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spettacolo a 360 gradi con incursioni in altro


    La testa nel pallone

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Mag 19, 2018 2:22 pm

    Juve, tutto lo Stadium per Buffon. E Chiellini viene incoronato capitano

    Maxi coreografia per l'addio al portiere. Dopo la partita con il Verona la cerimonia di consegna della coppa dello scudetto e dalle 18,30 il tour in pullman scoperto per Torino. La chiusura con un party privato in un locale del centro

    19 MAGGIO 2018 - MILANO
    Sarà una giornata lunga, una festa infinita e piena di emozioni, che prenderà il via alle 15 con il fischio d’inizio di Juventus-Verona in uno Stadium stracolmo e finirà a tarda notte in un locale del centro di Torino. Sarà la giornata dello scudetto numero 34, ma soprattutto dell’addio di Buffon. E sarà anche quella dell’incoronazione di Giorgio Chiellini capitano. Al primo sarà ovviamente riservato un trattamento molto speciale. Diciassette anni da record, fatti di coppe e titoli, ma con tanto di discesa agli inferi e ritorno, non si dimenticano. Lo stadio lo ringrazierà con una coreografia che coinvolgerà tutti i settori e che probabilmente sarà ispirata all’hashtag #UN1CO lanciata dalla Juventus.

    GIORGIO, L'EREDE — Dopo la partita ecco la consegna della coppa scudetto, con rituale sfilata di giocatori. Circa un’ora e mezzo di cerimoniale durante il quale potrebbe esserci anche un simbolico passaggio di consegne della fascia di capitano da Gigi Buffon a Giorgio Chiellini, che ottiene oggi questo riconoscimento per tutto quello che ha fatto vedere in questi anni, gestendo tanto spesso le gare in campo, ma facendo pure sentire il suo vocione toscanaccio dalla panchina. Anche Buffon ha benedetto la scelta: "Sarà meritatamente il nuovo capitano della squadra: abbiamo vissuto in simbiosi per 13 anni, nello spogliatoio e in campo. Giorgio incarna alla perfezione ciò che deve essere il capitano della Juve".

    SFILATA E PARTY — Alle 18,30 circa la squadra lascerà lo stadio per il giro della città con il pullman scoperto. La Juve percorrerà Corso Regina Margherita fino ai Giardini Reali, toccherà viale Primo Maggio, piazza Castello, via Po e piazza Vittorio, dove è previsto il picco di affluenza. In città ci sarà il massimo grado di allerta per evitare che si ripetano i tragici fatti di un anno fa in piazza San Carlo (stavolta esclusa dal tragitto) per la finale di Champions. Sono state emesse due ordinanze che vietano la vendita di bottiglie di vetro e di lattine e la possibilità di parcheggiare nelle strade interessate dalla sfilata. Dopo la festa in piazza Vittoria, la truppa bianconera si sposterà alle Ogr (Officine Grandi Riparazioni) dove si terrà il party privato tra balli, canti e brindisi. Soprattutto per Gigi Buffon.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Mag 20, 2018 7:57 am

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    La Juventus batte il Verona per 2 a 1! DoppioPingu

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Mag 20, 2018 8:03 am

    Juventus-Verona 2-1: Pjanic e Rugani in gol nel giorno dell'addio di Buffon e della festa scudetto


    Gianluigi Buffon saluta i suoi tifosi.

    Altra vittoria dei campioni d'Italia. Dopo un'ora di gioco Allegri effettua il cambio con Pinsoglio e parte la standing ovation dello Stadium per il portiere che saluta compagni, avversari e tifosi. Ultima anche per Lichtsteiner (che sbaglia un rigore)

    TORINO - La Juventus batte il Verona e chiude in bellezza. I bianconeri festeggiano il settimo scudetto di fila vincendo per 2-1 all'Allianz Stadium e toccando così quota 95 punti.

    Nel giorno dell'emozionante addio alla Juve di Gigi Buffon il popolo bianconero si gode i gol di Rugani e Pjanic in avvio di ripresa, mentre la rete di Cerci è una magra consolazione per gli scaligeri già retrocessi.

    L'Allianz Stadium celebra l'ultima partita in bianconero di Buffon riservando al portiere un'accoglienza unica. Striscioni, cori e lacrime sono tutte per il capitano bianconero, che entra per primo in campo e va a prendersi il caloroso saluto della curva trattenendo a stento l'emozione. Prima di sistemarsi tra i pali il numero 1 della Juve, che indossa la nuova maglia con l'hashtag '#Un1co' all'altezza del braccio, viene abbracciato da tutti i suoi compagni di squadra.

    La festa continua a partita iniziata e sono ancora applausi per Buffon quando, al quarto d'ora, vola a respingere l'insidiosa conclusione a giro di Fares. E' l'unico squillo del Verona in un primo tempo dominato dalla Juventus, ispirata dall'atmosfera speciale anche se a secco di gol fino all'intervallo. Dybala, Mandzukic e Douglas Costa mettono alle corde gli scaligeri, Nicolas salva più volte il risultato e al 40' è la traversa a dire di no allo splendido lob di sinistro del numero 10 bianconero.

    L'unica nota stonata in casa Juve è l'infortunio di Sturaro, costretto a lasciare il posto a Bentancur già prima dell'intervallo. Per il resto ai bianconeri manca solo il gol, che puntuale arriva in avvio di ripresa con la firma di Rugani: il difensore non sbaglia il più facile dei tap-in dopo una respinta corta di Nicolas sulla conclusione di Douglas Costa.

    Al 52' la Juve concede il bis con la solita perla su punizione di Pjanic, poi al 62' tutti in piedi per Buffon. Il capitano bianconero, sostituito dal terzo portiere Pinsoglio, si scioglie in lacrime lasciando il campo tra gli applausi del pubblico, celebrato dai compagni di squadra e anche dagli avversari.

    In campo il Verona ci prova a rovinare la festa scudetto dei bianconeri e, dopo il gol con cui Cerci accorcia le distanze al 76' su assist di Romulo, è Nicolas a rendere più amaro un altro addio, quello di Lichtsteiner. Lo svizzero si fa parare il rigore concesso da Pinzani per un fallo di mano di Bearzotti su un colpo di testa di Mandzukic, ma nel recupero Allegri concede anche a lui l'ultima passerella in bianconero. E la festa, tra sorrisi e lacrime, è completa.
    Fonte: La Repubblica



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Dom Mag 20, 2018 11:17 am

    Chilavert attacca Maradona: “Vergogna mondiale”
    L’ex portiere del Paraguay si è unito alle critiche nei confronti della stella argentina



    José Luis Chilavert, ex calciatore paraguaiano, si è unito, tramite il proprio account Twitter, alle critiche del giornalista Alberto Rodríguez e dell’artista José Luis Rodriguez nei confronti di Diego Armando Maradona colpevole, secondo loro, di aver presenziato e sostenuto fin troppo apertamente la campagna elettorale di Nicolás Maduro in Venezuela.
    I FATTI – La leggenda del calcio argentino e mondiale, Diego Armando Maradona, si è dichiarato convinto sostenitore del presidente del Venezuela Nicolas Maduro, in vista delle elezioni presidenziali di domenica, presentandosi come un suo “soldato” in occasione dell’ultimo appuntamento della campagna elettorale del capo dello Stato. In bermuda e con una bandiera del Venezuela, l’ex Pibe de Oro è salito sul palco al fianco del presidente uscente, davanti a migliaia di sostenitori nel centro di Caracas.
    LE CRITICHE – Tra i primi a criticare l’ex asso argentino era stato l’artista, detto El Puma, José Luis Rodriguez che aveva definito Maradona come privo di ideali. Dopo l’ultima apparizione accanto a Maduro, anche Alberto Rodriguez, giornalista venezuelano, è intervenuto rigorosamente tramite social, dicendo la sua sulla presenza del Pipe de Oro. In risposta al messaggio di Rodriguez ecco l’ex portiere del Paraguay José Luis Chilavert che ha espresso il proprio dissenso con un messaggio le cui prime parole fanno intendere alla perfezione la sua visione: “Vergogna mondiale…”

    .itasportpress.it


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Mag 27, 2018 8:07 am

    A chi interessasse....

    Champions League: Real Madrid-Liverpool 3-1, Merengues campioni per la 13ª volta

    Doppio Bale e un gol di Benzema: i Reds perdono subito Salah e vengono superati nella partita dei troppi errori di Karius

    Dalla rovesciata di Cristiano contro la Juve a quella di Bale contro il Liverpool. Il Real Madrid non gioca il calcio più entusiasmante ma i suoi campioni hanno colpi che non ha nessun altro. È così alla Casa Blanca arriva la Champions numero 13, salvando una stagione deludente in Liga e confermando che la qualità paga sempre.

    Perde un Liverpool coraggioso, tradito dal portiere più comico che si sia mai visto. Due papere sesquipedali che concedono l’1-0 a Benzema e il 3-1 a Bale, gallese feroce contro gli inglesi, che si alza dalla panchina dove era rabbuiato e ci mette 122 secondi, meno di tre minuti per rovesciare la partita. I vecchi tifosi interisti ricorderanno il gol di Peirò, nella semifinale di Coppa Campioni del 12 maggio 1965, quando turlupinò il portiere proprio del Liverpool, ma questo è nulla in confronto a quello che Karius ha fatto ieri sera.

    Forse è che vincono sempre i più ricchi: 1.288 milioni di euro come valore d’impresa per il Real contro i 986 del Liverpool; 674,6 milioni di introiti contro 424,2; 962,5 milioni di valore della «rosa» contro 548,5; 6,97 milioni di stipendio medio contro 4,08; 190 milioni di follower sui social media contro 45.

    Forse è che Zinedine Zidane è un allenatore sottovalutato. Tre Champions/Campioni di fila non le aveva mai vinte nessuno, anche se c’è chi dice che tatticamente non è il massimo. La verità è che il Real gioca un calcio diverso da quello dettato da Guardiola nelle sue tre trasformazioni (Barça, Bayern, Manchester City): niente pressing alto a tutti i costi, difesa spesso uno contro uno per non chiedere ai centrocampisti ma soprattutto agli attaccanti di spolmonarsi e divisione nettissima tra titolari e riserve. L’undici iniziale era lo stesso di Cardiff, ma il cambio decisivo è stato Bale per Isco dopo un primo tempo in cui il Real aveva tenuto palla ma era stato molle e impreciso.

    Di sicuro non è stata la serata di Cristiano Ronaldo, che ha sbagliato un gol già fatto per presunzione, ma che ottiene la sua quinta Champions personale (una con il Manchester United) e chiude per il sesto anno consecutivo da capocannoniere della manifestazione (15 reti). Ma ben di peggio è capitato a Salah, uscito per infortunio alla mezzora dopo un «laccio californiano» astuto e cattivello di Sergio Ramos. Per l’egiziano si teme una frattura alla clavicola e l’addio al Mondiale. La fine peggiore per una stagione fenomenale. Mané ha provato a sostituirlo, giocando una gara fantastica, ma non poteva prevedere l’effetto Karius. Jurgen Klopp ha perso così la sua terza finale europea (Bayern Monaco-Borussia Dortmund, Champions 2013; Siviglia-Liverpool, Europa League 2016) ma non è da certi particolari che si giudica un allenatore.

    Un piccolo sorriso per la Roma: la vittoria del Real aumenta le chance di essere in seconda fascia nella prossima Champions League. Nella prima, invece, ci saranno tre spagnole: Real, Atletico e Barcellona, il segno del dominio.
    Fonte: Il Corriere della Sera


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Dom Giu 10, 2018 2:00 pm

                    CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO 2018







    I Mondiali 2018 di calcio si disputeranno in Russia dal 14 giugno al 15 luglio. Le 32 Nazionali partecipanti sono state divise in 8 gironi da 4 squadre ciascuna, le prime due si qualificheranno agli ottavi di finale dove incomincerà la fase a eliminazione diretta.

    Il Gruppo A si incrocerà con il B, poi le altre coppie C-D, E-F, G-H. Le vincitrici dei vari gruppi affronteranno le seconde classificate.




    I GIRONI


    GRUPPO A: Russia, Arabia Saudita, Egitto, Uruguay


    GRUPPO B: Portogallo, Spagna, Marocco, Iran


    GRUPPO C: Francia, Australia, Perù, Danimarca


    GRUPPO D: Argentina, Islanda, Croazia, Nigeria


    GRUPPO E: Brasile, Svizzera, Costa Rica, Serbia


    GRUPPO F: Germania, Messico, Svezia, Corea del Sud


    GRUPPO G: Belgio, Panama, Tunisia, Inghilterra


    GRUPPO H: Polonia, Senegal, Colombia, Giappone



    La mascotte di Russia 2018 si chiama Zabivaka, che in russo significa 'colui che segna'. E' stato presentato come una mascotte che "irradia divertimento, fascino e fiducia e ama giocare a calcio rispettando le regole e i suoi avversari".


    Zabivaka è un lupo che ama giocare a calcio: il simbolo dei prossimi Mondiali è stato presentato a Mosca dal ministro dello sport Vitaly Mutko e dall'ex attaccante del Brasile Ronaldo.


    Il lupo Zabivaka è stato scelto dal 53% dei partecipanti ad un sondaggio effettuato dalla FIFA, battendo la concorrenza di altre due potenziali mascotte: una tigre (27% delle preferenze) e un gatto (20% dei voti).







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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Gio Giu 14, 2018 3:23 pm




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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Gio Giu 14, 2018 9:56 pm

    Mondiali: Russia-Arabia Saudita 5-0

    Nella sfida inaugurale già una doppietta: la firma Cheryshev










    (ANSA) - MOSCA, 14 GIU - La Russia a valanga sull'Arabia Saudita, nella sfida inaugurale del Mondiale di calcio, disputata a Mosca. Sul terreno dello stadio Luzniki finisce 5-0 per la squadra guidata da Cherchesov. I russi, davanti agli occhi di Putin, vanno in vantaggio con Gazinskiy dopo soli 12', su assist di Golovin. Il raddoppio arriva al 43' grazie a Cheryshev, servito da Zobnin. Nella ripresa il nuovo entrato Dzyuba - su assist di Golovin - cala il tris al 26' e nel finale arriva il 4-0 firmato da Cheryshev al 46', infine la cinquina dello stesso Golovin: il giocatore nel mirino della Juve chiude con un gol e due assist.
       
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Ven Giu 15, 2018 8:34 am

    Mondiali, Russia-Arabia Saudita 5-0: festa a Mosca, spettacolo russo al debutto

    Gazinsky segna il primo gol di Russia 2018, poi Cheryshev (due magie), Dzyuba e Golovin chiudono il conto: la nazionale di Cherchesov parte bene, Putin applaude in tribuna. In evidenza il gioiello che piace alla Juve. Domani Egitto-Uruguay, l'altra partita del girone A

    14 GIUGNO 2018 - MOSCA

    L'esultanza russa dopo il gol di Golovin.

    Quando il principe saudita Mohammed bin Salman ha smesso di fare attenzione, mettendosi a chiacchierare con Putin e coinvolgendo suo malgrado Infantino, la gara sembrava aver detto tutto. Era già il secondo tempo, la Russia era avanti 2-0 e la gara inaugurale era virtualmente andata. Invece il meglio doveva venire con i padroni di casa, che alla vigilia temevano una figuraccia, dilaganti fino al 5-0 finale. Cheryshev si prende la scena con una doppietta, ma Golovin non è da meno con due assist e un gol su punizione. Meno, molto meno, l’Arabia Saudita di Pizzi: errori, poca coesione, poco talento.

    BUON GOLOVIN — In Italia l’osservato speciale era Aleksandar Golovin, obiettivo di mercato della Juve: il siberiano non ha certo fatto un piacere a Marotta, nel giro di un quarto d’ora aveva già fatto lievitare la sua valutazione con una partenza sprint: dribbling, conduzione di palla, un filtrante e poi il cross per il gol del vantaggio. Non è durato solo 15’: è entrato anche nell’azione del secondo gol e aggiunto un altro assist per il terzo. Tutti i piazzati sono suoi, e sull’ultimo inventa la gran punizione per il 5-0. Le qualità ci sono, e pure la personalità.

    I GOL — Non era nemmeno sicuro di essere fra i 23, Yuri Gazinsky, qualche mese fa: invece porta il suo nome il primo gol del Mondiale in casa della Russia. Il centrocampista difensivo del Krasnodar sugli sviluppi di un corner ha il merito di spingere dentro di testa la bella palla messa in mezzo da Golovin: l’ultimo a segnare di testa in una gara inaugurale era stato François Omam-Biyik a Italia 90 e ce lo ricordiamo ancora oggi. Memorabile è anche il tocco sotto (voluto?) con cui Cheryshev al 43’ manda “al bar” due difensori sauditi, sul passaggio di Zobnin. Dopo il dribbling il giocatore del Villarreal (subentrato a Dzagoev infortunato dopo 20’), scarica sul primo palo il 2-0.

    GARA CHIUSA — Con la gara in discesa la Russia per un po’ ha controllato, rischiando qualcosa in due occasioni, il ritmo è sceso, i tre supervip in tribuna autorità si sono messi a pensare ad altro. Li ha risvegliati il subentrante Dzyuba, entrato da 1’: ancora di testa, ancora su un cross di Golovin, li ha esaltati ancora Cheryshev con un gran gol d’esterno, li ha salutati il siberiano nel recupero su punizione. I russi si giocheranno con Salah le chanches di passare agli ottavi. Buona notizia, per loro. Quella buona per tutti è che il Mondiale è iniziato.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Ven Giu 15, 2018 9:18 pm








    Mondiali: Egitto-Uruguay 0-1

    Decide una rete realizzata nel finale dal difensore Jimenez






    (ANSA) - ROMA, 15 GIU - L'Uruguay batte l'Egitto 1-0 e aggancia la Russia, ieri vittoriosa per 5-0 sull'Arabia Saudita nella partita d'esordio, in testa al Girone A dei Mondiali di calcio. A Ekaterinburg decide una rete messa a segno nel finale di Jimenez, difensore dell'Atletico Madrid, su assist di Sanchez. Nordafricani penalizzati dall'assenza di Mohamed Salah e incapaci di pungere la squadra guidata da Oscar Washington Tabarez, il ct che per la quarta volta ha trascinato la 'Celeste' alla fase finale del torneo iridato.
       
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Ven Giu 15, 2018 9:19 pm




    Mondiali 2018: Marocco Iran 0-1

    L'attaccante Bouhaddouz imita Niccolai e firma 1-0 nel recupero



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    Iran batte Marocco 1-0 (0-0), nella prima partita del Girone B di qualificazione dei Mondiali di calcio, disputata a San Pietroburgo.

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    Perdere su autogol e al '95: peggio non poteva andare per il Marocco, tornato al Mondiale dopo 20 anni e sconfitto dall'Iran, un avversario non proprio come tanti (non con sono rapporti diplomatici tra i due Paesi). Una gara che sembrava ormai inchiodata sullo 0-0 è stata decisa da un improvvido autogol, in tuffo e di testa, di Bouhaddouz, sugli sviluppi di una punizione da fuori aerea. Eppure i 'Leoni dell'Atlante' avevano cominciato meglio, anche se la prima vera clamorosa occasione l'ha avuta Azmoun a fine primo tempo, sventata dal portiere marocchino. Nella ripresa, la partita si mantiene molto tattica, anche perchè con Portogallo e Spagna nel girone un punto non è da disdegnare. Si va a fiammate, e la più nitida capita a Ziyech che impegna severamente Beiranvand.
    sembra un pareggio scritto, poi all'ultimo respiro Bouhaddouz fa il patarac condannando il Marocco per la secon da volta in due giorni: ieri dalla Fifa a ospitare il Mondiale 2026, oggi dall'Iran nell'esordio Mondiale atteso una vita.

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    Marocco (3-4-3): El Kajoui, Hakimi, Benatia, Saiss, Boussoufa, Ziyech, El Ahmadi, Harit (37' st Da Costa), N. Amrabat (31' st S. Amrabat), El Kaabi (32' st Bouhaddouz), Belhanda. (1 Bounou, 22 Reda Tagnaouti, 15 Ait Bennasser, 13 Boutaib, 23 Carcela, 17 Dirar, 19 En-Nesyri, 11 Fajr, 3 Mendyl). All.: Renard.

    Iran (3-4-3): Beiranvand, Pouraliganji, Cheshmi, Rezaeian, Shojaei (23' st Taremi), Hajsafi, Ebrahimi (34' st Montazeri), Ansarifard, Amiri, Azmoun, Jahanbakhsh (40' st Ghoddos). (12 Mazaheri, 22 Abedzadeh, 21 Dejagah, 16 Ghoochannejdad, 19 Hosseini, 13 Khanzadeh, 5 Mohammadi, 2 Torabi). All.: Queiroz.

    Arbitro: Cakir (Turchia). Rete: nel st 50' Bouhaddouz (autogol). Ammoniti: Shojaei, El Ahmadi, Jahanbakhsh e Ansarifard per gioco falloso. Angoli: 5-2 per il Marocco. Recupero: 3' e 6'.




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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Ven Giu 15, 2018 9:25 pm




    Mondiali 2018: Portogallo Spagna 3-3

    Reti: nel pt 4' (rigore) e 44' Cristiano Ronaldo, 24' Diego Costa; nel st 10' Diego Costa, 13' Nacho, 43' Cristiano Ronaldo



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    A Sochi Cristiano Ronaldo ha dato spettacolo nel 3-3 fra Portogallo e Spagna, di cui è stato, ovviamente, il protagonista principale. CR7 ha portato infatti via il pallone da una bella partita, avendo segnato una tripletta: un penalty dopo 4 minuti, poi la rete del 2-1 in chiusura di primo tempo, con la decisiva collaborazione di De Gea autore di una papera quasi alla Karius, quindi la magnifica punizione a 3' dalla fine che ha definito il risultato. Come dire che se il Portogallo è riuscito a non perdere questo derby iberico, il merito è stato del suo fuoriclasse mai stanco di vincere, correre, spronare i compagni e anche rimproverarli quando ne sprecano gli assist, come hanno fatto oggi Guedes e Quaresma. Ronaldo è stato quindi quel giocatore "enorme" di cui aveva parlato il ct lusitano Fernando Santos alla vigilia.


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    I GOL
    - 4' pt: Cristiano Ronaldo entra in area e viene steso da Nacho. Rocchi indica il dischetto e CR7 trasforma.
    - 24' pt: Diego Costa s'impossessa del pallone, si libera di Pepe con un accenno di manata e con una conclusione di potenza batte Rui Patricio.
    - 44' pt: Guedes serve Ronaldo, che lascia partire un tiro forte ma centrale sul quale De Gea compie una 'papera', non bloccando e mandando il pallone in rete: 2-1 per il Portogallo.
    - 10' st: lancio di David Silva verso Busquets che, di testa, serve un assist a Diego Costa che arriva in corsa e segna di destro.
    - 13' st: gran destro di Nacho dai 20 metri dopo una serie di batti e ribatti in area. Il pallone 'bacia' il palo alla destra di Rui Patricio e termina in rete.
    - 43' st: punizione dal limite per fallo di Piquè su Cristiano Ronaldo. Lo stesso CR7 trasforma magistralmente d'interno collo con il destro.
     
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    LA CRONACA IN PILLOLE
    Secondo tempo
    95': è finita. Bella partita, 3-3
    92': sfiora ancora il gol CR7
    3-3 all'88': Cristiano Ronaldo implacabile su calcio di punizione
    87': Cristiano Roinaldo si va a prendere un calcio di punizione
    86': la Spagna cerca di addormentare la partita
    82': palleggio prolungato degli spagnoli, il Portogallo non riesce a prendere la palla
    78': contropiede di CR7, ma i difensori spagnoli si salvano
    75': Quaresma tira alto sulla traversa. E' un po' che non ci sono vere e proprie occasioni da gol. Ma le due squadre continuano a lottare
    70': grande azione della Spagna, stavolta Diego Costa non riesce a mettere in rete
    63': partita sempre molto bella, con le squadre che non si risparmiano
    2-3 al 58': tiro da fuori di Nacho che sbatte contro il palo interno e si infila in rete
    2-2 al 55': gol di Diego Costa su rimpallo davanti alla porta
    53': Iniesta subisce fallo, punizione per la Spagna
    49': Bruno Fernandes, conclusione dal limite senza grandi pretese
    46': iniziati i secondi 45'

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    Primo tempo finisce col Portogallo in vantaggio per 2-1, grazie ad un super CR7. Resta però il grande errore del portiere spagnolo... 
    2-1 al 44': papera di De Gea, segna ancora Cristiano Ronaldo
    42': velocissimo Isco si gira e tira immediatamente mettendo in difficoltà Rui Patricio
    38': dopo il pareggio spagnoli controllano meglio il campo
    35': Iniesta sfiora il gol con un tiro dall'interno dell'area
    28': partita bellissima con rapidi cambi di fronte
    26: gran tiro di Isco, la palla finisce contro la traversa e rimbalza sulla linea di porta, ma non entra
    1-1 al 24': gol di Diego Costa su azione molto contestata dai portoghesi 

    18: punizione dal limite destro dell'area di CR7, ribattuto da Busquets
    15': spagnoli sembrano ancora storditi dall'inizio in salita, non riescono ad essere incisivi
    10': tiro da dentro l'area portoghese di Silva, alto sulla traversa
    1-0 al 4': gol di CR7 dal dischetto, con un rasoterra vicino al palo destro
    Al 3' rigore per Portogallo per fallo di Nacho su Cristiano Ronaldo 

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    Portogallo-Spagna 3-3 (2-1) in una partita del gruppo B dei Mondiali di Russia 2018.
    Portogallo (4-4-2): Rui Patricio, Guerreiro, Pepe, Fonte, Cedric, William Carvalho, Joao Moutinho, Bernardo Silva (24' st Quaresma), Bruno Fernandes (23' st Joao Mario), Cristiano Ronaldo, Guedes (35' st Andrè Silva). (12 Lopes, 22 Beto, 15 Pereira, 2 Bruno Alves, 19 Mario Rui, 13 Ruben Dias, 4 Manuel Fernandes, 23 Adrien Silva, 18 Gilson Martins). All.: Santos.
    Spagna (4-1-4-1): De Gea, Nacho, Piquè, Sergio Ramos, Jordi Alba, Busquets, David Silva (41' st Lucas Vazquez), Iniesta (25' st Thiago), Koke, Isco, Diego Costa (32' st Iago Aspas). (13 Kepa, 23 Reina, 2 Carvajal, 14 Azpilicueta, 16 Nacho Monreal, 12 Odriozola, 7 Saul, 20 Asensio, 9 Rodrigo). All.: Hierro.

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    Arbitro: Rocchi (Italia). Reti: nel pt 4' (rigore) e 44' Cristiano Ronaldo, 24' Diego Costa; nel st 10' Diego Costa, 13' Nacho, 43' Cristiano Ronaldo Angoli: 5-4 per la Spagna. Recupero: 1' e 4' Ammoniti: Busquets, Bruno Fernandes per gioco scorretto Spettatori: 47.659
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Giu 16, 2018 1:12 pm

    Mondiali, Francia-Australia 2-1: Griezmann-Pogba, la tecnologia aiuta Deschamps

    Un rigore dalla Var (prima volta in un Mondiale) e la rete del centrocampista del Manchester United, convalidata grazie alla goal-line technology, consentono ai francesi di guadagnare i tre punti all'esordio. Ma al debutto più ombre che luci

    16 GIUGNO 2018 - KAZAN

    Paul Pogba festeggiato dai compagni dopo il gol decisivo.

    I ragazzi del 2018 hanno una grande amica: la tecnologia. La Francia dei ventenni, con coerenza, vince all’esordio mondiale grazie alla Var e alla goal line technology: 2-1 all’Australia con rigore di Griezmann e gol di Pogba. Il primo vantaggio è arrivato con un piccolo momento storico, il primo rigore da Var della storia dei Mondiali. Cunha, arbitro uruguaiano, ha usato l’aiuto da casa e la tv a bordo campo: non aveva visto che Risdon, in scivolata, aveva preso la caviglia di Griezou e non il pallone, glielo hanno segnalato e si è corretto. Meglio così. Il secondo vantaggio è nato da una doppia combinazione di Pogba con Mbappé e Giroud sfociata in un contrasto Pogba-Behich. Il pallone si è impennato, ha colpito la traversa dietro Ryan ed è atterrato pochi centimetri oltre la linea. Il buon Cunha, ancora un po’ in imbarazzo, ha guardato l’orologio che segnala i gol e ha convalidato. In mezzo il rigore del pareggio di Jedinak, gentile omaggio di Umtiti che ha alzato il braccio in area, neanche dovesse chiamare un cameriere. La palla gli è sbattuta addosso e il fischio dell’arbitro, questa volta in autonomia, è stato inevitabile.

    LA PARTITA — A Kazan atmosfera fredda e partita noiosetta. I giovani della Francia sono partiti forte, tutto qui. Mbappé ha cominciato con un tiro su assist categoria lusso di Pavard e un colpo di tacco, poi Griezmann ha calciato col destro da fuori area. Sembrava l’inizio di un 5-0 modello Russia, invece la partita è scesa di livello, animata giusto dalla tecnologia. Le occasioni sono state poche. Nel primo tempo una parata di Lloris su colpo di testa di Leckie deviato da Tolisso e un tiro di Lucas Hernandez. Nel secondo un cross di Risdon da destra e un paio di mezzi brividi francesi nel finale. Pochissimo materiale.

    FRANCIA, TUTTO QUI? — La Francia, detto chiaro, non è sembrata una candidata alla vittoria. Oltre il risultato, oltre Umtiti e il suo controllo degli arti, ha lasciato tanti dubbi. Gioco spesso lento, difficoltà ad attaccare la difesa schierata, centrocampo a creatività limitata. L’attacco scuole elementari – Griezmann-Mbappé-Dembélé, 66 anni in tre – ha deluso senza mezzi termini e Deschamps ha abiurato a metà secondo tempo: fuori i due esterni, dentro Giroud e Fekir. Con i nuovi, e con lo juventino Matuidi per Tolisso, è cambiato il risultato, più che l’impressione generale.

    AUSTRALIA, TUTTO CUORE — I Socceroos invece beh… sono i Socceroos. Tecnica da squadra di bassa Serie A ma cuore grande come Ayers Rock. I gialli si sono messi a remare dal primo minuto e hanno sperato che prima o poi succedesse qualcosa, magari da palla ferma. L’occasione vera è passata al 17’ del primo tempo. Mooy ha calciato bene una punizione – non l’unica della sua partita – e Leckie ha girato in porta di testa: nonostante una pericolosa deviazione di Tolisso, Lloris si è salvato. Quando sei così, volenteroso ma limitato, devi sperare un po’ negli episodi e a Van Marwijk stavolta è andata male. Se la fortuna restituirà contro Danimarca e Perù, l’Australia ha una chance.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Giu 16, 2018 3:07 pm

    Mondiali, Argentina-Islanda 1-1: Finnbogason risponde ad Aguero. Messi, disastro dagli 11 metri

    Il numero 10 sudamericano si lascia ipnotizzare da Halldorson che diventa l'eroe di giornata in casa Islanda

    16 GIUGNO 2018 - MILANO

    Il rigore parato a Messi.

    Un pareggio che grida vendetta. L'Argentina non riesce ad andare oltre l'1-1 contro l'Islanda. È Messi il protagonista in negativo del match: il campione sudamericano si è visto parare un rigore da Halldorsson al 19' della ripresa, sigillando la gara dopo le reti di Aguero e Finngason. Primo tempo ricco di emozioni: Aguero porta in vantaggio i sudamericani con un sinistro potente e preciso da centro area. L'1-0 dura solo quattro minuti. L'Islanda pareggia con Finnbogason, il più rapido a trovare l'impatto con il pallone dopo una corta respinta di Caballero. Poco Messi nei primi 45' di gioco: il numero 10 argentino è stato raddoppiato (e triplicato) con costanza, dando dimostrazione del suo talento solo in un'occasione, al 17'. Bravo Halldorsson a respingere. Meglio in versione uomo-assist: su una sua punizione, Tagliafico aveva sfiorato il palo.

    RIPRESA — Momento caldissimo del secondo tempo al 18': Banega viene atterrato in area da Magnusson. Il numero 10 argentino si presenta sul dischetto ma Halldorsson devia il suo tiro. La squadra di Sampaoli subisce il colpo: Messi ci prova da lontano ma la sfera esce di poco. Poi è Halldorsson che compie un grande intervento su Pavon. Al fischio finale sono gli europei ad esultare. Argentina rimandata.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Sab Giu 16, 2018 9:00 pm




    Mondiali: Perù Danimarca 0-1

    Decisivi il gol di Poulsen e l'errore dal dischetto di Cueva




    (ANSA) - ROMA, 16 GIU - Perù-Danimarca 0-1 nella seconda partita del Girone C di qualificazione dei Mondiali in Russia. Decisivo il gol, al 14' della ripresa, di Yussuf Poulsen concludendo al meglio un contropiede innescato da Eriksen.
        Conclusone di sinistro sul primo palo e Danimarca in vantaggio.
        Per il Perù c'è il rammarico per il rigore (concesso con la Var) e sbagliato da Cueva sul finale del primo tempo. Inutile il forcing dei sudamericani a caccia del pareggio. Troppi gli errori del Perù che si è reso pericoloso in più occasioni ma ha anche sbagliato troppo.
       
    RIPRODUZIONE RISERVATA ©️ Copyright ANSA


























































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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Giu 17, 2018 8:00 am

    Mondiali, Croazia-Nigeria 2-0: autogol di Etebo e rigore di Modric

    Debutto da protagonista per Mandzukic: l'attaccante della Juve propizia l'autorete e si procura il penalty del raddoppio. E l'Argentina ora insegue nel girone

    16 GIUGNO 2018 - MILANO
    Il debutto perfetto, Marione Mandzukic e compagni, lo avranno sognato più o meno così: Argentina che si inceppa nel pomeriggio e Croazia che fa il suo dovere battendo la Nigeria, balzando subito in testa al girone e aspettando, tra cinque giorni, Messi e compagni “dall’alto” dei tre punti in classifica. Ed è andata esattamente così: con un po’ di fortuna (vedi l'autogol di Etebo) e la freddezza di Modric dal dischetto (vero, Leo?), la Croazia supera l’ostacolo Nigeria per 2-0, e inizia il suo Mondiale con il piede giusto.

    POCHE EMOZIONI — Piede che per 70 minuti era stato quello del povero Oghenekaro Etebo, centrocampista 22enne del Las Palmas beffato al 32' del primo tempo da un colpo di testa di Mandzukic sugli sviluppi di un corner. Fino al raddoppio del regista del Real su rigore, quell'autorete stava decidendo il match di Kaliningrad e restituiva una foto piuttosto fedele della serata: la Croazia a fare possesso e giro palla sulla trequarti con i vari Perisic, Rakitic, Rebic e la Nigeria a difendersi senza soffrire troppo. Qualche squillo da fuori dell'interista e di Kramaric ma poco altro per la nazionale di Dalic, che ha indubbiamente creato più degli avversari, senza incantare. Ancora meno significativa la produzione dei nigeriani, che si sono "spogliati" della maglia più venduta al Mondiale (Moses e compagni indossavano la seconda divisa, un verde scuro molto meno psichedelico di quello della prima casacca) e soprattutto hanno pagato un'insostenibile leggerezza in zona gol.

    MARIO SPACCA-PARTITA — La partita, di fatto, la spacca Mandzukic, che non segna ma fa segnare. Etebo prima (il tocco del numero 8 nigeriano nasce da un colpo di testa in tuffo del bianconero) e Modric poi, perché a mandare sul dischetto il capitano croato è sempre Mario, che si conquista il rigore che chiude la gara grazie all'abbraccio di William Ekong. E così, Argentina-Croazia di giovedì prossimo è già uno scontro da dentro o fuori. E a rischiare sono gli uomini di Sampaoli...
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Giu 17, 2018 2:23 pm

    Mondiali, Costa Rica-Serbia 0-1: Kolarov show, a Milinkovic manca il gol

    Buona la prima dei ragazzi del c.t. Krstajic: un calcio di punizione strepitoso del capitano regala i 3 punti. Il laziale ci prova senza fortuna.

    17 GIUGNO 2018 - SAMARA (RUSSIA)

    Milinkovic in azione.

    Si ringraziano Serbia e Costa Rica per l’omaggio: l’Italia non si è mai sentita al Mondiale come questo pomeriggio a Samara. La Serbia ha battuto 1-0 la Costa Rica con gol di Kolarov, che gioca in Italia. Il giocatore più creativo è stato Milinkovic, che gioca in Italia. L’occasione che poteva cambiare la partita è passata sulla testa di Gonzalez, che gioca in Italia. Il gol dopo 11 minuti del secondo tempo. Kolarov ha tirato la punizione che calcia da quando, ragazzino, si allenava da fermo al Cukaricki: mancina, da destra, a giro sopra la barriera. Keylor Navas non ci è arrivato: palla nell’angolo e tre punti nel girone di Brasile e Svizzera.

    LA CHIAVE — La differenza tra queste due squadre – e non c’era bisogno di venire fin sul Volga per scoprirlo – è la qualità. La partita però lo ha dimostrato con chiarezza. La Costa Rica nel primo tempo è stata più presente, più concentrata, forse più lucida, ma non ha mai avuto un giocatore in grado di portare un po’ di vento nell’area serba. Occasioni grosse, un paio. La prima è nata dall’idea migliore della partita di Ruiz: palla verticale per Ureña, che ha calciato su Stojkovic in uscita. La seconda, clamorosa, è arrivata quando Milinkovic ha lasciato solo Giancarlo Gonzalez in area. GG, gigante e (troppo) gentile, ha graziato tutta la Serbia deviando male di testa.

    GLI ITALIANI — Bilancio da Serie A. Ljajic ha giocato una partita meno che normale: largo a sinistra si è visto poco e all’inizio, con coerenza, non ha cantato l’inno come da antica scelta. Milenkovic ha perso Ureña nella prima grande occasione, ma si è riscattato con una chiusura su Campbell e altre giocate di fisico. Se per Kolarov parla il gol, Milinkovic ha dimostrato – anche alla sua prima partita non amichevole con la Serbia – di essere di altra categoria. Ha dimenticato Gonzalez in area nella migliore occasione della Costa Rica, in compenso si è inventato una gran rovesciata a gioco (erroneamente) fermo e soprattutto ha messo due volte Mitrovic davanti alla porta. Il 9, sciagurato, ha fatto due brutte figure.

    LA COSTA RICA — I rossi sono già quasi fuori dal Mondiale ma meritano qualche riga. Chiunque abbia giocato in una squadra umile, poca tecnica e tanto cuore, non può non apprezzare la Costa Rica. I rossi si aiutano, non hanno paura di difendere in nove ma, quando possono, ci provano. Hanno lasciato spesso la palla alla Serbia ma, almeno per un tempo, sono stati più pericolosi. Nel secondo tempo però sono calati e in svantaggio ci hanno provato meno di quanto dovuto. I paragoni con la squadra del 2014 sono inevitabilmente perdenti ma nella vita di una piccola nazione c’è un mese magico in tutta la storia… e la Costa Rica, il suo jolly, se l’è giocato in Brasile.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Giu 17, 2018 5:56 pm

    Germania-Messico 0-1, flop dei tedeschi, Lozano lancia Osorio

    Al Luzhniki di Mosca i Campioni del mondo battuti meritatamente dagli americani. Subito in salita la strada per Löw che può recriminare solo per una traversa di Kroos su punizione

    17 GIUGNO 2018 - MILANO

    Il Messico esulta.

    I papi possono dimettersi, uno come Trump può fare il presidente, e la Germania può perdere la prima gara, complicandosi il girone: il mondo moderno non dà più certezze. Non è ancora una certezza, ma un sospetto: abbiamo una possibile protagonista a sorpresa. Il Messico vince con merito 1-0, mostra idee, gioco, piedi buoni, un Hector Herrera monumentale, un Chicharito in versione uomo-reparto. Il "profe" Osorio sa il fatto suo. E poi ci sono la stella nascente Chucky Lozano e un pubblico commovente.

    URLA E VOLA — Il Messico è al Luzhniki ma pare all’Atzeca: raramente si è vista una squadra giocare "tanto" in casa pur essendo su campo neutro. Lo stadio di Mosca ribolle per i verdi, in netta maggioranza, soprattutto acustica: ogni volta che Herrera, Vela, Hernandez o Lozano partono in contropiede, dopo aver saltato il primo pressing tedesco, vengono sospinti da un’onda sonora crescente che sembra prendere fisicità. Gli uomini di Osorio poi ci mettono del loro, perché nei primi 45’ la conduzione di palla è sempre esemplare, i passaggi arrivano al momento giusto, solo al momento di tirare manca sempre qualcosa (il primo tiro di Lozano, stoppato da Boateng, arriva dopo 1’).

    GERMANIA SPEZZATA — La Germania sembra non aver contromisure e sembra spezzata in due: nel buco si infilano quelli col sombrero. E i tedeschi rincorrono in affanno: al quinto-sesto ripetersi di questo copione, i messicani trovano il gol. Chicharito gestisce bene, punta Boateng e apre per Lozano che dà definitiva dimostrazione delle sue qualità: dribbling secco su Kimmich, poi tiro fulmineo, ad evitare il recupero del centrale. Le ripartenze si segnaleranno anche nella ripresa, anche se in minor numero, più "solitarie" e meno lucide (Layun ne chiude male un paio).


    Festa messicana per la vittoria a sorpresa sulla Germania.

    VOLUME TEDESCO — Siamo partiti dai meriti del Messico (un altro: la qualità dei piedi dei difensori) e dal problema tedesco, ma non immaginatevi una Germania in stile Argentina, bloccata, improduttiva, totalmente deludente. Werner va vicino al gol dopo 3’, Kroos prende una traversa su punizione 1’ dopo l’1-0 (deviazione di Ochoa). Nel secondo tempo, quando il Messico umanamente cala, Kroos suona la carica e Draxler cresce, la squadra di Löw produce un volume di gioco invidiabile e occasioni a raffica: la più clamorosa è un palo scheggiato da una "bomba" di Brandt, subentrato a Werner, acciaccato e non troppo convincente. La fase offensiva c’è, gli equilibri sono rimasti a Berlino: gli avversari del girone (Svezia, Sud Corea) lasciano margini per una sterzata e ritorno in carreggiata. Ma in questo mondo senza certezze, chissà…
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Dom Giu 17, 2018 8:41 pm



    Mondiali 2018, Brasile Svizzera 1-1

    Al gol di Coutinho al 20' risponde al 50' Zuber






    Il Brasile delude e non va oltre l'1-1 (1-0) con la Svizzera, nell'esordio del Girone E dei Mondiali di calcio. A Rostov, la Selecao va in vantaggio con una prodezza di Coutinho, che indovina l'incrocio sul palo più lontano a quello di tiro, incrociando da sinistra verso destra, ma viene raggiunta nella ripresa dalla rete di Zuber, che manda in orbita i rossocrociati.









    90'+7' Finita! 1-1 tra Brasile e Svizzera
    90' stavolta è Miranda a sfiorare il gol con un tiro dal limite
    89' occasione d'oro per Firmino che devia di testa un cross su punizione, il portiere sventa
    87' colpo di testa troppo centrale di Neyar, Sommer blocca
    85' ci prova Neymar a tenere vivo il Brasile un po' stanco
    83' azione pericolosa di Shaqiri. La Svizzera pressa, Brasile si difende
    81' occasione persa da Firmino dentro l'area, poteva fare meglio
    77' anche Neymar, il portiere para in tuffo un tiro non irresistibile
    76' ci prova Fernandinho da fuori, ma la palla finisce altissima sulla traversa
    74' c'è un po' di confusione in campo, Neymar cerca di fare tutto da solo ma viene fermato
    72' da fuori area tiro debole e centrale di Dzemaili, para Alisson
    69' gran tiro di esterno di Coutinho la palla però finisce fuori
    65' bruttissimo calcio di punizione di Neymar, il Brasile resta in attacco
    64' fallo su Neymar che stava puntando l'area
    61' Brasile un po' confuso, sbaglia passaggi facili
    59' Tiro dalla distanza di Casemiro, palla va fuori di molto
    57' doppio calcio d'angolo per Brasile, ma senza esito
    55' Brasile un po' stordito, Svizzera cerca di approfittare
    50' GOL 1-1: angolo di Shaqiri e colpo di testa di Zuber che insacca sotto la traversa; proteste dei brasiliani per una spinta a Miranda




    45' +2' finisce il primo tempo. Il Brasile dopo essere passato in vantaggio ha controllato la partita senza rischiare 
    45'+1' gran colpo di testa su calcio d'angolo di Thiago Silva, la palla esce di un soffio
    43' cross dal fondo di Shaqiri, ma Casemiro libera
    41' fiammata del Brasile con una veloce azione, ma Gabriel Jesus viene fermato dentro l'area
    36' sta prendendo coraggio la Svizzera, ma nessuna conclusione verso Alisson
    34' Brasile controlla la partita
    32' altro fallo su Neymar, batte la punizione Marcelo palla finisce in corner
    28' cross nell'area brasiliana ma Liechtsteiner non arriva bene sulla palla che finisce in fallo
    24' cerca di reagire la Svizzera, nessun pericolo per Alisson
    20' GOL strepitoso di Coutinho: tiro a giro da fuori area che si infila sotto l'incrocio alla sinistra di Sommer


    18' la Svizzera prova a farsi vedere nella metà campo brasiliana ma con esito nullo
    17' ancora un cross di Gabriel Jesus, ma il portiere intercetta
    15' tiro dell'asso brasiliano ma la barriera respinge
    14' nuovo fallo su Neymar, punizione da fuori area
    13' partenza sprint del Brasile, Svizzera si difende
    11' occasionissima, azione velocissima del Brasile con Paolinho che da due passi tira fuori
    7' Gabriel Jesus mette un interessante pallone in area, ma nessun compagno ne approfitta
    5' Neymar sembra piuttosto in forma, ma viene fermato in qualche modo...l'arbitro sorvola su una trattenuta
    4' la prima occasione è della Svizzera: conclude dal centro dell'area Dzemaili, ma il pallone va alto
    2' le squadre si studiano
    1' è cominciata la partita



















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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Giu 18, 2018 2:14 pm

    Svezia-Corea del Sud 1-0, la Var dà il rigore, Granqvist non sbaglia

    A Nizhny Novgorod gli scandinavi meritano il successo col gol dell'ex Genoa dal dischetto nella ripresa. La squadra di Shin Taeyong combina poco

    18 GIUGNO 2018 - NIZHNY NOVGOROD (RUS)

    L'esultanza di Granqvist dopo il gol.

    Andreas Granqvist è un rigorista improbabile: difensore centrale, alto, grosso, non i piedi di Thiago Silva. Eppure è già stato lo specialista designato ai tempi del Groningen – 11 gol in un campionato… - e più recentemente al Krasnodar. Svezia-Corea del Sud finisce 1-0 con un suo rigore calciato bene e anche l’italiano più anti-svedese non può non essere d’accordo: la vittoria è ampiamente meritata. La Svezia non segnava da marzo, ma conta poco: nel girone di Messico e Germania, hanno chance di ottavi anche i gialli.

    LA PARTITA — Svezia e Corea hanno grossi limiti, però non c’è paragone. La Svezia è stata nettamente superiore: più lanci che tocchi, come sempre, ma idee chiare, lucidità e molte buone esecuzioni. Una squadra ammirevole. Nel solo primo tempo ha avuto quattro occasioni da gol. Le prime due intorno al 20’: una percussione di Granqvist chiusa alla disperata da Kim e un clamoroso errore di Berg, che dopo un’azione sporca ha tirato su Cho da due metri. Le altre due prima dell’intervallo: un controllo di petto più tiro di Berg (ottimo il controllo, pessimo il tiro) e un colpo di testa di Pontus Jansson, che più di qualcuno ricorderà al Torino. Il secondo tempo ha confermato: Cho ha usato i riflessi già dopo 11 minuti - parata fortunata ma non banale - e soprattutto la Corea ha combinato davvero poco, sia prima sia dopo l’ingresso del veronese Lee. L’unica grande occasione è capitata a Hwang dopo il 90’: lasciato stranamente solo in area, con il colpo di testa non ha nemmeno preso la porta.

    I PERSONAGGI — Nascosti nella partita, due personaggi particolari. Il primo è il portiere Cho, sulla carta terzo in gerarchia, famoso più che altro per un ciuffone biondo-rosso: ha giocato titolare e ha parato tutto quello che si muoveva. Sul rigore, si è arreso. L’altro è l’arbitro Aguilar, salvadoregno con lunga esperienza. Nel primo tempo ha fatto giocare su un contatto in area coreana tra Toivonen il capitano Ki, che dall’unico replay è sembrato un rigore grande come tutta Seul. Aguilar non ha fischiato nemmeno nell’episodio decisivo della gara ma il Var, argentino, questa volta è intervenuto: Kim, calciatore che sta facendo i 21 mesi del servizio di leva in Corea, aveva colpito in pieno Claesson.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Lun Giu 18, 2018 8:18 pm


    Mondiali, 3-0 al Panama, il Belgio rispetta il pronostico

    I gol nella ripresa: sblocca Mertens con una prodezza al volo al 46', doppietta di Lukaku al 67' e al 75'












    Non delude le attese il Belgio che al suo esordio al mondiale liquida la 'cenerentola' Panama con un perentorio 3-0 nel segno di Dries Mertens e Romelu Lukaku. Ma non è tutta in discesa la prima sfida del gruppo G con un inedito confronto in attesa che stasera si affrontino Inghilterra e Tunisia.
    I 'diavoli rossi' impiegano infatti poco più di un tempo per trovare il vantaggio. Panama, alla sua prima, storica, apparizione in una Coppa del Mondo rende vita difficile ai quotati belgi, considerati tra i favoriti del torneo e con il chiaro obiettivo di iscriversi nel novero delle grandi. Quello che sulla carta si presentava come un incontro in discesa è nella realtà una partita ben più ostica, almeno nella prima frazione per il Belgio che trova il vantaggio solo ad inizio ripresa grazie ad una magia dell'esterno del Napoli Mertens. Poi un uno-due di Lukaku chiude definitivamente i giochi.
    C'è tanta emozione nelle fila dei panamensi per questo esordio mondiale. Lo testimoniano le lacrime durante l'inno del capitano Roman Torres, l'eroe della storica qualificazione al mondiale di Russia. Martinez schiera Lukaku punta unica con Mertens e Hazard a supporto. De Bruyne e Witsel in mezzo al campo con Meunier e Carrasco esterni. Dall'altra parte il ct di Panama Gomez risponde col 4-3-2-1 con Perez in attacco e Barcenas e Rodriguez esterni. A centrocampo Cooper, Gomez e Godoy. Panama - accompagnato a Sochi dall'entusiasmo di oltre 5mila sostenitori arrivati direttamente dal piccolo paese centroamericano - si difende bene e resiste agli attacchi del Belgio che nonostante disponga di un attacco ben più 'pesante'.
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mar Giu 19, 2018 8:54 am

    Tunisia-Inghilterra 1-2: doppietta di Kane e gol di Sassi su rigore

    Finisce 2-1: il centravanti del Tottenham firma la doppietta che regala meritatissimi punti contro gli africani, in gol con Sassi su rigore

    18 GIUGNO 2018 - MILANO

    I complimenti di Henderson a Kane per la doppietta.

    Harry Kane è il miglior centravanti puro del mondo. Ora che Robert Lewandowski e Luis Suarez sembrano in leggero calo e CR7 non è la classica prima punta, nessuno gli può portare via lo scettro. L'Inghilterra ringrazia il senso del gol dell'Uragano del Tottenham (ancora per quanto, al di là del fresco rinnovo?) per prendersi i tre meritatissimi punti col 2-1 alla Tunisia. Perché il pari, che resiste fino al 91', sarebbe stato una beffa clamorosa. I Leoni di Southgate, al di là della modestia del'avversario, sono la miglior squadra vista fin qui in Russia. Un primo tempo dominato, con sei conclusioni nello specchio della porta e una superiorità oggettivamente imbarazzante. Il difetto? Se vuoi essere da corsa in certi contesti non puoi chiudere sull'1-1 il primo tempo. Perché poi arriva, inevitabile, il calo della ripresa e la Tunisia, che non ha grandi pregi ma ha fisicità ed è ben messa in campo, si difende con ordine fino al recupero. Quando Kane trova la sua doppietta, di puro senso del gol.

    MOLTA QUALITÀ — Talenti sempre in movimento come Dele Alli, Sterling e non solo (come cresce Trippier, Lingard spreca ma dà molto fastidio), producono qualità nella velocità. Resta però da testare la solidità dei Leoni, con la lucidità che a volte viene meno. Il rigore che Kyle Walker regala al 35' agli africani, poi trasformato da Sassi è di quelli abbastanza generosi, ma è vero che il giocatore pagato 55 milioni (troppi) dal City è parecchio ingenuo nell'allargare il braccio. E certe leggerezze le paghi contro rivali che ti ritrovi dai quarti in poi. Ma Southgate ha Kane, che nel mondiale fin qui orfano di Messi e Neymar, sarà il vero rivale di CR7 nella corsa al titolo di miglior giocatore.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mar Giu 19, 2018 2:25 pm

    Colombia-Giappone 1-2, a segno Kagawa, Osako e Quintero

    A Saransk Cafeteros in 10 dal 3' (espulso Carlos Sanchez), nipponici avanti su rigore e ripresi dal centrocampista del River su punizione. Nella ripresa è del numero 15 il gol decisivo a 17' dalla fine

    19 GIUGNO 2018 - SARANSK (RUS)

    Il momento dell'espulsione di Carlos Sanchez.

    La Colombia non è considerata una grande ma l’eterna sorpresa che dalla seconda fila può anche spodestare qualche big. In un gruppo equilibrato, con Polonia, Senegal e Giappone, era la favorita, ma adesso deve subito rincorrere perché inizia il Mondiale con una follia. Una "parata" in area di Carlos Sanchez dopo tre minuti, con espulsione e rigore, costa l’inferiorità numerica per tutto il match. E nonostante i sudamericani pareggino già prima dell’intervallo, alla lunga la fatica viene pagata.

    ROSSO DA STATISTICHE — Quella di Sanchez è la seconda espulsione più veloce nella storia dei Mondiali, la Fifa certifica il rosso dopo due minuti e 56 secondi. Peggio solo l’uruguaiano Batista nel 1986, contro la Scozia, non era trascorso un minuto. Il rigore viene infilato da Kagawa, ma a fare le spese del gesto insensato è anche Cuadrado, che dopo qualche duello con Nagatomo viene tolto alla mezz’ora. La Colombia è passata subito da 4-2-3-1 a 4-4-1 e Pekerman allarga il trequartista Quintero sulla fascia dello juventino per inserire un centrale più solido, Barrios, accanto a Lerma. Una furbata di Falcao porta comunque al pareggio: il capitano scippa una punizione con la complicità dell’arbitro Skomina e Quintero fa passare la palla sotto la barriera. La tecnologia conferma che il pallone è entrato, ma era subito chiaro che il tuffo in ritardo di Kawashima non aveva evitato l’1-1.

    JAMES E BACCA — Il Giappone permette il rientro degli avversari anche perché cede loro la gestione del gioco, però nel secondo tempo i blu mostrano più personalità, arrivano in profondità sulle fasce e sono più pericolosi. James Rodriguez all’inizio è in panchina (problemi al polpaccio), poi dopo un’ora entra, e dopo di lui anche Bacca. Il coraggio di Pekerman però viene punito da un colpo di testa di Osako (73’). Risultato giusto ma favorito dall’errore iniziale.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Mar Giu 19, 2018 9:05 pm





    Mondiali: Polonia-Senegal 1-2

    Autorete Cionek, Niang e Krychowiak a segno




    (ANSA) - ROMA, 19 GIU - Senegal batte Polonia 2-1 in una partita del Gruppo H giocata nel pomeriggio a Mosca. Senegal in vantaggio sul finire del primo tempo: al 38' pt Niang ruba palla a Piszczek e s'invola servendo Manè che a sua volta serve Gueye il cui tiro dal limite finisce in rete grazie alla deviazione di Cionek che spiazza Szczesny. Nella ripresa la Polonia cerca il pareggio ma al 15' arriva il raddoppio del Senegal, complice un pasticcio della difesa polacca con uno scellerato retropassaggio corto di Krychowiak, Bednarek non va sul pallone su cui si avventa invece Niang che anticipa Szczesny e segna a porta vuota.
        Nei minuti finali, al 41' st la Polonia accorcia: Krychowiak con una rete di testa fissa il risultato sul 2-1. Il Senegal è la prima nazionale africana a vincere una partita a Russia 2018.
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Mar Giu 19, 2018 9:08 pm



    Mondiali: Russia-Egitto 3-1

    Padroni di casa virtualmente agli ottavi. Salah non basta






    (ANSA) - ROMA, 19 GIU - Russia batte Egitto 3-1 in una partita del Gruppo A dei Mondiale di calcio, svoltasi a San Pietroburgo. Una vittoria pesante per Golovin e compagni che sono virtualmente qualificati per gli ottavi di finale. Di contro l'Egitto è a un passo dall'eliminazione. Il rientro di Salah non basta ai 'faraoni' per evitare la sconfitta.
        I gol tutti nella ripresa: Russia in vantaggio dopo appena 2': conclusione da fuori area di Zobnin, determinante la deviazione nella propria rete del capitano dell'Egitto Fathi per l'1 a 0 Russia. Il raddoppio al 14': palla di Fernandes per Cheryshev che dal centro dell'area fa partire un diagonale che batte El Shenawy. Al 17' st micidiale uno-due della Russia.
        Lancio lungo per Dzyuba che salta Gabr con un gran diagonale batte El-Shenawy. Al 28' arriva il gol dell'Egitto: fallo su Salah in area. L'arbitro concede il rigore dopo l'intervento della Var. Dagli 11 metri l'attaccante del Liverpool non sbaglia.
       
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Giu 20, 2018 2:33 pm

    Portogallo-Marocco 1-0, Ronaldo-gol elimina i nordafricani

    Al Luzniki di Mosca la decide CR7 con un colpo di testa in avvio ma i Leoni dell'Atlante avrebbero meritato il pari. Ed invece escono dal Mondiale dopo due partite e altrettante sconfitte

    20 GIUGNO 2018 - MOSCA (RUS)
    Fa due cose, Ronaldo, che riassumono il match. Esulta, dopo il quarto gol. E a fine primo tempo non aspetta di essere nemmeno nel tunnel per esprimere il suo disappunto al c.t. Fernando Santos. Ha ragione in entrambe: il Portogallo vince, va a 4 e può far festa. Però non fa granché per piacere, convince poco, mostra passi indietro rispetto alla partita con la Spagna. I campioni d’Europa per ora sono a traino del loro numero 7: Bernardo Silva, designato secondo violino, non si innesca, Guedes corre e basta, Joao Mario non è lontano da quello visto a Milano. I centrali, stagionati, a volte barcollano ma restano sempre in piedi: Pepe e Fonte, due filibustieri. Il Marocco invece alla fine fa una cosa sola: piange. È eliminato dal Mondiale, verdetto che non concede attenuanti e che è oggettivamente severo dopo due gare in cui non raccoglie nulla, avendo però seminato discretamente.

    MOSTRO RONALDO — Quattro per quattro: 4 minuti per segnare il gol numero 4 di questo Mondiale, superando in due partite il bottino messo insieme nei precedenti tre tornei iridati (3 gol) e arrivando a 85 in Nazionale: superato Puskas, 84 con l’Ungheria, davanti resta solo Ali Daei, 109 con l’Iran. Cristiano Ronaldo non ha nessuna intenzione di fermarsi: avevamo il gol su rigore, quello su punizione, quello su azione. Mancava il colpo di testa: serviti. Primo corner della partita, battuto corto: Moutinho la mette in mezzo, Cristiano si libera di Da Costa e in tuffo infila El Kajoui. Segue consueto salto di festeggiamento: dopo altri 5’ potrebbe già fare doppietta, a inizio ripresa sbaglia un tiro "open". Due punizioni finiscono sulla barriera, un paio di volte finisce a terra in area. Per oggi basta il "golletto", comunque.

    CIAO MAROCCO — Cinque minuti: il Mondiale del Marocco scivola via in questo lasso di tempo. L’ultimo minuto contro l’Iran, i primi 4 del Portogallo: se esiste una coppa dei rimpianti, è sua. Perché la squadra di Renard gioca. Ha individualità sia da centrocampo in su, dove Belhanda e Ziyech dialogano e affondano, sia in fascia dove Noureddine Amrabat ha pile inesauribili (il caschetto protettivo invece dura 17’, poi se lo leva). E anche dietro non c’è solo Benatia, ma anche Hakimi. Se nel primo tempo pur attaccando di più rischia di finire sotto 2-0 (salva El Kajoui su Guedes), nella ripresa i marocchini mettono insieme una serie di occasioni (11 cross a 3 e 4 tiri in porta a 2 al triplice fischio). Rui Patricio aumenta i rimpianti del Napoli (è passato al Wolverhampton) con almeno due parate decisive. Sui calci piazzati Benatia la prende sempre, ma non trova mai la porta. Manca sicuramente concretezza, ma anche fortuna. E al Mondiale serve. Quasi quanto avere Ronaldo.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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