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    Ciclismo

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    Re: Ciclismo

    Messaggio Da Kim Winchester il Ven Mag 05, 2017 9:52 am

    Giro d’Italia 2017 oggi al via.
    Parte il 100esimo Giro d’Italia con la Alghero-Olbia, velocisti in agguato per la prima volata di gruppo, ma uno strappo a venti dal traguardo potrebbe lanciare una fuga






    Alghero, 5 maggio 2017 - Con la Alghero-Olbia il Giro d’Italia 2017 prende finalmente vita. Si parte dalla Sardegna: la frazione di apertura, di 206 chilometri, presenta le prime asperità ma dovrebbe portare il gruppo ad una volata generale.




    LA TAPPA - Sprint (prevedibile) a parte, si tratta comunque di una tappa interessante, ondulata, con un dente a venti dal traguardo che potrebbe lanciare qualche temerario verso una fuga e un arrivo a braccia alzate, ma appare molto difficile. Si parte da Alghero (per la prima volta sede di partenza), dopo circa 60 chilometri di sali e scendi ecco la prima salita del Giro in località Multeddu, cinque chilometri non duri che non faranno selezione. La prima parte mossa di tappa darà sicuramente il via a una fuga. La seconda asperità sarà la salita di quarta categoria a Trinità d’Agultù a oltre cento chilometri dal traguardo. Non sarà decisiva. Nella seconda parte di tappa, il gruppo avrà la possibilità di alzare il ritmo e riprendere eventuali fughe, anche se a venti dall’arrivo il percorso proporrà la salita di San Pantaleo, tre chilometri con pendenza media del 5% ma con uno strappo di 500 metri al 10%. Qui potrebbero partire eventuali contrattaccanti mettendo in difficoltà i velocisti del gruppo che cercheranno di salire con passo regolare. Per il gruppo ci sarà comunque la possibilità di recuperare il tempo perso negli ultimi 15 chilometri. Il finale di tappa è in leggera discesa, adatto ai velocisti. Le ruote veloci saranno le favorite, partendo da Greipel, favorito assoluto, passando per il talento della Quick Step Gaviria. Per quanto riguarda gli italiani possibilità per Modolo e Nizzolo, occhio anche all’australiano Caleb Ewan. Possibile outsider Jakub Marecko.


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    Re: Ciclismo

    Messaggio Da Kim Winchester il Lun Mag 29, 2017 11:47 am

    Si è concluso il Giro d'Italia


    Giro d'Italia a Dumoulin: Quintana è secondo, Nibali resta sul podio




    Per la prima volta l'Olanda trionfa nella corsa rosa dopo un'ultima tappa giocata sul filo dei secondi.Crono finale a Van Emden


    MILANO - Una volata lunga 30 km che sembra accompagnata dalla danza delle ore: ritmata, scandita dagli incitamenti e dalle speranze di folla variegata. Sulle montagne, quando la congiura sportiva sembrava travolgerlo, era sembrato un leone, aggrappato al Giro con artigli che sembravano dissolversi da un momento all’altro. Poi nella crono torna farfalla e gentiluomo, elegante nella sua compostezza quando usa la bicicletta. Tom Dumoulin allarga gli orizzonti del Giro d’Italia proprio nell'edizione numero 100, iscrivendo per la prima volta l’Olanda nell’albo d’oro.

    La farfalla di Maastricht risolve a suo favore una stressante battaglia sul filo dei secondi: ce la fa per 31 su Nairo Quintana, che piace nella prova contro il tempo più di quanto avesse entusiasmato in un Giro corso più da ragioniere che da condor.  "In alcune tappe di montagna avevo la febbre e non stavo bene, sarebbero forse stati i giorni giusti per attaccare Dumoulin, ma la cosa importante è essere salito sul podio". Subito dopo, Vincenzo Nibali, terzo per una manciata di secondi (9) dietro al colombiano. Lo Squalo comunque non ha nulla da rimproverarsi, a parte una condizione –pur buona- non eccellente, ed un anno in più rispetto al trionfo dello scorso anno. Ma sono discorsi che lasciano il tempo che trovano: il risultato della strada è questo e va accettato, prodotto di tre settimane non eccelse dal punto di vista tecnico ma straordinariamente emozionanti. Niente podio invece per Thibaut Pinot: il francese ha lavorato tanto a cronometro, magari perdendo qualcosa in salita, ma proprio contro il tempo ha compromesso il suo Giro. "Più di questo non si poteva fare - conferma il siciliano-. Abbiamo sempre cercato di attaccare ma le energie erano queste. Le crono sono state l'ago della bilancia, in due giornate mi sono mancate le gambe, una sul Blockhaus e ad Oropa: la gestione non è stata semplice e abbiamo dato il massimo simo alla fine".


    Arriva dunque, e proprio in coda, l’atteso ribaltone. La crono finale non è certo un inedito: negli ultimi 40 anni il Giro ha conosciuto 16 epiloghi del genere. Abbastanza inedito invece il ribaltone. Ne ricordiamo due. Hesjedal nel 2012 su un Purito Rodriguez che ogni volta che arrivava una prova contro il tempo vedeva streghe malvagie. Moser nel 1984 contro Fignon, in una giornata dal tifo antico (l’Arena di Verona rimbomba ancora di urla) e dal sapore modernissimo, con la famosa bici, per l’epoca ‘spaziale’, del trentino che tolse Giro e tante certezze a Laurent Fignon.

    La partenza dall’autodromo di Monza nell’immaginario collettivo è sinonimo di velocità, ma quando ad una formula uno si sostituisce la bicicletta, l’asfalto poroso non aiuta granché. Dumoulin deve recuperare 53’’ a Quintana, il primo intermedio dopo quasi 9 km indica che ce la farà: mezzo minuto che si raddoppia al secondo rilevamento ufficiale, quando di km al traguardo nel mancano appena 12. Sono proprio questi ultimi i più emozionanti, perché sono quelli in cui conta solo il cuore. Dumoulin è in vantaggio ma sembra non averne più, tanto che il suo ritardo dal vincitore di giornata (Jos Van Emden, altro olandese) si dilata. Addirittura, uno di quei controlli non ufficiali, un po’ artigianali, segnala Quintana virtualmente dietro appena 3’’. Sembra percepirlo anche Dumoulin, il cui sguardo all’arrivo si fa torvo, prima di lasciare spazio ad una gioia incontenibile. "E' incredibile e pazzesco. Non so cosa dire, non l'avrei mai immaginato - le prime parole di Dumoulin -. Quando ho superato il traguardo mi hanno detto 'hai vinto, hai vinto', poi quando ho visto il monitor sono rimasto di ghiaccio. Sono stato forte e fortunato, Nairo ha fatto una grandissima gara quest'oggi. Non volevo sentire indicazioni sui distacco ma dopo che ho passato la metà mi hanno detto di non prendere rischi e ho capito...".


    Fonte: La Repubblica


    Ultima modifica di Kim Winchester il Lun Mag 29, 2017 12:02 pm, modificato 1 volta


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    Re: Ciclismo

    Messaggio Da Kim Winchester il Lun Mag 29, 2017 11:55 am

    CLASSIFICA GENERALE — 


    1. Tom DUMOULIN (Ola, Sunweb) 90h34'54"; 

    2. Quintana (Col, Movistar) a 31";

    3. Nibali (Bahrain-Merida) a 40"; 

    4. Pinot (Fra) a 1'17"; 

    5. Zakarin (Rus) a 1'56"; 

    6. Pozzovivo a 3'11"; 

    7. Mollema (Ola) a 3'41"; 

    8. Jungels (Lus) a 7'04"; 

    9. Yates (Gb) a 8'10"; 

    10. Formolo a 15'17".




    La classifica di tappa

    1. Jos VAN EMDEN (Ola, Lotto Nl-Jumbo) in 33'08"; 
    2. Dumoulin (Ola, Sunweb) a 15", 
    3. Quinziato (Bmc) a 27"; 
    4. Kiryenka a 31"; 
    5. Rosskopf a 35"; 
    6. Barta a 39"; 
    7. Preidler a 51"; 
    8. Jungels a 54"; 
    9. Tratnik a 56"; 
    10. Amador a 1'02".


    LE ALTRE MAGLIE — 

    Maglia Ciclamino: Fernando GAVIRIA (Col, Quick-Step Floors). 
    Maglia azzurra: Mikel LANDA (Spa, Team Sky). 
    Maglia bianca: Bob JUNGELS (Lus, Quick-Step Floors).



    Fote: gazzetta.it  


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    Re: Ciclismo

    Messaggio Da Kim Winchester il Gio Lug 13, 2017 5:26 pm

    Tour de France, Aru è maglia gialla: Froome soffre sui Pirenei, tappa a Bardet




    Finale entusiasmante a Peyragudes. Attacca il campione d'Italia, vince il francese e il britannico cede la leadership. Il sardo: "E' un'emozione indescrivibile, il massimo per un corridore"

    PEYRAGUDES - A Peyragudes sono state girate scene di uno dei tanti 007, ‘Il domani non muore mai’’. Stavolta però l’agente della regina non è all’altezza della situazione: sulle pendenze più cattive, quando il traguardo è lontano poco più di 300 metri, Chris Froome si ingobbisce, sembra chiudersi su se stesso, improvvisamente abbandonato dall’ultimo dei suoi scudieri. Fabio Aru lo attacca, e lui non riesce a rispondere. Il sardo sfodera il ghigno dei giorni migliori nella sua progressione: non vince, perché la brillantezza di Romain Bardet fa la differenza. Tappa al francese, ma quel che più importa, maglia gialla a Fabio Aru.  

    Tour riaperto? Sbagliato. In realtà non si era mai chiuso. Ma la prima sui Pirenei ci consegna una seconda parte di Grande Boucle straordinaria. Perché, nonostante sia dietro per soli 6’’ –una inezia visto quel che ci aspetta- le certezze granitiche di Froome hanno mostrato crepe impreviste che potrebbero essere più ampie dell’esiguo margine. Per non parlare poi del terzo uomo. Romain Bardet: ormai anche lui è lì, ad appena 25’’ da Aru: in salita ha mostrato crescita di condizione, in discesa è quello che va meglio di tutti. E occhio anche a Rigoberto Uran, ancora una volta all'altezza: secondo nella tappa, quarto nella generale a 55''. Sarebbero stati 35, ma l'inflessibile giuria lo ha penalizzato di 20 (e con lui Bennett) per rifornimento irregolare.

    "Nella vita bisogna provarci, io ci ho provato oggi, a 300 metri dall'arrivo: lo strappo era duro, ma ho resistito -è il primo commento di Aru-. Questa maglia è un'emozione indescrivibile, il massimo per un corridore. Mi mancava la maglia gialla, dopo avere indossato quella rosa al Giro d'Italia e quella rossa alla Vuelta. Ancora mancano tante tappe e non sarà facile conservare la leadership. Questo risultato ripaga il lavoro dei miei compagni: ieri Cataldo si è dovuto fermare, oggi Fuglsang. E' dedicata a loro. Il Team Sky ha fatto un ritmo molto alto, io sono partito lungo e Bardet ha fatto un gran numero. Io sono molto contento. E' un piccolo vantaggio, ma il Tour è ancora molto lungo".




    Il primo enigma sui Pirenei dunque gronda risposte, snocciolate in coda dopo una giornata estremamente complicata. Ci sono sei GPM: prima del muro che precede l’arrivo ci sono, tra gli altri, sono Col de Mentè, Col de Peyresourde e soprattutto il micidiale Port de Balès. Fanno paura anche le pendenze al contrario. Lo indica l’asfalto pirenaico, da sempre temuto per la sua imperfezione, lo dice la storia del Tour. Quando si scende dal Mentè in molto ricordano la disavventura del grande Luis Ocana, che frantumò se stesso ed un Tour quasi blindato con una caduta rovinosa.

    Come sempre in questi casi, nel drappello che si avvantaggia c’è varia umanità. Chi si avvantaggia per placare la sofferenza in salita (tra questi Marcel Kittel e Michael Matthews, memori del fuori tempo massimo di Demare), chi ha in mente di vincere (Cummings e De Gendt, che tra l’altro al Tour hanno già vinto), chi sta nel mezzo, come il nostro Diego Ulissi. Si parte a tutta: 49 di media nella primissima fase. Come se non bastasse, la pioggia fa compagnia al gruppo per le prime 4 ore. I big come prevedibile, mantengono alta la guardia per cercare di ridurre i rischi.

    Qualcosa si inizia a vedere nell’atmosfera spettrale del Port de Balés: nella nebbia, moto d’orgoglio di Alberto Contador che sollecita il ritmo, facendo perdere a Froome una pedina importante come Henao. Detta così però, la lettura è parziale, perché la maglia gialla resta comunque scortata da tre uomini, a Bardet ne rimane uno, Aru invece resta solo. Un isolamento prevedibile quello del sardo: il più fido scudiero, Jakob Fuglsang, corre con microfratture a scafoide sinistro e alla testa del radio del gomito sinistro. E’ stoico, ma va inevitabilmente alla deriva.

    Ma torniamo alla discesa. Quella dal Port des Bales rischia di costare cara a Gautier, rovinosamente a terra e prodigiosamente in sella in qualche secondo. Ma il grande brivido lo offrono proprio Froome e Aru, che sbagliano Una curva e per poco non finiscono dentro un camper. Rispunta il fair play: Bardet, che parlotta con Quintana (poche battute e il colombiano sparirà dalla classifica che conta), sembra smanioso di mandarlo all’aria, ma alla fine si adegua e aspetta. Altri verdetti sono attesi da una salita storia come il Peyresourde: il Tour ci sale per la sessantaseiesima volta, gli eroi (con quattro passaggi in testa) sono miti come Jean Robic e Federico Bahamontes.

    In realtà succede poco, perché una volta ripreso il superstite dell’azione di giornata (Cummmings), il copione sembra scrivere il team Sky. I due Mikel, Landa e Nieve, tengono una andatura elevata, troppo per permettere scatti secchi. La resa dei conti però è vicina, ed avviene sul muro finale. Nieve si scioglie: Froome soffre, molla, tramortito dallo stesso ritmo che aveva preteso e finisce persino dietro a Landa. Aru e Bardet colgono l'attimo, sono dei falchi: il primo fa sognare l’Italia, il secondo la Francia, e di colpo c'è un keniano bianco che  si ritrova a soffrire la solitudine. "Mi complimento con Romain Bardet per la sua bella vittoria di oggi e anche con Fabio Aru per aver conquistato la maglia gialla. Io ho fatto il massimo sforzo ma nel finale della tappa non avevo le gambe per seguirli".

    ORDINE D'ARRIVO
    1. Romain Bardet             (Fra, AG2R)           in 5h49'38"
    2. Rigoberto Uran            (Col, Cannondale)       a      2"
    3. Fabio Aru                 (Ita, Astana)                s.t.
    4. Mikel Landa               (Esp)                   a      5"
    5. Louis Meintjes            (Saf)                   a      7"
    6. Daniel Martin             (Irl)                   a     13"
    7. Christopher Froome        (Gbr)                   a     22"
    8. George Bennett            (Aus)                   a     27"
    9. Simon Yates               (Gbr)                        s.t.
    10. Mikel Nieve               (Esp)                   a   1'28"
    11. Nairo Quintana            (Col)                   a   2'04"
    13. Damiano Caruso            (Ita)                   a   2'11"
    14. Alberto Contador          (Esp)                   a   2'15"

    CLASSIFICA GENERALE
    1. Fabio Aru                (Ita, Astana)     in  52h51'49"
    2. Christopher Froome       (Gbr, Sky)         a         6"
    3. Romain Bardet            (Fra, Ag2r)        a        25"
    4. Rigoberto Uran           (Col)              a        55"
    5. Daniel Martin            (Irl)              a      1'41"
    6. Simon Yates              (Gbr)              a      2'13"
    7. Mikel Landa              (Esp)              a      2'55"
    8. Nairo Quintana           (Col)              a      4'01"
    9. George Bennett           (Nzl)              a      4'24"
    10.Louis Meintjes           (Saf)              a      4'51"
    11. Alberto Contador         (Esp)              a      7'14"



    Fonte: Repubblica.it


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    Re: Ciclismo

    Messaggio Da Kim Winchester il Mer Lug 26, 2017 9:52 pm

    Il Tour de France è finito, lo ha vinto Froome
    Il tradizionale arrivo in volata sugli Champs-Élysées è stato vinto invece dall'olandese Dylan Groenewegen




    Si è conclusa  a Parigi la 104esima edizione del Tour de France, la corsa a tappe più prestigiosa del ciclismo. La tappa conclusiva, con partenza dal comune di Montgeron e arrivo sugli Champs-Élysées, è iniziata più tardi del solito — verso le 17 — ed è terminata alle 19 inoltrate dopo 110 chilometri di percorso. Il tradizionale arrivo in volata sugli Champs-Élysées è stato vinto dall’olandese Dylan Groenewegen, che in volata ha battuto il tedesco André Greipel e il norvegese Edvald Boasson Hagen. Il vincitore del Tour, Chris Froome, era certo della sua vittoria già dal termine della cronometro individuale del giorno prima, ma è diventato ufficialmente il vincitore della 104ª edizione della corsa solo al termine della tappa finale. Dietro Froome, nella classifica generale del Tour si sono piazzati il colombiano Rigoberto Uran e il francese Romain Bardet. Fabio Aru, il miglior italiano in classifica, ha concluso la corsa al quinto posto dopo aver indossato la maglia gialla per due tappe.



    La maglia verde, quella data al primo della classifica a punti del Tour, è stata vinta dall’australiano Michael Matthews; la maglia a pois per il miglior scalatore l’ha vinta il francese Warren Barguil; il miglior giovane corridore del Tour (la maglia bianca) è invece l’inglese Simon Yates. Infine, il team Sky — quello di Froome, Mikel Landa e Michal Kwiatkowski — è stato premiato come miglior squadra di questa edizione.


    La classifica finale del Tour de France 2017:
    1) Christopher Froome 83h 55′ 16”
    2) Rigoberto Uran + 00′ 54”
    3) Romain Bardet + 02′ 20”
    4) Mikel Landa + 02′ 21”
    5) Fabrio Aru + 03′ 05”
    6) Daniel Martin + 04′ 42”
    7) Simon Yates + 06′ 14”
    8) Louis Meintjes + 08′ 20”
    9) Alberto Contador + 08′ 49”
    10) Warren Barguil + 09′ 25”


    fonte: ilpost.it


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    Re: Ciclismo

    Messaggio Da Kim Winchester il Mer Mar 21, 2018 11:41 pm

    Ciclismo, Milano-Sanremo: capolavoro di Nibali. "Ho fatto qualcosa di storico"Ciclismo, Milano-Sanremo: capolavoro di Nibali. "Ho fatto qualcosa di storico"

    Straordinaria affermazione dello Squalo, che con una azione sul Poggio stacca tutti e resiste sul rettilineo di Via Roma al ritorno dei velocisti. Secondo Ewan, terzo Demare. Sesto il campione del mondo e grande favorito Peter Sagan



    SANREMO  - Con Vincenzo Nibali la fantasia va al potere. L'azione con la quale lo Squalo si aggiudica la Milano-Sanremo n. 109 è un capolavoro che resterà nella storia del ciclismo moderno. E' una ribellione poetica alla dittatura instaurata dai velocisti, feroci nel narcotizzare una edizione noiosissima fino alla salita del Poggio. Già, fino al Poggio. E' qui che Nibali, dopo essere stato al coperto, piazza la stoccata. Uno scatto capace di suscitare una altalena di emozioni contrastanti: sembra fine a se stesso quando dietro appaiono vicini, sembra quindi carico di speranza e della gratitudine dei tifosi che si beano di una azione del genere, sembra infine un brivido che non finisce mai. Scollina per primo Vincenzo, quindi disegna le curve nella discesa che segue: ed è un affresco talmente bello da non poter essere cancellato. E' a quel punto che ci credono tutti. L'epilogo diventa una scatola cinese, un capolavoro dietro l'altro: l'ultimo nei 2 km finali, quando dietro gli danno una caccia selvaggia. Prima Matteo Trentin, poi il treno della Quick Step per Viviani. Ai 500 metri il sogno sembra quasi  sfumare, ma non è così. Resiste Nibali, e quando alza le braccia non curandosi più di quello che avviene dietro l'urlo è da stadio. Una impresa vera, anche per l'Italia che interrompe un digiuno nella Classicissima che durava dal 2006, quando a vincere fu Filippo Pozzato. A proposito di digiuni, era dal 1995 (con Laurent Jalabert) che un vincitore di una delle tre grandi corse a tappe - e Nibali tra Giro, Tour e Vuelta se le è prese tutte e tre - non si aggiudicava la Sanremo.

    "Non lo so nemmeno io cosa ho fatto, oggi correvamo per Sonny Colbrelli - le prime parole di Nibali -. Io dovevo seguire, ho visto il vuoto e ho accelerato, ho visto subito che avevo 20" di vantaggio e non mi sono mai più girato. Ho proseguito fino alla fine e, solo a 50 metri dal traguardo, mi sono goduto questa vittoria. Non pensavo di vincere, perché non ero velocissimo. Penso di avere fatto qualcosa per la storia, me la gusterò piano piano". Intanto inizia a gustarsi il trionfo quando suona l'inno di Mameli: con lui sul podio l'australiano Caleb Ewan, secondo, e il francese Arnaud Demare.

    Sesto il campione del mondo Peter Sagan. Lo slovacco è uno degli sconfitti di giornata, forse però lo è meno di altre volte. Probabilmente stanco di beffe atroci - l'ultima lo scorso anno - Sagan è rimasto sempre nelle posizioni di avanguardia ma senza prendere l'iniziativa con decisione. La sensazione è di un controllo con qualche scoria di ruggine con Kwiatkowski, quello che lo aveva fregato lo scorso anno. Giornataccia per il polacco, che aveva denotato avvisaglie sinistre in un battibecco con il compagno di squadra Rowe. Sagan invece era apparso disteso, a tratti quasi sorridente. Jurai, il fratello, lo aveva aiutato parecchio quando era in atto una fuga da controllare. Ma forse questo stato d'animo meno agonista del solito potrebbe essere stato dannoso.



    Per fortuna che c'è Nibali. Si potrebbe affermare questo parafrasando un celebre spot di siringhe di qualche anno fa. Perché fino al morso dello Squalo, lunghi tratti della Sanremo somigliano, e in tempi moderni non è certo una novità, ad una tappa di routine del Giro. C’è una fuga partita praticamente al pronti via, dopo 3 km. Il gruppo dà spazio ma non troppo. In avanscoperta Maestri e Rota (Bardiani ), Kobernyak (Gazprom-RusVelo), Sagiv e van Winden (Israel Cycling Academy), Hatsuyama (Nippo - Vini Fantini), Planet (Team Novo Nordisk ), Bono (UAE Team Emirates) e Mosca (Wilier Triestina - Selle Italia). Ci sono due professionisti dell'avanscoperta come Bono e Maestri: il primo era stato davanti nella Sanremo del 2014 e del 2016, il secondo nelle ultime due edizioni. E c’è anche uno che studia per la patente di attaccante come Jacopo Mosca, spesso in azione alla Tirreno-Adriatico.

    Fastidio lo dà il clima. Se sul traguardo di via Roma c’è un sole splendente, il gruppo fino ad una settantina di km dall’arrivo si becca un’acqua di quelle che accumulano la fatica.
    A parte ciò, c'è pochissima selezione. Un paio di dati da sottolineare. Sul Capo Berta esce di scena Marcel Kittel: corse di 300 km al momento sono ingestibili dal velocista tedesco. Pazzesco, inoltre poco prima del Poggio il volo di Cavendish: una sorta di salto mortale dopo uno spartitraffico, frattura ad una costola. Per il resto però la situazione è perfetta per tanti sprinter. I francesi di Demare adeguano il ritmo alle esigenze del loro capitano, quelli del Team Sky si agitano sulla Cipressa cercando di scremare il gruppo. Ma la metafora calcistica è quella di un infinito possesso palla in attesa dell'epilogo. Una dittatura noiosa prima che un poeta siciliano mandi al potere la fantasia.

    ORDINE D'ARRIVO DELLA MILANO-SANREMO
    1   Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida    7:18:43    
    2    Caleb Ewan (Aus) Mitchelton-Scott        
    3    Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ        
    4    Alexander Kristoff (Nor) UAE Team Emirates        
    5    Jurgen Roelandts (Bel) BMC Racing Team        
    6  

    Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe        
    7    Michael Matthews (Aus) Team Sunweb        
    8    Magnus Cort (Den) Astana Pro Team        
    9    Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain-Merida        
    10    Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo





    Fonte: La Repubblica


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    Re: Ciclismo

    Messaggio Da Kim Winchester il Mer Mar 21, 2018 11:43 pm

    E per chi non fosse riuscito a seguire la gara, come me purtroppo, ecco un piccolo riassunto:



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    Re: Ciclismo

    Messaggio Da Kim Winchester il Sab Giu 02, 2018 9:45 pm

    CHRIS FROOME VINCE IL GIRO D'ITALIA 2018


    Classifiche finali

    Classifica generale - Maglia rosa



    1 Chris FroomeSky89h02'39"
    2 Tom DumoulinSunweba 46"
    3 Miguel Ángel LópezAstanaa 4'57"
    4 Richard CarapazMovistara 5'44"
    5 Domenico PozzovivoBahrain-Mer.a 8'03"
    6 Pello BilbaoAstanaa 11'50"
    7 Patrick KonradBoraa 13'01"
    8 George BennettLotto NLa 13'17"
    9 Sam OomenSunweba 14'18"
    10 Davide FormoloBoraa 15'16"

    Classifica a punti - Maglia ciclamino




    1 Elia VivianiQuick-Step341
    2 Sam BennettBora282
    3 Davide BalleriniAndroni147
    4 Sacha ModoloEduc. First122
    5 Simon YatesMitchelton113

    Classifica scalatori - Maglia azzurra


    1 Chris FroomeSky125
    2 Giulio CicconeBardiani108
    3 Simon YatesMitchelton91
    4 Mikel NieveMitchelton79
    5 Richard CarapazMovistar65

    Classifica giovani - Maglia bianca



    1 Miguel Ángel LópezAstana89h07'36"
    2 Richard CarapazMovistara 47"
    3 Sam OomenSunweba 9'21"
    4 Valerio ContiUAEa 1h18'07"
    5 Fausto MasnadaAndronia 1h21'16"

    Classifica a squadre - Trofeo Super Team



    1 Team Sky267h48'47"
    2 Astana Pro Teama 24'58"
    3 Bora-Hansgrohea 43'32"
    4 Team Sunweba 1h14'35"
    5 AG2R La Mondialea 1h30'32"


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    Re: Ciclismo

    Messaggio Da Kim Winchester il Lun Lug 30, 2018 9:30 pm

    Tour de France, Parigi incorona Thomas: a Kristoff l'ultimo sprintTour de France, Parigi incorona Thomas: a Kristoff l'ultimo sprint



    Il gallese si gode la maglia gialla sui Campi Elisi. Volata conclusiva al norvegese, che precede Degenkolb e Démare


    E' stato il Tour dei fumogeni, degli insulti a Froome, dei lacrimogeni, degli spray urticanti, dei tifosi senza regole che hanno rischiato di buttare giù parecchi ciclisti fino a riuscirci con uno dei più bravi come Vincenzo Nibali, della forza di una squadra che ha fatto il bello e cattivo tempo. Detto questo, è stato pur sempre il Tour, ed è per questo che Geraint Thomas, al di là delle emozioni del Giro e al di là di quello che saranno la Vuelta e il campionato del mondo, è di diritto il personaggio dell'anno. "E' un momento incredibile per me.
    Cercherò di godermi i prossimi giorni e le prossime settimane al massimo - le prime parole del trionfatore -. L'ingresso a Parigi con la bandiera del Galles sulle spalle è stato meraviglioso. Sono state tre settimane stupende. Non pensavo di poter vincere alla vigilia ma ogni giorno ho acquisito fiducia e convinzione nei miei mezzi". E il Galles ringrazia. Il centro di Cardiff, città natale di Thomas, è stato colorato tutto di giallo con una illuminazione particolare. Ringrazia e si complimenta anche Froome: "Grazie per il supporto nel corso delle ultime tre settimane. E' stato un periodo di alti e bassi, ma non avrei potuto chiedere di meglio che trascorrerlo con una squadra e con delle persone migliori di queste. E su Geraint Thomas dico che non c'è nessuno più meritevole di lui. Congratulazioni".


    Definire rampollo uno che ha 32 anni stona un po', ma il gallese è il rampante di una dinastia - la Sky - che, a parte la soluzione di continuità data proprio da Nibali, domina il Tour dal 2012. Wiggins, quattro volte Froome (che si prende comunque un terzo posto finale a Parigi e la solita razioni di fischi), ed ora Thomas. Di sicuro, dei sei successi è il più sorprendente, forse è anche il più meritato, anche perché ricamato su equilibri sottili. Prendere il posto del sovrano Froome non era cosa facile, non lo era soprattutto partendo da una posizione di subordine. Thomas ci è riuscito non dando l'idea di un arrivismo, magari pensato, mai però minimamente palesato.  

    Quel che è sicuro, il trionfo sui Campi Elisi è di quelli dal sapore intenso. Lo rende tale anche una attesa che sembrava infinita: la vittoria al nono Tour, solo l'inossidabile olandese Joop Zoetemelk aveva dovuto aspettare il ritiro dell'eterno rivale Hinault nel 1980 per affermarsi alla decima partecipazione. A proposito di olandesi, Tom Dumoulin riporta l'orange sul podio dopo 28 anni (Erik Breukink terzo nel 1990) e al secondo posto addirittura dopo 30 (Steven Rooks dietro Delgado nel 1988).


    E' stato anche il Tour che ha fatto capire come Peter Sagan non sia solo classe cristallina e simpatia, ma anche capacità di sofferenza. La tappa pirenaica più dura conclusa con il fisico martoriato da una caduta vale almeno quanto quella maglia verde che conquista per la sesta volta dopo averla blindata con una settimana di anticipo. Sofferenza, come quella di Lawson Craddock che avrà pure chiuso ultimo, ma si è fatto 21 tappe con la scapola fratturata.

    E' stato il Tour dei rimpianti per una potenza storica come l'Italia (Nibali era almeno da podio prima del fattaccio dell'Alpe d'Huez) e dei segnali di rinascita di un'altra come la Francia. La maglia a pois amatissima oltralpe va a Julian Alaphilippe, quella bianca di miglior giovane a Pierre Latour: i sogni di gialla per ora restano tali, ma arriva una doppietta a ventitré anni di distanza dalla verde di Jalabert e dai pois di Virenque.

    E se Parigi val bene una classica, fa festa anche Alexander Kristoff. Il norvegese è un altro di quelli che in questo Tour ha sofferto tanto. Gli sprint non erano mancati, ma lui non era mai riuscito a cogliere l'attimo. Ci riesce in extremis, scegliendo il tempo giusto per arrivare prima di John Degenkolb e Arnaud Démare proprio sui Campi Elisi. Una tappa che come consuetudine, si accende nel circuito parigino, aperto da Silvayn Chavanel, che ottiene il lasciapassare per prendersi i primi applausi dei parigini. Lo merita uno che ha concluso il suo diciottesimo Tour stabilendo il record del numero di tappe percorse.



    ORDINE D'ARRIVO

    1. Alexander Kristoff        (Nor, Uae Emirates)    in 2h46'36"
    2. John Degenkolb            (Ger, Trek Segafredo)         s.t.
    3. Arnaud Demare             (Fra, Groupama FDJ)           s.t.
    4. Edvald Boasson Hagen      (Nor)                         s.t.
    5. Christophe Laporte        (Fra)                         s.t.
    6. Maximiliano Ariel Richeze (Arg)                         s.t.
    7. Sonny Colbrelli           (Ita)                         s.t.
    8. Peter Sagan               (Svk)                         s.t.
    9. Andrea Pasqualon          (Ita)                         s.t.
    10. Jasper De Buyst           (Bel)                         s.t.


    CLASSIFICA GENERALE

    1. Geraint Thomas            (Gbr, Sky)             in 83h17'13"
    2. Tom Dumoulin              (Ned, Sunweb)              a 01'51"
    3. Chris Froome              (Gbr, Sky)                 a 02'24"
    4. Primoz Roglic             (Slo)                      a 03'22"
    5. Steven Kruijswijk         (Ned)                      a 06'08"
    6. Romain Bardet             (Fra)                      a 06'57"
    7. Mikel Landa               (Esp)                      a 07'37"
    8. Daniel Martin             (Irl)                      a 09'05"
    9. Ilnur Zakarin             (Rus)                      a 12'37"
    10. Nairo Quintana            (Col)                      a 14'18"


    MAGLIA VERDE (classifica a punti)

    1. Peter Sagan               (Svk, Bora Hansgrohe)           477
    2. Alexander Kristoff        (Den, Uae Team Emirates)        246
    3. Arnaud Demare             (Fra, Groupama)                 203

    MAGLIA A POIS (classifica scalatori)

    1. Julian Alaphilippe        (Fra, Quick Step Floors)        170
    2. Warren Barguil            (Fra, Fortuneo Samsic)           91
    3. Rafal Majka               (Pol, Bora Hansgrohe)            76


    MAGLIA BIANCA (classifica giovani)


    1. Pierre Roger Latour       (Fra, AG2R La Mondiale)in 83h39'26"
    2. Egan Arley Bernal Gomez   (Col, Sky)                 a 05'39"
    3. Guillaume Martin          (Fra, Wanty Groupe Gobert) a 22'05"


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    Re: Ciclismo

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