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    Kim Winchester
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    Re: Ciclismo

    Messaggio Da Kim Winchester il Ven Mag 05, 2017 9:52 am

    Giro d’Italia 2017 oggi al via.
    Parte il 100esimo Giro d’Italia con la Alghero-Olbia, velocisti in agguato per la prima volata di gruppo, ma uno strappo a venti dal traguardo potrebbe lanciare una fuga






    Alghero, 5 maggio 2017 - Con la Alghero-Olbia il Giro d’Italia 2017 prende finalmente vita. Si parte dalla Sardegna: la frazione di apertura, di 206 chilometri, presenta le prime asperità ma dovrebbe portare il gruppo ad una volata generale.




    LA TAPPA - Sprint (prevedibile) a parte, si tratta comunque di una tappa interessante, ondulata, con un dente a venti dal traguardo che potrebbe lanciare qualche temerario verso una fuga e un arrivo a braccia alzate, ma appare molto difficile. Si parte da Alghero (per la prima volta sede di partenza), dopo circa 60 chilometri di sali e scendi ecco la prima salita del Giro in località Multeddu, cinque chilometri non duri che non faranno selezione. La prima parte mossa di tappa darà sicuramente il via a una fuga. La seconda asperità sarà la salita di quarta categoria a Trinità d’Agultù a oltre cento chilometri dal traguardo. Non sarà decisiva. Nella seconda parte di tappa, il gruppo avrà la possibilità di alzare il ritmo e riprendere eventuali fughe, anche se a venti dall’arrivo il percorso proporrà la salita di San Pantaleo, tre chilometri con pendenza media del 5% ma con uno strappo di 500 metri al 10%. Qui potrebbero partire eventuali contrattaccanti mettendo in difficoltà i velocisti del gruppo che cercheranno di salire con passo regolare. Per il gruppo ci sarà comunque la possibilità di recuperare il tempo perso negli ultimi 15 chilometri. Il finale di tappa è in leggera discesa, adatto ai velocisti. Le ruote veloci saranno le favorite, partendo da Greipel, favorito assoluto, passando per il talento della Quick Step Gaviria. Per quanto riguarda gli italiani possibilità per Modolo e Nizzolo, occhio anche all’australiano Caleb Ewan. Possibile outsider Jakub Marecko.


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    Re: Ciclismo

    Messaggio Da Kim Winchester il Lun Mag 29, 2017 11:47 am

    Si è concluso il Giro d'Italia


    Giro d'Italia a Dumoulin: Quintana è secondo, Nibali resta sul podio




    Per la prima volta l'Olanda trionfa nella corsa rosa dopo un'ultima tappa giocata sul filo dei secondi.Crono finale a Van Emden


    MILANO - Una volata lunga 30 km che sembra accompagnata dalla danza delle ore: ritmata, scandita dagli incitamenti e dalle speranze di folla variegata. Sulle montagne, quando la congiura sportiva sembrava travolgerlo, era sembrato un leone, aggrappato al Giro con artigli che sembravano dissolversi da un momento all’altro. Poi nella crono torna farfalla e gentiluomo, elegante nella sua compostezza quando usa la bicicletta. Tom Dumoulin allarga gli orizzonti del Giro d’Italia proprio nell'edizione numero 100, iscrivendo per la prima volta l’Olanda nell’albo d’oro.

    La farfalla di Maastricht risolve a suo favore una stressante battaglia sul filo dei secondi: ce la fa per 31 su Nairo Quintana, che piace nella prova contro il tempo più di quanto avesse entusiasmato in un Giro corso più da ragioniere che da condor.  "In alcune tappe di montagna avevo la febbre e non stavo bene, sarebbero forse stati i giorni giusti per attaccare Dumoulin, ma la cosa importante è essere salito sul podio". Subito dopo, Vincenzo Nibali, terzo per una manciata di secondi (9) dietro al colombiano. Lo Squalo comunque non ha nulla da rimproverarsi, a parte una condizione –pur buona- non eccellente, ed un anno in più rispetto al trionfo dello scorso anno. Ma sono discorsi che lasciano il tempo che trovano: il risultato della strada è questo e va accettato, prodotto di tre settimane non eccelse dal punto di vista tecnico ma straordinariamente emozionanti. Niente podio invece per Thibaut Pinot: il francese ha lavorato tanto a cronometro, magari perdendo qualcosa in salita, ma proprio contro il tempo ha compromesso il suo Giro. "Più di questo non si poteva fare - conferma il siciliano-. Abbiamo sempre cercato di attaccare ma le energie erano queste. Le crono sono state l'ago della bilancia, in due giornate mi sono mancate le gambe, una sul Blockhaus e ad Oropa: la gestione non è stata semplice e abbiamo dato il massimo simo alla fine".


    Arriva dunque, e proprio in coda, l’atteso ribaltone. La crono finale non è certo un inedito: negli ultimi 40 anni il Giro ha conosciuto 16 epiloghi del genere. Abbastanza inedito invece il ribaltone. Ne ricordiamo due. Hesjedal nel 2012 su un Purito Rodriguez che ogni volta che arrivava una prova contro il tempo vedeva streghe malvagie. Moser nel 1984 contro Fignon, in una giornata dal tifo antico (l’Arena di Verona rimbomba ancora di urla) e dal sapore modernissimo, con la famosa bici, per l’epoca ‘spaziale’, del trentino che tolse Giro e tante certezze a Laurent Fignon.

    La partenza dall’autodromo di Monza nell’immaginario collettivo è sinonimo di velocità, ma quando ad una formula uno si sostituisce la bicicletta, l’asfalto poroso non aiuta granché. Dumoulin deve recuperare 53’’ a Quintana, il primo intermedio dopo quasi 9 km indica che ce la farà: mezzo minuto che si raddoppia al secondo rilevamento ufficiale, quando di km al traguardo nel mancano appena 12. Sono proprio questi ultimi i più emozionanti, perché sono quelli in cui conta solo il cuore. Dumoulin è in vantaggio ma sembra non averne più, tanto che il suo ritardo dal vincitore di giornata (Jos Van Emden, altro olandese) si dilata. Addirittura, uno di quei controlli non ufficiali, un po’ artigianali, segnala Quintana virtualmente dietro appena 3’’. Sembra percepirlo anche Dumoulin, il cui sguardo all’arrivo si fa torvo, prima di lasciare spazio ad una gioia incontenibile. "E' incredibile e pazzesco. Non so cosa dire, non l'avrei mai immaginato - le prime parole di Dumoulin -. Quando ho superato il traguardo mi hanno detto 'hai vinto, hai vinto', poi quando ho visto il monitor sono rimasto di ghiaccio. Sono stato forte e fortunato, Nairo ha fatto una grandissima gara quest'oggi. Non volevo sentire indicazioni sui distacco ma dopo che ho passato la metà mi hanno detto di non prendere rischi e ho capito...".


    Fonte: La Repubblica


    Ultima modifica di Kim Winchester il Lun Mag 29, 2017 12:02 pm, modificato 1 volta


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    Re: Ciclismo

    Messaggio Da Kim Winchester il Lun Mag 29, 2017 11:55 am

    CLASSIFICA GENERALE — 


    1. Tom DUMOULIN (Ola, Sunweb) 90h34'54"; 

    2. Quintana (Col, Movistar) a 31";

    3. Nibali (Bahrain-Merida) a 40"; 

    4. Pinot (Fra) a 1'17"; 

    5. Zakarin (Rus) a 1'56"; 

    6. Pozzovivo a 3'11"; 

    7. Mollema (Ola) a 3'41"; 

    8. Jungels (Lus) a 7'04"; 

    9. Yates (Gb) a 8'10"; 

    10. Formolo a 15'17".




    La classifica di tappa

    1. Jos VAN EMDEN (Ola, Lotto Nl-Jumbo) in 33'08"; 
    2. Dumoulin (Ola, Sunweb) a 15", 
    3. Quinziato (Bmc) a 27"; 
    4. Kiryenka a 31"; 
    5. Rosskopf a 35"; 
    6. Barta a 39"; 
    7. Preidler a 51"; 
    8. Jungels a 54"; 
    9. Tratnik a 56"; 
    10. Amador a 1'02".


    LE ALTRE MAGLIE — 

    Maglia Ciclamino: Fernando GAVIRIA (Col, Quick-Step Floors). 
    Maglia azzurra: Mikel LANDA (Spa, Team Sky). 
    Maglia bianca: Bob JUNGELS (Lus, Quick-Step Floors).



    Fote: gazzetta.it  


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    Re: Ciclismo

    Messaggio Da Kim Winchester il Gio Lug 13, 2017 5:26 pm

    Tour de France, Aru è maglia gialla: Froome soffre sui Pirenei, tappa a Bardet




    Finale entusiasmante a Peyragudes. Attacca il campione d'Italia, vince il francese e il britannico cede la leadership. Il sardo: "E' un'emozione indescrivibile, il massimo per un corridore"

    PEYRAGUDES - A Peyragudes sono state girate scene di uno dei tanti 007, ‘Il domani non muore mai’’. Stavolta però l’agente della regina non è all’altezza della situazione: sulle pendenze più cattive, quando il traguardo è lontano poco più di 300 metri, Chris Froome si ingobbisce, sembra chiudersi su se stesso, improvvisamente abbandonato dall’ultimo dei suoi scudieri. Fabio Aru lo attacca, e lui non riesce a rispondere. Il sardo sfodera il ghigno dei giorni migliori nella sua progressione: non vince, perché la brillantezza di Romain Bardet fa la differenza. Tappa al francese, ma quel che più importa, maglia gialla a Fabio Aru.  

    Tour riaperto? Sbagliato. In realtà non si era mai chiuso. Ma la prima sui Pirenei ci consegna una seconda parte di Grande Boucle straordinaria. Perché, nonostante sia dietro per soli 6’’ –una inezia visto quel che ci aspetta- le certezze granitiche di Froome hanno mostrato crepe impreviste che potrebbero essere più ampie dell’esiguo margine. Per non parlare poi del terzo uomo. Romain Bardet: ormai anche lui è lì, ad appena 25’’ da Aru: in salita ha mostrato crescita di condizione, in discesa è quello che va meglio di tutti. E occhio anche a Rigoberto Uran, ancora una volta all'altezza: secondo nella tappa, quarto nella generale a 55''. Sarebbero stati 35, ma l'inflessibile giuria lo ha penalizzato di 20 (e con lui Bennett) per rifornimento irregolare.

    "Nella vita bisogna provarci, io ci ho provato oggi, a 300 metri dall'arrivo: lo strappo era duro, ma ho resistito -è il primo commento di Aru-. Questa maglia è un'emozione indescrivibile, il massimo per un corridore. Mi mancava la maglia gialla, dopo avere indossato quella rosa al Giro d'Italia e quella rossa alla Vuelta. Ancora mancano tante tappe e non sarà facile conservare la leadership. Questo risultato ripaga il lavoro dei miei compagni: ieri Cataldo si è dovuto fermare, oggi Fuglsang. E' dedicata a loro. Il Team Sky ha fatto un ritmo molto alto, io sono partito lungo e Bardet ha fatto un gran numero. Io sono molto contento. E' un piccolo vantaggio, ma il Tour è ancora molto lungo".




    Il primo enigma sui Pirenei dunque gronda risposte, snocciolate in coda dopo una giornata estremamente complicata. Ci sono sei GPM: prima del muro che precede l’arrivo ci sono, tra gli altri, sono Col de Mentè, Col de Peyresourde e soprattutto il micidiale Port de Balès. Fanno paura anche le pendenze al contrario. Lo indica l’asfalto pirenaico, da sempre temuto per la sua imperfezione, lo dice la storia del Tour. Quando si scende dal Mentè in molto ricordano la disavventura del grande Luis Ocana, che frantumò se stesso ed un Tour quasi blindato con una caduta rovinosa.

    Come sempre in questi casi, nel drappello che si avvantaggia c’è varia umanità. Chi si avvantaggia per placare la sofferenza in salita (tra questi Marcel Kittel e Michael Matthews, memori del fuori tempo massimo di Demare), chi ha in mente di vincere (Cummings e De Gendt, che tra l’altro al Tour hanno già vinto), chi sta nel mezzo, come il nostro Diego Ulissi. Si parte a tutta: 49 di media nella primissima fase. Come se non bastasse, la pioggia fa compagnia al gruppo per le prime 4 ore. I big come prevedibile, mantengono alta la guardia per cercare di ridurre i rischi.

    Qualcosa si inizia a vedere nell’atmosfera spettrale del Port de Balés: nella nebbia, moto d’orgoglio di Alberto Contador che sollecita il ritmo, facendo perdere a Froome una pedina importante come Henao. Detta così però, la lettura è parziale, perché la maglia gialla resta comunque scortata da tre uomini, a Bardet ne rimane uno, Aru invece resta solo. Un isolamento prevedibile quello del sardo: il più fido scudiero, Jakob Fuglsang, corre con microfratture a scafoide sinistro e alla testa del radio del gomito sinistro. E’ stoico, ma va inevitabilmente alla deriva.

    Ma torniamo alla discesa. Quella dal Port des Bales rischia di costare cara a Gautier, rovinosamente a terra e prodigiosamente in sella in qualche secondo. Ma il grande brivido lo offrono proprio Froome e Aru, che sbagliano Una curva e per poco non finiscono dentro un camper. Rispunta il fair play: Bardet, che parlotta con Quintana (poche battute e il colombiano sparirà dalla classifica che conta), sembra smanioso di mandarlo all’aria, ma alla fine si adegua e aspetta. Altri verdetti sono attesi da una salita storia come il Peyresourde: il Tour ci sale per la sessantaseiesima volta, gli eroi (con quattro passaggi in testa) sono miti come Jean Robic e Federico Bahamontes.

    In realtà succede poco, perché una volta ripreso il superstite dell’azione di giornata (Cummmings), il copione sembra scrivere il team Sky. I due Mikel, Landa e Nieve, tengono una andatura elevata, troppo per permettere scatti secchi. La resa dei conti però è vicina, ed avviene sul muro finale. Nieve si scioglie: Froome soffre, molla, tramortito dallo stesso ritmo che aveva preteso e finisce persino dietro a Landa. Aru e Bardet colgono l'attimo, sono dei falchi: il primo fa sognare l’Italia, il secondo la Francia, e di colpo c'è un keniano bianco che  si ritrova a soffrire la solitudine. "Mi complimento con Romain Bardet per la sua bella vittoria di oggi e anche con Fabio Aru per aver conquistato la maglia gialla. Io ho fatto il massimo sforzo ma nel finale della tappa non avevo le gambe per seguirli".

    ORDINE D'ARRIVO
    1. Romain Bardet             (Fra, AG2R)           in 5h49'38"
    2. Rigoberto Uran            (Col, Cannondale)       a      2"
    3. Fabio Aru                 (Ita, Astana)                s.t.
    4. Mikel Landa               (Esp)                   a      5"
    5. Louis Meintjes            (Saf)                   a      7"
    6. Daniel Martin             (Irl)                   a     13"
    7. Christopher Froome        (Gbr)                   a     22"
    8. George Bennett            (Aus)                   a     27"
    9. Simon Yates               (Gbr)                        s.t.
    10. Mikel Nieve               (Esp)                   a   1'28"
    11. Nairo Quintana            (Col)                   a   2'04"
    13. Damiano Caruso            (Ita)                   a   2'11"
    14. Alberto Contador          (Esp)                   a   2'15"

    CLASSIFICA GENERALE
    1. Fabio Aru                (Ita, Astana)     in  52h51'49"
    2. Christopher Froome       (Gbr, Sky)         a         6"
    3. Romain Bardet            (Fra, Ag2r)        a        25"
    4. Rigoberto Uran           (Col)              a        55"
    5. Daniel Martin            (Irl)              a      1'41"
    6. Simon Yates              (Gbr)              a      2'13"
    7. Mikel Landa              (Esp)              a      2'55"
    8. Nairo Quintana           (Col)              a      4'01"
    9. George Bennett           (Nzl)              a      4'24"
    10.Louis Meintjes           (Saf)              a      4'51"
    11. Alberto Contador         (Esp)              a      7'14"



    Fonte: Repubblica.it


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    Re: Ciclismo

    Messaggio Da Kim Winchester il Mer Lug 26, 2017 9:52 pm

    Il Tour de France è finito, lo ha vinto Froome
    Il tradizionale arrivo in volata sugli Champs-Élysées è stato vinto invece dall'olandese Dylan Groenewegen




    Si è conclusa  a Parigi la 104esima edizione del Tour de France, la corsa a tappe più prestigiosa del ciclismo. La tappa conclusiva, con partenza dal comune di Montgeron e arrivo sugli Champs-Élysées, è iniziata più tardi del solito — verso le 17 — ed è terminata alle 19 inoltrate dopo 110 chilometri di percorso. Il tradizionale arrivo in volata sugli Champs-Élysées è stato vinto dall’olandese Dylan Groenewegen, che in volata ha battuto il tedesco André Greipel e il norvegese Edvald Boasson Hagen. Il vincitore del Tour, Chris Froome, era certo della sua vittoria già dal termine della cronometro individuale del giorno prima, ma è diventato ufficialmente il vincitore della 104ª edizione della corsa solo al termine della tappa finale. Dietro Froome, nella classifica generale del Tour si sono piazzati il colombiano Rigoberto Uran e il francese Romain Bardet. Fabio Aru, il miglior italiano in classifica, ha concluso la corsa al quinto posto dopo aver indossato la maglia gialla per due tappe.



    La maglia verde, quella data al primo della classifica a punti del Tour, è stata vinta dall’australiano Michael Matthews; la maglia a pois per il miglior scalatore l’ha vinta il francese Warren Barguil; il miglior giovane corridore del Tour (la maglia bianca) è invece l’inglese Simon Yates. Infine, il team Sky — quello di Froome, Mikel Landa e Michal Kwiatkowski — è stato premiato come miglior squadra di questa edizione.


    La classifica finale del Tour de France 2017:
    1) Christopher Froome 83h 55′ 16”
    2) Rigoberto Uran + 00′ 54”
    3) Romain Bardet + 02′ 20”
    4) Mikel Landa + 02′ 21”
    5) Fabrio Aru + 03′ 05”
    6) Daniel Martin + 04′ 42”
    7) Simon Yates + 06′ 14”
    8) Louis Meintjes + 08′ 20”
    9) Alberto Contador + 08′ 49”
    10) Warren Barguil + 09′ 25”


    fonte: ilpost.it


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