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    La testa nel pallone

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    annika
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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Mer Mag 04, 2016 9:22 pm




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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Ven Mag 06, 2016 9:35 pm

    annika ha scritto:
    Leicester, una città in festa fino all'alba. Ranieri: "Sono vecchio, titolo indimenticabile"


    A migliaia, a decine di migliaia, le auto hanno incendiato la notte di Leicester. La festa è durata fino all'alba, quando il gigantesco corteo di automobili si è disperso, la gente è rientrata nelle case e stamattina c'è stato un faticosissimo risveglio. I giocatori e Ranieri si radunano tutti stamattina al campo di allenamento, c'è la seduta di lavoro programmata, ci saranno altri brindisi assonnati


    LEICESTER - Che notte. A migliaia, a decine di migliaia, le auto hanno incendiato la notte di Leicester. La città che ora è al centro dell'Inghilterra, o dell'Europa. Città predestinata in questo anno di grazia 2016, ricco di segnali, di simbolismi. Ad esempio, mentre il Leicester City si aggiudicava la vittoria in Premier League, un altro figlio di Leicester, Mark Selby, vinceva la finale del campionato del mondo di snooker, e festeggiava ostentando una bandiera della squadra di calcio. Era proprio destino, era il loro anno. Così via, tutti in strada a festeggiare. Non aspettavano altro. La città aveva sonnecchiato per tutta a giornata di lunedì, del resto era anche un giorno di festa. Ma appena è finita la partita tra Chelsea e Tottenham, il popolo si è gettato in strada. A piedi, sulle prime. Con cortei nelle vie pedonali del centro, e cori, e canti. Ma poi soprattutto in automobile. Dopo un'ora dalla fine della partita si è formato via via un unico corteo, mai visto da queste parti, ha intasato all'inizio le vie del centro ed è arrivato, quasi senza soluzione di continuità, fino al King Power Stadium, a tre chilometri dal centro, dove i tifosi del Leicester avevano fissato il punto d'incontro. La città si è bloccata in fretta. Non si passava più, nel frastuono di clacson e fumogeni. Festa di popolo come poche, e popolo vario, multirazziale e multicolore come a Leicester, dove ci sono una sessantina di paesi rappresentati, ed era facile, nella notte della festa, vedere Hare Krishna che cantavano lodi per il Leicester City, o arabi, africani, thailandesi, pakistani, indiani, cinesi, italiani, polacchi, chiunque. Il fiume di auto si è spostato anche verso la casa James Vardy, il centravanti e uomo del destino, dove si erano radunati tutti i giocatori per assistere alla partita. Nella villa di Vardy ovviamente non si poteva entrare, ma i tifosi hanno fatto ala comunque, perché anche quello era un punto sensibile delle celebrazioni: con la sua stagione straordinaria, Vardy è stato il simbolo dell'annata. L'altro grande simbolo, Claudio Ranieri, è rimasto in casa sua, non si è visto in giro. Si sa che appena terminata la partita, il tecnico ha telefonato tra gli altri a Guus Hiddink, allenatore del Chelsea, ringraziandolo per l'impegno che la sua squadra aveva mostrato nella partita col Tottenham, che in effetti è stata rissosa e scorretta oltre ogni dire, con il Chelsea che sembrava doversi giocare l'onore, ma anche questo è calcio inglese. Ranieri ha poi confessato di essere "orgoglioso" della sua squadra e della sua impresa, mentre gli arrivavano complimenti dall'Italia e dall'Inghilterra: "Sono contento per Claudio, un grande tecnico e una persona di enorme classe", ha detto tra gli altri John Terry. 
     A fatica, verso l'alba, il gigantesco corteo di automobili si è disperso, la gente è rientrata nelle case, e stamattina c'è stato un faticosissimo risveglio. I giocatori si radunano tutti stamattina al campo di allenamento, c'è la seduta di lavoro programmata, ci saranno altri brindisi assonnati. E'  il primo giorno del Leicester campione d'Inghilterra, dopo 132 anni di storia.

    LA GIOIA DI RANIERI - E Ranieri lo festeggia così mentre si prepara all'allenamento con la squadra: " "Se avessi vinto questo all'inizio della mia carriera, forse avrei potuto dimenticarlo. Ma ora sono vecchio e posso ricordarlo . Sono felice- per i tifosi, il presidente, tutta la comunità di Leicester. Non so quale sia il nostro segreto: I giocatori hanno dato cuore e anima. E' il modo in cui giocano. Ora andiamo avanti. Vogliamo migliorare, e molto".  Claudio Ranieri è arrivato stamattina al campo di allenamento del Leicester "come fosse un normale giorno di lavoro:Ma non lo è...'". Così il sito del Leicester City commenta la prima foto scattata oggi al tecnico romano dopo il trionfo. Cartellina rossa sotto il braccio, giacca chiara, cravatta: ecco Ranieri appena sceso dalla macchina, salutato da una rara giornata inglese di sole. Ranieri ha raccontato la vigilia dell'evento, e si è trattato del racconto di una tipica domenica italiana, se fosse stato di domenica invece che di lunedì. "Ho pranzato con mia madre e sono rientrato verso le 7". Poi, malgrado alla vigilia avesse messo in dubbio di voler guardare il match decisivo dei rivali del Tottenham, si è piazzato davanti alla tv. "Alle 8 ho guardato la partita" Chelsea-Tottenham, ha ammesso. "Oggi mi sente bene - le sue altre parole - come potete immaginare. E adesso vogliamo gioire tutti insieme".

     







    La Repubblica ,foto Daily Mail
    Complimenti al Leicester e a Mister Ranieri!   Siamo orgogliosi di lui: un po' di Roma che vince!


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Mag 09, 2016 7:57 am

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    La Pistoiese si salva battendo il Pisa per 1 a 0! PinguHop

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Mag 09, 2016 8:01 am

    Pistoiese, vittoria e salvezza



    Battuto il Pisa 1-0 che va ai playoff con la Maceratese

    Pistoia, 8 maggio 2016 - Pistoiese salva e Pisa ai playoff con la Maceratese. Questo il verdetto dell'ultima di Lega Pro. Tante assenze illustri nei nerazzurri, arancioni con Sammartino e Damonte titolari al posto di D'Orazio e Gargiulo. Partenza forte della squadra di Bertotto che sfiorava il vantaggio con Colombo e Vassallo. Poi alla lunga la Pistoiese è calata, il Pisa è cresciuto e Iannarilli ha compiuto tre grandi interventi su Ricci ed Eusepi (due volte) salvando la propria porta. Al rientro subito gol della PIstoiese con Vassallo imbeccato bene da Petriccione. IL Pisa ha cercato il pari con qualche incursione, Mungo ha sfiorato il raddoppio a cinque dalla conclusione.

    PISTOIESE: Iannarilli; Antonelli, Pasini, Priola, Sammartino; Damonte, Petriccione, Mungo; Sinigaglia, Colombo, Vassallo. A disp.: Marchegiani, Lanini, Dondoni, D'Orazio, Romiti, Gargiulo, Merini, Anastasi, Rovini, Niccolai, Proia. All.: Bertotto.
    PISA: Brunelli; Avogadri, Crescenzi, Polverini, Forgacs; Sanseverino, Makris, Provenzano; Ricci, Tabanelli; Eusepi. A disp.: Bindi, Rozzio, Lisuzzo, Golubovic, Verna, Fautario, Cani, Di Tacchio, Peralta, Varela, Mannini, Giacobbe. All.: Gattuso.
    Arbitro: D'Apice di Arezzo.
    Marcatori: 55' Vassallo
    Fonte: La Nazione



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Mag 15, 2016 8:06 am

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    La Juventus batte la Sampdoria per 5 a 0! DoppioPingu PinguHop DoppioPingu

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Mag 15, 2016 8:11 am

    Juventus-Sampdoria 5-0: segnano Evra, Dybala (doppietta), Chiellini e Bonucci

    Nell'ultima giornata di campionato la squadra di Allegri travolge quella di Montella in dieci per 77 minuti (espulso Skriniar). Grande show dell'argentino


    Paulo Dybala, 22 anni.

    Cinque gol come i cinque scudetti di fila: la Juventus sceglie il modo migliore per festeggiare il tricolore allo Stadium con i propri tifosi. Prima della consegna della Coppa dello scudetto c'è stato lo spettacolo in campo con la nuova maglia, quella che la Signora indosserà nella prossima stagione: doppietta di Dybala e una rete a testa per Evra, Chiellini e Bonucci. Allegri può essere soddisfatto: dopo la sconfitta di Verona, la Juve ha risposto bene sul campo. Tutti segnali positivi per la finale dell'Olimpico contro il Milan, che si giocherà tra una settimana. Anche per merito degli avversari, che hanno accettato di buon grado il ruolo di vittima sacrificale.

    SAMP NON PERVENUTA — Allegri conferma il 3-5-2, con Chiellini al rientro da titolare, e testa Barzagli al centro della difesa in previsione Coppa Italia: con Bonucci squalificato sarà lui a prendere il suo posto. Montella piazza Correa fisso su Hernanes e sceglie un 3-5-1-1 molto duttile, che però dura pochissimo, perché dopo neanche un quarto d'ora la Samp resta in 10 per l'espulsione di Skriniar: fallo su Mandzukic in area di rigore e penalty per i bianconeri, che erano già andati in vantaggio al 6'. Il 2-0 lo mette a segno Dybala, rete numero 22, ovvero meglio di Tevez al primo anno con la Juve (21). Partita praticamente finita, anche se in realtà non era mai cominciata: approccio molle della Samp, senza obiettivi forse condizionata dal clima di festa dello Stadium, che pronti via si fa infilare dal colpo di testa di Evra, imbeccato da una punizione di Dybala.

    DYBALA SHOW — L'argentino è il protagonista del primo tempo, suo anche il pallone per Mandzukic in occasione del fallo da rigore, poi cerca la doppietta personale con un gran tiro deviato in angolo da Brignoli. Poco dopo ci prova Lichtsteiner, ma non è fortunato e di testa colpisce la traversa. La partita si trasforma presto in un tiro al bersaglio nell'area blucerchiata: tutti vogliono provare a fare gol. A riuscirci però è ancora Dybala, che al 37' fa 23 stagionali con un sinistro nell'angolino. Un giocatore straordinario, che quando lascia il posto a Morata (22' s.t.) si prende la meritata ovazione di tutto lo Stadium.

    DIFENSORI A SEGNO — Il primo tempo si chiude con una traversa di Pogba, il secondo si apre con un'occasione per Chiellini (7') fermato dal portiere. La Samp chiude con due tiri in porta (Alvarez all'inizio e alla fine della partita), la Juve invece trova il tempo e lo spazio anche per la quaterna (sinistro potente di Chiellini, che festeggia così il debutto della figlia Nina allo Stadium ma chiude con i crampi) e per la cinquina (Bonucci su sponda di testa di Morata dopo calcio d'angolo). E che festa sia, ma da domani si penserà già alla finale di Coppa Italia.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Mag 15, 2016 8:23 am

    Le Pagelle di Juventus - Sampdoria 5-0

    Nella festa bianconera brilla la stella di Dybala, giocatore di categoria superiore. Le prestazioni di Evra e Mandzukic meritano una menzione speciale. La Samp affonda, non si salva praticamente nessuno.

    NETO 6 Viene chiamato in causa due volte da Alvarez e risponde presente. Ordinaria amministrazione.

    Leonardo BONUCCI 7 Poco lavoro in fase di copertura, si toglie lo sfizio del gol al minuto numero 85, confermando la sua pericolosità nelle sortite offensive.

    Andrea BARZAGLI 6.5 Dalle sue parti non si passa e questa non è una novità. Solita sicurezza, Quagliarella non la vede mai.

    Giorgio CHIELLINI 7 Capisce che la giornata è molto tranquilla dalle parti di Neto e cerca il gol con insistenza trovandolo al 77’ con una splendida conclusione. Mai domo.

    Stephan LICHTSTEINER 6.5 Solito contributo di corsa e dinamismo per il trenino svizzero. In questi cinque scudetti consecutivi la sua firma è evidente.

    Roberto PEREYRA 6 Gara senza infamia e senza lode, qualche spunto isolato. Stagione sfortunata per il giocatore argentino, condizionato dai troppi infortuni. Malinconico. (dal 65’ Sturaro 6 Regala la solita garra a centrocampo)

    HERNANES 6.5 Buona gara per il centrale brasiliano. Qualche bella giocata, una “veronica” ad effetto e presenza importante in mezzo al campo. Potrebbe rivelarsi una buona risorsa anche per il prossimo anno.

    Paul POGBA 6.5 Il francese regala i soliti colpi di classe in mezzo al campo, senza spingere sull’acceleratore. La gara è già archiviata al 15’ e il centrocampista bianconero prova più volte la conclusione da fuori, sfiorando più volte il bersaglio grosso.

    Patrice EVRA 7 Gran gol di testa e spinta costante sulla fascia: in soli due anni l’esterno francese è diventato una personalità di spicco dello spogliatoio juventino.

    Mario MANDZUKIC 7 Il modo in cui difende il pallone in occasione del rigore fischiato alla Juve è da manuale della prima punta. Guerriero come al solito. (dal 75’ Zaza SV)

    Paulo DYBALA 8 Giocatore devastante. Numeri incredibili per una stagione di esordio: ha segnato 23 gol totali, ha partecipato attivamente a 28 gol della Juventus in questo campionato (19 reti, 9 assist). Ha raccolto l’eredità di Tevez da vero veterano. Predestinato. (dal 67’ Morata 6 Regala accelerazioni interessanti e mette lo zampino sul quinto gol)

    All. Allegri 7 Aveva richiamato all’ordine i suoi dopo la sconfitta di Verona. La Juve è tornata cannibale e il tecnico livornese potrà preparare con maggiore serenità la finale di Coppa Italia.
    Fonte: EuroSport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Lun Mag 16, 2016 4:16 pm



    Un GRAZIE speciale va soprattutto al nostro Mister. Ogni sconfitta viene sempre criticato come l'artefice della disfatta e ogni vittoria viene sempre esaltato.
    Abbiamo acquisito mentalità Europea e guadagnato il rispetto di tutte le Big europee; ci ha riportati in finale di Champions dopo 12 anni e fatto vincere la coppa Italia dopo 19 anni.

    Che dire.. GRAZIE MISTER!!


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Mag 22, 2016 9:08 am

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    Coppa Italia: La Juventus batte il Milan 1 a 0 e si aggiudica il Torneo! PinguHop

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Mag 22, 2016 2:16 pm

    Milan-Juve 0-1, Morata-gol: Coppa Italia ad Allegri, trionfo ai supplementari

    I bianconeri centrano per la seconda volta consecutivo l'accoppiata scudetto-coppa: non ci era mai riuscito nessuno. Decide una rete dello spagnolo appena entrato, rossoneri sconfitti a testa alta ma fuori dall'Europa

    Se per Beppe Marotta era difficile trattenere alla Juventus Alvaro Morata e Juan Cuadrado, ora ci vorrà un capolavoro. Sono proprio lo spagnolo e il colombiano, entrati a gara in corso (Morata da meno di 2’) a firmare la giocata che nel secondo supplementare regala lo storico secondo double consecutivo ai bianconeri e l'undicesima Coppa Italia.

    Si arrende un Milan che proprio non poteva fare di più. C’è molto della squadra di Brocchi nella cattiva prestazione della Juve, salvata dal gol di un giocatore che forse non è ancora un fuoriclasse, ma ha proprio tutto per diventarlo. Stavolta il gol dell’ex Real in finale è pesante come la ghisa. E spegne un Milan a cui è mancata solo qualità negli interpreti: sul piano del gioco meritavano i rossoneri. La Juventus chiude un quinquennio pazzesco che da solo ha regalato 10 trofei.

    PERCHÉ HA PERSO IL MILAN — I rossoneri dovevano capitalizzare l’evidente supremazia del primo tempo, in cui Brocchi incarta alla perfezione la partita. La Juve, oltre a Marchisio, è priva di Bonucci, regista arretrato unico per come sa scegliere la soluzione giusta. Poli marca Hernanes quasi a uomo: il brasiliano, più che profeta, sembra un curatello di campagna con dieci parrocchiani in 20 chilometri quadrati. La fisicità di Kucka contiene Pogba. Risultato: la Juve non costruisce nulla e i suoi attaccanti non si trovano mai contro uno, situazione in cui farebbero molto male. Ai rossoneri manca la qualità complessiva, nonostante un Bonaventura eccellente e un Honda ben dentro la partita. Così, quando ci sono le occasioni con o stesso Bonaventura e Poli, Neto non deve nemmeno intervenire perché la palla va fuori. Due gol nella sostanza mangiati nel contesto di un primo tempo dominato. In cui la Juve non sembra neppure in campo e il Milan si esprime a livelli mai visti quest’anno, con una pressione e un atteggiamento sulle linee di passaggio bianconere semplicemente impeccabili.

    CHE BRUTTA JUVE — La peggiore vista dalla fine di ottobre. Al pari con quella travolta dall’Inter nella semifinale di ritorno di questa Coppa a San Siro. Troppi giocatori deludono: Rugani è molto insicuro quando imposta, Lemina, fino alla progressione del gol, è arruffone con la palla tra i piedi. Evra è una delle chiavi per spiegare la supremazia del Milan. Il francese è troppo schiacciato su Honda, così la Juve nemmeno riparte. Gli ingressi nella ripresa di Alex Sandro e Cuadrado alzano un po’ il baricentro di Allegri. Arriva la palla gol più evidente, sugli sviluppi di un’azione Alex-Sandro Pogba. Ma è una Juve che può togliersi litri di sudore dalla fronte quella che arriva al 90’ sullo 0-0. Non che Neto debba fare chissà cosa: ai rossoneri manca sempre l’ultima giocata, con Calabria sbaglia almeno due cross che gridano vendetta.

    SUPPLEMENTARI — C’è molta stanchezza e la qualità della partita non decolla. E’ sempre il Milan ad avere l’atteggiamento migliore. Ma Allegri lo aveva detto: “In finali così la può decidere un singolo”. Detto fatto, col cioccolatino di Cuadrado per Morata. Che se proprio dovrà lasciare la Juve, ha scelto il più bel regalo di addio.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Dom Giu 05, 2016 11:37 am



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Lun Giu 06, 2016 8:46 pm


    Roma Primavera campione d’Italia: battuta la Juventus ai rigori
    I ragazzi di De Rossi vincono il titolo ai rigori dopo una partita tiratissima. Decisivi gli errori di Vadalà e Favilli per la Juve; di Grossi il rigore della vittoria.
    Dopo cinque anni la Roma Primavera torna campione d’Italia. La tiratissima finale contro una grande Juventus è terminata ai rigori, regalando ai giallorossi l’ottavo scudetto Primavera della loro storia. La partita era cominciata in salita per i ragazzi di De Rossi, che si erano ritrovati sotto di un gol a causa del rigore trasformato da Kastanos al 36′. Ma l’orgoglio e la voglia di questa Primavera non hanno tradito i tifosi nemmeno questa volta. In avvio di secondo tempo Ponce ha riequilibrato il match, che si è trascinato in pareggio ai supplementari anche grazie ad una clamorosa svista della terna arbitrale, che ha annullato un gol regolare a Spinozzi all’89’. Ai rigori i bianconeri sono stati meno precisi dei giallorossi, che hanno potuto contare ancora una volta su Crisanto tra i pali. Il portiere ha ipnotizzato Vadalà e Favilli, mettendo la sua firma sulla vittoria. Il penalty decisivo, trasformato da Grossi, ha fatto esplodere di gioia la panchina.


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Lun Giu 06, 2016 8:54 pm

    thomas ha scritto:

    Roma Primavera campione d’Italia: battuta la Juventus ai rigori
    I ragazzi di De Rossi vincono il titolo ai rigori dopo una partita tiratissima. Decisivi gli errori di Vadalà e Favilli per la Juve; di Grossi il rigore della vittoria.
    Dopo cinque anni la Roma Primavera torna campione d’Italia. La tiratissima finale contro una grande Juventus è terminata ai rigori, regalando ai giallorossi l’ottavo scudetto Primavera della loro storia. La partita era cominciata in salita per i ragazzi di De Rossi, che si erano ritrovati sotto di un gol a causa del rigore trasformato da Kastanos al 36′. Ma l’orgoglio e la voglia di questa Primavera non hanno tradito i tifosi nemmeno questa volta. In avvio di secondo tempo Ponce ha riequilibrato il match, che si è trascinato in pareggio ai supplementari anche grazie ad una clamorosa svista della terna arbitrale, che ha annullato un gol regolare a Spinozzi all’89’. Ai rigori i bianconeri sono stati meno precisi dei giallorossi, che hanno potuto contare ancora una volta su Crisanto tra i pali. Il portiere ha ipnotizzato Vadalà e Favilli, mettendo la sua firma sulla vittoria. Il penalty decisivo, trasformato da Grossi, ha fatto esplodere di gioia la panchina.
    applauso applauso applauso applauso

    Grazieeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!


    Se questi ragazzi saranno il nostro futuro...... allora possiamo puntare a grandi cose!  soddisfazioni


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mar Giu 07, 2016 8:39 am

    L'Inter parla cinese. Alle 9 la conferenza stampa: esce Moratti, c'è Leonardo?

    Tutto pronto per ufficializzare l’ingresso di Suning col 68,55%, club valutato sui 500 milioni. Si pensa a una figura amministrativa che conosca bene l’Italia: in corsa Baldini, Fassone e l’ex tecnico interista

    06 GIUGNO 2016 - MILANO
    Alla fine hanno anche brindato alla nuova famiglia interista. Ieri sera Erick Thohir e Zhang Jindong hanno chiuso così la domenica di trattative che ha sancito il passaggio della maggioranza dell’Inter dall’imprenditore indonesiano a quello cinese. Il club di corso Vittorio Emanuele rimane asiatico, ma sale sulla cartina geografica di circa 4.400 chilometri, da Giacarta a Nanchino. Suning, il colosso dell’elettronica e dell’e-commerce, diventa ufficialmente il proprietario dell’Inter con una quota – per ora – del 68,55%. Thohir rimarrà presidente, ma transitorio in attesa di sistemare tutti i passaggi tecnici, con il 31% e l’ultimo 0,45% rimarrà nelle mani dei piccoli azionisti. In tutto questo c’è l’uscita di scena di Massimo Moratti che cede il 29,5% e per la prima volta dal 1995 non comparirà più nella «torta» delle quote. Un’uscita moralmente sofferta, ma economicamente inevitabile di fronte a una potenza come Suning che fattura 15,5 miliardi di euro all’anno e il cui co-fondatore Jindong (28° uomo più ricco della Cina, numero 403 nel mondo con un patrimonio personale di 3,7 miliardi di euro secondo Forbes) rappresenta una solidità finanziaria assoluta.

    LA CONFERENZA STAMPA — Questa mattina il popolo interista volgerà occhi e orecchie a Nanchino dove alle 9 (le 15 locali) si terrà la conferenza stampa che ufficializzerà il passaggio delle quote in una sala del Sofitel Zhongshan Golf Resort (parleranno Thohir, Jindong, Zanetti e il numero 2 di Suning Sports Gong Lei). Sono in corso le prove tecniche per poterla seguire in diretta sul canale tematico e anche sul sito del club. Il tutto verrà accompagnato anche da un comunicato stampa. Suning, però, non sarà obbligata a divulgare né gli aspetti economici né la nuova suddivisione delle quote. Perché benché l’azienda sia quotata in Borsa a Shenzhen, queste notizie non sono ritenute tali da influenzare il mercato. Passaggio tecnico, ma curioso: Suning potrebbe avere rilevato la quota di Thohir e il presidente quella di Moratti; non invece come sembrava in principio con il colosso cinese che prendeva il 40% di Thohir e tutto Moratti. Che infatti non è volato in Cina, anche se potrebbe aver firmato in precedenza le sue carte Sulla valutazione complessiva dell’operazione invece la stima si attesta appena sopra ai 500 milioni di euro. Il primo passo strutturale di Suning sarà l’aumento di capitale tra i 70-100 milioni da effettuare a breve e non oltre ottobre.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Giu 11, 2016 2:40 pm

    Europei 2016, Francia-Romania 2-1: Payet gol all'89', Deschamps esulta

    Un capolavoro della stella del West Ham regala un successo soffertissimo ai padroni di casa: nella ripresa Stancu su rigore aveva replicato al temporaneo vantaggio di Giroud viziato da un fallo su Tatarusanu. Palo di Griezmann nel primo tempo

    10 GIUGNO 2016 - MILANO
    Didier Deschamps aveva ragione a dubitare della sua Francia: quello che non poteva prevedere, almeno non pubblicamente, è che alla fine il talento in abbondanza della sua squadra gli avrebbe regalato il successo a un minuto dalla fine della gara inaugurale dell'Europeo. La Romania cede all'89': Payet lascia il campo in lacrime, poco prima ha mandato in delirio lo Stade de France e tutto il paese con un meraviglioso sinistro all'incrocio dei pali. Finisce 2-1 e i Bleus fanno festa dopo aver sofferto forse più del previsto.


    L'esultanza di Payet.

    SPAVENTO — Il timore più grande che ha accompagnato la Francia verso l'Europeo era relativo alla sua tenuta difensiva, messa a dura prova dalle assenze contemporanee di Varane, Sakho e Mathieu. La Romania impiega 4 minuti per mettere a nudo il limite dei suoi avversari, ma Stancu, dimenticato da Sagna nell'area piccola sugli sviluppi di un calcio d'angolo, calcia addosso a Lloris. Fallirà un'altra occasione in apertura di ripresa, provando un'improbabile semi-rovesciata in piena area quando aveva tutto il tempo di controllare e calciare dopo aver evitato il fuorigioco. Si fa perdonare con il rigore del pari, ma non basterà alla sua squadra.

    A soffrire, più che la coppia centrale Rami-Koscielny, è soprattutto Evra a sinistra, saltato due volte da Sapunaru e una da Stanciu nel primo tempo e poi colpevole di aver causato il penalty dell'1-1 con l'ingenuo fallo sullo stesso Stanciu nella ripresa.

    SOFFERENZA — Considerando il percorso della Romania nelle qualificazioni (2 gol subiti in 10 partite, nessuna sconfitta) era lecito attendersi anche la fatica che la Francia effettivamente fa, soprattutto nel primo tempo, dal centrocampo in su, cioè dove il talento abbonda. Le occasioni arrivano perché Griezmann colpisce un palo di testa e poi sfiora un altro gol poco prima dell'intervallo, mentre Giroud va due volte vicino al bersaglio di testa. Ma se a centrocampo Kanté fa splendidamente il suo lavoro che lo ha già reso protagonista assoluto a Leicester, non altrettanto si può dire di Matuidi e Pogba, mentre la spinta dei terzini è pressoché nulla.

    MERAVIGLIA — La Francia vive due momenti buoni nel corso della partita, entrambi troppo brevi, scuotendosi dopo le occasioni più ghiotte capitate alla Romania in apertura dei due tempi. Così, nella ripresa, Tatarusanu è costretto a una prodezza sul tiro di Pogba, poi poco dopo viene beffato da Giroud che lo sposta col braccio anticipandolo in uscita e segnando il gol del vantaggio. In entrambe le azioni c'è lo zampino di Payet, più incisivo quando Deschamps gli dà la libertà di agire a tutto campo. Il problema, per la Francia, è che il vantaggio dura appena 7 minuti, poi Deschamps fa entrare prima Coman e poi Martial (al posto del deludente Pogba), ma nessuno nei due combina granché. Così a decidere è Payet, con un capolavoro balistico, innescato dal piccolo gigante Kanté. A decidere, cioè, è il talento. E la Francia ne ha in abbondanza.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Giu 12, 2016 2:15 pm

    Europei 2016, Albania-Svizzera 0-1: sbaglia Berisha, segna Schär

    Esordio sfortunato per De Biasi, tradito da un errore del suo portiere: Cana espulso dopo 37', palo di Dzemaili, Gashi spreca l'1-1 a 3' dalla fine

    11 GIUGNO 2016 - LENS (FRANCIA)

    Berisha sbaglia l'uscita, Shar mette in rete di testa.

    Si può essere eroi anche quando si perde. Tra i mille rivoli di una sfida affascinante (i fratelli Xhaka contro, i tanti albanesi cresciuti in Svizzera, i kosovari con la maglia biancorossa, l’invasione pacifica dei tifosi e tanto altro ancora) è la testa di un difensore centrale a lasciare il segno: la gara è ancora nella sua alba (appena 5 minuti), quando Schar gira in porta un pallone lento, facile da bloccare anche per un ragazzino. Il problema per l’Albania è uno: il suo portiere, il laziale Berisha, ha pensato bene di guastare l’esordio all’Europeo con un’uscita criminale. Un gol banale, ma pesantissimo. La Svizzera porta a casa tre punti vitali e ora potrà gestire la gara con la Romania: con un punto la qualificazione è quasi certa. Rimandata, ma non bocciata la nazionale di De Biasi. E’ partita malino (non solo per l’errore di Berisha), poi ha preso fiducia.

    ERRORI FATALI — Gli episodi sono stati ancora una volta decisivi: Sadiku ha sprecato il pari e subito dopo l’ex laziale Cana si è fatto espellere per evitare un gol di Seferovic. Il palo (punizione di Dzemaili) ha tenuto in vita l’aquila albanese e nella ripresa la Svizzera ha pensato di difendere il vantaggio per poi colpire in contropiede. Missione fallita per la giornata poco felice di Seferovic (ma Berisha ci ha messo del suo) e allora è stato Sommer a salvare la vittoria su Gashi. Il pareggio avrebbe premiato il coraggio e il cuore degli albanesi, inferiori sull’aspetto tecnico, ma encomiabili su tutto il resto. La sentenza di Lens è impietosa: la Svizzera ha dimostrato di poter fare un bel po’ di strada a Euro 2016, l’Albania rischia di arrivare al capolinea già nella prossima sfida contro la Francia. Una eventualità che sembra importare poco ai suoi tifosi, un’onda rossa pacifica che alla fine ha applaudito lo stesso i suoi eroi.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Giu 12, 2016 2:23 pm

    Europei 2016, Galles-Slovacchia 2-1: Bale segna e illumina, Hamsik battuto

    I britannici vincono la loro prima storica partita all'Europeo trascinati dal fuoriclasse del Real Madrid che sblocca il risultato. Pareggio di Duda, rete della vittoria di Robson-Kanu

    11 GIUGNO 2016 - BORDEAUX (FRANCIA)

    La punizione di Bale che porta in vantaggio il Galles.

    Hamsik c'è, ma Bale di più. Mette in discesa la partita del Galles con una punizione dalla traiettoria fantasiosa, ed è vero che il portiere della Slovacchia Kozacik avrebbe potuto fare meglio, ma è il colpo del campione che mette il segno sul pomeriggio e continua a correre fino alla fine. Il suo momento di flessione coincide con la flessione di tutto il Galles, e nel secondo tempo Hamsik sale e prova a creare qualcosa di buono: prima, però, è Mak a servire Duda per il pareggio, poi è proprio Hamsik a seminare il panico per lunghi minuti del secondo tempo fra le maglie rosse del Galles. Ma la squadra di Coleman resiste, giocando un calcio a tratti ingenuo e sempre coraggioso. La qualità arriva dal campione d'Europa Bale ma anche da Aaron Ramsey, che si concede qualche colpo di tacco di troppo, ma viene sostituito perché arrivato praticamente allo sfinimento fisico. Dal resto della squadra, a partire dal capitano Williams, uomo chiave anche a Swansea con Guidolin, arrivano l'attenzione e la generosità che portano il Galles a questo successo storico.


    Bale, 26 anni e Hamsik, 28.

    PARECCHI COLPI BASSI — Il copione della partita è più o meno quello che ci si poteva aspettare, almeno per quanto riguarda la Slovacchia, squadra piuttosto solida, ma nervosa e fallosa. I colpi bassi non mancano, e troppo spesso l'arbitro norvegese Moen si è fatto sfuggire di mano la gara. Su di lui poi pesa l'errore gravissimo del rigore non concesso al Galles poco dopo la mezzora: Skrtel piazza una bella gomitata sul collo di Williams, lo stesso che si era procurato il calcio di punizione trasformato da Bale, ma il norvegese inspiegabilmente ci passa sopra. I britannici, britannicamente, protestano ma si buttano di nuovo in campo a testa bassa, dopo un quarto d'ora del secondo tempo subiscono il pareggio e reagiscono con le ultime stille di energia rimaste in fondo a una stagione che per molti è stata faticosa. Ma più di tutti ha faticato Bale, che pure alla fine sembra fresco ed esce dal campo acclamato dalla muraglia rossa dei tifosi. Un principe di Galles.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Giu 12, 2016 2:30 pm

    Europei 2016, Inghilterra-Russia 1-1, Hodgson beffato al 92'

    La nazionale dei Tre Leoni convince sul piano del gioco, colpisce una traversa con Rooney, va in vantaggio con Dier, ma in pieno recupero viene raggiunta da Berezutski. Incidenti anche allo stadio dopo quelli del pomeriggio

    11 GIUGNO 2016 - MILANO
    Giovane, bella, e magari anche possibile, se non fosse per la grande beffa che si consuma al 92', in pieno recupero: l'Inghilterra è arrivata all'Europeo vincendo dieci partite su dieci nelle qualificazioni e lo comincia pareggiando, raggiunta dal veterano Berezutski quando tutto sembrava fatto. L'1-1 con la Russia non rende giustizia a Hodgson e a fine partita, sugli spalti, continua la guerra che si era scatenata già nel pomeriggio per le strade di Marsiglia. C'è un tifoso inglese che all'ospedale lotta tra la vita e la morte: terminati i 90 minuti che hanno fatto ritrovare il piacere del calcio, si tornerà ovviamente a parlare del sangue versato negli ennesimi scontri che da sempre accompagnano la nazionale inglese nei grandi eventi. Anche perché, nella notte, gli incidenti sono proseguiti in metropolitana, causando la sospensione del servizio e la chiusura della fermata di Baille. Mentre la Uefa ha aperto un procedimento disciplinare contro la Federazione Russa per i fatti del Velodrome.

    RITMO — Movimenti continui dei giocatori d'attacco, sovrapposizioni dei terzini, velocità di circolazione del pallone: l'Inghilterra del primo tempo non resterà nella storia, ma gioca un bel calcio che produce tante potenziali occasioni da gol, nessuna così nitida da andare all'intervallo tra i rimpianti. La squadra di Hodgson sfrutta semplicemente le sue caratteristiche: c'è la meglio gioventù del Paese in rosa e c'è un'idea di calcio offensiva con Rooney che, rispetto al Manchester United, gioca in posizione più arretrata per far spazio alle incursioni di Dele Alli e ai tagli di Lallana e Sterling, continuamente supportati da Walker e Rose. Le conclusioni più pericolose sono dell'esterno destro del Liverpool, ma Akinfeev non compie miracoli. E a mancare è il capocannoniere della Premier, Harry Kane, stranamente anonimo. Dall'altro lato Hart è quasi spettatore: Slustski schiera tutte le sue bocche da fuoco, ma chiede a Kokorin e Smolov di sacrificarsi sulle fasce e il lavoro tattico impedisce a entrambi di aiutare Dzuyba davanti.

    FATICA E MAGIA — Per i primi 15-20 minuti della ripresa l'impressione è che la bella Inghilterra vista fino all'intervallo abbia esaurito le sue energie: la Russia non soffre più, Dier rischia l'autogol con un intervento goffo, Smolov spaventa Hart calciando di poco a lato. E davanti spariscono progressivamente Alli e Sterling. In mezzo a tanti ragazzini ci vuole la carica di un veterano per scuoterli, così quando Rooney colpisce la traversa, complice un mezzo miracolo di Akinfeev, i Tre Leoni tornano a ruggire. E la parte del re della foresta spetta a un insospettabile, o quasi: Eric Dier, l'unico mediano in un centrocampo di soli talenti, mostra a tutti che anche i suoi piedi non sono così male e col destro disegna una traiettoria beffarda per Akinfeev, sorpreso sulla punizione dell'avversario. È il 73' e l'Inghilterra raccoglie quanto aveva seminato nel primo tempo. Ma forse, con Vardy che resta a guardare in panchina, commette l'errore di non affondare il colpo e al 92', sul cross di Schennikov dalla sinistra, è Berezutski a segnare il gran gol di testa che regala alla Russia un pari insperato e conferma una maledizione: l'Inghilterra non ha mai vinto la gara inaugurale dell'Europeo in nove partecipazioni. E non ci è riuscita neppure una delle migliori versioni degli ultimi anni che ora è già costretta a inseguire il piccolo Galles di Gareth Bale, primo nel suo girone.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Dom Giu 12, 2016 9:39 pm



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Giu 13, 2016 8:24 am

    Europei 2016, Turchia-Croazia 0-1. Decide una magia di Modric

    Un capolavoro del regista del Real Madrid al 42' regala i primi 3 punti ai croati. Nella ripresa Srna e Perisic colpiscono la traversa, anche Brozovic vicino al raddoppio. Incidenti prima dell'inizio della partita tra francesi e turchi

    12 GIUGNO 2016 - PARIGI (FRANCIA)
    Vince la tecnica deliziosa della Croazia davanti ai morsi ripetuti e anche un po’ stucchevoli di una Turchia che gioca un calcio stopposo e falloso. La decide Luka Modric, folletto campione di Champions che con un tiro al volo al tramonto del primo tempo mette a sedere Babacan dando il primo segnale anti-Spagna. Oltre a ciò, due traverse (di Srna e Perisic) danno alla Croazia il timbro ufficiale di veri rivali degli iberici nel Girone D.

    RISSA E ROSSO — Siamo davanti all’altra partita a rischio di questo inizio di Euro 2016: turchi e croati non si vedono affatto bene per motivi calcistici e religiosi, già alle 11 di mattina si era registrato un afflusso notevole di supporter al Parc des Princes ma un primo incidente è andato in scena proprio fuori dallo stadio e a pochissimi minuti dalla gara quando alcuni sostenitori parigini (nemici dei turchi per una rissa datata 2001 durante Psg-Galatasaray) hanno attaccato alcuni tifosi turchi. La gara è tecnica contro muro, la Croazia contro la Turchia: la prima cerca di giocare, la seconda mette il due di bastoni. Colpi proibiti, col primo protagonista che rischia grosso: al minuto 3, Osan entra da codice rosso su Modric e l’arbitro Eriksson (pienamente insufficiente) fa solo una ramanzina. Era l’occasione buona per mostrare il polso, soprattutto perché poi la gara diventa – da parte turca – sempre più fallosa.


    Il capolavoro firmato Luca Modric, 30 anni, al 41' che sblocca l'equilibrio e decide l'incontro.

    LEGNATE, GOMITATA E GENIO — Primo tempo con sventagliate croate (occasioni di Rakitic e Badelj), ma il vero brivido lo procurano proprio i turchi: cross di Gonul da destra, Vida e Corluka (che finirà col turbante e rivoli di sangue sul viso) dormono, arriva Ozan, colpo di testa facile ma che finisce in bocca a Subasic sulla linea di porta. Gli interisti Perisic (col 4 rasato sulla tempia sinistra) e Brozovic se ne stanno nelle stesse posizioni ricoperte con Mancini nel 4-2-3-1, Strinic prende il posto di Vrsaljko, Badelj è al fianco di Cervellone Modric. Dalla Turchia, tanto temperamento a spezzare il gioco altrui: Terim a sorpresa lascia giù Burak Ylmaz e mette Tosun, Calanoghlu è ispirato ma forse anche emozionato e quindi va e no. Arda Turan non ingrana, forse perché non gioca da tanto. Poi, quando il primo tempo sembra andarsene fra legnate, gomitate e cose così, ecco il colpo del Genio: palla vagante al limite dell’area e Modric al volo la mette alla destra di Babacan. Il colpo di genio assoluto. Festeggiato a sorpresa anche da un invasore di campo che si unisce al gruppo dei giocatori e bacia Modric, in barba alla security.


    La nuova capigliatura di Ivan Perisic, 27 anni. Reuters

    TRAVERSA PERISIC — Nella ripresa Terim infila Volkan Sen, che in patria considerano un patrimonio tecnico alla Messi. Fuori Ozyakup, il tutto mentre Modric continua a ragionare e giocare e la Turchia a menare. Ne fa le spese Srna che, dopo aver colpito la traversa su punizione e sbagliato un gol grossolanamente, riceve un pestone sull’out destro. I tifosi turchi sono in maggioranza, Brozovic (con addosso il futuro interista Erkin) tenta il gol a giro, quello Epic, mentre Terim infila anche Burak Yilmaz al posto di uno spaesato Arda Turan. La Croazia si avvicina al 2-0 con cross di Perisic e conclusione in ritardo di Brozovic, ma il vero brivido è al 27’: cross di Mandzukic dalla destra e zuccata di Perisic che sbatte contro la traversa. Vida, sul finire, libera su Balta in piena area e finisce con l'ovazione per Modric, migliore in campo. Ripetiamo: la Croazia gioca a calcio, si avvicina alla meta spessissimo e per chi non l’avesse ancora intuito, beh, fa un bel po’ paura.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Giu 13, 2016 8:28 am

    Euro 2016, Polonia-Irlanda del Nord 1-0, Milik segna un gol storico

    Prima vittoria nel torneo continentale per i polacchi: decide l'attaccante dell'Ajax seguito anche dall'Inter, delude Lewandowski, Szczesny non corre pericoli

    12 GIUGNO 2016 - MILANO
    L'esultanza di Milik e compagni. GettyPuò sembrare strano, ma il gol di Milik alla piccola Irlanda del Nord rappresenta un momento storico per la sua Polonia che in passato ha vissuto momenti di gloria arrivando anche due volte terza ai Mondiali, eppure all'Europeo non aveva mai vinto: il tabù viene infranto dopo sette partite, alla terza qualificazione consecutiva. Nulla di cui sorprendersi, ovviamente: Lewandowski e compagni hanno semplicemente rispettato il pronostico contro una nazionale che ha gia fatto un miracolo arrivando in Francia. Di George Best, del resto, ne nasce uno ogni cent'anni.

    TRAPPOLA — La storia, a dire il vero, in qualche modo la scrive anche l'Irlanda del Nord, che riesce a entrare nel guinness dei primati non effettuando neppure un tiro in tutto il primo tempo. Agli Europei non accadeva nel 2000, quando l'Italia di Zoff cominciò sin dall'inizio la stoica resistenza contro l'Olanda in semifinale: la partita di Lafferty e compagni, invece, non ha granché di eroico. Magari non è una dichiarazione di resa, perché l'atteggiamento combattivo è subito evidente, ma di intenti sì: la Polonia dà il via all'assedio nei primi minuti, si concede qualche pausa nel ritmo, ma non abbandona mai la metà campo avversaria. A funzionare è soprattutto l'asse di destra formato da Piszczek e il "fiorentino" Blaszczykowski che in 5 anni di Dortmund hanno affinato l'intesa, mentre Lewandowski viene sistematicamente imbrigliato dai tre centrali avversari. Il 22enne Milik, attaccante dell'Ajax seguito anche dall'Inter, è molto più mobile della stella del Bayern, ma dopo un liscio clamoroso in area spreca una buona opportunità. L'occasione migliore, però, capita a Kapustka, l'esterno 19enne preferito a Zielinski: il peperino del Cracovia, tra i più attivi, ha la sfortuna di imbattersi in McGovern, che gli nega il gol con una prodezza.

    LA ZAMPATA — Il divario tecnico è lampante, ma con Maczynski e Krychowiak davanti alla difesa, la Polonia non può aspettarsi nessun lampo di genio che sblocchi il risultato e lo stesso Lewandowski è un uomo d'area che non è in grado di inventarsi un gol da solo. Così l'unico modo per rendersi pericolosa è allargare continuamente la difesa dell'Irlanda del Nord sfruttando le fasce: non è un caso che la rete che sblocca il risultato, allora, arriva grazie a una volata di Blaszczykowski sulla destra e al suo perfetto assist per Milik, bravo a farsi perdonare gli errori del primo tempo. È solo il 51', ma la Polonia dà subito l'impressione di volersi accontentare anche perché di fronte ha un avversario che anche cambiando modulo fa una fatica pazzesca a rendersi pericoloso: una improbabile rovesciata di Lafferty da fuori area e un'uscita di Szczesny su Washington sono gli unici brividi (si fa per dire) per i tifosi polacchi fino all'87', quando Davis manca l'impatto col pallone da ottima posizione. Dall'altro lato Grosicki, il solito Milik e Krichowiak sfiorano il raddoppio, mentre Lewandowski continua a sonnecchiare chiudendo il match senza aver mai tirato. Stavolta il suo aiuto non è servito, più avanti sarà indispensabile.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Giu 13, 2016 8:32 am

    Euro 2016, Germania-Ucraina 2-0: risolvono Mustafi e Schweinsteiger

    Gruppo C: i tedeschi vincono 2-0 coi gol dell'ex doriano Mustafi nel primo tempo e Schweinsteiger nel recupero. La squadra di Low convince, ma ci vuole un ottimo Neuer per non prendere gol

    12 GIUGNO 2016 - MILANO

    Schweinsteiger e Mustafi.

    No, non è per la cabala. Quella che accreditava la Germania di 6 vittorie e 5 pareggi negli esordi agli Europei giocati. I tedeschi, che piegano una buona Ucraina 2-0 nella seconda partita del gruppo C, vanno accreditati tra le favorite assolute, nonostante le crepe difensive e un esordio più sofferto del previsto. C'è troppa qualità in campo, distillata fin da inizio manovra. Il telaio, in fibra di attitudine tedesca, è ingentilito da spruzzatine di guardiolismo e da un tasso di piedi buoni da aliquota al 70% del reddito.

    La risolve Mustafi, sostituto dell'acciaccato Hummels, uno per cui nessun tifoso della Samp si strappò le vesti quando se ne andò a Valencia due estati fa. Poi Schweinsteiger, appena entrato, mette il timbro nel recupero. L'Ucraina perde, ma non avrà bisogno del Prozac per risollevarsi: è stata in partita fino alla fine. Non ci fosse stato Neuer poteva anche finire diversamente. E la Polonia, vera rivale per il secondo posto del gruppo, non è apparsa più forte.

    BELLA PARTITA — La Germania parte forte, con Draxler ed Hector, a sprazzi una spina nel fianco sulla sinistra, a sciupare buoni palloni. Neuer si scalda su Konoplyanka (meglio lui dell'altra stellina Yarmolenko) , poi dopo il gol, una gran testata sulla pennellata di Kroos, la partita si mantiene molto aperta. Due squadre più brave ad attaccare che a difendere: gli ucraini sono troppo passivi nel portare la pressione, la Germania è vulnerabile sugli esterni e negli automatismi Mustafi-Jerome Boateng, che evita l'autogol perché ha doti fisiche e di coordinazione fuori dal comune.

    QUANTI KHEDIRA CI SONO? — I tedeschi hanno troppo poco da Ozil, molto da Kroos e moltissimo da Khedira, che quando è sano è tra i primi 7/8 centrocampisti d'Europa. La Juve lo ha preso gratis: ecco perché il gradimento di Marotta nell'ambiente Juve si sta impennando come una Hit delle Paola&Chiara dei bei tempi . Goetze è il terminale offensivo perfetto per una squadra che alza pochissimo la palla, ma che non sempre è impeccabile dietro e soffre le transizioni difensive. Se l'Ucraina avesse qualcosa di meglio di Zozulya come terminale offensivo, per Neuer sarebbe stata ancora più dura. Ma purtroppo per Fomenko, Sheva ha smesso qualche anno fa. Il girone viaggia già in discesa, ma Low sa già dove lavorare in vista delle sfide chiave di Euro 2016. Perché sul fatto che la Germania le giocherà, dubbi ce ne sono pochini.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Lun Giu 13, 2016 9:14 pm

    Belgio 0 - 2 Italia

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mar Giu 14, 2016 1:58 pm

    Euro 2016, Spagna-Repubblica Ceca 1-0: decide Piqué all'87'

    La Roja crea, spreca, sbatte a lungo sul muro ceco, rischia e rimedia il successo grazie a un colpo di testa del difensore del Barcellona, servito da Iniesta, il migliore in campo

    13 GIUGNO 2016 - TOLOSA (FRANCIA)
    La Spagna crea, spreca, sbatte a lungo sul muro della modesta ma applicata Repubblica Ceca, riesce anche a rischiare e rimedia la vittoria solo a 3 minuti dalla fine grazie a un colpo di testa di Piqué servito dal migliore in campo, il signore dei passaggi, Andres Iniesta. E, nel recupero, c'è voluta una gran parata di De Gea su Lafata per offrire ai doppi campioni uscenti una vittoria in questo faticoso esordio.

    ADIOS IKER — Come previsto, Del Bosque ha chiuso la "transizione dolce" annunciata due anni fa e ha scelto di affidare la porta a De Gea, mandando in pensione Iker Casillas, dopo 16 anni e 167 partite di brillante servizio alla nazione. Per il resto formazioni confermate: Rosicky dietro a Necid da una parte, Morata davanti a Silva, Fabregas, Iniesta e Nolito dall’altra.

    CECH SALVATORE — Scontato anche l'andamento della partita: Spagna con la palla, Repubblica Ceca con le sue due linee ravvicinate (5 in mezzo e 4 dietro) e votate unicamente alla mutua protezione. E se qualcosa scappa, che ci pensi Cech, che sa ancora parare molto bene. Il portiere dell'Arsenal nel primo tempo ha fermato 2 volte Morata (che si è mosso bene), una Jordi Alba e un'altra Silva. Ispirata da un grande Iniesta, la Roja ha creato parecchio considerando l’atteggiamento cholistico degli avversari. Nei primi 45' la Spagna ha fatto 351 passaggi, contro la miseria dei 140 avversari, che, ovviamente, hanno dovuto correre 3 chilometri in più degli avversari per andar dietro a loro e al pallone. I cechi hanno mostrato il più assoluto disinteresse per la fase offensiva e il loro primo tiro, di Necid, è arrivato al 45', con una parata in due tempi di De Gea. La ripresa è uscita dallo schema. Iniziata col rischio di autogol di Hubnik, che per fermare un passaggio di Morata ha colpito il palo di Cech e proseguita con un salvataggio dello stesso Hubnik su Ramos, ha, poi, offerto un paio di fiammate dei cechi, che dopo aver difeso per un'ora, come da copione, hanno iniziato a mettere il naso fuori: Hubnik ha impegnato De Gea, allungandosi su una punizione di Krejci, e, poi, Fabregas, con un intervento complicatissimo a due metri dalla sua linea di porta, ha negato il gol a Kaderabeck.

    DECIDE PIQUÉ — Del Bosque ha provato con Aduriz e Thiago togliendo Morata e Fabregas, ma l'insistenza della Spagna ha iniziato a diventare un'agonia fatta di passaggi e frustrazione. Krejci ha anticipato Thiago e solo all'87' la testa di Piqué, servita meravigliosamente da Iniesta, ha battuto Cech. Troppo tardi per la reazione della Repubblica Ceca, che ci ha comunque provato con Lafata: bel tiro e miglior parata di De Gea. I campioni iniziano vincendo, ma non allontanano i dubbi che li accompagnano.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mar Giu 14, 2016 2:00 pm

    Euro 2016, Irlanda-Svezia 1-1: perla di Hoolahan, Ibra propizia il pari dei suoi

    Il centrocampista segna un gran gol, poi l'ex di Juve, Inter e Milan propizia l'autorete di Clark: ma le avversarie degli azzurri nel gruppo E non fanno paura

    13 GIUGNO 2016 - SAINT-DENIS (FRA)
    Per la forma, non è ancora lui il primo attaccante ad aver segnato per quattro Europei di fila. L'onore magari andrà a Ronaldo, domani. Ma è comunque Ibrahimovic ad evitare alla Svezia quello che poteva meritarsi. Cioè di cedere i tre punti dell’esordio a un’Irlanda che a sua volta non impressiona per tasso tecnico, ma può contare su un paio di elementi capaci di accendere il gioco come il terzino Brady sinistro, lo spensierato Hendrick e soprattutto Hoolahan: piedi e vista buoni da trequartista. Dal lui nasce il gol del vantaggio che Clark rovina con una spettacolare autorete di testa, in tuffo, su un cross di Ibrahimovic.

    FASCE — Il primo tempo però è affare irlandese, nonostante un avvio intimidatorio della Svezia che tiene palla, senza però saper cosa farne. È tutto un girare a vuoto, con Ibrahimovic che arretra per tentare di sganciare qualche difensore. Ma a marcare l’ex rossonero vanno a turno O’Shea in area, Whelan, alto la metà, nei dintorni. La squadra di O’Neill diserta il centrocampo, preferendo sviluppare il gioco sulle fasce. Soprattutto a sinistra dove Brady non sente di sicuro la pressione dell’esordio e pompa il gioco. La prima occasione comunque se la procura Hendrick che d’improvviso scarica il destro da fuori e impegna Isaksson in angolo. È lo schema base degli irlandesi che al 29’ ci riprovano, con Brady: altro destro e pallone che scuote la rete esterna sopra la traversa, contagiando il pubblico verde. Due minuti dopo, traversa. Altra manovra da sinistra, sponda di Long ancora per Hendrick che dal limite trova la traversa. La Svezia? Non pervenuta. Anche perché Ibrahimovic è isolato. Il primo angolo, gli scandinavi se lo procurano al 38’ e frutta una deviazione dell’ex parigino, alta e innocua.

    GOL — Chi si rende subito pericoloso invece è di nuovo Hendrick in avvio di ripresa con una rasoiata dal limite che Isaksson respinge. Ma l’Irlanda ha intuito che basta alzare il ritmo per mandare in stallo la macchinosa e incerta difesa scandinava. Come accade nell’azione del gol sul cross da destra di Coleman che pesca in area Hoolahan per la girata di destro vincente e spettacolare. Un gol che ha pure il merito di infiammare la reazione degli svedesi che infilano subito tre corner. Hamren poi concede un partner più attento a Ibrahimovic, togliendo il trasparente Berg per Guidetti. Il campione d’Europa Under 21 fa subito quel che serve per offrire qualche spunto in più a Ibrahimovic. Il pari nasce così: accelerazione di Forsberg su Guidetti che di tacco allunga su Ibra che dal fondo sinistro gira dentro. Clarck va in panico e anticipa tutti schiacciando di testa, ma nella sua porta. Gol beffa, congelato dal cambio sterile Hoolahan-Keane, e che offre l'allungo a uno dei due avversari in campo a Lione.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mar Giu 14, 2016 2:03 pm

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    Campionato Europeo: L'Italia batte il Belgio per 2 a 0! DoppioPingu

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    Re: La testa nel pallone

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