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    La testa nel pallone

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Apr 15, 2017 2:56 pm

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    La Juventus batte il Pescara per 2 a 0! DoppioPingu

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Apr 16, 2017 8:32 am

    Pescara-Juventus 0-2: decide la doppietta di Higuain
    Due gol del Pipita nel primo tempo, ispirati da Cuadrado a Mandzukic. Dybala esce dopo un colpo alla caviglia

    15 APRILE 2017 - MILANO
    E' arrivato il gol numero 200 da quando gioca in Europa per Gonzalo Higuain e subito dopo anche il 201: il Pipita ha scelto il modo migliore, la doppietta, per prepararsi alla sfida del Camp Nou. Ma soprattutto è arrivato il pareggio della Roma in casa con l'Atalanta, che innalza la Juventus a +8 sulla seconda in classifica. Se non ci fosse stato l'infortunio di Dybala sarebbe stato il pomeriggio perfetto per la Signora: successo in trasferta sul Pescara per 2-0 e allungo sulla diretta inseguitrice. Quella caviglia dolorante di Paulo però tiene in apprensione i tifosi in vista del ritorno dei quarti di Champions League.

    DOPPIO PIPITA — In attesa di capire meglio che cosa ha La Joya, è giusto godersi una vittoria molto importante, contro una squadra che Allegri temeva molto. Per questo il tecnico limita il turnover alla difesa e a mezzo centrocampo: ne cambia sei (portiere compreso) ma conferma i fantastici cinque, compreso Cuadrado che era dato in ballottaggio con Lemina alla vigilia. Il colombiano si dimostrerà indispensabile, perché è da un suo tiro che nasce il gol sblocca partita. Zeman non cambia lo spartito del suo 4-3-3, con Caprari, Brugman e Memushaj davanti, che per una ventina di minuti regge l'urto dell'armata bianconera. La partita è tosta e il caldo non aiuta. Il Pescara corre, pressa e picchia. Non a caso il primo giallo arriva dopo 3 minuti (Muntari per fallo su Dybala). La prima palla gol invece la confeziona Higuain per Mandzukic, murato da Fiorillo. Per il vantaggio bisogna aspettare il 23': azione personale di Cuadrado che va al tiro, sulla respinta di Fiorillo c'è il Pipita. Gonzalo è motivato, sfiora il raddoppio con il destro; Mandzukic invece si mangia un gol facile facile su suggerimento di Cuadrado ma poi si fa perdonare con una testata-assist per il 2-0 di Higuain (43'), che indirizza la sfera con la punta del piede.

    ALLARME DYBALA — Il Pescara parte arrembante: tiro di Brugman alla prima azione, parato da Neto, poi costruisce ma si perde davanti alla porta avversaria. Però continua a menare anche nella ripresa e Dybala ne fa le spese: un brutto fallo di Muntari (già ammonito e graziato dal permissivo Di Bello) lo costringe a lasciare il campo a Sturaro dopo 8 minuti, dolorante alla caviglia destra e preoccupato, visto che mercoledì c'è la delicata gara di Champions con il Barcellona. Senza l'argentino Allegri passa al 4-3-3 e Sturaro dopo pochi minuti ha l'occasione del 3-0. La Juve nel secondo tempo fa il minimo indispensabile, il Pescara continua a lottare ma fa molto poco sotto porta: solo un tiro di Biraghi nel finale, parato da Neto. Così la Signora al fischio finale dell'Olimpico può festeggiare.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Apr 20, 2017 8:38 am



    Champions League: La Juventus pareggia col Barcellona 0 a 0!



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Apr 20, 2017 8:47 am

    Champions, Barcellona-Juventus 0-0: un pareggio che vale la semifinale



    La squadra di Allegri regge bene l'urto di Messi e Neymar ed esce imbattuto dal Camp Nou

    BARCELLONA - La Juventus azzera il Barcellona e la storia che portava sulle spalle, gloriose e stanche. Lo riduce, appunto, a zero: il numero dei gol segnati a Buffon tra andata e ritorno. Pensate, era accaduto appena tre volte in tutta l'epoca infinita dei catalani in Europa. Il risultato più lontano dall'indole e dalla tradizione del Barça è diventato, al Camp Nou, il lucchetto con il quale la Juventus ha blindato il prezioso, quasi esagerato 3-0 dell'andata: il destino, come previsto, si era compiuto già tutto a Torino e non restava ai catalani che l'illusione di una replica, la seconda "remontada" impossibile e lo sapevano anche loro. La Juve non è il Psg e al nobile avversario decaduto ha concesso pochissimo, appena un pallone debole nel primo tempo e un simulacro di assalto finale. Niente che potesse davvero ferire Buffon, né togliere una semifinale già acquisita e sacrosanta. Venerdì il sorteggio che la Juventus accosterà senza tremare: rimangono altre due spagnole, il Real e l'Atletico Madrid, e poi il Monaco che non è una cenerentola, semmai una principessa, mica si vive a Montecarlo per niente.


    Dopo la partita perfetta, ecco la difesa perfetta. La Juve è riuscita a devitalizzare a la gara, concedendo appena un tiro in porta al Barcellona nel primo tempo (di Messi, e Buffon respinge) e senza a sua volta scagliarne alcuno verso Ter Stegen. Il progetto bianconero di colpire sempre per vincere non ha trovato forma, e forse era logico che così fosse, ma è scivolato più realisticamente verso una gestione accorta della partita e del tesoretto accumulato. Il Barcellona ha provato le sue svariate destrezze, i suoi colpi in corsa, riusciti poco o niente, i minuti passavano ed erano una specie di ghigliottina. Il proclama di Luis Enrique ("Possiamo anche fare tre gol in tre minuti") è sembrato un'utopia, una chimera.
    Ci sono stati momenti, è vero, in cui la Juve si è forse abbassata un po' troppo, però senza andare mai in vera sofferenza.

    La gestione degli imprevisti, raccomandata in modo speciale da Allegri, è stata amministrazione ordinaria in assenza dei medesimi. La squadra scelta dal tecnico livornese ha ribadito, come previsto, quella dell'andata, anche se l'atteggiamento non poteva essere fotocopiato, non dopo un 3-0, di fatto il primo tempo della lunga e cruciale sfida. Né la Juve né il Barcellona hanno saputo, o forse voluto, assomigliare a Real-Bayern del giorno prima e il pubblico l'ha capito abbastanza presto, pur non rinunciando a canti e bandiere e in verità nemmeno all'antipatico coro "Italia es una mafia" che ha ritmato una parte del primo tempo. Diverso, invece, il Barcellona rispetto alla settimana scorsa, con Mascherano in panchina e il ritorno, previsto, dell'ordinatore Busquets, con Jordi Alba a correre a sinistra.


    Più nervosismo che lucidità da parte di quasi tutti, ed è chiaro che non c'erano occhi se non per quei tre là davanti. Hanno deluso in blocco, un po' meno Messi, moltissimo Suarez e Neymar. Con loro si chiude per il momento un'epoca gloriosa, e il tiqui taca non tornerà. Non si sa ancora, viceversa, se la stagione della Juve sarà quello che sembra, cioè qualcosa di grande. Il sospetto è forte.

    BARCELLONA-JUVENTUS 0-0
    BARCELLONA (4-3-3) Ter Stegen - Sergi Roberto (33' st Mascherano), Piqué, Umtiti, Jordi Alba - Rakitic (13' st Alcacer), Busquets, Iniesta - Messi, Suarez, Neymar.
    JUVENTUS (4-2-3-1) Buffon - Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro - Pjanic, Khedira - Cudrado (38' st Lemina), Dybala (30' st Barzagli), Mandzukic - Higuain (43' st Asamoah).
    Arbitro: Kuipers (Ola).
    Note: ammoniti Iniesta, Neymar, Chiellini, Khedira. Spettatori paganti 96.290.
    Fonte: La Repubblica



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Apr 23, 2017 1:57 pm

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Dom Apr 23, 2017 8:40 pm

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Apr 24, 2017 8:11 am

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Apr 24, 2017 8:17 am

    Juventus-Genoa 4-0: autogol di Munoz, Dybala, Mandzukic e Bonucci

    I bianconeri dominano la partita e vanno a +11 sulla Roma impegnata domani a Pescara. Nel finale esordio per Mandragora

    23 APRILE 2017 - MILANO

    Mandzukic, Dybala e Bonucci.

    Nella mente e nel cuore il Barcellona si confonde col Monaco: allo Stadium la gente ha ancora negli occhi l’impresa catalana e sogna di ripeterla nel Principato. In mezzo ci sarebbe però il Genoa, annichilito senza dover sudare troppo. Questa in campionato contro il Grifone doveva essere la “partita scudetto” secondo il pensiero di Allegri in vigilia e il 4-0 finale certifica, se mai ce ne fosse bisogno, che il tricolore sarà nuovamente cucito sul bianconero. In più, la Juve vendica la partita folle dell’andata a Marassi, quella in cui la truppa adesso arrivata in semifinale di Champions ha patito di più. Ma stavolta in campo non c’è alcuna traccia di quel Grifone che rifilò tre sberle in 29 minuti, anzi le parti sono naturalmente rovesciate. E negli applausi finali del pubblico, uno è dedicato a Mandragora, all’esordio in bianconero: ecco una scheggia di futuro proprio contro la ex squadra del talentino napoletano.

    PRIMO TEMPO — All’inizio c’è Benatia a fare da scudiero a Bonucci tra i centrali. E Lichtsteiner, alto come mai prima d’ora, a fare il Cuadrado. È quest’ultima una variante non considerata nella maxi pretattica di Allegri: il 4-2-3-1, comunque, non si tocca più e la Juve bagna il pane nella difesa di burro di Juric, un trio argentino altamente rivedibile. I primi due gol arrivano come un lampo: al 17’ un goffo autogol di Munoz dopo una incursione di Marchisio. Il passaggio di Higuain è morbido e appetitoso, il tocco del Principino sbilenco, ma il difensore argentino finisce per buttarsela dentro. Sessanta secondi dopo Dybala, uno che è amico di Munoz e l’ha usato come traduttore appena arrivato in Italia, segna il 2-0 dopo un uno scambio stretto con Khedira: il sinistro radente è sul primo palo, ma per purezza ricorda quello della notte magica contro il Barcellona. Anche in questo caso, la manovra inizia dal Pipita, meno killer d’area e più punta di raccordo. Certo, anche lui dovrebbe segnare per avvicinarsi al top in classifica cannonieri, ma ci prova nel primo tempo soltanto con un sinistro floscio dal limite. Più robusto, bello ed efficace il destro di prima di Mandzukic del 3-0: l’azione è aperta da un altro zuccherino di Dybala e il croato è bravissimo a trovare l’interno sul secondo palo. Il tutto in 41’ minuti, dodici in più di quelli che erano serviti al Genoa per regolare i bianconeri all’andata. Ma questo Grifone, già sazio e senza nulla da chiedere alla stagione, non è neanche lontano parente di quello assatanato di cinque mesi fa. Nel complesso pare pochissima cosa e basta una Juve normale dopo le fatiche di Coppa per rendere inutile la ripresa.

    SECONDO TEMPO — Vista la prima parte, nella seconda si rischia di morire di noia perché, in fondo, niente cambia davvero. Il ritmo basso del Genoa agevola la manovra dei bianconeri, bravi a far transitare il pallone da una fascia all’altra e a trovare il corridoio più adeguato per le punte. Mandzukic, rimproverato spesso da Allegri nonostante il gol, assume una posizione più arretrata e spesso lontana dal cuore delle azioni offensive: i cori dei tifosi, continui e potenti, lo ricambiano però delle infinite corse in questa stagione. Un sussulto arriva con un gol annullato a Bonucci per un fallo in mezzo all’area su punizione di Dybala, ma è enorme il suo gol convalidato una decina di minuti dopo: Leo ha un che di Scirea quando esce palla al piede, salta un uomo e con un tiro leggermente deviato batte il povero Lamanna. Certo, il contrasto dei rossoblù è pressoché assente, ma l’azione è impetuosa, da giocatore totale, e arriva dopo una super prestazione in Catalogna. Chi manca al party? Solo il Pipita che prende il palo a botta sicuro dall’area piccola dopo un incrocio colpito di sinistro da Marchisio, finalmente in palla e con la fascia da capitano per 90 minuti. Anche se un terzo palo sarà poi colpito da Asamoah, è questa l’azione più bella della serata, la foto di una Juve che sa essere bella nella sua tremenda praticità. Lo sanno bene in Catalogna, lo temono a Montecarlo.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Mag 04, 2017 2:14 pm

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    Champions League: La Juventus batte il Monaco per 2 a 0! DoppioPingu

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Mag 04, 2017 2:17 pm

    Champions League, Monaco-Juventus 0-2: Higuain, doppietta da fenomeno
    Un grande Dani Alves ispira la doppietta (un gol per tempo) del Pipita. Allegri azzecca tutto e vede Cardiff

    03 MAGGIO 2017 - MONACO
    Ai marziani hanno spento il raggio laser. Ai giovani fenomeni hanno bloccato la crescita. Barça, Monaco, non c’è avversario che tenga. La Juve sbanca il casinò di Montecarlo, innesta il turbo e imbocca lo svincolo verso la finale. Non è finita, i ragazzini francesi sono imprevedibili: però i bianconeri sono monotoni. Colpiscono, vincono, controllano. Hanno 5 anni e 99 giorni, in media, più degli avversari (record di una semifinale di Champions) ma la vecchiaia ce la ricordavamo diversa. In più qualcuno fa notare che l’ultima volta che hanno preso gol in Champions Obama era ancora presidente Usa. Organizzazione, prestazioni dei difensori, soluzioni tattiche e i poteri di superGigi Buffon rendono la porta inviolabile. Quella avversaria la sfondano loro, la coppia di eroi di Montecarlo: Higuain e Dani Alves.

    I DUE EROI — Il Pipita cancella terabyte di file di Word e di note vocali sulla sua inconsistenza nelle gare che contano con un destro preciso nell’angolino e una scivolata da bomber vero. Decide lui, quello da 90 milioni, quello portato a Torino proprio per questo. Quello che si è preso del traditore perché convinto che per vincere doveva andare altrove. Stasera provate voi a dire alla Juve, e a lui, che avevano torto. Torto marcio aveva chi ha dubitato, in questi mesi, di Dani Alves: l’uomo che ha dato più assist di chiunque altro a Messi continua la sua ascesa verticale. I primi mesi erano riscaldamento, ora Dani fa sul serio. Domina sui due fronti, piazza due assist e recupera palloni. Gara monumentale, pennellate d’autore.

    L’OPERA D’ARTE — Le vere opere d’arte collettive sono pochissime. Molto più probabile che il genio lavori da solo, quando ci si mette in tanti ognuno vuole portarci del suo e viene fuori un gran pastrocchio. Ecco, il primo gol della Juve invece è uno di quei rari casi in cui una Gioconda viene dipinta a più mani. E’ il 29’, un’uscita dalla difesa già apprezzabile di Marchisio viene nobilitata da un tacco volante di Dybala. Da lì a Alves, a Higuain, e di nuovo a Dani: la palla sembra lunga, Glik sembra in vantaggio, il brasiliano (non si sa come) la raggiunge per primo, la difende, la spedisce al centro con un tacco di una qualità da Barça. Higuain la vede arrivare, quella palla, sa che è il suo appuntamento col destino, per cacciare quella scimmia dalle spalle. Il destro è preciso, all’angolino, la corsa sotto la curva è liberatoria, l’esultanza è da momento speciale. La scimmia è già fuori dai confini del Principato, la Juve è qualche passo più vicina a Cardiff.

    TUTTI I MERITI — E dire che all’inizio erano servite un paio di parate di Buffon. Mbappé era partito forte, aveva messo paura. A inizio ripresa, stesso discorso, monegaschi pericolosi, Gigi in tuffo basso. Poi Dybala pressa Bakayoko, Alves piazza uno dei suoi cross, Higuain in scivolata arriva dove Glik non può: 2-0. Le prestazioni di quei due rischiano quasi di far passare sotto silenzio alcune giocate di Dybala per le quali, da sole, vale la pena di farsi i chilometri da Torino. O possono far dimenticare un’altra grande soluzione tattica di Allegri: torna alla difesa a tre, con Barzagli; li piazza con un 3-4-2-1; li ha istruiti in modo tale che possono cambiare assetto a ogni azione. E rischiano di non rendere onore a un Monaco che comunque ci prova, ma che semplicemente trova sempre, in area, una gamba di Bonucci, una chiusura di Chiellini, un ripiegamento di Pjanic. E in ultima istanza le mani di Buffon, come al 90’, sul colpo di testa di Germain. Lemar, Bakkyoko, Falcao, Mbappé, non sono distanti da quelli che hanno fatto a fette City e Borussia: sono gli avversari che sono diversi. Molto diversi.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Gio Mag 04, 2017 3:39 pm

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Mag 07, 2017 7:50 am



    La Juventus pareggia con il Torino 1 a 1!



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Mag 07, 2017 7:54 am

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Dom Mag 07, 2017 8:34 pm

    Rai, insulto razzista in cuffia a Benatia: “Marocchino di m…”. Poi lascia il collegamento


    L'episodio è avvenuto durante la trasmissione 'Calcio Champagne' di Rai Sport, dove il giocatore bianconero era in collegamento. Ma la Rai dice: "Non è stato un nostro dipendente"


    Un insulto razzista in cuffia contro il giocatore juventino Mehdi Benatia, che decide di abbandonare il collegamento con Rai Sport. Parole (“marocchino di m…”) che il pubblico non ha sentito ma che hanno fatto scoppiare il caso in Rai. Viale Mazzini esprime solidarietà al difensore bianconero, ma esclude che la frase razzista sentita in cuffia durante la sua intervista dopo il derby tra Juventus e Torino sia stata pronunciata da un suo dipendente.

    Il difensore bianconero, in collegamento dallo Stadium per commentare il pareggio, ha sentito l’insulto in cuffia. “Chi ha parlato dietro? Chi ha detto questo?”, ha detto, mentre la conduttrice Sabrina Gandolfi lo invitava a proseguire perché c’erano “problemi tecnici”. Oltre all’insulto razzista, il giocatore ha sentito in cuffia anche un altro commento offensivo (“Ma che c… stai dicendo”), proveniente dalla stessa voce ancora non identificata. E a quel punto ha deciso di andarsene.

    La Rai in una nota si è detta “sinceramente dispiaciuta per il deplorevole episodio di razzismo che ha coinvolto il calciatore della Juventus Benatia durante la trasmissione e Calcio Champagne che per fortuna non è stato accessibile ai telespettatori non essendo andato in onda – si legge -. Rai ha messo in moto tutte le verifiche del caso per individuare il responsabile dell’accaduto e al momento gli approfondimenti tecnici istruiti portano a escludere che a pronunciare le inaccettabili frasi possa essere stato un dipendente dell’azienda. La ricerca andrà comunque avanti ma vista la gravità dell’accaduto Rai porge intanto la sua piena e totale solidarietà al calciatore e alla società per cui è tesserato”.ilfattoquotidiano


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Mag 10, 2017 8:52 am

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    Champions League: La Juventus batte il Monaco per 2 a 1 e vola in Finale! DoppioPingu

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Mag 10, 2017 9:20 am

    Juventus-Monaco 2-1, bianconeri in finale: a Cardiff contro Real o Atletico


    L'esultanza di Dani Alves e Mandzukic (ap)

    Mandzukic e Dani Alves mettono in discesa la semifinale di ritorno contro i francesi, nella ripresa c'è gloria per Mbappè prima della festa. Il 3 giugno l'atto conclusivo

    TORINO - Per la Juve non poteva che essere Cardiff, ora si può pure cercare sull'atlante dov'è. Non poteva che essere finale di Champions, la seconda in due anni, e non potrà che essere contro il Real Madrid atteso da un Atletico senza speranza dopo la tripletta di Cristiano Ronaldo. La vittoria contro il Monaco (2-1, Mandzukic e Dani Alves e poi il ragazzino Mbappé) ha chiuso un cerchio che i Giotto bianconeri avevano cominciato a disegnare in autunno, ma che hanno reso perfetto eliminando Messi e il Barcellona. Due finali su tre: è un risultato enorme, che però senza stringere il trofeo rischia di restare solo un ottimo premio di consolazione. In fondo, anche l'Atletico Madrid ha fatto la stessa cosa, però perdendo entrambe le volte, guarda caso contro i campioni vestiti di bianco che abitano al Bernabeu.

    Stavolta, però, la Juve sembra più adulta che nel 2015, più pronta. Non affronterà la finalissima tremando, sa che per molti dei suoi campioni sarà quasi certamente l'ultima occasione. Il simbolo di questo cammino è Gigi Buffon, 39 anni e due finali già perse. Per lui, più che mai, dovrà esserci eccome il 2 senza il 3. "La vita è bella, bisogna sempre credere ai propri sogni" ha detto quasi in lacrime. "E pensare che molti nel 2015 credevano che sarebbe stata quella la mia ultima finale". E poi ci sarebbero i giganti della difesa, stavolta battuta, anche se 3 reti al passivo in tutta la Champions restano un'impresa: Barzagli, Bonucci e Chiellini vogliono il trofeo come nessun altro. E che dire della parte più creativa, dell'anima sudamericana della Juve? Dani Alves (splendido il gol al volo), Dybala, Cuadrado e Higuain, molta Argentina, un po' di Brasile e un po' di Colombia, terre dove il calcio è prima di tutto felicità. La stessa che la Juve il 3 giugno proverà a regalare alla sua gente in attesa.

    Per la Juve si trattava di far passare senza danni e senza noie questa specie di enorme tempo di recupero dopo il 2-0 di Montecarlo, e prima del molto che l'attende: domenica a Roma il possibile scudetto, il mercoledì successivo sempre all'Olimpico la finale di Coppa Italia contro la Lazio, poi il lungo scivolamento verso Cardiff e verso il Real Madrid (impensabile credere che possa qualificarsi l'Atletico, sconfitto per 3-0 al Bernabeu). In verità, una prima grana per la Juve è arrivata presto, cioè il guaio muscolare di Khedira sostituito da Marchisio, che del resto aveva già giocato all'andata per la squalifica del tedesco. Ogni gesto atletico, da qui al 3 giugno passando appunto per Roma e per le due partite di campionato che ancora resteranno, è anche un potenziale pericolo per muscoli e tendini, per questo Allegri dovrà dosare uomini e minuti, titolari e riserve (difatti Dybala, essenziale, è stato tolto dopo meno di un'ora di gioco), sperando che nessuno dei più insostituibili si faccia male. In fondo è l'unico vero pericolo, per questa Juve quasi onnipotente.

    Prima del gol di Mario Mandzukic al 33', la Juventus si era in verità lasciata un poco insidiare dal Monaco e appariva non proprio sciolta, sulla scia del primo tempo contro l'Atalanta e di buona parte del derby. Poi, però, la rete del croato (doppio tentativo, il primo di testa respinto, il secondo di sinistro vincente) ha reso impossibile la missione francese: a quel punto, sarebbero serviti 4 gol poi diventati virtualmente 5 dopo il meraviglioso raddoppio di Dani Alves, un destro al volo da molto lontano su respinta del portiere Subasic. Un colpo da campione assoluto per il brasiliano che nel 2015 vinse la Champions proprio contro la Juventus, e con addosso la maglia del Barcellona, autentico mattatore in questo finale di stagione: due assist a Montecarlo per Higuain, assist per Mandzukic al ritorno e poi la prodezza personale. In totale, 4 gesti decisivi in altrettante reti. E adesso Dani Alves può pure pensare a Cristiano Ronaldo. Del resto ha già fatto fuori il suo amico Messi, cosa volete che sia.

    Juventus-Monaco 2-1 (2-0)
    JUVENTUS (3-4-2-1): Buffon – Barzagli (40’ st Benatia), Bonucci, Chiellini – Dani Alves, Pjanic, Khedira (10’ pt Marchisio), Alex Sandro – Dybala (9’ st Cuadrado), Mandzukic – Higuain. All. Allegri
    MONACO (3-4-1-2): Subasic – Raggi, Glik, Jemerson – Sidibé, Moutinho, Bakayoko (33’ st Germain), Mendy (9’ st Fabinho) – Bernardo Silva (24’ st Lemar) - Falcao, Mbappé.
    Arbitro: Kuipers (Ola). All. Jardim
    Reti: 33' pt Mandzukic, 44' pt Dani Alves, 24' st Mbappé
    Note: ammoniti Falcao, Mendy, Bonucci, Mandzukic. Spettatori paganti 40.244, incasso 3.961.831 euro.
    Fonte: La Repubblica



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Dom Mag 14, 2017 9:13 pm

    Termina la sfida dell'Olimpico! Roma-Juve finisce 3-1! La squadra di Spalletti porta a casa i 3 punti grazie alle reti di De Rossi, El Shaarawy e Nainggolan.
    Vabbè, forza Juve, sempre e comunque!!


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Mag 15, 2017 9:01 am

             ROMA   3   -   JUVENTUS   1


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Mag 18, 2017 8:40 am

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Mag 18, 2017 8:46 am

    Coppa Italia, Juve-Lazio 2-0: gol di Dani Alves e Bonucci, storico tris bianconero
    Alex Sandro ispira i gol di Dani Alves (stupendo) e Bonucci nel primo tempo. Per i biancocelesti palo di Keita in avvio e poco altro

    17 MAGGIO 2017 - ROMA
    Tripletta chiama triplete. In attesa di poter urlare la parola proibita, la Juventus vince la Coppa Italia 2017. Trionfano loro, sempre loro: come nel 2015 e nel 2016, per la terza volta di fila. Allegri e i suoi ragazzi riscrivono la storia di un torneo che portava già il marchio bianconero nell'albo d'oro: le vittorie sono 12, meglio di chiunque altro, ma la tripletta di successi consecutivi sono un record assoluto. All’Olimpico, contro la Lazio finisce 2-0: la prima casella di una stagione che può diventare leggendaria si è riempita in 45 minuti: decidono i gol di Dani Alves al 12’ e Bonucci al 25’.

    PERCHÉ HA VINTO LA JUVE — Perché se hai due tra i più forti terzini al mondo, se non i più forti, puoi permetterti anche di azzannare una finale da grandissima anche se non hai a disposizione i titolarissimi della mediana. Il gol dell’1-0 nasce così, un ventaglio perfetto da Alex Sandro a Dani Alves, con l’ex Barça ancora implacabile: gol al volo, meno bello ma più pesante di quello al Monaco. Al brasiliano, due gol in campionato e altri due in Champions, mancava un sigillo anche in Coppa Italia: eccovi serviti. E non è casuale che proprio in questa fase della stagione, con Barzagli a coprirgli le spalle e Cuadrado ad aspettare in panchina, Alves sia diventato incontenibile: altra mossa azzeccata da Allegri. Alex Sandro pennella e “macchia” pure, quando serve, come quel pallone toccato appena il giusto per mandarlo dalle parti di Bonucci (senza maglie blu tra i piedi: dov’erano?) per il 2-0. I terzini spaccano, ma nel mezzo del primo tempo c’è una Juve che torna dominatrice assoluta come ci ha abituato a vederla in Italia: tra i due gol della banda Allegri è una pioggia di palle gol bianconere, che solo l’istinto di Strakosha riescono a neutralizzare. Qualità mostruosa e fisicità debordante, più spinta sulle fasce: la notte bianconera si illumina, la Lazio dovrebbe provare a rimontare ma finisce per abbassarsi senza trovare spunti e tempi giusti per ripartire.

    PERCHÉ HA PERSO LA LAZIO — Alla vigilia, capitan Biglia aveva parlato di approccio da non fallire: l’intonazione all’orchestra di Inzaghi prova a darla subito il primo violino Keita col palo che grazia Neto al 6’ (il passante sulla sinistra di Milinkovic è da applausi, il tocco di Barzagli che sporca il tiro è provvidenziale), ma è nei minuti successivi che la Lazio stecca. La bandiera bianca alzata da Parolo dopo 20’ è un brutto colpo per un centrocampo che perde qualità, il cambio con Radu è la toppa per provare ad arginare Dani Alves ma serve a poco in fase di costruzione. Lo stesso Biglia, proprio lui che di finali ne ha perse fin troppe e dovrebbe avere il diavolo in corpo, manca di idee e di coraggio: quando De Vrij prova a dare la scossa da difensore-play, è più efficace di lui. I cambi giusti, Inzaghi li fa nella ripresa e sembra già tardissimo, dopo così tanta supremazia juventina. Felipe Anderson e Luis Alberto spaventano la curva bianconera, ma nel frattempo Dybala e compagni hanno preso in mano il telecomando del match, alzano e abbassano il volume quando vogliono loro. Lo rimettono su, più forte che mai, quando il primo trofeo è ufficialmente conquistato, e all’Olimpico si sente solo un coro: “Ce ne andiamo a Cardiff!
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Gio Mag 18, 2017 3:03 pm



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Mag 22, 2017 8:11 am

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    La Juventus batte il Crotone per 3 a 0 e vince lo Scudetto 2016/2017! DoppioPingu

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Mag 22, 2017 8:15 am

    Juventus-Crotone 3-0, bianconeri nella leggenda: gol di Mandzukic, Dybala e Alex Sandro
    Non sbaglia la squadra di Allegri: sesto titolo consecutivo grazie alla vittoria sul Crotone. Il doblete è servito, aspettando Cardiff

    21 MAGGIO 2017 - TORINO
    Due sillabe in tre giorni. A fare compagnia a “Tri”, la Coppa Italia e “Ple”, lo scudetto, manca ora l’ultima, quel “Te” che alla Juventus sperano di aggiungere il 3 giugno contro il Real Madrid. Ma intanto negli annali bianconeri resta il 21 maggio 2017 della leggenda. Una calda domenica di fine primavera che regala il sesto scudetto consecutivo alla Juventus. Traguardo che a inizio stagione a Vinovo avevano già ribattezzato della leggenda. Già, perché nessuno in Italia aveva mai vinto sei campionati di fila.

    IN SCIOLTEZZA — Altri campionati in questo spaventoso ciclo bianconero erano arrivati parecchio prima rispetto alla penultima giornata con cui la Roma si deve arrendere alla matematica. Ciò che è diverso in questa cavalcata della Juventus è una sensazione chiara e ben precisa. Nonostante le 5 partite perse in campionato (tutte in trasferta) mai si è avuta l’impressione che questa squadra potesse perdere lo scudetto. Allegri è stato come quel ciclista che in gergo è un “fuoriclasse della lima”: colui che sta in mezzo al gruppo, non dà una pedalata in più e fa un circoletto rosso sulle principali tappe. Non sbagliandone una. La Juventus ha gestito in maniera ideale una superiorità mai in discussione. L’ultimo esempio nella settimana appena trascorsa: si battezza la finale di Coppa Italia con la Lazio, e pazienza se non si è al 100% tre giorni prima con la Roma. Del resto quando si corre su tre fronti è un obbligo, non una scelta.

    MARIONE — Il 3-0 col Crotone è un piccolo highlight della stagione. Qualche fiammata per chiudere i conti e non una goccia di energia sprecata. Contro una squadra che non può fare nulla opposta a un simile mix di fisicità e qualità. Giusto che a segnare il primo gol sia l’uomo chiave della stagione, quel Mario Mandzukic che festeggia 31 anni con la decima rete stagionale. L’uomo per cui non contano Crotone o Barcellona: le partite sono tutte uguali. Nella sua annata, soprattutto nella seconda metà, c’è tutta la genialità di Massimiliano Allegri, geniale a reinventarlo esterno. L’uomo che ha già superato Conte nel palmares. Quello a cui ora lo Stadium chiede ad alta voce “portaci l’Europa”. Ma intanto la leggenda è già servita.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Mag 22, 2017 8:17 am

             
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Mag 28, 2017 2:10 pm

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    La Juventus termina il Campionato battendo il Bologna per 2 a 1! DoppioPingu

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Mag 28, 2017 2:14 pm

    Bologna-Juventus 1-2: bianconeri chiudono in bellezza col gol di baby Kean
    La Juve vince anche l'ultima di campionato: sbloccano i padroni di casa con Taider. Pareggio Dybala. I tre punti grazie al gol del baby attaccante allo scadere. La squadra di Allegri chiude a 91 punti

    BOLOGNA - Il campionato della Juventus finisce con il gol di un ragazzo del 2000, Moise Kean, 17 anni compiuti a febbraio, un talento cristallino e un carattere non dei più semplici. Il ragazzo nato a Vercelli da genitori ivoriani e scoperto dagli osservatori del Toro, cui la Juve riuscì a strapparlo dopo un paio danni, ha regalato ai suoi l’ultima vittoria dell’anno (in attesa di Cardiff, naturalmente) segnando praticamente all’ultimo secondo, visto che allo scadere del quarto minuto di recupero ne mancavano giusto una dozzina, di secondi: il ragazzo ha anticipato Masina incrociando di testa la punizione di Pjanic e lasciando che la sua gioia esplodesse sotto la curva occupata dai tifosi bianconeri, che hanno già imparato a identificarsi in questo minorenne che può diventare tutto e il contrario di tutto (il suo idolo è Balotelli, il suo procuratore Raiola) e che la dirigenza juventina si sta dannando perché cresca con la testa sulle spalle, e non chissà dove.

    LE PAGELLE
    Kean ha dato la svolta a una partita che si stava indirizzando verso un pareggio incolore e indolore e che la Juve ha giocato sulle punte, badando a non fare a fatica e a non mettere a rischio muscoli e giunture, a una settimana dalla finale di Champions, “anche è più facile farsi male quando cerchi di evitare il contrasto, non quando lo fai nella maniera giusta” ha osservato Allegri, un po’ seccato per la ritrosia (“forse a livello inconscio”) di qualcuno dei suoi. Per una questione d’orgoglio, però, i bianconeri si sono ribellati all’idea della sconfitta che stava maturando dopo lo splendido gol di Taider il quale, al 7’ st, ha eluso Marchisio con una giocata di sinistro e poi battuto Audero con uno splendido destro a giro dal limite. Un gol bellissimo, che Dybala ha tentato di imitare qualche minuto più tardi, quando però le punte delle dita di Da Costa si sono spinte un poco più in là. Dopo la rete subita, la Juve si è in effetti risvegliata dal torpore. Allegri ha aggiunto classe e qualità (le giocate di Pjanic saranno decisive in entrambi i gol della rimonta) e ha evitato di chiudere con una figuraccia. Da Costa ha detto di no anche a Higuain, oltre che a Dybala, ma nulla ha potuto quando la Joya lo ha punito da un metro raccogliendo la respinta del portiere sul colpo di testa di Higuain. Poi, la svolta dell’ultimo secondo, quando tutti si stavano trastullando in un pareggio che stava soddisfacendo tutti quanti e, anzi, proprio nel momento i cui il Bologna stava rimettendo il naso fuori dalla tana.

    Ad Allegri, in ogni caso, importava soprattutto sapere di Khedira, che a Bologna ha sostenuto un test decisivo in vista di Cardiff: il tedesco, al rientro dopo l’infortunio, ha giocato un’oretta discreta, o comunque in linea con le aspettative dell’allenatore. “Volevo che provasse due o tre strappi, l’ha fatto, dieri che va bene così”. Il peggiore è stato invece (e di nuovo) Cuadrado, che se si giocava un minima possibilità per la finale l’ha buttata via. Higuain e Mandzukic sono usciti con qualche acciacco, che però Allegri ha giudicato irrilevante. “Ci tenevamo a vincere e a chiudere a 91 punti: significa che per conquistare scudetto abbiamo dovuto fare un grandissimo campionato, perché il livello è stato alto”, ha chiuso il tecnico dando un’ultima amarezza a Dondoni, che aveva a lungo pregustato un successo di prestigio. Nel primo tempo (un’occasione per parte, Destro e Higuain) il Bologna aveva controllato bene i bianconeri, nel secondo li ha colpiti ma poi non ha saputo difendersi, beccando due reti sul filo del fuorigioco ma soprattutto per colpe proprie, perché l’ultima linea si è sistemata malissimo in entrambe le circostanze.

    Per chiudere, due parole sull’arbitro Mariani, che aveva per le mani una partita molto facile da dirigere e da interpretare ma che ha commesso due errori tecnici piuttosto gravi, prima rinnegando la norma del vantaggio mentre il Bologna stava affondando un contropiede pericoloso (ha fermato gioco dopo qualche secondo di esitazione per punire il fallo di Cuadrado su Destro, ma era chiaro che dovesse lasciar correre) e poi (42’ st) risparmiando il secondo cartellino giallo al colombiano, colpevole di una brutta tacchettata sulla coscia di Viviani.
    Fonte: La Repubblica



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    Re: La testa nel pallone

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