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    La testa nel pallone

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mar Giu 14, 2016 2:03 pm

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    Campionato Europeo: L'Italia batte il Belgio per 2 a 0! DoppioPingu

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mar Giu 14, 2016 2:07 pm

    Euro 2016, Belgio-Italia 0-2: Giaccherini e Pellè, gol, Conte in testa al girone

    L'avventura azzurra comincia con un successo sui Diavoli Rossi: sblocca il centrocampista del Bologna al 32' su meraviglioso assist di Bonucci, Pellè raddoppia nel recupero

    13 GIUGNO 2016 - LIONE (FRANCIA)
    Dovremmo ricordare Manaus, Balotelli, l'Inghilterra battuta all'esordio nel Mondiale 2014 e la rapida disillusione brasiliana. Dovremmo, perché un grande esordio non significa vincere un torneo. Dovremmo. Ma chi ne ha voglia, adesso? Che Italia, signori. Che partenza a Euro 2016: sconfitto per 2-0 il favorito Belgio a Lione, con una prova tutta cuore e cervello, tutta in stile Antonio Conte. Il pareggio tra Irlanda e Svezia ci proietta al comando del girone: è lunga, è lunghissima, ma intanto è così.

    TATTICAMENTE PERFETTI — Il primo tempo? Partiamo dalla fine: Clattenburg fischia l'intervallo e Buffon, prima di raggiungere gli spogliatoi, agita il pugno sotto la curva azzurra, che ricambia alzando i decibel. Gigi fa così perché ha appena incassato 46 minuti di conferme, esulta in quel modo perché l'Italia ha eseguito alla grande le istruzioni telecomandate da Conte in queste settimane. Si carica, il capitano, perché gli azzurri sono in vantaggio allo Stade des Lumieres, ed è un 1-0 che ci sta tutto. Equilibrio doveva essere il nostro credo: detto, fatto. L'Italia si muove come una testuggine, coprendo il campo con intelligenza e concedendo ai belgi appena un paio di tiri di Nainggolan nei primi venti minuti. Wilmots ha schierato i suoi in un 4-2-3-1 che diventa 4-3-3 a seconda della posizione di Fellaini, i cui avanzamenti decentrano Lukaku (molto nervoso) sulla destra. Ma la Nazionale di Conte, vestita di un 3-5-2 che non dovrebbe sorprendere nessuno, stupisce invece per la facilità con cui tiene in campo e crea gioco.

    CHE BONUCCI — La parte migliore è che nessuno degli azzurri, escluso Bonucci, gioca un primo tempo straordinario. Ma tutti fanno ciò che devono, si aiutano, si cercano. Così, dopo aver messo la testa fuori dal guscio a ridosso della mezz'ora (diagonale di Pellè), al 32' arriva la giocata che fa scattare il "popopo" d'ordinanza, delirante d'entusiasmo, delle migliaia di italiani sugli spalti. Il lancio è di Bonucci, implacabile negli anticipi, sempre ben posizionato e ispirato in regia. Il controllo è di Giaccherini, che sorprende Alderweireld e Ciman (l'anello debole difensivo) e col destro fa secco Courtois. I belgi sbandano, il loro portierone deve impegnarsi su Candreva e sperare che il colpo di testa di Pellè, poco dopo, si spenga a lato. Conte si arrabbia, c'era margine per il raddoppio, invece i numeri 2 del ranking Fifa restano in gara. E chiudono meglio la prima frazione, con un destro di Witsel e un'incursione di De Bruyne disinnescata appena in tempo.

    BRIVIDO DARMIAN — La dimostrazione di quanto sia delicato il meccanismo tattico di Conte? Basta guardare cosa succede quando salta un ingranaggio, come all'8' della ripresa: Darmian perde un pallone banale, il Belgio libera la corsa di De Bruyne, che invita Lukaku nelle praterie. Buffon esce alla disperata, l'attaccante dell'Everton lo grazia e le parole di Gigi verso l'esterno del Manchester United sono inadatte alla fascia protetta in tv. Anche se in mezzo c'è un altro bel colpo di testa di Pellè deviato da Courtois, Conte chiarisce che non si scherza: fuori Darmian, dentro De Sciglio. E Hazard? Il capitano belga prova ad accendersi, ogni tanto, con qualche percussione delle sue. Va anche al tiro, sospinge un Belgio che va a strappi, come lui. Wilmots aumenta la potenza di fuoco, dentro Mertens per Nainggolan. Minuto dopo minuto, la pressione belga si fa più costante, anche se l'apporto di De Bruyne, altra stella di questa selezione, scarseggia.

    CHIUDE PELLÈ — Dentro anche Origi e Ferreira Carrasco, mentre Eder lascia spazio a Immobile. L'Italia comincia i venti minuti finali un po' in apnea, rimedia quattro ammonizioni in pochi minuti e non è più lucida come a inizio gara. Resistere diventa l'unico imperativo, è il momento del cuore, è scoccata l'ora dei guerrieri. Quelli che ieri il c.t. aveva evocato. Immobile prova il blitz, si è inserito con lo spirito giusto, Courtois vola e gli dice no. Poi è sofferenza, tremenda sofferenza, col pallone che balla in area azzurra più volte. Ma non entra. Non nella porta azzurra, almeno. Entra in quella del Belgio, con una girata volante di Pellè che finalizza l'ultima ripartenza. Due a zero. Due. A zero. Lione esplode, si tinge di verde, bianco e rosso. Buffon si aggrappa alla traversa, perde l'equilibrio per la gioia, quasi si fa male nell'estasi della vittoria. Siamo primi nel girone. È lunga, lunghissima, ma siamo primi nel girone.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Giu 15, 2016 8:14 am

    Euro 2016, Austria-Ungheria 0-2: in rete Szalai e Stieber

    Nella sfida che apre il gruppo F arriva la prima sorpresa: Alaba ci prova ma lo fermano il palo e le parate di Kiraly, Dragovic (espulso ingiustamente) lascia i suoi in 10 e gli ungheresi si prendono i 3 punti

    14 GIUGNO 2016 - BORDEAUX (FRA)
    I conti con la storia sono stati chiusi da tempo, ma Austria-Ungheria aveva comunque un sapore antico, come il look del portiere ungherese Kiraly. È invece giovane e freschissimo l'uomo che risolve la partita e regala a sorpresa il successo agli ex sudditi dell'Impero Asburgico: si chiama Laszlo Kleinheisler: classe 1994, ha sangue tedesco e gioca nel Werder. Ha esordito in nazionale lo scorso novembre e il ct lo ha messo subito fra i titolari. Lui ha ripagato la fiducia con un assist per il centravanti Szalai, che al 17' del secondo tempo, senza aver fatto un granché prima, ha sbloccato una partita che l'Austria sembrava poter vincere da un momento all'altro grazie alla maggior classe e alla maggiore esperienza sul piano internazionale dei suoi giocatori. Invece ecco che, dopo la Romania, cade anche un'altra imbattuta nelle qualificazioni. E l'Ungheria vola.

    ALABA AL PALO — La partita è cominciata con un palo colpito da Alaba dopo pochi minuti: i centrocampisti austriaci sempre in movimento sembravano poter mettere in difficoltà gli avversari, che invece piano piano hanno preso campo. Nonostante il continuo movimento di Alaba e i chilometri percorsi da un Arnautovic stranamente ispirato, l'Ungheria ha messo i piedi dentro la partita, fino a colpire poco dopo l'ora di gioco. L'Austria ha provato a reagire, e lì è arrivato il colpo di grazia: non dall'Ungheria, ma dall'arbitro francese Turpin, pessimo, che senza una vera ragione espelle Dragovic, reo secondo lui di avere abbattuto un difensore nell'area ungherese. In realtà l'intervento era sul pallone, ma tant'è: Dragovic si becca il secondo giallo e c'è mancato poco che si facesse espellere anche Arnautovic diventato sempre più nervoso.

    Colpita duramente, l'Austria si è buttata in avanti alla disperata. Risultato: il gol in contropiede di Stieber, entrato in campo da sette minuti, che con un pallonetto ha superato Almer. Ungheresi in festa, austriaci a casa. Per ora non del tutto, ma il rischio è forte, visto che la prossima partita sarà Austria-Portogallo.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Giu 15, 2016 8:20 am

    Portogallo-Islanda 1-1, Bjarnason replica a Nani: solo pari per Ronaldo

    CR7 e compagni fermati dalla nazionale della piccola isola del Nord Europa: l'ex centrocampista del Pescara beffa i lusitani che nella ripresa sbattono contro un muro

    14 GIUGNO 2016 - MILANO
    La lezione dell'Italia ha dato uno scossone all'Europeo: quando hai meno talento dell'avversario, devi sopperire con l'organizzazione e la grinta. Così può capitare che Cristiano Ronaldo, il giocatore più ricco al mondo che guadagna 20 milioni di euro all'anno, si faccia fermare da una squadra che in tutto, di milioni, ne vale 30. Portogallo-Islanda finisce 1-1 e dopo il successo dell'Ungheria sull'Austria il gruppo F si rivela quello delle sorprese: dopo eruzioni devastanti e bancarotte, la piccola isola del Nord Europa trova un bel motivo per mostrarsi al mondo e scrivere, in qualche modo, la storia.


    La delusione di Cristiano Ronaldo.

    AVVIO SPRINT — La marea blu in curva mette paura: l'Islanda conta poco più di 320 mila abitanti e un buon 5% è salito su un aereo per la Francia per assistere alla prima storica partita della loro nazionale a un Europeo. Così, spinta dall'entusiasmo della loro gente che canta ininterrottamente, la squadra di Lagerbäck comincia la partita pressando alto e senza mai buttare via la palla: la prima occasione, costruita dalla stella Sigurdsson, murato due volte da Rui Patricio, suona come un avvertimento. C'era una volta una selezione di dentisti, impiegati e operai, ora ci sono solo professionisti che giocano tutti all'estero, tanto che l' "italiano" Hallfredsson va in panchina e ci resta per tutta la partita. Però il Portogallo ha troppa qualità per restare a guardare e sufficiente orgoglio per venir fuori: Cristiano Ronaldo si fa vedere con un bel cross per Nani (su cui si esalta Haldorsson) e un colpo di testa fuori, ma soprattutto per un liscio clamoroso sul meraviglioso lancio di Pepe in versione Bonucci.

    PREGI E GOL — In nazionale CR7 non può partire da sinistra come ama fare al Real e deve giocare davanti in coppia con Nani, ma non sembra la posizione il problema, al massimo la condizione. Per sua fortuna questa nazionale sembra attrezzata per far bene anche se lui stecca: Danilo Pereira (a lungo di proprietà del Parma che lo prese nel 2010, ma in A giocò appena 5 partite senza lasciare traccia) fa il mastino davanti alla difesa; la qualità arriva da Joao Mario, Moutinho e André Gomes che si muovono a tutto campo andando continuamente alla ricerca del pallone e dello spazio. Il gol arriva così: Gomes, mezzala seguita dalla Juve, scambia il pallone con Vierinha e regala a Nani un assist perfetto per segnare la rete numero 600 della storia degli Europei.

    SORPRESA — Il Portogallo ha il torto di sedersi subito dopo il vantaggio, l'Islanda il merito di non scomporsi. Così, dopo l'intervallo, la concentrazione fa la differenza: sul cross di Berg Gudmundsson dalla destra, Vierinha si fa trovare fuori posizione e lascia tutto solo Birkir Bjarnason che al volo insacca. È il 50' e il tempo per tornare avanti ci sarebbe tutto: solo che il Portogallo torna agli antichi difetti e la squadra capace di creare 5 occasioni in un quarto d'ora nella parte centrale del primo tempo si appassisce. Eder, l'unico centravanti di ruolo, resta in panchina fino al 85': prima entra il gioiellino 18enne Sanches, acquistato dal Bayern, ma non riesce a incidere, poi anche Quaresma, che si fa vedere di più, mentre gli altri talenti via via avvertono la stanchezza e Ronaldo si innervosisce perché davanti a sé trova un muro e quando ha la palla buona, di testa o di piede, non trova la porta. Da Müller a Ibra, passando per Griezmann, Kane e Lewandowski, per ora non è l'Europeo delle stelle. Neppure di quella più attesa.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Giu 16, 2016 8:19 am

    Euro 2016, Francia-Albania 2-0: Griezmann e Payet regalano gli ottavi

    Dopo un brutto primo tempo e un assedio nella ripresa con l'ingresso di Pogba e Griezmann, i padroni di casa superano la nazionale di De Biasi e staccano il pass per la seconda fase

    15 GIUGNO 2016 - MILANO
    Stavolta, più della Marsigliese hanno potuto i fischi e i cambi. Perché per scuotere questa Francia che non esalta all’Europeo di casa sua c’è voluta una pioggia di proteste dei tifosi Bleus a Marsiglia quando Giroud e compagni si avviavano negli spogliatori per l’intervallo, dopo un primo tempo inguardabile. E sono serviti gli aggiustamenti in corsa di Deschamps, che ha archiviato quella brutta bozza di 4-2-3-1 con Martial-Coman e senza Pogba-Griezmann rispolverando un 4-3-3 più equilibrato: così, soffrendo e sbloccando il cubo di Rubik solo nel finale (come con la Romania), la Francia batte 2-0 l’Albania e stacca il biglietto per gli ottavi di finale. A risolverla ci hanno pensato Griezmann, panchinaro di lusso, con un colpo di testa al 90', e Payet al 96'.

    GABBIA DE BIASI — Se la Francia sfigura per 45 minuti è anche merito dell’Albania di Gianni De Biasi, non ancora fuori ma comunque vicina all'eliminazione dal primo Europeo della sua storia dopo due sconfitte su due che non rendono affatto giustizia per quanto mostrato sul campo: finora si è visto decisamente di peggio, e fino a un minuto dalla fine le aquile avevano il pari in tasca. Non è questione di credo tattico, quanto piuttosto filosofico: “Se hai una tecnica superiore all’avversario puoi tenere la palla, altrimenti è inutile fare lo spaccone con l’aggressione alta”, raccontava un mesetto il c.t. dell’Albania alla Gazzetta.

    E la gabbia allestita dal tecnico italiano manda in tilt la banda Deschamps per un tempo intero: Didier ci mette del suo, lasciando in panca Pogba e Griezmann e puntando su Martial e Coman. Che però sono giocatori di movimento, e se nessuno li innesca – questa Francia non ha un regista in mezzo e il gioco ne risente – fanno una fatica tremenda a procurarsi lo spazio giusto per le incursioni. Dopo un tentativo di Giroud di testa nei primissimi minuti, i francesi si perdono in un mare di fumo e finiscono pure per cedere l’iniziativa agli avversari: le incursioni di Hysaj sulla destra e gli schemi a sorpresa sui corner fanno tremare Lloris (che rischio su una deviazione in mischia di Kantè al 39’…).


    Dimitri Payet segna il 2-0 in pieno recupero: è il secondo gol in due partite per l'attaccante del West Ham.

    SVEGLIA FRANCIA — Il palo che ferma l’Albania in apertura di ripresa (Sagna anticipa Memushaj e rischia l’autogol) dà l’ultimo scossone prima del risveglio Bleus. Che spingono con più ordine – Pogba alza il tasso di qualità in mediana, dove Matuidi e Kantè faticavano a sfornare idee, Griezmann accende la trequarti insieme a Payet, tra i migliori in campo – e soprattutto più coraggio. Dalle parti di Berisha piovono all’improvviso cross e colpi di testa come quello di Giroud che si stampa sul palo, e tiri dalla distanza o dal limite, come un paio di botte di Pogba che non inquadrano la porta. L'Albania degli "italiani" in campo (Ajeti, Memushaj e Lila, oltre ai già citati Berisha e Hysaj) cala inevitabilmente e il muro scricchiola fino a cedere al 90', quando Griezmann infila di testa sul cross di Rami - primo tiro francese nello specchio della porta in tutta la gara! E Payet, al secondo gol in questo Europeo che conferma di poter fare a meno dei bomber, chiude i conti in pieno recupero: altra rete da applausi dopo quella alla Romania. Se li sognerà stanotte, quegli ultimi giri di orologio, mister De Biasi. Ma non tutto è definitivamente perduto: domenica c'è la Romania e serve batterla. Poi chissà: nell'Europeo dell'equilibrio passano anche le migliori terze...
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Giu 16, 2016 8:21 am

    Euro 2016, Romania-Svizzera 1-1: Mehmedi risponde a Stancu

    I rossocrociati vanno in svantaggio nel primo tempo, ma riescono a pareggiare all'inizio della ripresa. Ora sono primi nel gruppo A e hanno buonissime chance di andare agli ottavi

    15 GIUGNO 2016 - PARIGI
    Che fosse un cattivo cliente la Romania, si era già intuito nell’esordio contro la Francia, in una partita votata al difensivismo per sabotare il divismo tecnico della squadra di Deschamps, comunque irrigidita dal peso di nazione organizzatrice e favorita per acclamazione popolare. Solo la stoccata di Payet allo scadere aveva rovinato i piani di c.t. Iordanescu (2-1) che però ha imparato la lezione e rielaborato la formula per tentare di risalire. Contro la Svizzera serviva qualche lume in più in fase offensiva. E così è stato, almeno nelle intenzioni. Alla fine quindi ne è venuto fuori un pari equilibrato (1-1) che permette agli elvetici di ipotecare gli ottavi e ai romeni di giocarsela nell'ultimo set contro l'Albania di De Biasi. Sperando magari in un favore proprio della Francia, stasera.

    INDIZI — Nel primo tempo, dopo un avvio consumato a prendere le misure di una Svizzera che va a fiammate, la Romania inizia a venir fuori. Anche perché la squadra di Petkovic non trova coerenza in costruzione. Già dopo un quarto d’ora, Seferovic reclama più lucidità nel dare palloni, buttati in avanti di fretta, anche da una difesa incerta su ogni tocco. Indizi che la squadra di Iordanescu interpreta nel modo giusto, uscendo dal guscio protettivo che a volte si tramuta in un ripiegamento a cinque, aggiungendo peso a sinistra, dove la Svizzera insiste di più. Ma Lichtsteiner sale senza quella rabbia che di solito mette nelle fughe in bianconero. Proprio il terzino destro al 18’ provoca il fallo da rigore che l’arbitro concede fiscalmente per la trattenuta su Chipciu. Dagli undici metri trasforma, spiazzando Sommer, Stancu. In apparenza la Svizzera appare comunque più sciolta, ma la Romania si concede una libertà di costruzione che non aveva contro i Bleus, facendo valere anche un tasso tecnico non trascurabile soprattutto nelle fasce dove Chipciu e Torje muovono con autorevolezza. E con Sapunaru che al 28' trova il palo, districandosi in area sull'evoluzione di una punizione da sinistra.

    EFFETTI — Dopo il pari sfumato per l'errore di testa di Dzemaili da posizione ideale al 39' p.t., la Svizzera si presenta più determinata nella ripresa. E passa quando la Romania dava l'idea di prender gusto al gioco offensivo. La rete la sigla Mehmedi con un diagonale al volo di sinistro sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Tatarusanu, comunque impeccabile, non ci può fare nulla. L'ex nerazzurro Shaqiri si risveglia di colpo, ma le sue folate non producono effetti. E neppure l'ingresso acclamato del giovane Embolo, per il vago Seferovic, offre alla Svizzera il raddoppio. Per merito di una retroguardia ordinata, gestita con serenità dal partenopeo Chiriches. L'1-1 finale lascia quindi aperte le possibilità di qualificazione ad entrambi, anche in funzione del risultato delle altre due rivali del gruppo A.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Giu 16, 2016 8:26 am

    Europei 2016, Russia-Slovacchia 1-2. Super Hamsik: assist e gran gol

    Primo tempo tutto slovacco: al 32' assist da 40 metri di Hamsik per Weiss che sblocca, al 45' fantastico il raddoppio del napoletano. Nella ripresa Glushakov riapre a dieci dalla fine

    15 GIUGNO 2016 - LILLA (FRANCIA)

    Il gol di Weiss che sblocca Russia-Slovacchia.

    Altro che Uefa, altro che sanzioni. La Russia rischia seriamente di andare a casa non certo a causa degli incidenti provocati da criminali travestiti da tifosi. No, la Russia è con un piede e mezzo fuori dalla Francia per colpa di un fuoriclasse come Hamsik: ispira il primo gol e poi inventa il raddoppio. La Slovacchia gode, respira e cancella il k.o. dell’esordio contro il Galles e oggi si mette davanti alla tv per assistere al derby britannico tra Bale e l’Inghilterra, sperando che la nazionale di Hodgson non batta i cugini, perché in questo caso i bianchi di Kozak sarebbero padroni del proprio destino in ottica qualificazione. La Russia può invece solo sperare e semmai fare mea culpa: per gli errori in fase di conclusione e per una formazione molle e svagata nel primo tempo. Meglio nella ripresa, quando bisognava rischiare e quando soprattutto il c.t. Slutski ha messo dentro centrocampisti in grado d’inserirsi tra le linee (come Glushakov, autore del gol).

    RUSSI QUASI FUORI — I tanto temuti incidenti tra hooligan sono rimasti solo temuti: Lilla si è goduta una giornata pacifica. Brutti pensieri solo per i due c.t. alle prese con una partita spareggio. Kozak cambia tre uomini rispetto alla gara persa con il Galles: fuori Svento in difesa, Hrosovsky a centrocampo e Duris in attacco; al loro posto Hubocan, Pecovsky e Duda. La Russia è la stessa del pari con l’Inghilterra e parte meglio anche grazie alle iniziative del gigante Dzyuba (Zenit) alto 196 centimetri: il suo colpo di testa è fermato quasi sulla linea da Kozacik. Poi al 28’ è Smolov a sfiorare il palo con un tiro dai 20 metri. La Slovacchia attende e al primo affondo serio fa male all’orso russo. Minuto 32: Hamsik taglia la difesa con un lancio perfetto, Weiss (ex Pescara) dentro l’area rientra sul destro e insacca. Al 45’ la perla del match: Hamsik da posizione defilata inventa un destro a giro di rara bellezza che va a colpire il palo lontano per poi entrare: 2-0 e tutti negli spogliatoi.


    Marek Hamsik festeggia il gol che decide la partita.

    ULTIMI BRIVIDI — Nella ripresa la Russia cambia uomini e prova a reagire. Costringe la Slovacchia sulle sue, ma trova il gol della speranza troppo tardi (a 10 dal novantesimo) con una girata di testa di Glushakov. L’assalto finale produce qualche brivido ad Hamsik e compagni, ma il muro regge. La festa è dei bianchi, l’orso rosso si è giocato la pelliccia. E forse l’Europeo.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Ven Giu 17, 2016 8:33 am

    Inghilterra, miracolo al 92’. Con Sturridge Galles k.o. 2-1

    Il gol nel recupero decide il derby britannico e porta Hodgson praticamente agli ottavi. Le altre reti di Bale su punizione, poi il pareggio di Vardy in mischia

    16 GIUGNO 2016 - LENS (FRA)

    Il gol di Sturridge che decide Inghilterra-Galles 2-1.

    Il calcio toglie e regala: l’Inghilterra, colpita al 92’ dal gol della Russia nella gara inaugurale del suo Europeo, trova allo stesso minuto il colpo del 2-1 per battere il Galles nel superderby britannico. Un successo in rimonta, dopo aver chiuso il primo tempo in svantaggio, con i Dragoni avanti grazie al gol su punizione di Bale e a un intervento maldestro di Hart. L’Inghilterra non era mai riuscita nell’impresa di ribaltare un risultato nelle fasi finali di un campionato continentale e questo la dice la lunga sulla portata dell’impresa. Ma in questa storia entra a gamba tesa anche Roy Hodgson: sbaglia la formazione iniziale confermando la coppia Kane-Sterling (deludente contro la Russia), trovando poi il coraggio di fare un doppio cambio nell’intervallo, inserendo al loro posto Sturridge e Vardy. Una mossa decisiva: sono i due attaccanti a firmare le reti che permettono all’Inghilterra di aggiudicarsi il match, salire a quota 4 in classifica e guardare con ottimismo al futuro.

    PRIMO TEMPO — Bello lo spettacolo delle due tifoserie prima del pronti via dell’arbitro tedesco Brych: gli inglesi sono superiori come numero, ma i gallesi riescono a non sfigurare grazie a una passione travolgente. La partita è invece brutta. Il Galles, con il modulo 5-3-2, cerca di limitare al massimo i rischi e non annusa mai l’aria dell’area avversaria. Gli inglesi, ingessati nel 4-3-3, commettono l’errore di accettare il ritmo lento e sono frenati dalla giornataccia del duo Sterling-Kane. Proprio il primo ha la grande occasione al 7’, sul cross di Lallana, ma spedisce il pallone in curva. Rooney gioca alla Pirlo: sventaglia palloni a getto continuo. Coleman inverte le posizione degli uomini del centrocampo per frenare il capitano inglese: gli spedisce tra le gambe Allen che, alla fine della giostra, sarà il migliore dei gallesi. Una capocciata di Cahill non spaventa Hennessey, recuperato a sorpresa. Poi un tocco di mano in area di Davies al 32’ profuma di rigore: Brych non interviene. Minuto 42: Rooney affonda Robson-Kanu e la punizione, da 35 metri, viene affidata a Bale. Il giocatore del Real Madrid piazza la botta e Hart, parecchio goffo nel tuffo, accompagna il pallone in rete. Bale corre ad esultare sotto il settore degli inglesi: la risposta è un lancio di bottiglie e una valanga di insulti. Hodgson è senza parole in panchina.

    SECONDO TEMPO — L’intervallo porta consiglio: dentro Vardy e Sturridge, fuori Sterling e Kane. Si capisce subito che l’Inghilterra ha una marcia in più. Al 56’, l’attaccante del Leicester tocca il primo pallone e non perdona: servito da un colpo di testa all’indietro involontario di Rose, firma l’1-1. Il Galles prova a congelare il pareggio: il pareggio sarebbe perfetto per i Dragoni. I problemi fisici di Ledley, rientrato a tempo record dopo una frattura alla gamba, non rappresentano una bella notizia. Ramsey comincia a perdere colpi. Bale si vede poco. Il Galles si regge su Allen – il centrocampista del Liverpool raddoppia su tutti - e sulla difesa. L’Inghilterra però non molla: Walker e Rose macinano chilometri sulle corsie laterali, Sturridge e Vardy si muovono senza un attimo di sosta. Hodgson inserisce anche Rashford e il ragazzo centra un record: è il più giovane inglese in campo in una fase finale di un Europeo. Al 92’, l’Inghilterra si lancia nell’ultimo assalto. Sturridge fa partire l’azione, Vardy tocca il pallone per Alli e sulla carambola in area, si avventa come un falco ancora Sturridge: il tiro non è irresistibile, ma Hennessey non ci arriva. Inghilterra in festa, Galles a pezzi: non vince il derby dal 2 maggio 1984 e la qualificazione alla fase successiva torna in discussione.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Ven Giu 17, 2016 8:39 am

    Euro 2016, Irlanda del Nord in festa: vince 2-0, Ucraina già eliminata

    Apre McAuley di testa, chiude McGinn, Yarmolenko e Konoplyanka si svegliano tardi: partita sospesa per 2' per una fitta grandinata. Il pari tra Germania e Polonia fa fuori aritmeticamente la nazionale di Fomenko

    16 GIUGNO 2016 - MILANO

    L'esultanza di McAuley dopo il gol dell'1-0.

    Avevano perso entrambe alla prima giornata, oggi non potevano sbagliare: finisce con la prima, storica vittoria all'Europeo dell'Irlanda del Nord, che chiuderà il girone C sfidando la Germania, gara in apparenza proibitiva, ma che verrà affrontata con i tre punti presi oggi, battendo 2-0 l'Ucraina. Gol di McAuley a inizio ripresa e raddoppio nell'extra-time di McGinn: grande festa per la squadra di Michael O’Neill, che ora sogna l’impresa. Per l'Ucraina la notizia peggiore arriva tre ore dopo: il pari tra Germania e Polonia la elimina aritmeticamente, perché pur vincendo all'ultima giornata chiuderebbe comunque al quarto posto, senza neppure la possibilità di ripescaggio.

    SORPRESA VERDE — Le due formazioni dimostrano fin dalle prime battute di interpretare il calcio in modo assai diverso: possesso palla e passaggi laterali per gli est-europei, recupero e rapide verticalizzazioni per gli abitanti del piano di sopra dell’isola di smeraldo. Con ben cinque giocatori in campo che militano nella Championship (la serie B inglese), parte meglio l’Irlanda del Nord. La prima occasione del match capita a Conor Washington, chiamato a sostituire tra i titolari Kyle Lafferty: il tiro al 13’ dell’ex-postino (solo quattro anni fa giocava in “Non-League” con il St. Ives Town e sbarcava il lunario consegnando lettere e pacchi per la Royal Mail Service) è debole e finisce tra le braccia di Pyatov. Lo squillo dei verdi non sveglia gli ucraini, così gli uomini di O’Neill prendono coraggio: al 34’ Cathcart colpisce di testa bene e forte un pallone che arriva a centro area da calcio d’angolo ma non centra il bersaglio.

    RIPRESA: PRONTI, VIA, GOL — La seconda frazione di gioco si apre con il meritato vantaggio degli uomini di O’Neill. Su una punizione dalla trequarti McAuley vola in cielo e si tuffa, prima sul pallone spedendolo alle spalle di Pyatov, poi tra le braccia della sua tifoseria impazzita per il primo gol dell’Irlanda del Nord ad un Europeo. Per il difensore del West Bromwich Albion è l’ottavo sigillo con la maglia della Nazionale, certamente il più importante. Lo schiaffo scuote Stephanenko e soci che però, sbilanciandosi, vanno più vicini a subire il raddoppio che a raggiungere il pareggio.

    METEO” TIME OUT — Al 57’ sullo stadio iniziano a cadere chicchi di ghiaccio grandi come albicocche e l’arbitro manda tutti a ripararsi nel tunnel degli spogliatoi. Lo stop dura solo un paio di minuti, tempo che la grandine ceda nuovamente il posto alla pioggia: di nuovo in campo, la partita non cambia.

    OCCASIONE SPRECATA, ADDIO PARI — Al 71’ Kovalenko ha la chance di rimettere in equilibrio il match ma la sua conclusione dai venti metri finisce fuori, alla sinistra di McGovern, comunque ben proteso in tuffo. Al 96' il raddoppio di McGinn, che sfrutta un respinta corta del portiere, chiude la partita. Finisce tra gli applausi rivolti alla Green & White Army dai suoi incredibili tifosi. Martedì l'Irlanda del Nord affronterà la Germania con la possibilità di scrivere una pagina di storia.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Ven Giu 17, 2016 8:44 am

    Euro 2016, Germania-Polonia 0-0: Milik grazia Neuer, ottavi vicini per Löw

    I tedeschi deludono, rischiano due volte sulle occasioni fallite dall'attaccante dell'Ajax e si rendono pericolosi solo una volta con Özil: qualificazione a un passo per entrambe, il pari fa fuori aritmeticamente l'Ucraina

    16 GIUGNO 2016 - MILANO
    La qualità non manca, la personalità e l'esperienza neppure, ma il pari con la Polonia conferma il periodo di involuzione della Germania. Non sembra più quella del trionfo mondiale, quando Reus e Gündogan, i grandi assenti di oggi, non c'erano comunque, ma c'erano, quelli sì, Lahm e Klose, che ora si sono ritirati dalla nazionale e hanno lasciato un vuoto pesante, come si era già visto nelle qualificazioni. Il primo 0-0 dell'Europeo va persino bene ei tedeschi, graziati due volte da Milik: tutto sommato li lascia in testa al girone e a un passo dagli ottavi. Lewandowski e compagni possono rammaricarsi per le occasioni fallite, ma all'ultima giornata troveranno l'Ucraina già eliminata: difficilmente le faranno compagnia.


    L'erroraccio di Milik davanti a Neuer.

    NOIA ASSOLUTA — La Germania senza un vero centravanti è come una tv senza antenna: puoi pure provare ad accenderla, ma non trasmetterà mai un'emozione. Va bene il rinnovamento, ma la patria dei Gerd Müller, Rudi Völler, Oliver Bierhoff e, infine, dell'oriundo Klose, privata del terminale offensivo fa fatica a fare quello che ha sempre fatto nella storia. Segnare e vincere, magari anche senza divertire. Certo, Löw ha conquistato un Mondiale due anni fa andando oltre la tradizione, ma l'assenza del terminale offensivo lo penalizza e, del resto, non deve avere molta fiducia in Mario Gomez se lo inserisce solo a 20 minuti dalla fine. Il primo tempo, cominciato con ottime premesse e i continui cambi di posizione tra il falso 9 Götze, Müller, Özil e Draxler, è un progressivo inno alla noia, tanto che all'intervallo la casella dei tiri in porta registra lo zero assoluto. Colpa anche delle rare sovrapposizioni dei terzini Höwedes ed Hector e dei pochi inserimenti di Khedira e Kroos. La Polonia si guarda bene dall'osare e la scelta di tenere in panchina il gioiellino Kapustka, in tal senso, è indicativa, mentre stavolta è più Blaszczykowski a dare una mano a Piszczek in difesa che il contrario. Lewandowski è più in palla rispetto alla gara con l'Irlanda del Nord, ma da solo non fa danni, neppure quando prova ad approfittare di un erroraccio di Hummels, al rientro e preferito a Mustafi, autore del gol dell'1-0 contro l'Ucraina.

    RISCHI — Vista una Germania particolarmente senza verve, la Polonia capisce che può far male e così, dopo pochi secondi della ripresa, Milik ha una colossale palla gol sul cross di Grosicki ma a due passi da Neuer manca l'impatto col pallone di testa e spreca. Farà lo stesso, con i piedi, a metà secondo tempo: l'eroe di domenica, che aveva firmato col suo gol la prima storica vittoria polacca in un Europeo, stavolta tradisce. L'atteggiamento un po' più offensivo degli avversari (ma mai privo di equilibrio anche grazie alla forza di Krychowiak in mezzo al campo) consente alla Germania di trovare qualche spazio in più davanti, così Fabianski (in campo al posto dell'infortunato Szczesny) deve intervenire su una conclusione di Götze e un'altra decisamente più pericolosa di Özil, ma i tedeschi, pur finendo in crescendo, non danno mai l'impressione di poter far davvero male, con Glik che al centro dell'area polacca fa la parte del padrone. Anzi, oltre allo sciagurato Milik, Löw deve ringraziare ancora Boateng, già salvatore della patria con l'Ucraina con uno spettacolare salvataggio sulla linea: il difensore del Bayern, stavolta, fa un recupero prodigioso su Lewandowski. E alla fine l'unico dato positivo per la Germania è proprio questo: due gare, nessun gol subito (come la Polonia). La base di partenza c'è, ora serve il resto.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Ven Giu 17, 2016 2:54 pm

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Ven Giu 17, 2016 3:38 pm

    Euro 2016, Italia-Svezia 1-0: Eder gol, siamo agli ottavi di finale

    Un gol dell'interista a due minuti dalla fine ci regala la seconda vittoria nel gruppo E e il passaggio del turno. Traversa di Parolo, Ibrahimovic non morde

    17 GIUGNO 2016 - TOLOSA (FRANCIA)
    L’ha voluto. L’ha portato in Francia anche se nel 2016 ha segnato meno di chiunque. L’ha rimesso in efficienza fisica. E ora Antonio Conte se lo abbraccia, il suo Eder, sotto il cielo nuvoloso di Tolosa. Bis azzurro: 1-0 alla Svezia in extremis, qualificazione agli ottavi già in cassaforte, domani Belgio-Irlanda potrebbe darci il primo posto aritmetico nel gruppo E dell’Europeo. Diciamolo subito: la sconfitta è una punizione troppo severa per la Svezia, che nonostante un Ibrahimovic al minimo sindacale ha messo l’Italia più in difficoltà di quanto abbia fatto il Belgio. Ma con testa e cuore, la Nazionale ha fatto il colpaccio anche in una versione meno scintillante rispetto a Lione.

    IBRA ARRETRA — Per giorni si è parlato di “4-4-2 scolastico”, in riferimento allo schema tattico a cui il c.t. Hamren è fedele fin dalle qualificazioni. Nulla a che vedere con le alchimie del mago Conte, insomma. E invece gli svedesi ci intortano che è una bellezza per tutto il primo tempo, alla faccia del modulo “basic”. Fanno girare il pallone sulle corsie ed evitano la zona centrale come se lì l’erba fosse avvelenata, visto che Ekdal e Kallstrom sono in inferiorità numerica. Ci vanno solo per verticalizzare all’improvviso, a volte addirittura con lanci di Ibra, che parte ben più indietro di quanto faccia il partner Guidetti. Buffon non deve compiere una sola parata fino all’intervallo, Barzagli-Bonucci-Chiellini (da pronunciare tutto d’un fiato, ormai sono una specie di mitologico mostro a tre teste) spengono ogni principio d’incendio. Ma l’Italia non attacca. Non spinge, non prende in mano la gara.

    IMPRECISIONE — Pellè è insolitamente impreciso, l’intesa con Eder sembra un po’ meno perfetta, tanto che Zaza viene mandato a scaldarsi già al 26’. Florenzi, titolare al posto di Darmian, ha voglia di mettersi in luce, ma non vede molti palloni, perché gli azzurri cercano più che altro il lancio centrale a favorire l’inserimento degli interni. Col Belgio così era arrivato il gol di Giaccherini, ma quella partita Hamren se l’è studiata per bene. E stavolta la sorpresa non riesce.

    DENTRO ZAZA — Conte è un leone in gabbia nell’area tecnica, la consuma con le scarpe eleganti, vorrebbe avere quelle coi tacchetti per entrare in campo e dare l’esempio. Negli spogliatoi riesce a trasferire un po’ d’energia agli azzurri, che cominciano meglio la ripresa. Candreva e Florenzi sono più coinvolti, Isaksson deve sporcarsi di verde il completo… verde, almeno per bloccare a terra i cross. Ma succede sempre poco, c’è troppo timore di commettere l’errore che compromette l’Europeo. Scocca l’ora di gioco. L’ora di Zaza.

    FINALMENTE EDER — Èla Svezia ad avere una buona chance a una ventina di minuti dalla fine, ma Guidetti non ci arriva e Ibra, in fuorigioco, spreca malamente da due passi. Poi i rimpianti si spostano sul fronte opposto: minuto 82, Giaccherini disegna un cross perfetto per l’omologo Parolo, che di testa manda il pallone a stamparsi contro la traversa. La tavola sembra apparecchiata per uno 0-0 magro magro, ma Eder di fame ne ha tanta. Tantissima. E allora, sfruttando una sponda di Zaza all’88’, trova finalmente spazio al limite dell’area, manda fuori giri Johansson e fulmina Isaksson sul palo lungo. Gli azzurri corrono sotto la curva italiana, Eder è sommerso dai compagni, Conte esulta davanti alla panchina e almeno stavolta Zaza non gli può colpire di nuovo la faccia… Si va agli ottavi. Missione stra-compiuta, in anticipo. Psicologicamente è un bel vantaggio.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Ven Giu 17, 2016 9:31 pm

    Il mio contributo  in occasione degli  Europei



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Giu 18, 2016 8:49 am

    Euro 2016, Repubblica Ceca-Croazia 2-2: Necid, pari su rigore al 93'

    Rimontona ceca da 0-2 a 2-2: sblocca l'interista Perisic, raddoppia Rakitic, poi la riapre Skoda prima della follia di Vida che regala il penalty decisivo. Gara sospesa per 6 minuti sul 2-1 per un petardo lanciato dai tifosi croati che ha colpito uno steward

    17 GIUGNO 2016 - SAINT ETIENNE (FRANCIA)
    La Croazia si complica maledettamente la vita. I suoi tifosi la complicano a chi vorrebbe vedere calcio e basta. Il calcio zuccherato dei croati subisce una secchiata di amarezza improvvisa e inattesa, perché quando tutto sembrava dire ottavi di finale ecco che la Repubblica Ceca accorcia con Skoda e si rimette in gioco con un rigore di Necid procurato da una smanacciata volante di Vida. Due a due finale, croati basiti e a 4 punti, mentre i loro tifosi, che prima avevano lanciato fumogeni in campo obbligando l'arbitro a sospendere la partita, colpiscono con una bomba carta uno steward e vengono guardati e ammoniti e respinti da cento poliziotti vestiti in assetto antisommossa. Il tutto mentre nell’altra curva i ragazzi della Repubblica Ceca saltano perché ancora vivi e dentro al Girone per un 2-2 finale che nessuno, vista gran parte della gara, avrebbe immaginato.


    Il raddoppio dei croati firmato nel secondo tempo da Ivan Rakitic, 28 anni.

    3 TOTEM E 3 PALLONI — Il c.t. della croazia Cacic non cambia di una virgola l’impianto gentile della prima giornata: tutti dentro, sono gli stessi giocatori che piallarono la Turchia in una gara in cui fu evidente il tasso tecnico dei balcanici e il vizio di menare dei turchi. C’è anche Srna, il capitano che durante quella gara ha perso il padre: per lui, volo diretto in Croazia per i funerali e poi il ritorno, ricordando che "una delle ultime volontà di mio padre è stata quella di sapermi vincente con la mia nazionale". Srna, quando suonano gli inni, piange come un bambino: come dargli torto. Il c.t. ceco Vrba, dall’altra parte, non rinuncia certo a Rosicky, in mezzo al campo mette Plasil e un altro gioiello della sua covata ceca, Darida. Insomma, c’è tanta qualità, soprattutto da parte croata. E c’è il duello fra i due genietti, il madridista Modric e lo svincolato (dopo 10 anni di Arsenal) Rosicky: il tutto mentre l’altro totem, Cech (34 anni), guarda da là dietro. La Croazia tiene da subito il pallone, Cech fa due uscite malandate, manda in angolo una zuccata morbida di Mandzukic e in 15’ vengono cambiati tre palloni: tutta "colpa" dei croati, piedi-buoni che chiedono via via le sostituzioni della sfera.


    rigore realizzato da Necid che ha bloccato il punteggio sul 2-2.

    PERISIC LETALE — Il primo vero brivido lo si ha quando Cech va ancora a vuoto su cross dalla sinistra: la Repubblica Ceca porta avanti i palloni come fossero palle mediche, con difficoltà. Certamente Rosicky è in forma: si fa tutto l’arco d’attacco più o meno supportato dai suoi vicini, Krejci e Shalak. Al minuto 21 c’è aria di gol che sta per nascere: Mandzukic dalla sinistra mette in mezzo un pallone radente sul quale Perisic arriva lungo. Non c’è che dire: i giochi offensivi della Croazia fanno scattare l’allarme. Srna (attaccante aggiunto) sforna angoli su angoli, la Repubblica Ceca fa una fatica bestiale a uscire dal guscio. Poi, ecco il 36’: Badelj ruba palla in mezzo al campo, appoggio a Perisic che si fa venti metri, sterzo e controsterzo, diagonalone di sinistro e Cech va giù senza possibilità. Poi corre dalla panchina, a baciare il preparatore dei portieri che ha perso il padre pochi giorni fa. Vantaggio Croazia insomma: al dodicesimo tiro verso la porta nel primo tempo. Un tamburo a scacchi.

    FUMOGENI E STOP — E la Repubblica Ceca? Reazioni minime e con una rovesciata di Krejci che Subasic prende sorseggiando un aperitivo. A quel punto la Croazia sa che deve fare qualcosa di più. Chi ci pensa? Parzialmente un altro interista: è Brozovic che appoggia dritto e in profondità, la difesa dei cechi è aperta, Rakitic si vede uscire incontro Cech che resta di stucco. Pallonetto docile e morbido, due a zero Croazia che poco dopo – zuccata perfetta di Skoda a centro area – ha un sussulto di orgoglio con Skoda per il 2-1. Sembra tutto finito lì ma la curva occupata dai tifosi croati, guardati a vista da un centinaio di poliziotti francesi, lancia fumogeni e petardi. L’arbitro Clattenburg sospende la gara per sei minuti, campo pulito, si riprende e la Croazia sembra poter andare diretta agli ottavi. Macché: la forza d’animo dei cechi è enorme: cross da destra, Vida salta e la prende col braccio, rigore che batte Necid e 2-2 finale. Festa boema, interrotta però da Rosicky che recuperando un pallone si fa nuovamente male a un muscolo, probabilmente al flessore. La sensazione è che salterà la prossima gara, e intanto i croati sono passati dai salti di gioia al tuffo improvviso nell’immaturità. Coi loro tifosi sempre nel mirino.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Giu 18, 2016 8:53 am

    Euro 2016, Spagna-Turchia 3-0: Morata fa due gol, Nolito uno, ottavi conquistati

    Gli iberici danno spettacolo e strappano il pass per il prossimo turno con una giornata di anticipo: lo juventino segna una doppietta, Iniesta incanta, l'esterno del Celta Vigo è un'arma in più rispetto al passato

    17 GIUGNO 2016 - MILANO
    L'Europa trema: il meraviglioso Regno di Spagna è tornato. Il 3-0 che i campioni in carica rifilano alla Turchia è una dimostrazione di forza pazzesca, perché arriva con le armi che hanno reso grandi le Furie Rosse nell'ultimo decennio portandole al doppio trionfo continentale e al Mondiale 2010 e con l'apporto di nuovi talenti che, aspettando una conferma contro avversari più forti, le rendono notevolmente più efficaci. Uno su tutti, naturalmente: lo juventino Alvaro Morata, primo giocatore a segnare una doppietta nel torneo. Del Bosque, come già hanno fatto prima di lui Francia e Italia, conquista gli ottavi con un turno di anticipo ottenendo due successi in due partite: all'ultima giornata, contro la Croazia, basterà il pari per difendere il primo posto. La Turchia, invece, è con un piede fuori: con una differenza di reti di -4 anche chiudere a quota 3 potrebbe non bastare per rientrare tra le migliori quattro terze.

    LO SHOW — Una partita cominciata con un cartellino giallo a Sergio Ramos, reo di aver perso ingenuamente palla a centrocampo, assume subito tutt'altri contorni, perché la Turchia si dimostra subito in affanno nell'irretire il tiqui-taka spagnolo. Terim prova a giocarsela a specchio, col 4-3-3, ma il continuo movimento degli uomini d'attacco spagnoli elude qualsiasi trappola: David Silva ha l'unico difetto di non calciare quasi mai in porta anche quando avrebbe lo spazio per farlo, Nolito a sinistra è imprendibile, si rende pericoloso due volte prima del vantaggio e forma con Jordi Alba e Iniesta un asse meraviglioso, tanto da dare un tacito suggerimento al Barcellona di accelerare la trattativa col Celta Vigo per (ri)portarlo in blaugrana. Di sicuro per questa Spagna è un'arma in più rispetto al passato. La Turchia, dopo aver tremato sul palo colpito da Hakan Balta che ha rischiato un goffo autogol, si arrende al 34': cross di Nolito (naturalmente) e colpo di testa di Morata clamorosamente libero a centro area. Tre minuti più tardi è già 2-0: l'assist involontario a Nolito lo serve Mehmet Topal, ma l'azione che precede il tocco esteticamente non esaltante (ma vincente) dell'esterno è un inno al calcio.



    DON ANDRÉS — La Spagna continua il suo show cominciando il secondo tempo con un altro gol arrivando così a farne tre in una sola partita, cosa che finora non era riuscita a nessuno: lo segna ancora Morata, anche se andava annullato per un fuorigioco di Jordi Alba. L'errore del guardalinee è un "premio" alla bellezza: nell'azione toccano la palla tutti i giocatori di movimento tranne Piqué e il filtrante di Iniesta per Jordi Alba è sublime. Tutto quello che viene dopo è pura accademia, sottolineata dagli irridenti olè dei tifosi spagnoli e quasi mai interrotta dai turchi, traditi anche dai loro uomini di maggior qualità, come Çalhanoglu, sostituito all'intervallo, e Arda Turan, ombra del giocatore di lotta e di governo che con Simeone incantava e fischiato persino dai propri tifosi. Solo Burak Yilmaz, che pure se n'è andato a giocare in Cina, sembra avere voglia di lottare. Ma non basta. Di sicuro non contro questa Spagna che dimostra che il flop mondiale è stato soltanto un incidente di percorso: come dimostra il dominio dei club (che dal 2014 trionfano ininterrottamente in Champions e in Europa League) i più forti sono ancora loro.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Giu 19, 2016 7:49 am

    Euro 2016, Belgio-Irlanda 3-0: doppio Lukaku e Witsel, l'Italia vince il girone

    I Diavoli Rossi ripartono dopo il flop con gli azzurri: il centravanti firma 2 gol, si sblocca anche il centrocampista dello Zenit. Wilmots ora è secondo

    18 GIUGNO 2016 - BORDEAUX (FRANCIA)
    Il Belgio è vivo e l’Italia è prima nel girone: il verdetto di Bordeaux è chiaro e rivaluta la formazione di Wilmots, che con questo 3-0 risistema anche la differenza reti e si candida al ruolo di favorita per il secondo posto, comunque non ancora scontato. Si giocheranno eventualmente il terzo la Svezia e l’Irlanda, crollata nel secondo tempo, quando è emersa in maniera nettissima la differenza di valori tecnici.


    La festa belga sotto i propri tifosi.

    LE SCELTE — Wilmots non fa rivoluzioni, ma un cambio per reparto rispetto alla gara contro l’Italia: in difesa Meunier per Ciman, nella diga centrale c’è Dembélé per Nainggolan e nei tre alle spalle del confermato Lukaku fiducia a Carrasco sulla destra, con De Bruyne che scivola in mezzo. Trazione offensiva dunque, a costo di sacrificare il giallorosso per dare spazio al più ordinato centrocampista del Tottenham. O’Neill ha perso Walters e invece di affidarsi a McClean sceglie di avanzare Brady, facendogli coprire le spalle da Ward. Hoolahan, che aveva fatto diventare matti i difensori svedesi, è stabilmente alle spalle di Long, galleggiando da trequartista e seconda punta.

    PRIMO TEMPO — L’atterraggio sulla partita del Belgio è un’illusione: palla fatta girare a ritmo altissimo e metri guadagnati con velocità proporzionale, ma solo per 5’. Il tempo per l’Irlanda di stringere il suo 4-4-1-1 per ingolfare gli spazi e il possesso palla del Belgio è diventato un già visto esercizio sterile, con inefficaci cambi di posizione degli uomini che in teoria avrebbero dovuto accompagnare lo sperdutissimo Lukaku in porta. Due sole vere occasioni per la squadra di Wlmots, al netto di un gol annullato (25’) per sacrosanto fuorigioco di Carrasco: al 21’ una girata di Hazard, che a porta spalancata ha alzato troppo la mira; al 42’ un colpo di testa di Alderweireld, respinto sulla linea da Hoolahan, il trequartista di O’Neill, simbolo di una squadra con poca incisività offensiva, ma brava a sfruttare la minima esitazione della difesa belga.


    Il 2-0 belga, firmato di testa da Witsel.

    SECONDO TEMPO — Ma le incertezze nella ripresa sono state tutte irlandesi e il Belgio in poco più di un quarto d’ora ha risolto la pratica, chiudendo poi il discorso prima della mezzora. Il gol che ha aperto la partita è nato da uno strappo sulla destra di De Bruyne, con assist per Lukaku quasi libero davanti a Randolph: errori nella fase difensiva in ogni zona del campo, replicati in occasione del raddoppio di Witsel, libero di colpire di testa su cross di Meunier. Ancora in contropiede il 3-0, ed è quasi una fotocopia dell’1-0: fuga a destra di Hazard, ancora il sinistro spietato di Lukaku. E Wilmots, che stavolta ha azzeccato tutto, torna a respirare.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Giu 19, 2016 7:56 am

    Europei 2016, Islanda-Ungheria 1-1. Gol di Sigurdsson, autogol di Saevarsson

    Sblocca al 40' un rigore di Sigurdsson, gli islandesi si difendono con i denti ma cedono alla pressione ungherese all'87': autogol di Saevarsson. Ungheria a un passo dagli ottavi

    18 GIUGNO 2016 - MILANO
    Non chiamatele cenerentole. Non lo sono affatto. Per cifra tecnica, organizzazione e generosità. Sono gli opposti che alla lunga finiscono per attrarsi. L'Ungheria predilige costruire geometrie, non sprecare mai un possesso, cercare la via del gol attraverso il gioco e ha il merito di restare sempre dentro la partita anche quando sembrava spacciata. L'Islanda è un bel muro solido, una macchina che tende a distruggere discretamente organizzata, contro la quale sbatte spesso l'attacco ungherese. Nel finale (ancora una volta in questo Europeo) il gol dell'1-1 ungherese è sì fortunoso e anche prezioso, perché potrebbe valere l'accesso degli ungheresi agli ottavi, ma è la giusta ricompensa per lo sforzo senza soluzione di continuità esercitato in tutta la ripresa per evitare la sconfitta. Peccato per la "piccola" Islanda: fino all'87' ha assaporato il gusto di una grande impresa.


    La festa finale degli ungheresi a un passo dalla qualificazione agli ottavi.

    POSSESSO CATALANO — C'è un'atmosfera particolarissima al Vélodrome di Marsiglia. Un'elettricità nell'aria mista tra la curiosità di vedere di fronte alla prova del nove l'Islanda capace di fermare il Portogallo di Cristiano Ronaldo, e il desiderio di testare la vera forza di questa Ungheria capace di stupire nella gara di esordio battendo la favorita Austria. In fondo, è l'eterna sfida tra la novità e la storia. Il nuovo islandese che ha fatto irruzione sullo scenario europeo e l'immensa tradizione di questa Ungheria destinataria della grande eredità di un tempo. Per nulla sconfessata nella prima mezz'ora, quando la nazionale di Storck pian piano si distende e prende il controllo del campo, rappresentandosi in un piacevole possesso di palla che, per oltre trequarti del primo tempo, tocca percentuali di stampo catalano (70% a 30%). La manovra è fluida, gli ungheresi cercano sempre la giocata palla a terra e geometrie precise passando per un'apprezzabile cifra tecnica generale e per il senso tattico di Gera e Kleinheisler.


    Il calcio di rigore realizzato da Sigurdsson allo scadere del primo tempo.

    IL MURO ISLANDESE — L'Islanda, però, non abbocca, si difende da squadra e costruisce un muro compatto davanti a Halldorsson riuscendo a limitare le occasioni dell'Ungheria a episodi sporadici e poco pericolosi: come il colpo di testa al 14' di Priskin (alto) e l'incursione di Dzsudzsák (Gudmundsson salva in angolo). L'Islanda è lì, veloce in contropiede, molto forte nel confronto fisico. L'episodio che cambia l'inerzia dell'incontro è storia del quarantesimo: Kiraly sbaglia l'uscita, e nella confusione che si genera in area Kadar commette l'ingenuità di stendere Gunnarsson. Per l'arbitro russo Karaesev è calcio di rigore che Sigurdsson non fallisce.


    L'autogol di Saevarsson che porta il punteggio sull'1-1.

    SFORZO PREMIATO — Cambia poco, se non addirittura nulla nel secondo atto. Il copione non cambia: l'Ungheria riallaccia i fili del gioco, produce il solito possesso del primo tempo con l'aggravante di non trovare da subito un cambio di passo efficace. Gli islandesi non si disuniscono, costruiscono una compatta linea difensiva che tutto sommato regge nonostante la pressione ungherese: di spazi e occasioni ne sono regalati pochi all'Ungheria. Anzi, nel primo quarto d'ora tocca all'Islanda sfiorare ancora la via del gol: prima con Bodvarsson (al 55'), poi con Sigthorsson di testa (al 61': palla vicinissima al palo). La reazione ungherese è rabbiosa, condensata in un siluro di Dzsudzsak, parato in due tempi da un titubante Halldorsson. Sfiniti, stanchi, ma duri a morire: l'Islanda prova a non crollare, ma la pressione ungherese è continua e lo sforzo è premiato a tre minuti dalla fine. Quando Saevarsson nel tentativo di bloccare un'azione d'attacco dell'Ungheria beffa Halldorsson. E libera il fiato in gola dei tifosi ungheresi.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Giu 19, 2016 8:01 am

    Portogallo, con l’Austria solo 0-0. CR7, errori e rigore sul palo

    Tante occasioni ma nessun gol per Cristiano Ronaldo e i suoi. Il fenomeno sbaglia anche dal dischetto. E’ il secondo pareggio, sarà decisiva la partita del 22 contro l’Ungheria

    18 GIUGNO 2016 - MILANO

    Cristiano Ronaldo e Sebastian Proedl a confronto durante Portogallo-Austria.

    Passaggi, inserimenti, tiri (tanti), cross, occasioni. Persino un rigore. Ha fatto e disfatto di tutto il Portogallo. Se però poi non segni, negli almanacchi finisce solo la delusione, il resto è da buttare, tra rimpianti e imprecazioni. Cristiano Ronaldo, nuovo recordman per presenze in nazionale (128 contro le 127 di Luis Figo), ci ha provato in ogni modo. Un po’ l’imprecisione un po’ il portierone Almer, gli hanno impedito di segnare il gol numero 59 per il suo Paese. Ma quando a un quarto d’ora dalla fine CR7, praticamente ammanettato in area da Hinteregger, si è procurato il rigore, tutti hanno pensato che la sua maledizione in questo Europeo (iniziato col pareggio contro l’Islanda) fosse terminata. Invece. portiere da una parte, palla dall’altra, ma sul palo. Disastro. E la sfida con l'Austria finisce 0-0. Nel terzo e ultimo turno il Portogallo (che ha 2 punti) sfiderà l’Ungheria (4 ) e l’Austria (1) l’Islanda: (2) partite in programma entrambe il 22 giugno alle 18.

    PRIMO TEMPO — Tante occasioni e nessun gol per il Portogallo nei primi 45’, limitato dagli austriaci solo nel quarto d’ora iniziale quando gli uomini di Koller riescono a gestire maggiormente la palla e a sfiorare addirittura il vantaggio. Accade al 3’ quando Harnik, solo a pochi metri di Rui Patricio, anziché schiacciare di testa la spizza soltanto mandando fuori. Da questo momento, pur senza dominare, il Portogallo prende il pallino e non lo molla più. Quaresma è l’opposto dell’ectoplasma ricordato dagli interisti: gioca su entrambe le fasce, è spesso travolgente. Anche nelle proteste, che Rizzoli, colpito dai ricordi lessicali italiani del giocatore, lo ammonisce per una frase di troppo. Le occasioni migliori capitano a Nani e a Cristiano Ronaldo. Il primo trova prima un eccellente piedone di Almer a deviargli il diagonale e poi, al 29’, direttamente il palo a respingere la sua potente zuccata. CR7, invece, prima (al 21’) chiude troppo col destro un bel cross di Guerreiro e poi, al 36’, gira fiaccamente tirando in bocca al portierone austriaco. Poco prima del 45’, dall’altra parte, tocca invece a Vierinha immolarsi per impedire ad Harnik di toccare sotto misura la punizione tirata da Alaba sul lato corto dell’area quasi dalla linea di fondo.

    SECONDO TEMPO — Si riparte con Rui Patricio che si scalda le mani deviando il bel destraccio di Ilsanker al 2’. Poi si torna al copione del primo tempo: palla al Portogallo, giocate interessanti (ottimi Ricardo Carvalho e Guerreiro), i bianchi d’Austria però riescono a difendersi - apparentemente - senza patire troppo. E quando i suoi difensori non ce la fanno, torna alla ribalta Almer, che al 9’ devia in angolo il primo, vero tiro alla Ronaldo di CR7. Sul calcio d’angolo successivo il madridista salta in cielo e schiaccia di testa. il n.1 dell’Austria Vienna non fa una piega. Ormai tra i due è un conto aperto. Poco alla volta, grazie alla velocità di manovra, il Portogallo chiude negli ultimi 30 metri l’Austria, quasi incapace di superare la metà campo. Quando Koller decide di togliere Alaba il copione sembra già scritto, anche perché al 19’ CR7 tira di una foglia sopra la traversa un terra-aria che Almer ammira solamente. Ma il Portogallo non è costante: poco alla volta, pur senza mai arrivare alla conclusione, i Bianchi rimettono fuori la testa e, per tutta la parte centrale del tempo, consentono ad Almer di non vedere più il fantasma di CR7 dalle sue parti. Alla mezzora però un placcaggio prolungato di Hinteregger su CR7 provoca un sacrosanto rigore. Dal dischetto lo stesso Ronaldo spiazza Almer ma centra il secondo palo portoghese di giornata. Peggio di così, dalle parti di Lisbona, mica l’avevano messo in preventivo...
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Giu 20, 2016 1:52 pm

    Euro 2016, Romania-Albania 0-1: decide Sadiku, De Biasi spera negli ottavi

    Primo storico successo per le "Aquile" del c.t. italiano agli Europei: scavalcati i romeni al terzo posto, il ripescaggio adesso è possibile

    19 GIUGNO 2016 - MILANO
    Gianni De Biasi ritira il suo bel bigliettino col numero e si accomoda in sala di attesa. Ancora qualche giorno (e una manciata di partite) e saprà se la sua Albania verrà chiamata al gran ballo degli ottavi di finale di questo Europeo. Intanto se lo potrà leggere e rileggere, quel bigliettino: c’è scritto “3”, come i punti che i suoi ragazzi hanno fatto nel gruppo A. Punti che sono arrivati nella partita della vita, a Lione, dove la Romania è caduta per 1-0 ed è scivolata alle spalle delle “aquile” nella classifica del girone: è bastata un’inzuccata perfetta di Armando Sadiku, centravanti del Vaduz, che si è già guadagnato un posto nella storia a prescindere da come finirà. Ha segnato il primo gol di sempre dell’Albania agli Europei. E ha regalato la prima vittoria, che vale il terzo posto della speranza.


    Il colpo di testa di Armando Sadiku: ha deciso Romania-Albania.

    TEMPISMO — Serviva il gol, ripeteva il c.t. dei miracoli alla vigilia, perché con la Francia il suo piano era saltato solo dopo 90 minuti e un palo per i suoi ragazzi. E il gol è arrivato con tempismo chirurgico sul finire del primo round, quando la Romania sembrava aver perso fiducia e gambe, mentre i De Biasi boys si erano scrollati di dosso la paura che li aveva bloccati a ridosso della propria area per i primi dieci minuti. Certo, Tatarusanu ci ha messo del suo: graziato dai precedenti errori di Lenjani (spara alto tutto solo, ma in fuorigioco, al 13’) e Basha (riceve palla, liberissimo, da corner e la manda alle stelle al 36’), al 43' il portiere della Fiorentina si esibisce in un’uscita horror e manca l’impatto col pallone scodellato da destra da Memushaj, mentre Sadiku lo infila di testa e fa partire la festa in panchina.

    ROMANIA SPUNTATA — Non era facile per Iordanescu allestire la miglior Romania possibile, viste le assenze di uomini chiave come Rat e Pintilii. Ma la vera assenza che spedisce a casa i gialli è quella delle punte: Alibec, un passato nelle giovanili dell’Inter, toppa la sua prima gara da titolare con una prestazione impalpabile, Andone deve arrendersi alla traversa che gli nega il pari al 31’ del secondo tempo dopo una bella ripartenza dei suoi. I romeni provano ad alzare il ritmo e a creare nella seconda metà della ripresa, ma venire a capo della ragnatela allestita da De Biasi e Tramezzani non è facile per nessuno, lo sa bene anche la Francia che vola agli ottavi da prima (Svizzera seconda). Ajeti giganteggia in difesa e dà ragione al suo c.t. che ormai lo preferisce a Cana, relegato inizialmente in panchina dopo aver scontato la squalifica per il rosso con la Svizzera, Memushaj ci mette fosforo e piedi (vedi l’assist del gol e quelli per Basha e Mavraj dalla bandierina) e Sadiku segna. Non è poco, visto gente come Ronaldo è ancora a bocca asciutta e squadroni come il suo Portogallo aspettano ancora di passare a ritirare il bigliettino con il numero “3” stampato…
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Giu 20, 2016 1:55 pm

    Euro 2016, Svizzera-Francia 0-0: entrambe vanno agli ottavi

    Finisce 0-0 a Lilla: la squadra di Deschamps colpisce tre traverse, ma passa comunque come prima del girone. Avanti anche gli svizzeri, per la prima volta nella storia

    19 GIUGNO 2016 - MILANO
    La serata di Lilla regala solo sorrisi e Svizzera e Francia. Che pareggiano 0-0 e passano agli ottavi con una certa facilità. Deschamps, che per l'occasione ritrova anche un grande Pogba, passa da primo del girone, Petkovic da secondo. Per la Francia ci sarà una terza, per la Svizzera, alla seconda fase di un Europeo per la prima volta nella sua storia, una tra Germania, Polonia e Nord Irlanda.

    CHE POGBA — La partita è stata molto piacevole nel primo tempo: le due squadre se la sono giocata con la serenità che la loro posizione iniziale gli garantiva. Poi le notizie che arrivavano da Romania-Albania hanno un po' rallentato i ritmi: lo 0-0 non dispiaceva proprio a nessuno. La Svizzera ha giocato un buon calcio, ma le occasioni migliori le ha avute la Francia, fermata per tre volte dalla traversa. In avvio di partita Sommer non è perfetto sul destro di Pogba ma si salva grazie alla barra che gli sta sopra, poi un sinistro meraviglioso dello juventino fa tremare a lungo il legno. Il Polpo esce alla grande da questa prima fase: le prime due partite, tra prestazioni non esaltanti, esultanze che scatenano polemiche e esclusioni iniziali, avevano ridato fiato ai critici. Il suo primo tempo ha offerto estratti di talento, fisico e tecnico, purissimi. Il suo europeo è iniziato davvero: ora dovrà trascinare Deschamps fino in fondo.

    PAYET, QUASI — Ancora più clamorosa la terza traversa, arrivata nella ripresa: Payet, entrato nel finale per Coman, manca il terzo gol in altrettante partite per una questione di centimetri. Nella Svizzera, che si conferma squadra di buon livello, il problema resta quello del centravanti: il giovane Embolo (classe 1997) una delle promesse assolute del calcio mondiale, è ovviamente ancora un po' acerbo a questi livelli, Seferovic sa giocare coi compagni ma manca di lucidità davanti alla porta. Ma per i quarti potrebbe anche bastare, a patto di non incrociare la Germania.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mar Giu 21, 2016 8:26 am

    Euro 2016, Slovacchia-Inghilterra 0-0: inglesi qualificati, slovacchi quasi

    Finisce 0-0 a Saint.Etienne: la Slovacchia resiste con le parate di Kozacik e vede gli ottavi. Hodgson chiude il girone B secondo alle spalle del Galles

    20 GIUGNO 2016 - MILANO

    Jordan Henderson contro Marek Hamsik.

    Saint Etienne è la perfetta cornice per lo sport di un dentifricio che sconvolga il mercato. Perché sorridono tutti dopo lo 0-0 tra Slovacchia e Inghilterra. L'Inghilterra passa come seconda, la squadra di Hamsik con quattro punti ha molte possibilità di essere tra le 4 migliori terze. L'Irlanda per estrometterla dovrebbe battere l'Italia 3-0. Non quella che i quotisti definirebbero una scommessa sicura. Il sorriso smagliante alla Charlize Theron ce l'hanno proprio gli slovacchi, mentre Hodgson dovrà farsi dare una sbiancata dal dentista. Arrivare dietro al Galles è uno smacco. Anche se la prestazione è stata a tratti brillante e in termini pratici cambia poco. E' come se il Lanciano salisse in A e fosse davanti all'Inter dopo 6-7 giornate. Ma nel Regno Unito quest'anno sono tutte sorprese, dal Leicester in poi.

    SEI CAMBI — Mister Roy ne cambia sei rispetto al successo in rimonta sui gallesi: le esclusioni più rilevanti sono in attacco, con Jamie Vardy che gioca con Sturridge e la coppia Kane-Rooney in panca. La Slovacchia, mediana muscolare e due linee corte, ha ripassato il copione come quell'attorino al debutto in un grande palcoscenico. Che non ha il talento di un Al Pacino, ma non sbaglia una battuta. La missione è quella dello 0-0. Gli strappi inglesi producono diverse occasioni favorevoli nei primi 45', col portiere Kozacik superlativo su Vardy e attento su Lallana. Sull'altro fronte produzione offensiva zero, ma poco importa.

    BRAVO SKRTEL — La ripresa non stravolge la trama: cala l'efficacia offensiva degli inglesi, nonostante gli ingressi di Rooney, Alli e Kane. Skrtel leva dalla porta l'1-0 di Alli, sull'altro fronte Smalling rischia la porcheria dell'anno su un rischioso appoggio di petto a Joe Hart. Finisce 0-0: Hodgson spera di evitare il Portogallo, Hamsik è certamente davanti all'Albania e gli basterà lasciarsi un'altra terza alle spalle. Se non è missione compiuta, poco ci manca. Chè la strada per l'Oscar è lunga, ma un buon ingaggio in una pellicola di livello come gli ottavi di Euro 2016 è a portata di mano.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mar Giu 21, 2016 8:31 am

    Russia-Galles 0-3, Bale segna ancora e va agli ottavi da primo del girone

    Uno-due Ramsey-Taylor nel primo tempo, poi la stella del Real Madrid va in gol per la terza partita consecutiva e diventa capocannoniere solitario: i britannici scavalcano i "cugini" inglesi e sfideranno una ripescata. Il c.t. Slutski si dimette a fine gara

    20 GIUGNO 2016 - MILANO
    Il principe del Galles è il re dell'Europeo: Gareth Bale entra sempre più di prepotenza nella storia del suo paese perché dopo averlo trascinato per la prima volta alla fase finale del torneo continentale, gli regala (con l'aiuto non trascurabile dei suoi compagni) un meraviglioso sogno. Il 3-0 alla Russia non solo consente ai britannici di qualificarsi agli ottavi, ma li proietta in testa al girone davanti ai "cugini" inglesi che li hanno battuti nel derby, ma poi si sono fermati nelle altre due partite. La stella del Real va a segno per la terza partita consecutiva e diventa capocannoniere solitario riuscendo in un'impresa compiuta l'ultima volta nel 2004 da Baros e Van Nistelrooy, mentre il Galles comincerà la fase a eliminazione diretta affrontando una ripescata con legittime possibilità di andare ancora avanti. La Russia va a casa senza rimpianti, abbandonata anche dal c.t. Slutski che si è dimesso a fine gara: lasciano la Francia i suoi hooligan, la lascia una nazionale sempre eliminata al primo turno nelle ultime tre grandi manifestazioni. È vero che non aveva Denisov e Dzagoev, ma dovrà lavorare molto in vista del Mondiale del 2018 che si giocherà proprio a casa sua e magari, in questo senso, la Confederations Cup della prossima estate potrà aiutarla. Il problema, evidentemente, non era Capello, che semplicemente non ha aiutato a risolverlo.


    Aaron Ramsey, 25 anni, esulta con Gareth Bale, 26.

    DOMINIO — Spesso, nel sottolineare i pregi di una squadra non particolarmente spettacolare, si dice che la sua principale qualità è quella di far giocare male gli avversari. Ecco, il maggior difetto della Russia è l'esatto contrario: la sua scarsissima determinazione e un'organizzazione tattica da rabbrividire fanno sì che chiunque la affronti si esalti. È capitato prima all'Inghilterra, raggiunta immeritatamente solo nel finale e ridimensionata nel gioco dalle successive due partite, poi alla Slovacchia, con un Hamsik mai così straripante in nazionale, e infine al Galles. Basta avere un paio di giocatori di qualità per sguazzare nelle praterie che offrono Ignashevich e compagni: Allen, ad esempio, ne vede una all'11' regalando a Ramsey la palla dell'1-0 che il centrocampista dell'Arsenal impreziosisce con un delizioso cucchiaio. Allo show, ovviamente, partecipa subito anche Bale: altro meraviglioso assist filtrante, stavolta per Taylor, che non è Ramsey, infatti sbaglia la prima conclusione ma il tap-in è comodo persino per un terzino operaio come lui. È il 20' e la partita è già finita.

    BALE SHOW — La Russia gioca una gara da dentro o fuori come se fosse una partita di allenamento: Ignashevich e i suoi compagni di reparto sono colpevoli sui gol subiti, Dzyuba sciupa la prima occasione che gli capita calciando addosso al portiere, Smolov, Shirokov e Kokorin, che dovrebbero dare qualità, vagano per il campo come del resto nelle partite precedenti. Solo Mamaev, a tratti, sembra aver voglia di fare con i suoi cambi di passo, ma servono a poco e l'assenza ingiustificata in fase di interdizione e il colpo a palla lontana rifilato all'indemoniato Allen bocciano anche lui. Il Galles, così, gestisce facilmente il vantaggio, e di fatto la partita si trasforma quasi in duello tra Bale e Akinfeev col portiere russo, che senza compiere particolari prodezze, gli nega più volte il gol, ma si arrende al 67', quando su un magnifico assist di Ramsey (praticamente identico a quelli di Allen e Bale nel primo tempo), la stella del Real batte il portiere in uscita segnando così il primo gol su azione dopo i due su punizione nelle prime due giornate. Il sipario si chiude qui, anche se Dzyuba trova il tempo per sbagliare un altro gol fatto, emblematico del suo Europeo e di quello della sua Russia. Mentre il Galles sogna in grande: del resto nel '58, nel suo unico grande torneo internazionale, arrivò ai quarti del Mondiale, eliminato solo da Pelé...
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Giu 22, 2016 8:24 am

    Euro 2016, Croazia-Spagna 2-1, Perisic ribalta il gruppo

    Ribaltone nei minuti finali: l'interista a segno dopo il vantaggio di Morata e il pareggio di Kalinic. Ora la squadra di Del Bosque agli ottavi contro gli azzurri

    21 GIUGNO 2016 - MILANO
    Qualificati da primi dopo due partite: troppo facile. Ci pensa Ivan Perisic a riportare l'Italia coi piedi per terra, e di fronte a una sfida che più dura non si può. Al minuto 87 l'interista servito da Kalinic in contropiede batte De Gea, non incolpevole nonostante una deviazione: ribalta la partita e la classifica del girone. Croazia prima, Spagna seconda. E nostra prossima avversaria, negli ottavi. Una rivincita della finale di quattro anni fa: un po' prestino, però.

    A Bordeaux tutti i gol sono italiani, da quello del vantaggio di Morata (in realtà da oggi è tornato spagnolo anche a livello di club) al pareggio di Kalinic, ma per noi sono guai. E dire che al 72' Sergio Ramos dal dischetto ha la palla del 2-1, ma si fa parare il rigore. Poteva essere il gol della sicurezza, ma sarà la serata della Croazia. Si era cominciato con il timore di intemperanze degli ultras croati, il cui obiettivo è destabilizzare il presidente federale, invece sugli spalti fila tutto liscio. E per la squadra di Cacic va addirittura meglio in campo.

    MORATA E SEGNALI — Si attendeva una gara dall'alto tasso tecnico, e in effetti si vedono giocate da applausi e due squadre che da metà campo in su accatastano talento come poche altre. Si segnala anche qualche disattenzione difensiva, che può far ben sperare Conte. La Roja mostra il consueto gioco di possesso palla e fitta rete di passaggi, illuminato da vere e proprie intuizioni geniali. Non solo Iniesta, a Bordeaux si prende la scena anche David Silva, che già dopo 7 minuti vede un corridoio nascosto e ci manda la palla in profondità per Fabregas: Cesc prova un tiro -cross che Morata devia da sottoporta in gol. E' il terzo centro per l'ormai ex-Juve, capocannoniere del torneo con Bale. Insomma, la Spagna ha anche un centravanti. L'altra faccia della medaglia è qualche disattenzione difensiva, come quella di De Gea che poco dopo perde palla da Kalinic e quasi subisce un pallonetto (bellissimo) di Rakitic: lo salva la traversa. Ma è un segnale che Del Bosque non dovrebbe sottovalutare.

    RIBALTONE CROAZIA — E' anche il segno che la Croazia, nonostante in cinque cambi rispetto alla formazione titolare, c'è. Oltre a Modric, risparmiato per un infortunio che non dovrebbe comunque privarlo degli ottavi, Cacic tiene in panchina anche Mandzukic, oltre ai diffidati Strinic, Vida e Brozovic. Il centravanti di riserva, Kalinic, perfora una difesa che non subiva gol, all'Euro, dal gol di Di Natale di 4 anni fa. Il viola, dimenticato da Ramos, segna con un tocco di esterno piede al volo, su cross preceduto da un bel dribbling di Perisic, anche stasera fra i migliori. Si fa notare anche la "riserva" Pjaca, prima con una rovesciata, poi reclamando un rigore. Kuipers al 25' concede invece quello nell'area opposta, un "tamponamento" fra Vrsaljko e Silva su cross di Iniesta: Ramos però si fa parare il rigore da Subasic, che avanza di tre metri buoni. Ed eccoci ai minuti finali con Kalinic che serve a Perisic il 2-1. Certo, non sarebbe stata facile nemmeno con i biancorossi, però ci poteva andar meglio. Peggio ancora va alla Spagna, che passa dala parte "facile" del tabellone a quella con noi, Germania, Inghilterra e Francia. Sarà dura: non solo per noi.
    Fonte: La gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Giu 22, 2016 8:27 am

    Euro 2016, Repubblica Ceca-Turchia 0-2, Terim è terzo e spera negli ottavi

    Yilmaz e Ozan Tufan piegano Cech: i turchi vanno davanti all'Albania nella classifica delle "ripescabili" e sono a un passo dalla qualificazione

    21 GIUGNO 2016 - MILANO

    La Turchia esulta con l'abbraccio collettivo a Fatih Terim.

    Il miracolo non è ancora completo, ma Fatih Terim è già un bel pezzo avanti: la Turchia batte 2-0 la Repubblica Ceca, conquista il terzo posto e si avvicina alla qualificazione agli ottavi dopo aver perso le prime due partite del girone. Con 3 punti e una differenza reti di -2 (ma con due gol fatti) è già davanti all'Albania nella graduatoria delle "ripescabili": se dal gruppo E (quello dell'Italia) e dal gruppo F(quello del Portogallo) una sola altra terza le finirà dietro, la Mezzaluna non abbandonerà l'Europeo. Lo farà sicuramente, invece, la Repubblica Ceca: le bastava vincere per essere certa di passare e forse era così sicura di farlo (pur avendo meno qualità degli avversari) che ha finito per perdere. Del resto i tempi di Poborsky e Nedved (o di Koller e Baros) sono assai lontani.

    LA DIFFERENZA — Rosicky è una stella al tramonto, ma se ti giochi la partita decisiva dell'Europeo senza il tuo giocatore di movimento più rappresentativo il contraccolpo è inevitabile; Arda Turan ha vissuto una stagione da comprimario al Barcellona, stando a guardare per sei mesi e scaldando spesso la panchina negli altri, così ha mandato in Francia l'ombra di se stesso prima che i fischi dei propri tifosi lo risvegliassero. Repubblica Ceca-Turchia si può leggere anche così, anche se poi è l'atteggiamento complessivo delle due squadre a fare la differenza: quella di Terim, motivata dall'Imperatore, è entrata in campo provando a regalare l'ultima gioia ai suoi sempre numerosissimi tifosi, lottando su ogni pallone e sopperendo così a un'organizzazione tattica non sempre impeccabile. I suoi avversari forse hanno studiato fin troppo il video di Spagna-Turchia, credendo di poter fare come Iniesta e compagni senza avere né Iniesta né i compagni per dominare e persino irridere i rivali.

    LA PARTITA — I primi 10 minuti devono aver illuso ancora di più la Repubblica Ceca che comincia chiudendo gli avversari nella loro metà campo e costruendo la prima occasione con Darida. Il gol di Burak Yilmaz, così, è una doccia fredda: il centravanti dimostra che forse è emigrato in Cina troppo presto facendosi trovare pronto sull'assist di Emre Mor, 18enne appena acquistato dal Dortmund e schierato al posto di Çalhanoglu, deludente nelle prime due gare. La reazione ceca c'è, porta a un palo di Sivok e ad altre due occasioni fallite dal terzino Kaderabek: il fatto che ad averle siano due difensori, però, è il segnale di un problema. Necid, eroe contro la Croazia, effettivamente non la prende mai, così come gli esterni d'attacco Dockal e Kreici, così non bastano le incursioni di Plasil e Darida. La Turchia si affida ai dribbling di uno scatenato Emre Mor e alla classe di Arda Turan per mettere sempre paura in contropiede e così, nel secondo tempo, dopo un ingiusto fuorigioco fischiato a Koybasi lanciato in porta, la compensazione arriva sull'azione successiva quando l'assistente non vede la posizione irregolare di Mehmet Topal e convalida il 2-0 di Ozan Tufan. La reazione immediata di tutti i giocatori in campo è la corsa verso Terim, il loro condottiero: le prossime 24 ore le vivranno tutti insieme sperando di continuare l'avventura. Se andranno avanti affronteranno una tra Francia e Galles: facile immaginare quale sia la loro speranza...
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Giu 22, 2016 8:31 am

    Europei 2016, Irlanda del Nord-Germania 0-1: Mario Gomez decisivo

    I tedeschi ritrovano l'ex centravanti della Fiorentina, alla prima da titolare, e battono di misura i nord irlandesi. Palo e traversa di Muller, McGovern assoluto protagonista. I tedeschi chiudono in testa il Gruppo C, i verdi accedono agli ottavi

    21 GIUGNO 2016 - PARIGI (FRANCIA)
    E' una Germania cui piace specchiarsi, essendo bella di natura, calcistica. Elegante nella costruzione, affascinante nel dominare illustrando le proprie doti. Sfruttando con delicatezza i punti deboli di chi le si presenta davanti. Ecco, forse, a questa Germania favorita, campione del Mondo in carica, manca una certa dose di cattiveria per far rispettare il lignaggio, traducendolo in un risultato meno povero dell'1-0 a firma dell'ex viola Gomez, rifilato senza comunque rischiare nulla all'Irlanda del Nord. I tedeschi passano come da previsioni agli ottavi, conquistando il primato del Gruppo C con 7 punti e per differenza reti grazie alla contemporanea vittoria della Polonia sull'Ucraina per 1-0. Dopo il risultato di Turchia-Repubblica Ceca (2-0), i tre punti nel gruppo (e la differenza reti) consentono agli irlandesi di Michael O'Neill di essere già sicuri del ripescaggio come una delle migliori quattro terze.

    TATTICA — Rispetto allo 0-0 con la Polonia, Loew in difesa inserisce il 21enne Kimmich sul lato destro, per dare più spinta alla manovra, e in attacco rinuncia a Draxler per tenere in campo sia Gotze che l'ex viola Gomez. Segnale che i campioni del Mondo vogliono pesare di più sulla prevedibile doppia mandata difensiva dei nord irlandesi. Squadra che O'Neill conferma invece in blocco dopo la vittoria storica sull'Ucraina (2-0): un 4-5-1 che in fase di attacco accenna a sganciare le due ali per tentare di alimentare l'isolato Washington. Ma il differenziale tecnico è troppo evidente. E la Germania ne è pienamente cosciente. Traspare dalla calma metodica con cui i tedeschi gestiscono palla, fin dai primi tocchi in difesa. Ai dirimpettai non rimane che sperare in qualche rara sbavatura per avere il privilegio di condividere l'aria di Neuer.


    Il gol di Mario Gomez che sblocca la partita.

    SFORTUNA — Bastano 7' alla Germania per sviluppare il concetto base: accelerazione di Kimmich sulla destra che innesta Ozil per il filtro di prima su Muller che però scarica su McGovern. L'azione si ripete al 23', stavolta con elegante sponda di petto di Gomez, ma il fantasista del Bayern chiude troppo il diagonale che finisce fuori, sfiorando il palo opposto. Ai nord irlandesi non resta che stare a guardare recuperando qualche palla persa, come quella di Gotze che permette a Ward di affacciarsi al limite e dare la prova che c'è pure Neuer in campo (25'). Inevitabile al 30' arriva il vantaggio tedesco. L'ispirazione è di Ozil che innesta centralmente Muller che si porta via Cathcart e Hughes, e serve Gomez per il piatto sicuro in rete. Bello e prevedibile considerata la pochezza degli avversari che rischiano di affondare se Muller non fosse perseguitato dalla sfortuna visto che dopo aver trovato il palo, di testa, in tuffo al 27', pesca pure la traversa al 35' ben servito dal fondo da Gotze. Nella ripresa, a parte due occasioni di Gotze in avvio, sprecate, la partita si trasforma in una prova di coraggio dell'Irlanda del Nord per uscire dal campo con onore e il fedele sostegno dei tifosi, in loop sull'ormai vero inno dell'Europeo: “Will Grigg”s on fire”, anche se il bomber del Wigan è rimasto comunque in panchina.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Giu 22, 2016 8:34 am

    Euro 2016, Ucraina-Polonia 0-1: decide Blaszczykowski, la qualificazione è storica

    Grazie al gol del centrocampista della Fiorentina i polacchi avanzano agli ottavi per la prima volta nella loro storia e ora affronteranno la Svizzera. Gli ucraini chiudono a zero punti senza segnare nemmeno un gol

    21 GIUGNO 2016 - MARSIGLIA
    Niente: Lewandowski dorme ancora. E allora a risvegliare dolcemente la Polonia negli ottavi di finale (traguardo storico) è l’ex viola - rientrato dal prestito al Borussia Dortmund - Jakub Blaszczykowski detto Kuba, rapido di testa, di gamba e di piede nel trasformare un servizio delizioso di Milik in profondità. Così, la Polonia avanza da seconda del Girone dietro la Germania e sabato 25 incontrerà la Svizzera (ore 15) a Saint Etienne. L’Ucraina – che comunque avrebbe meritato un rigore solare ad inizio primo tempo – saluta l’Europeo con zero punti, tanta volontà ma pure un’efficacia pari allo zero nonostante contro questa Polonia pasticciona ci abbia provato svariate volte e con grande orgoglio, ovvero ciò che aveva chiesto il suo ct uscente Fomenko.

    LEWA CHE FAI? — Fuori dallo stadio si sono registrati gli scontri fra supporter ucraini e polacchi ma pure fra individui della stessa tifoseria e la polizia: sempre a Marsiglia e sempre nel Vieux Port come successe fra inglesi e russi. Dentro, nel nuovo Velodrome tendente al gigantesco, si inizia subito con le sgommate della Polonia. Al minuto 3 Milik – schierato a sinistra secondo un 4-2-3-1 che vede l’empolese Zielinski dietro a Lewandowski – fugge sul lato tribuna e impegna Pyatov che gli respinge il primo tiro della partita. Ma l’occasione davvero clamorosa è quella di Lewa, in cerca del primo gol: sempre Milik gli mette un pallone perfetto in mezzo all’area, l’attaccante del Bayern deve solo appoggiarlo, è solo-solissimo, bam, alle stelle, come un normalissimo centravanti di provincia. E’, questa, la fotografia di un bomber che evidentemente sa cos’è la pressione addosso.

    YARMO SCATENATO — L’Ucraina, per la cui panchina futura si parla di Andryi Shevchenko, ora vice di Fomenko, ha subito un sussulto: palla in profondità e Zozulya non trova il tempo per tirare perché murato da un ottimo Pazdan, centralone difensivo polacco che poi smorza pure il tiro di Yarmolenko. Che poco dopo chiede un rigore (Jedrzejczyk lo atterra da dietro in piena area) e va vicino al pareggio calciando però fuori alla destra di Fiabianski. La Polonia soffre un po’ perché al minuto 38’ fai due conti e capisci che la spacciata Ucraina ha creato, prodotto e macinato molto di più mostrando situazioni pericolose.

    KUBA E NAWALKA OK — Nella ripresa, fuori l’empolese Zielinski e dentro il viola Blaszczykowski: significa che Nawalka rivede quasi completamente l’impianto iniziale che poggiava su Zielinski trequartista e Milik largo a sinistra. Adesso, via col 4-4-1-1: l’attaccante dell’Ajax torna dieci passi dietro a Lewa, Kapustka va a fare l’esterno sinistro, Kuba l’uomo di destra. L’Ucraina non si scompone, Zinchenko va vicino al gol di testa ma la mossa giusta è stata proprio quella del ct polacco: perché Milik infila in verticale un pallone per Kuba, finta dell’ex viola che mette a terra Rotan, tiro a girare dall’altra parte e Pyatov è fregato. Uno a zero Polonia al decimo della ripresa, con il baby talento Kapustka che poco dopo sfiora il 2-0 ed esce con gli applausi dello stadio al 25’ sostituito da Grosicki, altro che solitamente è titolare. L’Ucraina ha sussulti buoni: viene tenuta viva da Konoplianka che a sinistra mette in crisi Cionek, va vicina al gol con un tiro da trenta metri di Rotan e alla fine ci vuole un intervento miracoloso di Krichowiak in mezzo all’area per sventare ogni minaccia imminente. La Polonia che passa agli Ottavi con due vittorie su tre: ora la Svizzera.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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