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    La testa nel pallone

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Nov 01, 2015 8:58 am

    Juventus-Torino 2-1: Cuadrado gol al 93', Allegri si prende il derby

    Sblocca Pogba, pareggia Bovo, poi Buffon compie una prodezza su Glik, Bonucci colpisce la traversa al 90' e in pieno recupero decide il colombiano: per i bianconeri arriva il riscatto dopo la sconfitta col Sassuolo

    31 OTTOBRE 2015 - TORINO
    Finisce 2-1 esattamente come un anno fa, quando il Toro venne beffato allo Stadium all'ultimo secondo. Stavolta non c'è Pirlo ma una Juve ferita e arrabbiata che ha bisogno dei tre punti per uscire dalla crisi e va a prenderseli con la tenacia mancata in altre occasioni. A segno Pogba, criticatissimo dopo il Sassuolo, ma decisivo è stato Cuadrado, che è entrato subito e ha cambiato la partita: assist per il francese e rete preziosissima, la sua prima in bianconero.

    L'esultanza di Cuadrado, Pogba e Morata dopo l'1-0.

    KHEDIRA, CI RISIAMO — Eppure per la Juve era iniziata male con il k.o. di Khedira dopo neanche 10 minuti (quindicesimo guaio muscolare della stagione), però alla fine la sostituzione del tedesco ha avuto anche i suoi vantaggi, perché l'ingresso in campo di Cuadrado e il cambio di sistema hanno portato in poco tempo al gol bianconero e al 2-1 sul finale della gara. Allegri infatti aveva iniziato con il 4-3-1-2, Hernanes trequartista, Morata-Dybala in attacco e il colombiano in panchina. Con l'uscita di scena di Khedira invece è passato al 4-3-3, con Hernanes inizialmente centrale e poi interno, Dybala punta centrale e Morata e Cuadrado larghi. L'ex viola è diventato subito una spina nel fianco di Molinaro e dopo una manciata di minuti ha dato il là all'azione del vantaggio: al 19' cross da destra, velo di Dybala e tiro da fuori di collo destro di Pogba, imparabile per Padelli. dopo l'unica rete su rigore (a Genova) e tante critiche, il francese è tornato a brillare, con il misterioso +5 scritto sulla maglia. L'esultanza rabbiosa è la conferma di un momento delicato, per lui e per la squadra. La rete è molto bella e potrebbe essere il segnale della svolta, per lui e per la Juve.

    REAZIONE GRANATA — Il Toro di Ventura invece, schierato con il 3-5-2, è più molle del solito e non cambia marcia dopo il gol bianconero. L'unico lampo dei primi 45 minuti è una bella palla di Baselli per Quagliarella (30'), che però colpisce male e manda fuori. A pochi minuti dal primo gong Molinaro salva un pallone destinato alla rimessa dal fondo ma Bonucci è più veloce di Maxi Lopez. Però nella ripresa i granata si risvegliano e dopo 6 minuti pareggiano con Bovo: punizione rimpallata da Baselli e il difensore replica con una sassata di sinistro. Non solo: i bianconeri rischiano il colpo del k.o poco dopo, ma stavolta San Gigi Buffon salva miracolosamente su colpo di testa di Glik.

    Dopo il pari Ventura prova a vincerla spingendo sulle fasce, con Zappacosta al posto di Molinaro (e Bruno Peres spostato a sinistra) e toglie Baselli (ammonito e meno vivace del solito) per Benassi e alla fine tocca a Buffon tenere in piedi la baracca, parando sulla linea un'altra zuccata di Glik. Allegri ci prova con Mandzukic per Morata (arrabbiatissimo, se la prende con la panchina) ma il cambio non produce pericoli rilevanti. Il pubblico non gradisce e fischia il cambio Dybala-Alex Sandro, ma anche il brasiliano alla fine sarà prezioso. Finale thrilling con la doppia occasione per la Juve al 45': traversa di Bonucci e parata di piedi di Padelli su tiro di Marchisio. E al 93' arriva la rete di Cuadrado: azione che parte dai piedi di Pogba, poi Alex Sandro serve il colombiano che anticipa Padelli. La beffa è servita anche stavolta.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Nov 04, 2015 9:56 am



    Champions League: La Juventus pareggia 1 a 1 col Borussia M'Gladbach



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Mer Nov 04, 2015 10:02 am

    Borussia Mönchengladbach-Juventus, Allegri: "Potevamo vincere"

    "Avrei firmato per essere a 8 punti dopo 4 partite, e fino all'espulsione di Hernanes stavamo andando bene. Abbiamo una squadra giovane, a volte pecchiamo. Pogba sta crescendo ma deve capire meglio i momenti della partita"


    Massimliano Allegri, seconda stagione sulla panchina della Juventus.

    "L'espulsione di Hernanes? Prima di parlare dei singoli, vorrei parlare della squadra - spiega Massimiliano Allegri dopo il pareggio 1-1 di Mönchengladbach - la sensazione, prima che rimanessimo in dieci, era che potessimo vincerla questa partita. Abbiamo iniziato meglio poi abbiamo concesso dieci minuti e abbiamo subito il gol: l'espulsione ci ha penalizzato e alla fine ci è andata anche bene perché abbiamo rischiato di capitolare. Abbiamo otto punti, mancano due partite difficili ma all’inizio del girone avrei messo la firma per essere in questa situazione di classifica".

    MOTIVAZIONI E APPRENSIONE — "Non credo che questi ragazzi non siano più motivati, siamo una squadra giovane, oggi avevamo degli under 23 con poche presenze in Champions. Siamo partiti forte, aggredendoli subito, poi abbiamo perso un po' di palle pericolose. In questo momento, mancando un po' di risultati è normale che si sia un po' di apprensione: ci sono momenti in cui gli avversari ti pressano, ma non devi perdere palla, anche a costo di giocare male".

    SU POGBA — "Paul sta crescendo - conclude Allegri - all'inizio ha perso dei palloni di troppo, ma ha fatto una partita importante. Però deve ancora migliorare, capire i momenti della partita: quando non si ha lo spazio per dribblare bisogna cambiare modo di giocare".

    PARLA DYBALA — "Abbiamo affrontato una partita non facile - commenta Paulo Dybala - nel secondo tempo eravamo usciti bene, poi l'espulsione ci ha penalizzato".
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Nov 08, 2015 10:11 am



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Dom Nov 08, 2015 9:17 pm



    La Juve centra la doppietta: passa a Empoli per 3-1
    I bianconeri raccolgono i tre punti con le reti di Mandzukic, Evra e Dybala
    La Juve centra per la prima volta la doppietta in campionato. Come richiesto alla vigilia da Allegri, i bianconeri bissano il successo nel derby strappando i tre punti al Castellani grazie al 3-1 rifilato all'Empoli di Giampaolo. Vittoria in rimonta per la Juve, andata sotto al 20esimo col gol di Maccarone e riemersa già nel primo tempo con l'uno-due firmato Mandzukic-Evra.
    La Partita:
    Impossibile definirla bella. Poco ma certo. Difficile pensarla guarita. Diciamo allora convalescente, sulla via della guarigione. Questo sì. Con una buona iniezione di grinta, tenacia e rabbia agonistica capaci di supplire alle indubbie e macroscopiche difficoltà di manovra ancora oggi molto evidenti. Ma con tre punti messi in classifica, conquistati per di più in rimonta, e una classifica più rosea grazie alla seconda vittoria consecutiva in campionato - un inedito sinora - è più facile volgere all'ottimismo.

    Fuori casa, in fondo, fino ad oggi era arrivata una sola vittoria e certo il Castellani, fortino di un Empoli reduce da tre successi nelle ultime cinque partite, non era facile terra di conquista. E a conti fatti non lo è stata. Da qui, allora, le ragioni - o per lo meno alcune ragioni - che possono sostenere le speranze e le ambizioni di Allegri e dei suoi uomini che, per la settima volta in stagione, sono andati sotto al primo tiro in porta degli avversari ma hanno avuto la forza di reagire e ribaltare il tavolo. L'acuto di Maccarone, lasciato un po' troppo solo da Barzagli, bravo però a inquadrare l'angolo lontano alle spalle di Buffon e centrare l'obiettivo, sarebbe potuto essere un colpo da ko, se non altro a livello morale e psicologico.
    La forza di non scomporsi e contenere anzi, con spirito persino da "provinciale", il buon momento dell'Empoli - squadra ben preparata e ben messa in campo da Giampaolo - sono state però le basi della rimonta bianconera concretizzatasi nell'arco di sei minuti, col doppio tocco - tanto cercato quanto fortunoso - di Mandzukic e la zuccata precisa di Evra tra il 32esimo e il 38esimo.


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Nov 09, 2015 9:20 am

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    La Juventus batte l'Empoli per 3 a 1! DoppioPingu PinguHop

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Nov 15, 2015 9:00 am



    La Pistoiese pareggia 0 a 0 col Pontedera!



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da annika il Mer Nov 18, 2015 9:54 pm



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Nov 22, 2015 9:19 am

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    La Juventus batte il Milan per 1 a 0! PinguHop

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Nov 22, 2015 9:25 am

    Juventus-Milan 1-0: Dybala gol, Allegri ingrana la terza e sorpassa Mihajlovic

    Terzo successo consecutivo per i bianconeri che dopo una gara non esaltante continuano l'operazione rimonta grazie alla sesta rete dell'argentino in campionato. Il muro difensivo dei rossoneri regge per 65 minuti: si interrompe la striscia di 5 risultati utili consecutivi

    Se doveva essere una gara a eliminazione, beh, ciao ciao Milan. Ciao scudetto (obiettivo mai alla portata) e ciao Champions, non tanto per il distacco in classifica, ma per la distanza tecnica che separa questa squadra dalle battistrada. Per la rossa (e nera) "Miss Italia" finisce qui, la Vecchia Signora invece piazza un urletto e torna fra le candidate.

    Magari non favorita, ma lì, lontana sei punti, per una notte, dalla vetta. La squadra di Allegri passa con un gol di Dybala dopo oltre un’ora di gioco non entusiasmante ma anche senza particolari sofferenze. Alla vigilia della fondamentale sfida col City, Allegri trova la terza vittoria consecutiva in campionato e tre punti che danno continuità e rendono credibile il progetto “Natale in corsa”.


    L'esultanza di Paulo Dybala.

    GOL E PARATE — Ecco, se bisognasse giudicare la prestazione, i campioni d’Italia non sembrano proprio nella forma che garantisce rimonte arrembanti, ma contro questo Milan basta un cross buono, di Alex Sandro, e l’inserimento fra i due centrali di Dybala, zitto zitto alla sesta Joya in campionato. Restando ai personaggi, il confronto da “Vent’anni dopo” fra Buffon e Donnarumma vede il giovane moschettiere rossonero attento sui tiri da fuori e impotente sul gol, mentre quello bianconero è praticamente inoperoso fino al recupero (tiro di Cerci), altro segno abbastanza chiaro di come è andato il match.

    CIAO TREQUARTISTA — I tre punti arrivano non senza dolori. Allegri il giorno dopo aver minimizzato la situazione infortuni perde prima del match Khedira, e durante (28’) Evra e poi Hernanes. Sturaro e Alex Sandro sono i sostituti designati dei primi due (meglio il secondo, soprattutto in fase offensiva). Bonucci e Morata partono in panca (probabilmente con vista ManCity), Dybala parte forte, poi cala, poi risale. Al suo fianco agisce Mandzukic, dietro di loro Hernanes, che si segnalerà solo per una punizione deviata (gran riflesso di Donnarumma). Il Profeta va piano, e così il modulo col trequartista non fa male come potrebbe. Dopo 45’ Allegri, complice un problema muscolare, lo toglie, inserendo Bonucci e passando al 3-5-2. La mossa se non altro allarga il fronte d’attacco, concedendo qualche spazio in più a Pogba (che si blocca sulla trequarti) e Dybala, che la decide.

    TROPPO BRUTTI — Se la Juve passa anche senza essere in versione “La grande bellezza”, questo Milan all’estetica non concede proprio nulla. Il tridente di Sinisa è in realtà un 4-5-1 in cui anche Niang e Cerci sono molto preoccupati della fase difensiva. Ma più di modulo e atteggiamento contano gli errori. Un esempio? Cerci sull’unica palla buona del primo tempo invece di colpire di testa verso la porta cerca una sponda per nessuno. E poi Montolivo e Kucka faticano ad azzeccare un passaggio: così la squadra non tiene una palla che sia una e crea pochissimo (un tiro di Kucka sopra la traversa è l’unico bottino della supposta reazione all’1-0). Bonaventura ci prova da solo, dietro non va malissimo, ma un errore è decisivo per fermare la striscia di cinque risultati utili di fila e far proseguire la maledizione dello Juventus Stadium (5 sconfitte in 5 gare). La risalita non è ancora iniziata.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Nov 26, 2015 9:55 am

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Gio Nov 26, 2015 10:05 am

    Juve-Manchester City 1-0: Mandzukic gol, Allegri agli ottavi di Champions

    Ai bianconeri basta una zampata del croato per superare gli inglesi, balzare in vetta al gruppo e conquistare la qualificazione. E con un pari a Siviglia all'ultimo turno è garantito il primo posto utile a evitare Bayern e Barcellona

    "Don’t look back in anger" è uno dei successi storici degli Oasis, leggendaria band col Manchester City nel cuore. Ma stasera, dopo l’1-0 della sua Juve proprio ai Citizens, Massimiliano Allegri potrà fare festa, evitando di guardarsi alle spalle con rabbia come recita la canzone. Fregandosene della buriana che si sarebbe scatenata nei suoi confronti se le cose fossero andate male, visto che le esclusioni di Cuadrado e Morata erano state contestate da critica e tifosi nel prepartita. Invece è proprio l’uomo che tiene fuori lo spagnolo, Mario Mandzukic, a giocare la migliore partita da quando è in Italia e a firmare il successo che consegna alla Juve la qualificazione agli ottavi di Champions con un turno di anticipo. E non è finita qui: con un punto a Siviglia sarà primo posto, con relativa certezza di evitare le due corazzate ingiocabili, Bayern e Barcellona. Nonostante il passaggio del turno, stecca ancora una prova del nove il City, squadra ricca di bravi giocatori pagati tanto. Forse troppo. E con un evidente deficit di personalità. Le assenze di Zabaleta, Silva e Kompany non sono esattamente secondarie, ma al di là degli episodi questa è una squadra lontana dall’élite europea alla quale lo sceicco Mansour ambisce.


    L'urlo di Mario Mandzukic dopo il gol.

    ALEX SANDRO — La serata dello Stadium fa rannicchiare su se stessi tutti coloro che avevano contestato a Marotta i 26 milioni spesi per il brasiliano. Che gioca la partita perfetta: assist a Mandzukic, spinta che fa impallidire un Sagna a cui non è rimasta nemmeno la corsa dei tempi dell’Arsenal. E almeno due interventi perfetti in fase difensiva. Allegri sceglie il 3-5-2, Pellegrini un 4-3-3 versatile in cui Touré è la mezz’ala più reattiva ad alzarsi e a trasformare lo schema in un 4-2-3-1. Si gioca a ritmi non altissimi: prima è Fernando a sciupare da posizione favorevole, poi è la Juve a sbloccare. Azione travolgente di Pogba, con De Bruyne che non riesce nemmeno a fare fallo. Palla per Alex Sandro, cross che ogni centravanti sogna e gol del croato, che sfrutta la palese e costosa (45 milioni pagati dal City al Valencia!) inadeguatezza di Otamendi per battere Hart. Concede poco la Juve, anche se sul finir di primo tempo un colossale errore di un opaco Marchisio mette Aguero a tu per tu con Buffon. Bravo il numero uno nell’uscita bassa che confonde il Kun, lontano dalla miglior condizione dopo il lungo stop.

    BUFFON DECISIVO — Si riparte con lo stesso copione: la Juve copre benissimo il campo col 3-5-2, aiutata da un City poco brillante nel gioco senza palla. Buffon trema ancora su un episodio, stavolta su palla inattiva, ma si supera sul colpo di Fernando aiutato anche dal palo. Una parata strepitosa. La partita è più bella: il City ci mette più intensità, anche se la spinta offensiva non ha mai continuità. Entra Morata per Mandzukic: lo spagnolo ha voglia di spaccare il mondo e per due volte sfiora il raddoppio. Nella prima occasione Sturaro colpisce il palo dopo che il pallonetto dell’attaccante scavalca Hart, nella seconda il portiere impedisce che venga giù lo Stadium dopo un'azione da sballo dello stesso Morata. In mezzo il brivido firmato Sterling, che sull’unica cosa bella di De Bruyne si divora un gol a porta spalancata. Azione emblematica di una squadra a cui da tempo manca il salto di qualità. Quello che insegue anche la Juve: i picchi della scorsa stagione non si sono ancora fatti vedere. Ma la caccia al tesoro può proseguire con la calma della seconda fase di Champions in tasca.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Nov 29, 2015 4:06 pm



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Dom Nov 29, 2015 9:50 pm

    festeggiare Palermo 0-3 Juventus festeggiare



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Dom Nov 29, 2015 9:51 pm

    APUMA ha scritto:

    hug hug hug hug hug hug


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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Nov 30, 2015 9:10 am

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Nov 30, 2015 9:14 am

    Palermo-Juve 0-3, Mandzukic-Sturaro-Zaza: Allegri vince la 4ª gara di fila

    Sblocca un altro gol del centravanti croato su splendido cross di Dybala, nel finale i bianconeri dilagano e si portano al 5° posto a -3 dalla Roma

    Allegri ha avuto di nuovo ragione. La Juventus vince 3-0 a Palermo e centra il quarto successo consecutivo in campionato. A spianare la strada, come mercoledì contro il Manchester City, ci ha pensato ancora Mandzukic. Dategli la palla giusta e Mario, più che sollevare il mondo, solleva se stesso e tutta la squadra. È successo all'8' del secondo tempo, quando il croato ha sovrastato Struna nello stacco aereo e l'ha messa dentro sul cross al bacio di Dybala. Poi Sturaro e Zaza hanno completato l'opera. Così i bianconeri balzano temporaneamente al 5° posto e si portano a -3 dalla Roma. L'operazione rimonta, cominciata un mese fa nel derby di Torino, prosegue rapidamente. E Max se la gode più di tutti perché le sue scelte spesso contestate, come quella di tener fuori Morata per la terza volta di fila dalla formazione titolare, si rivelano vincenti.


    L'esultanza della Juve dopo il gol di Mandzukic.

    BLOCCATI — La Juve parte piano e cresce col passare dei minuti, non abbastanza da dare l'impressione di avere in mano la partita. Allegri conferma il 3-5-2 cambiando solo i due esterni rispetto alla gara di Champions col City, dando fiducia a Cuadrado dopo due esclusioni consecutive. Ma il colombiano, meno incisivo rispetto al solito, si accende solo nel finale ed è più Evra, dall'altro lato, a spingere. Gli unici pericoli, in ogni caso, arrivano dalle fasce perché il 4-3-1-2 del Palermo chiude ogni spazio al centro: Mandzukic spara a lato sul cross basso di Evra, Bonucci si divora una palla gol sugli sviluppi di un corner, Dybala conferma che il colpo di testa non è tra i suoi fondamentali preferiti mandando fuori (ed era tutto solo) un bell'assist di Sturaro. Tiri in porta, però, non se ne vedono, anche perché spesso Dybala indietreggia e lascia in area solo Mandzukic con Sturaro e Pogba poco propensi all'inserimento. In verità anche Buffon fa quasi da spettatore: il Palermo pressa alto con Brugman che, tra le linee, si occupa più di annullare Marchisio che di verticalizzare, mentre uno dei pochi lampi di Vazquez, in ogni caso sempre molto attivo, produce una chance per Hiljemark in avvio. Troppo poco per dare preoccupazioni ad Allegri.

    LA SVOLTA — Portare più uomini sugli esterni per allargare le maglie della difesa del Palermo è la strategia giusta: il gol che sblocca la partita, non a caso, nasce così. Poi, è chiaro, ci vuole classe. Mandzukic fa quello che ha sempre fatto in carriera (salta più in alto dell'avversario e segna di testa), ma il merito è anche di Dybala che si allarga a sinistra e fa partire un cross alla Ryan Giggs. A Palermo, del resto, lo sanno bene che "u picciriddu" è tanto bravo a far gol quanto a regalare assist ai compagni. Ballardini prova a cambiare le carte in tavola togliendo Hiljemark, inserendo Quaison e spostando Vazquez sulla trequarti, poi fa fuori Gilardino per Trajkovski. Ma ne ricava poco e, anzi, rischia di subire il raddoppio su una sgroppata di Cuadrado. La Juve abbassa il baricentro, così Allegri preferisce la velocità di Morata al fisico di Mandzukic e si copre con Lichtsteiner al posto di Cuadrado. E la quarta vittoria consecutiva arriva senza patemi, anzi, arriva in scioltezza con il raddoppio di Sturaro, ben imbeccato da Pogba all'89', e il tris di Zaza, servito da Morata, al 93': è la nuova Juve. Solida e vincente.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Dic 05, 2015 10:22 am

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Sab Dic 05, 2015 10:25 am

    Lazio-Juve 0-2: decidono un autogol di Gentiletti e una perla di Dybala

    All'Olimpico l'ex Palermo costringe il centrale biancoceleste all'autogol e raddoppia: Allegri centra la quinta vittoria di fila, agganciata la Roma al quarto posto in classifica

    Quinta vittoria di fila della Juventus che aggancia la Roma al quarto posto in attesa della sfida dei giallorossi a Torino. Risale la squadra di Allegri mentre sprofonda la Lazio che subisce la quinta sconfitta nelle ultime sei giornate (un solo punto conquistato). Biancocelesti in piena crisi: a rischio la panchina di Pioli. Gara subito in favore dei bianconeri: in vantaggio al 7’ con un’autorete di Gentiletti. Al 32’ il raddoppio di Dybala fissa le gerarchie della sfida. La sfida praticamente finisce lì perché la Lazio non riesce a rimettersi in corsa in una partita nata male e finita peggio. Juventus nettamente superiore, al di là del 2-0 finale.

    VANTAGGIO IN AVVIO — Indisponibile Lulic, Pioli ritrova Gentiletti in difesa e inserisce Kishna sulla trequarti. Allegri modifica la mediana: entrano Lichtsteiner, Asamoah (al posto dello squalificato Pogba) e Alex Sandro. Lazio in campo con la maglia celebrativa del Giubileo. Candreva prova a impensierire subito Buffon: al 5’, tiro al lato. Ma è la Juve a colpire al primo affondo: al 7’ sul traversone di Dybala dalla sinistra, Gentiletti nel tentativo di anticipare Mandzukic devia il pallone nella propria porta. Un autogol quanto mai beffardo per la Lazio, mentre la squadra di Allegri vede la propria gara mettersi immediatamente in discesa. Al 16’ gran giocata di Dybala che però conclude alto. La formazione di Pioli tenta di riorganizzarsi ma appare lenta in fase di impostazione. La Juventus si fionda sulle fasce con agilità: al 20’ spunto pericoloso di Asamoah deviato da Mauricio in angolo. La Lazio infittisce la manovra offensiva. Ma al 32’ arriva il raddoppio juventino con una perla di Dybala, che, innescato da Mandzukic, controlla ai 20 metri e fa esplodere il suo sinistro con un fulmine angolato che supera Marchetti. Una doccia gelata per la Lazio che fatica a ripartire. Fischi dell’Olimpico sui biancocelesti. Al 43’ duro contro di gioco fra Milinkovic e Chiellini, che porterà fino all’intervallo una fasciatura al capo. Al 47’ fallaccio di Radu su Lichtsteiner (manata sulla spalla) a metà campo: il difensore laziale viene ammonito.

    CONTROLLO BIANCONERO — A inizio ripresa Pioli fa entrare Keita e Anderson al posto di Kishna e Candreva (risentimento muscolare). Al 5’ proteste biancocelesti per una spinta in area di Bonucci su Radu. Al 14’ ancora Dybala: incursione con pallone sul fondo. Al 20’ Milinkovic impegna Buffon dalla distanza. Al 23’ altri cambi. Allegri avvicenda Asamoah con Evra e Pioli inserisce Matri al posto di Milinkovic. Al 25’ Parolo prova a sorprendere su punizione Buffon, che un minuto dopo è attento anche su un tentativo di Keita, subito in evidenza nella manovra della Lazio. La Juventus controlla con sicurezza. La Lazio si affida alla sua generosità che non basta a riscattare la scarsa lucidità, costante dell’intera prestazione. Klose insegue l’ultimo assalto. Finisce con i bianconeri a festeggiare per la gioia dei 10mila tifosi al seguito e con i biancocelesti sommersi dai fischi dell’Olimpico.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Dic 07, 2015 10:08 am



    Non sono per niente felice di questo risultato, siamo in terzultima posizione, un vero schifo; comunque...
    La Pistoiese pareggia con l'Arezzo per 1 a 1!




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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Dic 07, 2015 10:11 am

    Pistoiese e Arezzo si prendono un punto per uno

    Di Bari allo scadere in rovesciata agguanta gli aretini

    Pistoia, 6 dicembre 2015 - Con una spettacolare rovesciata di Di Bari allo scadere la Pistoiese evita la terza sconfitta consecutiva. Al Melani finisce 1-1 con l'Arezzo.

    Arezzo che si illude di potere ottenere i tre punti a cinque minuti dalla fine con il tap in di Bentancourt ma non fa i conti con la voglia degli arancioni di muovere la classifica. La truppa di Alvini sotto di una rete si getta all'attacco e trova il pari. E nel finale cerca anche la clamorosa rimonta ma la conclusione di Damonte da buona posizione finisce fuori misura.
    Fonte: La Nazione



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da thomas il Lun Dic 07, 2015 10:07 pm



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Dom Dic 13, 2015 9:43 am



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da Kim Winchester il Lun Dic 14, 2015 12:02 am

    E dire che gli Orange erano stati avvertiti!
    Stavolta se la sono proprio cercata!



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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Dic 14, 2015 2:40 pm

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    Re: La testa nel pallone

    Messaggio Da APUMA il Lun Dic 14, 2015 2:44 pm

    Juve-Fiorentina 3-1, Allegri vince la sesta di fila: ora è quarto

    Botta e risposta Ilicic-Cuadrado nei primi 6 minuti, poi un gol del croato a 10 minuti dal termine e un'altra magia di Dybala allungano la striscia di successi dei bianconeri e li portano al quarto posto

    Sembravano tutti iscritti al club Domizzi, quello di chi, suo malgrado, fa un favore all’Inter. Invece no, la Juve non ci sta: saluta i “soci” Roma, Napoli e Fiorentina e dopo 80’ di sgasate ingrana la sesta. Sei vittorie di fila, -2 dal secondo posto. Attenti, forse abbiamo parlato per mesi di novità e ora ci ritroviamo al solito vecchio duello Inter-Juve, con i Mancio-boys a fare da lepre, e i bianconeri da temuta muta di cani. Piuttosto motivata, stile bava alla bocca. Nella domenica delle sfidanti viene fuori la squadra di Allegri: se quella di Cuadrado è la zazzera vincente dell’ex, la firma sul match è di Mandzukic, all’ennesima volenterosa scivolata, e soprattutto di Paulo Dybala, imprendibile per tutti i 90’.

    VIOLA SPUNTATA — Dopo sei gare utili crolla la Viola di Paulo Sousa, che si conferma squadra dalla chiara identità tattica e capace di stare in campo, ma che stasera crea troppo poco: merito anche di una difesa, quella bianconera, tornata muro come ai tempi belli. Barzagli-Bonucci-Chiellini erano secondi, nella classifica dei tiri concessi agli avversari: meno di loro solo la Fiorentina. Stasera, probabilmente, il sorpasso. Solida dietro, con tante armi davanti, con potenzialità di crescita in mezzo: questa Juve può far paura.

    I GOL — All’inizio e alla fine. I tifosi dello Juventus Stadium non fanno nemmeno in tempo a sedersi, dopo l’ingresso delle squadre in campo, che hanno già visto due gol. La Viola parte a mille, come spesso le succede, e al primo affondo di Bernardeschi trova il rigore. Il numero 10 entra in area in velocità, contatto con la gamba di Chiellini, in ritardo, e va giù in area. Orsato nicchia, forse pensa alla simulazione, Damato, arbitro di porta, lo consiglia: rigore. Ilicic non sbaglia, trasformando il settimo penalty per la Fiorentina (primato in Italia). Può essere una mazzata per la Juve, invece al secondo affondo fa centro anche lei. Evra, più che intraprendente sulla sinistra (anche in seguito), arriva indisturbato al cross. Sul secondo palo Cuadrado di testa probabilmente prova a far la torre. Di sicuro si aspetta quello Tatarusanu, che così è ingannato dalla palombella che finisce in rete. Poi, nel primo tempo, vanno più vicini al raddoppio i bianconeri, grazie a uno scatenato Dybala. Non è un caso che i due gol della ripresa passino dai suoi piedi: al 35’ Pogba lo lancia nello spazio, lui trova il colpo sotto: Tatarusanu stoppa ma la palla resta, Mandzukic è il più veloce, in scivolata da bomber vero. Il 3-1 nel recupero è un premio personale per Dybala, oltre che un distillata di gioco nello stretto, con portiere superato e palla depositata in rete.

    ARMI JUVE — Quei due, Mario e Paulo, sbloccano un pareggio che col passare dei minuti pareva sempre più pieno di rimpianti per la Juve, dopo l’equilibrio iniziale. Due squadre messe in campo quasi specularmente, anche se il 4-2-3-1 viola tende più verso il centro e crea spesso una superiorità in mezzo, che affiora, a tratti, in un possesso palla bello da vedere (specialità della casa). Allegri sull’altro fronte ha scelto Evra e Cuadrado come esterni. Paradossalmente, vanno forte proprio nei presunti punti deboli: il francese affonda, il colombiano si applica con profitto in difesa. In mezzo quello che soffre di più è il rientrante Khedira, che ha la mobilità dell’ultimo Pirlo, ma senza avere i suoi lampi. Ci si attende che accenda la luce Pogba, ma il francese è tanto voglioso di piazzare la giocata quanto impreciso. Almeno fino al filtrante per Dybala, che dà il via al 2-1. Il miglior attacco del campionato (30 gol)? Kalinic ne vede poche e ne prende tante, Ilicic e Borja non scardinano le strutture difensive bianconere, come era successo con l’Inter. Sempre secondi, ma il “sorpasso mentale” forse è già avvenuto.
    Fonte: La Gazzetta dello Sport



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    Re: La testa nel pallone

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