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    Kim Winchester
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    Messaggio Da Kim Winchester il Ven Apr 08, 2016 10:50 am

    SURF     







    Il surf o surf da onda (in hawaiiano he'e nalu, "scivolare sulle onde") è uno sport acquatico che consiste nel "cavalcare" le onde utilizzando una tavola da surf (o surfboard). La tecnica consiste nel planare lungo la parete dell'onda, restando in piedi sulla tavola. È possibile eseguire una serie di manovre a seconda della velocità e della forma della parete.

    Le tavole hanno misure che variano non solo in base all'altezza e al peso dell'atleta, ma anche in base allo stile ed alla dimensione dell'onda. Per surfare le onde più grandi si usa una tavola gun, molto lunga e appuntita a prua e anche a poppa, dato che a volte l'onda è talmente alta e ripida, che l'unico contatto che si ha con la parete dell'onda stessa rimane solo la punta posteriore e la monopinna del gun.

    La maggioranza delle tavole da surf moderne sono realizzate a partire da schiuma speciale di poliuretano resistente ai raggi UV-A (con uno o più listelli longitudinali di legno, o stringers), fibra di vetro (fiberglass) e resina di poliestere. Le più moderne tecnologie consentono la creazione di tavole in resina epossidica. Questo materiale rende le tavole più forti e leggere rispetto a quelle tradizionali in resina poliestere e fibra di vetro (quest'ultima è unicamente una matrice di supporto che viene impregnata di resina).

    Lo stile di surfing più classico e fluido è detto longboard, che si pratica con tavole molto lunghe e con la prua arrotondata, secondo uno stile che si perde nelle origini stesse di questo sport. È molto diffuso nel mondo e ha delle competizioni dedicate.

    Il surf è inserito nel programma dei giochi mondiali, manifestazione che racchiude sport non inclusi tra i giochi olimpici. Nella pratica agonistica, come in tutti gli sport, è vietato l'utilizzo di sostanze dopanti.



    Cenni storici



    La prima fonte storica è contenuta nel diario di bordo del capitano James Cook (scopritore delle Hawaii durante il suo terzo viaggio nel Pacifico): descrive le imprese dei polinesiani, che a cavallo delle onde a bordo di surf di legno rudimentali venivano descritte come persone che provavano un'immensa gioia nel farsi trasportare dalle onde. Le prime rudimentali tavole erano solitamente costruite legando assieme tre tronchi cavi piegati verso l'alto sulla prua. L'esploratore James Edward scriveva nel 1835 trovandosi nella Guinea che "potevamo osservare dei ragazzi che nuotavano nel mare, con delle tavole leggere al di sotto della pancia. Aspettavano un'onda e poi si lasciavano trascinare a riva ergendosi su di essa come fosse una nuvola. Si diceva tuttavia che degli squali di tanto in tanto sbalzassero da dietro gli scogli e li inghiottissero" Bandito nell'epoca delle colonizzazioni dei missionari calvinisti, a causa delle nudità esposte dai polinesiani dell'epoca, il surf venne ripreso con interesse tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. Un basilare contributo alla diffusione del surf dalle Hawaii verso il resto del mondo venne dall'hawaiano Duke Kahanamoku il quale, futuro campione di nuoto scoperto da un talent-scout, vincitore della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Stoccolma e a quelle di Anversa del 1920, nel corso dei suoi viaggi agonistici portò il surf sulle coste statunitensi ed australiane. La massima diffusione del surf da onda si è avuta negli anni sessanta e settanta, quando le onde venivano surfate su tavole piuttosto grosse (longboard). Una svolta significativa è stata data dall'invenzione dello shortboard (tavoletta), di misura più piccola e con tre pinne (thruster). Dalla metà degli anni ottanta ai giorni attuali la tecnica si è evoluta particolarmente in fatto di velocità e alla ricerca di manovree aeree (aerials). Uno dei personaggi più celebri del surf da onda a livello mondiale è stato Greg Noll, "Da bull", che divenne famoso a cavallo tra gli anni '50 e '60.

    Il surfista che ha vinto più titoli e competizioni in assoluto è Kelly Slater, che nel 2011 ha firmato per l'undicesima volta la vittoria del campionato mondiale professionisti all'età di 39 anni.

    Equipaggiamento

    Tavola da surf

    Il principale strumento con il quale si affrontano le onde sono le tavole originariamente in legno, utilizzato fino all'introduzione di materiali che uniscono robustezza e leggerezza come le schiume di poliuretano unite alla fibra di vetro e resina epossidica, usate e sviluppate alla fine degli anni Cinquanta da Hobie Alter. Le tavole si dividono in due grandi categorie, le longboards e le shortboards. Le stesse possono avere varianti in base ai gusti e le esigenze del surfista, come la forma della poppa, il numero di pinne posteriori e il tipo di onda che si vuole affrontare. Le longboards sono tavole lunghe e spesse, con dimensioni che vanno dagli 8 piedi ai 12 piedi, mentre le shortboards sono tavole corte fra i 6 e i 7 piedi, veloci e maneggevoli, adatte alle onde potenti (ma non quelle giganti), e hanno una prua molto appuntita. Ci sono anche tavole ibride, adatte a chi muove i primi passi nel mondo del surf, che rappresentano un buon compromesso tra le longboard e le shortboard (malibù e mini malibù), e hanno lunghezze tra i 7 e gli 8 piedi.


    Abbigliamento


    L'abbigliamento utilizzato nella pratica del surf varia in base a fattori come temperatura dell'acqua, stagione nella quale si affronta il mare, latitudine alla quale ci si trova e in base al tipo di fondale che caratterizza lo spot. Nelle acque fredde si utilizza una muta, che varia in spessore e in forma a seconda della stagione e dalla temperatura dell'acqua, mentre in acque calde vengono utilizzati dei pantaloncini corti con la gamba che arriva fino al ginocchio, oltre ad una leggera maglia a maniche corte in tessuto sintetico.

    La muta da surf deve possedere caratteristiche molto diverse rispetto alle mute subacquee tradizionali. Deve avere proprietà fortemente elastiche, in modo da permettere un agile movimento di gambe e braccia, impedire un eccessivo ricambio d'acqua frequente ed avere cuciture resistenti e ben protette, in modo da impedire abrasioni alla pelle dovute al continuo sfregamento durante la nuotata. Le mute possono essere trovate sia con chiusura posteriore che con chiusura anteriore.[13] In particolari condizioni di basse temperature, di solito si utilizza anche una leggera maglia in tessuto sintetico da indossare sotto la muta.



    I pantaloncini della tenuta estiva sono invece realizzati con un particolare tipo di materiale che non aderisce alla pelle anche quando bagnato. In questo modo si ha il duplice effetto di permettere il movimento libero delle gambe e di proteggere la parte interna del ginocchio, che altrimenti si graffierebbe per il continuo sfregare sulla tavola dovuto alla posizione seduta che si assume quando si attende l'onda. La maglia sintetica, inoltre, impedisce di graffiarsi il petto quando si nuota con il ventre sulla tavola, oltre a costituire un metodo di identificazione per i giudici di un contest, che così riconoscono l'atleta in acqua dal colore della maglia.

    Altra parte importante dell'abbigliamento sono i calzari, che si utilizzano solo in condizioni particolari, come temperatura dell'acqua molto bassa o fondale ricco di ricci di mare. Anche i calzari da surf sono molto diversi dalla loro controparte utilizzata in ambito subacqueo. Sono leggeri e molto flessibili, con uno strato di gomma sulla suola che permette di far aderire il piede alla tavola, e inoltre hanno un incavo che separa l'alluce dalle altre dita del piede, permettendo una maggiore sensibilità nelle manovre.

    Tipi di surf

    Esistono principalmente due modi per prendere un'onda con la tavola da surf. Il gesto atletico della partenza si chiama "take off", proprio come la partenza di un aereo.



    In quello classico, il surfista nuota sdraiato con il ventre sulla tavola, perpendicolare all'onda in direzione della spiaggia; quando la tavola inizia a scivolare autonomamente il surfista si alza in piedi afferrando la tavola con entrambe le mani e tirandosi su con un unico movimento(take off). Nelle onde grandi, specie se ripide, questa fase è molto delicata, in quanto un ritardo nella scelta dei tempi potrebbe causare la caduta dentro il ventre dell'onda. Incidenti di questo tipo possono portare a infortuni anche gravi, soprattutto se lo spot è caratterizzato da bassi fondali corallini e onde che superano i 4 metri di altezza.

    Tow-in surfing
    Un'altra tecnica per prendere l'onda consiste nel farsi trainare da una moto d'acqua; in questo caso alla tavola vengono fissati due supporti(strap) per mantenere saldi i piedi, e il surfista viene trascinato con una tecnica simile a quella dello sci nautico. Una volta acquisita velocità sufficiente il surfista lascia la presa sulla fune che lo traina e inizia a cavalcare l'onda. Questa tecnica viene utilizzata sulle onde considerate "giganti", e che hanno una densità d'acqua, ma soprattutto una velocità tale da sconsigliare di utilizzare il take off.

    Windsurf

    Con il windsurf, utilizzando vele leggere e tavole piccole e maneggevoli, si possono cavalcare onde anche molto grandi e in condizioni ventose proibitive.

    Bodyboarding
    Esistono poi i surfisti che utilizzano il bodyboard, una tavola piccola e flessibile, lunga circa un metro. Per prendere le onde, con questa tavola si utilizzano delle piccole pinne di superficie ai piedi per prendere maggiore velocità. La tavola viene utilizzata maggiormente in posizione prona, ma può essere usata anche in ginocchio (dropknee bodyboarding) e raramente anche in piedi (stand up bodyboarding).

    Skimboarding
    Con lo skimboard invece si prendono le onde che si infrangono in prossimità della battigia; lo skimboard è una piccola tavola di legno o di materiale simile alle normali tavole da surf, appuntita e piatta, e il surfista la lancia sulla sabbia bagnata scegliendo il tempo prima che arrivi l'onda, dopodiché si lancia a piedi uniti su di essa e spinge verso l'acqua cercando di fluttuare tra le onde e raggiungere così la parete surfabile.

    Bodysurfing
    Meno usuale è invece il bodysurfing, cioè cavalcare le onde con il solo ausilio del proprio corpo oppure con un paio di pinne di superficie, imitando sostanzialmente i movimenti dei delfini. Per utilizzare questa tecnica bisogna possedere buone doti natatorie, e inoltre è necessario che le onde siano sufficientemente alte e potenti.




    Onde artificiali
    Infine è recente l'avvento di un nuovo tipo di surfing, che si pratica con onde artificiali. Queste vengono formate sfruttando delle rampe simili a quelle utilizzate nello skateboarding, e sparando acqua verso di esse in modo da formare una corrente fissa che risale le rampe stesse. In questo modo il surfista che si trova sulla tavola bilancia la spinta verso il basso che produce con il suo peso e la spinta verso l'alto provocata dal flusso d'acqua. La costruzione di questi sistemi ha però dei costi molto alti, sebbene sia possibile costruire anche sistemi piccoli con onde poco potenti. Le tavole utilizzate dagli atleti esperti nelle onde artificiali hanno le stesse dimensioni di uno skateboard, e le pinne sono molto piccole, in quanto il livello dell'acqua è molto basso. Le tavole per i principianti sono invece più ampie e stabili, e vengono utilizzate su onde artificiali piccole e deboli. Anche in questo caso le pinne sono molto piccole. In Giappone è in funzione un'onda artificiale simile a quella marina, sviluppata all'interno di un'enorme piscina.

    Onde giganti

    Vengono considerate onde giganti le onde che superano i 20 piedi (6,20 metri). In inglese, il cavalcare onde giganti si chiama "big wave surf". Questa specialità estrema è esclusivo appannaggio di surfisti esperti a causa della pericolosità delle condizioni marine in cui ci si trova, e non sono infrequenti incidenti, talvolta con esiti mortali, come il caso di Mark Foo nel Mavericks e di Malik Joyeux nel Banzai Pipeline. Per surfare su queste onde si utilizza una tavola detta gun, dalla forma molto affusolata, con lunghezza che può arrivare fino a 12 piedi.

    Il surf "fluviale"

    L'onda surfabile più lunga del mondo non si trova in mare, bensì in un fiume, il Rio delle Amazzoni, e si chiama Pororoca[21]. È un'onda che si forma un paio di volte l'anno, ed è causata dall'attrazione della Luna esercitata sull'Oceano Atlantico, che si riversa letteralmente dentro il fiume. Quest'onda risale la corrente del fiume talvolta anche per cinque giorni di seguito, e la sua altezza e potenza varia in base al fondale del letto del corso d'acqua. I surfisti più abili possono arrivare a cavalcarla per più di mezzora, ed il record assoluto registrato appartiene al brasiliano Picuruta Salazar, che ha cavalcato l'onda per 37 minuti[22]. Per resistere così a lungo, il surfista deve superare alcune fasi critiche del percorso del fiume, nelle quali l'onda diventa così debole e bassa da rendere difficile la continuità e in cui le gambe fanno molta fatica a causa del lungo tempo passato sulla tavola. Sul mare infatti il tempo medio passato su un'onda arriva solo fino a pochi minuti. Ma in alcuni punti l'onda è molto potente, raggiungendo anche i 4 metri di altezza. Surfare nel Rio delle Amazzoni inoltre comporta dei rischi derivanti dalla presenza di detriti trascinati dal fiume come tronchi, macerie e altro, oltre alla fauna fluviale locale particolarmente pericolosa, come la presenza di alligatori. Esiste anche un'altra onda fluviale, meno conosciuta, meno potente e decisamente meno lunga, è quella di Qiantang in China. Un altro fiume in cui si forma un'onda surfabile causata da maree è il Severn nel Regno Unito. Esistono anche altri tipi di onde fluviali, ma a differenza dei mascheretti, che si estendono per svariate miglia per poi diradarsi, queste sono fisse in un punto che precede la rapida. Sono per l'appunto onde statiche. La più conosciuta è in Germania, sul fiume Eisbach, dove si forma un'onda statica che rende possibile la pratica del surf. In Africa, in una location molto meno conosciuta, il fiume Zambezi, si trova un'onda molto potente, che crea un grosso tubo, il quale ruota su se stesso, e quando il fiume è in piena diventa particolarmente grande. In caso di caduta si viene trascinati per svariati metri sotto la superficie tra mulinelli d'acqua e rocce.

    Stand up paddle
    Abbreviato SUP, o in lingua hawaiana Hoe he'e nalu, è uno sport originario delle Hawaii (USA), un derivato del surf. Anni fa, gli istruttori di surf delle Hawaii, trovarono il modo di seguire più attentamente i movimenti dei principianti e il formarsi delle onde stando direttamente in piedi sopra a queste tavole. Si pratica su grandi tavole mosse con l'ausilio di una particolare pagaia, stando in posizione eretta, lo sport negli ultimi anni si è diffuso tantissimo anche in Europa.



    Competizione


    Alla preparazione in calendario di un contest (nel gergo una competizione di surf) segue un annuncio di un intervallo di tempo nel quale questo sarà disputato, e si chiama waiting period (trad. periodo di attesa), durante il quale si attendono le condizioni marine necessarie per dare inizio alla competizione.

    La gara è suddivisa in round, dove da due a quattro atleti si sfidano per un tempo che varia dai 15 ai 20 minuti. Per il punteggio vengono considerate le due onde migliori surfate dall'atleta, salvo penalità e si stila la classifica per stabilire chi passa il turno o vince la competizione (nel caso si tratti di finale). Per il punteggio vengono considerati diversi fattori, come l'altezza dell'onda, il numero di tricks effettuati nonché la difficoltà e la qualità di esecuzione degli stessi. Una manovra è considerata valida ai fini del punteggio solo se essa è completa e se l'atleta rimane in piedi sulla tavola. Il punteggio viene assegnato su una scala da 0.0 a 10.0, dove un'onda affrontata normalmente, senza particolari sbavature ma senza manovre innovative o spettacolari e particolari gesti atletici del surfista, può dare un punteggio massimo di 7.5. Ogni atleta che partecipa ha una maglia di colore differente da quello degli altri concorrenti che sono in acqua nello stesso round, in questo modo i giudici di gara possono facilmente identificare l'autore delle manovre e stabilire con certezza le precedenze e i punteggi da attribuire.

    Regole


    La pratica del surf viene regolamentata in base a comportamenti ben precisi, sia che si tratti di free surfing non agonistico, sia che ci si accinga a disputare una gara. Il mancato rispetto delle regole in una gara porta ad una decurtazione di punti dal computo totale della valutazione, oltre che possibili sanzioni disciplinari che consistono in una squalifica o nel pagamento di una multa[43], mentre nel free surfing queste mancanze hanno portato in alcuni casi a liti o incidenti anche con infortuni.



    Precedenza
    Si tratta di una regola base. Il surfista che si trova nella posizione più vicina al punto in cui l'onda frange, ha la precedenza su tutti gli altri che si trovano nella direzione in cui si sviluppa l'onda. Ciò significa anche che una volta che l'atleta è in piedi sulla tavola, ha diritto a surfarla per tutta la sua durata senza che gli altri surfers presenti in acqua debbano ostacolarlo. È la regola che viene infranta più spesso, soprattutto da chi muove i primi passi nel surf, in quanto non abituato a guardarsi intorno prima di intraprendere un'onda, ed è anche la più pericolosa, se non rispettata, in quanto c'è pericolo di collisione nel punto in cui il movimento dell'atleta è più rischioso, perché si sta alzando sulla tavola.
    Risalire la formazione
    Gli atleti che risalgono verso la formazione non devono in alcun modo ostacolare i surfisti impegnati in un'onda, è quindi opportuno aggirare il punto in cui l'onda frange per non arrecare pericolo per se stessi e per gli altri. In questo caso è importante fare buon uso delle 2 tecniche duck-dive e tutle-roll, in modo da risalire nel punto in cui non c'è più la parete dell'onda utile per surfare.

    World Surf League

    World Surf League è il principale campionato mondiale professionistico di surf, ed ogni anno vengono disputati contest in tutto il mondo, al termine dei quali viene premiato come campione del mondo l'atleta che avrà ottenuto il maggior numero di vittorie o i migliori piazzamenti durante le competizioni. Il campionato vede al via 34 surfisti scelti dalla federazione, che si affrontano nelle tappe previste dal circuito che attraversa i 5 continenti.


    Il surf nella cultura di massa

    Il movimento moderno del surf si è sviluppato principalmente negli Stati Uniti, dando vita ad una vera e propria cultura basata su questo sport, che include uno slang particolare, musica e comportamenti.[4][5] Con il termine surfista non ci si riferisce unicamente all'atleta agonista, bensì a chiunque pratichi questo sport d'acqua. Negli USA la crescita smisurata di praticanti di questo sport ha indotto le comunità di surfisti a stabilire regole per limitare l'accesso in acqua, talvolta con comportamenti violenti e repressivi.

    Tra i surfisti è in uso salutarsi con un gesto della mano detto "shaka", di origini polinesiane.

    Terminologia
    Il gergo del surf è tipicamente inglese.



    Tagliare
    termine con cui si indica la tecnica che permette di surfare la parete dell'onda non ancora franta.

    Intubarsi (tube riding)
    è una delle manovre più spettacolari e consiste nel surfare un'onda rimanendo coperti dal labbro che l'onda forma nel frangere, per poi uscirne quando questa collassa. La condizione necessaria perché si crei il tubo è che l'onda si chiuda velocemente.

    Nose riding
    tecnica caratteristica del Longboarding che consiste nel cavalcare l'onda con uno (hang five) o con tutti e 2 i piedi (hang ten) sporgenti dalla prua della tavola. Per eseguirla bisogna tagliare l'onda.

    Spot
    si intende il luogo dove è possibile praticare questo sport acquatico. Una delle caratteristiche fondamentali di uno spot è il fondale, primo responsabile della creazione dell'onda. Si distinguono beach break (ossia fondale sabbioso), rocky break o point break (fondale roccioso), reef break (barriera corallina) e infine artificial break, ossia punto di rottura dovuto a barriere costruite artificialmente (si pensi, ad esempio, ad un porto o ad un molo). In genere, sui beach break le onde si formano in maniera meno prevedibile, mentre su tutti gli altri fondali il punto di rottura dell'onda è facilmente individuabile e queste iniziano ad incresparsi tutte allo stesso modo.

    Line up
    la zona in cui, in acqua, ci si posiziona per "prendere" l'onda. Essa coincide con il punto in cui un'onda comincia a frangere, rendendo la parete ripida e surfabile.

    Duck dive
    letteralmente tradotto con "tuffo dell'anatra" consiste nel passare sotto l'onda usando un movimento simile a quello che fanno le anatre quando nuotano contro corrente; tale manovra è necessaria per raggiungere la formazione dalla spiaggia. Manovra adatta alle shortboard.

    Turtle roll
    letteralmente tradotto con "rotazione della tartaruga". La manovra ha lo stesso effetto della duck dive, ma viene usata con le longboard e consiste nel passare sotto l'onda ruotando il corpo e la tavola lateralmente di 180°.

    Longboard
    tavole da surf generalmente lunghe e pesanti.Questo tipo di tavole si usa con onde poco veloci,poco potenti e più tonde.Hanno molta stabilità ma poca maneggevolezza.Ne sistono diversi modelli, suddivisi in SUP board, longboard, gun, malibù e evolutiva.

    Shortboard
    tavole da surf generalmente poco lunghe e leggere.Vengono usate da chi cavalca onde grandi,potenti e con pareti quasi verticali.Hanno poca stabilità ma molta maneggevolezza. Possono essere di diversi tipi, e si suddividono in shortboard, retro, fish e tow-in.

    Leash
    è il cavo elastico che unisce la poppa della tavola alla caviglia del surfista. Serve ad evitare di perdere la tavola dopo una caduta, mentre l'elasticità del cavo evita pericolosi traumi da strattonamento alla gamba del surfista.


    Wax
    è la paraffina che viene distribuita sulla tavola per aumentare l'attrito e consentire una maggiore manovrabilità.

    Nose
    è la punta della tavola. Il suo profilo ne determina le caratteristiche. Con un nose molto appuntito la tavola avrà una maggiore maneggevolezza a spese della stabilità.

    Tail
    è la parte posteriore della tavola. Può essere dotata di una superficie ruvida (in genere di materiale plastico) per aumentare ulteriormente l'attrito dei piedi sulla tavola.Ne esistono diversi tipi:pin tail,round pin,squash tail e fish tail.

    Take off
    letteralmente decollo, è la partenza che si effettua una volta pagaiata l'onda, più quest'ultima è grossa più il take off è ripido.

    Aerial
    è una difficile manovra che consiste nello sfruttare l'onda come se si trattasse di un trampolino, per compiere un salto.

    Droppare
    dall'inglese to drop, si intende il bloccare un surfista che ha già iniziato a prendere l'onda mettendosi davanti a lui o "rubandogli" l'onda, impedendogli di andare avanti.

    Wipe out
    il cui significato è "cancellare" "annientare", serve per indicare la caduta da un'onda.

    Swell
    è il termine tecnico con cui si indica una mareggiata, cioè un aumento dell'altezza e della frequenza delle onde dovuto, in genere, ad una tempesta più o meno vicina alla terraferma.

    Tube
    è il termine che indica il "tubo" che si forma nel momento in cui l'onda si chiude.



    Musica

    La musica surf, nata principalmente in California, è diventata popolare tra il 1961 e il 1965, e a periodi alterni ha avuto momenti di ribalta con influenze sulla musica rock. La musica surf si divide essenzialmente in due categorie, una completamente strumentale, con una chitarra elettrica o un sassofono che suonano la melodia principale, sperimentata da Dick Dale, una vocale, in cui tra i componenti più conosciuti vi sono i Beach Boys. Molti musicisti noti si sono equamente cimentati nei due generi. Durante l'ultimo periodo in cui la musica surf ha avuto popolarità molti gruppi iniziarono a smettere di parlare di surf, scrivendo canzoni su donne e macchine, dando vita a un genere definito hot rod rock. Generalmente ci si riferisce alla musica surf intesa come surf rock, nonostante le varie sfumature che creano sottogeneri differenti.


    Filmografia del surf

    Il surf è stato portato più volte nella finzione cinematografica, uno di questi film, Un mercoledì da leoni è considerato tra i più rappresentativi.

    The Endless Summer (1966) di Bruce Brown
    Un mercoledì da leoni (1978) di John Milius
    Surf, surf, surf (North Shore, 1987) di William Phelps
    Point Break (1991) di Kathryn Bigelow
    Il silenzio sul mare (1991) di Takeshi Kitano
    The Endless Summer II (1994) di Bruce Brown
    La grande onda (1998) di Zalman King
    Ocean Tribe - Cavalcando L'oceano (1999) di Will Geiger
    Johnny Tsunami - Un surfista sulla neve (1999) di Steve Boyum
    Blue Crush (2002) di John Stockwell
    Riding Giants (2004) di Stacy Peralta
    Lords of Dogtown (2005) di Catherine Hardwicke
    Surf's up (animazione, 2007) della Sony Pictures Imageworks
    Johnny Kapahala - Cavalcando l'onda (2007) Eric Bross
    Blue Water High (Serie TV del 2008)
    Soul Surfer (2011) di Sean McNamara
    Chasing Mavericks (2012) di Curtis Hanson, Michael Apted
    Drift - Cavalca l'onda (2013)


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    Re: Surf

    Messaggio Da thomas il Lun Apr 18, 2016 8:07 pm

    I migliori surfisti del WCT:


    Robert Kelly Slater (Cocoa Beach, 11 febbraio 1972) è un surfista statunitense. Slater è stato campione del mondo di surf per 9 volte, ed è sponsorizzato dalla Quiksilver dal 1999 e da Al Merrick per le tavole
    Oltre ad essere il miglior surfista di sempre è anche il più famoso. E' stato messo da People nella classifica delle 50 persone più belle del mondo, è protagonista di un videogame che prende il suo nome (Kelly Slater Pro Surfer) e inoltre è apparso anche nel popolare serial televisivo Baywatch. È il surfista che ha vinto più titoli e contest individuali in assoluto, ed è l'unico atleta dell'ASP world tour ad essere stato il più giovane campione del mondo di surf (20 anni, nel 1992) e successivamente il più vecchio (33 anni, nel 2005).
    Il suo surf è completo, innovativo e radicale, ma al tempo stesso classico, fluido e pulito.
    Nel corso della sua carriera ha surfato in tutti i modi tutti i tipi di onde, dagli ariel 360 e rodeo nelle ondine di mezzo metro fino al tow in in posti con onde giganti. Si può collocare nell'olimpo degli atleti assieme Michael Jordan nel basket, Tiger Wood nel golf, ecc...
    E' rimasto il simbolo del surf dagli anni '90 fino ad oggi.



    Andy Irons
    Cresciuto sui reef pericolosi della North Shore di Kauai, ha conseguito 3 titoli mondiali (2002, 2003, 2004) e due riconoscimenti alla Rip Curl Pro Search (2006, 2007).
    Punto di riferimento per molti giorvani, lui e la sua famiglia hanno organizzato e ospitano l'annuale "Irons Brothers Pinetrees", un contest per i surfisti piu' giovani ed emergenti.
    Il governatore delle Hawaai ha intitolato il 13 febbraio "il giorno di Andy Irons".
    Il film del 2004 "Blue Horizon" (con la regia di Jack McCoy) ha paragonato la vita di Irons durante il tour WCT con quella del free surfer David Rastovich.
    Il film ha anche parlato della rivalita' tra Irons e l'otto volte campione del mondo Kelly Slater.
    Se il film fosse un ritratto fedele ed accurato dello stile di vista del surfista Irons oppure se l'avesse mostrato in una luce un po' troppo buona - e' sempre stata la diatriba attorno a questo surf movie.
    Anche Bruce Irons, il fratello piu' giovane di Andy, partecipa al World Championship Tour (WCT).
    Durante la loro adolescenza, i due fratelli hanno gareggiato in diversi contest, durante i quali Bruce inzialmente era risultato vincitore.
    Ma questa situazione si e' capovolta nel momento in cui Andy ha iniziato a dominare il WCT.
    Ha sposato la sua fidanzata Lyndie Dupuis il 25 novembre 2007 a Princeville, Kauai.
    Andy e' stato il protagonista di molti film sul surf, compreso "Trilogy" - l'ultimo film uscito che ha visto la partecipazione di Andy, Joel Parkinson e Taj Burrow.
    Andy e' anche conosciuto per il suo modo pesante di fare surf. Utilizza tutti i metodi di bloccaggio disponibili, compreso cadere sugli altri concorrenti, se necessario.


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    “La morte è la morte. C'è sempre stata. Che sia per un attacco di cuore, cancro o uno zombie. Che differenza c'è?”
    La natura è divina, la natura umana è tossica.
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    Re: Surf

    Messaggio Da thomas il Lun Apr 18, 2016 8:09 pm

    Surfisti che hanno fatto la storia del surf:



    Duke Kahanamoku

    Duke Paoa Kahinu Mokoe Hulikohola Kahanamoku (Honolulu, 24 agosto 1890 – Honolulu, 22 gennaio 1968) è stato un nuotatore e surfista statunitense.
    Detto The big Kahuna (in lingua hawaiiana kahuna indica una persona importante della comunità), fu campione olimpico di nuoto ed è genericamente considerato l'inventore del surf moderno.
    In quanto primogenito, Duke (che in inglese significa duca) ricevette il nome del padre. A sua volta il padre alla nascita, nel 1869 era stato chiamato così in onore del Duca di Edimburgo che proprio quell'anno visitava ufficialmente le Hawaii. Quando Duke divenne conosciuto in tutto il mondo per le sue vittorie olimpiche, a causa del suo nome diversi giornalisti ipotizzarono un discendenza nobile, ma alle domande della stampa Duke si limitava a rispondere: "Mio padre è un poliziotto." Fin da giovanissimo, come tutti i bambini hawaiani, Duke ha una predilezione per l'oceano. La scuola che frequenta è a due passi dal mare e finite le lezioni va in acqua a nuotare ed inizia a surfare con una primitiva tavola che lui chiamerà la sua papa nui.
    Oltre al surf Duke dimostra ben presto di essere un ottimo nuotatore. Nel 1911, in un meeting svoltosi nella baia del porto di Honolulu Duke vince la gara delle 100 yard stile libero con il tempo di 55"4, battendo il record mondiale di ben 4"6. Duke batte anche il record nella gara delle 220 yard e eguaglia quello sulle 50 yard, ma l'Amateur Athletic Union non riconosce questi record fino a diversi anni dopo.
    Nel 1912 Kahanamoku riesce a qualificarsi con facilità nella squadra olimpica di nuoto americano per le olimpiadi di Stoccolma dove vince la medaglia d'oro nei 100 m stile libero e quella d'argento nella staffetta 4x200 m, sempre stile libero. Nel 1920 ad Anversa Duke si riconferma campione olimpico nei 100 m, battendo l'altro hawaiano Pua Kele Kealoha e vince l'oro anche nella staffetta. La fantastica carriera di Duke si conclude a Parigi nel 1924 dove conquista l'argento nei 100 m, dietro a Johnny Weissmuller e davanti a suo fratello Samuel Kahanamoku.
    Nel periodo tra le competizioni olimpiche e successivamente al ritiro dalle competizioni, Duke compie diversi viaggi, particolarmente negli Stati Uniti e in Australia, partecipando a gare di nuoto dimostrative. Fu durante questo periodo che egli diffuse il surf al di fuori delle Hawaii, proponendolo durante le sue esibizioni. Durante il suo soggiorno in California, Duke interpretò anche alcuni film ad Hollywood, aumentando così ancor di più sia la sua popolarità sia quella degli sport da lui pratica, cioè cioè del nuoto e del surf.
    Duke Kahanamoku fu la prima persona ad essere iscritta sia nella International Swimming Hall of Fame (la Hall of Fame del nuoto) che nella Surfing Hall of Fame (la Hall of Fame del surf). A lui venne dedicata l'annuale gara tra i migliori surfisti in circolazione, Duke Kahanamoku Invitational Surfing Championships, che si tenne nelle Hawaii dal 1968 al 1975. Dal 1932 al 1961 lavorò come sceriffo per la contea di Honolulu.


    Eddie Aikau
    Una delle figure più leggendarie, temerarie e romantiche del panorama surfistico, Eddie Aikau.
    Cresciuto sul mare questo ragazzo fece del surf da onda “La sua filosofia”.
    Eddie viveva il surf non solo come divertimento, ma anche come legame spirituale con la natura, con Dio, perchè Eddie viveva il surf con l’anima…
    Eddie fu il primo a cavalcare onde “giganti” già nel 1967 e divenne famoso in tutto il mondo… Ma a Eddie non interessava, lui non voleva essere famoso, lui surfava solo per sentirsi tutt’uno con la natura, con la potenza dell’oceano.
    Diventò uno dei più grandi “guardaspiaggia” di Waimea Bay, un tratto di costa che vanta tra le onde più inquietanti del mondo. Eddie salvò in quegli anni così tante vite che fu premiato nel 1971 quale “Lifeguard dell’anno”.
    Nel 1978 durante una regata sulle tipiche canoe Hawaiane (Hokule’a), un equipaggio fu sorpreso da un’improvvisa tempesta. Eddie decise di afferrare la sua tavola e di apportare i primi soccorsi all’imbarcazione.
    Eddie riuscì a salvare l’equipaggio ma fu portato via dalla furia del mare, e il suo corpo non venne mai ritrovato… Pochi anni dopo inaugurarono in suo onore un contest, “In memory of Eddie Aikau” che si svolge ogni inverno tra le gigantesche onde di Waimea, dove viene invitata una ristretta scelta dei migliori surfisti del mondo.


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    Re: Surf

    Messaggio Da thomas il Lun Apr 18, 2016 8:13 pm

    Altri surfisti degni di nota:



    Bruce Irons E' il fratello minore del tre volte campione del mondo Andy Irons. Il suo surf è molto radicale e potente, dalle manovre aeree alle sue capacita' di cavalcare i tubi senza paura. Ha dichiarato in diverse occasioni che potrebbe surfare qualsiasi onda del pianeta. Nato a Lihue, a Kauai, e' cresciuto sulla north shore dove ha iniziato a surfare a 7 anni. Dopo una soddisfacente carriera amatoriale con diverse vittorie nel campionato di surf degli Stati Uniti, ha proseguito la sua carriera dopo aver conseguito il diploma. Dopo un secondo posto nel 1998 e un terzo posto nel 2000, ha battuto l'otto volte campione del mondo Kelly Slater nel Pipe Masters del 2001. Il 3 ottobre 2004, dopo essersi qualificato per il WCT, ha battuto nuovamente il 7 volte campione del mondo nelle semifinali per l'ASP Quiksilver Pro France, per poi essere battuto in finale da suo fratello maggiore. Piu' tardi, il 15 dicembre 2004, ha vinto il "Quiksilver In Memory of Eddie Aikau" a O'ahu, nella baia di Waimea, con delle onde che superavano i 12 metri. Per soddisfare tutti i suoi fans in spiaggia ha pure continuato a surfare con un pizzico di follia fino all'enorme shorebreak, surfando anche quest'ultimo e rimando travolto vicino alla spiaggia. Subito dopo, e' arrivato in finale piazzandosi quarto nel Pipe Masters, riqualificandosi automaticamente per il tour del 2005. Bruce ha una sponsorizzazione vitalizia con Volcom, linea di abbigliamento da skate, surf e snowboard. Indossa mute Body Glove International.



    Federico Pilurzu

    Nato e cresciuto in Sardegna da un padre sardo amante del windsurf e una madre belga amante dell'avventura, Fede ha lasciato la Sardegna e la gelateria Tropicana non ancora teen-ager per trasferirsi con la famiglia a Playa de Tamarindo in costa Rica.  Qui ha iniziato una carriera sfolgorante nel surf da onda,arrivando a partecipare con successo al World Qualifing Tour dell'ASP.
    Ora è tra i primi 100 al mondo (l'unico italiano per il momento ad essere presente) e speriamo vivamente di vederlo un giorno tra i 44 del ASP World Tour e nella North Shore di Oahu per il Triple Crown di surf.


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    Re: Surf

    Messaggio Da Kim Winchester il Ven Ago 05, 2016 10:34 pm

                               SURF DISCIPLINA OLIMPICA


    E' ufficiale: il Surf sarà sport olimpico ai Giochi che si terranno a Tokyo nel 2020.
    Il Comitato Olimpico Internazionale (IOC) riunito a Rio de Janeiro ha deliberato favorevolmente.
    Sembra che le gare non si svolgeranno su onde artificiali ma sulle onde vere del Giappone.


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    Re: Surf

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