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    L'arte deve essere provocatoria

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    Re: L'arte deve essere provocatoria

    Messaggio Da annika il Mar 5 Gen 2016 - 22:53

    Che si poteva fare con una console  per videogiochi 8 -bit ? Qualcuno le utilizzava per reinterpretare quadri famosi ,con questi risultati...


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    Re: L'arte deve essere provocatoria

    Messaggio Da annika il Mar 5 Gen 2016 - 23:02

      Ci sono tanti modi di esprimersi ,in Iran i muri vengono  usati  dai writers sfidando le leggi , ne è venuto fuori un documentario ...Mutiny of Colour




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    Re: L'arte deve essere provocatoria

    Messaggio Da annika il Lun 25 Gen 2016 - 22:38


    • Banksy censurato a Londra. La sua opera critica la Francia sulla gestione del campo profughi


    Banksy censurato a Londra. La sua opera critica la Francia sulla gestione del campo profughi

    Opera ispirata a 'Les Misérables' di Victor Hugo, con giovane donna che lacrima per i gas lacrimogeni






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    Banksy colpisce ancora. E stavolta viene censurato a Londra, per aver criticato le autorità francesi davanti all'ambasciata d'Oltralpe. La sua ultima opera di street art, già 'oscurata' con un pannello, ha come tema il musical tratto dal capolavoro di Victor Hugo 'Les Misérables': una giovane donna, ispirata al celebre romanzo, con le lacrime agli occhi a causa dei gas lacrimogeni. Alle sue spalle una bandiera francese e a terra una bomboletta. Sulla sinistra, in basso, c'è un codice QR che rimanda a un video dell'operazione di sgombero del 5 gennaio scorso al campo profughi di Calais, dove erano stati impiegati lacrimogeni e proiettili di gomma.Una tematica non nuova al misterioso artista, che alcuni mesi fa aveva realizzato quattro graffiti proprio a Calais, uno dei quali raffigurava Steve Jobs con un vecchio computer Apple in mano e una sacca in spalla.

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    Re: L'arte deve essere provocatoria

    Messaggio Da annika il Dom 31 Gen 2016 - 18:42

    Victor Vasarely
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    Biografia
    Victor Vasarely Pécs, 9 aprile 1906 – Parigi, 15 marzo 1997 è stato un pittore e grafico ungherese. È stato il fondatore del movimento artistico dell'Op art, sviluppatosi negli anni '60 e '70 e, insieme a Bridget Riley, il principale esponente.Vasarely trascorre l'infanzia nel suo paese natale, e a 12 anni manifesta le sue precoci tendenze artistiche con il quadro Bergère, un paesaggio. Nel 1925 si diploma, e incitato dal padre, studia all'università prima medicina, poi lettere. Nel 1927 compie il passo definitivo iscrivendosi all'Accademia artistica privata Podolini-Wolkmann. Lui aveva già un'ottima predisposizione al disegno, e la formazione artistica tradizionale (va detto che la interpretava già a modo suo) perfezionò la sua abilità. Quando termina l'istruzione artistica, il giovane Vasarely crea manifesti pubblicitari, numerosi studi di prossimi quadri (poi realizzati) e piccoli dipinti.
    Nel 1929 Vasarely si trasferisce al Műhely, una scuola da lui definita "il Bauhaus ungherese", fondata nel 1927 da Sándor Bortnyik, un ex-professore di quest'ultima. Potremmo dire che Bortnyik "ha scoperto" Vasarely. Qui al pittore viene descritta l'arte senza bisogno di forma, senza bisogno di qualche aggancio con la realtà, ma che si propone di figurare ciò che non può essere rappresentato normalmente. In questo periodo riconosciamo un cambiamento nell'arte di Vasarely: fa molta più attenzione alla composizione geometrica dell'opera.
    Nel 1930, dopo aver transitato per breve tempo attorno al De Stijl, si trasferisce a Parigi, il centro dell'arte di quell'epoca. Lì si sposa con Claire, conosciuta al Mühely. Nel 1931 nasce il suo primo figlio André, e pensa di fondare una scuola simile al Bauhaus. Nel 1934 nasce il figlio Jean-Pierre, noto poi come Yvaral. Fino la 1939 si dedica completamente al suo lavoro di artista pubblicitario. Intanto continua (senza né esporre né mostrare i suoi quadri) a studiare, sperimentando gli effetti ottici nella grafica, creando singolari rappresentazioni di zebre ed altri animali con contrasti tra il bianco e il nero. Vasarely, nel 1940 aveva conosciuto Denis René, un altro artista. In quell'anno muore Paul Klee. Negli anni tra il 1942 e il 1944 crea opere ispirandosi a lui e ad altri pittori suoi amici. Nel 1944 la galleria Denis René dedica una grande personale a Vasarely.
    Il 1947 fu un anno particolare per Vasarely: cambiò infatti stile di pittura, iniziando con l'analisi degli astrattismi geometrici (le "forme nelle forme"): sassi, cerchi, quadrati, etc. Dal 1950 si sviluppa la Optical Art, detta Op-Art, e Vasarely si dichiara appartenente a quel movimento, avendo praticato altri studi sulla cinetica del bianco e del nero. Verso la fine degli anni '40 Vasarely acquista una cascinetta a Gordes. I quadri e le opere di questo periodo sono classificate sotto il periodo Gordes-Cristal, caratterizzato da forme semplificate e pochi colori, soprattutto giallo, verde e nero. Il quadro Pamir (1950) rende questa idea: il quadrato nero in primo piano e gli angoli esposti alle curve del soggetto centrale danno l'effetto che ci siano più piani spazialisovrapposti in movimento. Il periodo si conclude con il ciclo di opere Hommage à Malevič (realizzati tra il 1952 e il 1958), che appaiono come quadrati, rettangoli e rombi che ruotano su degli assi e sono simmetrici. Quest'opera ebbe due ruoli fondamentali: fu la rappresentazione del linguaggio figurativo svincolato dalla realtà naturale, e divenne un punto di riferimento per gli artisti che partivano dall'osservazione naturale per giungere all'astrazione. Nel 1954 progetta le prime astrazioni architettoniche.
    Nel 1955 Vasarely espone alcuni quadri alla galleria Denise René con una tendenza al cinetismo subalpino insieme a Yaacov Agam, Nicolas Schõffer, Pol Bury, Jesús Rafael Soto, Jean Tinguely, Marcel Duchamp e Alexander Calder. Questa mostra divenne il primo accenno dell'Op Art, e prese il nome de: "Le Mouvement" ("Il Movimento"). Quel ciclo di quadri che lo rese famoso a livello internazionale era caratterizzato da un innato senso del movimento, quasi insolito negli altri movimenti pittorici della prima metà dell'Ottocento. Alcuni critici d'arte dell'epoca hanno definito il Mouvement una contrapposizione alla Pop Art di Andy Warhol. Infatti l'Optical Art è una concezione figurativa che affonda le radici in una tradizione di almeno mezzo secolo il cui tratto peculiare è la sempre maggiore aggressività nei confronti dell'occhio dell'osservatore. Seurat e Delaunay ispirarono Vasarely su questa teoria, soprattutto grazie agli studi chimici del Pointillisme. Da questo ha origine la Op Art vera e propria, la cui nascita è stata anche favorita dall'appoggio del critico d'arte Max Imdahl.
    Josef Albers, che fu una importante fonte di idee per l'Op Art, elaborò la teoria del fatto fattuale e attuale. Questa consisteva una parte fondamentale per la comprensione di un'opera cinetica. Questa teoria sosteneva che l'"attuale" (ciò che l'opera è) era diverso dal "fattuale" (ciò che l'opera ci vuole comunicare, la reazione che il nostro cervello sviluppa dopo l'esposizione visiva). Vasarely, padre ispirato della neonata Op Art, rifletté per più di 5 anni sul come unire al meglio l'opera e colui che la guarda. Al fine coniò la seguente frase, che rappresentava la sua idea di Op Art:  « La posta in gioco non è più il cuore, ma la retina, e l'anima bella ormai è divenuta un oggetto di studio della psicologia sperimentale. I bruschi contrasti in bianco e nero, l'insostenibile vibrazione dei colori complementari, il baluginante intreccio di linee e le strutture permutate [...] sono tutti elementi della mia opera il cui compito non è più quello di immergere l'osservatore [...] in una dolce melanconia, ma di stimolarlo, e il suo occhio con lui. »
    Vasarely, per la mostra del 1955, scrisse Il Manifesto Giallo, nel quale espone le sue idee riguardanti l'invenzione di un linguaggio cinetico figurativo, basato sulla disposizione e la riproduzione in serie di figure geometriche con colori complementari diversi. Il filosofo francese Jean-Paul Sartre disse che Vasarely era "un artiste engagé", cioè un artista molto attivo sia dal punto di vista creativo che dal punto di vista morale e sociale. La serie di quadri dipinti utilizzando solo il bianco e nero, denominati "Noir et Blanc" si rifanno alla sua teoria esposta nel Manifesto Giallo.
    Nel Manifesto Giallo del 1955 Vasarely espresse anche l'idea centrale della sua arte, l'"Unità plastica". Lui la definiva così:  « Due forme-colori formano l'unità plastica, vale a dire l'unità di quella creazione artistica: e la persistente, onnipresente dualità viene finalmente riconosciuta inscindibile » (Victor Vasarely)
    Semplificando, il principio dell'unità plastica è l'inserimento di forme una dentro l'altra con colori e sfumature diverse, come per dare un senso di movimento unilaterale alla figura. Nel 1959 ebbe quindi origine il tanto agognato alfabeto plastico, presentato ufficialmente nel 1963, con la serie "Folklore planetario". Le opere si questa serie di quadri sono caratterizzate da una scarsa gamma di sfumature; come composizione Vasarely utilizzò l'allineamento di cromatismi, cioè l'uso di forme incrociate perpendicolarmente di colore dalla più chiara alla più scura (nel caso specifico anche bianco e nero). In alcune opere, questa nuova concezione dell'alfabeto plastico da l'impressione che ci siano pezzi a incastro che vengono resi chiari o scuri a seconda della luce su di essi proiettata. La teoria di Vasarely sull'alfabeto plastico derivava in parte anche dal fondamento dell'arte astratta, cioè che la bellezza pura e universale è raggiungibile solo con l'armonia delle forme e dei colori elementari.
    Addirittura si giunse a sostenere (come alcuni quadri di Vasarely davano anche a credere, tra l'altro) che i quadri di Vasarely costruiti secondo le leggi dell'alfabeto plastico potessero essere una verosimile rappresentazione dello spazio (i più gettonati erano le serie di quadri CTA, Vonal e Vega), cosa che alcuni nomi futuristici dei quadri stessi (intitolati a stelle, es. Cassiopea, o con nomi astronomici) e determinate situazioni dell'epoca non hanno fatto altro che ingrossare.
    Gli anni sessanta e settanta sono stati il periodo più produttivo di Vasarely dal punto di vista artistico e culturale. Le due mostre, la prima nel 1965 al MOMA (Museum Of Modern Art) di New York intitolata "The Responsive Eye" e la seconda nel 1967, al Musée del'Art Moderne de la Ville de Paris, con il titolo di "Lumière et Mouvement", non hanno fatto che accrescere la sua fama, conferendogli l'immagine di artista enigmatico, da scoprire fino all'ultima "trasposizione geometrica", come le definiva lui.REALARTE


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    Re: L'arte deve essere provocatoria

    Messaggio Da annika il Dom 31 Gen 2016 - 18:53

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     Vega-Nor . Victor Vasarely


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    Zebegen. Victor Vasarely


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    Yvaral . Victor Vasarely


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    Re: L'arte deve essere provocatoria

    Messaggio Da annika il Ven 4 Mar 2016 - 23:29

    STAVOLTA BANKSY LO HANNO BECCATO DAVVERO? - LA QUEEN MARY UNIVERSITY: LO STREET ARTIST È ROBIN GUNNINGHAM, UN NOME GIÀ SALTATO FUORI IN UN'INCHIESTA DEL 2008 (''DAILY MAIL'' HA SEMPRE RAGIONE) - I RICERCATORI HANNO USATO LA TECNICA DEL ''PROFILO GEOGRAFICO CRIMINALE'', INCROCIANDO I LUOGHI DELLE OPERE E IN CUI SI TROVAVA GUNNINGHAM

    Il luogo in cui si consuma un crimine, in cui la vittima è stata avvicinata o vista per l'ultima volta, è fondamentale per gli investigatori. Allo stesso modo, gli scienziati hanno studiato la "geografia di Banksy", confrontando 140 opere e incrociandole con pub, parchi o indirizzi frequentati da Gunningham...

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    Nessuno sa con certezza chi si nasconda dietro quel nome. Banksy, uno dei più popolari artisti di strada del mondo, è sempre riuscito a tenere segreta la sua identità, lasciando solo le sue opere come segni del suo passaggio. Gli scienziati della Queen Mary University di Londra potrebbero, però, averla finalmente scoperta: secondo le loro indagini, il celebre Banksy sarebbe Robin Gunningham, un nome già saltato fuori in un'inchiesta del 2008.

    Gli studiosi si sono serviti del cosiddetto "profilo geografico criminale", una tecnica investigativa che ha lo scopo di scovare l'autore di una serie di reati analizzando i dati geografici ad esso correlati. Il luogo in cui si consuma un crimine, in cui la vittima è stata avvicinata o vista per l'ultima volta, è fondamentale per gli investigatori e può fornire informazioni preziose per la risoluzione di un caso. Allo stesso modo, gli scienziati hanno studiato la "geografia di Banksy", confrontando i posti in cui sono comparsi i suoi graffiti e gli spostamenti di Gunningham, trovando un riscontro effettivo.

    L'area presa in considerazione è stata quella di Londra e di Bristol, probabile luogo di residenza dell'artista. A finire sotto l'occhio degli studiosi sono state 140 opere sparse tra le due città. I graffiti hanno permesso di individuare alcuni "punti chiave" come pub, parchi o indirizzi specifici che sono risultati essere posti frequentati da Gunningham.

    Già nel 2008 il Mail on Sunday aveva diffuso la notizia dell'identità di Banksy facendola corrispondere a Robin Gunningham, allora trentaquattrenne di Bristol con la passione del disegno. La voce fu poi smentita. Nel corso degli anni, c'è chi ha ipotizzato che dietro il nome del celebre street artist si celasse una donna o un collettivo di artisti. La ricerca della Queen Mary University potrebbe riaprire il dibattito, accreditando scientificamente la prima ipotesi.

    Gli studiosi si sono detti soddisfatti per l'uso fatto della tecnica del profilo geografico criminale. "Il nostro studio dimostra che questo metodo può essere utilizzato come modello per riuscire a collegare piccoli atti di terrorismo ai loro autori - hanno spiegato -. Può applicarsi, dunque, anche ai problemi più complessi del mondo reale".

    dagospia


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    Re: L'arte deve essere provocatoria

    Messaggio Da annika il Mer 1 Giu 2016 - 22:39

    Le 10  artiste più quotate nelle Aste 2016

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    1. Georgia O’Keeffe , 44,4 milioni di $

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    2. Louise Bourgeois , 28,2 milioni di $


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    3. Joan Mitchell , 11,9 milioni di $

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    4. Berthe Morisot , 10,9 milioni $


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    5. Natalia Sergeevna Goncharova , 10,8 milioni di $

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    6. Agnes Martin , 10,7 milioni di $

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    7. Cady Noland , 9,7 milioni di $

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    8. Tamara de Lempicka , 8,4 milioni di $


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    9. Camille Claudel , 8 milioni di $

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    10. Frida Kahlo , 8 milioni di $


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    Re: L'arte deve essere provocatoria

    Messaggio Da annika il Mar 28 Giu 2016 - 22:39

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    In senso orario da sinistra in alto: Sonia Gechtoff in studio ca.  1961-1962 (Immagine per gentile concessione Sonia Gechtoff), Mary Abbott in studio ca.  1949-1950 (per gentile concessione McCormick Gallery, Chicago), Perle fine in studio nel 1959, Judith Godwin nel 1977 (per gentile concessione Judith Godwin), Deborah Remington (Per gentile concessione Deborah Remington Charitable Trust per le Arti Visive), Helen Frankenthaler nel 1956.

    12 donne  che meglio rappresentano l'Espressionismo astratto e che non bisogna dimenticare .



    Elaine de Kooning (1918-1989)


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    Joan Mitchell (1925-1992)


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    Mary Abbott (1921-)

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    Deborah Remington (1930-2010)



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    Judith Godwin (1930-)



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    Lee Krasner (1908-1984)

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    Ethel Schwabacher (1903-1984)

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    Helen Frankenthaler (1928-2011)



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    Perle Fine (1905-1988)


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    Grace Hartigan (1922-2008)


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    Jay DeFeo (1929-1989)


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    Sonia Gechtoff (1926-)

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    Huffington post


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    Re: L'arte deve essere provocatoria

    Messaggio Da annika il Sab 1 Ott 2016 - 18:14

    Recuperati due Van Gogh rubati

    Erano in mano alla camorra

    I due dipinti furono rubati nel 2002 al Van Gogh Museuum di Amsterdam insieme ad altri capolavori.

    Due quadri di Van Gogh rubati, del valore stimato in 100 milioni di dollari, sono stati recuperati a Castellammare di Stabia (Napoli) dalla Guardia di Finanza, nell’ambito di un sequestro per diverse decine di milioni di euro nei confronti del clan camorristico Amato-Pagano. I due dipinti furono rubati nel 2002 al Van Gogh Museuum di Amsterdam insieme ad altri capolavori e sono stati scoperti grazie alle dichiarazioni di un indagato. Alcuni componenti della banda ritenuta responsabile del furto furono arrestati, ma la refurtiva non era stata recuperata.

    I due dipinti trafugati sono «La chiesa riformata di Nuenen» (1884) e «Vista della spiaggia di Scheveningen» (1882). Le tele appartengono al primo periodo «olandese» di Van Gogh e sono ritenute di valore inestimabile. Rientravano tra le opere d’arte più ricercate al mondo, inserite dall’Fbi tra le «Top ten art crimes».





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    L'Eco di Bergamo


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    Re: L'arte deve essere provocatoria

    Messaggio Da annika il Dom 23 Ott 2016 - 17:44

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    STREET ART PAPALE PAPALE - SCERIFFI ANTIGRAFFITI IN AZIONE: A ROMA RIMOSSO IL MURALE DEL PAPA REALIZZATO DA MAUPAL - PROTESTA ANCHE MONSIGNOR CIANI: “UN ERRORE DISTRUGGERLO, CHE TRISTEZZA” - LA PULIZIA LAMPO, IN UNA CITTÀ DEVASTATA DALLE SCRITTE, INCURIOSISCE LA STAMPA STRANIERA: POSSIBILE TANTO ZELO PER UN'OPERA A BASSO IMPATTO E DAL CONTENUTO POSITIVO? -

    Cancellato il mattino dopo. Il poster di Maupal che ritrae il Papa in versione street artist su un muro di Borgo Pio, a pochi metri dal Vaticano, diventa un «caso» internazionale. Se nelle vecchie sfide tra writer - buone ormai per qualche serie tv back in the days - a coprire i pezzi era il gruppo rivale, adesso la rimozione porta la firma dei «decorum cops», i vigili antidegrado. Più inflessibili dei colleghi newyorkesi ai tempi di Rudolph Giuliani, al punto da guadagnarsi titoli su The Guardian e The Atlantic .

    La pulizia lampo, in una città devastata dalle scritte, incuriosisce la stampa straniera: possibile tanto zelo per un' opera a basso impatto (il manifesto si elimina più facilmente di una scritta con lo spray) e dal contenuto positivo? Sui social, nel frattempo, monta la protesta. E nel clero c' è chi si indigna: «Un errore distruggerlo - il commento di monsignor Amerigo Ciani - che tristezza».
     
    L' autore, Mauro Pallotta, si difende: «L' immagine di Francesco sulla scala che gioca a tris con il simbolo della pace mi è sembrato un chiaro messaggio all' umanità, mentre la guardia svizzera rappresenta il proibizionismo sempre più diffuso nei confronti del giusto e del bene».
     
    Non devono averla pensata così gli «sceriffi» antigraffiti, solerti nel ripulire l' intonaco. Qualcuno dal Comune l' ha contattata? «Nessuno» assicura l' artista romano, 42 anni, che nel 2014 realizza un disegno del Papa in versione Superman. «Era gennaio, il mio primo intervento in strada - racconta Pallotta - . Osservando l' opera nel dettaglio si scoprono indizi che rivelano l' immensa umiltà del Santo Padre: gli occhiali, la pancetta, la sciarpa della sua squadra del cuore... Non sono riuscito a scriverla, ma avrei voluto aggiungere la frase: "Io non sono un supereroe, ma il servo dei servi di Dio"». L' immagine diventa virale.

    A ripostarla, su Twitter, è anche la sala stampa vaticana. Maupal lo interpreta come un like. Riproduce il soggetto su tavola e, il mese dopo, riesce ad avvicinare Francesco in piazza San Pietro. «Quando gli ho donato Super Pope sembrava molto divertito - ricorda - . Mi ha fatto una carezza, ma non sono riuscito a parlargli».
     
    L' artista, che a sei anni si allenava ritraendo il viso del nonno ruga dopo ruga, sa di avere a che fare con un' icona pop: dalla copertina di Rolling Stones alla versione di Bergoglio in Vespa firmata Banksy (autentica?). «È una figura carismatica, per questo ha riavvicinato alla fede anche molti scettici e sfiduciati - sottolinea Pallotta - . Mi avrebbe affascinato anche se fosse stato un capo di Stato o un sindaco...».
     
    Dopo gli studi all' Accademia di Belle Arti, Maupal si fa notare nel circuito delle gallerie per l' originale tecnica pittorica su lana d' acciaio. In dissolvenza un po' come la street art: «Lo specchio della nostra società, dove tutto è veloce ed estremo». Per quanto il suo preferito sia Michelangelo, che con i Papi (si pensi alla «tragedia della sepoltura» della tomba di Giulio II a San Pietro in Vincoli) aveva un rapporto non proprio idilliaco. Se si può azzardare un paragone con l' arte urbana, forse, è nella ricerca di libertà: dello spirito dalla materia o del gesto creativo che cerca di trovare spazio nella babele contemporanea.

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    Re: L'arte deve essere provocatoria

    Messaggio Da annika il Lun 3 Lug 2017 - 23:15

    95 mln £ per Beckmann, Picasso e van Gogh. Totale Christie’s: 149,5 mln e nuovi record


    95 milioni di sterline per la triade  Beckmann, Picasso e van Gogh. I tre titani da soli valgono il 63,5% del totale di 149,500,000 £ della Evening Sale di arte impressionista e moderna da Christie’s a Londra di stasera, 27 giugno.  L’omologa vendita del 2016 aveva incassato solo 25,612,500 £. Oggi solo due lotti sono rimasti invenduti sui 33 offerti (Schiele e Liebermann) e uno è stato ritirato, una natura morta di Renoir raffigurante carciofi e pomodori, la cui vendita però è stata solo posticipata. Sarà in catalogo a novembre a New York.
    Ma veniamo alla “top three”. I pronostici sulle migliori aggiudicazioni si sono rivelati quasi tutti esatti. “Bird’s Hell”, realizzato da Max Beckmann nel 1938, era  offerto con stima a richiesta, ma già prima dell’asta si vociferava che fosse intorno ai 30 milioni di sterline. E infatti il martello di Jussi Pylkkanen si è fermato a  36,005,000 £(USD 45,870,366) realizzando il nuovo record per l’artista, che era bloccato al 2001 a 22.555.750$. Jay Vincze (esperto Christie’s), commentando l’opera prima della vendita, l’aveva paragonata a Guernica di Picasso, per importanza storica e politica.
    Con 34,885,000 £ Pablo Picasso ha tallonato Beckmann. Ma è arrivato solo secondo.  “Femme Écrivant”  immortala la giovane e vitale musa e amante Marie-Thérèse Walter  intenta a scrivere. L’opera, del 1934, era stimata £25,000,000-40,000,000 ed è stata realizzata quando il maestro cubista si trovava nel suo castello di Boisgeloup. E’  proprio qui che Picasso ha dipinto quelli che sono considerati i più bei ritratti di Marie-Thérèse.
    Terzo posto nella classifica di stasera per il luminoso dipinto di Vincent van Gogh “Le Moissonneur (d’après Millet)” del 1889 venduto a 24,245,000 £, circa il doppio della stima più bassa.  Si tratta di uno dei dieci dipinti (sette  si trovano al Van Gogh Museum di Amsterdam,) che il pittore ha realizzato ispirandosi ai disegni di Jean-François Millet raffiguranti  i lavori nei campi.
    E’ rimasto al palo “Einzelne Häuser (Häuser mit Bergen)” di Egon Schiele. Presentato come uno dei top lot del catalogo, non ha raggiunto le stime di 20/30 milioni di sterline.
    Nuovi record per l’esponente del movimento De Stijl Georges Vantongerloo (1,085,000 sterline, USD 1,382,290 $) e per Hannah Höch (1,085,000 sterline – USD 1,382,290). Dipinto dalla pittrice  tedesca nel 1922, “Frau und Saturn” era partito da 400 mila £. Si tratta di un lavoro autobiografico, molto intimo, che racconta una storia dolorosa. La Höch lo creò infatti in un periodo molto intenso e tumultuoso della sua vita. In quello stesso anno aveva avuto fine la relazione, durata ben sette anni, con l’artista Dada Raoul Hausmann. Interrotta anche a causa del desiderio non realizzato di diventare madre, sogno infranto secondo la Höch da un Hausmann-Saturno che non aveva mai voluto regolarizzare la loro relazione. Il dipinto è rimasto nello studio della pittrice per tutta la sua vita.
    Tra le aggiudicazioni di rilievo con prezzi che si sono discostati della stime si segnalano L’embellie di René Magritte del 1962 venduto per  1,061,000 sterline;  Infantin (Spanierin) di Alexej von Jawlensky (3,189,000 £);  Le chemin creux di Claude Monet (5,653,000 £) e Nu au collier, or Carmen l’Algérienne di Kees van Dongen (1,325,000 £).

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    Re: L'arte deve essere provocatoria

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