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    Giochi Olimpici

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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Mer Ago 10, 2016 2:24 pm

    Olimpiadi Rio 2016, nuoto. Phelps nella storia: 21° oro. Meraviglia Hosszu fa tris

    Michael domina i 200 farfalla, poi trionfa con la 4x200 e alimenta la sua leggenda olimpica. Commosso sul podio, poi corre in tribuna dal piccolo Boomer. Terzo oro per l'ungherese che vince i 200 misti col record olimpico. Dotto non va in finale

    9 AGOSTO 2016 - RIO DE JANEIRO (BRA)

    La linguaccia dello Squalo.

    La ventesima meraviglia di Michael Phelps: nei 200 farfalla, in cui si rivelò a 15 anni. Un altro oro, un altro super Phelps per prendersi la rivincita su Chad Le Clos, che lo incalzava a fianco ed è scoppiato nel finale. L'americano trentunenne, invece, no: è rimasto in testa dall'inizio alla fine e il suo oro non è mai stato messo in discussione neanche dal campione mondiale Laszlo Cseh che è trentenne come MP ed ha toccato settimo in 1'56"24. Se Cseh ha preso 3" da Phelps qualcosa vuol dire: tramontano tutti ma non Lo Squalo, leggendario e felice, papà che pare un ragazzino in acqua ed infatti batte il ventenne nipponico Masato Sakai, nato nel 1995, autore di 1'53"40, e il diciannovenne Tamas Kenderesi, che aveva dominato batterie e semifinali ed è stato breve in 3 sedute a restare al top senza avvertire il peso o la tensione dell'attesa, autore i 1'53"62. Il grande bocciato è Le Clos, in 1'54"06: reduce dall'argento nei 200 sl, forse ha pagato cara questa scelta, anche se a 23 anni si può fare di tutto. Certamente l'obiettivo di ripetersi contro l'avversario che aveva accettato la sfida 4 anni dopo è qualcosa che dovrà farlo riflettere.


    Michale Phelps commosso sul podio.

    UNICO — Pensava, il sudafricano, che Michael non avrebbe retto negli ultimi 50 metri (30"68) ma lui ha fatto peggio in 30"71 mentre il più lesto è stato il nipponico meno quotato, però capace di nuotare in 29"67. La fortuna ha aiutato l'audacissimo Michelone perché quando si vince 4 centesimi non sai mai dove lo sconfitto abbia buttato l'occasione. Certamente ancora una volta, il 25 volte medagliato olimpico (di cui 21 ori, appunto) ha dimostrato di essere unico quando si tratta di vincere. La prima vittoria individuale da papà: anche questa è una cosa che voleva, Michael. E l'ha ottenuta. Incredibilmente. Cose solo da Phelps.


    Phelps corre in tribuna e abbraccia il piccolo Boomer, 3 mesi.

    COMMOSSO — Con questo oro, Phelps diventa il nuotatore più longevo della storia a 31 anni a conquistare un oro individuale ai Giochi: un'impresa davvero epica visto che cancella Duke Kahanamoku, che vinse a 30 anni ad Anversa 1920. Sul podio Michael non riesce ad evitare le lacrime. Commozione vera, intensa. Comprensibilissima. Poi Michael con la medaglia in mano va a prendere in braccio il figlio Boomer nato a maggio e bacia la compagna Nicole Johnson, ex miss California, accanto alla mamma Debbie in un tripudio di flash. E' una delle scene più emozionanti dei Giochi in piscina spesso accostati in questi giorni alle polemiche doping.


    Phelps accolto dai compagni dopo la vittoria nella 4x200.

    DOPO 20, C'È 21! — E dopo la medaglia individuale nei 200 farfalla, matura anche l'oro bis di giornata ma il terzo di questi Giochi per Phelps, grazie alla 4x200 che gli Usa dal 2000, da quando cioè ha cominciato a vincere il leggendario nuotatore, che adesso aggiorna a 21 ori su 25 totale il conto totale dei suoi podi a cinque cerchi. Troppo superiori gli americani, autori di 7'00"66 con Conor Dwyer che apre in 1'45"23 e dà il cambio a Townley Haas, 19 anni, autore di 1'44"14 (la sesta frazione lanciata più veloce della storia); quindi tocca a Ryan Lochte che consegna l'ultima frazione a Phelps dopo un 1'46"03 di routine per uno come lui che arriva al 12° podio olimpico che gli vale il sorpasso a Mark Spitz e diventa il 2° uomo della storia plurimedagliato olimpico. Quando tocca a Michael, autore di 1'45"26, è tutto ormai definito per il podio: gli inglesi sono d'argento a 2"47 (Guy 1'44"85), il Giappone di Hagino (1'45"34 in prima frazione) sono di bronzo a 2"84, e clamorosamente l'Australia di Horton (1'45"37) resta sotto il podio a 3"52 consolandosi soltanto di aver battuto la Russia di Lobintsev, un altro di quelli nella lista nera del rapporto Wada di McLaren. Ma stanotte è la notte solo di Phelps...

    DOTTO — La serata si è aperta con Luca Dotto che ci prova, è secondo dopo la prima vasca dietro Morozov, ma chiude settimo in 48"49 e non va in finale dei 100 sl. La sua semi va a Nathan Adrian in 47"32 su McEvoy e Dressel. Per l'azzurro il 13° crono totale. Dotto: "Ci ho provato, stavo bene, ho fatto un gran passaggio. Ma non ne ho avuto più negli ultimi 15 metri. Mi vien da dire che sono arrivato all’Olimpiade troppo stanco. Oppure ho esagerato con il lavoro o... boh. In altre parti della stagione lavoravo un po’ meno, ma davo di più. Non avevo resistenza. Bisognava andare veloce: ci ho provato, ma alla fine mi sono scomposto e non riuscivo più a tenere la tecnica giusta. Dispiace perché con 48” basso si entra tranquillamente in finale. Dispiace molto. Mi sono trovato in difficoltà".

    AZZURRI ELIMINATI — Ancora sotto l'effetto della mancata medaglia della Pellegrini, uscita nera dall'acqua, altri due azzurri dovevano nuotare nella quarta sessione: Alessia Polieri chiude al 14° posto le semifinali dei 200 farfalla in 2'09"35 (in testa l'australiana Madeline Groves in 2'05"66 sulla spagnola Mireia Belmote in 2'06"06 e sulla cinese Zhou Yilin 2'06"52). Luca Pizzini, invece, è 14° nelle semifinali dei 200 rana in 2'11"53: il bronzo europeo non è riuscito a rompere il muro dei 2'10" nella gara dominata dal nipponico Watanabe in 2'07"22 sull'inglese Willis da 2'07"73 e dall'altro nipponico Koseki da 2'07"91.

    KATINKA — Il tris di Katinka Hosszu, baciata da una condizione smagliante e da una resistenza impossibile per le altre, conquista anche i 200 misti in 2'06"68 (record olimpico) dopo aver fatto traballare il record del mondo per 150 metri con passaggi da 27"23 a dorso, 58"89 a delfino, 1'35"72 a rana. L'argento è della britannica ventenne O'Connor in 2'06"88 ed il bronzo di Maya Dirado in 2'08"79 (quarta è l'altra americana Melanie Margalis in 2'09"21).
    Fonte: La Gazzetta dello Sport
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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da Kim Winchester il Mer Ago 10, 2016 9:33 pm

    MEDAGLIA D'ARGENTO PER L'ITALIA NEL DOUBLE TRAP


    Olimpiadi di Rio 2016, tiro a volo, Double Trap: Innocenti è d'argento
    Il pratese si arrende al kuwaitiano Aldeehani 26-24. Bronzo alla Gran Bretagna






    La parola destino è spesso sopravvalutata. Ma insomma, gli indizi che portavano Marco Innocenti sopra un podio olimpico non erano pochi. Nel 1948 nonno Remo faceva il contadino nelle campagne di Montemurlo, in provincia di Prato, e non ne poteva più di vedere i cacciatori che gli attraversavano i campi. Un giorno decise di tirare fuori lo schioppo e di sfidarli e chi tirava meglio. Ne seguì l’apertura di una armeria, e tre figli che oggi l’hanno fatta diventare una delle più grandi d’Italia.
    L’uomo che con la medaglia d’argento del double trap ha in parte salvato una giornata deludente per l’Italia ha cominciato a sparare all’età di 10 anni, ha avuto una sorella, e una cugina nella nazionale di tiro a volo. «Siamo la terza generazione. Nadia ed Elena mi hanno insegnato come si faceva. La nostra è una passione ma anche un lavoro di famiglia. Sono l’unico della spedizione italiana di tiro a volo che non appartiene ad alcun corpo dello Stato. Ma c’è un prezzo da pagare. Ci ho messo tanta passione per arrivare alla medaglia olimpica, ma lavorare e sparare rimanendo a livelli molto alti è molto difficile. È stressante, il doppio della fatica. Anche per questo non faccio l’ipocrita: dedico questo argento a me stesso. Finalmente sono un uomo libero».

    La strada per Rio è stata lunga e accidentata. La divisione tra bottega e poligono ha spesso fatto sentire i suoi effetti negativi. Ad Atene e Pechino Marco non si qualificò per le finali, a Londra fece la riserva. Quest’anno è stato l’ultimo a mettersi in tasca la carta olimpica. Durante la finale, quando ha avuto la certezza della medaglia, è scoppiato in un pianto a dirotto. Singhiozzava, Marco Innocenti, 38 anni e due figlie piccole. Non riusciva più a fermarsi. Smettila che hai il duello per l’oro, gli dicevano tutti, ma lui niente, come se la soglia fosse stata varcata, vada come deve andare, comunque ce l’ho fatta, finalmente. «Non credo che abbia inciso sull’esito dello spareggio. Ma dovete capirmi. Sapevo che questa è la mia ultima Olimpiade. Quando ho visto la medaglia sicura dopo vent’anni che la rincorrevo non ce l’ho più fatta. Tenete presente che vengo da un anno di alti e bassi, dove non trovavo continuità e tutto era ancora una volta in dubbio. Ma un mese fa a Baku ho perso la Coppa del mondo ai calci di rigore, diciamo così. E ho capito che forse il momento stava per arrivare, ma temevo di non arrivare in tempo, di farmelo sfuggire. Avevo paura di fallire anche stavolta, tanta paura».
    La sfida finale è andata a Fehayd Aldehani, miliardario con l’hobby delle armi che ha vinto la prima medaglia d’oro del suo Paese ma sotto la bandiera del Cio, perché il Kuwait è stato bandito dai Giochi olimpici per interferenze politiche nell’attività sportiva, in pratica una corruzione sotto altro nome. Il vincitore non è esattamente un beniamino dell’ambiente per via della sua tendenza a fare la prima donna. Ma a questo punto abbiamo capito che non importa. Per Marco Innocenti, uomo semplice, casa famiglia e lavoro, senza alcun hobby che non sia la caccia con gli amici un paio di volte l’anno, contava il podio, togliersi la scimmia dalla spalla. Lo ha fatto nella peggior giornata possibile per un tiratore. Pioggia a dirotto, brezze violente, nuvole in viaggio. «È stato snervante. Ti alleni tutto l’anno, e poi becchi un tempo del genere nel momento più importante... Le condizioni erano tremende, non usciva un piattello uguale all’altro. Bisognava rincorrerli nel vento e nell’acqua. A un certo punto mi sono detto che non era più questione di sparare, ma di portare il fucile sul piattello. Credo di avercela fatta solo con la forza di volontà, non volevo rimandare ancora, mi dicevo che questo era il giorno».
    Quando sale sul palco delle interviste ufficiali è un uomo pacificato, quasi con la testa altrove. La vita è più leggera. «Comincia un nuovo capitolo. Smetto per questioni di lavoro, e perché finalmente mi sono liberato dall’ossessione di una medaglia olimpica. Restituirò alla mia famiglia quello che ho avuto in termini di tempo e di sacrifici che hanno fatto per me. Adesso sono a posto con me stesso». Marco Innocenti aveva un appuntamento con il destino. Ha sparato nell’acqua e nel vento. E questa volta è arrivato in tempo.



    Fonte Corriere della Sera


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Gio Ago 11, 2016 8:58 am

    Olimpiadi di Rio 2016, nuoto: Chalmers nuovo re dei 100 sl

    L’australiano conquista l’oro a sorpresa e così riporta a casa un titolo che mancava in casa da Messico 1968 con Mike Wenden. Dotto uscito in semifinale


    Kyle Chalmers.

    Giovane, australiano, velocissimo: a sorpresa è Kyle Chalmers il nuovo re dei 100 stile libero. Il 18enne di Port Lincoln emerge dalla schiuma degli ultimi metri di una gara equilibratissima (tra il primo e l’ultimo solo 83 centesimi) e tocca primo in 47”58, record personale e mondiale junior, mettendo una bella luce tra sé e il belga Timmers, argento in 47”80. Figlio di Brett, ex giocatore di football australiano, Kyle Chalmers riporta in patria un titolo che mancava da Messico 1968 con Mike Wenden. Solo di bronzo il campione di Londra, l’americano Adrian, in 47”85, 3 centesimi davanti al canadese Condorelli, che ha tentato il colpo passando ai 50 in 22”22 con una frequenza pazzesca ma, com’era prevedibile, è andato fuorigiri. Per dire: Chalmers è passato settimo in 23”14, ma ha bilanciato molto meglio il suo sforzo. Mai in gara invece il grande favorito, l’altro australiano McEvoy, settimo in 48”12.

    Gli altri
    Il compagno Chalmers, signore, ha commentato: «Non voglio esultare troppo perché so quanto è dura per lui». McEvoy aveva il primo tempo dell’anno (47”04) ma l’Olimpiade, si sa, è un’altra storia. Lo sa bene anche Luca Dotto, che con il suo 47”96 dei campionati italiani sarebbe arrivato quinto. E’ invece uscito in semifinale in 48”49, deluso e, come quasi tutti i nuotatori italiani in questi Giochi, stanco e senza una spiegazione. La staffetta 4x200 stile ha dato a Katie Ledecky la quarta medaglia di questi Giochi, la terza d’oro: gli Usa, senza la Franklin esclusa dopo la batteria, con Katie in quarta frazione dopo Schmitt, Smith e DiRado, hanno regolato Australia e Canada in 7’43’03. Partita seconda con 89 centesimi di ritardo, la Ledecky ai 50 aveva già preso la testa e non l’ha più mollata. Nei 200 rana uomini Dmtriy Balandin ha regalato la prima medaglia olimpica della storia al Kazakistan spuntando dalla corsia 8 per trionfare in 2’07”53. A 7 centesimi l’americano Prenot, terzo il russo Chupkov in 2’07”70. Bellissimi i 200 farfalla donne: l’ha spuntata la spagnola Belmonte Garcia in 2’04”35, appena 3 centesimi meno dell’australiana Groves; terza la giapponese Hoshi in 2’05”20. E’ tornato in vasca Phelps nelle semifinali dei 200 misti: ha segnato il primo (1’55”75) davanti all’amico rivale di sempre Lochte (1’56”18) e al brasiliano Pereira (1’57”11). La finale, con il giapponese Hagino (4° in 1’57”38) in agguato, promette di essere l’ennesimo grande show.
    Fonte: Il Corriere della Sera


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da Kim Winchester il Gio Ago 11, 2016 9:49 am

                            ALTRO ARGENTO PER L'ITALIA


    Scherma: Elisa Di Francisca argento nel fioretto

    Azzurra si arrende in finale contro la russa Deriglazova per 12-11





    Un argento, quattro anni dopo l'oro di Londra, con una dedica speciale all'Europa, dodici stelle d'oro su uno sfondo azzurro. Elisa Di Francisca si ferma ad un passo dall'impresa di bissare il titolo olimpico, ma questa medaglia d'argento non è solo per l'Italia. Nei suoi pensieri ci sono "Parigi e Bruxelles", sconvolte dagli attentati terroristici ad opera dell'Isis, e l'azzurra appena scesa dal podio ha tirato fuori dalla tasca una bandiera dell'Europa e l'ha sventolata. "L'ho fatto per mandare un messaggio - ha spiegato - l'Europa esiste ed è unita. L'ho fatto per Parigi e per Bruxelles. Se restiamo uniti possiamo sconfiggere il terrorismo, non diamogliela vinta all'Isis. Il loro obiettivo è di farci chiudere dentro casa". Di Francisca ha ammesso di essere rimasta molto colpita dagli attentati, e che da tanto aveva in mente una dedica per l'Europa contro il terrorismo. "Dobbiamo abbattere le barriere e creare un'Europa davvero unita - ha aggiunto - vogliamoci più bene e dimostriamo che siamo capaci di volerci bene". 

    La delusione per non essere riuscita a vincere è ancora lì nel suo viso scavato dalla fatica, ma c'è anche la consapevolezza di essere andata ancora una volta a podio ai Giochi dopo il trionfo di Londra: "Avrei una gran voglia di tornare in pedana e prendermi subito la rivincita contro la russa (Deriglazova) - ha confessato la 33enne di Jesi - Purtroppo alla fine non ho sfruttato bene il tempo rimasto. Questo è l'unico rimpianto che ho. Per il resto ho lottato come sempre (recuperando quattro stoccate nel finale) perché sono una guerriera, ma non ho trovato l'equilibrio giusto. Ci riproverò, non smetto certo di fare scherma".




    Fonte ANSA


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Gio Ago 11, 2016 1:33 pm

    11 AGOSTO 201612:27
    Rio 2016, la sconfitta e la caduta (anche di stile) degli "dei azzurri" Montano, Russo ed Errigo

    Lʼavventura olimpica si è chiusa con inattese sconfitte in gara e gli atleti azzurri se la sono presa con tutto e tutti

    E' calato il sipario sull'avventura olimpica di tre big della spedizione azzurra: Arianna Errigo, Clemente Russo e Aldo Montano sono stati eliminati. Tre atleti su cui l'Italia puntava, tre campioni che si pensava potessero portare a casa ancora una medaglia. I tre azzurri non sono riusciti nell'impresa e, dopo la sconfitta, non sono mancate le cadute di stile: c'è chi ha incolpato il maestro, chi ha parlato di furto e chi velatamente di doping dei rivali.

    Arianna Errigo - Dovevano essere le sue olimpiadi, ma Arianna Errigo, arrivata a Rio con grandi ambizioni e aspettative, si è fermata agli ottavi e, dopo aver pianto sui gradini della pedana si è sfogata, attaccando il suo maestro Giulio Tomassini, da cui si è separata lo scorso gennaio, perché accusato di averla "tradita": "E' da gennaio che mi alleno da sola facendomi aiutare da chi avevo intorno - ha dichiarato -. Sono convinta di quello che ho fatto, anche perché il rapporto con un maestro deve andare al di là dell'aspetto tecnico. Deve esserci un legame che va al di là di ogni cosa: devi avere prima di tutto fiducia nella persona e poi in quello che ti può trasmettere. Per me deve esserci il rispetto reciproco. Se quello viene a mancare, puoi essere il maestro più bravo del mondo, ma io preferisco perdere una medaglia d'oro".

    L'atleta azzurra ha poi aggiunto: "Non sono riuscita bene a gestire la tensione che da sempre è la cosa che mi contraddistingue negli appuntamenti più importanti. Appena c'è stato un momento di difficoltà, sono crollata". Non si è fatta attendere la replica di Tomassini che rispedisce al mittente le accuse: "E' lei a non rispettarmi, il mio mestiere è insegnare scherma a chiunque me lo chieda. Credo stia cercando solo una scusa per giustificare la sconfitta".


    Clemente Russo - Non se le sono mandate a dire nemmeno Clemente Russo e Patrizio Oliva. I due si sono scontrati verbalmente: Tatanka, dopo l'amara sconfitta olimpica contro Tishchenko, ha aspramente criticato il commento tecnico dell'ex oro di Mosca 1980, dandogli più volte dello "stupido". "Non posso fare il tifoso, - ha replicato Oliva - e se qualcuno vuole sempre sentirsi dire che è bello e bravo, io non posso farci niente. Russo stia tranquillo, non sarò così piccino da denunciarlo perché mi ha dato dello stupido. Ma dico che lui non è stato sconfitto ma ha dimostrato di essere un perdente nella vita". Poco prima, l'allenatore azzurro Damiani aveva definito "un furto" la sconfitta ai punti di Russo.

    Aldo Montano - Di un'altra caduta di stile è stato protagonista Aldo Montano. A quattro mesi dall'operazione alla spalla, l'azzurro ha chiuso la sua quarta avventura olimpica agli ottavi, eliminato da Kovalev, ed è andato all'attacco dello sport russo, coinvolto nello scandalo doping: "Non ho tirato male - ha spiegato Montano - poi Kovalev è un avversario tosto, è stato campione del mondo, proprio in quel Mondiale ci avevo perso, ma Kovalev avrebbe potuto non essere qui. Non so, dico solo che su questa vicenda volevamo più chiarezza. Non è possibile che prima escano dei nomi, poi si ritira tutto. Che alcune federazioni decidano in un senso e altre in un altro. A parte questo, devo anche ammettere che avrei potuto tirare meglio, soprattutto all'inizio quando ho faticato a carburare".
    Fonte: TGCOM24


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Gio Ago 11, 2016 1:36 pm

    Olimpiadi di Rio 2016: la favola di Chris, dal coma all’oro nei tuffi. Il 23enne inglese che conquista il mondo



    Non ci credevano neanche loro. Chris Mears e Jack Laugher, il duo britannico che a Rio ha conquistato l’oro nel trampolino da 3 metri, mettendo fine allo strapotere cinese nella disciplina, quando hanno capito di aver vinto si sono abbracciati e sono scoppiati a piangere. Loro il primo oro nei tuffi nella storia della Gran Bretagna. Una medaglia che ha un sapore di rivincita, o di favola, soprattutto per uno dei due, Chris Mears, 23 anni. Nel gennaio del 2009 aveva contratto il virus di Epstein-Barr, lo stesso responsabile della mononucleosi e di alcuni tipi di linfoma, che gli aveva causato la rottura della milza. Ricoverato in ospedale, aveva perso moltissimo sangue ed era entrato in coma. I medici gli avevano dato il 5% di possibilità di sopravvivenza, al momento del ricovero.
    Fonte: Il Corriere dello Sport


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Gio Ago 11, 2016 1:39 pm

    Olimpiadi, Schwazer squalificato 8 anni dal Tas

    Ha pesato la recidività del marciatore altoatesino, trovato positivo alla vigilia dei Giochi di Londra 2012 e di nuovo il 1° gennaio di quest'anno. La sentenza è appellabile solo a un tribunale svizzero

    10 AGOSTO 2016 - RIO DE JANEIRO (BRASILE)
    Alex Schwazer torna a casa. Con una squalifica molto pesante, quella chiesta dalla Iaaf, la federazione internazionale dell'atletica, gli otto anni che segnano di fatto la fine della sua carriera. La sentenza del Tas, il Tribunale Arbitrale dello Sport, è arrivata decretando la non eleggibilità del marciatore altoatesino per le due gare olimpiche della 20 e della 50 km. di marcia. Il rinvio della decisione aveva fatto pensare che non tutto fosse così scontato, ma alla fine i tre arbitri hanno deciso per la squalifica in base alla positività al testosterone nel controllo antidoping del primo gennaio scorso. Ora la sentenza è appellabile soltanto presso un tribunale federale svizzero, ma intanto l'Olimpiade se n'è andata. Schwazer ci aveva creduto fino all'ultimo e dopo le otto ore di udienza ad alta tensione di lunedì aveva chiuso la giornata sui rulli per allenarsi, per poi il giorno dopo accumulare chilometri sulla pista ciclabile di Copacabana. Un modo per sperare ancora. Una speranza che il verdetto dal Tas ha spezzato.

    LA VICENDA — Schwazer era stato trovato positivo in un controllo antidoping a sorpresa effettuato dalla Iaaf presso la sua abitazione di Racines, in provincia di Bolzano. Dopo un primo screening negativo, la federazione internazionale - in base alla raccolta dei dati del passaporto biologico steroideo - aveva ordinato un esame di secondo livello che aveva evidenziato la presenza di testosterone. Ma alcune modalità dell'iter della vicenda, dalla violazione dell'anonimato all'allungamento dei tempi di comunicazione all'atleta, combinati con i dati di tutti gli altri 14 controlli che non avevano evidenziato alcuna anomalia, avevano portato la difesa del marciatore a denunciare l'ipotesi di dolo. Un'ipotesi che ora resta in piedi soltanto per la giustizia penale, visto che la procura di Bolzano ha aperto un fascicolo sulla denuncia contro ignoti presentata dall'avvocato di Schwazer, Gerhard Brandstaetter.

    IL PRECEDENTE — Schwazer è alla seconda positività. Nell'estate 2012, però, a pochi giorni dall'Olimpiade di Londra, aveva ammesso l'assunzione di Epo in una drammatica conferenza stampa. Ricostruendo l'acquisto, il consumo e il piano dopante per cercare di confermare il titolo di campione olimpico conquistato a Pechino. Dal punto di vista normativo, l'altoatesino è dunque un recidivo. E questo ha portato alla pena severissima, chiesta e ottenuta dalla Iaaf. Nelle prossime ore, Schwazer rientrerà in Italia con il suo allenatore, Sandro Donati, che lo ha difeso strenuamente in tutte queste settimane fino all'ultima partita davanti al Tas.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Gio Ago 11, 2016 1:46 pm



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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Gio Ago 11, 2016 2:31 pm

    Rio, le gare dell’11 agosto: Abagnale-Di Costanzo è bronzo nel 2 senza

    In finale altri due equipaggi azzurri e la Zublasing nella carabina


    Giovanni Abagnale e Marco Di Costanzo

    CANOTTAGGIO: bronzo per Abagnale-Di Costanzo nel 2 senza
    Grande impresa di Giovanni Abagnale e Marco Di Costanzo che conquistano il bronzo nel 2 senza. Gli azzurri hanno coperto la distanza in 7:04.52, preceduti dai neozelandesi Murray e Bond, medaglia d’oro, e dai sudafricani Brittain e Keeling, medaglia d’argento. Attesa ora per il 2 di coppia con Battisti - Fossi alle 16,24. Infine alle 16,44 il 4 senza PL con Goretti-La Padula -Oppio - Ruta.

    TIRO A SEGNO: Zublasing in finale da prima
    Grande qualifica di Petra Zublasing nella carabina tre posizioni. La bolzanina è stata la migliore con 589 punti e dalle ore 17 italiane parteciperà alla finale a otto, la sua prima alle Olimpiadi dopo i due dodicesimi posti di Londra e il deludente 33. di Rio dai 10 metri. Questi i parziali delle sue serie da 10 colpi: 99 e 100 inginocchiata, 100 e 97 prona, 97 e 96 in piedi. Nella finale a eliminazione progressiva tutte le concorrenti partiranno da zero.

    GOLF: un colpo dopo 112 anni
    Adilson da Silva ha piazzato una pallina sul tee e dato un colpo che riempie un vuoto di 112 anni. Il golf mancava alle Olimpiadi dal 1908, St Louis, quando lo sport era ancora una fiera, le donne non erano ammesse in gara, ma in realtà sul green sì. Sono poi scomparse insieme con la specialità e tornate con fatica, una gara per volta, nel corso degli anni fino a diventare quasi la metà dei partecipanti oggi. A suo modo il golf è stato rivoluzionario, ora torna e i primi dieci del mondo stanno alla larga: le Olimpiadi non offrono grandi ingaggi. Va meglio, anche stavolta, con le ragazze. Il colpo inaugurale ha strappato foto, applausi e pollici alzati ma c’è poco pubblico e per catturare l’interesse in mezzo a 16 giorni di emozioni serve molta più partecipazione.
    Fonte: La Stampa


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Ven Ago 12, 2016 9:38 am

    Rio 2016: ciclismo, nuoto, volley, beach e rugby. Ecco cosa vi siete persi

    Record a go go sulla pista coi britannici da impazzire trascinati da Wiggins. Grazie al rugby arriva il primo oro olimpico per le Figi. L'Italvolley maschile è rullo. Phelps leggendario: 22° oro olimpico, e nel beach volley si materializza il derby italiano maschile agli ottavi, dove vanno anche Menegatti e Giombini, pur perdendo

    12 AGOSTO 2016 - RIO DE JANEIRO (BRA)
    Una notte italiana a tutta birra. Vi siete persi medaglie arrivate a perdifiato. Quelle del ciclismo su pista, con una serie di prestazioni monstre a ritmo di record batuti a ripetizione, vi siete persi quattro finali di nuoto indimenticabili, con Michael Phelps che non smette di stupire e regalare emozioni, vi siete persi le volate incredibili dei figiani ovale in mano che hanno schiantato nella finale di rugby Seven la Gran Bratagna portando a casa il primo oro olimpico. E poi, tanta Italia del volley e del beach...

    INSEGUIMENTO BICI — Via al ciclismo su pista e... Bravi, bravi, bravi gli azzurri nella serata dell'inseguimento: le due formazioni si qualificano per il turno successivo alla grande. Il quartetto uomini con Filippo Ganna, Simone Consonni, Liam Bertazzo e Francesco Lamon è 5°; quello femminile con Tatiana Guderzo, Silvia Valsecchi, Francesca Pattaro e Simona Frapporti è 7°. Ma lo spettacolo più atteso arrivava da Wiggins &Co: Gran Bretagna in evidenza con il primato mondiale delle ragazze e nello sprint uomini con l'oro. Prestazioni strepitose. Bradley Wiggins, che tornava su una pista olimpica a otto anni dai trionfi di Pechino 2008 e a 16 dal debutto di Sydney, ha trascinando i compagni Ed Clancy, Steven Burke e Owain Doull al secondo tempo di sempre sui 4 km: 3'51"943, distante solo 34 centesimi dal record del mondo della stessa Gran Bretagna a Londra 2012..

    VOLLEY — L'Italia maschile non ha dato scampo al Messico: 3-0 e terza vittoria su tre match. L'avversario era quello che era, ma l'Italia è stata da applausi, come se fosse una finale. Bravi per l'impregno e il rispetto degli avversari. Come si conviene in un'Olimpiade..

    BEACH — Sulla sabbia tutti agli ottavi. Lupo-Nicolai vincono i ripescaggi, dopo la vittoria nel Lucky Loser con i polacchi Kantor-Losiak. Ma nella fase ad eliminazione affronteranno gli altri azzurri Carambula-Ranghieri. Un derby azzurro ai Giochi... Menegatti-Giombini ok anche perdendo con le tedesche Ludwig/Walkenhorst 21-18 18-21 15-9.

    FESTA OVALE — Primo oro nella storia per le Figi ai Giochi. C'è voluto l'ingresso del rugby. E lì, soprattutto nel Seven, i figiani hanno pochi rivali. Messi in fila gli squadroni del Pianeta, è arrivata la finalissima coi Maestri britannici. Come è e finita? Tanto a poco... Un risultato pazzesco nella finale per l'oro, coi polinesiani travolgenti: 43-7. E festa in pieno Oceano Pacifico. Per la cronaca: bronzo al Sudafrica, vittorioso 54-14 sul Giappone nella finale per il terzo posto. Gli All Blacks? E no... gli All Blacks partono male nella storia delle Olimpiadi. Non pervenuti, battuti dal Giappone e dai campioni olimpici delle Figi.

    LO SQUALO DELLA NOTTE — Michael Phelps ha aggiunto un'altra tacca. Ed è stata festa grande nella serata del nuoto: dominati i 200 misti, siamo a 22 ori olimpici. Da Atene 2004 ha sempre vinto lui: prima di lui solo Al Oerter (disco) e Carl Lewis (lungo) capaci di ripetersi così a lungo in una disciplina individuale. E a 31 anni lima anche il personale di 10/100, toccando in 1'54"06, secondo tempo all time. Oro ex aequo nei 100 sl donne nella serata che vede due azzurri mancare la finale. Luca Dotto primo degli esclusi nei 50 sl, Piero Codia fuori nei 100 farfalla. Nei 100 sl donne la Manuel e la 16enne Oleksiak vincono al record olimpico. Nei 200 rana donne la discussa Efimova strappa l'argento dietro la giapponese Kaneto. Murphy oro nei 200 dorso.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Ven Ago 12, 2016 2:26 pm

    12 AGOSTO 2016 - ORE 16:26


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da annika il Ven Ago 12, 2016 8:23 pm

    Le due medaglie dell’Italia nello skeet

    È una specialità del tiro a volo: nella gara femminile Diana Bacosi ha vinto l'oro, Chiara Cainero l'argento



    Diana Bacosi e Chiara Cainero hanno vinto rispettivamente la medaglia d’oro e d’argento nella disciplina dello skeet – una specialità del tiro a volo – alle Olimpiadi in corso a Rio de Janeiro. Al terzo posto è arrivata l’americana Kimberly Rhode, che dalle Olimpiadi del 1996 nello skeet è sempre riuscita a salire sul podio. Le medaglie di Bacosi e Cainero sono la 14esima e la 15esima dell’Italia, che ora è decima nel medagliere dietro la Russia.

    Bacosi ha 33 anni e ai Giochi Europei di Baku del 2015 aveva vinto la medaglia d’oro nello skeet misto con Valerio Luchino. Cainero ne ha 38, è stata campionessa olimpica di skeet nel 2008 e nella sua carriera è stata tre volte campionessa europea. Lo skeet è una delle due specialità del tiro a volo. L’altra è la cosiddetta fossa olimpica: la differenza principale fra le due discipline è la forma della pedana di tiro – dritta nella fossa, a semicerchio nello skeet – e la direzione in cui viene lanciato il piattello.il Post.it


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da annika il Ven Ago 12, 2016 8:59 pm

    Olimpiadi, canottaggio: un altro bronzo dalla Laguna. È del 4 senza senior

    Un altro armo azzurro sul podio, dopo il due senza senior di ieri: Vicino-Lodo-Castaldo e Montrone dietro Gran Bretagna e Australia. Tredicesima medaglia azzurra a questi Giochi






    Arriva dal canottaggio la medaglia numero 13 della spedizione azzurra ed è un bronzo, il secondo della spedizione dopo quello di ieri del 2 senza: era da Atene 2004, sempre sotto la gestione La Mura, che il quartetto non saliva sul podio.

    CHE RIMONTA — Lo conquista il 4 senza senior, barca campione del mondo in carica, dopo una grande rimonta sul Sudafrica completata negli ultimi 250 metri, un marchio di fabbrica che il capovoga Giuseppe Vicino, Matteo Lodo, Matteo Castaldo e l’ultimo arrivato Domenico Montrone hanno straordinariamente fatto valere in un serrate al cardiopalmo. Dunque, sono state azzeccate le scelte di La Mura e della direzione tecnica, i nuovi equipaggi formati al raduno preolimpico nel settore di punta hanno prodotto due podi di grande significato. La gara è stata vinta dalla Gran Bretagna, al quinto oro olimpico consecutivo nella specialità, a dimostrazione che questa barca per loro è una religione, anche più dell’otto, mentre seconda è stata una grande Australia, confermatasi d’argento per la terza Olimpiade consecutiva. Il valore degli avversari, dunque, rende ancor più merito al bronzo dell’Italia, maturato a suon di 40 colpi al minuto negli ultimi 300 metri, quando Vicino (che ha avuto problemi intestinali fino a ieri) ha chiamato l’attacco decisivo ai sudafricani: gli azzurri sono stati i più veloci negli ultimi 500 metri (1’26”33), rifilando più di tre secondi ai diretti rivali per il terzo posto.

    le parole — Una barca, come amano definirsi i ragazzi, orgogliosamente del Sud, con i napoletani Vicino e Castaldo, il pontino Lodo e il pugliese di Modugno Montrone, che ha fatto dell’unione («Siamo come un pugno chiuso») un punto di forza: «Non siamo mai andati in crisi - dirà Vicino - neppure quando i sudafricani ci stavano davanti, perché sapevamo di poter contare sul nostro finale». Castaldo, con i suoi 30 anni il «vecchio» del gruppo, ha una dedica speciale: «Per mia moglie Francesca, che sta per partorire nostra figlia Laura, spero di arrivare in Italia in tempo prima che nasca!». Lodo, il più giovane del gruppo (21 anni) non ha dubbi: «Meglio una medaglia olimpica di un trionfo mondiale». Al settimo cielo Montrone, salito in barca solo un mese fa: «Sapevo che eravamo competitivi, io ero il più voglioso di cominciare questa avventura, perché volevo dimostrare di essere degno di questo equipaggio».la Gazzetta dello Sport


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da annika il Ven Ago 12, 2016 9:08 pm

    12 Agosto -23:06:29 - Aggiornmento Medagliere







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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da annika il Ven Ago 12, 2016 9:13 pm

     Ed ora andiamo a conoscere il nome del primo Atleta Olimpico Indipendente ad aver vinto una medaglia  d'oro .



    Il primo oro olimpico della storia vinto da un atleta indipendente
    Il kuwaitiano Fehaid Al-Deehani gareggia sotto bandiera indipendente per via della squalifica della sua federazione






    Fehaid Al-Deehani è un tiratore kuwaitiano. Si è qualificato alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 nella specialità di tiro a volo del double trap, ma non ha potuto concorrervi con la propria bandiera. La federazione del Kuwait, infatti, è stata squalificata dal Comitato Internazionale Olimpico (CIO) per via delle interferenze del governo su di essa, e per questa ragione gli atleti che si erano qualificati ai Giochi hanno dovuto concorrervi da indipendenti.

    Il 10 agosto, Al-Deehani ha gareggiato nella sua specialità, riuscendo a vincere la medaglia d'oro. Si è trattato di un episodio storico, perché mai nella storia un atleta indipendente era riuscito a vincere la medaglia più prestigiosa.

    La squadra degli atleti indipendenti raccoglie tutti gli atleti che non possono concorrere sotto la propria bandiera, o perché il loro paese sta affrontando una transizione politica - come una recente indipendenza - per cui si trovano senza un comitato olimpico di riferimento, o perché la loro federazione è stata squalificata.

    In passato gli unici atleti olimpici indipendenti a vincere medaglie erano stati alcuni dei pochi iugoslavi che parteciparono a Barcellona 1992. La Iugoslavia, infatti, venne squalificata dal CIO in seguito all'inizio del conflitto nei Balcani. Gli atleti che riuscirono a partecipare ai Giochi, lo fecero da indipendenti e riuscirono a vincere tre medaglie, una d'argento e due di bronzo. Ma nessuna d'oro.

    Per questa ragione, l'oro vinto da Fehaid Al-Deehani è stato un evento storico nell'ambito delle Olimpiadi.
    tpi.it





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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Sab Ago 13, 2016 8:39 am

    Olimpiadi Rio 2016: tracollo Italia nel fioretto. Amaro 4° posto

    Da 20 anni non scendevamo dal podio: travolti dalla Francia in semifinale e poi nella finale per il bronzo dagli Usa. Niente bis azzurro dell'oro di Londra, ma così...

    12 AGOSTO 2016 - RIO DE JANEIRO (BRA)

    L'assalto fra Gerek Meinhardt e Daniele Garozzo.

    Due sconfitte pesantissime, un trono perso da campioni olimpici e mondiali in carica. Gli azzurri del fioretto escono dall'Arena Carioca 3 scuri in volto come da tempo non succedeva. Travolti dalla Francia in semifinale, travolti alla stessa maniera dagli Stati Uniti nella finale per il bronzo: 45-30, poi 45-31. Roba da non credere. Addio finale, addio titolo, andato poi alla Russia di Stefano Cerioni (45-41), che quattro anni fa era sulla panchina italiana. Nessuno degli azzurri si trincera dietro scuse. "Non me l'aspettavo" ammette subito la riserva Andrea Baldini, che a Londra era stato il grande artefice del successo nella finale per l'oro e che qui, invece, ha incassato passivi pesanti. ll c.t. Cipressa lo ha gettato nella mischia già in semifinale, al posto di un Cassarà spento, irriconoscibile. Ma lui non è riuscito a dare quello che si sperava. "Con la Francia non sono mai riuscito a entrare nel match, poi con gli Stati Uniti pensavo di essermi sbloccato e infatti il primo assalto è andato bene. Ma con Meinhardt si è spenta di nuovo la luce ed è arrivata un'altra debacle (8-0 di passivo) e ho compromesso tutto. Mi assumo la responsabilità di questa sconfitta. No, non è un problema tecnico e nemmeno fisico, la spiegazione è solo mentale. Nella scherma la testa è tutto. E pensare che negli allenamento preolimpici avevo sempre tirato molto bene. Ma la gara è un'altra cosa. Carriera finita? Se avessi preso una medaglia probabilmente sì. Ma non posso chiudere con la scherma dopo una sconfitta così".

    AMAREZZA — Molto critico con se stesso anche Andrea Cassarà. "C'è grande amarezza - dice il bresciano, uscito a pezzi dal torneo individuale e incapace di fornire una reazione nella gara a squadre, lui che aveva già vinto i due ori precedenti, nel 2004 e nel 2012 -. E' difficile parlare, di certo non potevamo immaginare un epilogo peggiore. A caldo è meglio non dire troppo, perché parlerebbe l'umore. Non siamo mai stati in gioco e quando perdi di 15 stoccate due incontri c'è poco da dire se non che i nostri avversari sono stati più forti. Il futuro? Di sicuro ora stacco, anche perché il 18 settembre mi sposo. E poi devo fare un po' pace con la scherma". Giorgio Avola, lui pure nella squadra olimpica a Londra, ci teneva un sacco a portare a casa un'altra medaglia. "Personalmente non ho grandi rimpianti perché ho dato tutto me stesso. La realtà comunque è che voi vedete solo la punta di un iceberg. Ma dietro c'è tutta una situazione particolare. All'Olimpiade noi quattro siamo arrivati dopo mesi di sfide fratricide per conquistare il posto. Gli Stati Uniti hanno quei quattro fiorettisti e su quelli costruiscono l'Olimpiade, noi ci dobbiamo scornare in molti di più, perché c'è una grande concorrenza interna, e probabilmente questo alla fine incide sullo stato emotivo e mentale". Chiude il campione olimpico individuale Daniele Garozzo, il debuttante, al quale non si poteva certo chiedere il miracolo. "Sì, è brutto passare dall'oro di domenica a questa batosta. Io le consideravo due gare separate, non mi sono lasciato condizionare dal successo di domenica. Ma certo non sono riuscito a dare che un decimo di quello che ho dato nel torneo individuale. La colpa è di tutti, noi oggi non siamo stati una squadra. La sconfitta con la Francia sì, fa più male. E forse ci ha condizionato poi nel match con gli Stati Uniti. Negli ultimi due anni non ci avevamo praticamente mai perso, raramente avevano superato le 30 stoccate. E' evidente che qualcosa è andato storto".
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Sab Ago 13, 2016 1:35 pm

    Olimpiadi di Rio 2016: il judoka egiziano si rifiuta di stringere la mano all’avversario israeliano



    Non sempre lo sport unisce. Se ai Giochi di Rio avevamo visto lo storico selfie tra l’atleta nordcoreana e quella sudcoreana, sul tatami né sorrisi né gesti distensivi tra l’egiziano Islam El Shehaby e il suo avversario israeliano Or Sasson. E la rivalità sportiva probabilmente c’entra poco, in questo caso. Le telecamere e gli obbiettivi dei fotografi immortalano la mancata stretta di mano fra i due, al termine dell’incontro vinto dal 25enne israeliano con un ippon. Quando Or Sasson si è avvicinato a El Shehaby, il 34enne egiziano si è rifiutato di stringerli la mano.
    Fonte: Il Corriere dello Sport


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da annika il Sab Ago 13, 2016 8:53 pm

    Un altro oro per l’Italia nello skeet

    Lo ha vinto il 21enne Gabriele Rossetti nella categoria maschile, dopo quello di ieri di Diana Bacosi: è la 16esima medaglia italiana










    L’atleta italiano Gabriele Rossetti ha vinto la medaglia d’oro nella disciplina dello skeet – una specialità del tiro a volo – alle Olimpiadi in corso a Rio de Janeiro. La medaglia di Rossetti è la 16esima dell’Italia, la quinta d’oro: al momento l’Italia è decima nel medagliere. Rossetti ha 21 anni, è di Ponte Buggianese (Pistoia) e pratica lo skeet da quando aveva 7 anni. Anche suo padre Bruno era un atleta di skeet di livello internazionale: alle Olimpiadi del 1992 di Barcellona ottenne il bronzo nella stessa gara del figlio.Lo skeet è una delle due specialità del tiro a volo. L’altra è la cosiddetta fossa olimpica: la differenza principale fra le due discipline è la forma della pedana di tiro – dritta nella fossa, a semicerchio nello skeet – e la direzione in cui viene lanciato il piattello.il Post.it




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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da annika il Sab Ago 13, 2016 9:03 pm

    Quanti soldi prende chi vince una medaglia d’oro?

    Gli atleti di Singapore vengono ricompensati dallo stato con quasi 700mila euro, e anche quelli italiani non sono messi male: ma non tutti i paesi prevedono questo bonus






    Il sito Statista, che raccoglie statistiche da migliaia di fonti diverse, ha messo insieme una grafica che mostra gli incentivi monetari che varie nazioni offrono ai propri atleti impegnati nelle Olimpiadi: in altre parole, i bonus che gli atleti ricevono in caso di vittoria di una medaglia d’oro. Nei dati raccolti da Fox Sports, il paese che ricompensa maggiormente i propri atleti è Singapore, che per ogni medaglia d’oro paga ai propri atleti 753mila dollari, poco meno di 700mila euro. Quest’anno il bonus è stato assegnato per la prima volta nella storia, dato che Joseph Schooling ha battuto Michael Phelps nei 100 metri farfalla ottenendo la prima medaglia d’oro nella storia del paese. Se Phelps fosse riuscito ad arrivare primo, il suo bonus sarebbe circa 30 volte inferiore: 25mila dollari, circa 20mila euro. Altri paesi come il Regno Unito non pagano alcun tipo di bonus ai propri atleti.In questa classifica l’Italia è tra i paesi più generosi con i propri atleti. Con 185mila dollari, circa 170 mila euro, è dietro Singapore, Indonesia, Azerbaijan e Kazakistan. La Francia, con 66mila dollari, circa 60 mila euro, è al sesto posto. Per gli atleti più famosi, come Phelps e Usain Bolt, questi premi sono comunque insignificanti rispetto ai contratti milionari che ottengono grazie alle pubblicità e alle loro sponsorizzazioni. Si calcola che Phelps guadagni ogni anno circa 10 milioni di dollari soltanto grazie ai contratti pubblicitari. Si tratta invece di premi importanti per atleti meno famosi che gareggiano in discipline meno celebrate. Ma nonostante i bonus, rimane il fatto che una fetta ridottissima del budget per organizzare le Olimpiadi finisce agli atleti, un tema di cui si è discusso molto proprio prima dell’inizio delle Olimpiadi di Rio.il Post.it


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Dom Ago 14, 2016 8:04 am

    Olimpiadi di Rio 2016, Paltrinieri, i tuffi alle Eolie, le gare vinte contro papà e la gioia di essere d’oro

    Il campione olimpico dei 1500: «Sicuro della vittoria solo all’ultima vasca»



    «Avrò avuto dodici anni. Ma forse erano solo dieci. Eravamo in vacanza tutti insieme alle Eolie, mio padre Luca e mia madre Lorena, su un catamarano in rada davanti a Lipari. Ogni mattina mi svegliavo prima dell’alba, mi tuffavo nelle acque scure, arrivavo fino a Vulcano, e tornavo quando i miei genitori avevano appena fatto colazione. Mia mamma, che non ha mai fatto un bagno in vita sua, era terrorizzata. Per fortuna papà la metteva tranquilla: “Greg sa nuotare”, le diceva, “cosa vuoi che gli succeda...”».

    Gregorio Paltrinieri ride, nel corridoio tra la piscina e lo spogliatoio. Ha ancora i capelli bagnati. La medaglia d’oro al collo. La medaglia che fu di Vladimir Salnikov, il primo uomo a nuotare i 1.500 in meno di 15 minuti; lui ha impiegato 26 secondi di meno. Il rapporto tra Gregorio e Luca Paltrinieri è stato accostato a quello tra Valentino e Graziano Rossi: non si sa chi sia il più matto, il figlio o il padre, ex nuotatore, direttore della piscina di Novellara (Reggio Emilia; ma la famiglia è di Carpi, Modena). «Con papà facevamo le gare — racconta Gregorio, felicissimo come può esserlo un ventunenne campione olimpico —. Lui non mi lasciava mai vincere. Allora mi arrabbiavo. Poi ho capito che è stato meglio così. Non dimenticherò mai l’emozione, la prima volta che me lo sono lasciato dietro».

    In acqua è stato gettato a tre mesi, e non ne è più uscito. La sua giornata tipo è: sveglia alle 7; due ore di piscina; colazione alla Phelps con uova e bistecca; altre due ore di piscina; palestra; nuotata serale. Fanno 19 chilometri al giorno. D’inverno va a ossigenarsi sulla Sierra Nevada. D’estate ha le gare: poche, e ben scelte. «Preferisco allenarmi. Non mi pesa, anzi, mi diverte. Seguo la linea tracciata sul fondo della piscina, le bracciate sono come un mantra: sempre uguali. Canto dentro di me un brano musicale. Perdo me stesso. Sento l’acqua. Trovo l’equilibrio. Non ho un cronometro interiore, però capisco se sto andando bene o male. Stanotte sono andato molto bene. Ma non pensate che sia stato facile. Una finale olimpica non è mai facile». Quando sei stato sicuro di aver vinto? «Non sono mai stato sicuro, fino a quando non ho toccato, alla fine dell’ultima vasca». Per tutta la gara sei stato sotto il record del mondo, poi... «Il record del mondo ce l’ho dentro. Lo farò la prossima volta».

    È un bravo ragazzo, ma fuori dall’acqua veste come una star. Si è fatto fotografare sulle riviste in tutte le posizioni. Da junior, il suo idolo era Filippo Magnini, il fidanzato della Pellegrini: «Guardavo come si muoveva, cosa diceva, cosa mangiava». Ostenta benevolenza verso Gabriele Detti, che a Rio ha conquistato due bronzi, la prima notte sui 400 e l’ultima sui 1.500: un bravo atleta, ma uno scudiero. Greg, finto umile, è il nuovo portabandiera dello sport italiano, della generazione successiva a quella di Federica. Il maratoneta del nuoto. Uscito dalla vasca ha mandato un bacio a Letizia, la fidanzata, in lacrime: «La conosco dai tempi della scuola, stiamo insieme da quattro anni». C’erano anche mamma e papà, ovviamente. La signora Lorena lo vide uscire di casa a 17 anni, per andare ad allenarsi a Ostia: «All’inizio dissi no. Poi mio marito e Greg mi presero in mezzo. E mi hanno convinto. Ne valeva la pena». Da giovane, Phelps — che ha vinto il ventitreesimo oro — diceva di saper solo mangiare, dormire e nuotare. «Io non so fare molto altro — ride Paltrinieri —. Ho provato a giocare a calcio, ma mi mettevano in porta. A scuola giocavo a basket, ma ero solo alto» (1 e 91). «Ora però mi sono iscritto all’università: scienze politiche. Prima o poi il nuoto finirà. Ma stanotte non ci voglio pensare. Sono troppo concentrato sulle mie emozioni».
    Fonte: Il Corriere dello Sport


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Dom Ago 14, 2016 8:32 am

    Olimpiadi di Rio 2016, sciabola donne: azzurre battute dall’Ucraina (con polemica). Espulso giudice

    Le italiane battute 45-42 in semifinale insoddisfatte dell’arbitraggio. Un giudice ucraino mostra il dito medio alla delegazione italiana: cacciato dai Giochi

    Dal sogno dell’oro all’incubo del quarto posto. Una medaglia di legno strana, quella delle sciabolatrici azzurre: profuma di delusione solo in parte, per il resto ha i contorni del risultato accettabile, in rapporto alle aspettative e al valore di Russia, Ucraina e Usa, le altre finaliste. Inoltre, c’è la bella vittoria sulla Francia nei quarti, un successo di qualità. Il bronzo ce lo tolgono, bastonandoci (45-30), gli Usa della pluricampionessa Zagunis, della Muhammad che tira con l’hijab, della Wozniak dai capelli viola e della Aksamit, la riserva che sale in pedana sul 30-17 e si imbambola davanti a Ilaria Bianco (la nostra numero 4), brava a regalare un illusorio sussulto (8-5 il parziale) in una situazione ormai compromessa.

    Il caso del giudice
    Ma prima della «finalina», i fuochi d’artificio. Con l’incavolatura delle italiane dopo la semifinale persa contro l’Ucraina e poi con la clamorosa decisione del bureau centrale della Fie, che ha cacciato dai Giochi Vadim Guttsait, ucraino (guarda caso), membro della commissione arbitrale che valuta i giudici, li designa e, a fine anno, li premia e li raggruppa in categorie. Guttsait è stato pescato mentre dalla tribuna, dietro alla giuria, sbraitava e cercava di condizionare i direttori di gara, in particolare uno egiziano. Invitato dai dirigenti italiani a piantarla, ha esibito loro il dito medio. Un video l’ha incastrato.

    Le stoccate discusse
    La giornata dei pasticci e delle lame che infilzano la polemica. Dura quella delle azzurre. Prima si sono gustate la gioia di battere la Francia, ma poi hanno bevuto l’amaro dell’Ucraina e di Olga Kharlan, la fuoriclasse che ribalta i match da sola e che una volta di più ci ha sistemato. Sfiorato il miracolo (42-45 il finale), alle nostre ragazze è cascata la catena. Il motivo? Il solito: le interpretazioni arbitrali. L’essersi battute con onore, conducendo prima per 20-12 e poi per 25-19, non consola. Anzi, fa arrabbiare di più. Rossella Gregorio: «Vicine al gran colpo? Anche troppo...». Prego? «Sì, non ci hanno volutamente dato delle stoccate. Per quelle dell’Est c’è sempre un occhio di riguardo. Però ce la potevamo fare anche così». Diretta pure Irene Vecchi: «Le stoccate non concesse? Sappiamo che dobbiamo combattere anche contro queste cose. E in ogni caso quelle dubbie a noi non le danno mai. Noi, per vincere, dobbiamo arrivare non a 45 ma a 55».

    Le colpe dell’Italia
    Che cosa c’è di vero? Prima di tutto va detto che quando era avanti, l’Italia non ha saputo resistere fino in fondo. Certo, dalla Kharlan, sorpresa nel primo turno da Loreta Gulotta (5-2), ti devi attendere di tutto. Ma è anche indiscutibile che Irene Vecchi è stata travolta (3-11). «Sì, ho tirato male» ammette la livornese, in giornata-no. Detto ciò, almeno un paio di stoccate negate sono discutibili. E non si può impedire a qualcuno di dare un senso «chirurgico» a certe decisioni. Parlare di blocco dell’Est aiutato dalla «Spectre delle pedane», significa inoltre ricondursi alle polemiche di questi giorni, nei quali c’è chi ha adombrato la «longa manus» nel presidente internazionale, il russo Alisher Usmanov. Per la cronaca, Usmanov s’è seccato e ha fatto presente di non aver mai ordito complotti contro nessuno. Liberi di credergli o no. Però la vicenda Guttsait forse spiega che qualcosa di opaco c’è. Resta da capire se espellere quell’incivile non sia stato solo un contentino all’Italia. I modi per finire cornuti e mazziati, si sa, sono tanti e perfino insospettabili.
    Fonte: Il Corriere dello Sport


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Dom Ago 14, 2016 8:39 am

    Olimpiadi Rio 2016, calcio: Neymar gol, festa Brasile. In semifinale con l'Honduras

    Colombia battuta 2-0: in semifinale i Verdeoro contro il sorprendente Honduras, che fa fuori la Corea del Sud. La Germania vince 4-0 col Portogallo e trova la Nigeria (2-0 alla Danimarca)

    13 AGOSTO 2016 - RIO DE JANEIRO (BRA)
    Siamo al momento di svolta del torneo di calcio maschile. Quarti di finale di grande qualità, aperti dal poker della Germania sul Portogallo. I tedeschi vengono raggiunti in semifinale prima dalla Nigeria, che ha piegato la Danimarca, e poi dall'Honduras, vittorioso sulla Corea del Sud. Infine, la festa del Brasile, con Neymar in grande spolvero. Finalmente.

    PORTOGALLO-GERMANIA 0-4 — La partita si sblocca in chiusura di primo tempo, con il tiro vincente del centrocampista dell'Arsenal Serge Gnabry, al 57' il raddoppio di Ginter, che in Brasile aveva già vinto il Mondiale del 2014 (giocatore più giovane della Germania di Loew). Tris di Selke (attaccante del Lipsia, cercato dal Crotone lo scorso mese), chiude i conti Philipp Max, entrato dalla panchina.




    NIGERIA-DANIMARCA 2-0 — Sblocca al quarto d'ora, con il primo gol nel torneo, un piattone di sinistro da centro area, il numero 10 e capitano John Obi Mikel, servito da un cross basso di Ezekiel. All'ultimo minuto del primo tempo colpo di testa pericolosissimo del danese nero Gomes, il portiere della Nigeria Daniel si tuffa all'indietro e salva. Al quarto d'ora il raddoppio, firmato Aminu Umar, Ezekiel sfiora il 3-0 di testa.

    SUD COREA-HONDURAS 0-1 — Doveva essere il quarto di finale più squilibrato, perché i coreani apparivano in forma e si candidavano a una medaglia. L’Honduras si era guadagnato i quarti pareggiando con l’Argentina e vincendo la prima partita grazie… al portiere dell’Algeria. E invece, ecco la sorpresa: centramericani avanti, asiatici fuori dal torneo. Decide un gol di Alberth Elis al 14' della ripresa: vale l'1-0 che i coreani non saranno più in grado di recuperare.

    BRASILE-COLOMBIA 2-0 — Era il quarto più atteso. Il Brasile, partito in modo scialbo, aveva lasciato segnali incoraggianti contro la Danimarca. E il quarto di finale è vinto sulla Colombia 2-0 con gol di Neymar dopo 12 minuti e il sigillo di Luan a 7' dalla fine che chiude la pratica. Ora i padroni di casa trovano in semifinale l'Honduras. La strada verso la medaglia sembra in discesa.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Dom Ago 14, 2016 8:55 am

    - 14 AGOSTO - ORE 10:55 -


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da APUMA il Dom Ago 14, 2016 2:09 pm

    Olimpiadi Rio 2016, Paltrinieri oro nei 1500: “Il record arriverà, qui contava solo il successo

    L'azzurro: «Mi sono detto: Vado a canna, se qualcuno vuole starmi dietro ci provi. Mi sono tolto un peso da diecimila chili»


    Da sinistra Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti, oro e bronzo a Rio 2016

    La consegna dell’oro arriva puntuale quattro anni dopo la prenotazione. Gregorio Paltrinieri si allunga sulla corsia e trova dietro di sé l’amico Gabriele Detti: tutti e due fissano il tabellone che racconta una storia immaginata ogni ogni sera. Insieme.

    I 1500 metri parlano italiano, oro e bronzo con l’americano Jaeger in mezzo ed è un successo che somiglia davvero all’idea costruita dal 2012 a oggi. Dalla foresteria di Ostia all’Aquatic Center di chissà dove, in un posto che dovrebbe essere Rio e non lo sembra affatto, ma l’oro è proprio quello giusto, il podio è tricolore e i due campioni hanno solo una frase da ripetersi a vicenda: «Ce l’abbiamo fatta».



    L’oro che ha al collo è proprio come lo aveva immaginato?
    «Quello vero è incredibile, quello dei desideri era più facile da gestire. Questo non ho ancora realizzato di averlo. Ho sognato questo momento da tantissimo tempo».

    Ha mai temuto che qualcosa potesse andare storto?
    «Tutto quello che ho vissuto in questo ultimo mese è stato molto più difficile di come pensa la gente. Sapevo di poter solo perdere, il mio era considerato un successo scontato: è stata dura scendere in acqua e dare il massimo con sto peso addosso. A un certo punto ho escluso le emozioni. Almeno prima di tuffarmi, poi me la sono goduta».

    I rivali non l’hanno neanche vista.
    «Lo so che davanti alla gara sembrava tutto scontato però non è così. In quest’ultima fase di preparazione mi sono chiesto tante volte: “Ma sto facendo le cose giuste?”. Devo dire grazie ai miei genitori che hanno capito la fase delicata e mi hanno sostenuto».

    In acqua tutto questo tormento non si è visto.
    «Meno male. In realtà appena arrivato in Brasile è scattato qualcosa, la voglia di dare il massimo, il bisogno di portare a termine il lavoro. Mi sono tolto un peso da 10.000 chili».

    Mancava solo il record.
    «Mi interessava la medaglia e ci ho messo il cuore. Volevo essere sul gradino più alto ed ero così concentrato che non potevo certo gestire la cadenza di un record del mondo che sapevo benissimo di non poter centrare così».

    È partito a siluro.
    «Sì, proprio lo start che qualsiasi allenatore preparato ti direbbe di evitare. Ma me ne sono fregato, io volevo mettere distanza tra me e gli altri. Ho pensato “vado a canna, se qualcuno vuole starmi dietro ci provi”».

    E non va bene?
    «Rischi di saltare, di certo un record non lo fai. Ma io ero sicuro di me».

    E come si fa invece un record?
    «Deve essere più ragionato di così, ma a me qui non interessava il tempo . Verrà, ce l’ho nelle braccia».

    Mentre nuotava quando ha capito che davvero il successo era suo?
    «Mai, ho continuato ad andare. Non è una gara che avrei mai controllato, neanche negli ultimi 50 metri».

    Come ha vissuto il podio per due?
    «Emozionante, siamo stati in due in tutte queste tappe, è bello arrivare in due al traguardo. Gabri ha detto che si fa i capelli platino. Io evito, tanto lui dice sempre che sono già brutto così».

    A Carpi, la sua città, si sono ritrovati in 500 alla piscina appena restaurata. Il tifo di casa.
    «Non riesco a immaginarmi quel posto pieno. Avrei voluto sentire il boato».

    A Rio per altri tre giorni, oltre a tingere i capelli di Detti che fa?
    «Prima devo vedere gli Usa di basket che giocano poi si vedrà. C'è tutta la mia famiglia, la fidanzata e gli amici. È ora di festeggiare»
    Fonte: La Stampa


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da Kim Winchester il Dom Ago 14, 2016 10:03 pm

    Olimpiadi, tuffi: Cagnotto finalmente di bronzo per il gran finale
    La bolzanina, all'ultima gara in carriera, segna il miglior punteggio mai realizzato e sale finalmente sul podio individuale olimpico che ancora le mancava, dopo l'argento nel sincro



    14 AGOSTO 2016 - RIO DE JANEIRO (BRASILE)
    Leggendaria. Non ci sono altre parole per descrivere Tania Cagnotto che, all’ultima gara in carriera e sul palcoscenico più alto, con il punteggio record di 372.80 punti, conquista finalmente la medaglia olimpica individuale che corona un percorso agonistico straordinario, esemplare per dedizione, volontà, applicazione e fiducia nei propri mezzi unita a un talento cristallino ereditato da papà Giorgio (due argenti e tre bronzi olimpici) e da mamma Carmen, che come lei hanno fatto dei tuffi una ragione di vita. E la dedica, in tv, è proprio per loro: "Soprattutto per mio papà".

    ALL'ULTIMO TUFFO — Tania è bronzo dai 3 metri, il podio più agognato e sempre sfuggito all’ombra dei cinque cerchi, con la beffa di Londra 2012 quando finì quarta per 2 decimi. Un premio meraviglioso a se stessa e all’Italia, colto all’ultimo tuffo, mentre per il primo e il secondo posto le cinesi Shi Tingmao (406,05) ed He Zi (387,90), nell’ordine, facevano la solita gara a parte. La seconda poi si consola con l'inattesa proposta di matrimonio a bordo vasca che ha fatto il giro del mondo. Si capisce fin dal primo salto che, oro e argento a parte, la lotta per l’ultimo posto del podio riguarderà la finanziera bolzanina e la muscolatissima canadese Abel, fisicamente fortissima per compensare la maggior grazia in volo della Cagnotto.

    LA GARA — Tania parte bene con il doppio e mezzo indietro e il doppio e mezzo avanti con un avvitamento, e poi scollina senza troppi problemi. anche se non alla perfezione, il triplo e mezzo avanti che qualche grattacapo le aveva dato in semifinale. Dop tre tuffi è terza, davanti di un’incollatura all’americana, ma il doppio e mezzo ritornato della quarta serie le vale solo 69 punti, e la Abel torna davanti per 6 punti e 40, un margine difficile da colmare. Ma le fuoriclasse escono nel momento della verità, nell’ultima serie Tania stampa un doppio e mezzo rovesciato alla «cinese» che le vale 81 punti il record totale in carriera di 372.80, fatto nella gara forse più importante della carriera. Ora la pressione è tutta sulla Abel e il suo doppio e mezzo indietro, mentre l’azzurra lo segue con trepidazione da bordo vasca. Sembra un tuffo buono, la tensione è palpabile, poi il verdetto: 69 punti per la canadese, la medaglia vola in Italia con più di cinque punti di margine. E’ il tempo delle lacrime e degli abbracci, e di una giusta ricompensa ad una delle nostre più grandi atlete di sempre.

    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: Giochi Olimpici

    Messaggio Da Kim Winchester il Dom Ago 14, 2016 10:09 pm

    Olimpiadi, tiro a segno: Campriani, oro all'ultimo tiro con la carabina di Petra
    Il tiratore toscano conferma il titolo di Londra nella carabina 3 posizioni da 50 metri, sparando con l'arma della compagna Zublasing. Secondo oro per lui a questi Giochi, 19a medaglia per l'Italia


    14 AGOSTO 2016 - RIO DE JANEIRO (BRA)
    Paradossale, ma Niccolò Campriani deve ringraziare il detestato nuovo format della gara, se questo pomeriggio non si è dovuto sfilare dal collo l'oro di Londra. Anzi ne ha aggiunto un altro a quello già vinto pochi giorni fa nella carabina da 10 m. Chiamatelo signor Olimpiade, due medaglie per edizione dei Giochi, di cui tre d'oro. In mattinata è riuscito ad agguantare la finale per il rotto della cuffia, solo grazie agli errori dell'altro azzurro Marco De Nicolo che gli ha lasciato strada per la difesa del titolo. Nel pomeriggio poi, non ha sbagliato nulla, regalandosi il 2° oro di questi Giochi, il 7° per l'Italia che mette in carniere la 19a medaglia complessiva. E, in questo caso, senza scadere nella retorica può davvero ringraziare la compagna, Petra Zublasing per il sostegno... Senza di lei, infatti, anzi senza la sua carabina ("solo lei ha una carabina valida") la finale olimpica non sarebbe stata possibile. Come l'altro giorno quando ha sfiorato il podio nella carabina a terra 50 metri, utilizzano l'arma prestatagli dall'amico-rivale americano Matthews Emmon.
    LA GARA — Niccolò in finale ha fatto 458.8 punti, 0.3 più del russo Kamenskiy, fortissimo ma tesissimo all'ultimo colpo. Ha fatto 8.3, pochissimo, regalando l'oro a Campriani. Medaglia meritatissima, conquistata facendo 10 all'ultimo colpo nelle qualificazioni. Il bronzo è andato al francese Raynaud, che Niccolò ha tenuto dietro per tutta la gara. E dire che fine delle qualificazioni, superate per un punto (sarebbe bastato un 9 invece di un 10 per uscire), Niccolò aveva fatto una faccia un po' così, tirata e sorridente. Come dire: mi tocca faticare per altre tre ore. Ne valeva la pena. Dopo i 15 tiri in ginocchio Nicco era primo con 155.1 punti. Nei 15 tiri a terra però è calato: ha sparato peggio che in ginocchio e si è fatto raggiungere - primo alla pari - dal russo Kamenskiy, fenomenale nei 120 tiri di qualificazione. Il russo Vlasov e il francese Raynaud erano lì, terzo e quarto non lontani. La formula scelta per la finale, perfetta per il pathos, magari meno per la meritocrazia, a quel punto prevedeva 10 tiri in piedi, poi eliminazioni in serie. Il pubblico, con bandiere tedesche e bandierine francesi, si è scaldato.

    Petra Zublasing, fidanzata di Niccolò, quarta in questa stessa gara qui a Rio, seguiva tutto da un seggiolino in tribuna. Sono usciti un norvegese, il russo Vlavov, un cinese, due tedeschi. Poi i colpi per le medaglie. A Londra Niccolò aveva vinto l'oro in questa stessa specialità, la carabina tre posizioni, mentre qui a Rio ha già messo al collo quella nell'aria compressa 10 metri. Campriani diventa così uno dei due italiani bimedagliati di questi Giochi, assieme a Gabriele Detti. L'altro giorno, dopo il podio sfumato, Campriani aveva ventilato l'ipotesi di un ritiro... Sarebbe un peccato, se dopo questo secondo oro restasse dello stesso avviso.

    Fonte: La Gazzetta dello Sport


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    Re: Giochi Olimpici

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