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    La testa nel pallone

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Mag 28, 2017 2:14 pm

    Bologna-Juventus 1-2: bianconeri chiudono in bellezza col gol di baby Kean
    La Juve vince anche l'ultima di campionato: sbloccano i padroni di casa con Taider. Pareggio Dybala. I tre punti grazie al gol del baby attaccante allo scadere. La squadra di Allegri chiude a 91 punti

    BOLOGNA - Il campionato della Juventus finisce con il gol di un ragazzo del 2000, Moise Kean, 17 anni compiuti a febbraio, un talento cristallino e un carattere non dei più semplici. Il ragazzo nato a Vercelli da genitori ivoriani e scoperto dagli osservatori del Toro, cui la Juve riuscì a strapparlo dopo un paio danni, ha regalato ai suoi l’ultima vittoria dell’anno (in attesa di Cardiff, naturalmente) segnando praticamente all’ultimo secondo, visto che allo scadere del quarto minuto di recupero ne mancavano giusto una dozzina, di secondi: il ragazzo ha anticipato Masina incrociando di testa la punizione di Pjanic e lasciando che la sua gioia esplodesse sotto la curva occupata dai tifosi bianconeri, che hanno già imparato a identificarsi in questo minorenne che può diventare tutto e il contrario di tutto (il suo idolo è Balotelli, il suo procuratore Raiola) e che la dirigenza juventina si sta dannando perché cresca con la testa sulle spalle, e non chissà dove.

    LE PAGELLE
    Kean ha dato la svolta a una partita che si stava indirizzando verso un pareggio incolore e indolore e che la Juve ha giocato sulle punte, badando a non fare a fatica e a non mettere a rischio muscoli e giunture, a una settimana dalla finale di Champions, “anche è più facile farsi male quando cerchi di evitare il contrasto, non quando lo fai nella maniera giusta” ha osservato Allegri, un po’ seccato per la ritrosia (“forse a livello inconscio”) di qualcuno dei suoi. Per una questione d’orgoglio, però, i bianconeri si sono ribellati all’idea della sconfitta che stava maturando dopo lo splendido gol di Taider il quale, al 7’ st, ha eluso Marchisio con una giocata di sinistro e poi battuto Audero con uno splendido destro a giro dal limite. Un gol bellissimo, che Dybala ha tentato di imitare qualche minuto più tardi, quando però le punte delle dita di Da Costa si sono spinte un poco più in là. Dopo la rete subita, la Juve si è in effetti risvegliata dal torpore. Allegri ha aggiunto classe e qualità (le giocate di Pjanic saranno decisive in entrambi i gol della rimonta) e ha evitato di chiudere con una figuraccia. Da Costa ha detto di no anche a Higuain, oltre che a Dybala, ma nulla ha potuto quando la Joya lo ha punito da un metro raccogliendo la respinta del portiere sul colpo di testa di Higuain. Poi, la svolta dell’ultimo secondo, quando tutti si stavano trastullando in un pareggio che stava soddisfacendo tutti quanti e, anzi, proprio nel momento i cui il Bologna stava rimettendo il naso fuori dalla tana.

    Ad Allegri, in ogni caso, importava soprattutto sapere di Khedira, che a Bologna ha sostenuto un test decisivo in vista di Cardiff: il tedesco, al rientro dopo l’infortunio, ha giocato un’oretta discreta, o comunque in linea con le aspettative dell’allenatore. “Volevo che provasse due o tre strappi, l’ha fatto, dieri che va bene così”. Il peggiore è stato invece (e di nuovo) Cuadrado, che se si giocava un minima possibilità per la finale l’ha buttata via. Higuain e Mandzukic sono usciti con qualche acciacco, che però Allegri ha giudicato irrilevante. “Ci tenevamo a vincere e a chiudere a 91 punti: significa che per conquistare scudetto abbiamo dovuto fare un grandissimo campionato, perché il livello è stato alto”, ha chiuso il tecnico dando un’ultima amarezza a Dondoni, che aveva a lungo pregustato un successo di prestigio. Nel primo tempo (un’occasione per parte, Destro e Higuain) il Bologna aveva controllato bene i bianconeri, nel secondo li ha colpiti ma poi non ha saputo difendersi, beccando due reti sul filo del fuorigioco ma soprattutto per colpe proprie, perché l’ultima linea si è sistemata malissimo in entrambe le circostanze.

    Per chiudere, due parole sull’arbitro Mariani, che aveva per le mani una partita molto facile da dirigere e da interpretare ma che ha commesso due errori tecnici piuttosto gravi, prima rinnegando la norma del vantaggio mentre il Bologna stava affondando un contropiede pericoloso (ha fermato gioco dopo qualche secondo di esitazione per punire il fallo di Cuadrado su Destro, ma era chiaro che dovesse lasciar correre) e poi (42’ st) risparmiando il secondo cartellino giallo al colombiano, colpevole di una brutta tacchettata sulla coscia di Viviani.
    Fonte: La Repubblica

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Lun Mag 29, 2017 1:05 pm

    L'Addio in lacrime di Totti: "momento che non volevo arrivasse mai"
    Standing ovation e commozione in campo all'ingresso del capitano al nono minuto della ripresa




    L'ultimo giro di campo più emozionante del mondo. A Roma questa sera è successo qualcosa di speciale perché si può anche vincere poco o niente, ma nella vita certi amori non possono finire mai. E così sarà per Francesco Totti e la Roma giallorossa, di cui è stato un simbolo per un quarto di secolo che fa sentire tutti più vecchi: all'improvviso, per l'addio di un fuoriclasse, ci si accorge di quanti anni siano passati. "Il tempo ha deciso", dice lui emozionato e con un microfono in mano rivolgendosi a 60mila persone che piangono, e proprio questo è il punto: sulla classe e la passione per il calcio di questo idolo eterno del popolo romanista ha vinto ciò a cui nessuno può sfuggire, al di là delle scelte tecniche di Spalletti e quelle societarie di Pallotta, entrambi sonoramente fischiati dal pubblico.



    La Roma ha battuto il Genoa per 3-2 con un gol al 90' di Perotti, e questa prodezza dell'ex di turno ha tolto tutti dall'imbarazzo, altrimenti che festa sarebbe stata senza la Roma direttamente in Champions? A far correre i brividi lungo la schiena ai romanisti c'era stato anche il gol iniziale di Pellegri, un sedicenne-prodigio che aveva appena tre mesi ai tempi dell'ultimo scudetto romanista, nel 2001, e poi quello di Lazovic pochi minuti dopo il 2-1 di De Rossi che quasi aveva fatto venire giù l'Olimpico. La vittoria restituisce alla festa la sua dimensione piu' autentica: da France Football alla sindaca Raggi, dagli amici del Mondiale Pirlo e Cannavaro a campioni come Messi, non e' solo Roma che saluta il simbolo di Roma.




    E Roma, con l'Olimpico, lo ha salutato di persona in un'atmosfera di malinconia struggente. Totti, 41 anni a settembre, si è tolto idealmente la maglia della Roma (sul campo era entrato al 9' st, al posto di Salah) e sul serio la fascia da capitano, consegnandola al leader della squadra dei Pulcini perchè la vita continua e c'è un futuro. Questo è il giorno che lui voleva che non arrivasse mai, e per questo mentre fa il suo ultimo giro di campo da calciatore della Roma non ce la fa a trattenere le lacrime, mentre piangono anche quasi tutti i compagni di squadra, la moglie Ilary e i figli Cristian e Chanel che lo scortano.



    Ad un certo punto, rimasto da solo all'altezza della tribuna Tevere, quasi non ce la fa e deve sedersi sui tabelloni pubblicitari di bordo campo dove adesso c'è scritto "Grazie Capitano": si ferma a guardare il pubblico, e mentre risuona la musica di Ennio Morricone si mette le mani sulla testa, la scuote, dimostra una tristezza evidente. E intanto, mentre lui dice ai tifosi "ho paura, e ho bisogno di voi", facendo trasparire tutto il disagio per questo addio, passano sui monitor le immagini di Sabrina Ferilli, Claudio Amendola e Carlo Verdone anche loro in preda all'emozione, tantissima gente continua a piangere sugli spalti, uomini e donne di tutte le età. Totti ha senza dubbio vinto troppo poco rispetto al suo enorme valore tecnico, ma trionfa nei cuori di tanta gente innamorata di Roma come lui, e alla fine conta questo.












    Fonte: Ansa.it


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Lun Mag 29, 2017 1:18 pm

    Una festa stupenda, commovente e piena di gioia e soprattutto di lacrime. "Il pallone mi mancherà"



    La Roma gli ha giustamente lasciato lo spazio che merita e  il suo pubblico lo ha salutato come meglio non sarebbe stato possibile. Cartoncini con il 10 sugli spalti, una enorme maglia numero 10 in mezzo al campo, moltissimi striscioni di saluto e ringraziamento, moltissime lacrime. Perché con Totti non se ne va solo un pezzo, enorme, di calcio. Se ne va il figlio migliore di una città che per lui ha respirato e gioito e sofferto.

    LE SUE PAROLE
    E le parole di Francesco, davanti a 65 mila tifosi. In campo. Una scena bellissima. "E' arrivato il momento. E devo dire grazie a voi, a tutti voi per questi 25 anni di vita insieme, con questa maglia, solo con questa maglia. In questi giorni ho letto tante cose su di me, tutte molto, molto belle. Ho pianto tutti i giorni, tanto, tanto e da solo. In questi giorni ho parlato con mia moglie, le ho raccontato i miei 25 anni vissuti con questa maglia, l'unica maglia. Abbiamo scritto una lettera per voi. Grazie a tutti, mamma, papà, mio fratello, mia moglie, i miei figli, gli amici. E' impossibile raccontare 25 anni di calcio, non so come farlo. Vorrei farlo con una poesia, con una canzone... Lo so fare con il pallone. Maledetto tempo, che hai deciso. E' quello stesso tempo che nel 2001... Oggi questo tempo è venuto a bussare sulla mia spalla: ora sei un uomo, levati scarpini e pantaloncini, non c'è più l'odore dell'erba, il gol... Ora sei un uomo. Perché mi sono svegliato da questo sogno? Ora è la realtà. Dedico questa lettera a tutti voi, a quelli che hanno gridato e ancora gridano Totti-gol. Ora è finita davvero, mi levo la maglia per l'ultima volta. Non sono pronto per dire basta, forse non lo sarò mai. La piego per bene. Scusate se non ho parlato in questo periodo. Spegnere la luce non è facile. Ora ho paura, non è come tirare un calcio di rigore. Non vedo cosa c'è oltre i buchi della rete, ora sono io che ho bisogno di voi, del vostro calore. Quello che mi avete sempre dimostrato. Ringrazio tutti, compagni, dirigenti, tecnici che sono stati con me 25 anni. I tifosi tutti, la Curva Sud, nascere romani e romanisti è un privilegio. Fare il capitano della Roma è stato un onore. Il mio cuore sarà sempre lì con voi. Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio: mi ha accolto da bambino, lo lascio ora che sono uomo. Orgoglioso e felice di avervi dato tutto quel che potevo. Vi amo".


    SUL PALLONE SCRIVE: "MI MANCHERAI"
    "Mi mancherai", scritto sull'ultimo pallone prima di calciarlo in Curva. E' il gesto simbolo del suo addio alla Roma che, a questo punto, sembra davvero un addio al calcio.




    ECCO IL MESSAGGIO SULLA MAGLIA


    "E per dirti grazie posso solo darti quello che ho: la maglia, i colori, l'amore, la fedeltà. Quello che sei, quello che siamo. Ti voglio bene Francesco". Questo il messaggio scritto sulla maglia regalata da James Pallotta a Francesco Totti.


    GIRO DI CAMPO E LACRIME PER TOTTI
    La sua maglia incorniciata consegnata da Pallotta, l'abbraccio dei compagni, la sua famiglia in campo, il giro dell'Olimpico composto, commosso, con tutto lo stadio ad applaudirlo. L'ultima di Francesco Totti, con il "Re Leone" a fare da colonna sonora, è ovviamente toccante, ma molto raffinata. Il capitano, con in braccio la bimba più piccola e il resto della sua famiglia di fianco, ha salutato il suo pubblico senza nascondere qualche lacrima. Pianti anche per i compagni di sempre, da De Rossi a Florenzi, passando per Nainggolan e Strootman.

    Fonte: SportMediaset




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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Lun Mag 29, 2017 1:27 pm

    Un Olimpico pieno di disegni e cartelloni per il saluto a Francesco Totti. Tante le coreografie e gli striscioni che i tifosi della curva sud hanno voluto regalare al capitano.
    "Si dica che ho vissuto al tempo di Totti", ''Dicce che stai  a scherza' ", ''Capitano mio Capitano'' e ancora ''Amarti è stato facile''. Sono solo alcune delle frasi più belle dedicate al campione che ha giocato l'ultimo match della sua carriera.

    Ma lo striscione più geniale è sicuramente questo:



    Un esempio della simpatica romanità, e un condensato dell'amore che questa città e i tifosi romanisti hanno avuto e sempre avranno per il loro Capitano. 


    Nel salutare il nostro amato Totti, io posso solo aggiungere:

    GRAZIE CAPITANO, senza di te la Roma non sarà più la stessa!


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Lun Mag 29, 2017 1:42 pm

    TOTTI  IN  NUMERI



    Trofei, gol, presenze, record. Totti, uno che ha i numeri
    Secondo marcatore nella classifica “all time” della Serie A con 307 reti e terzo per numero di presenze dopo Maldini e Buffon




    Quella di Francesco Totti è una carriera costellata di record, raggiunti a tutte le età e a tutte le latitudini, con una costante: li ha ottenuti tutti indossando una sola maglia, quella della Roma. Dal giorno del suo esordio in serie A fino ad oggi, sono 784 le presenze complessive, di cui 618 nel massimo campionato. Meglio di lui hanno fatto solo Paolo Maldini e Gigi Buffon: l’ex capitano del Milan, con 647 in A, lo precede anche nella classifica dei più presenti con la stessa maglia, come riporta Piacentini su Il Corriere della Sera.



    I gol sono 307 in totale, di cui 250 in serie A: secondo nella classifica “all time” della serie A alle spalle di Silvio Piola (274) che però li ha realizzati con diverse squadre. La prima rete è datata 4 settembre 1994, all’Olimpico contro il Foggia. Con 25 stagioni consecutive in serie A, Totti è il calciatore che ne ha disputate di più insieme ancora con Maldini: in 23 di queste è andato a segno, e nessuno ci è mai riuscito. È l’unico, Totti, nella storia del campionato italiano, ad essere andato in doppia cifra con la stessa maglia per nove tornei consecutivi, dodici in totale (altro record). A proposito di gol: la sua vittima preferita è il Parma, a cui ha segnato 19 volte, poi ci sono Sampdoria (15), Cagliari e Udinese (14). In serie A ha realizzato 46 doppiette (e 4 triplette in carriera), nessuno ha fatto meglio: nella gara col Torino della scorsa stagione è stato, a 39 anni e 7 mesi, il calciatore più anziano del massimo campionato a segnare due reti.
    Il capitano giallorosso ne ha realizzate 6 anche nelle coppe europee, dove detiene un altro record: nel novembre del 2014, segnando al Cska Mosca, è diventato (a 38 anni e 59 giorni) il più anziano marcatore nella storia della Champions League. Con gli 11 gol realizzati contro la Lazio, invece, Francesco è il migliore marcatore della storia dei derby insieme al brasiliano Dino Da Costa. Contro i biancocelesti ha giocato 44 volte in carriera: 37 in serie A e 7 nelle coppe. La Lazio è l’avversaria che ha affrontato più volte in campionato al pari del Milan.



    Altri record (romanisti) sparsi: 19 sono le stagioni trascorse con la fascia di capitano al braccio; 5 le presenze in Supercoppa italiana; 5 anche i titoli vinti da capitano; 21 i gol su calcio di punizione in serie A. Per cinque volte è stato premiato come miglior calciatore italiano agli Oscar del calcio dall’Aic (record), più due riconoscimenti come miglior calciatore assoluto. Sono stati invece 91 i rigori trasformati su 113 totali (71 su 88 in campionato): in Italia nessuno come lui.




    Fonte:  ForzaRoma.info
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Lun Mag 29, 2017 9:02 pm



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Lun Mag 29, 2017 9:04 pm

    Per Totti


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Giu 04, 2017 7:05 am

             JUVENTUS   1   -   REAL MADRID   4


       ...E GIÀ CHE CI SONO...    


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Giu 17, 2017 8:17 am



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Giu 25, 2017 2:20 pm

    Clamorosa svolta, Gigio si ribella: scarica Raiola e rinnova il contratto al Milan

    http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/donnarumma-1.3222754


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Ven Giu 30, 2017 9:00 pm

    Europei Under 21, la Germania è campione: Weiser stende la Spagna

    GERMANIA-SPAGNA 1-0
    40' Weiser




    Un colpo di testa di Weiser sul finire di primo tempo basta ai tedeschi per alzare al cielo il secondo Europeo della propria storia. Vittoria meritata per i ragazzi di Kuntz, la cui aggressività ha messo alle corde gli spagnoli, incapaci di rendersi pericolosi nell'area avversaria, se non con qualche tiro dalla distanza

    La Germania è campione d’Europa Under 21. I tedeschi disputano una grande partita di intensità, fisicità e carattere e mettono ko la Spagna, sorpresa dal pressing e dalla personalità mostrata dalla nazionale di Kuntz. Il gol partita lo firma Weiser, esterno dell’Hertha Berlino, risultato una vera e propria spina nel fianco per tutti i reparti delle furie rosse. Prima di oggi la Germania aveva vinto un solo Europeo di categoria, quello del 2009 dove in finale surclassò l’Inghilterra con un dilagante 4-0. Questa volta sono riusciti a battere una squadra sulla carta favorita e che, probabilmente, paga la troppa sicurezza mostrata alla vigilia dell’incontro. Una sconfitta che non cancella comunque l’enorme talento che avranno a disposizione gli spagnoli nelle prossime competizioni europee e mondiali.


    Forcing tedesco
    Il match inizia con grande aggressività da parte di entrambe le squadre, ma è la Germania ad avere un atteggiamento più convinto. Al 7’ infatti i tedeschi sfiorano subito il vantaggio con il colpo di testa di Meyer che sbatte sul palo. Poco dopo altra chance con il sinistro a girare da quasi 30 metri di Arnold che termina a lato. Al quarto d’ora arriva la prima risposta della Spagna. Bellerin, anche lui di testa, va vicino all’1-0 con la sfera che finisce fuori per questione di centimetri. La nazionale di Kuntz continua a mettere in difficoltà le giovani furie rosse e va vicina alla rete in un paio di occasioni, con protagonista sempre Gnabry. Il nuovo esterno del Bayern Monaco regala una bellissima giocata al pubblico, con un controllo e tiro al volo che non inquadra lo specchio, poi subito dopo conclude debolmente tra le braccia di Kepa. Gli iberici provano a reagire con un contropiede di Deulofeu, ma l'ex rossonero è troppo isolato in avanti e l'opportunità scivola via. Dopo 40 minuti di predominanza territoriale la Germania trova la rete del vantaggio: cross dalla destra di Toljan e colpo di testa a incrociare e sorvolare il portiere spagnolo di Weiser.


    La Spagna non morde
    All’inizio del secondo tempo la Spagna sembra diversa, più spigliata e pronta a trovare il gol del pari. Dopo la tripletta rifilata all’Italia ci riprova Saul da fuori area, ma Pollersbeck è attento e manda in angolo. La Germania, invece, prova ad approfittare degli spazi lasciati dalla difesa avversaria. Kepa, con il piede, salva sul destro di Gnabry. Sul calcio d'angolo susseguente è Kempf, di testa, a sfiorare il raddoppio. Al 72' tornano a rendersi pericolosi gli spagnoli. Ancora una volta un tentativo da fuori, questa volta ad opera di Ceballos, che dà l'illusione del gol ma finisce fuori. Le furie rosse insistono con Deulofeu, ma il difensore Stark si rende, come per tutta la partita, insuperabile. Celades si gioca le ultime chance inserendo Inaki Williams e Mayoral per l’assalto finale, ma è tutto inutile. La Germania gestisce il vantaggio e porta a casa la vittoria. Il triplice fischio dell’arbitro dà il via alla festa tedesca che, dopo la vittoria della nazionale maggiore al Mondiale del 2014, dimostrano ancora una volta tutto il potenziale e il carattere a disposizione. Questi giocatori sono destinati ad essere protagonisti nei prossimi anni nei principali palcoscenici del mondo.


    Fonte: sport.sky.it


    Ultima modifica di Kim Winchester il Ven Giu 30, 2017 9:57 pm, modificato 1 volta


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Ven Giu 30, 2017 10:11 pm

    La Nazionale Under 21 tedesca si aggiudica l'Europeo, confermando la famosa frase dell'attaccante inglese Gary Lineker: «Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince».


    Lineker pronunciò questa frase al termine della semifinale persa dall’Inghilterra ai rigori contro la Germania al Mondiale del 1990, in Italia, e quindi con grande amarezza.



    Sebbene avesse faticato più del dovuto per arrivare fino in semifinale, quell’Inghilterra era una buona squadra, molto forte soprattutto in attacco.

    Lineker fu il primo rigorista e segnò, come anche tutti quelli della Germania: l’Inghilterra perse per gli errori di Stuart Pearce e Christopher Waddle.



    Era la seconda semifinale del Mondiale del 1990 in Italia e si giocò allo stadio “Delle Alpi” di Torino. Ci erano voluti i calci di rigore anche il giorno prima, per stabilire la prima finalista: l’Argentina, dopo aver recuperato da un gol di svantaggio, aveva battuto l’Italia a Napoli.





    Dopo una primo tempo molto combattuto, la Germania passò in vantaggio nel secondo tempo con un gol di fortuna, ottenuto grazie alla deviazione decisiva di un tiro su calcio di punizione battuto da Andreas Brehme, un difensore che giocava nell’Inter. Il gol del pareggio dell’Inghilterra arrivò a dieci minuti dalla fine della partita e lo segnò sempre lui, Lineker, che a quel punto con la nazionale ne aveva già fatti 34, praticamente in tutti i modi – di destro, di sinistro, di testa – e senza che però l’Inghilterra fosse riuscita a vincere qualcosa di importante grazie a tutti quei gol.



    Era una gran Germania, che arrivava in semifinale per la nona volta, e che poi vinse quel Mondiale battendo in finale 1-0 l’Argentina. Era allenata da Franz Beckenbauer, uno dei giocatori più forti e vincenti di sempre, e ci giocavano diversi calciatori – Lothar Matthaeus, Juergen Klinsmann, Rudi Voeller, Juergen Kohler – che giocarono in squadre di club italiane in quegli anni lì, ai tempi in cui la Serie A era unanimemente ritenuta il campionato di calcio più competitivo di tutta Europa.



    Negli anni seguenti molti giocatori, della Germania e dell’Inghilterra, definirono quella partita la vera finale del Mondiale del 1990, e una delle più belle da loro mai giocate. Paul Gascoigne disse: «Quando era un ragazzino delle giovanili, ogni notte sognavo di giocare in un Mondiale. Sognavo di farlo in Italia, ma quando mi mostravano il cartellino giallo capivo che il sogno stava finendo. Quando le cose vanno bene e mi rendo conto che stanno per finire, mi viene una gran paura. Quella notte della semifinale non riuscii a trattenere le lacrime». Stuart Pearce, che tirò uno dei due rigori sbagliati dall’Inghilterra, disse: «Il mio mondo crollò. Tiravo rigori da non ricordo neppure quando, ma sbagliai il più importante della mia vita». Alla fine l’Inghilterra fu anche battuta nella finale per il terzo e quarto posto, dall’Italia, che vinse 2-1.







    Nel 2013, in occasione della finale di Champions League tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund (due squadre tedesche), Lineker riprese scherzosamente la sua frase scrivendo su Twitter prima della partita: «Un pronostico: la finale sarà giocata da 22 uomini che rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine vincono i tedeschi».

    Fonte: ilpost.it

    La storia si è ripetuta ancora una volta e.......... anche stasera, in Polonia, è andata così! 


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Mar Lug 04, 2017 9:45 am

    La Confederations Cup è della Germania: Cile battuto 1-0





    Ai tedeschi basta un errore della difesa cilena, sfruttato da Stindl, per battere la selezione sudamericana. Gli uomini del ct Loew si difendono con ordine e portano a casa il trofeo, pur senza aver schierato i nomi più grossi. E' il primo successo dei tedeschi nelle dieci edizioni della manifestazione


    Che scenda in campo con i big o con i giovani, o con una formazione mista fra questi, la Germania è sempre vincente. E la Mannschaft non delude neanche nella finale di Confederations Cup, dopo che l'Under 21 ha conquistato gli Europei di categoria. Una vittoria magari non brillantissima, ma che conferma soprattutto la forza mentale e la mentalità della selezione tedesca. Basta un gol fortunato di Stindl dopo un grossolano errore della difesa cilena, proprio nel momento migliore dei sudamericani, per consegnare il match agli uomini di Loew. Non basta il solito cuore del Cile, né i suoi uomini migliori Sanchez e Vidal. La Germania si difende con ordine nel secondo tempo e subisce pochissimo a parte una grossa chance nel finale per Sagal, che il cileno fallisce da ottima posizione. La Germania conquista la Confederations Cup e avverte tutti in vista del Mondiale dell’anno prossimo: anche tra le seconde linee c’è dell’ottimo materiale, sarà una rosa profonda e difficilissima da affrontare.



    Diaz, che errore! Germania avanti
    Il Cile parte fortissimo e mette in difficoltà la Germania. I tedeschi soffrono tantissimo la garra dei sudamericani, che recuperano tantissimi palloni a metà campo.  Tanto che al 5’ il Cile va già vicino al vantaggio con Vidal che da posizione defilata conclude ma vede il suo tiro respinto da Ter Stegen. Al 18’ ancora Vidal: botta dalla distanza, Ter Stegen non trattiene ma la difesa riesce a liberare. E’ il momento migliore del Cile, ma come il calcio ci ha abituati, a passare in vantaggio è l’altra squadra.
    La Germania sfrutta un brutto errore in disimpegno di Diaz, che regala il pallone ai tedeschi. Stindl non deve fare altro che buttarla dentro, 1-0.


    Germania avanti all'intervallo
    E’ un gol che, per quanto arrivato nel momento peggiore, regala sicurezza e rinnovata decisione alla Germania. I tedeschi sembrano aver trovato le misure al Cile e da quel momento in poi mettono difficoltà i sudamericani. Al 36’ la Germania va ad un passo dal raddoppio: Goretzka colpisce da posizione defilata, la palla finisce fuori di poco sul palo lontano.



    Germania sulla difensiva, Ter Stegen c'è
    Nella ripresa la Germania pensa a coprirsi, e lo fa con grande efficacia: praticamente nessuna occasione per il Cile, Ter Stegen mai impegnato. Preferiscono lasciare la palla al Cile, i tedeschi, e difendere ordinatamente. Il primo sussulto in realtà è per un episodio all’esame del Var. Jara colpisce Werner con una gomitata, l’arbitro interviene con la tecnologia ma decide soltanto di ammonire il giocatore cileno.

    E’ soltanto nei venti minuti finali che il Cile riesce ad affacciarsi con più continuità all’area protetta da Ter Stegen. Gli uomini del ct Pizzi non la vogliono proprio perdere questa partita , e la loro forza di volontà non va mai sottovalutata. Ci prova Sanchez all’altezza del dischetto del rigore, ma il suo tiro viene respinto. Stesso destino poco dopo per la conclusione da posizione ravvicinata ma defilata di Vidal.


    Il Cile ci prova fino alla fine
    All'84 brividi per la Germania: Cile ad un passo dal pareggio. Ter Stegen cincischia su un filtrante apparantemente lungo, ne approfitta Puch che serve indietro per Sagal. Il cileno peò da ottima posizione spara alto. Continua a provarci il Cile con il cuore più che con la tecnica. L'ultima chance arriva in pieno recupero con una punizione di Sanchez che viene respinta ottimamente da Ter Stegen. L'arbitro pone fine alle ostilità, la Germania piglia tutto: sua anche la Confederations Cup dopo l'Europeo Under 21.

    Fonte:  sport.sky.it


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Lun Ago 14, 2017 8:51 pm

    PinguMusic Vola un’aquila nel cielo.. PinguMusic



    Nella finale della Supercoppa 2017 vinta 3-2 dalla Lazio, i biancocelesti riescono a sfatare il tabù Juventus (che li batteva da 10 incontri di fila) e dimostrano di essere ancora la squadra ben allenata e dal gioco spumeggiante che, per lunga parte dello scorso campionato, ha divertito i tifosi. I bianconeri, oltretutto, non hanno ancora smaltito il 4-1 incassato nella finale di Champions e un difensore come Bonucci non si rimpiazza dall'oggi al domani. Finisce 3-2 per i biancocelesti, passati dall'euforia del 2-0
    dopo 9' minuti della ripresa (doppietta di Immobile) alla disperazione del 2-2, tutto opera di Dybala - due spanne sopra i compagni - che con una punizione magistrale ed un rigore aveva riaperto la partita. Ma al terzo dei 4 minuti di recupero ci pensa il giovane Murgia, prodotto della Primavera entrato al posto di Lucas Leiva, a ridare alla Lazio quel successo che merita per volume e qualità di gioco prodotti. La Lazio si aggiudica così la quarta Supercoppa della sua storia, la seconda dell'era Lotito che al fischio finale corre
    sotto la Curva Nord e fa pace con la frangia più calda del tifo.


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Ago 20, 2017 8:01 am

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Ago 20, 2017 8:05 am

    Juventus-Cagliari 3-0: gol di Mandzukic, Dybala e Higuain, Buffon para rigore

    Apre il croato al 13', poi la Joya e il portiere mettono in ghiaccio la partita prima del tris del Pipita. Debuttano Matuidi, Douglas Costa e il 4-3-3

    19 AGOSTO 2017 - TORINO
    L'aveva invocata e l'ha subito testata. Gigi Buffon aveva benedetto nella prima intervista della stagione l'avvento della Var per spegnere le polemiche. Così è stato proprio lui, nella prima gara della nuova Serie A, a beccarsi il primo rigore contro. E a pararlo, lanciando la Juventus verso il primo successo stagionale: 3-0 contro un modesto Cagliari e via un po' di scorie e cattivi presagi lasciati dalla Supercoppa persa contro la Lazio.

    TECNOLOGIA E PRODEZZE — La prima vera novità della partita si materializza a pochi minuti dall'intervallo: fallo di Alex Sandro su Cop, l'arbitro Maresca assegna il calcio di rigore dopo aver consultato le immagini. Signori e signore ecco a voi la Var, a lungo attesa e subito in azione. Siamo sull'1-0 per la Juventus, l'episodio potrebbe riaprire la gara, invece Farias si fa respingere il tiro da Buffon. Gol mangiato, gol subito: come nel più classico dei canovacci, pochi minuti dolo Dybala raddoppia con un sinistro niente male, pescato splendidamente da Pjanic; stop e tiro da manuale. Il dieci non gli pesa, almeno non si direbbe dopo i tre gol in due partite. Se la gara era partita subito in discesa però il merito è di Mandzukic, autore dell'1-0 dopo appena 12 minuti: su cross di Lichtsteiner il croato non sbaglia. Il Cagliari fa quello che può: si presenta col 4-4-2, pressa alto e cerca di sfruttare le sue armi. Diventa persino pericoloso poco prima dell'intervento della Var, quando sempre Farias costringe Buffon a salvarsi di respinta. La Juve controlla senza affanni e ancora senza nuovi acquisti tra i titolari: rispetto alla Supercoppa dentro Lichtsteiner e Marchisio, la condizione dopo una settimana non può essere schizzata al top ma non serve andare a mille per vincere una partita così.

    DIECI E MODULI — Basta la buona vena di alcuni, in particolare Dybala, che oltre al gol colpisce una traversa a inizio secondo tempo, sfiora la quaterna a fine match e prima aveva mostrato di avere il piedino caldo anche su punizione. Sicuramente è più tonico di Higuain, che però nonostante il ritardo di condizione partecipa alla festa del gol: Khedira (entrato per Marchisio) per Alex Sandro e sinistro del Pipita per il 3-0. A questo punto c'è spazio anche per Matuidi e per qualche esperimento: 4-3-3 senza Higuain (che esce tra gli applausi, come l'ex Padoin), con il francese in regia, Dybala finto centravanti e Douglas Costa a destra per Cuadrado. La Signora c'è, non è ancora quella dei tempi belli ma ha dato comunque un primo segnale al campionato.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Ago 20, 2017 8:10 am

    Serie A: cos’è il VAR e tutto quello che c’è da sapere, principi e regole

    Da questa stagione sarà introdotta questa nuova tecnologia che aiuterà i direttori di gara a non commettere errori.

    A partire dalle ore 18,00 ricomincerà il campionato di serie A con l’anticipo Juventus-Cagliari.
    Questa nuova stagione calcistica proporrà un’enorme novità nei maggiori campionati europei, eccetto che in Premier League, ossia quella dell’introduzione del VAR. Il Video Assistant Referee servirà ad agevolare alcune decisioni dei direttori di gara che avranno a questo punto un margine di errore davvero ridotto. Da sottolineare che non si potrà fermare il gioco per ogni minima occasione dubbia, ma ci sono delle situazioni ben precise che prevederanno l’aiuto di questa tecnologia.

    a)Vanno corretti soltanto gli errori chiari.
    b) Si possono correggere solo rigori, gol viziati da irregolarità, espulsioni dirette e scambi di persone sui cartellini.
    c) L’arbitro deve dimenticarsi del Var, decidere e ricordarsi del Var solo se una revisione si rende necessaria.
    d) Solo l’arbitro può iniziare una revisione, il Var può soltanto suggerirla. La decisione finale spetta solo all’arbitro.
    e) Calciatori e staff non possono richiedere la revisione né condizionarla, pena l’ammonizione o l’allontanamento.
    f) Non è necessario, tranne casi rarissimi, che sia l’arbitro a richiamare il Var: il Var controlla tutto e richiama l’arbitro se necessario.

    Con il match dell’Allianz Stadium si aprirà dunque la nuova era del VAR, alla griglia precedente vanno però aggiunte alcune precisazioni fondamentali.

    1) Se il gioco è fermo la revisione va fatta prima che riprenda, altrimenti non si potrà tornare indietro. Se il gioco è in corso va interrotto in fase “neutra”.
    2) Una volta iniziata la revisione vanno prese tutte le decisioni necessarie: se una revisione di un rigore svela una simulazione scatta il giallo per il colpevole.
    3) In caso di rigori, gol ed espulsioni per chiara occasione da gol la revisione deve riguardare tutta l’ultima fase di attacco: se l’attaccante si procura un rigore dopo aver commesso fallo di mano viene punito quest’ultimo.
    4) Se sull’esecuzione di un rigore un calciatore/portiere commette un’infrazione evidente e poi partecipa allo sviluppo del rigore stesso il Var deve intervenire.
    5) Le riprese di gioco non possono essere oggetto di revisione: un gol segnato su calcio di punizione inesistente non può essere corretto..
    6) Il Var è l’arbitro che è in cabina, l’Avar l’assistente del Var. La Var è “la video assistenza arbitrale”, cioè la tecnologia.
    Fonte: MediaGol


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Lun Ago 21, 2017 8:26 pm

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Ago 27, 2017 7:51 am

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Ago 27, 2017 7:57 am

    Genoa-Juventus 2-4: Var pro e contro i bianconeri. Tris di Dybala


    Giorgio Chiellini e Paulo Dybala.

    I bianconeri passati in svantaggio 2-0 dopo 7 minuti di gioco prima rimontano e poi ribaltano i ragazzi di Juric grazie a una tripletta della Joya e ad un gol di Cuadrado

    GENOVA - I genoani hanno cullato il sogno di un clamoroso remake, ma stavolta non poteva andare come l’anno scorso, quando i rossoblù rifilarono tre gol in 27’ alla Juve, umiliandola. E lasciandola lì, a macerarsi nell’umiliazione. Non poteva andare come l’anno scorso per un sacco di motivi. Primo: stavolta il Genoa di gol ne ha segnati soltanto due e ha smesso di farne già al 7’, lasciando alla Juve quasi tutta la partita per rimontare. Secondo: i bianconeri avevano imparato la lezione, e l’hanno messo in pratica. Terzo: questo Genoa non è quello, non ha la stessa qualità, non ha la stessa forza nel pressing, non ha quel livello. Ha spremuto se stesso, ma ha ceduto per pura inferiorità. Quarto: Allegri è stato bravissimo a rimettere nei binari i suoi, che dapprincipio avevano reagito con la forza dei nervi ma poi la partita l’hanno tenuta in pugno quando l’hanno affrontata con lucidità e fredda razionalità, fidandosi della propria superiorità, che Dybala sa benissimo come far pesare. La sua tripletta, la prima in Italia, è il, manifesto bianconero del sabato pomeriggio.

    Sul risultato c’è però anche, e un ancora una volta, la firma del Var, che ha determinato certamente l’andamento della partita. E dunque bisogna raccontarlo, questo andamento. Il Genoa è passato in vantaggio dopo 18 secondi, quando Pandev s’è bevuto Alex Sandro e poi ha messo in area un pallone teso che Chiellini ha lisciato facendolo carambolare su Pjanic: uno a zero. Al 7’, Banti non s’è accordo di un evidente sgambetto di Rugani a Galabinov invece non sfuggito alla moviola, che ha suggerito il rigore non accorgendosi però della millimetrica posizione di fuorigioco del centravanti bulgaro, che poi ha battuto Buffon dal dischetto: due a zero. Al 14’, la Juve s è rimessa in carreggiata con uno gol di Dybala (di destro!), preparato da una splendida combinazione tra Higuain e Pjanic: due a uno. Sul finire del primo tempo, Lazovic ha respinto con il braccio una conclusione ravvicinata di Mandzukic, e se lì per lì nessuno allo stadio se n’era accorto (neanche gli juventini, che non avevano protestato), a quelli sul furgoncino del Var l’episodio non è sfuggito. Il rigore l’ha trasformato Dybala: due a due. Al 17’ del secondo tempo, dopo una lunga fase di superiorità juventina, Mandzukic ha pescato in area Cuadrado, elegante nel controllo e geniale nel movimento con cui si è liberato di Laxalt e ha battuto Perin: due a tre. E alla fine, il sinistro del capocannoniere Dybala, servito da Higuain, è diventato la rasoiata della tripletta: due a quattro.

    Il bello è che il Var farà molto discutere chi sta in poltrona ma poco chi sta allo stadio, dove il clima è palesemente più disteso. La gente si fida. Al rigore per la Juve, per esempio, Marassi non ha emesso nemmeno un fischio e in genere ogni decisione di Banti è stata presa bene, perché evidentemente il fatto che l’arbitro sia sotto tutela è visto come una forma di garanzia. Dentro gli stadi si respira un’aria migliore.
    La bellezza della Juve è invece ancora del tutto indefinibile, ma d’altronde Allegri ha già fatto sapere che per lui la stagione comincia dopo la sosta e che adesso è tutto provvisorio, compresi gli sbandamenti difensivi che continuano a caratterizzare le prestazioni bianconere. Ma la settimana prossima il mercato chiuderà, e la Juve sarà diversa da quella di oggi. Giudicarla ora non ha senso, al momento ha senso solamente contare i gol che segna, e anche un po’ quelli che prende.

    IL TABELLINO
    GENOA (3-4-3) - Perin; Biraschi, Rossettini, Gentiletti; Lazovic, Veloso, Bertolacci, Laxalt; Pandev (33'st Lapadula), Galabinov (27'st Centurion), Taarabt (6'st Palladino). In panchina: Lamanna, Spolli, Zukanovic, Cofie, Rosi, Migliore, Omeonga, L.Rigoni, Salcedo. Allenatore: Juric.
    JUVENTUS (4-2-3-1) - Buffon; Lichsteiner (29' st Barzagli), Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (13'st Matuidi), Pjanic (36'st Bentancur); Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain.
    ARBITRO - Banti di Livorno.
    RETI - 1'pt autogol Pjanic; 7'pt rig. Galabinov, 14'pt Dybala, 49'pt rig. Dybala; 17'st Cuadrado, 47'st Dybala.
    NOTE - Ammoniti: Lichtsteiner, Gentiletti, Biraschi, Pjanic, Lazovic, Cuadrado, Laxalt. Angoli: 5-2 per la Juventus. Recupero: 5'; 4'.
    Fonte: La Repubblica


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Set 03, 2017 8:34 am

         SPAGNA   3   -   ITALIA   0


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Set 04, 2017 8:24 am

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Set 04, 2017 8:33 am

    La Pistoiese parte con il piede giusto: Ferrari affossa il Monza

    Vittoria meritata per gli arancioni al debutto in Serie C girone A: tra i Pro non accadeva dal 2006. Decide il rigore dell'argentino


    L'esultanza di Franco Ferrari

    Il 3 settembre 2006, la Pistoiese vinceva per l’ultima volta all’esordio in un campionato professionistico: allora servì il gol di Romanelli a due minuti dalla fine per aver ragione della Pro Patria. A 11 anni esatti di distanza, l’incantesimo è spezzato con la vittoria contro il Monza targata Franco Ferrari. L’attaccante argentino, di gran lunga il migliore in campo, ha tenuto in scacco per tutta la partita la difesa brianzola, colpendo un palo e segnando il rigore decisivo, da lui stesso conquistato, al tramonto del primo tempo. Tre punti pesanti che regalano serenità e carica a tutto l’ambiente arancione (seppur orfano degli ultras di Pistoia 1312, rimasti fuori dall'impianto per protestare contro l'applicazione dell'articolo 9 - che impedisce a discrezione della questura l'ingresso allo stadio anche a coloro che hanno già scontato un provvedimento di Daspo - nei confronti di due ragazzi del gruppo), concentrato fino all’ultimo minuto sulle questioni di mercato. E Indiani, che un po’ a sorpresa ha proposto fin dall’inizio il suo amato 3-5-2 con il debutto di Nossa in mezzo alla retroguardia, potrà finalmente concedere un sorriso. Il primo vagito della sua creatura è senza dubbio di buon auspicio per il futuro, in attesa che la rosa sia al completo e in forma campionato.

    TANGO ARGENTINO Partenza accorta per entrambe le formazioni: gli orange devono prendere le misure con il nuovo modulo, i biancorossi invece (schierati con un compatto 4-4-2) prediligono una tattica attendista. Nei primi venti minuti succede quindi poco, fatto salvo uno svarione di Nossa, che gli costa il giallo. Intorno alla mezzora la Pistoiese aumenta i giri del motore e i risultati si vedono subito: sontuosa apertura di Hamlili dalla destra, che pesca Ferrari al limite sinistro dell’area di rigore. Stop a seguire e tiro con il contagiri dell’argentino, che colpisce clamorosamente il palo interno con Liverani battuto. Quattro minuti più tardi c’è spazio anche per un altro legno, questa volta del Monza, generato da un clamoroso doppio tocco su punizione da parte di Guidetti che, non visto dall’arbitro, serve D’Errico che lascia partire un bel tiro a giro che s’infrange sulla parte alta della traversa. Pericolo scampato e polemiche, come quelle (ma a parti invertite) per un duro contrasto in area tra Mulas e lo stesso D’Errico, per una volta sfuggito alla morsa di Priola. Ma l’inerzia della gara è dalla parte degli arancioni che, seppur in maniera non troppo brillante, continuano a premere. Gli uomini di Indiani raccolgono i frutti del lavoro a una manciata di secondi dall’intervallo: discesa di Regoli sulla sinistra (una delle prime del match) e palla in mezzo per Ferrari, che duella in mezzo ai due centrali prima di venire steso da Riva. Rigore cristallino, trasformato proprio dall’argentino, e tutti negli spogliatoi.

    PORTA CHIUSA Al rientro in campo è un altro Monza e la Pistoiese fatica a contenere gli ospiti. Due pericoli sventati nel giro di quattro minuti: al sesto Palazzo, perso da Quaranta, incrocia troppo il tiro, mentre al decimo Cori pesca lo stesso Palazzo che, tutto solo in area, spreca clamorosamente ciccando il colpo di testa. Indiani corre ai ripari inserendo i muscoli di Luperini per il giovane Tartaglione, ma la squadra è un po’ spaccata e meno male che là davanti c’è Ferrari che continua a spadroneggiare, sfiorando addirittura un gol di tacco da antologia. Zaffaroni mischia le carte con quattro cambi, ma dopo lo sbandamento iniziale gli arancioni riprendono le misure e contengono i rischi. Nel finale l’espulsione di Cori per una brutta gomitata su Nossa regala maggior tranquillità negli ultimi minuti e, nonostante il recupero extralarge, i tre punti sono della pistoiese. Il tabù-debutto è finalmente spezzato.

    IL TABELLINO DI PISTOIESE-MONZA 1-0
    MARCATORE Ferrari su rigore al 46’ p.t.

    PISTOIESE (3-5-2) Zaccagno; Priola, Nossa, Quaranta; Mulas, Hamlili, Tartaglione (dall’11 s.t. Luperini), Minardi (dal 33’ s.t. Papini), Regoli; Surraco (dal 19’ s.t. Zappa), Ferrari. (Biagini, Rossini, Eleuteri, Vrioni, Boggian, Zullo, Dosio, Ludovisi, Cauterucci). All. Indiani.
    MONZA (4-4-2) Liverani; Carissoni, Riva, Caverzasi, Tentardini; Giudici (dal 38’ s.t. Gasparri), Guidetti (dal 28’ s.t. Palesi), Perini (dal 17’ s.t. Gallo), D’Errico (dal 28’ s.t. Ponsat); Cori, Palazzo (dal 17’ s.t. Barzotti). (Del Frate, Origlio, Negro, Cogliati, Romanò, Adorni). All. Zaffaroni.
    ARBITRO Miele di Nola (Montagnani-Melchiorre)
    NOTE Spettatori 1070. Espulso Cori per g.s. al 39’ s.t. Ammoniti Nossa per g.s. e Luperini per c.n.r. Angoli 5-5. Recuperi 1’ e 5'.
    Fonte: PistoiaSport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Set 09, 2017 2:44 pm

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Set 09, 2017 2:49 pm

    Serie C, Arezzo-Pistoiese 1-2: non basta Moscardelli



    Ferrari firma una doppietta e ribalta il risultato in pieno recupero

    VENERDÌ 8 SETTEMBRE 2017 22:54
    AREZZO - Dopo l'Arzachena, passa anche la Pistoiese al Comunale. Già, l'Arezzo scivola nel derby casalingo e perde con il punteggio di 1-2. Serve a poco il gol in avvio di capitan Moscardelli, abile a battere di destro Zaccagno. Cutolo sfiora il bis centrando la traversa. Gli ospiti pareggiano i conti grazie a un calcio di rigore trasformato da Ferrari prima del riposo. L'attaccante poi si ripete in pieno recupero (92'), quando controlla un cross con il sinistro e supera Borra da distanza ravvicinata. Sono tre punti pesanti per gli uomini Indiani che salgono a quota 6 punti nella classifica del girone A di Serie C.
    Fonte: Il Corriere dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Set 10, 2017 8:02 am

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    Re: La testa nel pallone

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      La data/ora di oggi è Gio Nov 23, 2017 7:13 am