allenata da Age Hareide via via si spegne. Vero è che i danesi (fallo lieve e dubbio di Jedinak su Puolsen) chiedono un presunto rigore ma è altrettanto evidente che è l’Australia a cercare costantemente la via della vittoria: i canguri ci provano con Mooy da fuori, Rogic e soprattutto Leckie sul quale interviene Schmeichel a due minuti dalla fine. La chiosa è: i canguri possono ancora saltare di gioia.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Gio Giu 21, 2018 9:03 pm



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Gio Giu 21, 2018 9:10 pm



    Mondiali: Argentina Croazia 0-3

    In gol Rebic, Modric e Rakitic






    Mondiali: per il Gruppo D Argentina-Croazia 0-3
    Una debacle frutto di una stupidaggine di Caballero, di una perla di Modric e di un gol a tempo scaduto di Rakitic rischiano di mandare a casa anzitempo l'Argentina dal Mondiale russo. Dopo il brutto 1-1 contro l'Islanda all'esordio, l'Albiceleste perde, e male, 3-0 contro la Croazia che passa agli ottavi. A Novgorad, un'altra brutta prestazione della squadra di Sampaoli che nonostante i cambi (fuori Di Maria e Biglia) mette in campo una squadra raffazzonata, con poco idee e senza nerbo. Ne fa le spese Messi, spaesato e inconcludente come poche volte a cui non ha fatto bene nemmeno l'ingresso di Huguain e Dybala, quando la frittata era fatta. Ci aveva pensato Caballero con uno sciagurato passaggio a Rebic che, tutto solo, ha imbucato. Argentina avanti a testa bassa ma senza occasioni vere e così Modric al 35' ha chiuso i conti con un gol a giro che si infila nell'angolino. Rakitic nel recupero ha reso ancora più amara la serata di Messi il cui futuro passa adesso dal risultato di Islanda-Nigeria domani (22 giugno) in campo.



    Argentina-Croazia 0-3 (0-0) in un match valido per la seconda giornata del gruppo D giocato questa sera a Novgorod:
    Argentina (3-4-2-1): Caballero, Tagliafico, Otamendi, Mercado, Acuña, Mascherano, Pérez (23' st Dybala), Salvio (11' st Pavon), Meza, Messi, Agüero (9' st Higuain) (1 Guzmán, 4 Ansaldi, 5 Biglia, 6 Fazio, 7 Banega, 11 Di María, 12 Armani, 16 Marcos Rojo, 20 Lo Celso). Ct: Sampaoli.

    Croazia (4-3-2-1): Subasic, Lovren, Vida, Strinic, Vrsaljko, Rebic (12' st Kramaric), Brozovic, Perisic, Rakitic, Modric, Mandzukic (15 Caleta-Car, 22 Pivaric, 5 Corluka, 13 Jedvaj, 14 F. Bradaric, 19 Badelj, 8 Kovacic, 20 Pjaca, 1 Livakovic, 12 Kalinic). Ct.: Dalic. Arbitro: Irmatov (Uzb) Reti: nel st 8' Rebic, 35' st Modric, 46' st Rakitic Angoli: 5-2 per la Croazia Recupero: 2' e 4' Ammoniti: Rebic, Mercado, Mandzukic e Vrsaljko Var: 0

    ** I GOL ** - 8' st: clamorosa papera del portiere dell'Argentina stile Karius. Caballero riceve la palla da Mercado ma svirgola incredibilmente il pallone servendo l'ex Fiorentina Rebic che al volo con una bella mezza rovesciata porta la Croazia sull'1-0; - 35' st: perla di Modric che riceve palla sulla tre quarti, e dopo una serie di finte la mette all'angolino, con cabalelro questa volta incolpevole. - 46' st: Rakitic arrotonda in contropiede. Caballero para prima conclusione di Rakitic, la palla finisce sui piedi di Kovacic che la ridà al compagno che stavolta non sbaglia

    "Una catastrofe e un piede fuori dal Mondiale": così il 'Clarin' commenta la disfatta dell'Argentina al Mondiale in Russia, 0-3 contro la Croazia, che ha portato Messi e compagni con un piede fuori dal torneo. Ancora più pesante il titolo de 'La Nacion' che titola 'Vergogna', mentre 'Olè' sceglie un gioco di parole ironico "Caballero de la angustia (cavalieri dell'angoscia), Ora serve un miracolo". RIPRODUZIONE RISERVATA ©️ Copyright ANSA


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Ven Giu 22, 2018 8:40 am

    Francia-Perù 1-0, Mbappé porta i Bleus agli ottavi

    A Ekaterinburg basta un gol del talento del Psg per regalare la qualificazione a Deschamps. Dopo due k.o. in altrettante gare, è già finito il Mondiale della Nazionale di Gareca (solo una traversa di Aquino)

    21 GIUGNO 2018 - EKATERINBURG (RUS)

    Griezmann e Mbappé festeggiano.

    Mbappé entra nella storia mentre nel freddo di Ekaterinburg si dissolve il sogno mondiale del Perù. Sfortunati al debutto con la Danimarca, quando un attaccante spietato avrebbe trasformato una sconfitta in una goleada, i sudamericani devono arrendersi ancora, ma questa volta senza troppi rimpianti. La Francia è superiore, molto pratica, soprattutto rimessa a posto da Deschamps con l’inserimento di Giroud per Dembelé. Un attaccante centrale di peso permette di capitalizzare la bella manovra dei trequartisti. Ancora 1-0, il risultato leit-motiv di questo torneo, e un’altra qualificazione anticipata come quelle di Russia e Uruguay. Il tutto grazie al gol di Mbappé al 34’: il più giovane francese (meno di 20 anni) che abbia mai segnato in un Mondiale, entrato nel club che ospitava, tra gli altri, Pelé, Tostao, Owen, Messi.

    FRANCIA EQUILIBRATA — Nel primo tempo molto spettacolare è la Francia a rendersi più pericolosa e a chiudere in vantaggio (la qualità dei Bleus emerge dal numero finale dei dribbling: 23 a 11, guarda le statistiche). Il Perù gioca un calcio veloce, mai speculativo, con le sovrapposizioni degli esterni, soprattutto Carrillo, e Cueva, il trequartista-regista, che copre ogni zona del campo. Però pensa poco alla fase difensiva con quegli esterni molto alti e filtro modesto in mezzo. Quando perde la palla si scopre alle ripartenze francesi, con Griezmann trequartista libero di tagliare in verticale partendo da lontano, e con Matuidi largo a sinistra. Dal 4-3-3 al 4-2-3-1 che sacrifica un po’ le caratteristiche dei singoli (Pogba, Matuidi) alle esigenze della squadra.

    MBAPPÉ GOL — Sono addirittura otto le conclusioni francesi in 45’, cinque delle quali in porta, alcune spettacolari, come il tacco di Mbappé in acrobazia (non proprio riuscita), altre pericolose, vedi il diagonale violentissimo di Pogba che da 40 metri sfiora il palo. E una, infine, letale, quella dell’1-0. Pogba strappa una palla sulla trequarti e lancia Giroud. Tiro deviato da Rodriguez ma la parabola "taglia" il portiere Gallese e sul pallone si avventa Mbappé a porta vuota.

    PALO DI AQUINO — Soltanto un’occasione per il Perù, con Guerrero che si libera di Umtiti ma tira sul Lloris, presenza numero 100 in nazionale. Il c.t. peruviano Gareca si gioca tutto con un duplice cambio all’intervallo: dentro Farfan per Yotun, aumentando il potenziale offensivo, e in difesa fuori Gonzalez (in difficoltà con Giroud) per il più "fisico" Santamaria. La mossa dà risultati, il Perù s’impossessa della palla e non concede più contropiede. Ha l’occasione con l’infaticabile mediano Aquino, che da oltre 20 metri colpisce il palo, ma il resto sono tiri da fuori. Mentre la Francia, ormai rintanata in difesa, mette la faccia fuori di casa solo con un paio di discese del nuovo entrato Dembelé. E finisce con i Bleus che consolano gli avversari in lacrime come lo stadio pieno dei loro tifosi.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Ven Giu 22, 2018 2:14 pm

    Brasile-Costa Rica 2-0, Coutinho e Neymar nel recupero. Ottavi più vicini

    A San Pietroburgo Ticos battuti ed eliminati dal Mondiale. Dominio verdeoro ma il gol dell'ex Inter arriva solo nel recupero. La Var toglie un rigore ad un nervoso Neymar che però raddoppia nell'ultima azione

    22 GIUGNO 2018 - SAN PIETROBURGO (RUS)

    Coutinho e Neymar esultano dopo il 2-0.

    Il Brasile resta attaccato al Mondiale, ma quanta fatica per battere una Costa Rica ordinata, spigolosa e motivatissima a non abbandonare una competizione nella quale quattro anni fa regalò sorprese (brutte per l'Italia). Ticos a casa, ma sconfitti nei minuti di un recupero lunghissimo, concesso dall'arbitro Kuipers dopo una serie di proteste, battaglie (fra le quali una manata in faccia rifilata da Marcelo, non visto, a un avversario) e soprattutto un rigore prima assegnato e poi sconfessato dalla Var. Finale caldo per una partita imprevista, date le potenzialità del Brasile, che anche questa volta ha faticato a segnare. Tite alla vigilia aveva ordinato: "Difendiamoci come contro la Svizzera, ma attacchiamo meglio". Beh, il primo tempo è finito senza tiri in porta. Qualcosa nel Brasile ancora non va.

    ERRORI — E non è soltanto questione della diga messa in piedi dalla Costa Rica, essenziale nel suo 5-4-1. Il Brasile cambia qualcosa rispetto al sistema di gioco utilizzato contro la Svizzera: Tite piazza Casemiro davanti alla difesa in un 4-1-4-1 che asseconda gli estri degli attaccanti e può virare sul 4-3-3. Il possesso palla è schiacciante, ma Keylor Navas non deve faticare. Coutinho ci prova nei primi minuti ma spara alto, il Brasile ha il pallino del gioco ma rischia al 13', quando Gamboa affonda sulla destra e crossa per l'inserimento di Borges bravo a infilarsi fra Thiago Silva e Miranda. Il suo diagonale finisce largo, e le velleità d'attacco per i Ticos praticano si fermano lì per parecchi minuti. Il Brasile macina palloni, ma non riesce a sfondare: alla mezzora Neymar mette a sedere un difensore, crossa per Jesus appostato accanto al palo ma Borges salta più in alto di tutti e mette fuori. Il primo vero tiro in porta è di Marcelo nel finale del primo tempo, però Keylor para senza troppa fatica.

    ALL'ULTIMO RESPIRO — Nel secondo tempo il copione è il solito, e si fanno sempre più rari i contropiede dei costaricani (il possesso palla finale sarà incredibile: 72% per il Brasile!), nonostante gli sforzi di Bolano entrato in campo per Urena. Nel Brasile Douglas Costa, che ha preso il posto di Willian, dà un cambio di ritmo alla squadra. Prima Gabriel Jesus colpisce la traversa, poi Neymar servito dallo juventino si mangia un gol fatto, un altro lo sbaglia, solissimo, al 25', dopo aver rubato palla sulla trequarti a Gamboa. Ma è lui il deus ex-machina, protagonista nel fallo-non fallo di Gonzalez, riabilitato dalla Var. Neymar era già sul dischetto per tirare e si allontana con una risata ironica. La partita si fa cattiva, ma la classe vince, con l'aiuto di un po' di fortuna, nei minuti del lungo recupero: calcio di punizione per il Brasile nella propria metà campo, Firmino di testa per Gabriel Jesus, che in area ci mette la punta del piede e allunga quel tanto che serve a Coutinho che sta arrivando a tutto gas. Un assist involontario, ma per il Brasile va bene così. Uno a zero e sospiro di sollievo. Nel finale, si scioglie la classe Coutinho- Douglas Costa-Neymar per il 2-0. Finalmente Neymar segna e piange. Di sollievo, come tutto il Brasile.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Ven Giu 22, 2018 9:04 pm





    Mondiali: Nigeria Islanda 2-0, doppietta di Musa

    Africani salgono al secondo posto, decisiva l'ultima con l'Argentina





    La Nigeria batte l'Islanda 2-0 e la classifica del gruppo D del Mondiale si fa ingarbugliata, con l'Argentina che può ancora sperare di accedere agli ottavi se martedì riuscirà a battere gli africani nel terzo ed ultimo turno della fase a gironi. A Volgograd, dopo un primo tempo di studio e scarse emozioni, la doppietta di Ahmed Musa, attaccante del Cska Mosca (che tra i due gol ha anche colpito una traversa), ha dato la vittoria alla Nigeria, salita così a 3 punti, dietro la Croazia a punteggio pieno. L'Islanda (1 punto come l'Argentina) nel finale poteva riaprire la partita con un rigore fischiato con l'ausilio della Var, ma Gylfi Sigurdsson lo ha calciato alto.  
     
    Il tabellino
    Nigeria (3-5-2): Uzho, Ekong, Omeruo, Balogun, Idowu (1' st Ebuehi), Moses, Etebo (46' st Iwobi), Obi Mikel, Ndidi, Musa, Ihenacho (38' st Ighalo). (1 Ezenwa, 3 Echiejile, 12 Shehu, 13 Nwankwo, 15 J.Obi, 16 Akpeyi, 17 Onazi, 19 Ogu, 20 Awaziem). All.: Rohr. Islanda (4-4-2): Halldorsson, Sevarsson, R.Sigurdsson (20' st Ingason), Magnusson, Arnason, Gislason, Gunnarsson (42' st A.Skulason), G.Sigurdsson, B.Bjarnason, Bodvarsson (26' st Sigurdarson), Finnbogason. (3 Fridjonsson, 4 A.Gudmundsson, 7 J.Gudmundsson, 12 Schram, 13 Runarsson, 15 Eyjolfsson, 16 O.Skulason, 20 Hallfredsson, 21 Traustason). All.: Heimir. Arbitro: Conger (Nzl). Reti: nel st 4' e 30' Musa. Angoli: 6-5 per la Nigeria. Recupero: 2' e 6'. Ammoniti: Idowu per gioco falloso. Var: 1. Note: al 36' del st G.Sigurdsson ha calciato alto un calcio di rigore.
    I GOL

    • - 4' st: Fuga sulla corsia destra di Moses e cross verso l'area. Musa controlla al volo e col destro spedisce la palla sotto la traversa, imprendibile per Halldorsson.
    • - 30' st: Omeruo serve Musa che in area si libera in velocità di Arnason, salta il portiere e piazza il tiro del 2-0 per la Nigeria.






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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Ven Giu 22, 2018 9:11 pm



    Mondiali: Serbia-Svizzera 1-2

    Vittoria in rimonta degli elvetici con Xhaka e Shaqiri






    ANSA) - ROMA, 22 GIU - Grazie alla vittoria per 2-1 in rimonta sulla Serbia, la Svizzera ha agganciato il Brasile a quota 4 in vetta al Gruppo E del Mondiale. A Kaliningrad la Serbia è passata per prima con Mitrovic al 5' del primo tempo, a segno su colpo di testa. Nella ripresa la Svizzera ha capovolto il risultato con il tiro da fuori area di Xhaka al 7' e la rete in contropiede di Shaqiri al 45'. La Serbia resta a 3 punti, Costa Rica fermo a zero.
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Giu 23, 2018 2:30 pm

    Mondiali, Belgio-Tunisia 5-2: altro che noia, spettacolo Hazard-Lukaku

    A Mosca la squadra di Martinez diverte anche senza Nainggolan. Doppiette per i due attaccanti, cinquina finale di Batshuayi. I "diavoli rossi" a punteggio pieno nel girone G: aspettando Inghilterra-Panama, qualificazione in tasca

    23 GIUGNO 2018 - MOSCA

    Eden Hazard festeggia il suo secondo gol.

    Che faccio, mi candido? Si candida. Nel vuoto di potere creatosi con la crisi di alcuni “partiti tradizionali”, le nuove forze possono andare al potere. Il Belgio è attualmente la capofila, la sua generazione d’oro è arrivata a maturazione. Battuta 5-2 la Tunisia, con doppiette di Hazard e Lukaku: gioco, giocate e occasioni. Con una sistemata alla difesa, ci siamo.

    TRE IN 18’ — Vanno di fretta le due squadre a Mosca: nel giro di 18’ abbiamo già visto tre gol e almeno un altro paio di occasioni. Il Belgio col 3-4-2-1 ha una serie di risorse davanti, a cui si aggiunge il “terzino” Meunier, in costante proiezione offensiva. Dopo 3’ Lukaku potrebbe già andare in porta, dopo 5’ dà una mano ai belgi Syam Ben Youssef, che piazza un intervento sconsiderato sul limite sinistro dell’area di rigore. Fallo chiaro, linea piena, trasformazione di Hazard con portiere battuto. La Tunisia, che già era costretta ad attaccare, si sbilancia e si affida a Khazri, Mertens ruba palla e si infila nei buchi. È il 16’, bella palla per Lukaku diagonale di sinistro perfetto. Sembra chiusa già lì, e in fondo lo sarà, anche se 2’ dopo Bronn di testa (punizione di Khazri) la riapre temporaneamente.

    TRE FATTORI — Ma non si limita lo strapotere offensivo della squadra di Martinez, che pure quando viene attaccata non sembra impermeabile (fa acqua dove dovrebbe rientrare Carrasco). Tre fattori facilitano il compito a De Bruyne (non in versione deluxe) e compagni: il primo sono gli infortuni di mezza difesa tunisina, con Bronn (autore del gol) e Syam Ben Youssef (autore di errori a ripetizione) costretti ad uscire. Il secondo sono gli errori tecnici in fase di impostazione degli africani, che insistono nel costruire da dietro senza avere una gran capacità di tocco. Il terzo è la qualità del loro centravanti: sbaglia un paio di controlli, ma segna con entrambi i piedi (il secondo gol nel recupero del primo tempo con tocco sotto dopo grande assist di Meunier) e soprattutto detta sempre il passaggio.

    CLASSE HAZARD — Le lezioni di attacco alla porta e conclusione di Thierry Henry (assistente di Martinez) hanno funzionato, sia per lui (capocannoniere con Ronaldo) che per Hazard. Il materiale umano a disposizione dell’insegnante era “discreto” già in partenza: basti vedere l’aggancio e il dribbling sul portiere del giocatore del Chelsea sul lancio da metà campo di Alderweireld. Due gesti tecnici bellissimi che portano i “gialli” sul 4-1. Qualche ripetizione sembra servire a Batshuayi, che negli ultimi 20’ ha cinque occasioni enormi, riuscendo a convertire solo quella su cross di Tielemans. Nelle altre: salvataggio sulla linea di Meriah, traversa da due passi, una parata e tiro fuori.

    VERDETTI — Il Belgio deve forse ancora affrontare il primo test probante (l’ultima con l’Inghilterra deciderà il primo posto) però sembra avere un undici di partenza e pure un buon gruppo di sostituti per arrivare fino in fondo. Oggi mancavano Kompany e Vermaelen, che potrebbero aumentare il livello di attenzione della difesa. La Tunisia non è ancora ufficialmente a casa, ma domani probabilmente lo sarà. A Mosca almeno ha mostrato ai suoi molti tifosi qualche buon tentativo offensivo, premiato dal gol nel finale di Khazri (idolo tunisino) su cross di Naguez. Il girone sembrava proibitivo alla vigilia, e lo è stato.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Sab Giu 23, 2018 8:24 pm



    Mondiali: Corea del Sud Messico 1-2, Tricolor vede ottavi

    La Corea resta a zero. "El Tri' si impone 2-1, il solo Son non basta agli asiatici.




    Nel tripudio di uno stadio quasi tutto 'tricolor' a Rostov, il Messico batte 2-1 la Corea del Sud e mette più di un piede negli ottavi di finale del Mondiale. Dopo la storica e inattesa vittoria sulla Germania al primo turno, la squadra di Carlos Osorio mantiene la barra sulla rotta del successo grazie alla superiore qualità contro un avversario che si è confermato combattivo ma mediocre. La Corea, battuta per un rigore dalla Svezia nella partita d'esordio, sempre dal dischetto vede nel primo tempo l'inizio della sua fine, subisce il raddoppio del Chicharito nella ripresa e trova troppo tardi la rete della bandiera con la unica stella, Son, e in pratica saluta il torneo. Il Messico si conferma squadra esperte e di talento, abile nel palleggio e letale nelle ripartenze, un avversario complicato per tutti ma è presto per dire quanta strada potrà eventualmente fare. E' proprio "El Tri" - con un solo cambio in formazione rispetto alla vittoria sulla Germania, Alvarez per Ayala - a dettare i ritmi della la partita, sfruttando la miglior tecnica individuale mentre la Corea è disposta a copertura della propria trequarti, affidando alle ripartenze le possibilità di colpire.
    Una situazione che costringe la squadra di Osorio a operare, con buoni risultati, sulle fasce. La prima occasione chiara, in un avvio dal gioco molto spezzettato, è però degli asiatici, che al 13' solo un intervento alla disperata di Lozano riesce a bloccare. Al 22', su contropiede, la punta del Tottenham Son riesce a tirare tre volte di fila, ma senza fortuna. Pochi minuti dopo, al 26', Messico in vantaggio dopo una 'sciocchezza' in copertura di Jang, che devia con un braccio un cross di Guardado. Nessun dubbio per il serbo Mazic, arbitro piuttosto permissivo per tutta la gara sugli interventi piuttosto rudi della Corea. Vela dal dischetto non sbaglia, cambiando rotta alla sfida. Il Messico poco dopo potrebbe anche raddoppiare, ma Layun spara alto da posizione favorevole. La Corea sbanda ma non molla e la buona vena di Son porta spesso lo scompiglio nella difesa messicana. Nella ripresa, il Messico si predispone a controllare e corre pochi pericoli. La Corea fatica ad alzare il ritmo per mettere l'avversario in difficoltà ma negli spazi che lascia si lanciano Lozano e Vela, i più in palla della 'Tricolor'. E proprio l'attaccante del Psv - autore anche della rete alla Germania - al 21' sfrutta una ripartenza per servire davanti a Cho il "Chicharito", che non sbaglia per il raddoppio. I cambi delle due parti non incidono sull'andamento dell'incontro e la Corea, con le forze ormai agli sgoccioli, non incide più. La splendida rete del 2-1, nel recupero, è il giusto premio per Son, ma arriva troppo tardi per cambiare qualcosa.
    TABELLINO -
    Corea del Sud (4-4-2): Cho Hyun-woo; Lee Yong, Jang Hyun-soo, Kim Young-gwon, Kim Min-woo (39' st Hong Chul); Moon Seon-min (32' st W.Jung), Ju Se-Jong (19' Lee Seung-Woo), Ki Sung-yeng, Hwang Hee-chan; Lee Jae-sung, Son Heung-min (1 Kim Seung-Gyu, 21 Kim Jin-hyeon, 4 Oh Ban-suk, 5 Yun Young-Sun, 8 Park Joo-hoo 3 Jung Seung-hyun, 9 Kim Shin-wook, 13 Koo Jach-eol, 22 Go Yo-han). All.: Shin Tae-yong. Messico (4-2-3-1): Ochoa; Alvarez, Salcedo, Moreno, Gallardo Herrera, Guardado (23' st Marquez); Layun, Vela (31' st G.Dos Santos), Lozano (25' st M. Corona); Hernandez (1 J.Corona, 12 Talavera, 20 Aquino, 6 J.Dos Santos, 8 Fabian, 5 Gutierrez, 19 Peralta, 9 Raul, 17 Jesus). All.: Osorio. Arbitro: Mazic (Srb) Reti: nel pt 26' Vela (rigore), 21' st Hernandez, 48' st Son Heung-min; Angoli: 7 a 5 per il Messico Recupero: 1' e 5' Ammoniti: Kim Young-gwon, Y Lee, Lee Seung-Woo e W.Jung per gioco falloso Var: ** I GOL ** - 26' pt: netto fallo di mano in area di Jang su cross dalla sinistra di Guardado. Dal dischetto Vela spiazza Jo. - 21' st: contropiede veloce di Lozano che serve il Chicharito Hernandez che tira sul primo palo raddoppiando per il Messico; - 48' st: Eurogol di Son Heung-min che da fuori area lascia partire un tiro a giro che si va a infilare all'incrocio dei pali alla destra di Ochoa.


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Sab Giu 23, 2018 8:28 pm



    Mondiali, Germania Svezia 2-1, decide Kroos allo scadere

    Kroos salva i tedeschi con una punizione allo scadere. Gli altri gol di Tovonein e Reus











    Un calcio di punizione di Kroos allo scadere salva la Germania dall'eliminazione. I tedeschi battono la Svezia 2-1 dopo essere andati in svantaggio nel primo tempo per un gol di Tovoinen, pareggiato a inizio ripresa da Reus. La classifica vede ora il Messico a 6 punti, Germania e Svezia a 3 e la Corea del Sud a 0
    Il tabellino  
    Germania (4-2-3-1): Neuer; Kimmich, Rudiger, Boateng, Hector (42' st Brandt); Rudy (31' pt Gündogan), Kroos; Muller, Draxler (1' st Gomez), Reus; Werner. (2 Plattenhardt, 4 Ginter, 5 Hummels, 6 Khedira, 10 Özil, 12 Trapp, 14 Goretzka, 15 Süle, 22 Ter Stegen). Ct: Loew. Svezia (4-4-2): Olsen; Lustig, Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Claesson (29' st Durmaz), Larsson, Ekdal, Forsberg; Berg (44' st Kiese Thelin) , Toivonen (33' Guidetti). (5 Olsson, 12 Johnsson, 13 Svensson, 14 Helander, 15 Hiljemark, 16 Krafth, 18 Jansson, 19 Rohdén, 23 Nordfeldt). Ct: Andersson. Arbitro: Marciniak (Pol). Reti: 32' pt Toivonen, nel st 3' Reus, 50' Kroos. Angoli: 8 a 3 per la Germania. Recupero: 2' e 8'. Espulsi: al 37' st Boateng per doppia ammonizione. Ammoniti: Ekdal e Larsson per gioco scorretto. Var: 0.
    I GOL:
    - 32' pt: cross di Claesson per Toivonen che controlla di petto e con un pallonetto di destro anticipa Ruediger e supera Neuer.
    - 3' st: cross di Werner dalla sinistra per il centro dell'area, Gomez in controtempo sfiora il pallone consentendo all'accorrente Reus che anticipa Augustinsson e batte Olsen.
    - 50' st: punizione dalla sinistra, Kroos con un destro a giro batte Olsen per il 2-1 che vale la vittoria.
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Giu 24, 2018 2:29 pm

    Inghilterra-Panama 6-1! I Leoni e il Belgio sono già agli ottavi

    A Nizhny Novgorod storica goleada contro la squadra di Gomez: Kane ne fa 3, Stones 2, Lingard uno. Centroamericani eliminati (assieme alla Tunisia) ma felici: prima rete mondiale, nel finale, con Baloy

    24 GIUGNO 2018 - NIZHNY NOVGOROD (RUS)

    Harry Kane, simbolo dello strapotere inglese su Panama.

    Non è stata una partita: è stata una passeggiata inglese al caldo di Nizhny Novgorod. Il 6-1 della banda di Gareth Southgate contro il tenero Panama qualifica i Tre Leoni agli ottavi, consacra Harry Kane che con la tripletta sale a quota 5 in classifica cannonieri e regala il risultato più pesante di sempre nella fase finale dei mondiali. Una domenica storica, seguita dal vivo da duemila tifosi inglesi approdati nella città russa e da oltre 20 milioni di connazionali in patria, sparpagliati tra pub, bar e riunioni di famiglia.

    5 GOL IN 45 MINUTI — Il primo tempo è stato una mattanza: cinque gol, tra l’8’ e il 46’. Stones ha aperto le danze all’8’, con una capocciata sul corner di Trippier. Il raddoppio al 22’, con il rigore realizzato da Kane per il fallo di Escobar su Lingard: stangata imparabile del centravanti del Tottenham. Panama svuotato e al 36’ il tris, con la perla del giorno: un tiro a giro di Lingard. Inghilterra scatenata, tifosi in delirio e al 40’ doppietta personale di Stones, nuovamente di testa, dopo un’azione avviata da Henderson e alla quale hanno partecipato Henderson e Sterling. Allo scadere, secondo rigore per gli inglesi, stavolta provocato da un fallo di Murillo su Stones: ennesima legnata di Kane.

    TRIPLO KANE — Nella ripresa, gestione del match da parte dell’Inghilterra, con il 6-0 maturato in modo casuale al 62’: tiro di Loftus-Cheek, deviazione fortuita di Kane, tripletta in scioltezza. Nella fase a gironi, solo Hunt nel 1966 e Gary Lineker nel 1986 riuscirono a segnare tre gol in un colpo solo. Via ai cambi e gloria per Vardy, al debutto mondiale.

    BALOY STORICO — Gloria anche per Baloy, al 78’: sulla punizione calciata da Avila, tocco in scivolata del difensore del Club Social y Deportivo Municipal, squadra guatemalteca. Baloy ha 37 anni: una soddisfazione colossale per lui, entrato appena nove minuti prima. In tribuna i tifosi di Panama festeggiano come se avessero vinto. E’ solo il primo gol de Los Canaleros, ma è stato bello lo stesso, anche con sei reti sul groppone.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Giu 24, 2018 5:51 pm

    Giappone-Senegal 2-2, Honda non tramonta mai, pari show

    A Ekaterinburg africani due volte in vantaggio con Mané e Wague ma prima Inui e poi l'ex milanista trovano la via del gol. Entrambe le nazionali si avvicinano agli ottavi

    24 GIUGNO 2018 - EKATERINBURG (RUS)

    Honda esulta dopo il gol del 2-2.

    Ci pensa Honda, il veterano, uno dei pionieri del calcio giapponese all’estero. Keisuke, oggi di stanza in Messico (Pachuca) è il primo del suo paese ha segnare in 3 mondiali diversi. Lo fa da subentrante, riagganciando un Senegal due volte in vantaggio e due volte raggiunto a Ekaterinburg: 2-2. Limiti di gestione della squadra di Cissé, ma anche giusta ricompensa per i blu, che non meritavano decisamente di perdere. Il girone resta aperto e complesso, i giudizi su entrambe le squadre sono sospesi. Ma se il Giappone è già oltre le previsioni, il Senegal di Mané, anche oggi a scartamento ridotto, non riesce ancora a comportarsi da vera "grande".

    DALLE FASCE — Cissé corregge un "baco" della prima formazione, togliendo una punta, Diouf, e passando al 4-3-3: così Mané non ha più nessuno davanti (con la Polonia c’era Niang) e dovrebbe lanciarsi e attaccare il secondo palo. Il gol del vantaggio senegalese lo segna lui, ma non è proprio frutto di una variabile tattica. Wague sfonda come spesso accade nei primi minuti a destra, crossa sul secondo palo, Haraguchi prolunga, Sabaly raccoglie e tira. Kawashima respinge male, la palla rimbalza sul ginocchio di Mané lì vicino e finisce in rete. Sembra l’inizio di un dominio senegalese, perché la squadra di Cissé è più grande, più grossa, più potente e pare anche più organizzata.

    YUTO SUPER — Invece pian piano il Giappone prende le misure agli avversari, Nagatomo non si limita a contenere Sarr ma si porta in avanti: al 39’ raccoglie con un grande aggancio un lancio da centrocampo. Con quel tocco si ritrova in area e a passare fra due senegalesi: poi lascia palla a Inui che trova un gran tiro a giro verso l’angolino basso lontano. I Blue Samurai crescono, Osako arriva tardi all’appuntamento col gol, Inui centra una traversa, ma passa il Senegal, sfruttando una delle sue armi migliori, gli esterni.

    CHE SABALY! — Il 2-1 lo costruisce principalmente Sabaly, che entra in area, fa un numero, favorito da un rimpallo, si gira ancora su sé stesso (altra giocatona) e piazza il cross: Niang prova il tacco e sfiora, sul secondo palo Wague irrompe. Se le due frecce sono un punto di forza, il portiere Khadim N'Diaye è forse l’anello debole della catena difensiva: una sua uscita sciagurata, in cui manca il pallone, innesca ancora Inui che piazza il cross basso su cui Honda può infilare il pareggio. Risultato in fin dei conti giusto, ma che qualcuno a fine torneo potrebbe rimpiangere, perché apre la strada alla possibile rimonta di Polonia o Colombia.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Giu 25, 2018 7:58 am

    Polonia-Colombia 0-3: gol di Mina, Falcao e Cuadrado

    Lewandoski e compagni già fuori dal Mondiale dopo la seconda sconfitta. I Cafeteros si rilanciano dopo il k.o. dell'esordio e tornano in corsa per gli ottavi

    24 GIUGNO 2018 - MILANO

    Mina e Cuadrado esultano dopo l''1-0.

    Era una partita chiave per entrambe. E non poteva esserci verdetto più chiaro. La Colombia travolge 3-0 la Polonia e si giocherà la qualificazione agli ottavi da favorita contro il Senegal, mentre la nazionale di un Lewandowski molto deludente torna a casa dopo due partite senza punti.

    MAI IN GARA — La Polonia stecca sul piano del collettivo, perché la manovra non è mai convincente e la difesa appare perforabile. E anche su quello individuale: Robert Lewandowski si nota solo in un paio di occasioni e per il resto non riesce mai ad incidere, poco aiutato da una squadra che di palloni giocabili gliene fa arrivare pochi. Ancora male Zielinski, forse elevato troppo presto a gran giocatore in Italia, mentre il promettente baby della Samp Kownacki, partito titolare, ha mostrato di avere ancora bisogno delle ripetizioni di Marco Giampaolo. Poco brillante anche l'intero Mondiale di Szczesny, erede di Buffon alla Juve, perforato tre volte dalla Colombia.

    COLOMBIA SBLOCCATA — Tutt'altra musica per i Cafeteros di José Pekerman, squadra che se ha le sue stelle in serata diventa difficile da contenere. Cuadrado ha giocato una partita pazzesca, in cui il gol del 3-0 è stato la cosa forse meno rilevante. Sempre in movimento, ha spesso creato da solo la superiorità numerica a destra. James Rodriguez ha lucidato bene il suo sinistro, invitando Mina al gol di potenza in chiusura di primo tempo che ha sbloccato la partita, con Szczesny apparso non proprio impeccabile. Tra le linee si è ben vista anche la classe di Quintero, trequartista che col sinistro vede cose davvero notevoli. Suo l'assist per il raddoppio griffato Radamel Falcao, implacabile dopo aver già graziato la Polonia in precedenza. E ora che si è sbloccata, la Colombia è pronta a recitare quel ruolo di mina vagante di cui molti l'accreditavano alla vigilia.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Giu 25, 2018 5:57 pm

    Uruguay-Russia 3-0, Suarez, autogol di Cheryshev e Cavani: Celeste prima

    A Samara i sudamericani a segno con il Pistolero, un'autorete su tiro di Laxalt e il Matador. I padroni di casa scompaiono dopo l'espulsione di Smolnikov e finiscono secondi nel girone

    25 GIUGNO 2018 - SAMARA (RUS)

    L'Uruguay esulta, è primo nel Gruppo A.

    SAMARA (Russia) Chi perde forse vince e chi vince rischia di perdere. La partita del relativismo cosmico – si comincia e si finisce senza sapere che cosa sia meglio fare – finisce 3-0 per l’Uruguay: Russia ridimensionata dopo 10 giorni in cui sembrava il Brasile del ’70, Suarez felice per il secondo gol del suo Mondiale e Cavani per la prima esultanza. Quello che conta succede nei primi 36 minuti: il gol del Pistolero su punizione, un’autorete di Cheryshev su tiro di Laxalt e il rosso per doppia ammonizione a Smolnikov. Il 3-0 di Cavani, al 90’, invece vale solo per il fantacalcio.

    IL TABELLONE — Conseguenze: l’Uruguay passa da prima ma rischia di infilarsi nella zona rossa del tabellone, con Spagna (o Portogallo) agli ottavi, poi Francia e chissà, Brasile o Germania. La Russia invece col secondo posto va a Mosca – questa era prevista – e potrebbe rimanere nel lato morbido. Tutto relativo. Però, se interessa una statistica, questa è buona: l’Uruguay, che storicamente non porta al campo undici Gandhi, chiude il girone con un cartellino giallo, a riprova che il gruppo con Egitto e Arabia Saudita era per distacco il più semplice. Significa aver risparmiato un 10-20% di energia che dagli ottavi può tornare utile.

    GLI EPISODI — La partita va raccontata per 36 minuti perché il resto, francamente, è passatempo. L’1-0 è di Suarez, che al 10’ calcia una punizione sul palo di Akinfeev: all’angolo, con la palla che rimbalza davanti alla porta. Bravo lui, molto meno il portiere russo a fare il classico passo in direzione opposta. Il 2-0 arriva 13 minuti dopo ed è un tiro di Laxalt deviato da Cheryshev. Poco dopo la mezz’ora, invece, il terzo episodio: Smolnikov, disastroso quando entra in scivolata su Laxalt, prende un secondo giallo sacrosanto. Cherchesov a quel punto fa la scelta conservativa: dopo aver tenuto in panchina Golovin (delusione degli juventini), sostituisce Cheryshev e dichiara chiusa la partita per manifesta inferiorità.

    GLI ITALIANI — Considerato che il secondo tempo ha offerto solo un’occasione di Dzyuba, due tiri del “Cebolla” Rodriguez e il gol di Cavani – tiro in scivolata dopo colpo di testa di Godin respinto da Akinfeev -, due parole sugli italiani. Laxalt ha avuto il brivido del gol procurato e Caceres ha avuto poco da fare. Più interessante la partita di Torreira (Samp, per poco) e Bentancur (Juve): titolari a metà campo con Vecino (Inter), sono stati tra i migliori.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Giu 25, 2018 6:00 pm

    Arabia Saudita-Egitto 2-1, Salah gol, El Hadary eroe, ma i sauditi la ribaltano

    A Volgograd Faraoni avanti con la stella del Liverpool. Il portiere 45enne para un rigore ad Al Muwallad, ma dal dischetto subito dopo Al Faraj non sbaglia. Nel recupero Al Dawsari relega i nordafricani all'ultimo posto

    25 GIUGNO 2018 - VOLGOGRAD (RUS)

    Il primo rigore per i sauditi, parato dal 45enne El Hadary.

    Sembrava la peggior squadra del torneo l’Arabia Saudita, ma l’Egitto ha fatto di tutto per strapparle il record. E alla fine c’è riuscito al 50’ del secondo tempo: quando il bravissimo portiere El Hadary, 45 anni, da oggi il più vecchio a giocare una partita in un Mondiale, non è riuscito a opporsi all’ennesimo tentativo dei sauditi in area, concretizzato da Al Dawsari. Il 2-1 finale è giusto, l’Arabia festeggia il successo, l’Egitto chiude meritatamente a zero il torneo, dopo un’altra partita da dimenticare e con lo stesso Salah autore di un gol ma poi mai convincente.

    PRODEZZA DA RECORD — Imprecisi come pochi i sauditi, ma almeno ci hanno provato. Chiudendo l’Egitto nella sua metà campo, bloccando quasi tutti i tentativi di ripartenza di Salah e, pur con numerose occasioni al vento, costringendo El Hadary agli straordinari. Due rigori compresi. Probabilmente si aspettava una giornata diversa il portiere che ha superato il colombiano Mondragon (43 anni) diventando il nuovo recordman. I suoi compagni hanno reso memorabile il tutto procurandogli appunto due rigori nel primo tempo: al primo di Al Muwallad, al 41’, El Hadary ha risposto volando come un ragazzino e deviando sulla traversa; contro il secondo (tirato molto meglio da Al Faraj, il migliore dei sauditi) al 51’ l’impresa non è riuscita ed è stato 1-1. Nella ripresa il numero uno egiziano s’è ripetuto altre due volte su tiri ravvicinati, niente da fare invece sulla conclusione vincente al 50’. Due gol presi nel recupero.

    AH SALAH — L’Egitto era partito abbastanza bene e proprio Salah, con una delle azioni "sue", aveva infilato Al Mosailem al 22’ del primo tempo con un pallonetto, beffando anche i due difensori centrali sauditi. Ma poi i "faraoni" sono scomparsi lasciando campo, possesso e occasioni ai sauditi. E Pizzi s’è aggiudicato – a sorpresa, ammettiamolo – il derby tutto argentino con il collega Cuper.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Lun Giu 25, 2018 9:24 pm




    Spagna-Marocco 2-2: gol di Boutaib, Isco, En-Nesyri e Iago Aspas

    Finisce 2-2: il fantasista del Real risponde a Boutaib, sempre pericoloso, poi botta e risposta finale. La squadra di Hierro vince il girone e trova la Russia



    Non è tutto oro ciò che luccica in casa Spagna. Cinque gol subìti in tre partite, una tenuta difensiva messa in seria discussione e un pari per 2-2 col Marocco abbastanza deludente. Perché arriva contro una squadra già eliminata e parecchio inferiore alla corazzata di Hierro, che accede agli ottavi addirittura vincendo il girone. E che ora dovrà vedersela contro i padroni di casa della Russia. Le reti: Boutaib e Isco nel primo tempo, En-Nesyri e Iago Aspas nel finale, dopo provvidenziale intervento della Var.
    DUBBI — Che la Spagna sia una nazionale che procede a strappi, vivendo soprattutto sulle immense qualità delle sue stelle, è tutto sommato scontato. Uno scintillante Isco si candida a essere il sempre più brillante punto di riferimento e i gol, entrambi stupendi, rivelano una squadra con un talento che resta illegale. Prima Iniesta che mette in porta Isco, poi il nuovo entrato Iago Aspas che nel finale regala un bellissimo pari col tacco. Il problema sono le amnesie della difesa: nel primo tempo Boutaib per due volte può farsi quasi un'intera metà campo prima di arrivare a tu per tu con De Gea. Nella prima occasione non sbaglia e segna il momentaneo 1-0, nella seconda calcia addosso al portiere. E se anche uno dei migliori difensori al mondo come Sergio Ramos si fa saltare in testa da En-Nesyri, non esattamente un incrocio tra Suarez e Lewandowski, allora Hierro può preoccuparsi sul serio.
    IL MAROCCO — Gli africani, già eliminati e senza Benatia, lasciano la Russia con un risultato di prestigio. Hanno giocato senza nessuna pressione e questo li ha aiutati. Resterà il rimpianto per la sconfitta con l'Iran che ha pregiudicato tutto.

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Lun Giu 25, 2018 9:27 pm




    Iran-Portogallo 1-1: Ansarifard replica a Quaresma. Lusitani secondi

    A Saransk l'ex Inter segna a fine primo tempo. Nella ripresa Ronaldo sbaglia un rigore e rischia il rosso, nel recupero gli asiatici rimontano ma non riescono a completare il clamoroso ribaltone. Fuori tra gli applausi





    Ronaldo dietro la lavagna, e per un soffio non esce anche dal Mondiale. Salvato da un gran gol di Quaresma e dalla scarsa mira degli attaccanti iraniani nel folle finale di Saransk. Agli ottavi, dopo l'1-1 finale, ci va il Portogallo ma che fatica. Gli asiatici avrebbero persino potuto vincere e qualificarsi proprio ai danni di CR7 che ha sbagliato un rigore e ha rischiato anche il rosso per una gomitata su un avversario nella ripresa. Invece si salva e il 30 a Sochi alle 20 sfiderà l'Uruguay, primo del Gruppo A. Per gli asiatici un'eliminazione amara. Quattro punti e tanti applausi, ma il Mondiale è già finito...

    che trivela — Fernando Santos opera un po' di turnover e regala una chance all'ex Inter Quaresma e al milanista André Silva. Conferma per un altro ex nerazzurro, Joao Mario. Gli asiatici di Queiroz, portoghese ed ex c.t. dei lusitani, però non giocano certo per fare le vittime sacrificali: hanno una chance di andare avanti e provano a giocarsela finché possono, forti anche del risultato di Kaliningrad (la Spagna non sfonda e soffre) che autorizza a sognare. CR7 ci prova fin da subito a far esultare i suoi tifosi con un paio di accelerazioni delle sue, dall'altra parte il portiere rissoso Beiranvand (che lite col compagno di squadra Ezatolahi dopo una mancata chiamata di palla!) ci prova fin da subito a far tremare i suoi tifosi con un paio di uscite a vuoto da brividi: ma si resta sullo 0-0. Asiatici propositivi e persino pericolosi, ma nel finale di tempo ci pensa il Trivela a regalare il momentaneo primo posto al Portogallo: il suo esterno destro al 45' è magico, Beiranvand nulla può.

    CR7, che combini? — La ripresa riparte con un Iran sempre più aggressivo ma che rischia di finire subito al tappeto. Ezatolahi abbatte Ronaldo in area, per Caceres è tutto regolare, non per la Var che smentisce l'operato dell'arbitro e lo richiama. L'arbitro paraguaiano torna sui suoi passi e concede il tiro dal dischetto dopo aver rivisto le immagini al monitor. Ronaldo però si fa ipnotizzare da Beiranvand che blocca in due tempi. Gli asiatici diventano nervosi e rimediano due gialli. Anche Quaresma si becca l'ammonizione prima di lasciare spazio - tra gli applausi - a Bernardo Silva.
    pazzo finale — Queiroz si gioca le sue carte e uno dei nuovi, Ghoddos, sfiora subito il pari. Il c.t. dell'Iran richiama la Var e invece ottiene un rimbrotto arbitrale. La Var interviene qualche minuto dopo per una gomitata di Ronaldo su un avversario che finisce a terra: Caceres non sembra saper cosa fare, poi alla fine tira fuori il giallo e CR7 tira un sospiro di sollievo, il suo Mondiale è salvo. Altro giro, altra Var, e stavolta Caceres non ha dubbi: rigore per l'Iran, tocco di mano in area di Cedric al 91'. Ansarifard non sbaglia e nel finale è assalto iraniano per il clamoroso 2-1 che ribalterebbe completamente il girone. La rete l'Iran la sfiora proprio al 95' ma la palla non entra e l'arbitro fischia la fine. Sul prato di Saransk rimangono a piangere i giocatori iraniani, sollievo invece per Ronaldo & c. che il 30 a Sochi torneranno in campo contro l'Uruguay. Il sogno Mondiale - seppur col brivido - prosegue.

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Mar Giu 26, 2018 9:17 pm





    Mondiali 2018, Danimarca-Francia 0-0 Australia-Perù 0-2

    0-0 tra le due squadre, il Perù batte l'Australia 2-0


    Danimarca-Francia 0-0  e Australia-Perù 0-2 nell'ultima giornata del gruppo C dei Mondiali di Russia 2018. Si qualificano per gli ottavi di finale la Francia, prima con 7 punti, e la Danimarca, seconda con 5. Poco spettacolare la partita dello stadio Luzhniki di Mosca (un solo ammonito e con i due tecnici Deschamps e Hareide, che hanno fatto ampio ricorso al turnover) mentre a Sochi il Perù conquista i suoi primi tre punti (l'Australia chiude ultima a 1) grazie ai gol di Carrillo al 18' e di Guerrero al 50'.

    Danimarca-Francia 0-0 in una partita della terza giornata del gruppo C dei Mondiali di Russia 2018 e giocata a Mosca.
    Danimarca (4-3-3): Schmeichel; Dalsgaard, Kjaer, Christensen, Stryger; Delaney (47'st Lerager), M.Jorgensen, Eriksen; Sisto (15'st Fischer), Cornelius (30'st Dolberg), Brathwaite (2 Krohn-Dehli, 3 Vestergaard, 5 Knudsen, 7 Kvist, 9 N.Jorgensen, 16 Lossl, 19 Schone, 22 Ronnow, 20 Poulsen). Ct Hareide
    Francia (4-2-3-1): Mandanda; Hernandez(5'st Mendy), Kimpembe, Varane, Sidibè; Nzonzi, Kantè; Lemar, Griezmann (23'st Fekir), Dembelè (33'st Mbappè); Giroud (1 Lloris, 2 Pavard, 5 Umtiti, 6 Pogba, 12 Tolisso, 14 Matuidi, 17 Rami, 20 Thauvin, 23 Areola). Ct Deschamps Arbitro: Ricci (Brasile) Angoli: 4-2 per la Danimarca Recupero: 2' e 3' Var: 0 Ammoniti: M.Jorgensen Spettatori: 78011.

    A Sochi, Perù batte Australia 2-0 (1-0).
    AUSTRALIA (4-2-3-1): Ryan, Risdon, Sainsbury, Milligan, Behich, Jedinak, Mooy, Leckie, Rogic (27' st Irvine), Kruse (13' st Arzani), Juric (8' st Cahill). (12 Jones, 18 Vukovic, 2 Degenek, 6 Jurman, 8 Luongo, 14 McLaren, 3 Meredith, 11 Nabbout, 21 Petratos). All.: Van Marwijk.
    PERÙ (4-2-3-1): Gallese, Trauco, Santamaria, Ramos, Advincula, Yotun (1' st Aquino), Tapia (18' st Hurtado), Flores, Cueva, Carrillo (34' st Cartagena), Guerrero. (12 Caceda, 21 Carvallo, 5 Araujo, 3 Corzo, 22 Loyola, 14 Polo, 2 Rodriguez, 11 Ruidiaz). All.: Gareca. Arbitro: Karasev (Russia). Reti: nel pt 18' Carrillo; nel st 5' Guerrero. Ammoniti: Jedinak, Youtun, Arzani, Rogic e Milligan per gioco falloso. Angoli: 8-3 per l'Australia. Recupero: 1' e 4'. Spettatori: paganti 44.073.
    ** I GOL ** - 18' pt: Paolo Guerrero pesca Carrillo al limite dell'area australiana, la conclusione al volo del peruviano non dà scampo a Ryan, con il pallone che s'insacca alla destra del portiere. - 5' st: Guerrero raccoglie in area, spalle alla porta, un pallone sporcato da un avversario e lo gira alle spalle del portiere Ryan.
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Mar Giu 26, 2018 9:20 pm






    Mondiali 2018, Islanda Croazia 1-2







    Basta la Croazia-2 per il sogno ottavi - Basta la Croazia-2 per battere una orgogliosa Islanda e guadagnarsi il pass per gli ottavi di finale con la fascia della prima della classe. A Rostov finisce 2-1 per i biancorossi di Dalic, un punteggio che condanna l'Islanda e, allo stesso tempo, regala anche la certezza del passaggio del turno all'Argentina. Nell'ultimo match del girone D la squadra di Hallgrimsson cede solo al 90' al cospetto della nazionale forse più forte insieme al Belgio vista fin qui al Mondiale. Nonostante l'amplissimo turnover della Croazia (con sei diffidati spazio alla seconde linee, con i soli Modric e Perisic in campo dal 1'), sono proprio i balcanici a fare la partita e a impensierire Halldórsson, anche se i vichinghi pungono appena possono in contropiede (Finnbogason, Bjarnason e Gunnarsson sul finire di tempo). Il fiorentino Badelj è in serata di grazia, corre e smista assist: prima (8') colpisce la traversa con un potente destro dalla distanza, poi un minuto dopo va a segno con una conclusione su cross di Perisic. Lo svantaggio fa riversare l'Islanda nella metà campo croata (anche perchè arrivano le notizie da san Pietroburgo) a caccia del pari. Ci vanno vicino un paio di volte (Ingason prima e Bjarnason intorno alla mezzora dopo) poi, dai e dai il pareggio arriva anche se ci vuole l'intervento della Var che sanziona un braccio largo del neoentrato Lovren che intercetta il cross di Sigurdsson. E' lo stesso Sigurdsson a trasformare il penalty che regala speranze e palpitazioni a go-go. Il grande sforzo profuso spegne però le residue speranze islandesi che alla fine (90') si arrendono all'ennesimo soprassalto croato (che nel frattempo ha buttato in campo anche Rakitic) e a Perisic che finalizza al meglio l'assist del solito Badelj, con un preciso diagonale che trafigge Halldorsson. E' il giusto premio per una nazionale partita col piede giusto e che adesso trova agli ottavi la non trascendentale Danimarca per un quarto di finale davvero alla portata.
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Mar Giu 26, 2018 9:39 pm







    Mondiali 2018, Nigeria Argentina 1-2

    Argentina, Messi: "Dio era con noi, non voleva vederci fuori"
    E certo, Dio si scomoda per un paio di omuncoli in mutandoni. Sempre melodrammatici e pure un pò patetici.

    Leo Messi finalmente in gol: la 'Pulce' sblocca alla sua maniera il match contro la Nigeria e scoppia la felicità nelle file dell'Albiceleste. Festeggia, sugli spalti, anche Diego Armando Maradona, ripreso dalle telecamere a braccia conserte e lo sguardo rivolto al cielo mentre grida "Gracias a dios".

     Ed eccola la mano di Dio del 1986 ,ma anche di Videla nel 1978 (per non dimenticare) durante lo show sulle tribune: ringrazia Dio anche lui..








    Pennicchella in mondovisione..




    ... risveglio o estasi



    .. e infine,saluto della fratellanza universale




     Ah l'Argentina passa il turno, peccato.


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Mer Giu 27, 2018 8:40 pm




    Mondiali 2018, Corea del Sud-Germania 2-0, tedeschi eliminati

    Svezia e Messico qualificate agli ottavi






    La Germania è stata eliminata dai Mondiali di Russia 2018. I campioni del mondo in carica sono stati sconfitti 2-0 dalla Corea del Sud nell'ultima partita del gruppo F.
     
    "È una enorme delusione, c'è silenzio totale nella squadra, non siamo ancora in grado di dire nulla. È difficile spiegare perché non ce l'abbiamo fatta": così l'allenatore della Germania Joachim Loew, dopo la sconfitta con la Corea del Sud, che ha eliminato i tedeschi campioni in carica nella fase a gironi di Russia 2018.

    La caduta degli dei è fragorosa ma ineluttabile. La Germania è fuori dai mondiali e vive la sua (Sud) Corea quasi con rassegnazione. Basterebbe un gol a Kazan per approfittare del regalo della Svezia, che bastona pesantemente il Messico. Invece i campioni del mondo non violano il fortino ben organizzato degli asiatici e nel recupero Kim e Son segnano due gol storici, vidimati dalla Var, che rendono la disfatta più evidente. Per i sud coreani è una soddisfazione morale straordinaria, ma anche loro vanno a casa. Per la prima volta i tedeschi escono nella fase a gironi e da ultimi. La più grossa sorpresa dei mondiali di Russia matura in una scialba partita che mai i tedeschi danno l'impressione di poter vincere.

    E stavolta Toni Kroos non ripete il miracolo confezionato al 95' contro la Svezia, C'è aria di ciclo finito: Loew non incide con le sue scelte, il gruppo dei milionari del Bayern sembra un po' bollito, Muller cammina per il campo, Ozil e Reus non incidono, Khedira fatica per frenare gli avversari che corrono a doppia velocità. Gli esterni non tornano con continuità e la squadra gioca peggio, se possibile, rispetto alle altre due partite. La generazione che ha trionfato in Brasile è in debito di ossigeno e il nuovo corso dovrà ripartire, un po' come l'Italia, con una rifondazione profonda. La Corea del Sud regge bene a centrocampo con Lee, Jung e Jang, la difesa è ben registrata da Kim che alla fine si trasforma in goleador. Ma a festeggiare è soprattutto il Messico, che passa agli ottavi nonostante il tris subito con la Svezia, killer dell'Italia, che a sorpresa vince il girone.
    Svezia e Messico volano agli ottavi del Mondiale di calcio. La sconfitta dei centroamericani contro gli scandinavi (3-0) non compromette la qualificazione di entrambe le squadre (a quota 6 in classifica), data la concomitante sconfitta della Germania 3-0.
    La Svezia passa come prima del girone.
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Mer Giu 27, 2018 8:49 pm



    Mondiali: Brasile e Svizzera agli ottavi

    La Selecao si è classificata al primo posto nel Gruppo E. 2-2 con Costarica, Svizzera agli ottavi






    Brasile batte Serbia 2-0 (1-0), in una partita della terza tornata del Gruppo E di qualificazione mondiale disputata nello Spartak stadium, a Mosca. La Selecao, in virtù del risultato di stasera, è prima nel proprio girone. Al secondo posto la Svizzera che ha pareggiato 2-2 con il Costarica.
    I gol

    • Svizzera-Costa Rica 1-0: 31' pt, cross di Lichtsteiner, sponda di Embolo per l'accorrente Dzemaili che da due passi batte Navas 
    • Serbia-Brasile 0-1: 36' pt, Brasile in vantaggio con Paulinho, che sfrutta una favolosa verticalizzazione di Coutinho e batte con un pallonetto Stojkovic.
    • Svizzera-Costa Rica 1-1: 11' st, sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Campbell Waston stacca più in alto di tutti e di testa batte Sommer.

    • Serbia-Brasile 0-2: 23' st, angolo dalla sinistra di Neymar, incornata di Thiago Silva, che fulmina il portiere e firma il 2-0.
    • Svizzera-Costa Rica 2-1: 43' st, Svizzera di nuovo in vantaggio. Cross di Zakaria per Drmic, che con un diagonale di destro batte Navas
    • Svizzera-Costa Rica 2-2: 48' st, contatto in area tra Zakaria e Campbell, l'arbitro Turpin concede il rigore. Alla battuta Bryan Ruiz segna complice la deviazione determinante di Sommer.

    Questa la classifica finale: Brasile 7, Svizzera 5, Serbia 3 Costarica 1  
    I tabellini
    Brasile batte Serbia 2-0 (1-0), nello Spartak stadium, a Mosca. 
    Serbia (4-2-3-1): Stojkovic, Rukavina, Milenkovic, Veljkovic, Kolarov, Matic, Milinkovic-Savic, Tadic, Ljajic (30' st Zvikovic), Kostic (37' st Radonjic), Mitrovic (44' st Jovic). (12 Rajkovic, 23 Dmitrovic, 16 Grujic, 6 Ivanovic, 4 Milivojevic, 8 Prijovic, 14 Rodic, 5 Spajic, 3 Tosic). All.: Krstajic. 
    Brasile (4-3-3): Alisson, Fagner, Thiago Silva, Miranda, Marcelo (10' pt Luis Felipe), Paulinho (21' st Fernandinho), Casemiro, Coutinho (35' st Renato Augusto), Willian, Gabriel Gesus, Neymar. (23 Ederson, 16 Cassio, 4 Geromel, 13 Marquinhos, 18 Fred, 20 Firmino, 21 Taison). All.: Tite.
    Arbitro: Faghani (Iran). Reti: nel pt 36' Paulinho; nel st 23' Thiago Silva. Ammoniti: Ljajic, Matic e Mitrovic per gioco falloso. Angoli: 9-5 per il Brasile. Recupero: 1' e 3'. Spettatori: 42 mila circa. Var: 0.
    Svizzera e Costarica hanno pareggiato 2-2 nell'ultima partita del gruppo E dei Mondiali di Russia 2018. la Svizzera è qualificata per gli ottavi di finale.
    Svizzera (4-2-3-1): Sommer; Lichtsteiner, Schär, Akanji, Rodriguez; Behrami (15' st Zakaria), Xhaka; Shaqiri (35' st Lang), Dzemaili, Embolo; Gavranovic (24' st Drmic). (3 Moubandje, 4 Elvedi, 8 Freuler, 9 Seferovic, 12 Mvogo, 16 G. Fernandes, 20 Djourou, 21 Bürki, 14 Zuber): Ct: Vladimir Petkovic
    Costa Rica (4-4-2-): Navas; Waston, Gonzalez, Guzman, Acosta; Gamboa (47' st Smith), Borges, Oviedo, Ruiz; Campbell, Colindres (36' st Wallace). (6 O.Duarte, 7 C. Bolaños, 11 J. Venegas, 14 R. Azofeifa, 15 F.Calvo, 17 Y. Tejeda, 18 P. Pemberton 21 M. Ureña, 22 K. Gutierrez, 23 L. Moreira). Ct: Oscar Ramirez
    Arbitro: Turpin (Fra) Reti: 31' pt Dzemaili, 11' st Waston, 43' Drmic, 48' st Sommer (aut.) Angoli: 6 a 5 per la Svizzera Recupero: 1' e 3' Ammoniti: Gamboa, Campbell, Liechtsteiner, Zakaria, Schär per gioco scorretto Var: 1
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Gio Giu 28, 2018 8:57 pm



    Giappone avanti per fair play

    Nipponici ko con Polonia, a ottavi perché subiti meno cartellini










    Perde, difende la sconfitta con una melina come non si vedeva dai tempi della grande Olanda, e alla fine il piccolo Giappone esulta: va agli ottavi grazie alla strana regola delle ammonizioni. E' l'incredibile epilogo del girone H, dove succede tutto in contemporanea e in maniera rocambolesca: la Colombia batte il Senegal 1-0 guadagnandosi gli ottavi ai danni dell'ultima africana rimasta in corsa, la Polonia supera con identico punteggio la nazionale di Nagatomo. Senegalesi e giapponesi pari in tutto, tranne che per il numero di cartellini: 6 a 4 per gli africani. E' la prima volta che accade ai Mondiali che una squadra si qualifichi grazie al fair-play: un'inedito che ristabilisce la centralità dell'arbitro e della sua discrezionalità, nell'era della Var al Mondiale.
    La storia è stata riscritta a Volgograd, in una partita che ha regalato anche momenti grotteschi, con gli ultimi minuti di non-gioco per evitare di subire sanzioni disciplinare ancor prima che una seconda rete, tra i fischi di tutto lo stadio. I nipponici vanno avanti a fari spenti, rischiando tantissimo, ma soprattutto grazie alla regola Fifa di fresca introduzione che penalizza chi ha più 'gialli', bandite tutte le ironie che gia' corrono in rete: così Giappone fa tesoro di una 'fedina disciplinare' meno opaca dei rivali e compie il grande salto fino alla fase a eliminazione diretta. La primizia mondiale è talmente inebriante da indurre i giapponesi a rifiutare la sfida negli ultimi minuti, per evitare che qualche giocatore possa incorrere in una o più sanzioni disciplinari. Il Giappone perde l'ultima partita contro una Polonia già eliminata (1-0), ma non per questo meno motivata, e rischia grosso, perché l'altro match del Gruppo H si sblocca solo nel finale. I 'Cafeteros', per evitare contrattempi, infatti, nel finale blindano la propria qualificazione e mandano a casa Koulibaly e compagni.
    L'ultimo quarto d'ora dei giapponesi è davvero grottesco, all'insegna dell'immobilismo, con i giocatori come fulminati sul terreno di gioco della Volgograd arena e la Polonia che preferisce rimanere rintanata nella propria metà campo, forte del vantaggio minimo. Il difensore polacco Bednarek, al 14' della ripresa, aveva spezzato l'equilibrio, raccogliendo una punizione di Kurzawa dalla sinistra, con il pallone che spiove nella zona del secondo palo, e insacca al volo di piatto destro, fulminando il portiere Kawashima. Il gol scuote i giapponesi, che in quel momento sono eliminati dal torneo per la peggiore differenza-reti rispetto al Senegal, ultimo baluardo africano; ma ci pensa la Colombia a ribaltare la situazione, firmando l'1-0 e condannando di fatto la squadra allenata da Aliou Cissé. Il Senegal resta escluso per le sanzioni disciplinari subite: due contro la Polonia (Sane e Gueye), tre contro il Giappone (Salaby, Niang e Ndoye), un altro oggi contro la Colombia (ancora Niang, che dunque sarebbe stato squalificato in caso di ottavi), per un totale sei ammoniti, contro i quattro (il portiere Kawashima, Hasebe, Inui e Makino) dei 'Blue Samurai', che dunque vanno avanti e adesso dovranno affrontare la prima classifica del Gruppo G; in altre parole una big fra Inghilterra e Belgio. Il destino dei nipponici sembra segnato nel Mondiale, ma la storia è stata scritta oggi: nel torneo iridato nessuna squadra, prima di oggi, si era qualificata per una conta dei cartellini
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    Re: La testa nel pallone

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